Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.
Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio
Nome Maria Teresa
Cognome Brambilla
Anno Settore Vincitrice del Premio Musa 2023 settore Reportage


Fotografie di Maria Teresa Brambilla “From the alps. Women”
Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?
Quando ero piccola mio padre ci fotografava con una macchina a pellicola, spesso in bianco e nero. Ci faceva vedere le diapositive, aveva dei libri di fotografia. Ecco io rimanevo estremamente affascinata dal potere di quella macchina che riusciva a fermare degli attimi e renderli eterni. Amavo guardare le foto dei grandi fotografi, soprattutto i reportage. Li cercavo sui giornali che entravano in casa. poi ho iniziato a chiedere di usare anche io una macchina compatta che aveva mia madre. Volevo fotografare il mondo con il mio occhio. Non so perché ma usare la macchina fotografica mi piaceva, era come immortalare quello che di solito osservavo e su cui riflettevo, quello che vedevo nel mondo.
Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?
Guardando i reportage che c’erano su D di repubblica. Da piccola. Poi moltissimi anni dopo ho deciso di studiare come si facevano i reportage e mi sono innamorata della profondità del processo. Ho capito che una buona foto e un buon lavoro nascono con un buon progetto e passando il tempo in quello che voglio raccontare. Ho sempre sentito di voler approfondire temi e situazioni con il lavoro fotografico e finchè non capisco di avere tutte le foto di cui ho bisogno non riesco a chiudere un lavoro.


Fotografie di Maria Teresa Brambilla “Something about you”
Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?
C’è un’idea iniziale, un tema, una situazione. Entro in contatto con le persone che vivono quello che ho scelto di raccontare. Spiego cosa e perché voglio fotografare. Cerco di entrare in sintonia con queste persone. Intanto preparo uno schema per sviluppare concretamente il tema con i miei scatti. Inizialmente passo molto tempo con le persone senza scattare. Solo per conoscerle, capirle ed entrare un po’ in intimità. Dopodichè inizio a scattare seguendo lo schema.
Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?
Le tematiche che più mi interessano sono la condizione e il vissuto delle donne in diversi ambienti e situazioni e i conflitti interiori dell’umanità (depressione, insonnia, disturbi alimentari..)
Ho un progetto aperto sulle mamme single, uno sulle donne che puliscono le stanze degli alberghi e un progetto personale di autoscatti in cui racconto la mia lotta tra la depressione e la mia voglia assurda di vita. I primi due sono progetti di reportage, l’ultimo ho intenzione di integrarlo con degli scritti ed è una sorta di diario intimo.
Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?
La bellezza della verità dell’umanità. La fragilità e forza che coesistono nelle persone.
Voglio cercare di dare voce a chi non l’ha, restituire bellezza e dignità a chi crede di averla perduta.


Fotografie di Maria Teresa Brambilla “Femmes de chambre”
Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?
In fase di ideazione decido di quali scatti ho bisogno e in che momenti, orari andare a scattare. Questo per avere scatti che mi permettano di avere una narrazione completa. Quando scatto mi concentro ma cerco di non pensare a niente altro, di sganciarmi dal risultato. Sono istintiva di natura quando agisco, quindi cerco un equilibrio tra il mio istinto e la strutturazione di un lavoro.
Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?
L’ispirazione la trovo leggendo poesie, ascoltando musica, guardando film, parlando con le persone, stando nella natura…osservando il cielo, l’oceano, la neve, i colori, le sfumature…e ovviamente guardando fotografie e lavori che mi rapiscono.
Il progetto che ha vinto credo sia nato molti anni fa dentro di me. Sfogliando a ripetizione un libro fotografico in bianco e nero che raccontava la vita di un pastore di pecore. Non mi ricordo ne titolo ne autore. Mi ricordo le foto.
Paolo Pellegrin, Gilles Peres , D’Agatà, Valerio Bispuri sono tra gli autori che preferisco e ho guardato spesso dei loro lavori per farmi ispirare.
Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?
Che per fare bene la fotografia ci vuole tempo, spazio, testa, soldi e spesso non li ho.
Il resto non so perché non conosco così bene questo mondo.



Fotografie di Maria Teresa Brambilla “Blue. Diaries”
Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?
Uno in particolare non mi viene, ma non riesco a immaginarmi di vivere senza fotografare quello che ho in mente di fotografare.
Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?
Ho conosciuto la scuola Musa facendo ricerche su Google. Mi capitava di andare sul sito della scuola e un paio di anni fa ho visto che c’era questo premio. Ho pensato quando avrò un progetto abbastanza iniziato provo a mandarlo.
Ritratto di Maria Teresa Brambilla

BIO
Sono nata tra le alpi.
Dove vivo anche oggi.
La natura è da sempre la mia musa assoluta.
Autodidatta in ogni passione del mio essere.
La fotografia è l’arte che più amo.
Perché non necessita di traduzioni per quello che si vuole dire.
Perché è sicera, trasparente, sfacciata.
Con la macchina fotografica è come se i miei occhi possono scavare le situazioni con il doppio della profondità.
Mi sento come in dovere di raccontare ciò che ha bisogno di una voce.
Di una storia per immagini in cui dispiegarsi.
C’è tanta vita nel mondo.
Molta sconosciuta. Silenziosa. Dolorante. In lotta. In cammino.
Mi sembra che la fotografia abbia lo straordinario potere di restituire bellezza e dignità a chi crede di non possederla.
Contatti
Sito dell’autrice https://www.majthe.com/works/
IG @majthemeri
3349350796
