👏Aperitivo + Presentazione attività + Inaugurazione mostra “Don’t let my mother know” di Sara Munari

Musa Fotografia, riapre! Facciamo festa!
Sara Munari presenta
“Don’t let my mother know” 
Via Mentana, 6 Monza
1 Ottobre 2020 ore 19.00
Aperitivo di apertura con presentazione attività e inaugurazione della mostra “Don’t let my mother know” 
Se il genere umano non avesse ambiziosamente progettato nel suo percorso, o non avesse sperato in eventi irrealizzabili o ancora non avesse provato a tradurre in realtà sogni fantascientifici, saremmo ancora coi piedi a terra, senza mai aver provato nemmeno a volare.
L’Islanda è luogo dove ho scattato tutte le immagini del mio lavoro.
Sappiamo poco di quello che c’è sulla terra, figuriamoci di ciò che ne sta al di fuori. Così, in questo viaggio fantastico, ho provato a riportare a casa mio padre, malato di Alzheimer che ho perso su un altro pianeta. Il lavoro è composto da video, documentazione e fotografie. Un percorso impossibile alla ricerca di mio padre. 
Vi aspetto alla festa e vi presento il mio lavoro!
Sara

Un fotografo di strada dal nome complicato: Tavepong Pratoomwong

Il fotografo che vi presento oggi, ha un nome piuttosto complicato ed è uno dei migliori fotografi di strada in circolazione: si chiama Tavepong Pratoomwong, ed è thailandese.

Di seguito vi propongo una selezione delle sue immagini più rappresentative. Per il mio gusto personale, ho selezionato quelle a colori, ma ha scattato anche in bianco e nero. Io lo trovo davvero bravissimo. Voi cosa dite?

Anna

Tavepong è nato nel 1981 a Chanthaburi, in Thailandia. Da sempre appassionato di fotografia, la sua formazione fotografica include una laurea alla Rangsit University.

Gradualmente però perde interesse per la fotografia praticata fino al 2013, quando la moglie gli regala un biglietto aereo per Varanasi, che fa riaffiorare antiche passioni ed è la svolta della sua carriera di fotografo di strada.

Da li, Tavepong non si è più fermato e ha ricominciato a scattare 365 giorni l’anno, da cui il nome di uno dei suoi progetti.

Le sue immagini raccontano la vita ordinaria, cogliendo attimi spesso surreali, a volte ironici . L’estetica e la composizione a mio parere sono perfette.

E’ membro del collettivo Street Photo Thailand , e molto attivo sui social network. Vi consiglio di seguirlo anche su Instagram: https://www.instagram.com/tavepong_street/

Questo è il suo sito.

Tutte le immagini pubblicate in questo articolo sono di proprietà di ©Tavepong Pratoomwong

Fotografi africani interessanti, da vedere!

Se stai cercando di conoscere il lavoro di fotografi africani, Singulart è il posto giusto. E’ una galleria online che offre uno spazio pieno di creatività. Singulart rappresenta artisti contemporanei di oltre 45 nazionalità che lavorano con diversi stili.

Diamo un’occhiata ad alcuni di questi:


Yannis Davy Guibinga
Fotografo autodidatta di Libreville, Gabon, vive e lavora a Montréal, in Canada, Yannis Davy Guibinga è noto per ritratti che esaminano le diverse identità africane. Guibinga usa audaci tavolozze di colori primari e nelle sue immagini è presente un’atmosfera futuristica.

Safaa Mazirh, autodidatta, fotografa marocchina, crea fotografie in bianco e nero volte all’esplorazione del corpo e del movimento. La sua prima esperienza in fotografia, è stata fotografare i bambini piccoli in villaggi remoti del sud del Marocco. Le sue fotografie in bianco e nero sono caratterizzate da inquadrature strette e da giochi di luce che creano scene irreali.

Emeka Okereke, artista e scrittrice originaria della Nigeria, che vive e lavora tra Berlino e Lagos, usa la fotografia per esplorare il tema dei “confini” e le complessità della vita nell’Africa contemporanea. La fotografa esplora la nozione di “confine” come spazio che fornisce terreno fertile per nuovi segni di identità.

Fondatrice di Invisible Borders, un progetto di collaborazione itinerante che coinvolge artisti di vari settori, invitati a intraprendere un viaggio creativo attraverso i confini nazionali in Africa e, più recentemente, in Europa, al fine di esplorare le interazioni tra le persone e l’ambiente.

George Osodi, era un fotoreporter per il Comet Newspaper e per l’Associated Press a Lagos tra il 2001 e il 2008.

George ha coperto molti incarichi per organizzazioni locali e internazionali, e le sue fotografie sono state pubblicate su New York Times, Time Magazine, The Guardian, The Telegraph, USA Today, The International Herald Tribune, CNN, BBC Focus on Africa e molti altri .

George ha vinto numerosi importanti premi internazionali, tra cui il Fuji Africa Fotoreporter dell’anno nel 2004 (Features).

Joana Choumali (Abidjan, Costa d’Avorio, 1974) è una fotografa freelance. Ha studiato arti grafiche a Casablanca (Marocco) e, prima di iniziare la carriera come fotografa, ha lavorato come Art Director per McCann-Erickson. Nei suoi lavori più recenti ha esplorato temi complessi come la femminilità, la bellezza e la rappresentazione del corpo nella società contemporanea africana.

Eric Gyamfi nato nel 1990, è un fotografo e di Accra che lavora sulla vita sociale del Ghana. E’ stato esposto ai Rencontres De Bamako, LagosPhoto e presentato a Aperture, The New York Times e The Huffington Post. ha vinto il premio della Fondazione Open Society 2017 Grant.

Spero vi siano piaciuti e vi abbiano dato spunti per approfondire, ciao Sara

Tutti gli eventi e i corsi di Ottobre 2020 – Musa fotografia –

Buongiorno a tutti, vi aspetto per l’apertura e per tutte le attività che organizziamo da Musa fotografia, un bacio a tutti, Sara

👏1 Ottobre 2020 ore 19.00 Aperitivo di apertura con presentazione attività e inaugurazione della mostra. 

Musa Fotografia, riapre!
Facciamo festa!
Sara Munari presenta “Don’t let my mother know” 

Per info su dove siamo

“Don’t let my mother know” 

👏18 Ottobre 2020 Scadenza Premio Musa per donne fotografe

👏 17 Ottobre 2020 Workshop “Scatti in danza”

👏 24 Ottobre 2020 “Storytelling” Costruiamo una storia insieme partendo da zero…

👏 24 e 25 Ottobre 2020 ” Banco ottico, le macchine di grande formato”

The Ballad of the Sexual Dependency, Nan Goldin.

The Ballad of the Sexual Dependency è uno slideshow di circa 700 foto Nan Goldin ha prodotto scegliendo tra le sue immagini scattate dagli anni Ottanta in poi. La fotografa, e le persone che ha frequentato nel tempo  sono i soggetti del lavoro. Molti di questi sono drogati ripresi nel quotidiano. Tutto il progetto è ripreso tra Boston, New York, Londra, Berlino e le altre città in cui la Goldin ha vissuto.

La fotografa descrive il lavoro come un diario personale che lei stessa rende pubblico: «Il diario è la forma di controllo della mia vita. Mi permette di annotare in modo ossessivo ogni dettaglio. Mi permette di ricordare».

Nan Goldin fa parte del gruppo detto dei cinque di Boston (Five of Boston) e il suo lavoro è considerato rilevante nell’ambito della fotografia contemporanea, come Terry Richardson e Wolfgang Tillmans.

Il suo lavoro esplora a 360 gradi il mondo LGBT nei momenti di intimità, durante il periodo dell’HIV e dell’uso smisurato degli oppioidi.

Il suo lavoro più notevole è The Ballad of Sexual Dependency (1986), che documenta la sottocultura gay dopo Stonewall, ma anche la sua famiglia e i suoi amici.

Vive e lavora a New York, Berlino e Parigi. Lei è bisessuale.

Trixie on the cot, New York City, 1979 © Nan Goldin

Nan Goldin nasce a Washington nel 1953 ma cresce a Boston, dove frequenta la School of the Museum of Fine Arts. Vive a New York dal 1978, dove si è affermata come una delle maggiori esponenti di un’arte a favore di una identificazione completa tra arte e vita. Fino dall’età di diciotto anni usa la fotografia come un “diario in pubblico”, per questo motivo l’opera di Nan Goldin è inseparabile dalla sua vita. Segnata dal suicidio della sorella diciottenne Barbara Holly il 12 aprile 1965, è proprio fotografando la propria famiglia che incomincia il suo lavoro fotografico. In seguito rimane molto vicina all’album di famiglia sia per la tecnica sia per i soggetti scelti.

© Nan Goldin

Nel 1979, incominciando dal Mudd Club di New York, l’artista comincia a presentare le sue immagini con una proiezione di diapositive accompagnate da una colonna sonora punk: Ballata della dipendenza sessuale diffuso nei musei in più versioni. Le foto, anche se danno l’impressione di essere state rubate, non sono mai scattate con il soggetto troppo vicino all’obiettivo per farlo risultare “sorpreso”. Nelle sue opere si può vedere il suo entourage subire il travaglio della vita: vecchiaia, amore, morte, infanzia si succedono nei pochi secondi della proiezione prima dell’immagine successiva. Questo gruppo di persone a lei vicine, molte delle quali sono scomparse, risulta ghermito in una congiura orchestrata dalla morte.

© Nan Goldin

Il suo è un reportage intimistico, un tipo di fotografia che influenzerà moltissimo le generazioni successive al suo lavoro.

I suoi lavori, che fin dall’inizio utilizzano più media, anticipano la realtà fotografica attuale.

Nan Goldin osserva la parte trasgressiva e nascosta della vita della città con un approccio intimo e personale. I ricordi privati divengono opere d’arte solo dopo la decisione di esporli. Ritrae amici e conoscenti, ma anche sé stessa, come nel celebre Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata. Il suo stile diventa un’icona della sua generazione difficile e assume un’ulteriore svolta dopo la diffusione dell’AIDS, che mette in discussione la sua fiducia nel potere delle immagini rendendole chiaro che esse le mostravano solo coloro che aveva perso. La Goldin intende le foto che documentavano la vita quotidiana dei suoi amici sieropositivi in funzione di una valenza sociale e politica, e come attivista di Act Up organizza la prima grande mostra sull’AIDS a New York nell’89.

© Nan Goldin

Attualmente impegnata con performance e call action sul problema degli oppiodi, utilizza i social network, Instagram e Facebook per le call action.

Le più importanti quelle realizzate al Museo Metropolitan di New York nel 2018 e 2019.

Ciascuna delle sue immagini è caricata di un peso romanzesco di uno spessore umano, potenza drammatica che fanno di Goldin la fotografa più atipica e affascinante del tempo. Più che una fotografa, è un’analista del sentimento, contrario del sentimentale, in Goldin il sentimento non è altro che il sesso, la faccia nascosta della tragedia.

Biografia da Wikipedia

Per acquisto del libro di Nan Goldin clicca qui

Ciao, buona giornata, Sara

Un’altra bravissima fotografa russa: Elena Anosova

Ciao! Tempo fa vi avevo presentato una fotografa russa che mi aveva molto colpito, Evgenia Arbuagaeva. Oggi ve ne propongo un’altra, Elena Anosova, che a mio parere fa delle foto eccezionali. Io la adoro. In effetti ha ricevuto anche premi piuttosto importanti, quindi magari la conoscete già o l’avevate vista in qualche mostra. Io avevo avuto modo di ammirare un suo progetto, qualche anno fa, al Festival della Fotografia Etica di Lodi.

Che ne dite? Piace anche a voi?
Anna

Elena Anosova (nata nel 1983) è un’artista che lavora con la fotografia documentaria ed artistica, con video, archivi e installazioni. Nativa della ragione di Baikal (Russia, Siberia), è attualmente basata tra Irkutsk e Mosca. E’ membro di MAPS (un collettivo internazionale di fotografi nda). Insegna arti visive (Mosca e San pietroburgo) presso diversi istituti: Rodchenko Art School, School of Visual Arts, The Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration, Academy Fotografika

La parte più importante della sua attività professionale è dedicata ai progetti personali a lungo termine, che sono incentrati sulla vita in istituzioni chiuse, piccole comunità e sull’isolamento. L’impulso a dedicarsi a questo tipo di ricerca nacque come riflesso rispetto alla sua adolescenza trascorsa in un collegio di riabilitazione. Inoltre, Elena Anosova si occupa di indagare le tematiche dei confini, dell’identità e della memoria collettiva nel territorio della Siberia, e le terre di frontiera dell’Estremo nord, dell’Estremo Oriente Russo e del Mar Baltico.

La Anosova ha vinto diversi premi, tra cui il World Press Photo, Center Project, LensCulture, World.Report Award e altri. I suoi lavori sono stati pubblicati in tutto il mondo, compreso su National Geographic (USA)

La biografia è stata liberamente tradotta dal suo sito

Qua trovate un’intervista ad Elena rilasciata ad International Photography Magazine nel 2016

Tutte le immagini sono coperte dal copyright e appartengono ad Elena Anosova.

Tutti i corsi di ritratto da Musa fotografia

Buongiorno, come state?
Ecco per voi tutti i corsi di ritratto che abbiamo organizzato! Spero di vedervi presto! Ciao Sara
Scatti in danza Il workshop fotografico “Scatti in Danza”, itinerante ed unico nel suo genere, è già stato realizzato in diverse regioni italiane con lo scopo di unire fotografia e danza, Info 
Il ritratto editoriale In questo workshop sci saranno modelle professioniste e saranno a disposizione dei partecipanti per l’intera durata del workshop. Info 
Ipotesi di ritratto Un workshop fotografico di livello intermedio con focus sul ritratto editoriale.Definizione delle specificità del ritratto e analisi dei clichés.  Info 
Per informazioni clicca qui 
Studia coi migliori professionisti! Buona giornata! Ciao Baci! Sara
 Ecco tutti i corsi di ritratto fotografico
Scatti in danza
Ipotesi di ritratto
Ritratto editoriale  

A prescindere che tu segua i percorsi o meno, se ti iscrivi contemporaneamente a quattro corsi, ottieni uno sconto del 10%Questo anno scolastico è ricco di novità! Da Musa puoi seguire due tipi di formazione:

I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.
Percorso autoriale Impara, trova la tua strada, scatta ed esponi
Percorso linguaggio fotografico Impara a parlare fotograficamente
Master in fotogiornalismo per sapersi muovere nel mondo del reportage professionale
Storytellingper costruire una storia insieme capendo modalità e funzione del racconto
CORSI SINGOLI tutti i corsi singoli organizzati per la nuova stagione scolastica
CORSI ONLINE proposta dei corsi di fotografia via web

Ti aspetto!Sara Munari 

Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it

Partecipa al Premio Musa per donne fotografe