Edward Steichen, geniale fotografo e artista! Da conoscere.

Buongiorno, ho guardato questo video con tanto interesse! Lui, Edward Steichen, è una figura magnifica della storia della fotografia, spesso, purtroppo, messo in ombra dalla figura di Alfred Stieglitz, più prorompente.

Edward Steichen ~ Fashion shoot for Vogue, 1930’s

Amo le immagini di Steichen, eleganti e raffinate, che fossero nel settore della moda, dove ha molto operato o più semplicemente di ricerca personale e legate in qualche caso al pittorialismo.

The Flatiron, 1904, stampato nel 1909. Edward J. Steichen

Edward Steichen era un artista, fotografo e gallerista americano di origine lussemburghese, figura chiave della fotografia a cavallo del ‘900. Steichen è stato direttore della fotografia del Museo di arte moderna dal 1945 al 1962. Nelle sue fotografie, come The Flatiron (1904), ha sperimentato tecniche di colorazione sviluppate in Francia.

Gloria Swanson, New York by Edward Steichen

Nato a Éduard Jean Steichen il 27 marzo 1879 a Bivange, in Lussemburgo, la sua famiglia emigrò negli Stati Uniti nel 1880. Durante gli anni ’90 dell’800, Steichen lavorò come apprendista litografo, iniziando a sperimentare con la fotografia. Diventa cittadino americano nel 1900, e le fotografie attirano l’attenzione di Alfred Stieglitz, nello stesso anno. Fonda con Stieglitz, appunto, la rivista Camera Work, e diventa direttore dell’Istituto di fotografia navale statunitense durante la seconda guerra mondiale. Durante il suo mandato al Museo di arte moderna, ha allestito la famosa mostra “La famiglia dell’uomo”. Oggi, le opere dell’artista si trovano nelle collezioni dell’Art Institute di Chicago, del J. Paul Getty Museum di Los Angeles e della National Gallery of Art di Washington, DC.

Nel febbraio del 2006, è stata battuta all’asta una copia della prima fotografia pittorialista di Steichen, “The Pond-Moonlight” (1904). L’asta ha raggiunto un prezzo record – tra i più alti mai pagati per una foto – di circa 2.9 milioni di dollari, cifra superata solo nel 2011 dalla fotografia Rhein II di Andreas Gursky.

Edward Steichen The Pond-Moonlight” (1904)

La fotografia fu scattata a Mamaroneck. Il soggetto della foto è una radura boscosa con un laghetto; il chiaro di luna che appare tra gli alberi illumina la scena riflessa sulla superficie del lago.

The Pond-Moonlight è un raro esempio di fotografia a colori realizzata tramite l’applicazione manuale su carta di alcuni strati di gomma fotosensibile. La tecnica, sperimentale, precede di qualche anno l’autocromia, il primo procedimento per la realizzazione di foto a colori, che fu reso disponibile nel 1907. Ad oggi rimangono solo tre copie di questa fotografia – incluso l’esemplare battuto all’asta – ciascuna delle quali costituisce un esemplare unico a causa della stesura manuale delle gomme; una caratteristica che ne ha giustificato, in parte, l’elevato prezzo di vendita. Da Wikipedia

Ciao, baci Sara

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Come si presenta e si monta una fotografia per bene, bene!

Buongiorno, ecco come si incornicia per benino una fotografia! Per gallerie e mostre di ogni tipo.
Quello che vi mostro è frutto della mie esperienza, non esistono regole ferree.

Non starò a dire che la fotografia va stampata professionalmente, con pigmenti adatti o, se lavorare in camera oscura, seguendo bene tutti i passaggi che renderanno l’immagine duratura nel tempo.

Passe-partout ‹pas partù›, non è una chiave che apre tutte le porte, non solo, bensì un foglio di cartone, o altro, tagliato in modo da costituire un margine più o meno ampio fra una stampa e la cornice. Il passepartout dovrebbe essere di cartoncino acid free con taglio 45° . I passepartout hanno colori differenti e possono essere di colore bianco naturale, crema o nero, grigio in base al soggetto delle foto. La foto viene fissata poi al passepartout tramite degli adesivi appositi, anch’essi acid free, come scotch di carta (ne esiste in commercio una tipologia apposita che evita ingiallimento e intaccamento della fotografia).

Esempio di passepartout

Il passpartout può anche essere richiudibile per bloccare ancora meglio le immagini, questo si usa per le letture portfolio e per la presentazione di immagini non incorniciate.

Passpartout richiudibile

La fotografia dovrebbe risultare così, a questo punto.

La parte dove incollare la fotografia può essere a filo con il bordo del passpatorut, come nel caso sotto, oppure si può lasciare un bordo/cornice bianco, dipende dal lavoro che stiamo proponendo.

Quindi:
1) Mettete la foto sul tavolo, guardando il soggetto
2) Incorniciate stando attenti ai profili la fotografia

3) Posizionare due pezzettini di scotch di carta per bloccare l’immagine nella posizione desiderata
4) Stando attenti che la foto non si muova, giratela sul retro

5) Posizionare lo scotch di carta sul profilo dell’immagine stando attenti a tendere bene tutto, per non avere ondulature.

Prima fase terminata. Se le immagini vi servono per una letturea portfolio o per la conservazione personale, riponetele in una scatola, possibilmente anch’essa acid-free.

Elenco materiale necessario
1) Passepartout
2) Scotch di carta acid free
3) Scatola da archiviazione acid-free

Se invece la fotografia va in mostra, dovrete farvi fare o acquistare cornici adatte alle vostre immagini. Personalmente mi fanno schifo le cornici e cerco sempre soluzioni diverse (le trovo con difficoltà) . Ricordate comunque che la cornice diventa parte della fotografia, racconta parte della storia, attenzione nella scelta che operate!

Montaggio fotografia in cornice

Una volta bloccata bene l’immagine col passepartout, tra vetro (se c’è e pulito in precedenza accuratamente) e piano di compensato leggero o cartone pesante, abbassate con cautela le linguette in metallo che reggeranno la fotografia (se lo fate 200 volte vi rimangono in mano le linguette, non dite che non ve lo avevo detto!)

Ora, io aggiungo una copertura ulteriore alla cornice, sul retro, per evitare che sporco e polvere arrivino sulla fotografia. Un foglio di carta di alta grammatura che incollo con biadesivo, acid free, al perimetro della cornice.

Retro della mia fotografia
Fronte della mia fotografia

Certificato di autenticità della fotografia

Per tutelare la paternità della tua fotografia non basta firmare sul retro l’immagine.
Dare garanzia al collezionista che sta acquistando una tua opera, è fondamentale.

La Dichiarazione di Autenticità Fotografica
L’autenticità di un’opera è certificata dall’autore mediante il rilascio di una dichiarazione certificato in forma cartacea, consegnata direttamente o affissa sul retro dell’immagine direttamente. Questa dichiarazione è regolamentata dal Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (in Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004) che dice:

Art. 64 – Attestati di autenticità e di provenienza:

Chiunque esercita l’attività di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura, di grafica … ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione attestante l’autenticità o almeno la probabile attribuzione e la provenienza; ovvero, in mancanza, di rilasciare … una dichiarazione recante tutte le informazioni disponibili sull’autenticità o la probabile attribuzione e la provenienza. Tale dichiarazione, ove possibile in relazione alla natura dell’opera o dell’oggetto, è apposta su copia fotografica degli stessi.

Un documento completo e dettagliato va redatto così:

AUTORE E TITOLO DELL’OPERA
TIPO DI SUPPORTO
DIMENSIONE (base e altezza in centimetri)
TECNICA E MATERIALI DI STAMPA (con indicazione di carta e inchiostri)
DATA E LUOGO DI REALIZZAZIONE
TIRATURA. Questo è un punto importante soprattutto se l’opera non è unica e riprodotta in più copie. Indicate che la foto è la numero X di tot copie che abbiamo intenzione di stampare.
PRESENTAZIONE DELL’OPERA. (Io non la metto mai!)
TIMBRO GALLERIA

FIRMA AUTORE E GALLERISTA

CERTIFICATO

In qualche caso, il numero degli esemplari prodotti può essere seguito da P.A., Prova d’Artista o Prova d’Autore. La Prova d’Artista è, in genere, una (o più) copia stampata della fotografia che non rientra nel conteggio della tiratura, ma rimane all’autore, senza che possa essere venduta.

Siete pronti per le gallerie, buona continuazione, ciao

Sara

Eventi Musa da non perdere a dicembre!

29 novembre 2019 ore 19.00

Federico Montaldo Presentazione del libro “Manuale di sopravvivenza per fotografi”

Montaldo

6 dicembre 2019 ore 19.00

Flavia Tronti presentazione autrice e Libro “Résilience” – Incontro

13 dicembre 2019 ore 19.00

Simone Cerio presentazione dell’autore – Incontro

Cerio

19 Dicembre 2019 ore 19.00

Festa di fine anno, regalino e brindisi in compagnia!

Natale

Black Friday MUSA, scopri gli sconti!

Black Friday Musa

Ciao, ho deciso di farvi un regalino per questa fine di Novembre! Se ti iscrivi o regali un corso entro domani sera a mezzanotte, 29 novembre 2019, ricevi uno sconto del 10% sul prezzo del corso. L’offerta vale solo sui singoli corsi e non sui percorsi (dato che il prezzo è già scontato). L’offerta è valida solo a scheda di iscrizione compilata e spedita alla segreteria con ricevuta del bonifico effettuato relativo ai corsi scelti.

Per informazioni 👉  Scopri tutti i corsi di fotografia e iscriviti o regala un corso!

Prossimi eventi

Il 6 Dicembre alle ore 19.00 Presentazione del Libro “Rèsilience” di Flavia Tronti

Il 13 dicembre 2019 ore 19.00 Presentiamo un giovane reporter italiano, Simone Cerio, che ci parlerà del proprio lavoro e dell’esperienza lavorativa nel reportage.

20 Dicembre 2019 ore 19.00 – Festa di fine anno, regalino e brindisi in compagnia!

Ti aspettiamo da Musa

Ciao Sara

Simone Cerio da Musa presentazione dell’autore – Incontro gratuito

Simone Cerio è un reporter italiano specializzato in fotogiornalismo e linguaggi multimediali. Dal 2011 al 2013 viaggia in diversi paesi tra cui Usa, Grecia, Albania e Russia per realizzare reportage, tra cui quello sui giovani anti-Putin durante le elezioni presidenziali. Espone a Vienna “N.D.R.”, un lavoro dedicato alla lotta alla ‘ndrangheta, la mafia calabrese, realizzato con il supporto del Museo della ndrangheta di Reggio Calabria.
Nel 2014, completa un assignment in Afghanistan, in collaborazione con l’ONG Emergency, esposto in tutta Italia, per illustrare la storia del primo medico italiano a terminare i suoi studi in un territorio di guerra. Vincitore del Perugia Social Photo Fest 2014 e nella categoria Ong del Festival della Fotografia Etica di Lodi.
E’ docente di “Metodo e linguaggi fotografici” per Mood Photography, un centro studi di fotografia, che mira a promuovere nuove forme di comunicazione a livello nazionale. Collabora con importanti riviste nazionali ed internazionali come Vanity Fair, Il Corriere della Sera, Donna Moderna, Gioia, Alibi, Rogue, Russia Behind the Headlines, Shutr, His Life China, Internazionale, D La Repubblica, Panorama.

Prossimi corsi in partenza da Musa

Fotografia e letteratura E’ logico pensare come siano nati intrecci reciproci tra letteratura e fotografia…Lo scopo del workshop è quello di analizzare i modi e le possibilità in cui la letteratura e la fotografia si incontrano fin dalle origini del mezzo. Oltre ad una panoramica teorica su tematiche, personalità di spicco ed evoluzioni di entrambe le forme di espressione, i partecipanti saranno guidati nello sviluppo di un progetto fotografico personale a partire da testi o tematiche letterarie di loro interesse. Le sessioni di riprese vanno svolte singolarmente dai partecipanti tra un incontro e l’altro.Il workshop, da svolgersi in due giornate, ha lo scopo di avviare i partecipanti alla realizzazione di un progetto fotografico che muova dal mondo letterario (le fonti di ispirazione possono essere scrittori, correnti letterarie, poesie o romanzi). 
Informazioni
Data corso: 7-8 dicembre 2019
Orario: 10.00-18.00 circa Info 

Storytelling – Non solo reportage Storytelling
Raccontare la tua storia
Presentazione
Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. Il percorso prevede la realizzazione di esercizi in interni ed esterni, che possano essere utili come punto di partenza per un progetto personale. Verrà spiegato come pensare, svolgere, organizzare e presentare un progetto fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato.Il corso non è rivolto solo a chi è interessato al settore del reportage, ci si può muovere nella ricerca, nel concettuale ed in qualsiasi genere fotografico per il quale ci si senta portati e si abbia voglia di approfondire. DATA :14 – 15 dicembre 2019
DURATA CORSO: weekend
ORARIO: 10.00-18.00  Info 
 Lavorare con le ONG, enti e fondazioni Il mercato della fotografia oggi è fluido. Non si muove più in maniera univoca verso l’editoria, ma raggiunge canali e clienti fino a pochi anni fa considerati minoritari o di nicchia, come le Ong, le Fondazioni e le gallerie. Documentare tematiche di ampio respiro con un taglio personale, trovare il modo di finanziarsi un progetto, lavorare su storie poco conosciute ma raggiungendo un grande pubblico. Questi sono gli obiettivi per una fotografia indipendente. Non una tecnica da apprendere, ma un atteggiamento atto a migliorare la propria visione.
Attraverso un percorso didattico, verranno forniti gli strumenti necessari per comprendere la giusta relazione tra un fotografo e questi nuovi clienti. Quali sono i pro e i contro di questo lavoro, come e perché stabilire una collaborazione con un ente governativo, studiando il corretto approccio alle storie da sviluppare. Metodologia lavorativa e progettazione saranno le parole chiave: dalla presentazione dell’idea all’output finale, passando per i nuovi modelli visuali, come il Multimedia Journalism.Informazioni Data corso:
14 – 15 Dicembre 2019
Orario: 10.00-18,00 circa Informazioni 

Mostre per chiudere l’anno in bellezza

Ciao,

ecco le ultime mostre che vi proponiamo per il 2019. Da non perdere!

Ricordatevi di dare sempre un’occhiata alla nostra pagina con le mostre in corso.

Anna

Olivo Barbieri. Mountains and Parks

Olivo Barbieri, Alps Geographies and people, 2019

L’esposizione, curata da Alberto Fiz e coordinata dalla Struttura Attività espositive dell’Assessorato regionale, presenta oltre 50 lavori esposti in un percorso ventennale che comprende una serie di grandi immagini fotografiche inedite che hanno come soggetto le montagne della Valle d’Aosta, in particolare il Cervino e il Massiccio del Monte Bianco, realizzate per l’occasione. Per la prima volta, poi, viene presentata la produzione scultorea attraverso tre monumentali lavori plastici che occupano l’ala centrale del Centro Saint-Bénin.
Le opere in mostra ripercorrono la ricerca compiuta da Barbieri dal 2002 al 2019 sottolineando l’attenzione verso le tematiche connesse con il paesaggio e l’ambiente. Non manca, poi, un ciclo d’immagini dedicato alla storia dell’arte antica e moderna e la proiezione di un video del 2005 realizzato in Cina.
Mountains and Parks, il progetto ideato per il Centro Saint-Bénin, propone l’indagine di Barbieri sui parchi naturali, siano essi le Alpi (già nel 2012 la Valle d’Aosta era stata oggetto di una specifica indagine), le Dolomiti, Capri rivisitata con i colori della memoria o le cascate più importanti del pianeta che, come afferma l’artista, “sopravvivono intatte ad uso del turismo o come luoghi fisici museali dove ammirare come potrebbe essere una natura incontaminata”. Si tratta di una rassegna spettacolare e problematica, che affronta questioni fondamentali come l’esigenza di un rinnovato equilibrio naturale associato al turismo di massa che, se da un lato “consuma” i luoghi, dall’altra ne garantisce la sopravvivenza. Le immagini di Olivo Barbieri viste dall’alto, riprese con la tecnica della messa a fuoco selettiva che evidenzia solo alcuni elementi lasciando volontariamente sfocato il resto della scena, hanno inaugurato un nuovo modo di percepire il paesaggio che, grazie all’introduzione consapevole di alcuni “errori” fotografici, ci appare in modo inedito, più simile a un modellino in scala (non manca nemmeno l’uso della pittura digitale) che a un contesto reale. Sebbene nulla di ciò che vediamo appaia contraffatto, l’indagine di Barbieri decreta l’ambiguità della rappresentazione. Sono immagini che non nascono dalla volontà di ottenere effetti speciali (non c’è post-produzione), ma dalla curiosità di verificare il comportamento del mezzo fotografico in condizioni non-idonee. Insieme ai parchi dei ghiacci e dell’acqua, il suo sguardo si estende ai Landfills, le quattro grandi discariche abitate da migliaia di persone e animali del Sud Est asiatico in Thailandia, Indonesia e Malesia. Sono i parchi tematici in negativo, la coscienza sporca dell’Occidente dove si gioca l’equilibrio del pianeta. Il paesaggio si estende anche alla storia dell’arte dove la messa a fuoco selettiva modifica la percezione di opere ormai metabolizzate con un atteggiamento ironico e dissacrante. Nel Paradiso Terreste di Nicolas Poussin sembra di vedere il Creatore che si allontana appoggiato ad un drone di controllo, mentre il mito di Mark Rothko è connesso con i simboli del fast food americano, gli hamburger. Il dialogo con i maestri del passato coinvolge anche Paolo Uccello, Caravaggio e Canaletto. Quest’ultimo, attraverso l’uso della camera ottica, sembra anticipare gli esiti della fotografia contemporanea.
Per la prima volta è presentata in mostra la produzione plastica di Barbieri con tre grandi sculture in legno realizzate per l’occasione che fanno riferimento alla mappatura simbolica dei codici Hobo, i vagabondi americani e i Rom. Ne emerge una geografia errante che crea un paesaggio segreto, accessibile solo ai membri della tribù.
A completamento della rassegna, viene proiettato il video Seascape#Night, China Shenzhen 05 del 2005, parte di un progetto artistico in divenire. In questo caso tutto parte da Shenzhen, in Cina, una delle più importanti nuove aree economiche vicino ad Hong Kong dove un’intera generazione di cinesi sta per concedersi, per la prima volta da cinquant’anni, un divertimento di massa: fare il bagno in mare al chiaro di luna.

16 novembre 2019 – 19 aprile 2020 – Centro Saint-Bénin, Aosta

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Letizia Battaglia. Storie di strada

Una grande retrospettiva con oltre 300 fotografie che riscostruiscono per tappe e temi la straordinaria vita professionale di Letizia Battaglia. 
Promossa da Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, la mostra anticipa con la sua apertura il palinsesto “I talenti delle donne”, promosso e coordinato dall’Assessorato alla Cultura, che durante tutto il 2020 proporrà iniziative multidisciplinari – dalle arti visive alle varie forme di spettacolo dal vivo, dalle lettere ai media, dalla moda alle scienze– dedicate alle donne protagoniste nella cultura e nel pensiero creativo. 
Con circa 300 fotografie, molte delle quali inedite, “Storie di strada” attraversa l’intera vita professionale della fotografa siciliana, e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo costruito su diversi capitoli e tematiche. I ritratti di donne, di uomini o di animali, o di bimbi, sono solo alcuni capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città come Palermo, e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte e sull’amore, e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica. Il percorso espositivo si focalizza sugli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva più caratteristica dell’artista, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea. Quello che ne risulta è un vero ritratto, quello di un’intellettuale controcorrente, ma anche una fotografa poetica e politica, una donna che si interessa di ciò che la circonda e di quello che, lontano da lei, la incuriosisce. 
Non ha bisogno di presentazioni Letizia Battaglia (Palermo, 1935). Non solo in Italia, ma anche all’estero: nel 2017 il New York Times l’ha infatti citata come una delle undici donne straordinarie dell’anno. 
Letizia Battaglia ha raccontato da insider tutta Palermo, per non parlare del contributo dato al teatro, all’editoria e alla promozione della fotografia come disciplina. È riconosciuta come una delle figure più importanti della fotografia contemporanea non solo per i suoi scatti saldamente presenti nell’immaginario collettivo, ma anche per il valore civile ed etico da lei attribuito al fare fotografia. 
I soggetti di Letizia, scelti non affatto casualmente, hanno tracciato un percorso finalizzato a rafforzare le proprie ideologie e convinzioni in merito alla società, all’impegno politico, alle realtà emarginate, alla violenza provocata dalle guerre di potere, all’emancipazione della donna. 
Molti sono i documentari che hanno indagato la sua figura di donna e di artista, il più recente dei quali è stato presentato all’edizione 2019 del Sundance Film Festival. Il film Shooting The mafia, per la regia di Kim Longinotto, racconta Letizia Battaglia giornalista e artista, che con la sua macchina fotografica e la propria movimentata vita è testimone in prima persona di un periodo storico fondamentale per la Sicilia e per l’Italia tutta, quello culminato con le barbare uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

05 Dicembre 2019 – 19 Gennaio 2020 – MILANO, PALAZZO REALE

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SARA MUNARI – Don’t Let My Mother Know (Non ditelo a mia madre)

Mi chiamo Sara Munari, sono nata nel 1930 a Milano, in Italia. La mia famiglia è emigrata a New York l’anno successivo. Quasi per caso, a 18 anni, inizio a lavorare per l’Ente spaziale Americano, che allora si chiamava Naca (National Advisory Committee for Aeronautics) formata nel 1915 e nata per supervisionare e gestire gli studi scientifici legati al ‘volo’. Nel 1958 fondiamo la Nasa (National Aeronautics and Space Administration) l’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d’America e della ricerca aerospaziale. Nel 1959 creo un settore personale la RASA (Rational Aeronautics and Space Administration e acronimo del mio nome) che si occupa solo di avvenimenti considerati realmente accaduti perché scientificamente provati (da qui Rational) Io sono quello che viene definito ‘membro occulto’ quindi il mio nome non è mai potuto comparire per ragioni di sicurezza, così come il settore RASA. Dopo innumerevoli studi, tenuti nascosti fino ad oggi, posso dire di aver scoperto la vita su un altro Pianeta. Il nome che ho dato al pianeta è Musa 23. Gli abitanti sono umanoidi e io mi sono confrontata sempre e solo con uno di loro, l’ho chiamato x23. Sono stata su musa 23 in diverse occasioni. Ho 88 anni, ho piena facoltà di intendere e di volere. Qui ci sono i miei studi e le mie scoperte. Dopo quello che vi mostrerò non avrete più dubbi.
Finalmente posso raccontare tutto.

Riccardo Costantini Contemporary è lieto di presentare a Torino il nuovo progetto fotografico di Sara Munari che si sviluppa tra fotografie analogiche e video, dal titolo Don’t Let My Mother Know (Non ditelo a mia madre). Un titolo curioso per un lavoro che, nell’anno della luna, vuole omaggiare e narrare un’avventura fantastica (o realmente accaduta?) di un viaggio analogico in una galassia lontana e l’incontro alieno con “x23”. Una serie fotografie scattate per lo più in Islanda che riportano alla mente paesaggi di galassie lontane ed ostili all’uomo, un video in cui lei – fingendosi ormai un’anziana 88enne e desegretati gli archivi di Stato – finalmente può svelare la verità sui suoi incontri “alieni”. Un cofanetto in edizione limitata che racchiude un archivio con i documenti cartacei delle missioni spaziali, con di mappe e prove segrete, invecchiati come se da oltre 50 si trovassero segregati in un logo “Top Secret”. Un lavoro che sarà esposto nelle sale di Riccardo Costantini dal 22 novembre e al Foto Festival internazionale Photolux, a Lucca.
In realtà quell’alieno è suo padre, percepito sempre più distante e lontano a causa dell’Alzheimer, contratto a seguito di un intervento ospedaliero. Un viaggio che ci racconta con delicatezza e qualità estetica un rapporto impari, in cui il genitore si sottrae alla sua famiglia e ricordi, diventando concettualmente “alieno” a se stesso ed ai suoi affetti.
50 stampe eseguite in camera oscura da Sara Munari stessa, 23 documenti d’archivio per ogni cofanetto in limited edition contenente mappe, rappresentazioni dell’alieno, lettere scritte a macchina, materiale archeologico contenente dimostrazioni di contatti alieni precedenti…E un video di 12 minuti, per un totale di 73 elementi che andranno a trasformare in un viaggio stellare la visita alla rinomata galleria torinese.
A cura di Alessia Locatelli

21 novembre 2019 – 25 gennaio 2020 – Riccardo Costantini Contemporary – Torino

Altre info qua

BIEKE DEPOORTER 2015-2019

How close can a photographer get to the people they portray? What is their role with regards to their subject, and what responsibility do they assume? Bieke Depoorter’s artistic work is based on her relationships with people and her own position as a photographer. From November 22, 2019 to February 16, 2020, the NRW-Forum Düsseldorf is showing the most comprehensive solo exhibition to date of the Belgian Magnum photographer’s work in Germany. Comprising five series from 2015 to 2019, the exhibition presents the photographer, who was born in Belgium in 1986, as an artist at a turning point in her career.

Depoorter explores current social issues and questions her role as a photographer, as well as the limits of her medium, across five topical projects, some of which are ongoing. The points of departure are often chance encounters with people, some of whom she then accompanies for years, exploring how and whether one can capture a person through the means of photography, as well as how to achieve true collaboration. Her various journeys have taken her to Egypt, the USA, France, Norway, and Lebanon.

NOVEMBER 22 2019 – FEBRUARY 16 2020 – NRW Forum – Duesseldorf

All details here

Alex Prager  – Silver Lake Drive 

La Fondazione Sozzani presenta per la prima volta in Italia la mostra “Silver Lake Drive” in cui la fotografa e regista Alex Prager unisce dieci anni di lavoro. La mostra è curata da Nathalie Herschdorfer, direttore del Musée des Beaux-Arts Le Locle in Svizzera. L’opera di Prager è cinematografica e trae ispirazione da ciò che la circonda, dalle esperienze personali, dalla street photography, dalla cultura pop e dai film. Applica una serie di elementi stilistici che richiamano i film noir, i thriller, il melodramma e i polizieschi. Le donne sono spesso le protagoniste del suo lavoro, guidate dall’emotività. Attraverso l’uso di colori saturi e di un immaginario vagamente familiare, Prager è in grado di ricreare un proprio mondo originale in cui esplora temi oscuri in modo seducente e inquietante. Le sue radici nascono dalla tradizione fotografica di William Eggleston, Diane Arbus e Cindy Sherman, maestri nell’arte di “congelare” un indefinibile momento del quotidiano. Il lavoro di Prager consiste in imponenti scenografie e immagini di grande formato dai colori saturi. Le sue fotografie possono essere viste come narrazioni di un singolo fotogramma che catturano storie enigmatiche definite entro i limiti della cornice. I suoi lavori sono caratterizzati dall’assenza di una narrativa lineare.

15 settembre 2019 – 6 gennaio 2020 – Fondazione Sozzani – Milano

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Rankin: From Portraiture to Fashion

Rankin – From portraiture to fashion

Unico nel suo genere – dopo tre anni dalla presentazione di Outside In durante la Fashion Week di Milano del 2016 –, lo show Rankin: From Portraiture to Fashion rappresenta uno dei progetti più ambiziosi e complessi mai concepiti in collaborazione con una galleria. Rankin: From Portraiture to Fashion vuole essere un vero e proprio tour nell’archivio del fotografo con l’obiettivo di dare visibilità non solo ai suoi lavori più iconici, ma anche alle opere più concettuali, presentando così la contemporaneità dell’artista a una nuova generazione di collezionisti. La proposta espositiva, rivelandosi compiutamente nell’arco di quattro mesi, prevede cambi di opere e di interi allestimenti al fine di celebrare alcuni degli eventi distintivi del calendario milanese come il Vogue Photo Festival, il Fashion Film Festival (entrambi a novembre) e la Milano Fashion Week di febbraio, creando così un’originale occasione di dialogo tra l’autore e le proposte culturali di una delle capitali del design e della moda in Europa.

«Non sono una persona che fugge di fronte alle sfide, quindi questa è per me una grande opportunità su innumerevoli fronti: mostrare alcuni tra i miei lavori migliori, partecipare a eventi interessanti e diventare davvero parte del tessuto culturale di questa città.» – RANKIN

18 ottobre 2019 – 24 febbraio 2020 – 29 Arts in Progress, Milano

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KATE CRAWFORD | TREVOR PAGLEN: TRAINING HUMANS

“Training Humans”, concepita da Kate Crawford, professoressa e studiosa nell’ambito dell’intelligenza artificiale, e Trevor Paglen, artista e ricercatore, è la prima grande mostra fotografica dedicata a immagini di training: repertori di fotografie utilizzate dagli scienziati per insegnare ai sistemi di intelligenza artificiale (IA) come “vedere” e classificare il mondo.

In questa mostra Crawford e Paglen esplorano l’evoluzione delle collezioni di immagini di training dagli anni Sessanta a oggi. Come afferma Trevor Paglen, “quando abbiamo iniziato a elaborare l’idea della mostra, oltre due anni fa, volevamo raccontare la storia delle immagini utilizzate per il ‘riconoscimento’ di esseri umani nel settore della computer vision e dei sistemi di intelligenza artificiale. Non ci interessavano né la versione inflazionata dell’IA applicata al marketing né le favole distopiche sui robot del futuro”. Kate Crawford aggiunge, “volevamo trattare direttamente le immagini che formano i sistemi di intelligenza artificiale e prenderle sul serio come parte di una cultura in rapida evoluzione. Questi materiali visivi rappresentano la nuova fotografia vernacolare che guida la visione artificiale. Per verificare il loro funzionamento, abbiamo analizzato centinaia di set di immagini di training per capire i processi interni di questi ‘motori del vedere’”.

Sabato 26 ottobre alle ore 14.30, nell’ambito della mostra, si è svolto “Training Humans Symposium”. L’evento ha coinvolto i professori Stephanie Dick (Università della Pennsylvania), Eden Medina (MIT), Jacob Gaboury (Università della California, Berkeley) e i curatori del progetto Kate Crawford e Trevor Paglen. Analizzando i concetti affrontati nella mostra in relazione con i loro studi innovativi, i relatori si sono confrontati con due interrogativi principali: quali sono i confini tra scienza, storia, politica, pregiudizio e ideologia nell’intelligenza artificiale? Chi ha il potere di costruire questi sistemi e di trarne beneficio?

“Training Humans” esplora due tematiche chiave: la rappresentazione, l’interpretazione e la codificazione degli esseri umani attraverso dataset di training e le modalità con cui i sistemi tecnologici raccolgono, etichettano e utilizzano questi materiali. Quando la classificazione di esseri umani attraverso l’intelligenza artificiale diventa più invasiva e complessa, i pregiudizi e le implicazioni politiche presenti al loro interno appaiono più evidenti. Nella computer vision e nei sistemi di IA i criteri di misurazione si trasformano facilmente, ma in modo nascosto, in strumenti di giudizio morale.

Un altro centro d’interesse per Crawford e Paglen sono i sistemi di classificazione basati sugli affetti e le emozioni e supportati dalle teorie molto criticate dello psicologo Paul Ekman, secondo il quale la varietà dei sentimenti umani può essere ridotta a sei stati emotivi universali. Queste tecnologie d’intelligenza artificiale misurano le espressioni facciali delle persone per valutare una molteplicità di fattori: la loro salute mentale, la loro affidabilità come possibili nuovi assunti o la loro tendenza a commettere atti criminali. Esaminando le immagini di questa raccolta e i criteri con cui le fotografie personali sono state classificate, ci si confronta con due interrogativi essenziali: quali sono i confini tra scienza, storia, politica, pregiudizio e ideologia nell’intelligenza artificiale? Chi ha il potere di costruire questi sistemi e di trarne benefici? Come sottolinea Crawford, ‘’un’asimmetria di potere è propria di questi strumenti. La nostra speranza è che “Training Humans” segni il punto di partenza per iniziare a ripensare questi sistemi e per comprendere in modo scientifico come ci vedono e ci classificano”.

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione illustrata della serie Quaderni, pubblicata da Fondazione Prada, che include una conversazione tra Kate Crawford e Trevor Paglen sui complessi temi affrontati nel loro progetto.

12 Set 2019 – 24 Feb 2020 – Fondazione Prada Osservatorio

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MATTEO DI GIOVANNI – I WISH THE WORLD WAS EVEN

I wish the world was even è un diario di viaggio.
 Matteo Di Giovanni procede in auto verso nord, tagliando l’Europa in verticale e attraverso l’inverno. Nel suo racconto non compaiono mai persone.
Ovviamente ne ha incontrate molte nei due mesi di viaggio, lungo la strada, e in verità non era nemmeno partito
 solo. Ma nei quattro anni che separano questa mostra 
e la pubblicazione del libro dal viaggio fisico che lo ha portato da Milano a Capo Nord e ritorno, ha messo mano al materiale più volte e le persone sono progressivamente scomparse.
Lui, un banco ottico, una 6×7: l’attrezzatura necessaria
a scattare in condizioni piuttosto estreme – per le temperature, sempre più basse, e le ore di luce, sempre più brevi. Nella cassetta sul sedile posteriore, il fornello e l’immancabile caffettiera, protagonista di ogni sosta.

Guardare il mondo con gli occhi di Matteo significa innanzitutto essere sempre immersi nel paesaggio, e vederlo scorrere ai lati della strada. Impariamo ad adottare una certa distanza dalle cose che si manifestano davanti a noi.
Né troppo lontano, né troppo vicino. Una sorta di distanza di sicurezza che tiene a considerare un quadro d’insieme piuttosto ampio mentre, allo stesso tempo, rivela un’irresistibile curiosità a guardare meglio e avvicinarsi. Si incontrano e si superano barriere e ostacoli che tornano con immancabile certezza.

Ripartire cercando una nuova direzione, reinventarsi un percorso: è chiaro che il viaggio è tutto interiore e il paesaggio un pretesto.

I wish the world was even è il risultato del viaggio in cui Matteo si è messo alla prova ed è tornato a fare il fotografo.

– Giulia Zorzi, dal testo che accompagna il libro

27 Novembre 2019 – 4 Gennaio 2020 – Micamera Milano

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Giacomelli e Leopoldi: storie celate di fotografia aerea

La storia e il ritrovamento

Terminato il riordino dell’Archivio dello Studio Fotografico Leopoldi di Senigallia (330.000 immagini sulla città e le Marche) fra gli album e i negativi sono state trovate delle cartelle molto speciali: 220 immagini – tra stampe a contatto, fogli di provinatura e negativi – con soggetti chiaramente riconducibili all’opera di Mario Giacomelli.

Enormi campi arati, case e vigne lavorate: erano tutte vedute aeree della campagna marchigiana, diverse delle quali cancellate a penna, tracciate con prove di inquadratura oppure contenenti appunti.

Perché queste fotografie erano conservate fra il materiale prodotto da Edmo Leopoldi?

Quando dal fondo di una busta è uscito un appunto scritto a penna con la calligrafia inconfondibile di Mario la risposta è parsa più chiara.

Il messaggio diceva: “Edmo, se non andiamo oggi per i paesaggi ho l’impressione che non ci andiamo più. Dobbiamo farli ad ogni costo – almeno 30 rullini -”

Così, da questa piccola annotazione, è iniziata una ricerca che ha permesso la ricostruzione di una vicenda sconosciuta alla maggior parte di noi. Una storia che ha come oggetto il coinvolgimento attivo di Leopoldi alla produzione di una serie specifica di opere del maestro Giacomelli: i paesaggi aerei. Dalle ricerche è infatti emerso che Leopoldi, ottimo fotografo e appassionato di volo, sia stato l’esecutore delle fotografie aeree di Mario Giacomelli.

Il senso della mostra

“La rilevanza di questa ricerca” afferma la curatrice Simona Guerra “sta nel fatto che ci permette di arricchire gli elementi conoscitivi su certi percorsi mentali messi in atto da Giacomelli, di conoscere un’attività del fotografo Edmo Leopoldi di cui fino ad oggi non è stato mai scritto e soprattutto di capire la relazione creativa che si era instaurata fra i due autori nonché dell’iter progettuale che ha portato Giacomelli a raggiungere – nella pratica – i suoi obiettivi compositivi anche grazie al contributo di Edmo. Certamente si tratta di un rapporto costruito su una grande fiducia che Giacomelli nutriva nei confronti di Leopoldi, oltre che di amicizia e complicità”.

Le opere in mostra

Il cuore della mostra è dato da 143 provini e 10 fogli di provinatura scattati da Edmo Leopoldi su indicazione di Mario Giacomelli provenienti dall’Archivio Storico Leopoldi. Ci sono poi altre immagini e testi autografi scritti da Mario a Edmo che aiutano a comprendere la ricerca.

Non mancano poi alcune opere di Mario Giacomelli originali provenienti dall’Archivio Mario Giacomelli di Senigallia, ovviamente riferite ai provini esposti.

Dal 23 novembre al 5 gennaio – Spazio Piktart Senigallia

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CHILDRENErwitt – McCurry – Mitidieri

USA. Pittsburgh, Pennsylvania. 1950.

l gioco, il divertimento, lo studio, la salute, ma anche i diritti negati, lo sfruttamento, la povertà, la guerra. Mercoledì 20 novembre a Bologna, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, inaugura la mostra fotografica “Children”, in programma all’Auditorium Enzo Biagi della biblioteca Salaborsa (piazza del Nettuno 3) fino a domenica 6 gennaio. Promossa da Legacoop Bologna e da Legacoopsociali, e curata da Monica Fantini e Fabio Lazzari con fotografie a cura di Biba Giacchetti, la mostra presenta, per la prima volta insieme, gli scatti di Steve McCurry, Elliott Erwitt e Dario Mitidieri: 3 autori profondamente diversi dal punto di vista espressivo, ma accomunati dalla volontà di testimoniare in prima persona la partecipazione emotiva alle vicende dei bambini che hanno incontrato negli angoli più remoti del mondo, laddove il diritto primario all’esistenza e quelli irrinunciabili all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla pace, vengono calpestati nel silenzio e nell’oblio.

Il gioco e la negazione del gioco sono il tema della mostra, in cui le fotografie di McCurry, Elliott e Mitidieri, in dialogo con la scenografia di Peter Bottazzi, ci conducono a riflettere sul primario diritto di spensieratezza dei bambini e sul nostro dovere come adulti di garantire loro un ‘tempo buono’ in cui possano crescere uguali – dicono i curatori –. Una mostra che guarda l’universale della popolazione per riposizionarla proprio all’altezza dei più piccoli: ossia al futuro”.

20 novembre 2019 – 6 gennaio 2020 – Auditorium Enzo Biagi – Biblioteca Salaborsa – Bologna

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Dauðalogn – Andrea Roversi

Trentino Impact Hub ospita Andrea Roversi e il suo progetto Dauðalogn Dauðalogn è un viaggio attraverso un paese ricco di contrasti, ma anche il romanzo di formazione di un bambino, Andry, che diventa adulto in un dialogo aperto con una natura estrema.

After being hardly hit by the global economic crisis in 2008, Iceland has been the protagonist of a miraculous recovery. The island has chosen to take a step back (or forward?) returning to land and betting on a green and sustainable economy based on natural resources. Dauðalogn – which means ‘dead calm’ in icelandic – is a journey through a country of sharp contrasts, but also the bildungsroman of a child, Andry, becoming an adult in an open dialogue with an extreme nature.

Dal 4 dicembre 2019 al 14 gennaio 2020 – Impact Hub Trentino – Trento

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NATURA IN POSA – AAVV

CAPOLAVORI DAL KUNSTHISTORISCHES MUSEUM DI VIENNA
IN DIALOGO CON LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

Un percorso alla scoperta di un genere pittorico, la Natura morta, attraverso oltre 50 capolavori – presentati per la prima volta in Italia – provenienti dalla collezione del Kunsthistorisches Museum di Vienna. La mostra, curata da Francesca Del Torre con Gerlinde Gruber e Sabine Pénot, documenta come questo soggetto si sia sviluppato tra la fine del Cinquecento e lungo tutto il XVII secolo a livello europeo, invitandoci a guardare sotto una nuova luce uno dei generi più suggestivi della pittura europea.
Il termine Natura morta, nato in Francia nel Settecento e poi adottato anche in Italia, indica una categoria di opere d’arte che ha come soggetto scene di mercato e di cucina, mazzi di fiori, frutta, strumenti musicali, accessori per la caccia. La cultura “nordica” descrive queste composizioni come still leffen – still leben e still life in tedesco e in inglese – a significare pitture che ritraggono oggetti immobili al naturale.

Il termine nordeuropeo mette in rilievo la dimensione contemplativa di queste rappresentazioni che invitano lo spettatore alla meditazione sulla caducità delle cose umane. La ricchezza delle invenzioni, la varietà dei soggetti, la creatività dei diversi artisti e la preziosità di esecuzione caratterizzano tale genere di pittura che conquistò il rango di rappresentazione autonoma nei Paesi Bassi intorno al 1600.

Il percorso, al tempo stesso tematico e cronologico, muove i primi passi dalla seconda metà del Cinquecento, con un’accurata selezione di scene di mercato e rappresentazioni delle stagioni di Francesco Bassano e di Lodovico Pozzoserrato, ancorando solidamente il tema nel contesto geografico del Veneto. Il confronto con i mercati fiamminghi di Frederik van Valckenborch e Jan Baptist Saive il vecchio conduce il visitatore Oltralpe. È qui soprattutto, nel contesto geografico, culturale e politico dei Paesi Bassi, che tali creazioni si perfezionano e specializzano, declinandosi in alcune categorie, come le nature morte scientifiche con i mazzi di fiori, le vanitas o allegorie della caducità, le tavole apparecchiate, le nature morte religiose, le scene di caccia.

Artisti quali Jan Brueghel, Pieter Claesz, Willem Claesz Heda, Jan Weenix, Gerard Dou realizzano capolavori che incantano per fasto, creatività e perfezione di esecuzione. Un gruppo di nature morte italiane illustra, poi, attraverso le opere di Evaristo Baschenis, Gasparo Lopez dei Fiori, Elisabetta Marchioni la diffusione del genere nei vari centri artistici a sud delle Alpi.

Completa la mostra la sezione, a cura di Denis Curti, dedicata alla fotografia contemporanea che testimonia come il tema della natura morta sia presente negli scatti di alcuni degli artisti più importanti e celebrati a livello internazionale. La selezione di queste immagini parte dall’assunto che la fotografia è sempre il risultato di una messa in scena: ogni scatto è il punto di arrivo di un’azione consapevole che vuole declinare con forza la necessità di penetrare la realtà e di andare oltre le apparenze. Si passa quindi dalle Vanitas, capaci di trarre in inganno, di David LaChapelle ai crudi e ironici reportages di Martin Parr sul consumo di massa, dai magnifici e sensuali fiori di Robert Mapplethorpe ai Flowers di Nobuyoshi Araki, dalla serie dedicata alle zuppiere di Franco Vimercati all’idea di classicità pittorica di Hans Op De Beeck.

30-11-2019 – 31-05-2020 – CONVENTO DI SANTA CATERINA – TREVISO

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The Consequences | Stefania Prandi

Dal 14 novembre al 7 dicembre 2019, La Quadreria di ASP Città di Bologna ospiterà la mostra The consequences, con le foto del reportage della fotografa Stefania Prandi, a cura dell’Associazione Culturale Dry-Art.

L’inaugurazione avrà luogo giovedì 14 novembre alle ore 17.30, presso la Sala delle Mappe della Quadreria.
Interverranno
Anna Pramstrahler – Casa delle donne per non subire violenza
Giovanna Ferrari – Scrittrice, attivista, madre di Giulia Galiotto
Renza Volpini – Madre di Jessica Poli, attivista
Marisa Golinucci – Presidente Associazione Penelope Emilia-Romagna, madre di Cristina Golinucci
Stefania Prandi – Autrice della mostra
L’inaugurazione della mostra sarà preceduta dalla presentazione del libro
Susana Chávez, Primera tormenta. Ni una mujer menos, ni una muerta más, a cura di Chiara Cretella, Gwynplaine, con un saggio di Diana Fernández Romero e una prefazione di Silvia Saccoccia, Camerano, 2019

Stefania Prandi ha raccolto, nel corso di tre anni, immagini di volti, oggetti, luoghi che raccontano lo sguardo di chi sopravvive al femminicidio e non si arrende alla violenza di genere.
A vivere le conseguenze del femminicidio – termine con cui si intende l’uccisione oppure la scomparsa di una donna per motivi di genere, di odio, disprezzo, piacere o senso del possesso – sono madri, padri, sorelle, fratelli, figli. A loro restano i giorni del dopo, i ricordi immobili trattenuti dalle cornici, le spese legali, le umiliazioni nei tribunali, i processi mediatici, la vittimizzazione secondaria.
Sono sempre di più le famiglie delle vittime di femminicidio che intraprendono battaglie quotidiane: scrivono libri, organizzano incontri nelle scuole, lanciano petizioni, raccolgono fondi per iniziative di sensibilizzazione, fanno attivismo online. Lo scopo è fare capire alla società che ciò che si sono trovate a vivere non è dovuto né alla sfortuna né alla colpa, ma ha radici culturali e sociali precise.
Un lavoro mai tentato prima, quello di raccontare i giorni di chi resta, per testimoniare che l’assenza può tramutarsi in presenza attiva contro la violenza di genere. Stefania Prandi riesce ad entrare in questo dolore senza spettacolarizzazioni e estetizzazioni, per ricordarci di ricordarle.

Dal 14 novembre al 7 dicembre 2019 – La Quadreria. Palazzo Rossi Poggi Marsili – Bologna

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On Assignment, una vita selvaggia. Fotografie di Stefano Unterthiner

Sulawesi crested black macaque (Macaca nigra)

La mostra presenta, in un inedito progetto, le immagini dei reportage realizzati dal fotografo Stefano Unterthiner nel periodo dal 2006 al 2017 su commissione del National Geographic Magazine. Ben 77 le fotografie esposte, articolate in dieci reportage: pinguino, Crozet; cigno, Giappone; entello, India; fauna andina, Cile; sterne, Seychelles; varano Komodo, Indonesia; fauna alpina, Italia; macaco, Indonesia; grillaio, Italia; canguri, Australia. A questi si aggiunge una parte dal titolo Uno sguardo al futuro, che presenta l’anteprima fotografica del progetto Una famiglia nell’Artico, dedicato al soggiorno di un oltre un anno, dal 2019 al 2021, che il fotografo e la sua famiglia stanno effettuando alle Isole Svalbard, arcipelago del Mar Glaciale Artico, con l’intento di documentare e comunicare il fenomeno del cambiamento climatico.

Sarà inoltre presentato il documentario Una vita selvaggia, della durata di 26 minuti, che racconta il lavoro di campo di Stefano Unterthiner attraverso il materiale inedito girato nel corso di alcuni assignment realizzati dal fotografo e presentati in mostra.

L’esposizione si inserisce a pieno titolo nella linea culturale che il Forte di Bard dedica all’esplorazione e alla documentazione fotografica dell’ambiente naturale attraverso artisti di livello nazionale e internazionale.
dal 14 dicembre 2019 al 2 giugno 2020 – Forte di Bard – Aosta

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FUORI LE ZERO – AAVV

Una sola immagine, mai pubblicata. Appunto la numero zero. Autori diversi, formati differenti, colore, bianco e nero, analogico e digitale. 40 foto tutte in mostra e tutte in vendita diretta. Questi sono gli ingredienti dell’inedita collettiva FUORI LE ZERO che si inaugura il 29 novembre 2019, alle ore 17, presso lo storico Laboratorio Fotografico Corsetti di Via dei Piceni 5/7.

Nella consuetudine storica del Laboratorio, che da sempre lavora con i più grandi nomi della fotografia mentre continua a ricercare e supportare giovani promesse, si inquadra un dialogo complesso e articolato che mette in relazione icone della fotografia, professionisti e nuovi nomi.

La società dell’immagine ha ormai modificato lo sguardo e l’immaginario, estendendo la portata della vista oltre i margini del confine fra visibile e invisibile: è la nascita di un nuovo ordine visivo “postottico”, spesso disancorato dal dato percettivo naturale. A partire da questa situazione, FUORI LE ZERO mira a recuperare il significato della fotografia innanzitutto come pratica sociale, trasmissione dello sguardo ed evocazione emotiva, incessantemente diretta ad arricchire un vero e proprio ecosistema delle immagini, dove ogni segno trova il suo posto e rimanda a ulteriori aperture.

Le immagini di Vittorugo Contino, Mario Dondero, Franco Pinna, Gianfranco Salis, Sergio Strizzi, Vezio Sabatini e molti altri diventano punti focali, snodi di rotte potenziali che portano lo sguardo a vagare tra rispecchiamenti ed eredità, ribellioni e adorazioni, in un percorso che ricollega la grande tradizione visuale italiana al mondo contemporaneo e ai fotografi che navigano tra i flussi delle immagini.

A cura di Eugenio Corsetti e Fabio Benincasa

Dal 29 novembre al 13 dicembre – Laboratorio Fotografico Corsetti – Roma

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Premi fotografici in scadenza a dicembre, partecipate!

30 MEMORIAL MARIA LUISA PHOTO AND VIDEO CONTEST

Il Maria Luisa Memorial chiama, ancora una volta, fotografi e cineasti, sia dilettanti che professionisti, con l’obiettivo di trovare immagini nuove e innovative che consentano di continuare con la promozione del lavoro artistico e contemporaneamente che possano contribuire alla sensibilizzazione verso la natura e i suoi equilibri.

Montagna, natura, fauna selvatica, alpinismo, arrampicata, paesaggio, mondo sottomarino, biodiversità, flora, sport estremi e di avventura, ecc. Saranno il riferimento dell’edizione in questo concorso, non solo nelle categorie fotografiche ma anche nella sezione dedicata ai video, film e documentari. Inoltre, in questa occasione, viene chiamata una nuova categoria tematica dedicata esclusivamente alla fotografia con prospettiva drone, o aerea.

Scadenza: 1 dicembre 2019

Quota di iscrizione: la quota di partecipazione per quest’anno sarà di 22 euro (IVA inclusa) per i fotografi adulti, un unico pagamento consentirà di competere in tutte le categorie compresi video e film; per i fotografi alle prime armi con meno di 20 anni la partecipazione è gratuita.

http://memorialmarialuisa.com/

WORLD WATER DAY PHOTO CONTEST | CLIMATE CHANGE

Dopo il successo delle tre edizioni precedenti, Lions Club Seregno Aid è orgoglioso di annunciare la nuova edizione del  World Water Day Photo Contest.

Il tema dell’edizione 2019/2020 è CLIMATE CHANGE.
Il concorso fotografico è organizzato in cooperazione con Un Water (Agenzia delle Nazioni Unite per le politiche sull’acqua) per celebrare la Giornata mondiale del’acqua, il 22 marzo, con il patrocinio di Comunità Europea, Lions Acqua per la vita Onlus.
I proventi dell’iniziativa saranno destinati alla fornitura di sistemi di potabilizzazione per le popolazioni bisognose di “Acqua per la Vita” attraverso un bando internazionale.
CLIMATE CHANGE è il tema della categoria foto singole a tema, tra cui verranno anche premiati i giovanni 16-21 e gli under 15 e i soci appartenenti ai Lions/Leo Club.

WATER IS … è il tema della categoria storytelling/portfolio

La giuria internazionale è formata da 11 fotografi professionisti

provenienti dai 5 continenti
Il montepremi è di oltre 5.000 euro
Iscrizioni e regolamento sul sito ufficialehttp://worldwaterday.it/it/
Scadenza 17/02/2020 | Scadenza Early Bird 31/12/2019
Premiazione 20/03/2010

ANNUAL PHOTOGRAPHY AWARDS 2019

Stiamo cercando in particolare coloro che hanno un approccio audace e innovativo che sconvolge gli standard artistici tradizionali, i partecipanti possono presentare voci in un massimo di otto categorie. Non ci sono restrizioni all’interpretazione, alla creatività o all’estetica; accettiamo tutti i formati che mostrano nuovi talenti e aiutano a far crescere la notorietà della fotografia come arte.

Gli Annual Photography Awards sono dedicati a preservare l’artigianato come mezzo contemporaneo di belle arti ed è spinto dalla necessità di aiutare i giovani artisti a crescere nelle loro carriere. Con la partecipazione, i nostri artisti ricevono l’attenzione di un pubblico globale e hanno diritto a vari premi in denaro. Non vediamo l’ora di vedere il tuo miglior lavoro!

La prima parte dell’APA del concorso internazionale di fotografia comprende otto categorie distinte: astratto, architettura, paesaggio, ritratto, belle arti, paesaggio, fotogiornalismo, strada e fauna selvatica.

Deadline8 December 2019

Websitehttps://annualphotoawards.com

FOTOFESTIWAL OPEN CALL 2020

Fotofestiwal – Festival Internazionale di Fotografia a Łódź, il più grande e il più antico festival di fotografia in Polonia, annuncia l’invito a presentare progetti nell’ambito di Fotofestiwal Open Call 2020!

Le iscrizioni possono essere presentate fino al 4 dicembre 2019. La formula del concorso è aperta e non impone limiti tematici, di età o geografici.

Se il tuo progetto viene selezionato come uno dei sei migliori, ti verrà offerto: → mostra durante Fotofestiwal 2020 (oltre 20.000 spettatori); → budget di produzione (e supporto tecnico completo) – 450 €; → tassa dell’artista – 400 €; → alloggio per il fine settimana principale del festival (4-7 giugno, 3 notti); → rimborso delle spese di viaggio fino a 200 €; → promozione prima, durante e dopo il festival.

Siamo alla ricerca di artisti con personalità e progetti eccezionali che presentino visioni audaci. Invitiamo gli specialisti dei media e delle istituzioni fotografiche più importanti del mondo a unirsi alla giuria. Tra i progetti presentati, la Giuria selezionerà sei che, in collaborazione con i curatori di Fotofestiwal, saranno presentati sotto forma di una mostra.

Deadline: 4 December 2019

Website: https://contests.picter.com/open-call-fotofestiwal-2020

9TH ANNUAL MOBILE PHOTOGRAPHY AWARDS 2019

I Mobile Photography Awards sono stati istituiti nel 2011 per riconoscere e celebrare il talento e le immagini delle comunità di foto e arte mobili. Oltre alla nostra competizione annuale (ottobre-dicembre), produciamo mostre a tema con chiamate internazionali aperte durante tutto l’anno. Se è vero quello che dice Henri Cartier-Bresson, che le nostre prime 10.000 foto saranno le nostre peggiori, allora la fotografia mobile ha dato alle persone un’opportunità storica per superare rapidamente le 100.001. L’AMP è una vetrina per fotografi e artisti che hanno abbracciato questo momento decisivo.

Deadline: 8 December 2019

Website: https://mobilephotoawards.com/

BP PORTRAIT AWARD 2020

Il BP Portrait Award rimane ancora il più prestigioso concorso di ritrattistica al mondo e rappresenta il meglio della pratica contemporanea. Con un primo premio di £ 35.000, il premio ha lo scopo di incoraggiare gli artisti a concentrarsi e sviluppare la ritrattistica nel loro lavoro. Nel suo quarantunesimo anno alla National Portrait Gallery e trentunesimo anno di sponsorizzazione da parte di BP, il Premio continua ad essere un momento imperdibile del calendario artistico annuale. Per poter beneficiare del BP Young Artist Award, gli artisti devono avere almeno 30 anni o meno a partire dal 1 ° gennaio 2020. Il concorso è limitato a un ingresso per artista.

Deadline: 11 December 2019

Website: https://www.npg.org.uk/whatson/bp-portrait-award-2020/how-to-enter

WILDILFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2020

Il concorso Wildilfe Photographer of the Year 2020 è ora aperto.

Sia che fotografi nella remota regione selvaggia, in un ambiente urbano o a portata di mano, Wildlife Photographer of the Year è aperto a tutti.

La tua fotografia naturalistica ha il potere di ispirare, eccitare e stupire. Grandi immagini della natura trasformano il modo in cui le persone guardano il mondo naturale, sfidano l’opinione pubblica e stimolano il dibattito.

I vincitori saranno contattati entro il 23 marzo 2020.

Deadline: 12 December 2019

Website: https://www.nhm.ac.uk/visit/wpy/competition.html

REUTERS YANNIS BEHRAKIS PHOTOJOURNALISM GRANTS 2019

Il programma di sovvenzioni fotografiche Reuters, lanciato nel 2017, è stato ampliato e ribattezzato in onore del fotoreporter di lunga data Reuters e vincitore del premio Pulitzer Yannis Behrakis, scomparso all’inizio di quest’anno.

Le storie di successo saranno distribuite sulle piattaforme Reuters e gli editor di Reuters Pictures seguiranno i destinatari durante i loro progetti. I beneficiari riceveranno anche le istruzioni di Reuters, compresi i rapporti e la formazione sull’ambiente ostile.

Rickey Rogers, redattore globale, Reuters Pictures, ha dichiarato: “Nel rinominare il programma Reuters Photojournalism Grants, onoriamo Yannis Behrakis, uno dei fotografi più amati e decorati di Reuters, che era meglio conosciuto per la sua fotografia umanitaria. Questa è una fantastica opportunità per i giovani e i fotoreporter di tutto il mondo di farsi guidare dai redattori di Reuters e distribuire le loro storie a livello globale. Inoltre, abbiamo ampliato il programma da otto a dieci sovvenzioni, con ogni sovvenzione aumentata da $ 5.000 a $ 8.000 USD. Il nostro obiettivo fondamentale rimane lo stesso: promuovere il fotogiornalismo di alta qualità “.

Deadline31 December 2019

Websitehttps://www.reuters.com/article/idUSKCN1VO1A1

BSA2019: THE ART OF DIVERSITY

Partecipa al Bridgeman Studio Award 2019 e potresti vincere un premio in denaro di £ 5000, Inoltre l’opera d’arte vincente verrà trasformata in una stampa in edizione limitata ed esposta a Londra nel marzo 2020. 5 finalisti riceveranno anche £ 500 in contanti e avranno le loro opere esposto alla mostra di Londra.

Giudici:

Zak Ove – Artista e curatore

Sinta Tantra – Artista

Victoria Bridgeman – CEO – Bridgeman Images

Verizon Media

Un artista può presentare un’opera esistente purché si adatti al tema “L’ARTE DELLA DIVERSITÀ”.

Deadline: 16 December 2019

Website: https://www.enterbsa.com

SHINING A LIGHT: WOMEN’S FIGHT FOR THE RIGHT

Il Muhammad Ali Center si sta già preparando per la nostra settima edizione del Concorso ed Esposizione di Shining a Light Photography.

Nel 1919, il Congresso approvò il diciannovesimo emendamento. Nel 2020 e a sostegno dell’iniziativa del Museo di Storia di Frazier e della città di Louisville, il Muhammad Ali Center ospiterà Shining a Light: Women’s Fight for the Right per celebrare il centenario della ratifica del 19° emendamento e del 55° anniversario della legge sui diritti di voto. La mostra si concentrerà sul suffragio femminile su scala globale nella speranza di riuscire ad onorare le donne di tutto il mondo che hanno combattuto e continuano a lottare per il diritto di voto senza pregiudizi, senza discriminazioni, senza violenza e senza paura. Esplorerà anche la narrazione del suffragio e rifletterà sulle donne che hanno combattuto, nel corso della storia e in tutto il mondo, per la rappresentanza politica e il diritto di partecipare alla politica in generale.

Di seguito è riportato il link al nostro modulo di invio online. Si prega di condividere con chiunque si conosce che sarebbe interessato a partecipare. Il bando di conto sarà aperto fino al 31 dicembre 2019.

Deadline: 31 December 2019

Website: https://alicenter.org/programs/shining-a-light/

N.B.: Vi ricordiamo come sempre di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori di traduzione e trascrizione dei contenuti.

Provateci e in bocca al lupo !

Annalisa Melas

MASTERCLASS IN FOTOGIORNALISMO


Gennaio 2020
Studia con grandi professionisti del settore.

La Masterclass di fotogiornalismo organizzata, ha come scopo quello di acquisire le modalità necessarie e gli strumenti per poter arrivare ad una preparazione professionale sufficiente, volta a rendervi consapevoli e preparati nell’ambito del mercato fotografico.

Che cosa c’è dietro una fotografia? Dietro uno scatto? Spesso le storie che raccontano i fotoreporter non si fermano alle foto, al racconto, alla pubblicazione, ma dietro ogni scatto c’è una storia che non viene raccontata: come si è arrivati a quello scatto. Spesso quella foto nasce molto prima di vederla, avviene solo grazie ad un lavoro enorme di preparazione a monte, attraverso la ricerca, le conoscenze, lo studio, attraverso incontri, cercati o fortuiti. Tutto questo per arrivare a quelle fotografie che il pubblico poi vedrà e che racconteranno la storia.
Docente Reportage: Pierpaolo Mittica
Docente Photoediting: Leonello Bertolucci
Docente Linguaggio: Sara Munari
Docente Agenzie fotogiornalistiche: Paola Riccardi

Docente Reportage: Pierpaolo Mittica Scopri chi è Pierpaolo
Docente Photoediting: Leonello Bertolucci Scopri chi è Leonello
Docente Linguaggio: Sara Munari Scopri chi è Sara
Docente Agenzie fotogiornalistiche: Paola Riccardi Scopri chi è Paola

Per informazioni: https://www.musafotografia.it/fotogiornalismo.html

Immagini di Pierpaolo Mittica