La biennale di fotografia femminile a Mantova.

L’Associazione culturale La Papessa organizza la Biennale della Fotografia Femminile dal 5 all’8 marzo 2020 a Mantova, città d’arte e di storia, eletta capitale della cultura per l’anno 2016.

Il tema di questa prima edizione della Biennale è il lavoro. Alla manifestazione verrà presentata una selezione di progetti di fotografe professioniste nazionali e internazionali. Queste mostre verranno allestite nei luoghi storici della città e rimarranno attive per tutto il mese di Marzo.

Musa fotografia sarà presente con le autrici vincitrici del “Premio Musa per donne fotografe”. Siamo molto felici di dare questa opportunità alle fotografe selezionate!

Mariagrazia Beruffi e Claudia Amatruda presenteranno quindi i loro lavori al festival!

Nel corso delle quattro giornate, si svolgeranno inoltre workshop creativi, conferenze, presentazioni delle autrici e delle mostre, con la partecipazione di personaggi di rilievo non solo nel settore della fotografia. Ci saranno anche letture portfolio, interviste, e una Open Call aperta a tutte le nazionalità sulla tematica scelta per l’evento, un’opportunità unica per esporre i propri scatti nei luoghi pubblici di Mantova.

Qui tutte le informazioni

Ecco le autrici esposte:

ANNALISA NATALI MURRI

Cinderellas

Fotografa bolognese, dopo gli studi in fotografia architettonica e urbana a Valencia ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici.

Le Cenerentole, Cinderellas appunto, di questa storia non sono principesse delle fiabe, ma Hjiras del Bangladesh. Un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”, oggigiorno queste donne transgender soffrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Ma non è la tragedia di queste discriminazioni che ci viene mostrata nelle immagini in bianco e nero di Murri. Il suo ritratto delle Hijiras è piuttosto un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.


CLAUDIA CORRENT

Vorrei

Bolzanina, si diploma in Design e studia filosofia, approfondendo sia l’aspetto comunicativo che estetico dell’immagine.

Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto Vorrei presentano gli studenti adolescenti di una scuola professionale di Bolzano accanto alla descrizione scritta dei loro sogni per il futuro. In queste foto, l’autrice problematizza il sistema lavoro di cui siamo tutti parte, mostrandocelo con gli occhi di chi sta per entrarvi per la prima volta. I giovani studenti delle foto sono ancora in un limbo in cui la giovinezza è carica di sogni, di energia, ma anche di obiettivi. Ognuno di loro restituisce allo spettatore una parte di sé, della sua personalità in divenire, posando per Claudia Corrent con libertà e intensità.


RENA EFFENDI

Transylvania: built on grass

Fotografa documentarista attiva dal 2001, è originaria dell’Azerbaijan. Le sue immagini indagano l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, conflitto e sfruttamento.

In Transylvania:built on grass ci trasporta in una Romania rurale che sembra sospesa nel tempo. Il lavoro nei campi, nei pascoli e nelle fattorie è portato avanti secondo metodi tradizionali secolari, è un mondo dove la fatica è uno sforzo manuale collettivo a cui partecipa ogni membro della famiglia. Lo sguardo di Effendi riesce a catturare la doppia dimensione di una società rurale ancora non toccata dalla industrializzazione del lavoro: se da un lato sembra di osservare i frammenti di un mondo di fiaba, dall’altro la durezza della vita agreste si può leggere nelle azioni, negli sguardi e nei volti segnati dei vari membri della comunità.


SANDRA HOYN

Fighting for a Pittance

Fotogiornalista tedesca, dal 2005 Hoyn si occupa di progetti legati ai diritti umani e a tematiche sociali e ambientali.

Attraverso una serie di immagini in bianco e nero, Fighting for a Pittance documenta la durezza dei combattimenti minorili di boxe in Thailandia e lo sfruttamento ad essi connessi. Le foto ci mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.


DARO SULAKAURI

The black gold

Sulakauri studia cinema e fotografia a Tbilisi, Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’ International Center of Photography di New York.

Nella città di Chiatura, in Georgia, l’oro ha il colore nero del manganese, metallo estratto a taglio aperto. In questo luogo si trova la più grande riserva di manganese di tutto lo stato e la comunità locale è per lo più impiegata nel lavoro di estrazione. The black gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura. Ogni giorno gli uomini si avviano verso le mine, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari. Il progetto è accompagnato da un’installazione sonora.


ERIKA LARSEN

Work in progress

Fotografa statunitense, si avvale di linguaggi multimediali per indagare e raccontare culture che mantengono legami molto stretti con la natura.

Uno dei suoi lavori più noti è un reportage sui Sami dal titolo “Sàmi, Walking with Reindeer”, culminato in un libro nel 2013. Dal 2017 è Fellow del National Geographic, per il quale segue un progetto in evoluzione sulla connessione tra gli animali e i popoli indigeni delle Americhe. La sua fotografia rivela i legami invisibili che uniscono i luoghi e le culture ad essi legati, inclusi i sistemi di credenze. Alla Biennale mostrerà le immagini inedite del progetto su cui è attualmente al lavoro, che riguarda la pesca del salmone in Alaska.


ELIZA BENNETT

A Woman’s work is never done

Artista britannica, classe 1980, studia design e fashion design prima a Stafford, poi alla Middlesex University.

Il ricamo è tradizionalmente associato all’idea di lavoro femminile, inteso come opera minuziosa e agile, distante dalla fatica fisica del lavoro maschile. In A Woman’s work is never done, Eliza Bennett sovverte questa contrapposizione tra lavoro maschile e femminile, usando lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo. Usando una tecnica considerata femminile, l’artista ci restituisce l’immagine rappresentativa di quelle mani di donne impiegate in occupazioni ancillari e invisibili alla società mostrando come il lavoro delle donne sia ben lungi dall’essere facile e leggero.


NAUSICAA GIULIA BIANCHI

Women Priests Project

Fotografa documentarista profondamente orientata sui temi della spiritualità legata al femminile e del divino.

Nel mondo Cattolico l’ordinazione dei prete donna è ancora vietata e come tale rappresenta ancora un tabù in tutta la comunità Cattolica mondiale. Chi trasgredisce a questa regola viene punita con la scomunica. Ciò nonostante negli ultimi decenni è nato un movimento internazionale di donne che hanno deciso di disobbedire, facendosi ordinare prete e avviando un processo profondo di rinnovamento spirituale e religioso all’interno delle comunità cattoliche dove vivono. Con Women Priests Project Giulia Bianchi raccoglie i racconti e i volti delle portatrici di questo cambiamento senza precedenti. Nelle sue immagini evocative ritroviamo scorci di luoghi tanto famigliari quanto carichi di novità grazie al ruolo trasformativo della spiritualità femminile.

Annunci

Storia di una fotografia “Quattro bambini in vendita”

La foto è apparsa per la prima volta sul “The Vidette-Messenger” di Valparaiso, Indiana, il 5 agosto 1948. I bambini nell’immagine sembravano un po ‘confusi mentre la loro madre, incinta, nasconde il viso al fotografo. Nella fotografia un grande cartello con la scritta” In vendita”, racconta la tragica storia dei signori Ray Chalifoux, che devono affrontare lo sfratto e la perdita del lavoro, una fotografia che silenziosamente, ti spacca.

Quattro bambini in vendita (Photo credit: Bettmann/CORBIS).

Senza un posto dove andare e senza lavoro, i due cogniugi decidono di vendere i loro quattro figli. La signora Lucille Chalifoux si volta, mentre i suoi figli si abbracciano, quasi meravigliati. Sul gradino più alto ci sono Lana, 6 anni e Rae, 5. Sotto ci sono Milton, 4, e Sue Ellen, 2 .

Non si è ben capito se la fotografia fosse reale o messa in scena, ma nel giro di due anni tutti i bambini, furono mandati in case diverse.

RaeAnn Mills e suo fratello Milton furono venduti alla famiglia Zoeteman il 27 agosto 1950. La loro vita non migliorò, anzi, finirono con una famiglia che non li fece vivere per niente bene!

Il fratello David, che era nel grembo della madre al momento della fotografia, fu adottato legalmente da Harry e Luella McDaniel, che vivevano a poche miglia di distanza. David, che dice che i suoi genitori adottivi sono stati severi ma amorevoli e solidali.

(Left) Sue Ellen e la sorella RaeAnn Mills riunite a Chalufoux’s 2013. (Photo credit: Bettmann/CORBIS).

I fratelli non sapevano cosa fosse successo a Lana e Sue Ellen, tuttavia anni dopo si sono ritrovati tramite i social media. Lana è morta nel 1998 per cancro, Sue Ellen Chalifoux era ancora viva. Sue Ellen è cresciuta nel quartiere di East Side a Chicago.

Ciao Sara

Ecco tutti i corsi in partenza a Febbraio

 Info
 Info 
Info 
 Info 
Ecco tutti i corsi in partenza a Febbraio, continuate a seguirci, stiamo crescendo insieme!  Ciao Sara
Workshop di street photography
Francesco Faraci
L’arte di scattare per strada
 Conoscenza delle tipologie, dei modelli esemplari e delle tecniche narrative del reportage urbano e della Street Photography. Realizzazione di una sessione in esterni e di esercizi volti a migliorare la vostra visione per strada.. La street photography come diario personale e come espressione personale, seguendo il filone secondo il quale una bella fotografia non è necessariamente nitida e perfetta, ma prima di tutto vera e sentita, poiché solo se il fotografo è davvero coinvolto e allo stesso livello della storia che vuole raccontare, può davvero entrare in essa, e coglierne il significato e il senso.
Informazioni
Data corso:
22-23 febbraio 2020
Orario: 10.00-18,00 circa
 Info 
Farsi strada come autori
Come arrivare alle gallerie, premi e festival.
 Provare a farsi conoscere come fotografo oggi non è semplice. Riuscire a capire come muoversi in questa realtà con le sue regole, i suoi referenti e le sue dinamiche diventa più facile se qualcuno con esperienza ci prende per mano e ci guida. Alessia Locatelli, curatrice e critica fotografica indipendente, attraverso esempi pratici ed immagini vi aiuterà in modo semplice e concreto a capire come iniziare a presentarsi e presentare il proprio lavoro ai foto festival – con tutte le informazioni inerenti e un Case Study su Arles – cosa sono e come partecipare alle Open call, ai premi e conoscere i festival Off. Illustrerà inoltre le modalità di contatto e presentazione del lavoro alle differenti tipologie di galleria per capire senza perdere tempo come dare al proprio progetto la direzione corretta. E’ un corso utile perché oltre lo scatto, è necessario anche sapersi presentare e muovere bene per farsi conoscere. Mu.Sa cerca sempre di potervi aiutare nella realizzazione della vostra passione o di una futura professione e in questo senso l’incontro con un curatore è fondamentale.
Informazioni
DATE
23 Febbraio 2020
Orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
 Info 
Videomaking con la macchina fotografica Vuoi imparare a realizzare video con la tua macchina fotografica?Il corso si svilupperà in due giornate:
La prima giornata in aula, dove verrà fatta un’introduzione sule tecniche di ripresa e le modalità video. La lezione teorica è supportata dalla visione di contributi multimediali, dimostrazioni e studio di casi. Il secondo giorno ci saranno riprese in esterni; il workshop prevede quindi una parte pratica, una giornata di lavoro sul campo, in un luogo determinato dal docente. Alla fine delle due giornate, vi sarà una discussione sui risultati prodotti.Verrà spiegato come realizzare video con la propria macchina, trattandoli come cortometraggi, con un approccio fotografico.Il corso è tenuto da Rossano Ronci, autore fotografo che utilizza il video come una forma di comunicazione pari alla fotografia.
Informazioni
Data corso: 8-9 febbraio 2020
Orario: 09,30-19,00 circa tutti e due i giorni
 Info

Editare e pubblicare un libro Come creare il proprio libroI partecipanti impareranno quale sia il processo per creare, attraverso progetti personali, già elaborati o in fase di definizione, un libro fotografico. Il corso offre, attraverso la visione e l’analisi di libri fotografici di esempio, la possibilità di avere ispirazioni sulla costruzione e ideazione del proprio. Raccoglieremo e capiremo le potenzialità dei nostri progetti attraverso la discussione con professionisti del settore che ci accompagneranno nelle scelte definitive (tipo di carta da utilizzare per la copertina, la carta interna, la rilegatura, a come editare il libro e come presentarlo) La scelta dei materiali e la scelta di presentazione in termini di luoghi e persone, può influenzare la narrazione in diversi modi. Se la tua storia diventa un libro sarà uno dei mezzi più potenti che hai per raccontare.
Informazioni
Data corso:
22 febbraio 2020
Orario:09.30-18,30 circa  Info 
Corsi in partenza a breve
  
Sentire la fotografia – come esprimere il proprio “sentire” Un buon fotografo deve concepire, sintetizzare, imprigionare momenti, per esprimere e soprattutto descrivere agli altri quello che è davanti ai suoi occhi. Come si può esprimersi liberamente attraverso il proprio “sentire” umano e fotografico? Quali sono i modi per portare nella fotografia i propri sentimenti e le proprie emozioni? Come si racconta attraverso i sensi? Partendo dalla realtà, cercheremo di inoltrarci in storie legate ad atmosfere e percezioni per arrivare ad un racconto personale che parte dal concreto e si sposta sul fantastico, basato sulle proprie sensazioni.
I partecipanti saranno accompagnati al fine di portare questo concetto nella propria fotografia.
Informazioni
Data corso:
18 gennaio 2020
Orario: 10.00-18,00 circa Informazioni

 Photoediting – nuove visioni l linguaggio della fotografia si è velocemente evoluto negli ultimi anni e abbiamo a disposizione più linguaggi che vanno ad intrecciarsi tra loro. Vorremmo espremere le nostre idee fotograficamente ma abbiamo difficolta su come costruire il progetto e su come presentarlo. Laura Davì ci spiegherà proprio questo:Come districarsi nel caos delle proprie fotografie e dar loro un senso possibile attraverso l’editing fotografico funzionale, creativo e professionale?Ci sono alcune regole? Si spiegheranno le diverse potenzialità dei linguaggi fotografici contemporanei e relative tipologie di narrazione
.Informazioni
Inizio corso: 19 gennaio 2020
Orario corso: 10.00-18,30
 Informazioni 

O capitano, mio capitano! La lezione
fotografica
dei Grandi
Maestri”Imparare dai grandi autori e sfruttare gli insegnamenti Come apprendere dalla loro opera elementi utili per migliorare nelle nostre fotoChi, se non loro, possono darci lezioni preziose? 
Non si tratta di copiare, ma di assimilare grandi lezioni di stile, di gusto, di equilibrio, di coraggio, di tecnica.
Torneranno utili nel nostro percorso di crescita fotografica.
Informazioni
Data corso: 18 gennaio 2020
Orario: 09,30-18,00 circa
 Informazioni 

Maria Novello, Ti sento: una favola dei tempi moderni

Tra le partecipanti Premio Musa, oggi abbiamo scelto per voi Maria Novello, una fotografa veneta, che ha creato un originale libro d’artista.

Ma vi lascio alle immagini che compongono le pagine del libro e alla prefazione scritta da Simona Guerra.

Presentazione a cura di Simona Guerra:

Ti sento: una favola dei tempi moderni

Il collage è un gioco da bambini, un ricordo lontano per la maggior parte di noi, talvolta collegato all’esperienza della scuola.

Ricordate? La maestra ci dava le carte colorate, la colla, le forbici da usare con cautela, e ci lasciava pasticciare, plasmare, sporcarci le mani, creare mondi che venivano immaginati e dentro al quale vivevamo proprio mentre li costruivamo su un foglio.

Il collage fatto dagli adulti è una grande opportunità. Chi lo pratica si dà il permesso di tornare bambino, di dare sfogo all’inverosimile, al sogno e alla leggerezza, di cui abbiamo così tanto bisogno! E quando dico tornare bambino intendo anche concedersi di osare senza il peso del rischio.

I bambini non hanno idea di cosa voglia dire esporsi al pericolo e sono come fogli bianchi che sperimentano il mondo senza le paranoie degli adulti. I grandi invece hanno l’esperienza e sanno che il collage fotografico è potente perché ritaglia le immagini e incolla i concetti senza l’eventualità di un danno.

Nel lavoro di Maria la componente bambina assume un ruolo complesso e molteplice. E’ bambina la protagonista di questa favola – favola e non storia, perché il fine della favola è far comprendere in modo facile e piano una verità morale, proprio come accade qui– ed è la Maria adulta ad essere tornata nei panni della bambina per salvarla/salvarsi.

Dopo averci mostrato il ‘problema’ che guida l’azione della favola (la subordinazione delle donne nella società di un tempo poco lontano) irrompe la scrittura, che si fa immagine tramite la grafica, forte, dei caratteri e del nero su bianco: “Allora prendo la matita e il quaderno e scrivo quello che non saprei dire a nessuno” leggiamo su una pagina di questo diario intimo rilegato a mano o meglio, cucito assieme.

Per Maria quaderno e penna sono la scrittura con la luce, sono la fotografia. Maria che pensa di non saper dire se non utilizzando immagini e parole insieme e che grazie a esse – come dice l’artista Emilio Isgrò – sceglie la presentificazione dell’assente e l’assenza del visibile.

Il gioco del collage, che gira tutto attorno al concetto del “facciamo finta” e del “come se…”, mette in scena la sua nuova, più appagante, verità. Quello che è stato viene riesaminato con un paio di forbici in mano, e l’immagine nuova rettifica le emozioni, riadatta all’oggi ogni cosa.

Tutto quello che Maria ha prodotto prima di realizzare “Ti sento” è importante per capire questo suo nuovo lavoro, che supera tutto il resto già fatto e che inizialmente non sembrava avere rapporto diretto con l’esperienza catartica e potente che lei ha poi affermato di aver vissuto con “Ti sento”. In realtà questa sua ultima serie sembra essere l’epilogo di un processo iniziato anni addietro; qualcosa che lavora in lei da anni e che ha come comun denominatore lo stupore e come modus operandi la trasposizione simbolica di ciò che le viene offerto dalla realtà per leggerlo in chiave più profonda e curativa.

Con “Ti sento” Maria passa all’azione rendendo la sua fotografia non solo un processo di creazione di bellezza ma anche un’azione di consapevolezza personale sulla propria esistenza e di accettazione del suo vissuto.

E allora: come finisce questa favola?! Beh ovviamente con il migliore lieto fine: la principessa protagonista vince la sua battaglia sull’ingiustizia subìta e si riprende la vita, la fierezza e si congeda da noi con indosso un abito senza tempo, di fattura finissima e preziosa che si chiama Orgoglio femminile

Biografia

Entra nel mondo della fotografia nel 2010.

Ha frequentato un corso base di fotografia con il maestro Francesco Danesin e successivamente corsi di formazione e/o workshop con Giampaolo Romagnosi e Ferdinando Fasolo del Gruppo Mignon di Padova, Francesco Lopergolo, Prosdocimo Terrassan e Moreno Segafredo, Sara Munari, Marco Monari, Vanda Biffani, Giulio Di Meo, Gianni Gardin Berengo con Denis Curti, Silvano Bicocchi, Umberto Verdoliva, Oliviero Toscani, Alberto Buzzanca, Settimio Benedusi, Vinicio Drappo, Monika Bulaj, Silvia Pasquetto.

Partecipa alle attività di Gruppi, Circoli/Club  e Social che si interessano di fotografia.

Le sue ricerche hanno come riferimento prevalentemente la semplicità di azioni, oggetti, persone, natura, nei contesti in cui vive o nei luoghi in cui si trova durante i viaggi in camper, nell’ambito della fotografia documentaristica, reportagistica, di strada; la bellezza nelle sue forme ed espressione nella fotografia astratta o minimale.

Apprezza molto i luoghi in cui il silenzio è rotto solo dal rumore del vento, la sensazione di infinito, l’incanto e la percezione di essere in un posto unico al mondo, l’armonia che pervade tutto e fa pensare che non ci sia nulla da cambiare in essi.

Negli ultimi anni si dedica alla fotografia e ricerca interiore con percorsi introspettivi.

La sua attività fotografica ha riguardato:

Mostre personali:

▪ “BEN-essere NATURA” (2011) Athena Beauty Club Padova

▪ “Magica Luce Artica” (2012) Osteria Bar Il Calice Padova

▪ “Magica Luce Artica” (2013) Gastronomia Rosticceria Da Adriano Bassano del Grappa (VI)

▪ “Oltre il Visibile” (2015) Gastronomia El Bocon del Prete Bassano del Grappa (VI)

▪ “Esaltazione Luce e Ombra” (2017) Biblioteca di Marghera Comune di Venezia ▪ “La Linea  d’ombra” (2017) Gastronomia El Bocon del Prete Bassano del Grappa (VI)

▪ “Sabbie” (2018) NatiXLaCamicia Padova con presentazione Prof. Antonio Lovison

▪ “L’eleganza della semplicità” (2018) Photomarket Mestre (VE)

▪ “Ti sento” (2019) Trevignano Fotografia 10^ Edizione

▪ “Tutto questo cambiare che amore poi diventerà” (2019) Gastronomia El Bocon del Prete Bassano del Grappa (VI)

▪ “Tutto questo cambiare che amore poi diventerà” (2019) Spazio Cartabianca Padova

Presenza di proprie foto in libri fotografici di:

▪ Fotoclub Padova “Padova… dell’Arte l’Anima”

▪ Giovanni Sato “Il realismo della luce”

▪ Giovanni Sato “Percezioni”

▪ Universi Diversi Comune di Padova “Luce e oscurità”

▪ Fotoclub Padova “Europeade Padova 2012

Partecipazione a numerose collettive di Club fotografici.Lettura di propri portfoli da diversi docenti

Tutti i documentari su André Kertèsz

Buongiorno a tutti, ecco tutti i documentari che ho guardato e che mi sono più interessati su Andrè Kertèsz: Buona visione, ciao Sara

Polaroid di André Kertèsz

Iscriviti alle letture portfolio di Musa!

Cosa è una lettura portfolio?
La lettura portfolio, di solito organizzata da festival di fotografia o organismi di settore, è un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi.
Prima di partecipare, informatevi sul profilo professionale dell’esperto. Scegliete in base all’intento per il quale avete prodotto il vostro portfolio: editare un libro, ottenere un parere, preparare un’esposizione, essere pubblicati su un giornale, preparare la partecipazione a un premio.
Il proprio lavoro può essere sottoposto agli esperti per tre motivazioni principali:
• Si ha la necessità di migliorare il proprio portfolio. In questo caso il critico/fotografo/curatore/agente dovrebbe suggerirvi come potete migliorare la vostra produzione. Cosa togliere, aggiungere e cambiare affinché la comunicazione delle vostre immagini risulti più chiara al fruitore finale.• Si ha la necessità di trovare una collocazione per il proprio lavoro. Si sceglieranno galleristi/curatori e operatori nei musei e nei festival, nel caso l’intento sia espositivo, photoeditor di giornali o agenzie, se il proposito è quello legato alla possibilità di cominciare collaborazioni lavorative.
• Si ha la necessità di un confronto. In questo caso si preferiranno colleghi fotografi. Informazioni letture  Data : Domenica 12 Gennaio 2020La durata di ogni lettura è di 25 minuti. L’organizzazione farà in modo di rispettare i tempi e di mettersi a disposizione degli iscritti per qualsiasi necessità.Verrai avvisato via mail sull’orario esatto delle tue letture, dopo aver effettuato l’iscrizione.Costo delle letture:20 euro una lettura35 euro due letture50 euro tre letture65 euro quattro lettureIl pagamento sarà effettuato il giorno delle letture, presso Musa. Sede degli eventi La sede a Monza è a 150 metri dalla stazione dei treni, degli autobus e da un ampio parcheggio, gratuito la sera e nei festivi.Monza – Via Mentana, 6 vedi mappa 
 Iscriviti alle letture portfolio e scopri i lettori 
 Ecco i corsi in partenza a breve! Iscriviti!

Sentire la fotografia – come esprimere il proprio “sentire” Un buon fotografo deve concepire, sintetizzare, imprigionare momenti, per esprimere e soprattutto descrivere agli altri quello che è davanti ai suoi occhi. Come si può esprimersi liberamente attraverso il proprio “sentire” umano e fotografico? Quali sono i modi per portare nella fotografia i propri sentimenti e le proprie emozioni? Come si racconta attraverso i sensi? Partendo dalla realtà, cercheremo di inoltrarci in storie legate ad atmosfere e percezioni per arrivare ad un racconto personale che parte dal concreto e si sposta sul fantastico, basato sulle proprie sensazioni.
I partecipanti saranno accompagnati al fine di portare questo concetto nella propria fotografia.

Informazioni

Data corso:
18 gennaio 2020
Orario: 10.00-18,00 circa 

Informazioni

Photoediting – nuove visioni l linguaggio della fotografia si è velocemente evoluto negli ultimi anni e abbiamo a disposizione più linguaggi che vanno ad intrecciarsi tra loro. Vorremmo esprimere le nostre idee fotograficamente ma abbiamo difficoltà su come costruire il progetto e su come presentarlo. Laura Davì ci spiegherà proprio questo:Come districarsi nel caos delle proprie fotografie e dar loro un senso possibile attraverso l’editing fotografico funzionale, creativo e professionale?Ci sono alcune regole? Si spiegheranno le diverse potenzialità dei linguaggi fotografici contemporanei e relative tipologie di narrazione.

Informazioni

Inizio corso: 19 gennaio 2020
Orario corso: 10.00-18,30 Informazioni

O capitano, mio capitano! La lezione
fotografica
dei Grandi
Maestri”Imparare dai grandi autori e sfruttare gli insegnamenti Come apprendere dalla loro opera elementi utili per migliorare nelle nostre fotoChi, se non loro, possono darci lezioni preziose? 
Non si tratta di copiare, ma di assimilare grandi lezioni di stile, di gusto, di equilibrio, di coraggio, di tecnica.
Torneranno utili nel nostro percorso di crescita fotografica.

Informazioni

Data corso: 18 gennaio 2020
Orario: 09,30-18,00 circa 

Informazioni

Ansel Adams raccontato da Beaumont Newhall. Che bellezza!

Barbara Morgan, “Ansel Adams and Beaumont Newhall in Barbara Morgan’s Studio”,
© 2016 Barbara and Willard Morgan photographs and papers, Library Special Collections, Charles E. Young Research Library, UCLA

Nel 1958 venne realizzato “Ansel Adams photographer”, un documentario sul fotografo statunitense Ansel Adams (San Francisco, 20 febbraio 1902 – Carmel-by-the-Sea, 22 aprile 1984), da studiare assolutamente oltre che per le sue immagini anche per l’avanguardia delle sue tecniche fotografiche. Questo documentario porta dentro il mestiere di Adams e chi ci guida è la i Beaumont Newhall (1908 – 1993. dal 1954 e il 1958 curatore della George Eastman House di New York)

Il documentario si apre con Newhall che dice: «Qui, vicino al cancello dorato, vive Ansel Adams. Musicista, scrittore, insegnante, fotografo». Poi Adams inizia a raccontarsi attraverso fotografia e musica che considera l’arte per eccellenza.

Il documentario dura 20 minuti, un bellissimo contributo che ci permette di entrare nel mondo affascinante del maestro del bianco e nero

Storia della fotografia; Torino 1984, p. 263. Beaumont Newhall: «Geloso difensore delle bellezze naturali, amante della montagna e della solitudine, Adams dedicò tutto il suo tempo all’interpretazione della natura. Le sue splendide fotografie apparvero in molti libri di cui curava personalmente la pubblicazione. Come Strand, e nella tradizione di Emerson, Stieglitz e Coburn, Adams imparò tutti i complessi segreti della riproduzione fotografica».

Ansel Adams, Canyon de Chelly, Arizona, 1941. Washington D.C., National Archives.

Altre informazioni sull’autore

Ciao Sara