Gregory Crewdson, spettacolare documentario sul fotografo.

Gregory Crewdson, trailer documentario
Fotografo acclamato con l'occhio da regista, Gregory Crewdson ha creato alcune immagini tra le più spettacolari che abbia visto nella storia della fotografia. Le sue immagini, meticolosamente composte, di stupefacenti dimensioni sono favolose narrazioni di momenti che rasentano l'assurdo di città americane cristallizzate nel fotogramma. Crewdson si ispira tanto ai propri sogni e fantasie quanto ai mondi di Alfred Hitchcock, David Lynch, Edward Hopper e Diane Arbus. Brief Encounters è un ritratto del fotografo acclamato, girato per oltre un decennio mentre lui crea le sue immagini mozzafiato. 

Fotografia di Gregory Crewdson

Qui il documentario completo

Gregory Crewdson è un fotografo americano noto per aver messo in scena scene cinematografiche con effetti drammatici. Le sue immagini surreali sono spesso malinconiche o inquietanti, confondono i confini tra finzione e realtà, grazie alla scrupolosa preparazione dell'artista di scenografie, luci e cast elaborati, come si vede nella sua serie Beneath the Roses (2003-2008 ). Nato il 26 settembre 1962 a Brooklyn, New York, l'artista lavora con grandi team di produzione. Il suo lavoro è stato ampiamente esposto in mostre personali alla Gagosian Gallery di New York, al San Diego Museum of Art e al White Cube di Londra, tra molti altri. Diplomata alla Yale School of Art nel 1988, ha lavorato nella sua facoltà dal 1993 ed è attualmente direttore dei suoi studi universitari in fotografia. Nel 2012, il documentario di Ben Shapiro Gregory Crewdson: Brief Encounters è stato presentato al South dal Southwest Film Festival.
Ciao
Sara
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Un altro grande fotografo americano, Gregory Halpern

Il fotografo che vi presento oggi, è uno dei fotografi recentemente selezionati tra i “nominees” dall’assemblea generale di Magnum Photos.

Io sono stata folgorata dal suo lavoro visitando una mostra, dove ho acquistato anche il suo libro Zzyzx, che è stato oggetto di numerosi riconoscimenti. Davvero bellissimo a mio parere.

Date un’occhiata a fatemi sapere che ne pensate.

Anna

Gregory Halpern (nato nel 1977) è un fotografo ed insegnante americano. Attualmente insegna al Rochester Institute of Technology ed è un “nominee member” di Magnum Photos.

Halpern ha pubblicato cinque libri dei suoi lavori. Omaha Sketchbook (2009) è il ritratto dell’artista dell’omonima città statunitense; Harvard Works Because We Do (2003) è un libro che unisce testo e fotografie, e ci presenta un ritratto dell’Università di Harvard attraverso gli occhi di alcuni lavoratori di servizio della scuola; A (2011) è una passeggiata fotografica lungo le strade dell’American Rust Belt (letteralmente “cintura della ruggine”, identifica un’area post-industriale nel Midwest statunitense ndt); East of the Sun, West of the Moon nasce da una collaborazione con sua moglie, la fotografa Ahndraya Parlato; ed infine Zzyzx (2016), con fotografie su Los Angeles e California.

Halpern ha ricevuto una Guggenheim Fellowship dalla fondazione Simon Guggenheim Memorial. Il suo libro Zzyzx si èa ggiudicato il premio come PhotoBook of the Year al Paris Photo–Aperture Foundation PhotoBook Awards nel 2016.

Halpern è cresciuto a Buffalo, nello stato di New York. Ha ottenuto un bachelor of Arts in storia e letteratura alla Harvard University e un Master of Fine Arts al California College of the Arts. Ha insegnato al California College of the Arts, alla Cornell University, alla School of the Museum of Fine Arts, Boston, alla Harvard University e alla Harvard Graduate School of Design. Attualmente insegna al Rochester Institute of Technology.

Fonte: traduzione da Wikipedia

Gregory Halpern (born 1977) is an American photographer and teacher. He currently teaches at the Rochester Institute of Technology and is a nominee member of Magnum Photos.

Halpern has published five books of his own work. Omaha Sketchbook (2009) is an artist’s book portrait of the titular city; Harvard Works Because We Do (2003) is a book of photographs and text, presenting a portrait of Harvard University through the eyes of the school’s service employees; A (2011) is a photographic ramble through the streets of the American Rust Belt; East of the Sun, West of the Moon is a collaboration with Halpern’s wife, the photographer Ahndraya Parlato; and Zzyzx (2016) is a book of photographs from Los Angeles.

Halpern is the recipient of a Guggenheim Fellowship from the John Simon Guggenheim Memorial Foundation. Zzyzx won PhotoBook of the Year at the 2016 Paris Photo–Aperture Foundation PhotoBook Awards.

Halpern grew up in Buffalo, New York. He holds a BA in history and literature from Harvard University and an MFA from California College of the Arts. He has taught at California College of the Arts, Cornell University, School of the Museum of Fine Arts, Boston, Harvard University and the Harvard Graduate School of Design. He currently teaches at the Rochester Institute of Technology.

Source: Wikipedia

Marina Sersale: insolita Venezia. Da vedere.

Venezia
Marina Sersale
Di giorno o di notte, con sole, pioggia o neve, Venezia è la città più magica che abbia mai visto. Incredibilmente romantica – insopportabilmente così, come una torta troppo dolce intrisa di melassa in ogni vetrina.

Tutte le immagini sono di Marina Sersale
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Storia di una fotografia. Moonlight: the pond di Edward Steichen

Ciao,

oggi vorrei parlarvi di questa fotografia che – attenzione – è stata scattata nel 1904!

Se vi incuriosisce, vedete un po’ di che si tratta

Anna

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Stephen Shore: American Beauty

American Beauty, short documentary, Stephen Shore
Stephen Shore,nato a New York nel 1947, ha imparato e praticato fotografia dall'età di sei anni. Nel 1958, gli venne regalata una copia del libro di Walker Evans, American Photographs. Questo libro ha avuto un effetto  
profondo su di lui, introducendolo al linguaggio visivo/descrittivo dei luoghi, che ben conosciamo. All'età di quattordici anni, il suo lavoro fu acquistato da Edward Steichen per la collezione del Museum of Modern Art di New York. Dal 1965 al 1967, Shore ha lavorato nello studio di Andy Warhol, presso la Factory, esperienza formativa che gli ha permesso di sperimentare combinando modalità documentarie e concettuali nello stile caratteristico delle sue immagini. Nel 1971, all'età di ventiquattro anni, Shore fece una mostra personale al Metropolitan Museum of Art. Shore è emerso negli anni '70 come uno dei maggiori esponenti della fotografia a colori, le sue immagini sono scene desolate e liriche del paesaggio nord americano.
Shore ha dimostrato di avere la capacità di trasformare ambienti comuni in opere d'arte avvincenti. Tra il 1973 e il 1979, Shore ha viaggiato in auto attraverso il Nord America, documentando il paesaggio vernacolare adottando un approccio più formale alla fotografia rispetto ai suoi precedenti lavori. Un certo numero di queste immagini sono nel suo importante libro, ormai considerato un classico, Uncommon Places (pubblicato per la prima volta da Aperture nel 1982 e ripubblicato nel 2004 e nel 2007). L'uso che Shore fa della fotocamera di grande formato e l'innovativa stampa a colori lo hanno reso uno dei fotografi più influenti nell'ultima metà del XX secolo.
Qui avete un articolo del blog con tutti i suoi libri acquistabili, un giretto lo farei!

Qui il link per il libro Uncommon Places

Qui potete trovare il DVD 

Ciao a tutti, Sara

Il lato oscuro della Russia svelatoci da Alexander Petrosyan

L’autore che vi proponiamo oggi è un fotografo di strada che vive e lavora in Russia da oltre 40 anni. E’ nato nel 1965 a S. Pietroburgo. Nella sua carriera, per la verità abbastanza recente, quanto meno come professionista, ha vinto numerosi premi a livello internazionale, ed è considerato il più grande fotografo contemporaneo russo.

Le sue immagini ci mostrano una Russia molto diversa da quella che siamo abituati a vedere nelle cartoline o in televisione, una Russia esplicita con i suoi lati oscuri, che vive per strada, che spesso è stata nascosta dal regime e che altrettanto spesso gli ha causato pesanti critiche.

Io lo trovo eccezionale. Voi che ne pensate?

Anna

Dopo aver iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia nel 2000, Alexander Petrosyan si è reso conto che, per poter veramente comprendere il mondo che lo circondava, doveva prima cercare di catturarlo attraverso l’obiettivo della fotocamera, cosa in cui è perfettamente riuscito. Petrosyan prova una reale felicità nell’esplorare e ritrarre i suoi soggetti in maniera innovativa, non limitandosi a fotografare il bello, ma anche gli aspetti grotteschi della vita.

Dal 2003 al 2008 ha lavorato per la rivista My District, diventando così un vero professionista, capace di rappresentare accuratamente il tridimensionale con solo due dimensioni e descrivere gli infiniti livelli del suo ambiente in una singola fotografia.

Al momento, Petrosyan lavora come fotografo per “Kommersant” – http://www.kommersant.ru/ – (un quotidiano russo che si occupa prevalentemente di politica ed economia ndt), continuando a spingere i limiti che lo circondano e dimostrando che c’è qualcosa di straordinario persino negli aspetti apparentemente più normali della vita.

Pubblicazioni:

I lavori di Petrosyan sono stati presentati in numerose importanti pubblicazioni, tra cui ma non solo: : «Newsweek», «National Geographic», «GEO», «Russian Reporter”, “Spark”, “Money”, “Power“, “Kommersant”, “News”, “Arguments and Facts”, “Komsomolskaya Pravda”, e “Business Petersburg”.

Nel 2011, la casa editrice “The Bronze Horseman” ha pubblicato un libro con le fotografie di Petrosyan, “Peter”. Nel 2016 l’editore “Print Gallery” ha pubblicato il secondo libro, “Kunstkamera”.

Fonte: libera traduzione dal sito dell’artista

Qua trovate un’intervista rilasciata un paio d’anni fa a The Italian Magazine

 

After taking up photography in the year 2000, Alexander Petrosyan realized that, in order to truly understand the world around him, he must first try to capture it through the camera lens, something at which he has continuously succeeded. Petrosyan finds true joy in exploring and portraying his subjects in innovative ways, photographing not only the beautiful but also the grotesque aspects of life.

Working for My District magazine from 2003 to 2008, Petrosyan became a true professional, able to accurately present the three-dimensional with only two dimensions, and to illuminate the infinite levels of his environment in a single photograph.

At present,  Petrosyan is a staff photographer for “Kommersant” (http://www.kommersant.ru/), where he continues to push the limits of his surroundings, proving that there is something extraordinary about even the most, seemingly, ordinary aspects of life.

Publications

Petrosyan’s work has been featured in a multitude of acclaimed publications, including, but not limited to: «Newsweek», «National Geographic», «GEO», «Russian Reporter”, “Spark”, “Money”, “Power“, “Kommersant”, “News”, “Arguments and Facts”, “Komsomolskaya Pravda”, and “Business Petersburg”.

In 2011, the trading house “The Bronze Horseman” published a book of Petrosyan’s photographs, “Peter”. In 2016, the publishing “Print Gallery” released second book, “Kunstkamera”.

Source: the artist’s website

Here is an interview published a couple of years ago on The Italian Magazine

 

 

Patrick Willocq, le sue fotografie mi lasciano a bocca aperta

Ciao a tutti!

Oggi vi presento questo fotografo francese di origini africane.

I suoi ritratti coloratissimi sono davvero molto belli e i suoi soggetti sempre affascinanti.

A prima vista si notano l’estetica perfetta ed il sapiente uso del colore, ma in realtà le sue opere veicolano importanti messaggi sociologici e umanistici.

Ho visto una sua mostra qualche anno fa al Photolux di Lucca, le sue stampe di grandi dimensioni catturano l’occhio del fruitore. Sarei rimasta ore a guardare ogni singolo particolare di quelle immagini magnetiche e di quegli allestimenti curatissimi e perfetti.

Che ne dite?

Anna Continua a leggere