Storia di una fotografia, tra le più imitate.

Prendo spunto da una polemica nata su Facebook a seguito della pubblicazione di un’immagine di una fotografa emergente, per raccontarvi di questa fotografia, che è probabilmente la “madre” di tutte le immagini di questo tipo e che è stata d’ispirazione per innumerevoli altri scatti di artisti più o meno famosi.

La fotografa è Annie Leibovitz, che non credo necessiti di presentazioni, e il soggetto è la famosa attrice Whoopy Goldberg. L’immagine è tra le più iconiche degli anni 80.

La fotografia infatti risale al 1984, quando la Goldberg era una brillante attrice emergente e la Leibovitz era già una fotografa affermata, che era stata incaricata da Vanity Fair di ritrarre il giovane talento.

La foto in questione fu scattata con un preciso pensiero politico quello di denunciare il razzismo rifacendosi ad una battuta della stessa Goldberg in cui la comica scherzava sul possibile uso della candeggina per schiarirsi la pelle. La Leibovitz decisa di servirsi del latte per questo ritratto, dopo che un amico le riferì che tale liquido nelle fotografie appariva come bianco opaco.

La foto fu preparata a dovere ma non l’espressione facciale dell’attrice che scivolò nella vasca mentre stava entrando, dando all’immagine un incredibile tocco realista e paradossale.

Anna

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Veronica Barbato, TUASORELLA

Ciao! Veronica Barbato è una partecipante al Premio Musa che vi facciamo conoscere oggi.

Il suo è un lavoro molto intimo e personale, a cui non voglio aggiungere nulla. Guardatevelo.

TUASORELLA
Promessa: dichiarazione con cui ci si impegna a compiere un dato atto o a tenere fede a un dato comportamento. Così è successo. Dopo 20 anni (senza lei) mantiene ora la sua più importante promessa, essermi vicina per sempre. Nel 1993 ho perso mia sorella. A 23 anni, si suicida, c’ero io con lei in casa, era notte. A quel tempo mio nipote aveva 3 anni e non poteva sapere cosa fosse successo a sua madre. Io ne avevo solo 12, di anni.
La mia vita ha preso un percorso diverso da quello che avevo immaginato. Ho toccato il fondo del pozzo, fino in fondo alla ricerca di risposte alle mie domande, mai trovate.
Dopo 5 anni dalla sua morte, ho ricevuto una lettera di mia sorella, era inspiegabilmente lei. Le stesse parole, lo stesso modo di esprimersi attraverso un’altra persona, che ha fatto da tramite, questa lettera mi ha salvata. Questo progetto è il risultato del mio sentimento di ogni giorno, dopo 26 anni senza mia sorella, cercando di affrontare sentimenti diversi,
di ritrovarmi attraverso la macchina fotografica, fotografare mio nipote, è stato come essere di nuovo con lei, imparare tanto, vedere molto. Fotografare mi costringe a vedere attraverso il tempo. Mi sono ispirata all’idea della fragilità e della relazione tra la morte e la vita. Il tempo si blocca nel momento in cui una perdita diventa infinita. Ogni suo oggetto, ogni suo vestito, ogni pianta che me la ricorda, diventavano una presenza
scomoda che attestava quell’assenza. Ma ora tutto è cambiato quella assenza è diventata una presenza costante, mi protegge, mi fa sorridere. L’amore che non finisce, la morte non separa.

BIOGRAFIA

Veronica Barbato (1981, Caserta, Italia). Vive e lavora tra Reggio Emilia (IT) e Lugano (CH).
Dal 2009 Veronica partecipa a diversi corsi di formazione fotografica. Nel 2016 vince il Premio CarpiMade, presidente di giuria Franco Fontana. Il suo lavoro è stato esposto in diverse mostre tra le quali: Carne, Street Art, Barcelona (ES) e Reggio Emilia (IT) Berlino (BE), Lugano (CH) 2017/2018/2019; Passato, Presente Sognare, Fotografia Europea, curatore Pierluigi Sgarbi, Reggio Emilia, Italia, – 2017; Ambulante di sogni, “PhotoLovers”, Essere Fotografi 2.0, Pisa, Italia, – 2017; In-Levare, curatore Andrea Saltini, Reggio Emilia, Italia – 2017; C’era una volta…, Festival della Fiaba, curatrice Leda Lunghi, Modena, Italia – 2016; Quadrilegio, Galleria Alpha Centauri, Parma, Italia – 2016; 128 Di Troppo, Seduzioni Creative, curatrice Monica Iotti, Modena, Italia – 2015; Modena Antiquaria, Modena, Italia – 2014. Pubblicazione: Rivista Erodoto108, editoriale di Silvia la Ferrara – 2018/ 2017; Collezioni Accessori, Logos, Milano – 2018/2017; Il Fotografo, 2017; Ducati 90 anni di eccellenza Italiana, Modena – 2015.

Contatti:

https://www.veronicabarbato.com
ph.veronicabarbato@gmail.com

La guerra totale. Il secondo conflitto mondiale.

15 FEBBRAIO – 27 GIUGNO 2020

A MILANO PRESSO LA CASA DI VETRO

PER IL PROGETTO:

HISTORY & PHOTOGRAPHY

LA STORIA RACCONTATA DALLA FOTOGRAFIA

A 75 ANNI DALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

LA GUERRA TOTALE

1939 – 1945: IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE NELLE PIÙ

BELLE E ICONICHE FOTOGRAFIE DEGLI ARCHIVI DI STATO AMERICANI

In anteprima nazionale, in occasione del 75° della fine della Seconda Guerra Mondiale, a la Casa di Vetro di Milano apre al pubblico il 15 febbraio 2020 dalle 15.30 alle 19.30 l’esposizione “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani”.

In programma fino al 27 giugno 2020, la mostra racconta la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le fotografie più suggestive, famose e rappresentative degli Archivi di Stato americani – National Archives and Records Administration, Library of Congress, United States Holocaust Memorial Museum, US Navy, US Marines Corp, US Army, e altri. L’iniziativa fa parte di History & Photography (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università. Le immagini sono visibili via web sia ai professori per fare lezione in classe che ai privati per l’home vision –  due nuovi servizi che rendono il progetto H&P all’avanguardia in Italia.

Un soldato americano soccorre un suo compagno colpito dalle schegge di una bomba, 8 agosto 1943, Sicilia
Autore sconosciuto o non fornito © U.S. National Archives and Records Administration

LA MOSTRA

In occasione del 75° della fine della Seconda Guerra Mondiale – avvenuta ufficialmente il 1° maggio in Italia, l’8 maggio in Europa e il 2 settembre nel Pacifico – il 15 febbraio 2020 a la Casa di Vetro di Milano apre al pubblico dalle 15.30 in anteprima nazionale l’esposizione “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani”. In programma fino al 27 giugno 2020, la mostra, corredata di testi di approfondimento per ciascuna immagine, racconta la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le fotografie più suggestive, rappresentative e famose dei National Archives and Records Administration e della Library of Congress, che a loro volta conservano immagini provenienti dalle collezioni della US Navy, dell’US Marines Corp, dell’US Army e altri.  

Composta di circa 60 immagini, l’esposizione ripercorre infatti tutti i principali eventi del Secondo Conflitto Mondiale sui fronti europei, nord africani e del Pacifico: la politica espansionistica nazista e il feroce attacco giapponese alla Cina, l’invasione tedesca della Francia e i bombardamenti sulla Gran Bretagna, il bombardamento giapponese a sorpresa di Pearl Harbor e l’invasione della Russia, la guerra in Nord Africa e la riconquista degli Alleati isola per isola nell’Oceano Pacifico, i campi di sterminio e la riduzione in schiavitù di milioni di Europei per sostituire nelle fabbriche i Tedeschi al fronte, la guerra in Italia e il D-Day, i movimenti partigiani e le punizioni ai collaborazionisti, la sconfitta dei Tedeschi e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la caccia ai gerarchi nazisti e la resa del Giappone. Nello stesso tempo l’esposizione, nel testo introduttivo, racconta il clima politico che ha portato alla tolleranza del nazifascismo da parte delle democrazie occidentali in funzione antisovietica e invita a una riflessione sul perché ricordare i tragici fatti della Seconda Guerra Mondiale e su quali questioni etiche il Conflitto abbia sollevato alle quali ancora oggi non è stata data una risposta definitiva e/o univoca – a partire, per esempio, dai limiti che una democrazia deve porsi partendo dalla constatazione che Hitler è asceso al potere anche attraverso libere elezioni (per quanto condizionate politicamente ad arte dagli stessi nazisti).

Curata da Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose (www.effeci-facciamocose.com), la mostra fa parte del progetto History & Photography (www.history-and-photography.com) che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando gli archivi storici fotografici nazionali e internazionali, sia pubblici che privati. Rivolta al grande pubblico e a scuole e università, le immagini sono visibili via web (anche una volta terminata l’esposizione) sia ai professori per fare lezione in classe in autonomia che ai privati per l’home vision –  due nuovi servizi che rendono il progetto H&P all’avanguardia in Italia (vedi più avanti i relativi approfondimenti).

RAI SCUOLA: “UN UNICUM IN ITALIA” – L’INNOVATIVA OFFERTA WEB PER SCUOLE E UNIVERSITÀ

A scuole e università il progetto History & Photography propone visite guidate, foto-proiezioni dal vivo (sia presso la sede espositiva che negli spazi scolastici) e l’innovativa possibilità offerta ai docenti di tutta Italia (per esempio a chi è impossibilitato a visitare l’esposizione con i propri allievi) di utilizzare via web in classe le foto in mostra per fare lezione (sia mentre è in corso che una volta terminata) visionandole in slide show sulle lavagne digitali. Le modalità di accesso alle immagini prevedono l’utilizzo di un link riservato e di una password a tempo – una soluzione inedita per rendere concreto il concetto di scuola digitale e connessa. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)” – http://www.raiscuola.rai.it/gallery-refresh/i-have-a-dream-la-lotta-per-i-diritti-civili-degli-afroamericani-dalla-segregazione-razziale-a-martin-luther-king/1616/0/default.aspx.

LA NOVITÀ: ANCHE I PRIVATI POSSONO “VISITARE” LA MOSTRA VIA WEB

Una nuova modalità di fruizione della fotografia e delle esibizioni fotografiche offerta dalla tecnologia digitale: la mostra è “visitabile” via internet anche per i privati. È infatti possibile, per chi non può raggiungere la Casa di Vetro di Milano, visionare la selezione di immagini sugli schermi di casa propria (smart tv, computer, etc.) in forma di fotogallery in slideshow manuale pagando un fee. La fotografia entra così nelle case del grande pubblico e diventa spettacolo culturale di intrattenimento quotidiano – come il cinema, la radio o la televisione – di cui godere da soli o in compagnia. Con le stesse modalità è possibile anche vedere alcune delle precedenti mostre realizzate per il progetto H&P.

Donne al lavoro nell’industria bellica americana, 1940 – 1945, acciaieria di Gary Works, Gary, Indiana, USA
Autore sconosciuto o non fornito © courtesy U.S. National Archives and Records Administration

HISTORY & PHOTOGRAPHY

La fotografia ritrae e racconta la realtà ormai da quasi due secoli. È partendo da questo presupposto che nasce History & Photography, un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere esposizioni che raccontino la Storia contemporanea con la Fotografia (e che raccontino anche la Storia della Fotografia). Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico e ai più giovani i tantissimi archivi fotografici storici – italiani e stranieri, pubblici e privati – esaltando sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il terzo è quello di supportare digitalmente l’insegnamento in Scuole e Università con foto-proiezioni di immagini storiche strutturate in percorsi di circa 50-70 immagini, offerti sia dal vivo che tramite connessione web (da utilizzare direttamente in classe in slide show dai professori durante le lezioni in completa autonomia), proponendo così a studenti e docenti lo strumento della fotografia, e il punto di vista del fotoreportage in particolare, per approfondire la Storia delle società contemporanee. Le immagini sono spesso dotate di testi di approfondimento che affrontano i diversi argomenti storici con un taglio giornalistico e documentaristico.

IL CURATORE

Alessandro Luigi Perna è un giornalista pubblicista, un consulente (editoria, fotografia, eventi, comunicazione, ufficio stampa) e un curatore e organizzatore di iniziative con la fotografia sia contemporanea che storica, sia rivolte al grande pubblico che a scuole e università. È specializzato inoltre nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. Fornisce servizi di consulenza a fotografi (progettualità, comunicazione, cura e organizzazione) e gallerie espositive (direzione artistica, organizzazione, gestione spazi, comunicazione). In curriculum ha moltissimi articoli di fotografia, numerose interviste a grandi fotografi internazionali, alcuni volumi fotografici, decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati, la cura o co-cura di tre festival. È stato infatti co-ideatore e co-curatore delle prime tre edizioni di Memorandum – Festival della Fotografia Storica di Biella e Torino, co-curatore della sezione fotografica del festival Urbana di Biella e ideatore, curatore e co-produttore di All you need is photography! Unlimited Edition Photo Festival di Milano.

Ha curato mostre in Triennale, Fondazione Stelline di Milano, Casa dei Tre Oci di Venezia, Museo di Arte Contemporanea di Lucca, Museo delle Scienze di Torino, etc. Ha realizzato mostre o foto-proiezioni con gli archivi fotografici di Fiat, Alenia, Pirelli, Olivetti, Unione Industriali Torino, L’Europeo – RCS, Touring Club, Società Geografica Italiana, Museo del Risorgimento di Torino, Musei Civici di Pavia, Università degli Studi di Torino – Museo della Facoltà di Antropologia, Museo del Calcio di Coverciano, etc. E con numerosi archivi internazionali publici e privati tra cui, tra gli altri, quelli dei Musei di Londra, degli US National Archives, della Library of Congress, della US Navy, del US Marine Corp, del Ministerio de Educación, Cultura y Deporte di Madrid, etc.

Ha curato esposizioni di numerosi fotografi, viventi e non, tra cui Michel Comte, Cesare Colombo, Romano Cagnoni, Giovanni Porzio, Giancolombo, Frank Hurley, Gianfranco Moroldo, Santi Visalli, Guido Alberto Rossi, Roberto Polillo, Nicola Ughi, Antonella Sacconi, etc. Ha promosso, supervisionato e coordinato mostre di: Werner Bischof (Magnum), Magnum (collettiva), Bruno Barbey (Magnum), Herman Leonard, Pino Ninfa, etc. Dal 2011 con il progetto History & Photography, realizzato in partnership con Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela, racconta la Storia della Fotografia e del mondo contemporaneo sia al grande pubblico che ai ragazzi delle scuole con mostre e foto-proiezioni.

EFF&CI – FACCIAMO COSE fornisce servizi a chi opera nella cultura e nel sociale come enti pubblici e associazioni e propone agli artisti dal supporto alle loro esigenze espositive fino alla progettazione, cura, allestimento, esposizione e promozione delle loro mostre. Nel corso di questi anni ha organizzato presso “la Casa di Vetro” di Milano diverse iniziative espositive – personali e collettive di fotografia, pittura e scultura, di artisti italiani e stranieri. Nell’ambito del progetto History & Photography ha prodotto numerose mostre di fotografia storica.

Ufficiale americano e partigiano francese si accovacciano dietro un’auto durante un combattimento in strada in una città
Estate, 1944, Francia, autore sconosciuto o non fornito © courtesy U.S. National Archives and Records Administration

INFORMAZIONI

Apertura al pubblico:

15 febbraio 2020

dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00)

Periodo di esposizione:

15 febbraio – 27 giugno 2020

Giorni e orari:

Lunedì, mercoledì, venerdì, sabato dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00)

Martedì dalle 15.30 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21:30)

Giovedì e domenica chiuso

Scuole e università:

È possibile per scuole e università accedere alla mostra non solo nel consueto orario ma anche al mattino su appuntamento con possibilità di visite guidate e/o foto-proiezioni commentate dal curatore della mostra.

Le foto-proiezioni commentate sono proposte anche presso gli spazi di scuole e università.

È inoltre possibile per i professori utilizzare via web in autonomia le immagini della mostra (anche a esposizione terminata). Preventivi su richiesta.

Biglietti di ingresso:

Ingresso – € 5,00 (valido per tutta la durata della mostra presentando la ricevuta)

Visite guidate (minimo 4 persone): € 10,00 / € 8,00 per studenti

Foto-proiezioni commentate (minimo 10 persone): € 15,00 / € 10,00 per studenti

Home Vision:

€ 12,50 (fotogallery on line)

Come arrivare

  • MM3 – fermata piazzale Lodi + filobus 91 direzione Lotto o 92 direzione Bovisa FN
  • Passante ferroviario – fermata Porta Vittoria
  • Filobus 90/91, 93 – fermata viale Molise
  • Filobus 92 – fermata via Costanza Arconati
  • Tram 12 – fermata piazzale Martini
  • Autobus 66 – fermata piazzale Martini
  • Autobus 84 – fermata via Maestri Campionesi

Sede dell’esposizione:

la Casa di Vetro

via Luisa Sanfelice, 3

20137 Milano

Info per il pubblico:

Tel. 02.55.01.95.65

www.lacasadivetro.com

www.history-and-photography.com

www.effeci-facciamocose.com

Qui il link alla mostra su Facebook

History&Photography – La storia raccontata dalla fotografia.

Oggi vi parlo di un progetto, History & Photography, che ho appena scoperto e che trovo particolarmente interessante. Può coinvolgere il grande pubblico e istituzioni pubbliche e private perché l’archivio è vasto e si presta a differenti utilizzi.


“A little girl evacuee of Japanese descent watches the Memorial Day Services. Evacuee Boy Scouts took a leading part in the ceremony held at this War Relocation Authority center.”
 
May 30, 1942
Manzanar Relocation Center, Manzanar, California
Author Francis Stewart, War Relocation Authority photographer
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration
 
“Una bambina evacuata di origine giapponese osserva le cerimonie del Memorial Day (Giorno della Memoria). Gli Evacuee Boy Scouts (i  Boy Scouts degli Evacuati) hanno preso parte alla cerimonia tenutasi presso questo centro della War Relocation Authority (Autorità per la Ricollocazione di Guerra).”
 
30 maggio 1942
Manzanar Relocation Center, Manzanar, California
Autore Francis Stewart, fotografo della War Relocation Authority
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration 15-1942-maggio-Manzanar_Relocation_Center_Manzanar_California_A_little_girl_evacuee_of_Japanese-NARA

History & Photography, nasce nel 2011 i suoi obiettivi sono:

  • narrare la storia delle società contemporanee attraverso la fotografia, esaltando sia la funzione documentale delle immagini che il loro valore estetico e artistico;​
  • far conoscere e promuovere nel contempo la storia dell’arte della fotografia (e in particolare del fotogiornalismo) dalle sue origini ai giorni nostri;
  • valorizzare e rendere fruibili al grande pubblico e specialmente ai più giovani -con mostre, foto-proiezioni e iniziative editoriali– gli archivi storici fotografici italiani e stranieri, privati e pubblici, che spesso, pur conservando notevoli tesori iconografici, sono sconosciuti perfino agli addetti ai lavori;
  • proporre la Fotografia come innovativo supporto all’insegnamento della Storia all’interno di Scuole e Università sia attraverso modalità tradizionali (visite guidate e foto proiezioni dal vivo) che via internet: in un’ottica di formazione sempre più connessa, digitale e multimediale, History & Photography propone infatti selezioni di foto già strutturate in un percorso storico di minimo 40 immagini visionabili in  slide show manuale durante le lezioni in aula con una semplice connessione Internet e una password a un link riservato


“Russian slave laborer among prisoners liberated by 3rd Armored Division points out former Nazi guard who brutally beat prisoners.”
 
May 14, 1945
Germany
Author unknown or not provided
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration
 

 “Un schiavo lavoratore russo tra i prigionieri liberati dalla 3a Divisione Corazzata indica una ex guardia nazista che picchiava brutalmente i prigionieri”.

14 maggio 1945
Germania
Autore sconosciuto o non fornito
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration
 

Ideatore e curatore del progetto è Alessandro Luigi Perna, partner e produttrice è Eff&Ci – Facciamo Cose

A ospitare molte delle iniziative di History & Photography, quando non sono realizzate in sedi esterne, è il centro culturale La Casa di Vetro di Milano.  

A questo link la presentazione del progetto sul blog della più importante associazione di archivi storici britannica:

Much tattooed sailor aboard the USS New Jersey”
December, 1944
Author Charles Fenno Jacobs (1904–1974)
© courtesy U.S. Navy / U.S. National Archives and Records Administration
“Un marinaio con molti tatuaggi a bordo della USS New Jersey”
Dicembre 1944
Autore Charles Fenno Jacobs (1904–1974)
© courtesy U.S. Navy / U.S. National Archives and Records Administration

Laura Wilson, fotografie e diari.

Oggi vi presentiamo questa non più giovane fotografa americana, che dopo essere stata l’assistente di Richard Avedon, ha cominciato a raccontarci, con la fotografia e con estratti dei suoi diari, gente e luoghi degli Stati Uniti.

Che ne pensate?

Anna

Laura Cunningham Wilson (nata nel 1939) è una fotografa americana. Le sue fotografie sono apparse su The New York Times Magazine, The New Yorker, Vanity Fair, GQ, Wallpaper, Washington Post Magazine e London Times Magazine.

Laura Wilson, cresciuta in Massachussets, è sposata e vive a Dallas, Texas; è madre di tre figli: Andrew, Owen e Luke (si, proprio i famosi attori 🙂 ndt)

La sua carriera da fotografa è cominciata scattando fotografie ai suoi tre figli: “Mi ero laureata in pittura al college. Ma con tre bambini piccoli tra i piedi, non avevo tempo di prendere in mano un pennello. Poi un amico mi ha regalato una fotocamera. Ho capito immediatamente che i bambini erano soggetti perfetti.

La sua carriera a livello professionale, ha invece avuto inizio quando Richard Avedon l’assunse per assisterlo con il suo libro In the American West, commissionatogli dall’ Amon Carter Museum.  La Wilson ha viaggiato con Avedon per sei anni, aiutandolo a trovare soggetti da fotografare e scrivendo anche i testi per il libro. Il lavoro con Avedon l’ha aiutata ad acquisire familiarità  con l’Ovest e le ha fornito l’ispirazione per i suoi progetti successivi. In un’intervista rilasciata nel gennaio 2018, ha descritto la sua attrazione artistica per gruppi di persone isolate, dicendo “Sono attratta dalla gente che vive in un mondo chiuso – le persone che vivono in comunità isolate, che sia per caso o per scelta; ero curiosa di saperne di più… il mio desiderio, come scrisse Eudora Welty ‘ non sarebbe di puntare il dito per giudicare, ma di aprire una tenda, quell’ombra invisibile che cade tra le persone’”

La Wilson ha pubblicato cinque libri di fotografie e testi:

That Day: Pictures in the American West

Yale University Press, 2015

That Day offre la visione della Wilson sulla sua regione d’adozione nell’arco della sua carriera dal 1970 ad oggi. Testi tratti dal suo diario accompagnano fotografie delle persone che hanno contribuito a formare la regione più dinamica della nazione

Avedon at Work

Harry Ransom Humanities Research Center/University of Texas Press, 2003

La Wilson ha avuto l’onore di documentare la vita di uno dei maggiori fotografi del ventesimo secolo. E’ stata l’assistente di Avedon per 6 anni  e le sue fotografie e i brani del suo diario mostrano il processso creativo di Avedon e il suo metodo di lavoro, mentre completava In the American West.

Hutterites of Montana

Yale University Press, 2000

Gli Hutteriti (comunità etnico religiosa originaria dell’Austria e successivamente trasferitasi in Canada e USA ndt) vivono in gruppi comunitari isolati, evitando il mondo moderno. La Wilson ha cominciato ad interessarsi a queste persone, che vivono nell’Ovest americano, durante il suo viaggio con Avedon. Le comunità Hutterite normalmente non permettono la fotografia, ma dopo numerose visite a queste comunità, la Wilson è riuscita ad ottenere il permesso.

Watt Matthews of Lambshead

Texas State Historical Association, 1989

Questo è un saggio fotografico che racconta di uno degli ultimi mandriani del Texas This is a photographic essay about one of the last great Texas cattlemen. The New York Times ha scritto che questo libro è diventato “un classico della storia del Texas”

Grit & Glory

Bright Sky Press, September 2003

Questo libro documenta l’energia e il brivido del football con 6 giocatori e la ruvida cultura viscerale in cui viene praticato nelle piccole città del Texas.  

La biografia è liberamente tradotta da Wikipedia e dal sito dell’autrice.

Francesco Faraci da Musa fotografia.

Francesco Faraci “Atlante umano siciliano”
Ciao!
Il 21 febbraio 2020 in anteprima presso MUSA FOTOGRAFIA alle ore 19.00
FRANCESCO FARACI presenta il suo nuovo libro e
la sua mostra “Atlante umano siciliano”, ti aspettiamo per due
chiacchiere con questo bravissimo autore! 
Francesco Faraci terrà anche un Workshop di street photography presso Musa (vedi sotto)
ATLANTE UMANO SICILIANO di Francesco Faraci
Pagine/pages: 112 + inserto 12 pag.
Dimensioni/Size: 24X24
Editore/Publisher: emuse
Atlante Umano Siciliano è il resoconto di un viaggio che restituisce, attraverso l’incontro con i luoghi e le persone che li abitano, la geografia di una Sicilia come territorio di frontiera sospeso tra il reale e l’immaginario.
Francesco Faraci esplora, attraverso un indagare incessante fatto di immagini e parole, l’anima mediterranea, nella sua autentica bellezza, nella meraviglia dell’ordinario che si fa inconsueto, nel suo tendere oltre, oltre i luoghi comuni e al di là dei limiti geografici .
Per Faraci essere siciliano oggi significa mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra e, allo stesso tempo, aprire lo sguardo verso il mondo: «Sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite».
Un lavoro, in definitiva, che affonda nei contrasti : vita e morte, caos e silenzio, gioia e tristezza, rassegnazione e riscatto, amore e rabbia, nel tentativo di rappresentarli per dare un senso a questo nostro andare.
Questo volume contiene 50 fotografie in bianco e nero accompagnate da un testo critico di Francesco Cito e dal poema inedito Canto della terra di Francesco Faraci.
L’arte di scattare per strada, vedi info sotto. Tre parole che insieme formano una frase, ma se messe in proprio ognuna di esse ha una sua identità precisa. Sicilia porta d’Europa, per qualcuno inizio di una nuova vita, punto d’approdo dalla vicina Africa. Per altri, invece autoctoni è sguardo sul mondo, odora di radici. Terra infima e meravigliosa dove nulla è mai come appare. Per contingenza, greca illusione. Atlante è viaggio, ma non importa il come, bensì il dove e il perché. Percorrendo una geografia dell’anima, mediterranea, fatta di sensazioni, di percezioni che sgorgano dalla terra nuda dopo la mietitura. Il vento, il cielo, le correnti marine, il sole, la luna e il sale sulla pelle. Tutto concorre a tracciare su una cartina immaginaria i segni del passaggio del viandante, che nulla ha con sé se non le ossa, nudo e aperto com’è di fronte alla sorpresa, al fato, al destino. Umano perché terreno. Perché l’uomo, in fondo, è al centro della ricerca. La sua condizione di “moderno” in una terra che fatica ad evolversi e che quando lo fa, o ci prova, cede ogni volta un pezzo della sua atavica identità. Un lavoro sui contrasti, sugli opposti: vita/morte, caos/silenzio, gioia/tristezza, rassegnazione/riscatto. Paesi ormai semi abbandonati, dove chi parte non fa più ritorno e l’età di mezzo è ormai un’utopia. Rimangono i vecchi, le pietre delle case dalle porte e dalle finestre sbarrate con la scritta “Vendesi”, che raccontano di ciò che si è stato e di cosa sarà nel prossimo futuro. Dalla Sicilia si fugge, ma il territorio muore e nemmeno troppo lentamente. Si tratta di provare a salvare, a imprimere su carta quel che c’è. Il paradosso è che non mancano l’energia e nemmeno la poesia. Nell’eterna lotta fra andare e restare ho scelto di resistere e raccontare la terra in cui vivo, in controtendenza forse con la fotografia esotica che fa dell’altrove, il più lontano possibile da noi, un vessillo. Eppure, aprendo le porte di casa, spalancando le finestre metaforiche di noi stessi, quindi aprendosi, il mondo accoglie, chiede di raccontarne la storia. La vita, la morte, i sogni e le sconfitte. Siciliano, dunque, per appartenenza non sempre fiera. Esserlo (siciliano) significa, oggi, mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite. Tre parole per dire di un luogo di frontiera, dunque. La ricerca di una piccola America. Ispirato da Robert Frank e dal suo “The Americans” mi sono messo in viaggio, ecco il senso di questo lavoro che implorava di venire fuori.  Ecco tutti i corsi in partenza a Febbraio, continuate a seguirci, stiamo crescendo insieme!  Ciao Sara  

Workshop di street photography
Francesco Faraci
L’arte di scattare per strada
 
Conoscenza delle tipologie, dei modelli esemplari e delle tecniche narrative del reportage urbano e della Street Photography. Realizzazione di una sessione in esterni e di esercizi volti a migliorare la vostra visione per strada.. La street photography come diario personale e come espressione personale, seguendo il filone secondo il quale una bella fotografia non è necessariamente nitida e perfetta, ma prima di tutto vera e sentita, poiché solo se il fotografo è davvero coinvolto e allo stesso livello della storia che vuole raccontare, può davvero entrare in essa, e coglierne il significato e il senso.
Informazioni
Data corso:
22-23 febbraio 2020
Orario: 10.00-18,00 circa 
Informazioni sul workshop  
MUSA FOTOGRAFIA Via Mentana, 6 Monza
Francesco Faraci “Atlante umano siciliano”

PROSSIMI CORSI DA MUSA
Farsi strada come autori
Come arrivare alle gallerie, premi e festival.
 Provare a farsi conoscere come fotografo oggi non è semplice. Riuscire a capire come muoversi in questa realtà con le sue regole, i suoi referenti e le sue dinamiche diventa più facile se qualcuno con esperienza ci prende per mano e ci guida. Alessia Locatelli, curatrice e critica fotografica indipendente, attraverso esempi pratici ed immagini vi aiuterà in modo semplice e concreto a capire come iniziare a presentarsi e presentare il proprio lavoro ai foto festival – con tutte le informazioni inerenti e un Case Study su Arles – cosa sono e come partecipare alle Open call, ai premi e conoscere i festival Off. Illustrerà inoltre le modalità di contatto e presentazione del lavoro alle differenti tipologie di galleria per capire senza perdere tempo come dare al proprio progetto la direzione corretta. E’ un corso utile perché oltre lo scatto, è necessario anche sapersi presentare e muovere bene per farsi conoscere. Mu.Sa cerca sempre di potervi aiutare nella realizzazione della vostra passione o di una futura professione e in questo senso l’incontro con un curatore è fondamentale.
Informazioni
DATE
23 Febbraio 2020Orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 
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Videomaking con la macchina fotografica Vuoi imparare a realizzare video con la tua macchina fotografica?Il corso si svilupperà in due giornate:
La prima giornata in aula, dove verrà fatta un’introduzione sule tecniche di ripresa e le modalità video. La lezione teorica è supportata dalla visione di contributi multimediali, dimostrazioni e studio di casi. Il secondo giorno ci saranno riprese in esterni; il workshop prevede quindi una parte pratica, una giornata di lavoro sul campo, in un luogo determinato dal docente. Alla fine delle due giornate, vi sarà una discussione sui risultati prodotti.Verrà spiegato come realizzare video con la propria macchina, trattandoli come cortometraggi, con un approccio fotografico.Il corso è tenuto da Rossano Ronci, autore fotografo che utilizza il video come una forma di comunicazione pari alla fotografia.
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Data corso: 8-9 febbraio 2020
Orario: 09,30-19,00 circa tutti e due i giorni 
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Editare e pubblicare un libro
 Come creare il proprio libro
I partecipanti impareranno quale sia il processo per creare, attraverso progetti personali, già elaborati o in fase di definizione, un libro fotografico. Il corso offre, attraverso la visione e l’analisi di libri fotografici di esempio, la possibilità di avere ispirazioni sulla costruzione e ideazione del proprio. Raccoglieremo e capiremo le potenzialità dei nostri progetti attraverso la discussione con professionisti del settore che ci accompagneranno nelle scelte definitive (tipo di carta da utilizzare per la copertina, la carta interna, la rilegatura, a come editare il libro e come presentarlo) La scelta dei materiali e la scelta di presentazione in termini di luoghi e persone, può influenzare la narrazione in diversi modi. Se la tua storia diventa un libro sarà uno dei mezzi più potenti che hai per raccontare.
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Data corso:
22 febbraio 2020
Orario:09.30-18,30 circa 
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Corsi Musa Fotografia Questo anno scolastico è ricco di novità, nei corsi. Dopo la fantastica risposta dell’anno scorso, ho deciso di creare dei percorsi formativi con una valenza didattica cronologica.  
Da Musa puoi seguire due tipi di formazione:

I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.
I CORSI SINGOLI si rivolgono a chi vuole seguire corsi unici
I nostri incontri sono propedeutici all’affinazione della capacità visiva ed espressiva di ogni studente. Tutti sono composti da parti pratiche e teoriche. Vi saranno discussioni sugli scatti effettuati. Lo scopo dei corsi è quello di migliorare le capacità e il metodo degli studenti, al fine di cercare o affinare lo stile personale. Alcuni di questi corsi potrebbero portare a sbocchi professionali. I docenti coinvolti sono professionisti del settore e vi accompagneranno nella crescita del percorso formativo.
Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it
A prescindere che tu segua i percorsi o meno, se ti iscrivi contemporaneamente a tre corsi, ottieni uno sconto del 10%.
 Ti aspetto!Sara    

Storia di una fotografia: la multa per il bikini.

Il nome “bikini” è stato coniato nel 1946 dal francese Louis Réard, il designer del bikini. Chiamò il costume da bagno come l’atolli Bikini, dove si stavano svolgendo i test per la bomba atomica.

La multa, su una spiaggia italiana, nel 1957, per aver indossato un bikini. Fotografo sconosciuto.

Réard avrebbe descritto il bikini come un “costume da bagno di due pezzi che rivela tutto ciò che riguarda una ragazza, tranne il nome da nubile di sua madre”. La rivista di moda Modern Girl Magazine del 1957 affermò che “non è necessario sprecare parole sul cosiddetto bikini poiché è inconcepibile che qualsiasi ragazza dotata di decenza indosserebbe mai una cosa del genere”.

Il bikini fu bandito dalle spiagge e dai luoghi pubblici della costa atlantica francese, dalla Spagna, dall’Italia, dal Portogallo e dall’Australia, e fu proibito o comunque non incoraggiato in numerosi stati degli Stati Uniti. Il Vaticano lo ha, al tempo, dichiarato peccaminoso.

Attrici e modelle popolari, su entrambe le sponde dell’Atlantico, hanno avuto un ruolo importante nel portare il bikini nell’uso comune. Durante gli anni ’50, star di Hollywood come Ava Gardner, Rita Hayworth, Lana Turner, Elizabeth Taylor, Tina Louise, Marilyn Monroe, Esther Williams e Betty Grable hanno approfittato della pubblicità associata al bikini, sfruttandone le possibilità. Alla fine del secolo, il bikini era già popolare in tutto il mondo. Secondo lo storico di moda francese, Olivier Saillard, ciò era consegueza di una sorta di presa di “potere delle donne e non della moda”. “L’emancipazione dei costumi da bagno è sempre stata collegata all’emancipazione delle donne”.

Strano da pensare, ma un sondaggio più recente, indica che l’85% di tutti i bikini non toccheranno mai l’acqua…

Pia Parolin, una nostra lettrice, aggiunge dopo ricerche relative a questo scatto, la parte che segue!

Lo scatto é tratto dall’archivio ‘Ullstein Bild’ dell’agenzia Akg Images – ed é stato pubblicato nell’agosto 2016 dal New York Times.

Google: “L’archivio è tedesco, il che fa ‘sospettare’ che la bella multata venisse dalla Germania. «Il poliziotto nella foto – è l’attacco del pezzo del New York Times, firmato da Alissa J. Rubin”
“Giallo sulla foto del New York Times”

Da Rare historical photos

Ciao Sara