Gerda Taro, un nuovo libro.

Articolo di Annalisa Melas

Buongiorno! Di lei vi abbiamo già raccontato per via di uno dei libri più discussi del 2018 e vincitore del premio strega: “La ragazza con la Leica” (ne abbiamo parlato qui ); di lei negli ultimi anni si è parlato molto, se non altro per quella caratteristica che accomuna molte donne alle prese con mondi prettamente maschili, ovvero la difficoltà di essere donna, appunto, alle prese con una professione ritenuta impropria per una “gentil donzella”.
Così, anche nel caso della Taro si scopre a malincuore che, almeno all’inizio, a fare notizia non fu il fatto che fosse una brava fotografa, ma che fosse la compagna di Robert Capa.


Che fosse una persona capace di decidere quello che voleva essere, dimenticando quello che il suo tempo riteneva fosse più opportuno per una donna del suo tempo, è sembrato essere solo la cornice del suo vero ruolo: aver portato Capa un passo più vicino al suo successo.
In realtà il suo lavoro, non meno di quello dei suoi colleghi uomini, servì a tenere viva la memoria di un periodo infelice della storia di Spagna, così come servì a ricordare e precisare ancora una volta, che la macchina
fotografica non era prerogativa maschile, e che anche una donna, in anni in cui era quasi impensabile, poteva raccontare la guerra da vicino.
Comunque, dopo questa riflessione un po’ amara, ecco di cosa vi vorrei parlare, dell’ultima nata, una graphic novel che cerca di raccontare la storia di Gerda Taro in modo diverso, sicuramente leggero, unendo due diversi tipi di immagini, in fondo rivali fin dai tempi che furono, disegni e foto (in questo caso quelle scattate dalla stessa protagonista della nostra storia).
Qual è il risultato?
Una vita raccontata in modo superficiale, che lascia intravedere gli eventi attraverso poche pagine, in cui immagini e parole si alternano e si sovrappongono, senza occupare però, a mio avviso, lo spazio necessario per
parlare della vita della Taro.

Taro in Spain, July 1937 Leica camera and 5cm Summar lens


Forse il risultato sarebbe stato migliore se, invece di cercare l’intera vita di una donna, l’autrice si fosse concentrata su di un piccolo pezzetto della stessa, approfondendone gli aspetti meno indagati e meno noti.
Interessante però è la struttura del racconto per la quale, una prima parte ricorda vecchi libri di grandi autori, in cui viene fatta una rapida carrellata degli eventi più importanti che hanno segnato la vita del personaggio di cui
si sta parlando: dalla nascita alla morte, attraverso i funesti eventi che ne segnarono l’esistenza; poi il racconto a fumetti ci parla di come la Taro arrivò alla fotografia, dal suo incontro con Capa, al momento in cui si
separarono e fino alla sua morte. Questa rimane la parte migliore del piccolo volume, se non altro per l’idea di partenza e per i disegni, che
personalmente trovo molto belli. Il lavoro si chiude col tentativo di raccontare nuovamente chi era la Taro e cosa volle fare della propria vita.
Letto velocemente e poi riletto con più calma, la sensazione che rimane addosso è quella di una storia raccontata a metà, non adatta a coloro che conoscono già chi era la protagonista, molto adatta a chi vuole approcciarsi per la prima volta ad un modo diverso di raccontare una storia e e chi, non conoscendo la Taro e non avendo mai letto nulla su di lei, voglia avvicinarsi con cautela al personaggio, decidendo se approfondirne la conoscenza o lasciar perdere.
Se è meglio de “La ragazza con la Leica”?
Si tratta di due testi completamente diversi, e che non ritengo in nessun caso indispensabili, sicuramente però il libro della Vivan rappresenta un piacevole passatempo e un bell’esperimento, che può generare curiosità e
spingere ad approfondire la conoscenza del personaggio, della donna e della fotografa soprattutto.
Per l’acquisto cliccate qui
Qui invece la biografia
E un libro nel quale, invece, vale davvero la pena buttarsi se, della Signora Taro, volete conoscere la storia:
Eccolo qui

Gerda Taro una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola
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Il dolore non è un privilegio, Ilaria Sagaria

Ed eccoci a presentarvi un’altra delle finaliste del premio Musa.

Oggi è il turno di Ilaria Sagaria, con un bel lavoro sulle donne vittime di aggressioni con l’acido, dal titolo Il dolore non è un privilegio.

Il dolore non è un privilegio
Ilaria Sagaria


Il mio lavoro racconta del dramma psicologico che devono affrontare le donne vittime di violenza con acido. Questo tipo di aggressione viene chiamata “vitriolage” perché nella stragrande maggioranza dei casi l’acido utilizzato è il vetriolo. La violenza tramite acido è un fenomeno globale che non è legato alla razza, alla religione e tantomeno alla posizione sociale e geografica. Nonostante siano stati registrati casi di aggressione anche ai danni di uomini, quella tramite acido rimane una forma di violenza con un impatto maggiore sulle donne, che sottintende una forte discriminazione sessuale all’interno della società, seppure con dinamiche e modalità diverse in base ai luoghi dove questa violenza si genera. Queste donne subiscono una tortura che è terribile anche soltanto immaginare: vengono colpite con getti d’acido corrosivo sulla pelle del viso, vengono accecate, rese sorde, annientate. Colpevoli sono i mariti, gli ex, i padri, i fratelli, talvolta persino altre donne, corrotte e/o assimilate alla crudeltà dei loro maschi. Questo accade alle ragazze e alle donne che decidono di interrompere una relazione, che osano rifiutare di fidanzarsi o sposarsi, magari perché la loro dote non è considerata sufficiente dalla famiglia del marito, o anche soltanto per invidia o cattiveria. Il volto sfregiato è solo una parte visibile del calvario che queste donne devono affrontare: oltre alla brutalità dell’evidenza causata da un gesto inumano, al dolore insopportabile, alle operazioni chirurgiche, ai segni e alle cicatrici, c’è il trauma psicologico da affrontare, l’incapacità di riconoscersi, la depressione e l’isolamento. Attraverso le mie fotografie mi sono soffermata sulla dimensione psicologica, sul concetto di vuoto, di memoria e identità. Molte donne nella fase iniziale della convalescenza non possono esporsi in alcun modo alla luce del sole, poiché i raggi ultravioletti causerebbero ulteriori danni alla pelle già devastata. Sono costrette così a passare lunghissimi periodi chiuse dentro casa e anche quando potrebbero uscire all’aperto, molte di loro non hanno il coraggio di mostrarsi in pubblico, poiché non si sentono pronte ad affrontare lo sguardo della gente. Dentro casa tolgono gli specchi e le loro fotografie, eliminano qualsiasi cosa che possa mostrare quello che erano prima e quello che sono ora. Diventano prigioniere di una casa privata di memoria e identità, dove lo spazio e il tempo sembrano congelarsi, perché loro stesse sono state private del loro passato, presente e futuro. Mi sono chiesta cosa volesse dire passare intere giornate chiusa dentro casa, aggirarsi tra le stanze come un fantasma mentre sei costretta a fare i conti con il tuo nuovo aspetto e ad accettare il fatto che sarà quello il tuo nuovo volto per tutto il resto della tua vita. Quando un volto viene deturpato è la stessa memoria del proprio corpo a perdersi, è la stessa vita ad essere cancellata. La nostra faccia è la nostra identità, racconta quello che siamo, la nostra storia e la nostra esistenza. Che cosa diventa una persona quando perde la sua reale identità? Cosa rimane di lei, se rimane solo il vuoto del suo volto negato?

Biografia

Palomonte, Salerno, 1989. Nel 2008 si trasferisce a Napoli dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti, laureandosi prima in Pittura e poi in Fotografia. Nel 2015 vince il concorso fotografico internazionale bandito dall’Ariano International Film Festival, mentre nel 2016 è tra i vincitori del premio Sette Opere di Misericordia bandito dal Pio Monte della Misericordia a Napoli. Alcune sue opere sono esposte nella collezione permanente del Museo MUSINF di Senigallia, nell’area dedicata all’Archivio Italiano dell’Autoritratto Fotografico. Nel 2017 Giorgio Bonomi pubblica alcuni suoi lavori all’interno del suo secondo volume de Il corpo Solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea. Nel 2018 è tra i vincitori della Biennale dei Giovani Fotografi Italiani e tra i finalisti del Premio Portfolio Italia. Sempre nello stanno anno viene scelta da Antonio Biasiucci per entrare a far parte della terza edizione del suo LAB – Per un Laboratorio Irregolare. Attualmente vive e lavora come fotografa tra Napoli e Monaco di Baviera.
La fotografia la rende felice.

Ecco il sito di Ilaria, per chi volesse vedere altri progetti o contattarla: ilariasagaria.com

Musa fotografia, corsi disponibili online fino al 4 aprile!

Buongiorno a tutti, sono riuscita a preparare questi due corsi per proporveli online:

Lo stile fotografico, come trovarlo

Il linguaggio fotografico e lettura dell’immagine

Se siete interessati, guardate qui per le informazioni

www.musafotografia.it/online.html

Spero possiate passare tempo facendo una cosa che vi serva e vi interessi! I posti sono solo 10 per ogni corso, altrimenti non riesco a seguirvi bene!

Teniamo duro tutti insieme! Ciao

La guerra totale. Il secondo conflitto mondiale.

15 FEBBRAIO – 27 GIUGNO 2020

A MILANO PRESSO LA CASA DI VETRO

PER IL PROGETTO:

HISTORY & PHOTOGRAPHY

LA STORIA RACCONTATA DALLA FOTOGRAFIA

A 75 ANNI DALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

LA GUERRA TOTALE

1939 – 1945: IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE NELLE PIÙ

BELLE E ICONICHE FOTOGRAFIE DEGLI ARCHIVI DI STATO AMERICANI

In anteprima nazionale, in occasione del 75° della fine della Seconda Guerra Mondiale, a la Casa di Vetro di Milano apre al pubblico il 15 febbraio 2020 dalle 15.30 alle 19.30 l’esposizione “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani”.

In programma fino al 27 giugno 2020, la mostra racconta la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le fotografie più suggestive, famose e rappresentative degli Archivi di Stato americani – National Archives and Records Administration, Library of Congress, United States Holocaust Memorial Museum, US Navy, US Marines Corp, US Army, e altri. L’iniziativa fa parte di History & Photography (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università. Le immagini sono visibili via web sia ai professori per fare lezione in classe che ai privati per l’home vision –  due nuovi servizi che rendono il progetto H&P all’avanguardia in Italia.

Un soldato americano soccorre un suo compagno colpito dalle schegge di una bomba, 8 agosto 1943, Sicilia
Autore sconosciuto o non fornito © U.S. National Archives and Records Administration

LA MOSTRA

In occasione del 75° della fine della Seconda Guerra Mondiale – avvenuta ufficialmente il 1° maggio in Italia, l’8 maggio in Europa e il 2 settembre nel Pacifico – il 15 febbraio 2020 a la Casa di Vetro di Milano apre al pubblico dalle 15.30 in anteprima nazionale l’esposizione “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani”. In programma fino al 27 giugno 2020, la mostra, corredata di testi di approfondimento per ciascuna immagine, racconta la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le fotografie più suggestive, rappresentative e famose dei National Archives and Records Administration e della Library of Congress, che a loro volta conservano immagini provenienti dalle collezioni della US Navy, dell’US Marines Corp, dell’US Army e altri.  

Composta di circa 60 immagini, l’esposizione ripercorre infatti tutti i principali eventi del Secondo Conflitto Mondiale sui fronti europei, nord africani e del Pacifico: la politica espansionistica nazista e il feroce attacco giapponese alla Cina, l’invasione tedesca della Francia e i bombardamenti sulla Gran Bretagna, il bombardamento giapponese a sorpresa di Pearl Harbor e l’invasione della Russia, la guerra in Nord Africa e la riconquista degli Alleati isola per isola nell’Oceano Pacifico, i campi di sterminio e la riduzione in schiavitù di milioni di Europei per sostituire nelle fabbriche i Tedeschi al fronte, la guerra in Italia e il D-Day, i movimenti partigiani e le punizioni ai collaborazionisti, la sconfitta dei Tedeschi e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la caccia ai gerarchi nazisti e la resa del Giappone. Nello stesso tempo l’esposizione, nel testo introduttivo, racconta il clima politico che ha portato alla tolleranza del nazifascismo da parte delle democrazie occidentali in funzione antisovietica e invita a una riflessione sul perché ricordare i tragici fatti della Seconda Guerra Mondiale e su quali questioni etiche il Conflitto abbia sollevato alle quali ancora oggi non è stata data una risposta definitiva e/o univoca – a partire, per esempio, dai limiti che una democrazia deve porsi partendo dalla constatazione che Hitler è asceso al potere anche attraverso libere elezioni (per quanto condizionate politicamente ad arte dagli stessi nazisti).

Curata da Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose (www.effeci-facciamocose.com), la mostra fa parte del progetto History & Photography (www.history-and-photography.com) che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando gli archivi storici fotografici nazionali e internazionali, sia pubblici che privati. Rivolta al grande pubblico e a scuole e università, le immagini sono visibili via web (anche una volta terminata l’esposizione) sia ai professori per fare lezione in classe in autonomia che ai privati per l’home vision –  due nuovi servizi che rendono il progetto H&P all’avanguardia in Italia (vedi più avanti i relativi approfondimenti).

RAI SCUOLA: “UN UNICUM IN ITALIA” – L’INNOVATIVA OFFERTA WEB PER SCUOLE E UNIVERSITÀ

A scuole e università il progetto History & Photography propone visite guidate, foto-proiezioni dal vivo (sia presso la sede espositiva che negli spazi scolastici) e l’innovativa possibilità offerta ai docenti di tutta Italia (per esempio a chi è impossibilitato a visitare l’esposizione con i propri allievi) di utilizzare via web in classe le foto in mostra per fare lezione (sia mentre è in corso che una volta terminata) visionandole in slide show sulle lavagne digitali. Le modalità di accesso alle immagini prevedono l’utilizzo di un link riservato e di una password a tempo – una soluzione inedita per rendere concreto il concetto di scuola digitale e connessa. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)” – http://www.raiscuola.rai.it/gallery-refresh/i-have-a-dream-la-lotta-per-i-diritti-civili-degli-afroamericani-dalla-segregazione-razziale-a-martin-luther-king/1616/0/default.aspx.

LA NOVITÀ: ANCHE I PRIVATI POSSONO “VISITARE” LA MOSTRA VIA WEB

Una nuova modalità di fruizione della fotografia e delle esibizioni fotografiche offerta dalla tecnologia digitale: la mostra è “visitabile” via internet anche per i privati. È infatti possibile, per chi non può raggiungere la Casa di Vetro di Milano, visionare la selezione di immagini sugli schermi di casa propria (smart tv, computer, etc.) in forma di fotogallery in slideshow manuale pagando un fee. La fotografia entra così nelle case del grande pubblico e diventa spettacolo culturale di intrattenimento quotidiano – come il cinema, la radio o la televisione – di cui godere da soli o in compagnia. Con le stesse modalità è possibile anche vedere alcune delle precedenti mostre realizzate per il progetto H&P.

Donne al lavoro nell’industria bellica americana, 1940 – 1945, acciaieria di Gary Works, Gary, Indiana, USA
Autore sconosciuto o non fornito © courtesy U.S. National Archives and Records Administration

HISTORY & PHOTOGRAPHY

La fotografia ritrae e racconta la realtà ormai da quasi due secoli. È partendo da questo presupposto che nasce History & Photography, un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere esposizioni che raccontino la Storia contemporanea con la Fotografia (e che raccontino anche la Storia della Fotografia). Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico e ai più giovani i tantissimi archivi fotografici storici – italiani e stranieri, pubblici e privati – esaltando sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il terzo è quello di supportare digitalmente l’insegnamento in Scuole e Università con foto-proiezioni di immagini storiche strutturate in percorsi di circa 50-70 immagini, offerti sia dal vivo che tramite connessione web (da utilizzare direttamente in classe in slide show dai professori durante le lezioni in completa autonomia), proponendo così a studenti e docenti lo strumento della fotografia, e il punto di vista del fotoreportage in particolare, per approfondire la Storia delle società contemporanee. Le immagini sono spesso dotate di testi di approfondimento che affrontano i diversi argomenti storici con un taglio giornalistico e documentaristico.

IL CURATORE

Alessandro Luigi Perna è un giornalista pubblicista, un consulente (editoria, fotografia, eventi, comunicazione, ufficio stampa) e un curatore e organizzatore di iniziative con la fotografia sia contemporanea che storica, sia rivolte al grande pubblico che a scuole e università. È specializzato inoltre nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. Fornisce servizi di consulenza a fotografi (progettualità, comunicazione, cura e organizzazione) e gallerie espositive (direzione artistica, organizzazione, gestione spazi, comunicazione). In curriculum ha moltissimi articoli di fotografia, numerose interviste a grandi fotografi internazionali, alcuni volumi fotografici, decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati, la cura o co-cura di tre festival. È stato infatti co-ideatore e co-curatore delle prime tre edizioni di Memorandum – Festival della Fotografia Storica di Biella e Torino, co-curatore della sezione fotografica del festival Urbana di Biella e ideatore, curatore e co-produttore di All you need is photography! Unlimited Edition Photo Festival di Milano.

Ha curato mostre in Triennale, Fondazione Stelline di Milano, Casa dei Tre Oci di Venezia, Museo di Arte Contemporanea di Lucca, Museo delle Scienze di Torino, etc. Ha realizzato mostre o foto-proiezioni con gli archivi fotografici di Fiat, Alenia, Pirelli, Olivetti, Unione Industriali Torino, L’Europeo – RCS, Touring Club, Società Geografica Italiana, Museo del Risorgimento di Torino, Musei Civici di Pavia, Università degli Studi di Torino – Museo della Facoltà di Antropologia, Museo del Calcio di Coverciano, etc. E con numerosi archivi internazionali publici e privati tra cui, tra gli altri, quelli dei Musei di Londra, degli US National Archives, della Library of Congress, della US Navy, del US Marine Corp, del Ministerio de Educación, Cultura y Deporte di Madrid, etc.

Ha curato esposizioni di numerosi fotografi, viventi e non, tra cui Michel Comte, Cesare Colombo, Romano Cagnoni, Giovanni Porzio, Giancolombo, Frank Hurley, Gianfranco Moroldo, Santi Visalli, Guido Alberto Rossi, Roberto Polillo, Nicola Ughi, Antonella Sacconi, etc. Ha promosso, supervisionato e coordinato mostre di: Werner Bischof (Magnum), Magnum (collettiva), Bruno Barbey (Magnum), Herman Leonard, Pino Ninfa, etc. Dal 2011 con il progetto History & Photography, realizzato in partnership con Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela, racconta la Storia della Fotografia e del mondo contemporaneo sia al grande pubblico che ai ragazzi delle scuole con mostre e foto-proiezioni.

EFF&CI – FACCIAMO COSE fornisce servizi a chi opera nella cultura e nel sociale come enti pubblici e associazioni e propone agli artisti dal supporto alle loro esigenze espositive fino alla progettazione, cura, allestimento, esposizione e promozione delle loro mostre. Nel corso di questi anni ha organizzato presso “la Casa di Vetro” di Milano diverse iniziative espositive – personali e collettive di fotografia, pittura e scultura, di artisti italiani e stranieri. Nell’ambito del progetto History & Photography ha prodotto numerose mostre di fotografia storica.

Ufficiale americano e partigiano francese si accovacciano dietro un’auto durante un combattimento in strada in una città
Estate, 1944, Francia, autore sconosciuto o non fornito © courtesy U.S. National Archives and Records Administration

INFORMAZIONI

Apertura al pubblico:

15 febbraio 2020

dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00)

Periodo di esposizione:

15 febbraio – 27 giugno 2020

Giorni e orari:

Lunedì, mercoledì, venerdì, sabato dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00)

Martedì dalle 15.30 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21:30)

Giovedì e domenica chiuso

Scuole e università:

È possibile per scuole e università accedere alla mostra non solo nel consueto orario ma anche al mattino su appuntamento con possibilità di visite guidate e/o foto-proiezioni commentate dal curatore della mostra.

Le foto-proiezioni commentate sono proposte anche presso gli spazi di scuole e università.

È inoltre possibile per i professori utilizzare via web in autonomia le immagini della mostra (anche a esposizione terminata). Preventivi su richiesta.

Biglietti di ingresso:

Ingresso – € 5,00 (valido per tutta la durata della mostra presentando la ricevuta)

Visite guidate (minimo 4 persone): € 10,00 / € 8,00 per studenti

Foto-proiezioni commentate (minimo 10 persone): € 15,00 / € 10,00 per studenti

Home Vision:

€ 12,50 (fotogallery on line)

Come arrivare

  • MM3 – fermata piazzale Lodi + filobus 91 direzione Lotto o 92 direzione Bovisa FN
  • Passante ferroviario – fermata Porta Vittoria
  • Filobus 90/91, 93 – fermata viale Molise
  • Filobus 92 – fermata via Costanza Arconati
  • Tram 12 – fermata piazzale Martini
  • Autobus 66 – fermata piazzale Martini
  • Autobus 84 – fermata via Maestri Campionesi

Sede dell’esposizione:

la Casa di Vetro

via Luisa Sanfelice, 3

20137 Milano

Info per il pubblico:

Tel. 02.55.01.95.65

www.lacasadivetro.com

www.history-and-photography.com

www.effeci-facciamocose.com

Qui il link alla mostra su Facebook

History&Photography – La storia raccontata dalla fotografia.

Oggi vi parlo di un progetto, History & Photography, che ho appena scoperto e che trovo particolarmente interessante. Può coinvolgere il grande pubblico e istituzioni pubbliche e private perché l’archivio è vasto e si presta a differenti utilizzi.


“A little girl evacuee of Japanese descent watches the Memorial Day Services. Evacuee Boy Scouts took a leading part in the ceremony held at this War Relocation Authority center.”
 
May 30, 1942
Manzanar Relocation Center, Manzanar, California
Author Francis Stewart, War Relocation Authority photographer
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration
 
“Una bambina evacuata di origine giapponese osserva le cerimonie del Memorial Day (Giorno della Memoria). Gli Evacuee Boy Scouts (i  Boy Scouts degli Evacuati) hanno preso parte alla cerimonia tenutasi presso questo centro della War Relocation Authority (Autorità per la Ricollocazione di Guerra).”
 
30 maggio 1942
Manzanar Relocation Center, Manzanar, California
Autore Francis Stewart, fotografo della War Relocation Authority
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration 15-1942-maggio-Manzanar_Relocation_Center_Manzanar_California_A_little_girl_evacuee_of_Japanese-NARA

History & Photography, nasce nel 2011 i suoi obiettivi sono:

  • narrare la storia delle società contemporanee attraverso la fotografia, esaltando sia la funzione documentale delle immagini che il loro valore estetico e artistico;​
  • far conoscere e promuovere nel contempo la storia dell’arte della fotografia (e in particolare del fotogiornalismo) dalle sue origini ai giorni nostri;
  • valorizzare e rendere fruibili al grande pubblico e specialmente ai più giovani -con mostre, foto-proiezioni e iniziative editoriali– gli archivi storici fotografici italiani e stranieri, privati e pubblici, che spesso, pur conservando notevoli tesori iconografici, sono sconosciuti perfino agli addetti ai lavori;
  • proporre la Fotografia come innovativo supporto all’insegnamento della Storia all’interno di Scuole e Università sia attraverso modalità tradizionali (visite guidate e foto proiezioni dal vivo) che via internet: in un’ottica di formazione sempre più connessa, digitale e multimediale, History & Photography propone infatti selezioni di foto già strutturate in un percorso storico di minimo 40 immagini visionabili in  slide show manuale durante le lezioni in aula con una semplice connessione Internet e una password a un link riservato


“Russian slave laborer among prisoners liberated by 3rd Armored Division points out former Nazi guard who brutally beat prisoners.”
 
May 14, 1945
Germany
Author unknown or not provided
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration
 

 “Un schiavo lavoratore russo tra i prigionieri liberati dalla 3a Divisione Corazzata indica una ex guardia nazista che picchiava brutalmente i prigionieri”.

14 maggio 1945
Germania
Autore sconosciuto o non fornito
© courtesy U.S. National Archives and Records Administration
 

Ideatore e curatore del progetto è Alessandro Luigi Perna, partner e produttrice è Eff&Ci – Facciamo Cose

A ospitare molte delle iniziative di History & Photography, quando non sono realizzate in sedi esterne, è il centro culturale La Casa di Vetro di Milano.  

A questo link la presentazione del progetto sul blog della più importante associazione di archivi storici britannica:

Much tattooed sailor aboard the USS New Jersey”
December, 1944
Author Charles Fenno Jacobs (1904–1974)
© courtesy U.S. Navy / U.S. National Archives and Records Administration
“Un marinaio con molti tatuaggi a bordo della USS New Jersey”
Dicembre 1944
Autore Charles Fenno Jacobs (1904–1974)
© courtesy U.S. Navy / U.S. National Archives and Records Administration

Storia di una fotografia: la multa per il bikini.

Il nome “bikini” è stato coniato nel 1946 dal francese Louis Réard, il designer del bikini. Chiamò il costume da bagno come l’atolli Bikini, dove si stavano svolgendo i test per la bomba atomica.

La multa, su una spiaggia italiana, nel 1957, per aver indossato un bikini. Fotografo sconosciuto.

Réard avrebbe descritto il bikini come un “costume da bagno di due pezzi che rivela tutto ciò che riguarda una ragazza, tranne il nome da nubile di sua madre”. La rivista di moda Modern Girl Magazine del 1957 affermò che “non è necessario sprecare parole sul cosiddetto bikini poiché è inconcepibile che qualsiasi ragazza dotata di decenza indosserebbe mai una cosa del genere”.

Il bikini fu bandito dalle spiagge e dai luoghi pubblici della costa atlantica francese, dalla Spagna, dall’Italia, dal Portogallo e dall’Australia, e fu proibito o comunque non incoraggiato in numerosi stati degli Stati Uniti. Il Vaticano lo ha, al tempo, dichiarato peccaminoso.

Attrici e modelle popolari, su entrambe le sponde dell’Atlantico, hanno avuto un ruolo importante nel portare il bikini nell’uso comune. Durante gli anni ’50, star di Hollywood come Ava Gardner, Rita Hayworth, Lana Turner, Elizabeth Taylor, Tina Louise, Marilyn Monroe, Esther Williams e Betty Grable hanno approfittato della pubblicità associata al bikini, sfruttandone le possibilità. Alla fine del secolo, il bikini era già popolare in tutto il mondo. Secondo lo storico di moda francese, Olivier Saillard, ciò era consegueza di una sorta di presa di “potere delle donne e non della moda”. “L’emancipazione dei costumi da bagno è sempre stata collegata all’emancipazione delle donne”.

Strano da pensare, ma un sondaggio più recente, indica che l’85% di tutti i bikini non toccheranno mai l’acqua…

Pia Parolin, una nostra lettrice, aggiunge dopo ricerche relative a questo scatto, la parte che segue!

Lo scatto é tratto dall’archivio ‘Ullstein Bild’ dell’agenzia Akg Images – ed é stato pubblicato nell’agosto 2016 dal New York Times.

Google: “L’archivio è tedesco, il che fa ‘sospettare’ che la bella multata venisse dalla Germania. «Il poliziotto nella foto – è l’attacco del pezzo del New York Times, firmato da Alissa J. Rubin”
“Giallo sulla foto del New York Times”

Da Rare historical photos

Ciao Sara

Buon Natale da Musa!

“Vi auguro un buon Natale e un felice anno nuovo. Grazie per tutto il vostro supporto anche quest’anno. Musa cresce grazie a voi. Buon Natale” Sara

Buon Natale!

Stasera 19 dicembre ore 19.00

FESTA DI FINE ANNO, BRINDISI E UN REGALINO PER TUTTI… 

Per chi regala un corso di fotografia ad un amico o un parente e lo acquista durante questa serata, riceverà uno sconto del 10%.

Baci

Sara

Se vieni da Musa e regali un corso, avrai uno sconto del 10%