Martin Bogren

 

Fotografo svedese nato nel 1967, vive a Malmö (Svezia)

Negli anni 90 Martin Bogren ha sviluppato un approccio personale alla fotografia documentaria, seguendo musicisti e artisti svedesi sul palco, in tour e in studio. Il suo primo libro “The Cardigans – Been It », pubblicato all’apice del successo del gruppo nel 1996, svela il suo lavoro e lancia la sua carriera. Martin Bogren comunque va poi oltre i lavori su commissione e il campo della musica, focalizzandosi un un laovoro fotografico più personale.

Gli incontri di viaggio, (Notes, 2008, Italia, 2016), la gioia delle prime scoperte (Ocean, 2008), o lo spleeen adolescenziale (Lowlands, 2011, Tractors boys, 2013, Embraces, 2014): le sue opere rivelano un vivido desiderio di evitare la noia e di raggiungere un altrove. Entra in contatto con i suoi soggetti come un testimone silenzioso, come un acuto e premuroso osservatore. Attraverso i suoi bianchi e neri sgranati e le sue immagini in scale di grigi, riesce a combinare un approccio documentario con una sensibile afffermazione della sua visione soggettiva.

Martin Bogren “riesce a non sconvolgere il mondo entro cui si immerge, con educazione, attenzione e acutezza, e con rispetto, senza giudicare – trattenendo il respiro (…) Uno pensa, naturalmente, di tutti quei fotografi che – da Robert Franck in poi, da Anders Petersen a Michael Ackermann – sono riuscti a donarci il loro modo di vedere, raccontandoci che la loro intenzione è di mostrarci nulla di più di quello che volevano mostrare e raccontare.” (Christian Caujolle, Prefazione a Tractor Boys, 2013)

Oltre ad innumerevoli premi e grants in Svezia, il suo lavoro è riconosciuto a livello internazionale e fa parte di numerose collezioni prestigiose, tra cui il Fotografiska Museet (Stoccolma), l’Oregon Art Museum (Portland) e la  Bibliothèque nationale de France.

Fonte: traduzione dal sito di Agence VU

Qua trovate una video intervista rilasciata a Lensculture sul suo lavoro Tractor Boys

Swedish photographer born in 1967, based in Malmö (Sweden).

In the 1990s, Martin Bogren developed a personal approach of documentary photography by following swedish musicians and artists on stage, tour, and studio. His first book “The Cardigans – Been It », published at the top of the group’s success in 1996 , reveals his work and launches his career. Martin Bogren however aims at going beyond assignments and music field : he focuses on more personal photographic work.

Travels encounters, (Notes, 2008, Italia, 2016), joy of first discoveries (Ocean, 2008), or teenage spleen (Lowlands, 2011, Tractors boys, 2013, Embraces, 2014) : his works reveal a vivid desire to avoid boredom and to reach an elsewhere. He gets in contact with his subjects as a silent witness, as a subtle and caring observer. Through grainy black-and-white and highly grey nuanced photographs, he succeeds in combining a documentary approach with a sensitive affirmation of his subjective vision.

Martin Bogren “manages not to disrupt the world into which he immerses himself, with decency, with attention and acuity, and with respect, without judging – holding his breath (…) One thinks, of course, of all those photographers who – from Robert Franck onwards, from Anders Petersen to Michael Ackerman – have known how to give us the gift of their way of looking, telling us that they wanted to show nothing more than what they needed to show and to say.» (Christian Caujolle, Foreword to Tractor Boys, 2013)

In addition to numerous grants and prizes in Sweden, his work is recognized internationally and part of several prestigious collections – including the Forografiska Museet (Stockholm), the Oregon Art Museum (Portland) and the Bibliothèque nationale de France.

Source: Agence Vu

Here an interview published by Lensculture on his work Tractor Boys

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