Le vincitrici del Premio Musa per fotografe 2021


Il Premio Musa per donne fotografe è alla sua terza edizione ed è dedicato alla produzione di portfolio e lavori progettuali eseguiti da fotografe italiane, professioniste e non. Il premio nasce con l’intento di appoggiare e agevolare la fotografia femminile sul territorio italiano. Siamo davvero contenti del risultato ottenuto!

Il premio è diviso in tre sezioni e viene premiata una partecipante per ogni categoria.

1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi.

2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life.

3) Ritratto in studio, moda, ritratto ambientato, fotografia di spettacolo.

Come Musa fotografia, colgo l’occasione di ringraziare tutte le partecipanti, i partner e gli sponsor. La fiducia nel premio è cresciuta e lo dimostrano il numero di partecipanti iscritte e la qualità delle collaborazioni.

Tutti i progetti vincitori saranno proiettati alla Biennale della fotografia femminile di Mantova.

Questo è quanto decretato dalla giuria che, composta da Grazia Dell’Oro, Chiara Ruberti, Sara Munari e Antonella Monzoni, ha selezionato questi progetti.

Le tre vincitrici di quest’anno sono:

Prima Classificata settore Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life 

Noemi Comi con il suo progetto HOMO SAURUS

Noemi Comi HOMO SAURUS

Noemi Comi con il suo progetto HOMO SAURUS

“Molto tempo fa la terra, allora territorio disabitato e ricco di materie prime, fu invasa dagli Anunnaki una popolazione di rettili provenienti dal pianeta Nibiru. Gli Anunnaki per sfruttare al massimo le materie prime che la terra aveva da offrire, decisero di creare una nuova forzalavoro: gli esseri umani. Questi furono generati in laboratorio attraverso modifiche del DNA.

Ben presto gli Anunnaki iniziarono a perdere il loro potere accoppiandosi con gli umani, dando origine ai cosiddetti rettili umanoidi. Questa nuova generazione di rettili è ancora oggi al vertice del potere.”

Homo Saurus è un progetto ironico/critico che, basandosi sulle bizzarre teorie cospiratIve sui rettiliani, mette in scena un mondo alterato, distopico e infernale. La storia viene ricostruita attraverso documentazioni fittizie che testimoniano l’ascesa dei rettili-umanoidi sul nostro pianeta.

Le teorie cospirative sui rettiliani negli ultimi tempi stanno ricevendo un notevole riscontro, probabilmente a causa della crisi economica e dell’ascesa del populismo.

I cospiratori presentano una visione distorta della storia dell’umanità e del cosmo. Il loro intento è probabilmente quello di giustificare la loro mancanza di potere o incapacità di ottenere un lavoro. Ciò che abbiamo ereditato dalla mitologia, dalle antiche leggende, con l’aggiunta del crescente desiderio di riscatto, ha portato ancora una volta alla creazione di miti volti a fornire spiegazioni surreali all’ascesa di molti personaggi di potere.

Il progetto si serve di elementi mitologici per creare delle atmosfere ambigue, che si trovano talvolta al limite tra realtà e finzione. Una sorta di sguardo enciclopedico che, partendo da una visione del mondo scientifico, riscrive il presente e il futuro mettendo a nudo un atteggiamento tipico della società edonistica: la costruzione di miti e finzioni.

Sito web: www.noemicomi.com

Instagram: @noemicomi

Noemi vince:

1) MOSTRA

La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato nella galleria di Mu.Sa durante la serata di premiazione. La durata e le aperture della mostra dipenderanno dalla programmazione di Musa fotografia.

Cornici: Musa dispone di cornici per il formato 30×45 o molto simili e solo per questa misura. Per formati diversi l’autrice dovrà pensare da sola alla cornice e alla spedizione (sia per mostra che ritiro mostra)

2) STAMPA DELLA MOSTRA

La mostra sarà stampata presso Fotofabbrica, laboratorio di Piacenza, specializzato nella stampa fine art di fotografie, il laboratorio offre un ottimo servizio che va dalla postproduzione fino alla consegna della mostra in galleria. Sponsor del Premio. La stampa professionale del progetto, sarà a carico di Musa e verrà successivamente donata alla fotografa selezionata (tranne una delle foto, scelta dall’organizzazione, che rimarrà in archivio). Il procedimento di stampa sarà fine art in formato 30x45cm circa.

La vincitrice avrà diritto ad un pernottamento nella residenza d’artista presso Musa, a Monza.

il periodo coinciderà con l’inaugurazione della mostra nella stessa sede, l’incontro con un curatore e un editore.

3) INCONTRO CON CURATORE per la produzione di progetti nuovi o in itinere. Alessia Locatelli curatrice, direttrice della Biennale di Fotografia femminile di Mantova e curatrice free lance, si metterà a disposizione per due incontri online di un’ora e trenta minuti.

La vincitrice si confronterà ai fini di migliorare un progetto esistente o ideare un progetto fotografico nuovo.

Chi è un curatore: un curatore d’arte è un professionista che ha responsabilità in merito ai contenuti e alla effettiva validità di un lavoro, agli allestimenti, all’organizzazione, alla promozione e alla gestione finanziaria, di un progetto prodotto da un fotografo, è una sorta di agente che si dedica ad un determinato percorso critico alla scoperta di nuovi talenti da inserire all’interno del mercato dell’arte.

4) INCONTRO CON EDITORE

Al vincitore verrà data l’opportunità di avere un incontro online con la direttrice della casa editrice EMUSE per comprendere i possibili sbocchi editoriali del proprio progetto.

Le date dell’incontro verranno stabilite mediante accordi che l’autrice prenderà con curatrice e casa editrici. Gli incontri saranno effettuati online.

Data Inaugurazione mostra:

18 Novembre dalle ore 18.30. La data non può essere cambiata per rispettare la programmazione di Musa.

5) ZAINO MANFROTTO ChicagoQui il link al modello

6) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonioQui il link al modello.

Prima Classificata settore Ritratto, Moda, Ritratto ambientato, fotografia di spettacolo

Chiara Cunzolo con il progetto FREE DOWN SINDROME

Chiara Cunzolo FREE DOWN SINDROME

Le malformazioni del tipo della sindrome di Down, dovute a un ben preciso e individuabile errore genetico, sono state facilmente diagnosticate con il ricorso all’ingegneria genetica. Così è stato stimato che il 65% dei bambini in Norvegia, ai quali prima della nascita era stata diagnosticata la sindrome, sono stati abortiti. Le cifre sono ancor più gravi in altri Paesi. Per esempio gli abortiti in Gran Bretagna sono stati il 90%, il 95% in Spagna e quasi il 100% in Islanda. In Danimarca le nascite con la Sindrome sono diminuite in media del 13% all’anno dal 2004-2010. Il quotidiano danese ‘Berlinske’ il 5 gennaio 2012 pubblicò la notizia che il governo danese avrebbe reso gratuiti i test di diagnosi prenatale e che i nati Down, continuando a diminuire del 13% l’anno così come negli anni precedenti il 2012, arriveranno a scomparire del tutto entro il 2030″, rendendo così la nazione scandinava “il primo Paese al mondo ‘Down Sindrome free’. Libero dalla sindrome di Down.

Sito: www.chiaracunzolo.com

Instagram: chiara.cunzolo

1) MOSTRA presso un grande Festival italiano

La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato ( per il quale si occuperà di stampa, cornici e spedizioni) al Festival della fotografia di Colorno, Colornophotolife, nella splendida Reggia di Colorno (nelle date stabilite per l’edizione successiva rispetto alla data del Premio Musa) previo accordo con il direttore del Festival, con il quale verrà messa in contatto.

2) ZAINO MANFROTTO ChicagoQui il link al modello

3) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonioQui il link al modello.

Prima Classificata settore Reportage, street photography, eventi, viaggi

Fiorella Baldisserri con Morris “il Cinemaio”

Fiorella Baldisserri Morris “il Cinemaio”

Il cinema è da sempre il sogno di Morris Donini. Tutti lo conoscono e lo amano come Morris il “cinemaio”, un artigiano della pellicola.

Nell’anno di chiusura forzata a causa della pandemia lui ha deciso di continuare a proiettare film a sala vuota. Nel buio del suo cinema, Morris si accomoda in una poltrona o in fondo alla sala, seduto in terra, così come faceva in tempi normali, come assaporando luci ed atmosfere che solo le immagini sanno dare. Lascia le porte aperte per permettere agli abitanti del piccolo paese di sentire le voci le musiche delle storie proiettate mentre i bagliori di luce escono come riflessi, per non dimenticare che il cinema esiste, che lo spettacolo va avanti. La resilienza è anche e soprattutto questa. Un unico spettatore Morris, e a volte il suo cane, in un momento di forte difficoltà, con le sale chiuse, ma gli affitti da pagare, con forza e determinazione sperando che le luci non si spengano per sempre.

Fin da bambino Morris disegnava sui quaderni di scuola le sale cinematografiche con i suoi flani per i manifesti e le sue rassegne cinematografiche. Casualmente conobbe il proprietario di un cinema in un  piccolo paese in provincia di Bologna e da allora, ogni giorno, gli chiedeva di poter entrare a far parte di  quel mondo per vivere l’atmosfera della sala, coi suoi tessuti di velluto rosso, le poltrone e il magico schermo. In cambio si offrì per piccoli lavori. Passarono gli anni e alla morte del proprietario gli venne chiesto di gestire quel cinema. Morris aveva 29 anni e senza pensarci un attimo accettò.

Oggi, dopo circa 20 anni, gestisce 3 sale cinematografiche nella provincia di Bologna, dedicando particolare attenzione sia alla qualità dei film trasmessi ma soprattutto all’accoglienza, accompagnando le proiezioni con aperitivi e serate a tema.

Il cinema come casa, luogo d’incontro e scambi d’opinione.

L’attività cinematografica ha subito una drastica riduzione di più del 75% in termini di presenze ed incassi, causando una perdita stimabile in più di 25 milioni di spettatori nel 2020: un crollo mai visto né ipotizzato dalla nascita di questo settore che oggi è un’industria.

Indirizzo sito internet 

www.fiorellabaldisserri.com 

Instagram.   Fiorella_baldisserri 

1) Macchina fotografica Fuji xe4 Vedi modello

2) ZAINO MANFROTTO ChicagoQui il link al modello

3) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonioQui il link al modello.

La giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione d’onore per il progetto “Storie di volti ripercorsi” a Danila Dalmonte.

“Storie di volti ripercorsi” Danila Dalmonte.

Danila riceverà un cofanetto Cultura Musa con:

4 numeri di Gente di fotografia

3 libri fotografici della casa editrice Emuse:

Il portfolio fotografico di Sara Munari

Storytelling a chi? Di Sara Munari

Il photo editing. Scegliere le immagini nel racconto fotografico di Leonello Bertolucci

Inoltre riceverà un biglietto di entrata alla prossima edizione del Photolux festival, che si terrà nel 2022 a Lucca.

Ringraziamo tutte le partecipanti al Premio Musa e ci vediamo per l’edizione dell’anno prossimo.

VINCITRICI EDIZIONI PRECENDENTI

Settore Reportage 2020

Oliva Rotondo “Le balene volano allegre”

Olivia

Settore Ricerca/ritratto/ concettuale 2020

Veronica Benedetti con “Il condominio”

Veronica

Settore Reportage 2019

Mariagrazia Beruff coni Chinese Whispers 

Mariagrazia

Settore Ricerca/ritratto/ concettuale 2019

Claudia Amatruda con Naiade

Claudia

 

PARTNER E SPONSOR

Senza l’aiuto di questi sponsor e amici, la realizzazione del premio non sarebbe possibile, GRAZIE!

Emuse
Manfrotto
Emuse
Musa
Fotofabbrica
Colorno photo
Biennale fotografia femminile

Ci vediamo alla prossima edizione! GRAZIE A TUTTE!

Sara Munari

👉 Corso di banco ottico – le macchine analogiche di grande formato, da Musa fotografia

Ciao, ti piacerebbe imparare ad utilizzare un banco ottico, quella strana, vecchia macchina fotografica che ormai vediamo solo nei film? Questo è il tuo corso!

Il corso è tenuto da Giovanni Tamanza.

 Corso di banco ottico 

Questo corso si prefigge di dare la base per poter successivamente sperimentare con il banco ottico da soli. I materiali sono forniti da Musa. Ti aspettiamo! 

Partecipa!

 Partecipa ai corsi di fotografia, trova la tua strada!

👉Photoediting creativo: perchè, come scegliere e ordinare le tue foto in un progetto – Musa fotografia

Buongiorno, come state?

Dai che abbiamo riaperto! Vieni a visitarci! 

Vi presento un corso molto richiesto e che ha avuto molto successo nella sua ultima edizione: 

Photoediting creativo.

Per comprendere come scegliere le fotografie giuste e ordinare il proprio lavoro, enfatizzandone le qualità tramite la visione di linguaggi contemporanei e di studio su sequenze narrative. 

Data del corso 18 Dicembre 2021. 

Per informazioni

👉Lo stesso corso è disponibile online in data 5 Novembre 2021 ed è tenuto da Paola Riccardi.

Per informazioni 

Ciao! Buona giornata! 

A prescindere che tu segua i percorsi o meno, se ti iscrivi contemporaneamente a quattro corsi, ottieni uno sconto del 10%

Questo anno scolastico è ricco di novità! Da Musa puoi seguire due tipi di formazione:

I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.

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Ti aspetto!

Sara Munari 

Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it

Leggi le recensioni dei corsi

Corso di Storytelling fotografico, i lavori degli studenti!

Buongiorno, oggi vi mostro i progetti che alcuni dei “ragazzi” hanno prodotto durante il mio corso di Storytelling. Un corso a cui tengo molto, perché mi da il tempo di far sbocciare, attraverso il confronto e lo studio collettivo, un linguaggio personale in ognuno, sfruttando al meglio le vostre possibilità. Sono contenta dei risultati. Ho chiesto loro di fare un editing di 12 immagini circa per progetto, i lavori sono spesso più lunghi e articolati.

Spero vi interessino e vi colpiscano.

Buona giornata

Sara

Dermaδέρμαcon-fine

Pellestrina. Tra la mia casa e l’isola, sulla carta geografica, intercorrono solo ottanta chilometri, ma questa distanza si traduce in un vero e proprio viaggio. Due ore e mezza di percorso, prima in auto, poi su un vaporetto e infine su un autobus che si lascia traghettare di isola in isola procedendo snellamente e assecondando pazientemente le fermate. Il mio approdo finale avviene con la Linea 11, su una “corriera” che compie ripetitivi viaggi quotidiani e accarezza come un’onda l’isola lunga undici chilometri: una linea di terra sottile, sospesa sull’acqua talvolta per pochi metri di larghezza, un tracciato che ti fa sentire quasi inerme davanti alla spettacolarità naturale del luogo. Il viaggio diviene propedeutico, un adeguamento progressivo, una educazione alla trasformazione. Tutto è scandito da un ritmo di attese. Poi, all’arrivo, l’acqua, il vento, il sale manifestano immediatamente l’unicità di questo lembo di terra dove si respira diffusamente la laguna. Qui si percepisce l’essenziale, entro un microcosmo che silenziosamente ti accoglie e ti scava dentro. La mia prima conoscenza dell’isola avvenne quasi vent’anni fa, durante una gita estiva in bicicletta con amici. In quell’occasione, dispersiva e quasi vacanziera, non riuscii a cogliere nulla di preciso, ma qualcosa di latente mi rimase dentro. Qualche anno fa ci sono ritornata da sola, d’inverno, quasi in seguito a un richiamo e ne sono rimasta folgorata. Ho subito amato la qualità del silenzio e la semplicità un po’ ruvida e malinconica che avvolge tutto. Ho meditato a lungo sul modo di esprimere ed interpretare col mio sguardo la profondità di questo luogo anfibio; soffermandomi inizialmente sul nome dell’isola ho pensato alla pelle, un’associazione forse banale, se accolta senza considerazioni. La pelle, ovvero la superficie delle cose, la prima barriera con l’esterno. Ho cercato di figurare l’epidermide del luogo, partendo dal presupposto che in un territorio così esposto la superficie esterna non può che celare una grandissima profondità. A poco a poco è sorta una personale immagine dell’isola attraverso l’espressione della sua fisionomia sensibile, degli isomorfismi creati dagli agenti atmosferici, dal sale, dalle acque, da piccole creature marine e dall’uomo. Dietro a questa scorza si respirano tradizioni, fatica, lavoro e un’infinita dolcezza. Il mio desiderio è consistito nel tentativo di espressione sensibile dello scorrimento temporale, del flusso vitale, della fragilità e del senso di vulnerabilità – ambientale, fisica, umana – che trasuda dalla microstoria del luogo. Ho pensato alla laguna di Venezia e alla sua labilità, ai suoi delicati equilibri, ponendoli in relazione con la fugacità della vita umana, rispecchiando la lotta contro il tempo della nostra esistenza nell’immagine di una laguna che tenta, mutando, di sopravvivere e di sopravviverci: un mondo tenace che si trasforma e resiste. L’isola sussurra il passato, officia la sua e la nostra caducità entro il processo perpetuo e metamorfico di fragili creature strappate all’acqua, in una relazione dinamica con il mare la cui progressiva precarietà, anche a causa dell’invadenza antropica, è accoratamente evidente.

Eliana Bozzi

sito: www.elianabozzi.it

Instagram: @elianatamago

HAJIME, 1980.

“Hajime” è la parola che in giapponese significa“Inizio”ed è la stessa che viene usata dagli arbitri al via di ogni incontro di judo. 

New York, 29-30 novembre 1980. 149 atlete provenienti da 27 paesi del mondo mettono piede nel Madison Square Garden, pronte a scrivere una pagina della storia dello sport. Fortemente voluti dalle judoka di tutto il mondo e soprattutto dalla leggendaria figura di Rusty Kanokogi, i primi campionati del mondo di judo femminile trovano il proprio via. 

È un evento unico, dove per la prima volta si respira un’aria diversa, davvero di universalità. È qualcosa a cui oggi noi siamo abituate, ma che risulta totalmente nuovo a chi, fino a quel momento, si vedeva negata la possibilità di viverlo.
E tra tutte le 149 judoka presenti, c’erano anche loro: le 7 azzurre di New York. Anna De Novellis, Patrizia Montaguti, Maria Vittoria Fontana, Laura di Toma, Nadia Amerighi, Margherita De Cal. Sette donne che hanno scritto parte di questo “hajime”, a cui voglio rendere un piccolo tributo attraverso questo lavoro.
La memoria è corta, si dà spesso per scontato tutto quello che abbiamo, ma a monte c’è sempre un pioniere che apre la strada a tutti coloro che vengono dopo.
Le medaglie olimpiche femminili di judo, sono tutte figlie dei nomi che hanno partecipato a quel primo storico evento.
“Hajime” è il racconto di quel nuovo inizio che si snoda nei ricordi di queste sette meravigliose donne, creato raccogliendo i loro volti e ciò che il tempo conserva ancora tra fotografie, documenti e articoli di giornali. 

Erika Zucchiatti

Sito web: http://www.erikazucchiatti.com

Instagram: https://www.instagram.com/zuksku/

TITOLO: N’VALéRAUN PAESE SI RACCONTA

In questo paese, Novellara, sono nata ed ho vissuto sino all’adolescenza.

L’ ho lasciato per studio prima, per lavoro poi, perché “mi stava stretto”, infatti cercavo spazi più aperti e opportunità che non mi offriva.

Il mio interesse, tardivo, per Novellara si rispecchia in quello che aveva coinvolto mio padre che, fotografo dilettante, negli anni ’60 e ’70 del 1900, aveva documentato, insieme ai suoi colleghi del gruppo fotografico novellarese, gli aspetti del centro antico che andavano modificandosi a seguito del boom economico.

Nell’ Archivio Storico Comunale ho trovato le loro testimonianze, ma anche alcune risalenti ai primi decenni del secolo, a cui ho accostato immagini di oggi cercando di mantenere lo stesso loro punto di vista.

La mia indagine, iniziata alla fine del 2020, è nata dallo studio storico dei Conventi che hanno segnato la crescita dell’antico borgo medioevale a partire dal XIV secolo e che erano ancora presenti alla fine del XVIII secolo. Successivamente ho inserito alcuni “luoghi”, compresi nell’antico perimetro paesano, attorno a cui ruota ancora oggi la vita sociale, artistica e politica della comunità.

Ne è nato un corpus di immagini che raccontano, con continui confronti, un ideale viaggio nel passato.

L’ evolversi del mio lavoro mi ha portato a comprendere con occhi nuovi l’ interesse per il paese che aveva mio padre a cui, ora, mi sento più vicina e a cui lo dedico per il sostegno e l’ incoraggiamento silenzioso con cui mi ha sempre accompagnato.

Maura Bartoli

HABITO

Dal latino : abitare, portare abitualmente, essere solito tenere, ma anche stare, trovarsi, trattenersi, fermarsi…

Il progetto è nato con l’intento di tenere viva la memoria di una piccola congregazione religiosa: le “Ancelle della Provvidenza per la salvezza del Fanciullo” della quale sono ormai rimaste le ultime sei suore.

Ho voluto onorare le loro vite fatte di dedizione al bene, rendendole, al contempo, protagoniste attive.

Questa Congregazione religiosa ebbe umili origini e un graduale sviluppo  a Milano, nell’ultimo decennio del secolo XIX, per opera del sacerdote milanese Don Carlo San Martino; nel piccolo gruppo  veniva  coltivato lo spirito di pietà, umiltà e obbedienza, non disgiunto da una grande abnegazione a servizio dei fanciulli poveri e abbandonati.

Le Zie, come le chiamavano le numerose piccole vite fragili che da loro hanno ricevuto accoglienza, cura, educazione, oggi, sono tutte a un bel traguardo di vita e ancora vivono umilmente per insegnare a tutti noi il profondo senso di devozione e di disponibilità verso gli altri.

Ho scattato fotografie che diventano momenti preziosi, intimi, soprattutto veri, in un  mondo che sempre più tende a dimenticare chi ha dato la vita per gli altri: pregando, insegnando, costruendo.

HABITO è un omaggio a delle persone meravigliose che possono solo essere l’esempio da imitare e da seguire; è il luogo dei ricordi di chi ha fatto della Fede la propria vita e diventa anche il luogo dove trasmettere questi ricordi, un testimone da passare alle generazioni future, per non dimenticare e per continuare a coltivare l’amore verso il prossimo e l’amore per la vita.

Monica Testa

https://instagram.com/monnyt?utm_medium=copy_link

TITOLO: A VITA-E

Un lavoro dedicato a mio padre. Un regalo per lui, per ringraziarlo di tutto ciò che ha fatto e continua a fare per me e tutto quello che è stato ma soprattutto non è stato per me. Un lavoro semplice, pulito, sintetico e allo stesso tempo esaustivo, proprio come lui.

Papà è una persona difficile da fotografare e non perché non sia fotogenico ma perché per timidezza ed imbarazzo difficilmente riesce a guardare dritto in camera, anche se glielo si chiede espressamente. Credo non voglia darsi il permesso di esporsi e quindi di ammorbidirsi.

Nel tentativo di semplificarmi la vita durante gli scatti e di rendere più spontanee le sue espressioni ho pensato di ritrarlo nella sua seconda casa, il suo capannone, il suo regno, il luogo in cui ancora oggi lavora quotidianamente con tanta passione e dedizione, chiedendogli espressamente ogni volta di non rivolgere lo sguardo in camera e ponendo sempre tra me e lui un terzo elemento “filtrante”. 

Così facendo per alcuni giorni l’ho affiancato e “tormentato”. Mi sono immersa con lui e per lui nella sua giornata lavorativa tra compressori ad aria, pezzi di ricambio, filtri d’aria, residui di olio di macchine sul pavimento e getti d’acqua..

Insieme al suo tempo questo è ciò che mi donato. 

In questi scatti riconosco bene mio padre: il suo essere inafferrabile come il fumo, impalpabile, invisibile e vitale come l’aria, sfuggente come l’acqua, trasparente come un vetro e il suo essere sempre e delicatamente ombra al mio fianco.

Cristina Rozzoni

https://www.instagram.com/cristina_rozzoni/

https://www.facebook.com/cristina.rozzoni.5

Vene di terra
Il territorio del confine tra Appennino reggiano/modenese e la Pianura Padana, nel dopoguerra, colse favorevoli impulsi per lo sviluppo dell’industria ceramica destinata all’abitare, complice il crescente boom economico.
L’aumento della domanda incrementò l’offerta con una rilevante fioritura di imprese che adottarono un modello di industrializzazione adeguato.
La loro localizzazione era giustificata da un’agevole connessione con la rete stradale e lo sfruttamento delle risorse naturali appenniniche.
Dagli anni ‘90 l’estrazione delle terre iniziò a calare in concomitanza con l’importazione di materiali esteri, in quanto con l’evoluzione del prodotto finale, la tipologia di argilla locale non possedeva più le idonee caratteristiche.
Oggi l’attività delle cave è ridotta o cessata, lasciando insanabili ferite sul territorio creando le premesse per ampi smottamenti e favorendo la formazione di calanchi.
Il mio lavoro è la testimonianza di come nel 2021 in questo territorio siano ancora presenti i segni di quel passato sfruttamento.

Emanuela Torelli

e-mail:  emanuela.torelli@cheapnet.it

Se vi interessano i lavori, contattate gli interessati!

Per iscriversi al corso di quest’anno

👉Racconta la tua storia! Come costruire un progetto, con Sara Munari

Buongiorno, come state?

Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica, dalla ideazione del progetto, alla sua concretizzazione. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. 

Il percorso prevede la realizzazione di un progetto personale che verrà strutturato e finito entro la fine delle lezioni.

Il corso è tenuto da Sara munari. 

Per informazioni clicca qui 

Studia coi migliori professionisti!

Buona giornata!

Ciao Baci!

Sara   

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Percorso autoriale Impara, trova la tua strada, scatta ed esponi

Percorso linguaggio fotografico Impara a parlare fotograficamente

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Sara Munari 

👉Corso di paesaggio urbano in bianco e nero – Musa fotografia –

 Il paesaggio urbano in bianco e nero con ERMINIO ANNUNZI

Buongiorno! Vi presento un corso interessantissimo con uno dei massimi esponenti italiani di fotografia di paesaggio, Erminio Annunzi.Fotografare in bianco e nero, il paesaggio urbano, è una pratica estremamente affascinante e coinvolgente. Erminio vi accompagnerà per comprendere le modalità e le potenzialità della fotografia di paesaggio. Informazioni 

Spero di vedervi presto! CiaoSara 

Iscriviti al corso di Paesaggio urbano in bianco e nero !

Fotografia di Erminio Annunzi

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Sara Munari 

Partecipa al Premio Musa per donne fotografe

👉Ultimi giorni: PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE – 3° edizione

Buongiorno!
Il premio Musa, è giunto alla sua terza edizione. Un grandissimo successo!
Quest’anno abbiamo aggiunto una nuova sezione ed i premi saranno molteplici per ogni categoria! 
Visita la pagina del Premio Musa 
Il Premio è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografe (donne), senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. Il lavoro che presenterete, verrà sottoposto a giudizio insindacabile della giuria composta da esperte. La giuria è composta da professioniste nel settore della fotografia. L’ambito del premio è rivolto alla fotografia italiana femminile (fotografe italiane che vivono in Italia) e possono partecipare fotografe che si esprimono in ogni settore fotografico, ogni genere, senza limitazioni relative al progetto scelto per essere presentato. 
Il premio ha tre sezioni e verrà premiata una partecipante per categoria:
1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi.
2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life.
3) Ritratto in studio, moda, ritratto ambientato.
LA DATA DI SCADENZA DI PRESENTAZIONE DELLE OPERE: ore 11:59 pm del 29 Settembre 2021 

Visita la pagina del Premio Musa   

 PARTECIPA AL PREMIO 
Veronica Benedetti – Il condominio – Vincitrice anno 2020
Olivia Rotondo – Le balene volano allegre – Vinvitrice anno 2020

Da Musa puoi seguire tre tipi di formazione:

– I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.

Percorso autoriale Impara, trova la tua strada, scatta ed esponi

Percorso linguaggio fotografico Impara a parlare fotograficamente

Master in fotogiornalismo per sapersi muovere nel mondo del reportage professionale

Storytelling per costruire una storia insieme capendo modalità e funzione del racconto

Contamina la narrativa trasversale attraverso diverse contaminazioni

Percorso Full online Dalla singola foto al racconto fotografico percorso ONLINE – 

CORSI SINGOLI tutti i corsi singoli organizzati per la nuova stagione scolastica- 

CORSI ONLINE proposta dei corsi di fotografia via web

Ti aspetto!Sara Munari  Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it