👉 MOSTRA DEGLI ALUNNI DI STORYTELLING – Musa Fotografia

Ciao a tutti, vi aspettiamo Venerdi 21 Ottobre 2022

Ore 18,30 – Via Mentana, 6 Monza

Esposizione degli alunni del corso di Visual Storytelling Contemporaneo 2021/22

La mostra collettiva presenterà i progetti dei partecipanti al corso di Visual Storytelling. I corsisti, seguiti da Sara Munari, hanno costruito un lavoro finito, con una narrazione personale e unica.

Fotografia di Eric De Marchi

CORSI IN PARTENZA A BREVE


VISUAL STORYTELLING LA NARRAZIONE CONTEMPORANEA
Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica, dalla ideazione del progetto, alla sua concretizzazione. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografic, pensato ed esteso. Il percorso prevede la realizzazione di un progetto personale che verrà strutturato e finito entro la fine delle lezioni. Lo scopo è di progettare un lavoro finito che si basi sulle attitudini e capacità dell’alunno. Sono previsti esercizi in interni ed esterni che possano stimolare e indicare nuove vie da seguire, in termini di linguaggio fotografico. Verrà spiegato come pensare, progettare, svolgere, organizzare e presentare un progetto fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato che possa sfociare addirittura in un libro. Verranno affrontati argomenti anche sul photoediting più professionale e le modalità per seguire un percorso corretto, a livello autoriale.

LO STILE FOTOGRAFICO, COME TROVARE LA PROPRIA STRADA CORSO ONLINE Data: 10 Novembre 

Vi piacciono molti fotografi e di ognuno avete provato a copiare lo stile, nonostante questo, le foto prodotte vi sembrano solo brutte copie. Nessuno le distinguerebbe da altre e non riuscite a trovare uno stile che vi contraddistingua? Volete provare ad acquisire uno stile personale? Partendo dal presupposto che questo è un percorso lungo e difficile, durante il corso cercherò di farvi capire quali sono i generi per cui siete più portati e come sfruttare al meglio le vostre capacità espressive, al fine di prendere una direzione nel mondo della fotografia, a prescindere dal livello di partenza.

PERCORSO AUTORIALE NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA ONLINEDataPartenza: 10 Novembre 2022 

Questo percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita autoriale consapevole, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per un suo utilizzo migliore, fino al punto massimo per un autore: un libro. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso.

CORSO ANNUALE DI FOTOGRAFIA LIGHT Data partenza: 19 Novembre 2022

Il corso annuale light di fotografia è studiato per chi vuole avvicinarsi alla fotografia, ha già le conoscenze di base legate all’utilizzo della macchina fotografica e vorrebbe raggiungere una preparazione generale nei settori e generi più importanti di questo linguaggio.Tutte le lezioni sono serali o nei week-end. E’ previsto un incontro finale con presentazione dei progetti svolti. Il corso dà l’opportunità di raggiungere una buona preparazione sia teorica che pratica relativamente al linguaggio fotografico, fino alla capacità di strutturare e costruire un progetto personale in autonomia. I temi affrontati riguardano, il linguaggio, lo stile, il racconto fotografico, il reportage, il ritratto, l’autoritratto, il paesaggio ecc…

Il corso insegna, oltre a capire i generi e i linguaggi per cui si è maggiormente predisposti, a sapersi muovere come autori nel mondo della fotografia.

PERCORSO LINGUAGGIO FULL IN AULA Data partenza: 19 Novembre 2022

Questo percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita consapevole, le lezioni partiranno da un livello base per poi arrivare ai metodi di costruzione di una storia fotografica personale, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per poter poi sfruttare il metodo, nell’utilizzo delle proprie fotografie. Il percorso sta alla base delle necessità che dovrebbe avere un fotografo in termini di consapevolezza legata all’utilizzo del mezzo fotografico. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico, partendo dal singolo scatto, fino alle basi della costruzione della sequenza narrativa. La parte relativa alla fotografia contemporanea permetterà ai partecipanti di rendersi conto di quale sia la situazione relativa ai nuovi linguaggi del mezzo fotografico, per ispirarsi e essere più consapevoli.

IL RACCONTO FOTOGRAFICOData partenza: 19 Novembre 

Ti senti bloccato e non riesci a raccontare attraverso le tue immagini, la storia che avevi in mente? Qualcosa che abbia senso?
Inizi cento progetti e non ne finisci nemmeno uno?
In questo corso ti spiegherò come iniziare, finire e non mollare un lavoro iniziato.
Ragioniamo su come esporre una storia che riguardi persone, luoghi eventi o oggetti, attraverso il mezzo fotografico.
E’ difficile realizzare una narrazione visuale coerente, accattivante e comprensibile, proverò a consigliarti alcuni metodi efficaci per riuscirci!

Come posso sviluppare la capacità di esprimersi creativamente attraverso l’uso del mezzo fotografico? Come avere le idee necessarie per partire con un progetto?
Cerchiamo di capire quali siano i metodi per trovare idee efficaci alla produzione di progetti che mantengano un linguaggio coerente.
Fare esercizio ci permette di “osservare” la realtà e non solo di vederla. Bloccare e sfruttare frammenti utili a trasformare le idee in lavori finiti.
Dallo scatto alla selezione alla presentazione dell’immagine finale: ogni fase del lavoro del fotografo verrà presa in considerazione con il fine di realizzare un oggetto di comunicazione diretto, univoco ed efficace.

PERCORSO AUTORIALE NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIAData partenza: 20 Novembre 2022

Questo percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita autoriale consapevole, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per un suo utilizzo migliore, fino al punto massimo per un autore: un libro. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso.

VIAGGIO NELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEAData 20 Novembre 2022 

Il corso ha come fine di far conoscere il linguaggio visivo e l’approccio all’idea della fotografia contemporanea, al fine di cominciare o proseguire il proprio viaggio nella fotografia con un linguaggio proprio, ma adeguato ai tempi. Verranno fornite le basi fondamentali per essere in grado di leggere la fotografia e produrre progetti personali consapevoli, attraverso l’analisi di lavori che hanno cambiato il linguaggio contemporaneo del mezzo fotografico. il percorso linguistico della fotografia, ha subito negli ultimi anni, molti cambiamenti che possono fornire utili indicazioni per un approccio nuovo, alla propria modalità di produrre. Verranno prese in considerazione tutte le opportunità di ibridazione del linguaggio, attraverso un percorso didattico volto ad ampliare la possibilità di applicazione pratiche alle idee, spesso apparentemente non declinabili in forma fruibile, trovando soluzioni per le idee dei partecipanti. Una base indispensabile per la propria cultura fotografica e per la necessità di comprendere come proseguire nel proprio cammino, nel mondo della fotografia autoriale.

PAESAGGI IMPOSSIBILI Data 26 e 27 Novembre 2022 – Orario: 09.30-18,30 circa – Docente Raoul Iacometti

La frase di Henri-Frédéric Amiel [tratta da Diario intimo, 1839/81] riassume perfettamente il concetto di cosa vuole essere questa giornata di ricerca, individuale o di gruppo, per la realizzazione di un’immagine, o una serie di immagini, che ritragga un paesaggio diverso da quello che la maggior parte delle persone riprenderebbe.
Attraverso la fotografia abbiamo la possibilità di indagare nel nostro intimo, andare oltre, lasciando che sia il nostro stato d’animo, mutando di volta in volta al mutare del paesaggio che ci si presenta davanti, a creare le nostre fotografie. Semplicemente abbandonandosi a ciò che realmente sentiamo in quel preciso momento.
Il paesaggio è uno stato d’animo e le fotografie che creeremo, prendendo in considerazione tutti gli elementi necessari per farlo, potranno cambiare lo stato d’animo di chi poi le guarderà.

Workshop di fotografia narrativa a Tbilisi

Tbilisi – Sara Munari

Buongiorno, spero che troviate la tappa per il nuovo workshop interessante e che decidiate di partecipare per una bella esperienza insieme.

Il workshop è tenuto da me e Simone Cerio, due visioni diverse e complementari della fotografia che speriamo possiano essere utili alla vostra crescita fotografica.

Ciao!

Sara 

Workshop di fotografia narrativa a Tblisi

LA TRADUZIONE DI UN’IDEA: DALL’ESTRANEO AL FAMIGLIARE

Trovare un’idea fotografica. Un tabù per molti, perché l’atto della “traduzione per immagini” di un pensiero richiede notevoli sforzi, innumerevoli tentativi, enormi sconfitte e soprattutto lunghi tempi di gestazione. Pratiche che oggi si preferisce evitare pur di favorire, di contro, un’estetica immeditata ma spesso priva di contenuto. Ma come possiamo raccontare qualcosa se prima non impariamo a gestire un’intuizione: dove e cosa cercare? A quali argomenti o interessi attingere? Come passare ad una fase di scatto? Queste sono le domande da cui parte chi è interessato a fare un salto nella narrativa più complessa, nella progettazione di un lavoro fotografico. Il workshop è stato ideato per far vivere un’esperienza sul campo a fotografi desiderosi di comprendere le tecniche di narrazione, partendo da un luogo sconosciuto e provando a decifrarlo attraverso lo studio e l’esercizio costante, con la finalità di trasmettere una storia riconoscibile, interessante e visivamente suggestiva.

Tbilisi – Sara Munari

COME È STRUTTURATO IL WORKSHOP

Il programma del workshop è articolato in sezioni pratiche e teoriche.
La prima mattina sarà dedicata alla ricerca e studio di references, i docenti indicheranno come seguire gli argomenti relativi al linguaggio fotografico, all’ideazione di una storia e alla metodologia di produzione. Il prodotto del lavoro giornaliero verrà successivamente discusso con il gruppo.
Il partecipante sarà libero di raccontare una propria storia relativa al luogo scelto, il workshop non è incentrato su un singolo approccio o genere fotografico: è studiato per chi desidera migliorare la propria espressività, cercando il linguaggio più efficace per ogni storia che si desideri raccontare.
Le lezioni sono adatte a chi incontra difficoltà nell’ideazione di una storia e nella sua traduzione con una narrativa efficace. Lo scopo del workshop, oltre alla costruzione di un progetto, sarà fornire delle basi concrete per poter poi sviluppare lavori personali futuri in autonomia.

PERCHE’ LA GEORGIA

Crocevia tra Europa e Asia, la Georgia è uno dei più affascinanti paesi caucasici. La sua vicinanza all’antica via della Seta l’ha resa da millenni una zona fortemente ambita per i suoi importanti traffici commerciali ed energetici. Tiblisi, la capitale, è stata fondata nel V sec d.C., una città ricchissima di culture e tradizioni, con un grande carattere identitario nonostante sia una città cosmopolita per via delle numerose potenze che l’hanno soggiogata nel corso dei secoli. Per questo la zona offre innumerevoli spunti per l’ideazione di una storia fotografica

FINALITA’

Ragionare, ideare e costruire un progetto fotografico in loco, a Tiblisi, su un tema specifico scelto dal partecipante.

Vai al sito per avere informazioni

CORSO ANNUALE LIGHT FOTOGRAFIA

Data partenza 19 novembre 2022 – Musa fotografia, Via Mentana, 6 Monza

Il corso annuale light di fotografia è studiato per chi vuole avvicinarsi alla fotografia, ha già le conoscenze di base legate all’utilizzo della macchina fotografica e vorrebbe raggiungere una preparazione generale nei settori e generi più importanti di questo linguaggio.Tutte le lezioni sono serali o nei week-end. E’ previsto un incontro finale con presentazione dei progetti svolti. Il corso dà l’opportunità di raggiungere una buona preparazione sia teorica che pratica relativamente al linguaggio fotografico, fino alla capacità di strutturare e costruire un progetto personale in autonomia. I temi affrontati riguardano, il linguaggio, lo stile, il racconto fotografico, il reportage, il ritratto, l’autoritratto, il paesaggio ecc…

Il corso insegna, oltre a capire i generi e i linguaggi per cui si è maggiormente predisposti, a sapersi muovere come autori nel mondo della fotografia.

PROGRAMMA
Questo percorso è composto di più corsi singoli ordinati con logica di crescita fotografica.

MATERIE DEL CORSO 

Il linguaggio fotografico 

Il racconto fotografico 

Lo stile fotografico 

Viaggio nella fotografia contemporanea 

Autoritratto

Reportage documentario

Paesaggio fotografico 

Ritratto fotografico 

Farsi strada come autori 

Creator per Instagram

Costruire un libro fotografico

Vai al sito per avere maggiori informazioni.

CORSI  IN PARTENZA A BREVE

 CORSO BASE FOTOGRAFIA ONLINE
Usa la tua fotocamera in manuale e realizza le foto che hai sempre sognato. Ho sviluppato il mio metodo innovativo in oltre 10 anni di esperienza, migliorandolo corso dopo corso grazie ai feedback dei miei iscritti. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica su tecnica fotografica e composizione.

CORSO BASE/AVANZATO DI FOTOGRAFIA – ONLINE
Usa la tua fotocamera in manuale e realizza le foto che hai sempre sognato. Ho sviluppato il mio metodo innovativo in oltre 10 anni di esperienza, migliorandolo corso dopo corso grazie ai feedback dei miei iscritti. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica su tecnica fotografica e composizione.
Impara le basi della fotografia di ritratto e di paesaggio. Scopri il lavoro dei grandi maestri e metti in gioco la tua creatività con prove ed esercizi che saranno poi revisionati dal docente. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica sulla fotografica di ritratto e di paesaggio.

VISUAL STORYTELLING LA NARRAZIONE CONTEMPORANEA
Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica, dalla ideazione del progetto, alla sua concretizzazione. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografic, pensato ed esteso. Il percorso prevede la realizzazione di un progetto personale che verrà strutturato e finito entro la fine delle lezioni. Lo scopo è di progettare un lavoro finito che si basi sulle attitudini e capacità dell’alunno. Sono previsti esercizi in interni ed esterni che possano stimolare e indicare nuove vie da seguire, in termini di linguaggio fotografico. Verrà spiegato come pensare, progettare, svolgere, organizzare e presentare un progetto fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato che possa sfociare addirittura in un libro. Verranno affrontati argomenti anche sul photoediting più professionale e le modalità per seguire un percorso corretto, a livello autoriale.

Open Day online di Musa fotografia – Conoscere corsi e attività

Buongiorno, Vi aspettiamo all’Open Day online di Musa fotografia, per conoscere i corsi, le attività e tutte le opportunità didattiche. Potrà fare domande e capire meglio tutto quello che ti interessa approfondire.

Per partecipare manda una mail a info@musafotografia.it
Ti verrà inviata una email con il link di partecipazione.

Ciao! Sara

L. Mikelle Standbridge da Musa fotografia, vi aspettiamo per l’apertura della scuola

Ciao a tutti, vi aspettiamo Mercoledi 14 Settembre 2022

Ore 18,30 – Via Mentana, 6 Monza

PHOTO BODIES di L. Mikelle Standbridge

Seguirà aperitivo e presentazione delle attività di Musa fotografia

Corsi in partenza a Ottobre 2022 – da Musa fotografia

CORSO BASE FOTOGRAFIA ONLINE
Usa la tua fotocamera in manuale e realizza le foto che hai sempre sognato. Ho sviluppato il mio metodo innovativo in oltre 10 anni di esperienza, migliorandolo corso dopo corso grazie ai feedback dei miei iscritti. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica su tecnica fotografica e composizione.

CORSO BASE/AVANZATO DI FOTOGRAFIA – ONLINE
Usa la tua fotocamera in manuale e realizza le foto che hai sempre sognato. Ho sviluppato il mio metodo innovativo in oltre 10 anni di esperienza, migliorandolo corso dopo corso grazie ai feedback dei miei iscritti. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica su tecnica fotografica e composizione.
Impara le basi della fotografia di ritratto e di paesaggio. Scopri il lavoro dei grandi maestri e metti in gioco la tua creatività con prove ed esercizi che saranno poi revisionati dal docente. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica sulla fotografica di ritratto e di paesaggio.

VISUAL STORYTELLING LA NARRAZIONE CONTEMPORANEA
Questo corso si propone come obiettivo di indicare quali siano le modalità della narrazione fotografica, dalla ideazione del progetto, alla sua concretizzazione. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografic, pensato ed esteso. Il percorso prevede la realizzazione di un progetto personale che verrà strutturato e finito entro la fine delle lezioni. Lo scopo è di progettare un lavoro finito che si basi sulle attitudini e capacità dell’alunno. Sono previsti esercizi in interni ed esterni che possano stimolare e indicare nuove vie da seguire, in termini di linguaggio fotografico. Verrà spiegato come pensare, progettare, svolgere, organizzare e presentare un progetto fotografico compiuto, imparando a portare le conoscenze tecniche a favore della visione personale per un racconto fotografico articolato che possa sfociare addirittura in un libro. Verranno affrontati argomenti anche sul photoediting più professionale e le modalità per seguire un percorso corretto, a livello autoriale.

Per consultare l’elenco completo dei corsi vai a QUESTO LINK

POSTI DISPONIBILI PER IL WORKSHOP A TBLISI OTTOBRE 2022

I lavori degli studenti di Visual Storytelling 2021/22

Tutti gli anni tengo un corso che ha come scopo finale la produzione di un portfolio finito. Gli allievi, con interesse a generi fotografici differenti, si affidano a me per la costruzione di un progetto insieme. Il corso è sia online che dal vivo e mi da sempre tante soddisfazioni. I lavori che vengono prodotti hanno sempre “sapori” differenti e caratterizzano ogni alunno che può esprimersi sulla base del proprio sentire, sviluppando linguaggio e visione personale.

Qui le info ai corsi di questa sessione scolastica Visual Storytelling in aula, e Visual storytelling online.

Il 21 Ottobre 2022, vi invitiamo all’esposizione dei progetti (son sempre meglio dal vivo) che si terrà presso Musa fotografia alle 18,30 – Via Mentana, 6 Monza.

Qui sotto, in ordine casuale, i lavori prodotti nell’ultimo anno. Spero vi diverta e vi piaccia sfogliarli.

Buona giornata

Sara

  1. Eric De Marchi

“Contatto, la necessità di sentirsi Uomini su questa terra”
Questo progetto nasce da un’esigenza personale.
Dopo momenti di forte crisi emotiva, causati dalla fine di una relazione sentimentale, da
problemi di salute di mio fratello e la pandemia in corso,
In me è nata la spinta a ricercare una dimensione più intima di contatto con me stesso, l’altro
e la natura,
ricerca necessaria per sentirmi più connesso con i miei bisogni fondamentali.
Diversi sono i protagonisti di questo lavoro:

  • io, la mia Terra, i miei cieli, i miei laghi, i miei mari,
    -mio fratello gemello Dennis, legame fondamentale pieno di amore e odio con cui ancora
    faccio fatica a capire come relazionarmi.
    -il mio pappagallo Willy, con me da 10 anni, con cui ho instaurato una relazione simbiotica.
    Oltre la mia motivazione personale,
    In questi anni di crisi,
    crisi umanitaria prima di tutto,
    sento che è ancora più urgente ritrovare modi di relazionarci con noi stessi, con l’altro e con
    la natura che ci circonda.
    Questo lavoro parla d’amore,
    del mio e non solo.

Siamo vivi perchè siamo stati amati e questo amore è racchiuso nelle nostre relazioni,
è necessario imparare a prendersene cura.

Sito https://ericdemarchi.com/

Instagram @eric_demarchi

2. Cristina Maraffi

Tempo nel tempo – A mio padre

Mio padre è mancato il 16 febbraio 2022 a 102 anni, 2 mesi e 4 giorni.

Ha vissuto una vita piena e lunghissima anche se non amava raccontarla.

Era un uomo molto riservato e taciturno, l’unica cosa veramente importante per lui era mia mamma.

Il lavoro nasce dalla mia esigenza di raccontare la sua storia attraverso un racconto intimo e impegnativo.

Con le foto sono riuscita a ricomporre tutta la sua vita, dalla nascita agli ultimi momenti e renderla immortale e fissata per sempre.

Mi ha permesso di mantenere un filo affettivo con lui, di  prendere contatto con la sua vita e di ridisegnare la sua immagine dentro di me.

Con la macchina fotografica sono stata  vicino  a mio padre negli ultimi periodi in un momento molto difficile per me e  mi ha  facilitato l’ elaborazione del lutto.

Instagram  @cristinamaraffi

3. Roberto Colombo

DADADADA…………EEEHHH!!

“Dai che è pronto in tavola.

A proposito; ha chiamato Roberta.

Bene.

Mi ha detto che a fine mese riprende il lavoro.

Accidentaccio! E Pietro? Hanno già pensato a chi si occuperà di lui?

Il pediatra le ha sconsigliato l’asilo nido fino ad almeno l’anno e mezzo – due di età per una infezione polmonare molto pericolosa che sta circolando tra i bambini.

Quindi tocca a noi!?

 Si! ”

Con queste poche frasi ho preso a sassate tutti i miei progetti.

Fotografare la normalità come momenti di vita quotidiana può essere un compito non facile, ma è una sfida che ho sentito crescere dentro di me negli anni e che ha preso forma in questo progetto.

Certo oggi i genitori sono forse meno presenti con i figli di quanto sia stato per noi. Sono cambiate le modalità, i ritmi di lavoro, un modo diverso e forse un po’ meno “eroico” e baldanzoso nell’affrontare la maternità. Si accentuano i dubbi, le insicurezze, lo stile di vita stesso oggi rende più complesso dedicare il proprio tempo al figlio.

Ma per fortuna ci sono i nonni!

Essere un nonno è un’esperienza coinvolgente con aspetti controversi. Da un lato è un’esperienza faticosa, sia fisicamente che mentalmente perché ti sottopone all’imprevisto e alla limitazione della libertà che pensavi di aver raggiunto quando sei andato in pensione. Dall’altro gratificante perché piena di gioia e di affetto. Un’alleanza tra due adulti e un bambino. Un’alleanza che si ripropone di generazione in generazione.

Ho pertanto scavato nei ricordi miei e di mia moglie, in quelli dei nostri genitori e dei nostri nonni per far riaffiorare le immagini e le storie di questa gioia e fatica che è stato cemento in un costante fluire di generazioni.

Di questo dono della propria vita all’altro. Perché proprio del dono della vita si tratta.

Il lavoro è stato stampato come se fosse la parete di una casa qualsiasi e racconta le sensazioni di un nonno che si dedica al giovanissimo nipote, con tutti i pregi e difetti legati alla situazione.

Sito https://www.shapesontherun.it/

https://www.facebook.com/roberto.colombo.1257

https://www.instagram.com/colombo394/

4. Roberto Morleo

Autunno Alatha

Quanto tempo ci metti da quando pensi di voler fare una cosa a quando la porti a termine? Non parlo di organizzare un viaggio dall’altra parte del mondo, o scalare la cima di una montagna. Mi riferisco ad azioni più semplici, quotidiane, molto spesso meccaniche e inconsapevoli: alzarti dalla sedia e raggiungere il bagno, fare una rampa di scale, allacciarti le scarpe. Quanto tempo impieghi per riempire un bicchiere d’acqua e portarlo alla bocca per bere? 8 secondi, forse meno e nel frattempo stai già pensando a cosa fare dopo aver bevuto.
Ora, immagina di essere un anziano con limitazioni fisiche, e immagina di voler bere, ma mettendoci 30-40 secondi o più, magari con la mano tremante. E non puoi permetterti di pensare ad altro, devi concentrarti per mantenere un vacillante equilibrio.
Il tempo si dilata e dà spazio all’insinuarsi di altri disagi come quello di una resistenza mentale, contraria ad accettare un’irreversibile condizione che, impietosamente, potrebbe darti solo un nostalgico ricordo delle tue giovani e più energiche primavere. Prova.
Lavorare con Alatha Onlus che si occupa di dare supporto ad anziani e disabili, mi ha dato l’opportunità di riflettere e immedesimarmi in un futuro che potrebbe rivelarsi meno clemente di quanto io immagini e dia per scontato.

E tu, come immagini il tuo autunno?

Pagina facebook autore

5. Lorenzo Vitali

Un’altra spiritualità

Le Corbusier diceva: “L’architettura è il gioco sapiente dei volumi sotto la luce”.

Ogni opera costruita, nel suo esistere, tende infatti ad avere relazioni consapevoli o meno con la luce che è quindi, anche nell’assenza, un elemento proprio di ogni opera architettonica.

Per quanto riguarda l’architettura dei luoghi sacri della Cristianità, a prescindere dal periodo storico, a livello del tutto personale ho sempre avuto la sensazione che la gestione della luce (e pertanto delle ombre) sia stata sapientemente modulata allo scopo di creare atmosfere fortemente impattanti sull’animo umano.

I volumi “enormi” a loro volta generano inizialmente una sensazione di “spaesamento”.

Se nel credente la luminosità che scende dall’alto, l’altezza delle navate dalle pareti traslucide di vetrate policrome, l’altare collocato ad Oriente suggeriscono spiritualità religiosa, desiderio di elevarsi, in un ateo come me tutto ciò genera in un primo momento una sensazione quasi di allarme, che mi porta a cercare “rifugio” nell’ombra. Spesso nella fresca quiete dell’ombra allora si apre ai miei occhi un altro mondo in cui inizio ad osservare con calma quei dettagli di cui in una prima visione d’insieme non avevo preso coscienza visuale. Ed è nell’osservazione di queste forme, modellate dalla luce e dalle ombre, in cui sono spesso presenti riferimenti artistici, espressioni curiose della religiosità o più genericamente composizioni dettate dall’interazione luce-materia, in cui spesso il mio sguardo si perde. Qui raggiungo una sorta di pace interiore in una sorta di “spiritualità atea” nella quale alla fine ritrovo l’umano che si dilata nel tempo e nello spazio in una sorta di infinito. Questa spiritualità è per me uno “spazio aperto”, senza Chiese e senza dogmi imposti da un’ecclesia

Sito https://www.lorenzovitalifoto.it/

Instagram @lorenzovitalifoto

6. Fiammetta Mamoli

Tra il Parma e il Baganza

Il Quartiere Montanara è un’ampia area della periferia sud di Parma racchiusa tra i torrenti Parma e Baganza. Fino al dopoguerra era un’area ridente, essenzialmente agricola, con vasti campi coltivati, fattorie e alcune ville di pregio, residenze estive dei signori della città. Poi, a partire dalla fine degli anni ’50, vari progetti di lottizzazione e insediamenti urbanistici ambiziosi e per certi aspetti spregiudicati, hanno trasformato radicalmente la zona, da un lato migliorando servizi e infrastrutture, dall’altro creando le condizioni per il verificarsi di fenomeni di disagio sociale, specialmente giovanile, esplosi drammaticamente all’inizio degli anni ’80.

“Il Montanara è come il Bronx”  lo avevo sentito dire spesso e forse ne ero convinta anch’io. Ci sono arrivata a piedi, nel marzo del 2021, percorrendo un sentiero che dalla città, attraversando campi e piccole boscaglie, si spinge fino ai margini del quartiere. Era la prima volta che venivo qui e quello che vedevo confermava l’idea del piccolo Bronx: casermoni di tipo sovietico allineati a raggiera, pensiline pedonali sospese nel vuoto, piazze di cemento grezzo invase da erbacce, scalinate affacciate su inutili anfiteatri, cisterne e fontane vuote, numerosi edifici in costruzione in mezzo a una selva di gru con carichi sospesi.

In giro poca gente, eravamo in piena pandemia.

Ma il posto mi piaceva, ogni volta che ci tornavo sentivo che quel luogo meritava di essere conosciuto più a fondo.

Un giorno, davanti all’ingresso del Condominio Nuova speranza, ho incontrato Maria. Lei mi ha fatto capire che la differenza, per questo come per qualsiasi altro luogo, la fanno e continuano a farla le persone.

Il progetto nasce da questa esperienza e racconta della centralità del fattore umano.

Instagram @fiammetta_mamoli

7. Giovanna Sparapani

La storia della più grande acciaieria Piombinese Dalla distruzione del secondo conflitto mondiale alla ricostruzione al boom economico degli anni ’60, fino all’abbandono di oggi. Fotografie di Giovanna Sparapani. Archivio storico del Comune di Piombino “Ivan Tognarini”. Montaggio Chiara Ronconi.

Mostre per settembre

Ciao a tutti, bentornati!

Con settembre riprendono a pieno ritmo le mostre di fotografia.

Di seguito trovate alcuni nostri suggerimenti.

Anna

MUSA FOTOGRAFIA

Inaugura il 14 Settembre 2022 alle 18,30, da Musa fotografia a Monza, la mostra di L. MIKELLE STANDBRIDGE

L. MIKELLE STANDBRIDGE

Sono profondamente interessata alla fotografia e questo interesse informa le mie scelte di soggetto e presentazione. Questa serie, “Photo-Bodies” (Foto-Corpi), è in parte dedicata a quella che è stata probabilmente la caratteristica più sorprendente della fotografia, cioè, sotto la forma di ritratto o “somiglianza”, avere l’inspiegabile, potente potenziale di alludere al non visibile, un emanazione (come una personalità, un’anima, un’aura di una persona). Fotografando persone, soprattutto persone che hanno subito alterazioni al proprio corpo o la cui vita è dominata dal loro aspetto, questo lavoro si aggira intorno alla questione della fisicità dell’essere umano (cosa potrebbe rivelare, cosa potrebbe nascondere).

Anche per me è intrigante il modo in cui abbiamo visto le fotografie. La presentazione della fotografia ha una lunga storia con superfici (sia con il negativo che con la stampa), da negativi di carta, rame argentato, stagno, lastre di vetro, pellicola e carta salata, carta all’albume, carta gelatina-argento, e ora pigmenti a getto d’inchiostro su carta digitale. Quest’ultima, carta fotografica digitale, ha una forte presenza materica dovuta alla ‘grammage’ (densità della carta) e alla base flessibile, 100% cotone. Si può dire che la carta di oggi, in rotoli, offre una presenza carnale perché è polposa, assorbente, flessibile, graffiabile, strappabile, perforabile, cucibile, tingibile, cerabile – tutte caratteristiche che si prestano a un concetto di “corpo”.

Musa fotografia – Via Mentana 6 Monza. 14 settembre 2022 ore 18,30.

PHEST – SEE BEYOND THE SEA. VII EDIZIONE

© Schirra e Giraldi dal progetto “Da pietra a bosco”
© Schirra e Giraldi dal progetto “Da pietra a bosco”

“Noi siamo una grande penisola gettata nel Mediterraneo e certe volte ce ne dimentichiamo.” Franco Cassano, Il pensiero meridiano, 1996

Al via dal 9 settembre al 1° novembre a Monopoli in Puglia, la settima edizione del Festival internazionale di fotografia e arte ideato e diretto da Giovanni Troilo, in collaborazione con la curatrice Arianna Rinaldo. Oltre 20 esposizioni di alcuni tra i più quotati artisti di diverse nazionalità: Olanda, Inghilterra, USA, India, Turchia, Germania, Ucraina, Russia, Belgio, e altri. E ancora 3 residenze artistiche e letture portfolio gratuite con alcuni tra i più influenti esperti del settore. Ancora una volta, per quasi due mesi PhEST trasformerà le vie, gli spazi e i palazzi della città in un’esposizione a cielo aperto, portando a Monopoli il meglio della fotografia e dell’arte da tutto il mondo a indagare il tema dell’anno: “FUTURO”. Sarà l’occasione per evocare l’interconnessione tra differenti piani temporali immaginando un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale e dagli algoritmi. «Proveremo a declinare il tema in ogni modo possibile non solo dal punto di vista dei contenuti con più di 20 mostre dedicate al Futuro, ma quest’anno più che mai anche dal punto di vista della forma con l’uso nelle esposizioni di ledwall, VR, fotogrammetria, AI, robot, proiezioni immersive, realtà aumentata, riconoscimento facciale…» sottolineano gli organizzatori del festival.

Tra i numerosi artisti presenti, segnaliamo Alexander Gronsky, Nick Brandt, Davide Monteleone, Erik Kessels e Lisetta Carmi.

Dal 09 Settembre 2022 al 01 Novembre 2022 – MONOPOLI – sedi varie

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SI FEST 2022

Gianni Berengo Gardin, Morire di classe
© Gianni Berengo Gardin / Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia | Gianni Berengo Gardin, Morire di classe

Dal 9 all’11 settembre e nei weekend del 17-18 settembre e 1-2 ottobre, a Savignano sul Rubicone torna il SI FEST. Giunto alla 31a edizione, il festival di fotografia organizzato dall’associazione Savignano Immagini, in collaborazione con il Comune di Savignano sul Rubicone, rivoluziona la sua proposta sotto la direzione artistica di Alex Majoli.
In un mondo sempre più inondato di immagini, il SI FEST cerca di mettere ordine al caos puntando tutto sull’educazione all’immagine delle nuove generazioni. Nei mesi scorsi, quest’edizione del festival – intitolata Asinelli solitari, con una citazione da Il caos di Pier Paolo Pasolini – si è spostata in classe organizzando iniziative specifiche per gli studenti di Savignano sul Rubicone. Ora gli stessi ambienti scolastici sono al centro del percorso espositivo, con una serie di mostre allestite fra le scuole elementari e le medie di Savignano sul Rubicone, pensando in primo luogo agli studenti e ai loro insegnanti.
Riportati fra banchi e lavagne, anche i visitatori del festival sono invitati a ragionare con gli schemi mentali degli studenti. Scienze, matematica, storia… ogni mostra è associata a una materia diversa, in un percorso espositivo sperimentale che inizia alla Scuola primaria Dante Alighieri (corso Giulio Perticari, 55/57). La mostra di scienze è dedicata a Morire di classe, storico fotolibro con cui Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin hanno dato slancio alla campagna di Franco Basaglia per la chiusura dei manicomi. La matematica è affidata al fotografo inglese Stephen Gill e al suo A Series of Disappointments, ironica riflessione sul potere dei numeri nelle vite degli scommettitori londinesi; la fisica, invece, al newyorkese Stanley Greenberg, presente con alcune foto da Telescopes e Time Machines, serie dedicate agli strumenti di osservazione dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, dai buchi neri ai neutrini. Per la biologia, la geografia e la religione, il campo di indagine si allarga al linguaggio video con Nsenene di Michele Sibiloni, reportage sulla caccia alle cavallette in Uganda, In Almost Every Picture #2 di Erik Kessels, racconto di lunghissimi viaggi in taxi verso le mete turistiche europee, e Terremoto Santo di Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, indagine sulla potente comunità evangelica brasiliana. La mostra di storia è invece una collettiva che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi vent’anni, dall’attacco alle Twin Towers in poi, attraverso immagini di diverse agenzie (fra le altre Associated Press, Magnum Photos, Reuters). Fra tanti autori c’è posto anche per uno splendido esempio di fotografia automatica, con una selezione di fotofinish olimpici che al valore storico-sportivo affiancano un’eleganza formale degna di opere d’arte (educazione fisica).
Interamente internazionale è il percorso espositivo dell’Istituto comprensivo Giulio Cesare (via Galvani, 2). Si parte da una delle più grandi fotografe di tutti i tempi, Lee Miller, capace di produrre nel corso dei decenni lavori artistici, corrispondenze di guerra, servizi di moda e ritratti d’autore mantenendo sempre una solidissima coerenza etica (educazione civica), e si arriva al lavoro di Chiara Fossati sul movimento rave degli anni novanta-duemila (musica). Accanto a queste due personali trova spazio una collettiva dedicata alla letteratura, con lavori di autori come Jim Goldberg o Duane Michals che hanno saputo combinare in forma originale fotografia e scrittura.
Abbandonata la scansione in materie, il percorso espositivo curato da Alex Majoli prosegue in uno degli spazi storici del SI FEST, l’ex Consorzio di Bonifica (via Garibaldi, 45). Qui tre autori internazionali esplorano culture scolastiche e universi giovanili distantissimi, non solo geograficamente. In TalibanThomas Dworzak raccoglie alcuni ritratti privati degli studenti-guerrieri afgani, sostenitori di un regime che appena salito al potere ha vietato la fotografia, ma immortalati in pose vezzose e coloratissimi scatti ritoccati a mano. In The Yoshida DormitoryKanta Nomura si avventura nel più antico studentato universitario giapponese, a lungo autogestito e poi abbandonato al suo destino, scoprendo una camera oscura dimenticata da anni. In Early WorksIvars Gravlejs mette in mostra il suo eccentrico fotodiario scolastico, assemblato nella Lettonia post-comunista degli anni Novanta.

Dal 09 Settembre 2022 al 25 Settembre 2022 – SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC) – sedi varie

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RICHARD AVEDON: RELATIONSHIPS

Richard Avedon, Nastassja Kinski, Los Angeles, California, June 14, 1981
© The Richard Avedon Foundation | Richard Avedon, Nastassja Kinski, Los Angeles, California, June 14, 1981

Dal 22 settembre 2022 al 29 gennaio 2023, Palazzo Reale di Milano celebra Richard Avedon (1923-2004), uno dei maestri della fotografia del Novecento, con la mostra dal titolo Richard Avedon: Relationships che ne ripercorre gli oltre sessant’anni di carriera attraverso 106 immagini provenienti dalla collezione del Center for Creative Photography (CCP) di Tucson (USA) e dalla Richard Avedon Foundation (USA).
 
La mostra promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore in collaborazione con il Center for Creative Photography e la Richard Avedon Foundation è curata da Rebecca Senf, responsabile della collezione del Center for Creative Photography e vede come main partner Versace e media partner Vogue Italia. Il catalogo è pubblicato da SKIRA editore.
 
La rassegna consentirà di approfondire le caratteristiche innovative dell’arte di Avedon che ne hanno fatto uno degli autori più influenti del XX secolo; se da un lato, ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando anche il loro lato umano, dall’altro, i suoi sorprendenti ritratti di celebrità, in bianco e nero e spesso di grande formato, sono capaci di rivelare il lato psicologico più interiore della persona ritratta.
 
Una sezione è dedicata alla collaborazione tra Richard Avedon e Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l’esordio dello stilista, fino a quella della collezione primavera/estate 1998, la prima firmata da Donatella Versace.
Il lavoro di Avedon per Versace è la raffigurazione di come quel rapporto unico che a volte si crea tra designer e fotografo possa produrre immagini destinate a una zona fuori dal tempo, definitivamente al di là del racconto circoscritto cui erano in origine destinate, legato alla stagionalità della moda, per rivoluzionarne invece la narrazione globale.
 
Grazie al suo sguardo, Avedon è stato uno dei pochi fotografi a interpretare l’avanguardia di Gianni Versace, illustrando lo stile e l’eleganza dello stilista italiano, nonché la radicalità della sua moda.
Il linguaggio astratto di Avedon agisce in uno spazio compresso che esalta le figure rendendole assolute e facendo esplodere le coreografie dei corpi di alcune delle top model più celebrate dell’epoca, in movimenti convulsi, sincopati, che mettono in evidenza la forma e la materialità degli abiti che indossano, come nel caso della campagna per la collezione primavera/estate 1993, che vede protagoniste Linda Evangelista, Christy Turlington, Kate Moss, Aya Thorgren, Shalom Harlow.
 
Il percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni – The Artist, The Premise of the show, Early Fashion, Actors and Directors, Visual Artists, Performing Artists / Musicians and writers / Poets, Avedon’s People, Politics, Late Fashion, Versace – si costruisce attorno alle due cifre più caratteristiche della sua ricerca: le fotografie di moda e i ritratti.
 
Quelle di moda si possono raggruppare in due periodi principali. Le immagini giovanili, realizzate prima del 1960, sono scattate “on location” e mettono in scena modelle che impersonano un ruolo per evocare una narrazione.
Le opere successive, invece, si concentrano esclusivamente sulla modella e sui capi che indossa. In queste foto più tarde, Avedon utilizza spesso uno sfondo minimalista e uniforme, e ritrae il più delle volte il soggetto in pose dinamiche, utilizzando le forme fluide del corpo per rivelare la costruzione, il tessuto e il movimento dell’abito.
 
Le prime fotografie di moda scattate da Avedon (quelle anteriori al 1960) sono molto più che semplici rappresentazioni di abiti. Create per le pagine di riviste femminili come “Harper’s Bazaar” e “Vogue”, testata con cui lavorò fino al 1988, trasportano l’osservatore in un mondo di glamour e divertimento in cui le donne si muovono con disinvoltura in una vita di svaghi. Queste immagini cinematografiche incoraggiano chi le guarda a creare una narrazione e a costruire una trama immaginaria.
Alcune delle scene presentano uno sfondo minimalista e pochi dettagli ambientali, mentre altre includono location e diversi “attori”. In entrambi i casi, Avedon fa sentire chi le guarda, testimoni di una storia fatta di agi e piaceri più articolata, che il pubblico potrebbe anche vivere in prima persona se solo possedesse l’abito giusto.
In queste fotografie “filmiche”, Avedon utilizza figure aggiuntive in chiave strategica. Come in Carmen, Omaggio a Munkácsi, Cappotto Cardin, Place François-PremierParigi1957, dove il fotografo si concentra sulla modella che, sospesa a mezz’aria nel salto, è posta al centro dell’inquadratura.
Alla semplicità della foto di Carmen fa da contraltare l’immagine di Suzy Parker con Robin Tattersall e Gardner McKay, Abito da sera Lanvin-Castillo, Café des Beaux-Arts, Parigi, 1956, in cui la modella è piegata su un flipper nella sala a specchi del Café des Beaux-Arts di Parigi, la gonna a balze resa splendente dalla retroilluminazione. Accanto a lei, due uomini in smoking, anch’essi appoggiati al flipper, aspettano che finisca di giocare. Avedon utilizza “attori” aggiuntivi nella scena per arricchire l’atmosfera glamour, far apparire la donna ancor più desiderabile e aggiungere complessità alla narrazione.
 
Molte sono le top model con cui Avedon lavorò intensamente, da Dovima a China Machado, da Suzy Parker a Jean Shrimpton, da Penelope Tree a Twiggy, a Veruschka. Dalla straordinaria affinità che aveva con Dovima, ad esempio, scaturirono immagini spettacolari, come l’iconica Dovima con gli elefanti, Abito da sera Dior, Cirque d’Hiver, Parigi 1955.
Una serie di immagini raffiguranti Penelope Tree o Jean Shrimpton rivela come Avedon sapesse sfruttare le particolari qualità del volto o del corpo di una modella, e tre fotografie di Dorian Leigh risalenti al 1949 mostrano come potesse trasformare il soggetto attraverso location e abiti diversi in modo da fargli impersonare ruoli e personaggi distinti.
In Dorian Leigh, Cappotto Dior, Avenue Montaigne, Parigi, ad esempio, la modella avvolta in un soprabito con collo di pelliccia e maniche voluminose è seduta sul sedile di una decapottabile con accanto una cappelliera, un mazzo di rose e un cagnolino acciambellato. La frangia morbida, l’espressione gentile e l’aria distratta della donna suggeriscono un’idea di innocenza e disponibilità a dispetto della sua bellezza.
Leigh si presenta invece come una figura altera e sdegnosa in Dorian Leigh, Abito da sera Piguet, Appartamento di Helena Rubinstein, Île Saint-Louis, Parigi. Avedon ritrae la modella di profilo davanti a uno specchio, assorta nell’osservazione della propria immagine. Mani sui fianchi, capelli, trucco e gioielli, tutto appare perfettamente studiato e collocato in un contesto che evoca alta classe, raffinatezza ed eleganza. Lo splendido abito scultoreo e la sicurezza che emana fanno di Leigh un’icona di stile.
La modella si trasforma nuovamente di fronte all’obiettivo di Avedon in Dorian Leigh, Diamanti sintetici Schiaparelli, Pré-Catelan, Parigi, in un affollato evento serale. Il fotografo la ritrae con i capelli scuri accuratamente adornati da scintillanti gioielli, la mano sul bavero della giacca del suo accompagnatore che sorride con aria di apprezzamento, la bocca aperta in un’ampia e sincera risata. Dorian Leigh è espressiva, impegnata nella vita sociale, coinvolta in un’esperienza e profondamente legata all’uomo che le sta accanto.
 
Per quanto riguarda i ritratti, Avedon è noto per il suo particolare stile, sviluppato a partire dal 1969. Fra i tratti salienti del suo approccio è da includere l’uso dello sfondo bianco, che gli consentiva di eliminare i potenziali elementi di distrazione di un dato set fotografico per enfatizzare le qualità della posa, dei gesti e dell’espressione. Ne è un esempio la fotografia del 1981, scelta come immagine guida della mostra, che ritrae Nastassja Kinski, morbidamente distesa sul pavimento e abbracciata da un serpente.
 
Lavorando principalmente con una fotocamera di grande formato, riprendeva i suoi soggetti abbastanza da vicino affinché occupassero un’ampia sezione dell’inquadratura, rafforzando nell’osservatore la consapevolezza dello spazio negativo tra la figura e il margine. L’interazione tra figura e vuoto, tra corpo e spazio, tra forma solida e potere definente del bordo è la chiave della potenza delle sue immagini.
Il fascino di queste foto non è legato solo alla composizione, ma anche al senso di intimità che esse evocano. Avedon dà vita a ritratti potentemente descrittivi che avvicinano l’osservatore ai soggetti effigiati. La capacità di vedere i dettagli del volto, anche quelli minimi, pone l’osservatore a una distanza generalmente riservata a coniugi, amanti, genitori o figli. Ad esempio, nella fotografia La scultrice Louise Nevelson, New York, 13 maggio 1975, si può ammirare il taglio cortissimo dell’artista settantacinquenne, il modo in cui i suoi occhi ci scrutano da dietro le ciglia pesantemente ricoperte di mascara, il sottile luccichio del lucidalabbra o le splendide applicazioni sulle maniche del suo soprabito.
Avedon ebbe modo di fotografare molti dei suoi soggetti a distanza di anni. È questo il caso del pittore Jasper Johns nel 1965 e nel 1976, della scrittrice Carson McCullers nel 1956 e nel 1958, del politico George Wallace nel 1963 e nel 1976, del poeta Allen Ginsberg nel 1963 e nel 1970.
Ma il caso più eclatante di relazione fotografica prolungata nel tempo è forse quello che riguarda l’amico Truman Capote.
Avedon fotografò per la prima volta Capote nel 1949. Poi, nel 1959, i due collaborarono al primo libro di Avedon, Observations, una raccolta di ritratti di personaggi celebri, tra cui la cantante lirica Marian Anderson, il pittore Pablo Picasso e lo scienziato marino ed esploratore Jacques Cousteau. Il volume era corredato da un saggio di Capote e da suoi commenti alle fotografie, mentre la grafica era curata da Aleksej Brodovič, il leggendario art director di “Harper’s Bazaar”.
Capote e Avedon lavorarono di nuovo insieme l’anno seguente. Mentre lo scrittore si trovava a Garden City, in Kansas, per la stesura di A sangue freddo, Avedon lo raggiunse in quattro diverse occasioni per fotografare i presunti assassini Perry Smith e Richard “Dick” Hickock, in attesa di giudizio.
In Truman Capote, New York, 10 ottobre 1955, lo scrittore aveva solo trentun anni. L’immagine lo mostra svestito, gli occhi chiusi e le braccia dietro la schiena, il mento rasato. La posa scelta dal fotografo sottolinea la vulnerabilità del giovane, messo a nudo di fronte allo sguardo indagatore e compiaciuto dell’osservatore.
L’ultimo ritratto di Capote, ormai cinquantenne, risale al 1974. La flessuosa sensualità della foto precedente è ormai scomparsa. Avedon si focalizza ora sulla testa dello scrittore, che riempie gran parte dell’inquadratura ed è fuori centro.
 
Il percorso espositivo propone inoltre una nutrita selezione di ritratti di celebrità del mondo dello spettacolo, attori, ballerini, musicisti ma anche di attivisti per i diritti civili, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), ma anche di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Wahrol, dove il padre della Pop art americana decide di mostrare la sua intimità a Richard Avedon esibendo le sue cicatrici da arma da fuoco, dopo essere sopravvissuto a un tentativo di omicidio.
 
Una sezione è dedicata ai ritratti degli esponenti dei movimenti americani per i diritti civili e ai membri del Congresso americano, questi ultimi confluiti nel portfolio The Family, realizzato nel 1976 per la rivista Rolling Stone, che documentava l’élite del potere politico statunitense.
 

Dal 22 Settembre 2022 al 29 Gennaio 2023 – MILANO – Palazzo Reale

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FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ETICA DI LODI. XIII EDIZIONE

© Roberta Vagliani
© Roberta Vagliani

741 fotografi da 60 paesi diversi, oltre 800 progetti ricevuti, 11.899 le foto ricevute in totale.
Questi i primi numeri della XII edizione del World Report Award|Documeting Humanity, il concorso indetto dal Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal prossimo 24 settembre al 23 ottobre.

La giuria composta da Chloe Coleman, photo editor al The Washington Post, Gloria Crespo MacLennan, photeditor di El Pais, Alberto Prina e Aldo Mendichi, coordinatori del Festival, ha selezionato i 70 finalisti delle varie sezioni del World Report Award, i cui vincitori assoluti verranno decretati il 30 agosto.

Il concorso si suddivide nelle categorie Master (10 finalisti), Spotlight (10 finalisti), Short Story (10 finalisti), Student (10 finalisti), Single Shot (30 finalisti). Cinque percorsi diversi, per narrazione e modalità espositiva, ma con lo stesso comune obiettivo: raccontare la società contemporanea e la sua complessità attraverso il potere della fotografia e la sensibilità dei migliori fotoreporter internazionali.

Anche in questa edizione ci sarà la presenza di FUJIFILM Italia che da anni sostiene sia la manifestazione in qualità di official partner sia il concorso World Report Award con l’intento di sostenere il diffondersi della cultura dell’immagine. FUJIFILM Italia, è da sempre in prima linea per rimarcare il valore della fotografia, per la sua capacità di raccontare la collettività e la realtà che ci circonda. Con il suo supporto, avvalora e incoraggia il grande impegno che il Festival mette ogni anno in campo per celebrare la fotografia, espressione umana necessaria.

Accanto alle mostre del World Report Award si articoleranno altri momenti importanti del Festival, con la cronaca dei fatti e le storie più rilevanti dell’ultimo anno che troverà spazio nella sezione Uno Sguardo sul Mondo; lo Spazio approfondimento, con il reportage relativo a un long term project; lo Spazio no-profit, che dà voce alle organizzazioni umanitarie e ai loro progetti.
Ma ci sarà anche spazio a incontri, workshop, letture portfolio, videoproiezioni, visite guidate, presentazioni di libri, progetti educational per gli studenti e numerosi altri eventi che indagano il rapporto tra etica, comunicazione e fotografia.

Contemporaneamente al Festival si svolgerà FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche, esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città.

Il Festival della Fotografia Etica è membro attivo di Sistema Festival Fotografia, network creato nel 2017 per volontà di cinque festival fotografici italiani – Fotografia Europea, Cortona On The Move, SI FEST Festival della Fotografia Etica e Photolux Festival – e sostenuto dal Ministero della Cultura, come piattaforma di scambio e luogo di incontro per confrontare, progettare e individuare percorsi comuni, salvaguardando l’unicità di ogni entità.

L’appuntamento quindi è al 30 agosto per scoprire i vincitori del World Report Award, e conoscere il programma definitivo che caratterizzerà l’XIII edizione di uno dei più importanti festival di fotografia europei.

Dal 24 Settembre 2022 al 23 Ottobre 2022 – LODI – sedi varie

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SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS 2022

Sony World Photography Awards 2022
Sony World Photography Awards 2022

Dal 14 settembre al 30 ottobre 2022 verranno ospitati a Milano i Sony World Photography Awards promossi da World Photography Organisation e Sony con la Main Partnership di Fondazione Fiera Milano e Fondazione Stelline. Il ricavato della Mostra sarà a favore di Fondazione Progetto Arca onlus per l’emergenza Ucraina. L’esposizione permette di ammirare le fotografie vincitrici e finaliste del concorso fotografico più eterogeneo al mondo. Quest’anno gli Awards, giunti alla quindicesima edizione, hanno ricevuto oltre 340 mila candidature provenienti da 211 territori.

Lo scorso aprile, dopo l’assegnazione dei premi, la mostra dei Sony World Photography Awards 2022 è stata ospitata presso la Somerset House di Londra. L’evento, in Italia, sarà ospitato a Milano nella prestigiosa location della Fondazione Stelline.
Tra le opere esposte si potrà ammirare il progetto Migrantes del fotografo australiano Adam Ferguson, che si è aggiudicato il titolo di Photographer of the Year, le opere di Federico Borrella, premiato con il 2° posto per la categoria Wildlife and Nature all’edizione Professional, quelle di Giacomo Orlando e Alessandro Gandolfi, che si sono aggiudicati il 3° posto rispettivamente nella categoria Ambiente e Natura Morta, oltre al progetto di Antonio Pellicano, vincitore del National Award, Rise Up Again.

“Gli scatti proposti costituiscono testimonianze preziose del nostro tempo perché racchiudono storie che non conosciamo e che meritano di essere raccontate e condivise. Siamo particolarmente orgogliosi dei riconoscimenti conquistati ogni anno, e mai come in questa edizione, dai fotografi italiani grazie al valore culturale e all’eccellenza tecnica che distinguono le loro opere. È importante sottolineare la natura internazionale del concorso, aspetto che Sony desidera valorizzare attraverso le tappe locali di un tour globale che permette a un pubblico sempre più vasto di ammirare le fotografie premiate. E ricordare che Sony World Photography Awards rappresenta solo uno dei modi, sebbene sicuramente tra i più importanti, con cui Sony si impegna a sostenere il mondo della fotografia, attraverso la continua innovazione tecnologica da un lato e un supporto fattivo al lavoro dei fotografi di ogni livello dall’altro. Il premio, infatti, rappresenta una piattaforma internazionale di grande visibilità che ci auguriamo possa aprire per vincitori e finalisti nuove opportunità di lavoro”. Federico Cappone, Country Manager di Sony in Italia.

Tutto l’incasso della biglietteria, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Fiera Milano e Fondazione Stelline, verrà totalmente devoluto a Fondazione Progetto Arca, che lo scorso 30 marzo ha avviato una collaborazione con Fondazione Fiera Milano per supportare il popolo ucraino. La collaborazione ha visto a oggi l’invio di 22 tir con a bordo oltre 170 tonnellate di materiali (alimentari, prodotti per l’igiene personale, pannolini, stoviglie monouso, coperte, sacchi a pelo e altri beni di prima necessità, oltre a giocattoli e pelouche) e la recente realizzazione di un video nel quale sei fra i più famosi comici milanesi (Giacomo Poretti, Raul Cremona, Elio, Pucci, Enrico Bertolino e Andrea Pisani) invitano a donare per il sostentamento di due mense per gli sfollati gestite dai volontari di Progetto Arca, attive rispettivamente ai confini dell’Ucraina con Polonia e Romania. Fondazione Fiera Milano, insieme al Gruppo Fiera Milano, ha messo a disposizione di questo appello risorse, relazioni e capacità logistica, in linea con la propria missione che include il sostegno ai territori e alle comunità.

“I vincitori di questa competizione raccontano le storie dell’umanità e portano fino a noi frammenti di terre vicine e lontane, riassegnando alla fotografia il suo ruolo nodale, quello che da sempre mi incanta: la sua capacità di testimoniare gli avvenimenti contemporanei e consegnarli alla futura memoria collettiva. Le vicende che emergono dagli sguardi originali dei tanti fotografi premiati, riguardano segnatamente la natura, le migrazioni, la crisi climatica, l’inclusività, le fonti energetiche, la bellezza, i giovani, la scienza… Riguardano noi, i cambiamenti che abbiamo attraversato e che ci attendono. E selezionare l’insieme della produzione 2022 nelle sue dieci categorie, mi ha rinnovato la convinzione che gli Awards siano di grande valore, proprio perché il gran numero di progetti inviati da tutto il mondo sollecitano quell’empatia tra gli individui che talvolta sembriamo dimenticare. Negli altri ci riconosciamo, ci ritroviamo, e i fotografi lo sanno”. Barbara Silbe, giornalista, co-fondatrice e direttore responsabile di EyesOpen! Magazine e curatrice della mostra.
Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca:

 “È un onore essere partner in questo importante progetto artistico che vede la sua manifestazione finale a Milano, la città in cui Progetto Arca è nata e da cui siamo partiti per ogni missione umanitaria che abbiamo affrontato in questi anni di aiuto ai più fragili. Come quella in Ucraina, iniziata il giorno dopo l’inizio della guerra. Oggi siamo ancora lì: abbiamo dispensato aiuti, alimenti e conforto alle tante famiglie che abbiamo accolto, e abbiamo costruito in tempo record mense da migliaia di pasti al giorno per gli sfollati. Questo è stato possibile in particolare grazie al sodalizio con Fondazione Fiera Milano e oggi proseguiamo accompagnati da altri sostegni concreti come questo con Sony World Photography Awards. Grazie di cuore da parte mia e di tutti gli operatori e volontari che ogni giorno sono in prima linea con il loro tempo, le loro competenze e la loro energia”.

Dal 14 Settembre 2022 al 30 Ottobre 2022 – Milano – Fondazione Stelline

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MARE OMNIS. FOTOGRAFIE DI FRANCESCO ZIZOLA

© Francesco Zizola
© Francesco Zizola

Nell’affascinante cornice del seicentesco Palazzo Borghese a Roma all’interno delle suggestive sale affrescate della galleria terrena, la Galleria del Cembalo accoglierà nuovamente i visitatori con la mostra Mare Omnis di Francesco Zizola.

La mostra presenta una raccolta di 22 fotografie di grande formato che sembrano raffigurare delle costellazioni lontanissime, ma che in realtà sono tonnare, ossia reti da pesca inserite nel grande mare Mediterraneo fotografate da un drone: reti che i tonnarotti – coloro che si occupano della mattanza – installano per catturare i tonni nella loro migrazione verso la costa.

Nelle fotografie i punti bianchi sono boe e i fili argentati sono le cime che assicurano le parti galleggianti ai fondali. Le immagini sono state tutte realizzate nel mare del Sulcis, nella Sardegna sud occidentale, presso la Tonnara di Portoscuso, che in quelle acque opera da secoli.

La mostra Mare Omnis documenta in maniera antropologica la vita vissuta in mare attraverso forme di pesca ancora manuali, locali, sostenibili, secondo tradizioni centenarie, indagando il rapporto dell’uomo con la natura e della sua influenza sul mare declinato attraverso un linguaggio visivo articolato e complesso. Costruire i propri strumenti di lavoro, gettare le reti in mare, trascorrere giorni e mesi in attesa della pesca, essere soggetti alle leggi della natura, compongono quel patrimonio di saperi legati alla prossimità con il mare e ad una vita in rapporto con esso che oggi sono sostituiti da metodi di pesca intensivi e industriali. Le immagini presentate ci restituiscono – attraverso un quadro visivo potentissimo – il sentimento di una relazione simbiotica che ricuce quella separazione tra uomo e natura adottata dalla società contemporanea: acqua che diventa paesaggio astratto, pesci colti nelle fitte reti immerse nel mare.

La scelta della stampa in bianco e nero è fatta per stimolare l’immaginazione di chi guarda verso uno spaesamento percettivo; il fotografo mette in atto un deliberato inganno semantico per deviare i sensi utilizzando la memoria istintiva. Così, le grandi reti della tonnara finiscono ad assomigliare a cose diverse; alcuni ci leggono dei dream catcher etnici, altri dei graffiti arcaici, altri ancora delle costellazioni nella notte. La serie si chiama Constellations perché alcune di queste fotografie sono espressamente organizzate per rimandare ad una visione notturna delle costellazioni, mentre in altre immagini, già dall’inquadratura, Zizola ha intravisto nelle forme di luce un quadro di Paul Klee, l’Angelus Novus.

Dal 15 Settembre 2022 al 29 Ottobre 2022 – ROMA – Galleria del Cembalo

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FESTIVAL GRENZE ARSENALI FOTOGRAFICI 2022

Sara Munari | Non ditelo a mia madre – Don’t let my mother know

Dal 1 al 26 settembre si rinnova a Verona l’appuntamento con la fotografia contemporanea. Sarà il Fake il tema protagonista della quinta edizione del Festival Grenze Arsenali Fotografici ospitato al Bastione delle Maddalene e in altre sedi della città scaligera.

La realtà non è l’opposto della finzione. Anzi.

La finzione è un ponte per comprendere la realtà. Il falso un dubbio metodico.

Dell’immagine non ci interessa l’autenticità dell’origine ma l’originalità del suo destino.

Tra gli artisti in mostra segnaliamo Joan Fontcuberta y Pilar Rosado, Sara Munari, Lina Pallotta e Thania Petersen.

Dal 01 Settembre 2022 al 26 Settembre 2022 – VERONA – sedi varie

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Stefano Guindani – Mens sana in corpore sano

Mens sana in corpore sano è il nuovo progetto fotografico di Stefano Guindani (Cremona, 1969): dal 23 settembre a dicembre 2022 nel rinnovato Leica Store Milano uomini e donne di fede immortalati in scatti che li mostrano intenti in attività sportive, seppur in abito talare.

Chi c’è davvero dietro agli uomini e alle donne di fede? Spesso siamo abituati a concepire preti, suore e frati come soggetti quasi distaccati dalla realtà; il ruolo che ricoprono ci appare talmente ingombrante da riuscire a eclissare totalmente lo spazio del singolo individuo. Certo è che si muovono in un contesto intriso di regole e norme da rispettare, nel quale tutto risulta serio e integerrimo, pronto a condannare qualsiasi tipologia di iniziativa personale.

Il lavoro Mens sana in corpore sano di Stefano Guindani si sviluppa intorno a questo interrogativo sociale ed è stato realizzato grazie a Leica SL2, fotocamera del Sistema Leica SL, il sistema mirrorless professionale di Leica realizzata per e con i fotografi, tecnologicamente avanzata e con una qualità costruttiva Made in Germany, con un concetto operativo, funzionale e intuitivo.

Le fotografie in mostra fanno leva sull’aspetto umano dei soggetti, ne dipingono una straordinaria dedizione e una predisposizione al divertimento unica, amalgamate da una dirompente vitalità.

Partendo dalle suggestioni giacomelliane di inizio anni Sessanta, il fotografo si imbarca in una missione ideologica volta a delineare un racconto visivo dei religiosi al giorno d’oggi. L’obiettivo di Guindani è riuscire a sdoganare la figura, associata a liturgie e momenti di silenzio, dei consiglieri spirituali, svincolandoli da ogni preconcetto religioso e trasportandoli sul piano universale grazie alle discipline sportive. Denis Curti

L’esposizione di Guindani è un’occasione per scoprire il nuovo concept di Leica Store Milano, a pochi passi da piazza del Duomo, vincitore del Red Dot Design Award, uno dei più prestigiosi premi internazionali per il design: non solo punto vendita, ma luogo di approfondimento per un’esperienza immersiva sulla fotografia, incontro e accoglienza, sempre con uno sguardo rivolto al futuro e con attenzione alle esigenze di clienti e appassionati.

dal 23 settembre fino a dicembre 2022 – Leica Store Milano

L’invenzione della natura”, fotografie di Marcello Bonfanti.

Alessia Paladini Gallery è lieta di presentare “L’invenzione della natura”, fotografie di Marcello Bonfanti.
In mostra, una selezione di nature morte di grande impatto, che attingono all’iconografia e alla cultura rinascimantale e secentesca, alla base del percorso formativo di Marcello Bonfanti.
Nella storia dell’arte la natura morta è un genere dedicato al mondo degli oggetti, artificiali o naturali. Accanto alla finalità decorativa, la rappresentazione delle cose, dei fiori recisi o del cibo, è spesso un invito alla riflessione, alla lettura del mondo e della vita guidata da simboli, allusioni e significati nascosti: i fiori, nel loro splendore, sono insieme simbolo della molteplicità della creazione e richiamo alla caducità delle cose. I cristalli che talvolta appaiono in queste composizioni sono simbolo per eccellenza della fragilità: delle cose, della vita, del sistema umano.
In un periodo di incertezza universale come quello che stiamo attraversando, la natura morta torna a rivestire un ruolo di grande centralità, proponendo molteplici stratificazioni di lettura e spunti per una riconsiderazione del rapporto fra uomo e natura.

“Le opere in mostra sono un mio personale atto di riconciliazione con la natura da cui sono stato separato durante i recenti periodi di isolamento forzato. Il mezzo fotografico è stato usato come strumento di appropriazione intima del soggetto. Non potendo fruire della natura, ne ho indagato alcuni aspetti trascendenti e le loro modalità di rappresentazione nella storia dell’iconografia. L’indagine copre i temi dell’impermanenza della forma legata alle continue trasformazioni chimiche, fisiche e biologiche, della
sua grazia trascendente contenuta nella geometria della struttura modellata da leggi universali e dell’esperienza metafisica che colloca il mistero della natura nel campo della ragione umana.
La narrazione ruota intorno ad una serie di still life di ispirazione fiamminga, forma iconografica che coglie le istanze di un periodo, il 600, in cui l’Europa è stata scossa da una continua mutazione degli orizzonti causata da guerre ed epidemie. L’incessante divenire viene sintetizzato da immagini di una natura imperfetta che vive la transizione dall’apice del suo splendore allo stato successivo. La staticità dell’immagine contiene l’evoluzione dinamica del soggetto. La forma muta diminuendo il suo splendore, ma la bellezza impermanente si conserva nella struttura dell’immagine. Il rigore formale della composizione è il simbolo trascendentale di un’ordine superiore al quale questa trasformazione appartiene. Le immagini, nel raccontare il processo del divenire della forma, sono al tempo stesso una riflessione sull’esistere ed un riflesso dell’esistente.
Il gesto fotografico è solo l’ultimo atto di appropriazione del soggetto, quello che consegna allo spettatore anche gli atti di ricerca degli elementi naturali raccolti durante ricognizioni in ambienti familiari che hanno segnato la mia estetica e l’atto di costruzione della scena che conferisce a questi elementi i significati simbolici.”

Dal 15 settembre al 31 ottobre – Alessia Paladini Gallery – Milano

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NOMADELFIA. Un’oasi di fraternità

Enrico Genovesi<br>Nomadelfia
Enrico Genovesi, Nomadelfia, 2018

A seguito della pubblicazione dell’omonimo libro, in settembre è in programma un grande evento che presenterà la mostra di Enrico Genovesi “Nomadelfia. Un’oasi di fraternità” curata da Giovanna Calvenzi, nell’ex campo di concentramento di Fossoli, luogo suggestivo e fortemente simbolico dove la comunità nel 1948 si è costituita.
La mostra è inoltre parte integrante di festivalfilosofia quest’anno caratterizzato dal tema “giustizia”

Una mostra attraverso la quale si potrà ripercorrere l’esperienza di Nomadelfia nata proprio al Campo di Fossoli e ancora attiva a Grosseto e il suo esperimento utopico di fondare una città dove la fratellanza è legge, nell’Europa devastata dalla guerra e divisa dalla guerra fredda. Una proposta di giustizia sociale, come realizzazione della giustizia in terra.

Dal 16 settembre al 23 ottobre 2022 – Campo di Fossoli – Baracca recuperata – Carpi

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Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975

La mostra Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975curata da Raffaella Perna e Monica Poggi, e realizzata grazie alla collaborazione con l’Archivio Ketty La Rocca, e con il contributo della Galleria Frittelli di Firenzeesplora per la prima volta il rapporto tra Ketty La Rocca (La Spezia 1938 – Firenze 1976) e la fotografia, al fine di porre in evidenza il ruolo cruciale che questo medium ha avuto nel suo modo di rappresentare il corpo e la gestualità e nel documentare la sua attività performativa. Fin dai suoi primi lavori, l’artista utilizza infatti la fotografia sotto forma di collage verbo-visivi, componendo immagini e scritte tratte dai rotocalchi e dalle riviste in circolazione, ma è la pubblicazione del libro fotografico In principio erat nel 1971 a segnare una svolta importante nel percorso dell’artista, che inizia a farsi ritrarre mentre compie gesti con le mani, concentrandosi sulla relazione tra fotografia, corpo e linguaggio verbale. Da quel momento la sua ricerca e il suo orizzonte di riferimenti culturali si allargano e l’attenzione per la comunicazione di massa che aveva contrassegnato la prima fase del suo lavoro, legato all’attività con il Gruppo 70, s’indirizza verso forme espressive primigenie fondate sul corpo, con un’apertura significativa agli studi di antropologia, alla storia delle culture preistoriche e dei rituali extra-europei.

Fra le tematiche da lei trattate, emergono in maniera significativa il ruolo della donna all’interno della comunicazione di massa e un’esplicita critica al capitalismo e all’influenza che la Chiesa ha all’interno della società moderna. Agli immaginari stereotipati dell’editoria femminile che avevano contraddistinto le sue prime ricerche, La Rocca aggiunge al suo repertorio anche immagini storiche, come quelle tratte dagli archivi Alinari, o scientifiche, come nel caso delle Craniologie, dove impiega le radiografie del cranio, sovrapposte a fotografie delle mani o frasi scritte a mano. In questa fase la fotografia assume per lei un ruolo centrale, che la mostra documenta attraverso una selezione di oltre cinquanta opere, datate tra il 1967 e il 1975, che comprendono immagini delle sue performance, opere con i gesti delle mani e le espressioni facciali legate agli studi sulla fisiognomica, lavori realizzati con la macchina xerox, sino alle serie delle già ricordate Craniologie e delle Riduzioni, in cui La Rocca riconduce la fotografia sotto il dominio della soggettività attraverso l’impiego della grafia manuale.

14 luglio – 02 ottobre 2022 – CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – Torino

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FESTIVAL DI FOTOGRAFIA A CAPRI – VISIONE MEDITERRANEA

Claudia Vanacore, L'intervallo
Claudia Vanacore, L’intervallo

La quattordicesima edizione del Festival, intitolata Visione Mediterranea, rinnova la sua volontà di contribuire, per mezzo di una precisa fusione tra medium espressivi e approcci differenti, a rivitalizzare la percezione iconografica del panorama caprese. Dando quindi la parola a fotografi nazionali e internazionali con oltre 60 immagini che, con le loro personali visioni artistiche, compongono una rassegna in bilico tra spazio e tempo. Si tratta di una scelta essenziale per riuscire a esprimere la quintessenza di Capri e, conseguentemente, restituirne un’immagine travolgente, svincolata da ogni stereotipo.

Davide Esposito, Sogno di un’ombra
L’enigma dell’identità è un concetto complesso, ricco di infinite sfaccettature, che da sempre affligge l’animo umano. L’uomo contemporaneo è vittima di un meccanismo subdolo, provocato dallo smarrimento interiore e dalla conseguente perdita di ogni certezza. È proprio in questo contesto che si anima il progetto di Davide Esposito. Sogno di un’ombra nasce da una dolorosa urgenza di stampo nietzschiano: è un racconto profondo, capace di delineare un sincero percorso di presa di coscienza personale, scevro da ogni velleità meschina e proteso verso una liberazione totalizzante.
Con uno sguardo dolcemente malinconico, Esposito delinea la figura di un’isola immaginaria, materna ma anche matrigna, accogliente e allo stesso tempo spietata. È una partita che si gioca nell’oscurità di una notte invernale, dove l’aspra natura di una Capri deserta, dominata dal silenzio e scalfita dal vento, attiva una riflessione tra reale e illusorio. L’uso del bianco e nero, dominato da luci quasi accecanti e ombre dense come il petrolio, ci trasporta in un viaggio dal sapore onirico, parlandoci dell’infinità dei sentimenti, perennemente in contrasto tra loro. L’aura di queste immagini richiama l’atmosfera di Breathing in / Breathing out, performance di Marina Abramovic e ULAY: ci sono un uomo e una donna, le cui bocche sono fuse in un bacio fatale.

Claudia Vanacore, L’Intervallo
In un mondo dominato dai social network, dove il confine tra verità e finzione è sempre più sottile, lontano anni luce dalla realtà, dove tutto si muove a grande velocità e “il popolare” sembra aver preso il posto della spensieratezza, l’immaginario collettivo sembra scontrarsi con l’interpretazione personale e il concetto di stereotipo appare in perenne conflitto con la concretezza. Claudia Vanacore utilizza la sua macchina fotografica come una lente di ingrandimento, capace di scorporare i dettami contemporanei e sviscerare i fatti salienti della nostra società. Il suo progetto L’intervallo ci invita a prendere una pausa dal costante bombardamento di informazioni e dal nostro perenne progredire verso un obiettivo indefinito. Le immagini che ci propone vogliono raccontare una Capri insolita, avvolta in una dimensione agli antipodi rispetto al suo comune concetto di località esclusiva, lussuosa, da sempre popolata dai divi del cinema e scenario di pubblicità equivoche, che sembrano vendere un ideale impossibile, piuttosto che un semplice prodotto. Con il suo occhio indagatore, Claudia sbircia oltre la coltre dorata di questo luogo e ci racconta le emozioni di un’estate italiana dal sapore neorealista. Le sue fotografie sembrano congelare il tempo, ci danno l’occasione di odorare il momento, assaporandone ogni istante. Come negli scatti poetici di Imogen Cunningham, la luce quasi crepuscolare disegna silhouettes dinamiche e corpi semplicemente reali, esaltando la meraviglia umana.

Simone Malgrati, Raccolta fotografica N°1, Capri, Italia
La dimensione del viaggio rientra tra gli aspetti più poetici della nostra esistenza. Come ci ricorda Bruce Chatwin: «Viaggiare non soltanto allarga la mente, le dà forma». Lo scrittore parla di un sano nomadismo, inteso come atto di fede nei confronti dell’ignoto e propenso ad aprirsi all’altro senza pregiudizio. L’artista, con un taglio cinematografico dal sapore vintage, ci restituisce la visione di una Capri unica, immersa in un’atmosfera di perenne attesa, in bilico tra quiete e malinconia. La grammatica dei suoi scatti ci ricorda inevitabilmente la magnifica contemplazione del mondo di Luigi Ghirri. Simone, come lui, si lascia guidare dalle emozioni e dall’istinto, senza tralasciare l’importanza di una composizione visiva curata ed elegante. La grana di queste immagini modella i soggetti come se fossero statue, ne esalta i contorni e le infinte sfumature pastello. La luce penetra nelle viscere di ogni dettaglio, offrendoci uno sguardo quasi pittorico su paesaggi che sembrano essere fuoriusciti dal pennello di Edward Hopper.

Dal 27 Agosto 2022 al 30 Ottobre 2022 – CAPRI – Certosa di San Giacomo

WILLIAM P. GOTTLIEB – A JAZZ STORY

Ritratto di Billie Holiday, Downbeat, New York, N.Y., ca. febbraio 1947
© Courtesy William P. Gottlieb / Library of Congress

In anteprima assoluta per l’Italia, una mostra per ricordare il giornalista e fotografo americano, scomparso nel 2006 e praticamente sconosciuto nel nostro paese ma celebre in America per i suoi scatti della scena musicale di Washington e soprattutto di New York negli anni ’40 del Novecento, la cosiddetta “Golden Age of Jazz” (l’età dell’oro del jazz). Molte delle sue immagini, forse le più riprodotte nella storia della fotografia americana, sono diventate delle vere e proprie icone della musica jazz divenendo i soggetti di poster distribuiti in tutto il mondo. In mostra i ritratti di Louis Armstrong, Billy Holiday, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Miles Davis, Thelonious Monk, Frank Sinatra, Cab Calloway e moltissimi altri cantanti e musicisti che hanno fatto la storia e la cultura del jazz. L’esposizione fa parte del progetto History & Photography (www.history-and-photography.com), che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando e rendendo fruibili al grande pubblico e alle scuole e università gli archivi storico fotografici italiani e internazionali, pubblici e privati. L’esposizione è visibile anche via internet in slideshow manuale grazie alle innovative proposte digitali di History & Photography.

In programma fino al 3 dicembre 2022, curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose per il progetto History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia, la mostra si compone di 60 immagini stampate (riproduzioni digitali da stampe d’epoca e negativi) scattate da Gottlieb tra il 1938 e il 1948, durante la cosiddetta “Golden Age of Jazz” (l’età d’oro del jazz), quando lo swing raggiunse il suo apice e si sviluppò il jazz moderno. A inviare Gottlieb nei principali locali jazz di Washington e soprattutto di New York City erano la prestigiosa testata Washington Post e le riviste specializzate Downbeat e Record Changer.

Abile artigiano, fotografo autodidatta, nei suoi reportage giornalistici e fotografici ha intervistato e ritratto i principali musicisti del jazz dell’epoca tra cui Louis Armstrong, Billy Holiday, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Miles Davis, Thelonious Monk, Frank Sinatra, Cab Calloway e moltissimi altri cantanti e musicisti che hanno fatto la storia e la cultura del jazz. La collezione è considerata dalla critica un importante e insostituibile contributo alla documentazione della cultura americana in un periodo in cui la musica jazz raggiungeva il suo massimo livello di popolarità e diventava un carattere essenziale e riconosciuto anche all’estero della società statunitense.

Le sue immagini di cantanti e musicisti jazz sono forse le più riprodotte nella storia della fotografia americana. A risultare vincente nei suoi articoli e poi, in particolare, nei suoi scatti la capacità di catturare le personalità dei musicisti con estrema sensibilità e senso della narrazione, non solo sul palco ma anche una volta smessi i panni delle star mentre sono nei camerini, in strada o durante le sessioni di prova. A fare da sfondo una New York notturna e suggestiva, spesso fotografata a colori, un soluzione inedita per un’epoca in cui la fotografia non in bianco e nero era tecnicamente ancora all’inizio e pochissimo diffusa sia a livello professionale che amatoriale.

dal 17 settembre al 3 dicembre 2022 – La casa di vetro – MILANO

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Corsi di fotografia in partenza a settembre da Musa fotografia

 Ciao a tutti, come state?A settembre partono tanti corsi di Musa fotografia, vai al sito e scopri tutte le info. Sara 
 Vai al sito 
CORSI A SETTEMBRE
 CORSO ANNUALE FULL FOTOGRAFIAData partenza 29 settembre 2022 – Musa fotografia, Via Mentana, 6 MonzaIl corso annuale di fotografia è studiato per chi vuole avvicinarsi alla fotografia e vorrebbe raggiungere una preparazione generale nei settori e generi più importanti di questo linguaggio. Il corso parte da zero dando anche un’importante base legata all’utilizzo della macchina fotografica. Il corso dà l’opportunità di raggiungere una buona preparazione sia teorica che pratica, relativamente a tecnica e linguaggio fotografico, fino alla capacità di strutturare e costruire un progetto personale in autonomia, in diversi generi fotografici. I temi affrontati riguardano, il linguaggio, lo stile, il racconto fotografico, il reportage, il ritratto, l’autoritratto, il paesaggio e la street photography. Il corso insegna, oltre a capire i generi e i linguaggi per cui si è maggiormente predisposti, a sapersi muovere come autori nel mondo della fotografia. Tutte le lezioni sono serali o nei week-end. è prevista una prova finale con presentazione dei progetti svoltiPROGRAMMA
Questo percorso è composto di più corsi singoli ordinati con logica di crescita fotografica.

MATERIE DEL CORSO FULL:
Corso base di fotografia
Corso avanzato di fotografia
Photoediting funzionale
Il linguaggio fotografico
Viaggio nella fotografia contemporanea
Lo stile fotografico
Il racconto fotografico
Reportage documentario
Paesaggio fotografico
Ritratto fotografico
Autoritratto
Farsi strada come autori
Creator per Instagram
Costruire un libro fotografico
Street photography 
 ISCRIVITI 
 PERCORSO LINGUAGGIO FOTOGRAFICO FULL ONLINE Data partenza 29 settembre 2022 – Musa fotografia, Via Mentana, 6 MonzaQuesto percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita consapevole, le lezioni partiranno da un livello base per poi arrivare ai metodi di costruzione di una storia fotografica personale, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per poter poi sfruttare il metodo, nell’utilizzo delle proprie fotografie. Il percorso sta alla base delle necessità che dovrebbe avere un fotografo in termini di consapevolezza legata all’utilizzo del mezzo fotografico. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico, partendo dal singolo scatto, fino alla costruzione della sequenza narrativa. La parte relativa alla fotografia contemporanea permetterà ai partecipanti di rendersi conto di quale sia la situazione relativa ai nuovi linguaggi del mezzo fotografico, per ispirarsi e essere più consapevoli.Questo percorso è composto di più corsi singoli ordinati con logica di crescita fotografica:Linguaggio fotograficoTrovare il proprio stileRacconto fotografico Viaggio nella fotografia contemporanea Il corso prevede lezioni online con Sara Munari, fotografa con riconoscimenti a livello internazionale, docente di storia della fotografia e linguaggio fotografico, scrittrice di libri e manuali sull’utilizzo della fotografia.  
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