I premi fotografici di febbraio

FINE ART PHOTOGRAPHY AWARDS 2020

Questo concorso si rivolge a individui attivamente in sintonia con le sperimentazioni e le nuove tendenze dell’arte. La fotografia di belle arti si diletta nel fornire una strada alle anime di talento per brandire l’eccentricità, la varietà, la bellezza e persino la bruttezza del mondo dalla lente dell’artista. E sì, puoi farlo a modo tuo! Goditi la folle bella fusione di semplicità e complessità del mondo con noi!
Il premio Fine Art Photography Awards è composto da 20 categorie suddivise per livello professionale e amatoriale: Competenza, Architettura, Paesaggio urbano, Concettuale, Moda, Arte, Paesaggio, Natura, Fotografia notturna, Nudi, Tema aperto, Panoramico, Persone, Fotogiornalismo, Ritratto, Vista sul mare, Fotografia di strada, Viaggi, Fauna e animali.
Deadline: 9 February 2020
Website: https://fineartphotoawards.com

PREMIO ARTISTICO MENOTRENTA EDIZIONE 2020

Il Bando si inserisce nel progetto artistico, culturale e formativo di
INDIFESA/MENOTRENTA 2020 – Libera è
“C’è un momento che devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé…”
Queste parole di Marilyn Monroe ci sembrano opportune per presentare il tema dell’edizione 2020 della mostra premio Menotrenta, centrata sul concetto di “Libertà”. Cosa vuol dire per una ragazza essere libera oggi? Con quali contesti culturali si deve confrontare per esserlo? Quali sono gli stereotipi che deve abbattere? Come può, una bambina, sentire di sentirsi libera?
INDIFESA/MENOTRENTA 2020 – Libera è, è il progetto che Terre des Hommes, organizzazione che dal 1960 opera per i diritti dei minori e Le Belle Arti APS presentano quest’anno ai giovani fotografi, chiedendo loro di rispondere a queste domande, indagando sul tema attraverso l’immagine fotografica. Tra i vari modi in cui si può affrontare il tema della violenza e della discriminazione di genere, la campagna Libera è, è incentrata sul rappresentare bambine, ragazze e donne che abbattono stereotipi e costrizioni culturali, libere da violenze e discriminazioni, libere di essere chiunque vogliano.
La mostra Menotrenta si inserisce all’interno del più ampio progetto “Indifesa – Arte e cultura contro la violenza di genere”, giunto alla sua seconda edizione.
La proposta è indirizzata ai giovani artisti (limite di partecipazione ai nati entro il dicembre 1990) e in particolare alle Istituzioni dell’Alta Formazione, Accademia di Belle Arti di Brera, Nuova Accademia di Belle Arti, Istituto Europeo di Design, Istituto Italiano di Fotografia, Accademia del Teatro alla Scala, John Kaverdash Accademia di Fotografia, Bottega Immagine, Licei Artistici e Istituti Tecnici e direttamente a giovani fotografi in attività, per l’ideazione e la produzione di opere riferite alle tematiche presentate, che saranno oggetto di premio e di esposizione nei mesi di febbraio e marzo 2020 presso la Fabbrica del Vapore di Milano.
Il primo classificato potrà esporre i suoi lavori con una personale presso gli spazi di Atelier della Fotografia del Progetto Artepassante – stazione P.ta Venezia del Passante Ferroviario, in occasione della quindicesima edizione di PhotoFestival (16 aprile-30 giugno 2020).

Deadline: 7 Febbraio 2020
Website: https://www.artepassante.it/progetti/premio-artistico-menotrenta-edizione-2020/

ZEISS PHOTOGRAPHY AWARD 2020

Lo ZEISS Photography Award cerca di celebrare quei fotografi che spingono i confini creativi del mezzo dimostrando una forte narrazione visiva. Per il 2020 ZEISS Photography Award ai fotografi viene chiesto di rispondere al tema “Seeing Beyond – Discoveries”. Nel corso del tempo la razza umana è stata spinta a fare scoperte. Questa potrebbe essere una rivelazione personale, una svolta scientifica e tecnologica o un’idea che ha portato al cambiamento sociale – un nuovo modo di pensare che ha rivoluzionato la nostra vita quotidiana. Fin dall’inizio della fotografia, molti grandi individui hanno visto la macchina fotografica come uno strumento per esplorare e mettere in discussione il mondo e hanno usato il potere dell’immagine per far luce su qualcosa di nuovo. Epifanie, invenzioni e trasformazioni dal conosciuto allo sconosciuto, vogliamo vedere qualcosa di nuovo. Le osservazioni che esplorano il paesaggio, gli esseri umani, la scienza, i cambiamenti politici o economici, o anche qualcosa di più concettuale, sono tutte benvenute. Tutte le risposte creative sono incoraggiate, i contributi devono esplorare attivamente l’argomento del brief.

Deadline: 4 February 2020
Entry fee: Free
Website: https://www.zeiss.com/camera-lenses/int/photography/website/photographyaward.html

PINK LADY® FOOD PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2020

DOPO UN ANNO DI SUCCESSO, IL PREMIO PIÙ IMPORTANTE AL MONDO PER LA FOTOGRAFIA E IL FILM DI CIBO, PINK LADY® FOOD PHOTOGRAPHER OF THE YEAR, APRE LE ISCRIZIONI PER IL 2020!
Con più entrate che mai e da 77 paesi nell’ultimo anno, Pink Lady® Food Photographer of the Year cerca i migliori cortometraggi fotografici e cinematografici che mostrano cibo in ogni ambiente nelle culture di tutto il mondo. Scatti mozzafiato di cucina, raccolta, agricoltura, alimentazione, festeggiamento e talvolta solo sopravvivenza: queste immagini e film devono raccontare storie in cui il cibo è l’elemento centrale, che si muovono, deliziano, informano e intrattengono.

Deadline: 9 February 2020
Entry fee: Costing just £50GBP a year and including 5 FREE ENTRIES, worth £30 alone
Website: https://www.pinkladyfoodphotographeroftheyear.com

2019 ACCENTI MAGAZINE PHOTO CONTEST

Accenti: la rivista con un accento italiano chiede foto e storie: il primo premio è di $ 1000 e pubblicazione.
Le candidature devono “catturare un momento italiano” in qualsiasi parte del mondo, ma per il resto possono riguardare chiunque e qualsiasi cosa.
Questo concorso è aperto a fotografi di tutto il mondo: professionisti, dilettanti e studenti. Sono gradite più voci.
Deadline: 3 February 2020
Entry fee: $20.00
Website: https://accenti.ca/photo-contest/rules/

GETXOPHOTO OPEN CALL 2020


GETXOPHOTO invita artisti visivi di tutto il mondo a condividere la loro visione sul tema proposto per la quattordicesima edizione: To The Streets!
La strada ha assunto un ruolo fondamentale nella società globale contemporanea. Lo spazio pubblico, sia fisico che online, vive in costante resistenza alla sua privatizzazione e omogeneizzazione, cercando di mantenere un posto dove incontrarsi, giocare, proporre, protestare e discutere idee che rispondano alle molteplici sfide e preoccupazioni che affrontiamo oggi. Le comunità sfollate da questioni chiave come le conseguenze dell’emergenza climatica, i conflitti politici locali e globali, le crisi economiche e le lotte di identità coincidono nello spazio pubblico. Allo stesso tempo, le strade sono rivendicate come il luogo essenziale per generare nuove relazioni e provocare nuove possibilità culturali e sociali.
Vogliamo esplorare lo spazio pubblico online e fisico come un luogo di protesta aggiornato, come un’area da recuperare da parte degli emarginati, come luogo di incontro e riconoscimento reciproco e come campo di sperimentazione, gioco e celebrazione.
Deadline: 16 February 2020
Entry fee: 20€ per project
Website: https://contests.picter.com/getxophoto-open-call-2020

WORLD WATER DAY PHOTO CONTEST 2020


Il Lions Club di Seregno Aid 108 IB1 con sede a Seregno (MB) in collaborazione con UN Water (Coordinamento del lavoro delle Nazioni Unite su acqua e servizi igienico-sanitari), insieme a Lions Acqua per la vita Onlus e Lions Club MD108 Italia, patrocinio della Comunità europea, i Comuni di Monza, Seregno, Barlassina, Seveso, Meda e Carate B.za in occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 2020 stanno organizzando la quarta edizione del “Concorso fotografico della Giornata mondiale dell’acqua” per attirare l’attenzione pubblica sul tema critico dell’acqua ai nostri tempi, con particolare attenzione all’accesso all’acqua buona. I proventi del concorso verranno utilizzati per fornire sistemi di depurazione delle acque alle comunità bisognose di “acqua per la vita”.
Deadline: 17 February 2020
Entry fee: 10 euros
Website: http://worldwaterday.it/en/

MAGICAL NATURE – NATURE PHOTOGRAPHY OF THE YEAR


ll concorso “Magical Nature” è ospitato dall’Associazione dei fotografi naturalistici sloveni (ZNFS). Il concorso è aperto a fotografi dilettanti e professionisti di tutto il mondo. I membri della giuria, i membri del gruppo di gestione della competizione e i loro parenti più vicini non possono partecipare. Ogni partecipante può inviare fino a 20 fotografie digitali. Possono essere distribuiti a suo piacimento, ma non più di 4 in ciascuna categoria. La stessa immagine non può essere inviata a più di una categoria. Le fotografie inviate al concorso negli anni precedenti, indipendentemente dal fatto che siano state selezionate o meno, saranno squalificate.
Deadline: 17 February 2020
Entry fee: 30€
Website: http://photonature.si/contest.html

2020 ANDREI STENIN INTERNATIONAL PRESS PHOTO CONTEST

L’Andrei Stenin International Press Photo Contest è stato istituito il 22 dicembre 2014 da Rossiya Segodnya con il patrocinio della Commissione della Federazione Russa per l’UNESCO. Il concorso Stenin è l’unica competizione in Russia che scopre nuovi nomi nel fotogiornalismo internazionale e sviluppa standard di qualità per la fotografia documentaria. Il concorso ha lo scopo di supportare i giovani giornalisti fotografici dai 18 ai 33 anni nella loro ricerca della massima professionalità.
Il concorso è stato lanciato in memoria del fotoreporter Rossiya Segodnya Andrei Stenin, che è morto nell’Ucraina sud-orientale nell’agosto 2014. Ha ricevuto l’Ordine del Coraggio della Federazione Russa (postumo), e Rossiya Segodnya ha deciso di organizzare un concorso nel suo onore.
Il concorso offre ai giovani giornalisti fotografici l’opportunità di far conoscere le loro preoccupazioni. I temi principali del concorso includono sfide umanitarie globali, identità nazionale, uguaglianza sociale e ambiente.
Deadline: 29 February 2020
Entry fee: Free
Website: https://stenincontest.com

ALTERNATIVE PROCESSES

Gli Head On Photo Awards rappresentano una selezione globale del miglior lavoro di fotografi emergenti e affermati in tre categorie; Ritratto, paesaggio e studente.
Head On Photo Festival, uno dei festival fotografici più prestigiosi del mondo, chiede ai fotografi di inviare lavori al Head On Photo Awards 2020.
I premi Head On Portrait e Landscape sono aperti a livello internazionale a fotografi professionisti, emergenti ed entusiasti dagli stili classici a quelli contemporanei e il premio Head On Student Award è aperto ai giovani fotografi australiani (anni di scuola K-12).
Il nostro giudizio anonimo garantisce che ogni opera sia selezionata esclusivamente in base al merito piuttosto che alla celebrità del fotografo.
Vincitori e finalisti ricevono un’eccellente visibilità attraverso un’ampia copertura mediatica. Oltre 2000 persone hanno partecipato al lancio del Head On Photo Festival nel 2019, dove i vincitori dei Head On Photo Awards sono stati annunciati dal Ministro delle Arti.
Le mostre degli Head On Photo Awards ricevono ampie visite in due sedi di Sydney; Head On Photo Festival Hub e Paddington Reservoir Gardens.
Deadline: 16 February 2020
Website: http://www.headon.com.au/awards

DODHO CALL FOR ENTRIES #11
Per la sua undicesima edizione, Dodho Magazine sta cercando 6 fotografi in tutto il mondo da presentare nella sua nuova edizione cartacea. Tutto quello che devi fare è compilare il modulo di registrazione e caricare il tuo progetto o le tue immagini
Invia le tue immagini e i tuoi progetti più straordinari e partecipa a questa nuova edizione che verrà presentata il prossimo marzo. Continua a leggere per avere un’idea più chiara dei vantaggi che la pubblicazione del tuo lavoro può apportare nella nostra edizione cartacea.
Deadline: 29 February 2020
website: https://www.dodho.com/call-for-entries/

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ll Circolo Fotografico Morciano di Romagna con il Patrocinio
FIAF,n.2020/H2 – del Comune di Morciano e della Provincia di
Rimini, organizza il 25° Concorso Fotografico Nazionale per
immagini proiettate (digitali o digitalizzate) con i seguenti temi:
• Tema Libero: – LB – max 4 foto bn/colore
• Tema Fisso: – VR – Foto in strada -max 4 foto bn/colore.
• Tema Fisso: – TR – Viaggi – max 4 foto bn/color
La partecipazione è aperta a tutti i fotografi residenti in Italia,
a San Marino e Città del Vaticano, iscritti alla FIAF oppure no,
senza distinzione fra dilettanti e professionisti.
I formati dei file dovranno essere in JPG , profilo sRGB e il lato
maggiore di 2500 pixel, risoluzione max 300 dpi.
I file dovranno essere così nominati: Cognome e nome
dell’autore n. tessera Fiaf, se non iscritto Fiaf inserire 6 zeri,
titolo dell’opera comprensivo dell’anno di prima ammissione in
concorsi patrocinati, se inedita o mai ammessa scrivere 2020.
Esempio file n.1 della sezione LB tema libero, autore Rossi Carlo,
tessera Fiaf 12345, titolo Nel cielo ammessa la prima volta
nel 2018 sarà: Rossi Carlo 012345-Nel cielo-2018 LB1. Se mai
ammessa o inedita, Rossi Carlo 012345 Nel cielo 2020. Se non
iscritto Fiaf -Rossi Carlo-000000-Nel cielo 2018 o 2020 -LB1. Per
tema libero LB ,tema Foto in strada VR, tema viaggi TR
Le foto possono essere inviate per posta su supporto digitale
CD o DVD all’indirizzo: Circolo Fotografico Morciano presso Pari
Giancarlo, Via dei Platani 9, 47833 Morciano di R. (RN). La quota
di partecipazione potrà essere inserita in contante o assegno
intestato a Circolo fotografico Morciano di R., inserito all’interno
della busta contenente il cd. I cd non saranno restituiti.
La quota di partecipazione per tutte le sezioni è di 13,00€ e di
11,00€ per i soci FIAF.
In alternativa le foto, assieme alla scheda di partecipazione
scansionata e ricevuta del versamento, possono essere
inviate online tramite posta elettronica all’indirizzo
circolofotograficomorciano@gmail.com oppure utilizzando
il sito WeTransfer con medesima email di destinazione. Per
l’invio online la quota di partecipazione può essere inviata con
bonifico intestato a Circolo fotografico Morciano -IBAN
IT 59 S 057 9267 930C C081 0010 591- Banca Popolare Valconca

  • Causale: partecipazione 25° Concorso fotografico nazionale
    Morciano – nome e cognome. Oppre si può caricare la carta
    poste pay n.5333171029635337 in questo caso richiedere il
    codice fiscale alla email di riferimento. Oppure PayPal con email
    di riferimento, giancarlopari50@gmail.com

N.B.: Vi ricordiamo come sempre di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori di traduzione e trascrizione dei contenuti.

Provateci e in bocca al lupo !

Annalisa Melas

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Storia di una fotografia: la multa per il bikini.

Il nome “bikini” è stato coniato nel 1946 dal francese Louis Réard, il designer del bikini. Chiamò il costume da bagno come l’atolli Bikini, dove si stavano svolgendo i test per la bomba atomica.

La multa, su una spiaggia italiana, nel 1957, per aver indossato un bikini.

Réard avrebbe descritto il bikini come un “costume da bagno di due pezzi che rivela tutto ciò che riguarda una ragazza, tranne il nome da nubile di sua madre”. La rivista di moda Modern Girl Magazine del 1957 affermò che “non è necessario sprecare parole sul cosiddetto bikini poiché è inconcepibile che qualsiasi ragazza dotata di decenza indosserebbe mai una cosa del genere”.

Il bikini fu bandito dalle spiagge e dai luoghi pubblici della costa atlantica francese, dalla Spagna, dall’Italia, dal Portogallo e dall’Australia, e fu proibito o comunque non incoraggiato in numerosi stati degli Stati Uniti. Il Vaticano lo ha, al tempo, dichiarato peccaminoso.

Attrici e modelle popolari, su entrambe le sponde dell’Atlantico, hanno avuto un ruolo importante nel portare il bikini nell’uso comune. Durante gli anni ’50, star di Hollywood come Ava Gardner, Rita Hayworth, Lana Turner, Elizabeth Taylor, Tina Louise, Marilyn Monroe, Esther Williams e Betty Grable hanno approfittato della pubblicità associata al bikini, sfruttandone le possibilità. Alla fine del secolo, il bikini era già popolare in tutto il mondo. Secondo lo storico di moda francese, Olivier Saillard, ciò era consegueza di una sorta di presa di “potere delle donne e non della moda”. “L’emancipazione dei costumi da bagno è sempre stata collegata all’emancipazione delle donne”.

Strano da pensare, ma un sondaggio più recente, indica che l’85% di tutti i bikini non toccheranno mai l’acqua…

Pia Parolin, una nostra lettrice, aggiunge dopo ricerche relative a questo scatto, la parte che segue!

Lo scatto é tratto dall’archivio ‘Ullstein Bild’ dell’agenzia Akg Images – ed é stato pubblicato nell’agosto 2016 dal New York Times.

Google: “L’archivio è tedesco, il che fa ‘sospettare’ che la bella multata venisse dalla Germania. «Il poliziotto nella foto – è l’attacco del pezzo del New York Times, firmato da Alissa J. Rubin”
“Giallo sulla foto del New York Times”

Da Rare historical photos

Ciao Sara

Richard Avedon, i documentari interessanti!

Questo documentario racconta la storia di R.Avedon. Con una miscela di informazioni biografiche, sul suo lavoro e il suo sentire fotografico, il film racconta la sua storia con punti salienti che includono la sua descrizione di come ha convinto l’adolescente Natassja Kinski a posare nuda con un grande pitone che strisciava sul suo corpo e il suo ricordo della notte in cui Marilyn Monroe ballò per ore, per lui, mentre la fotografava.

Questi film sono pubblicati con l’intenzione di condividere, ispirare e informare. Non vogliono violare copyright e diritti d’autore.

Qui sotto un’intervista, interessante!

Qui l’approfondimento su una fotografia sua, tra le più famose del 1955,

” Dovima with Elephants “

Uno degli scatti di: Dovima e gli elefanti
Parigi, Agosto 1955; fotografia Avedon R.

Biografia • Occhio all’obiettivo
Celebre fotografo noto in tutto il mondo per le sue foto particolarmente elaborate, Richard Avedon è nato il 15 maggio 1923 a New York. Scapestrato e sempre in cerca di forti emozioni, nel 1942 abbandona gli studi, per lui noiosi, per arruolarsi come fotografo nella Marina Militare dove ha modo di girare per il mondo e di fare varie esperienze nelle situazioni più difficili.

Profondamente colpito dalle foto dell’allora celebre Mukancsi, al suo ritorno in America si dà da fare per affinare le sue competenze tecniche. Dopo la dura ma fruttuosa gavetta dell’esercito, alla fine della seconda guerra mondiale diventa fotografo professionista. Finalmente sale il suo primo gradino professionale: riesce a diventare aiuto fotografo in uno studio privato per poi collaborare anche ad una rivista, “The Elm”.

Negli anni ’40 segue un corso alla New School for Social Research tenuto da Alexy Brodovitch, direttore di Harper’s Bazaar. In seguito viene a far parte del gruppo stabile di Bazaar, grazie all’ammirazione che Brodovitch ha sviluppato per lui. Quest’ultimo rappresenta senz’altro una figura di rilievo per il fotografo, come è ben visibile fra l’altro sfogliando il primo libro pubblicitario di Avedon “Observation” (un volume in cui univa le sue immagini al commento di Truman Capote), pubblicato nel 1959 e dedicato al suo mai dimenticato pigmalione.

PUBBLICITÀ

Nel 1961 Richard Avedon diviene direttore artistico di Bazaar. Marvin Israel è un’altra figura importante per lui nella realizzazione del secondo libro, “Nothing Personal” (sue fotografie con testo di James Baldwin), pubblicato nel 1963 dopo aver visitato gli stati del sud: vi emerge l’attenzione per i diritti civili e la presa di posizione politica ed etica, con tendenza a strutturare ogni lavoro come fosse una storia.

Dall’incontro con la letteratura, proficuo e duraturo, sarebbe scaturito anche il volume “Portraits Photographs” con introduzione di Harold Rosenberg.

Il 22 novembre 1963 realizza in Times Square una serie di foto a persone che mostrano il giornale che parla dell’assassinio di Kennedy. Nel 1965 passa da Bazaar a Vogue.

Nei primi anni ’70, con Arbus, pubblica un libro su “Alice nel paese delle meraviglie”, nel quale, come in un lavoro dello studio di Andy Warhol, le fotografie hanno un aspetto teatrale per la sequenzialità e la gestualità studiata dei personaggi fotografati. Dal 1979 al 1985 esegue numerosi ritratti di vagabondi e disadattati nel West americano che vengono definiti offensivi per gli abitanti di quelle regioni.

Nel capodanno del 1989 Avedon si reca a Berlino vicino alla Porta di Brandeburgo in occasione della caduta del muro, mostrando ancora una volta che il suo lavoro non è solo rivolto alla moda – per cui è giustamente famoso – ma rappresenta uno strumento sensibile anche per capire mutamenti politici, risvolti psicologici o filosofici. Anche se va sottolineato come Avedon, da intellettuale della fotografia qual è, ha sempre sottolineato il ruolo di elaborazione che svolge il fare stesso della fotografia, un luogo che non rappresenta mai la “verità”. Le sue stesse fotografie sono un mirabile risultato di pensiero ed elaborazione e quasi mai si affidano al caso.

Una delle sue foto più famose, “Dovima”, ad esempio, ritrae una modella che indossa un abito da sera di Dior in una posa estremamente innaturale in mezzo a due elefanti: è stata scattata a Parigi nel 1955 e rappresenta il massimo dell’artificio.

Altri suoi celebri lavori sono i suoi ritratti di artisti e personaggi famosi, ma anche le serie scattate alla gente comune e all’interno di un ospedale psichiatrico. La sua grandezza artistica è stata celebrata in una bellissima mostra al Metropolitan Museum di New York.

Ottantunenne ancora in attività, mentre stava realizzando un servizio fotografico in vista delle elezioni presidenziali americane per conto del “New Yorker”, Richard Avedon è stato colpito da un ictus cerebrale e, dopo due giorni, l’1 ottobre 2004 – a soli due mesi dalla scomparsa di un altro grande maestro, Henri Cartier-Bresson – è morto in un ospedale di San Antonio, in Texas.

Da sito Biografie on line.

La biennale di fotografia femminile a Mantova.

L’Associazione culturale La Papessa organizza la Biennale della Fotografia Femminile dal 5 all’8 marzo 2020 a Mantova, città d’arte e di storia, eletta capitale della cultura per l’anno 2016.

Il tema di questa prima edizione della Biennale è il lavoro. Alla manifestazione verrà presentata una selezione di progetti di fotografe professioniste nazionali e internazionali. Queste mostre verranno allestite nei luoghi storici della città e rimarranno attive per tutto il mese di Marzo.

Musa fotografia sarà presente con le autrici vincitrici del “Premio Musa per donne fotografe”. Siamo molto felici di dare questa opportunità alle fotografe selezionate!

Mariagrazia Beruffi e Claudia Amatruda presenteranno quindi i loro lavori al festival!

Nel corso delle quattro giornate, si svolgeranno inoltre workshop creativi, conferenze, presentazioni delle autrici e delle mostre, con la partecipazione di personaggi di rilievo non solo nel settore della fotografia. Ci saranno anche letture portfolio, interviste, e una Open Call aperta a tutte le nazionalità sulla tematica scelta per l’evento, un’opportunità unica per esporre i propri scatti nei luoghi pubblici di Mantova.

Qui tutte le informazioni

Ecco le autrici esposte:

ANNALISA NATALI MURRI

Cinderellas

Fotografa bolognese, dopo gli studi in fotografia architettonica e urbana a Valencia ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici.

Le Cenerentole, Cinderellas appunto, di questa storia non sono principesse delle fiabe, ma Hjiras del Bangladesh. Un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”, oggigiorno queste donne transgender soffrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Ma non è la tragedia di queste discriminazioni che ci viene mostrata nelle immagini in bianco e nero di Murri. Il suo ritratto delle Hijiras è piuttosto un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.


CLAUDIA CORRENT

Vorrei

Bolzanina, si diploma in Design e studia filosofia, approfondendo sia l’aspetto comunicativo che estetico dell’immagine.

Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto Vorrei presentano gli studenti adolescenti di una scuola professionale di Bolzano accanto alla descrizione scritta dei loro sogni per il futuro. In queste foto, l’autrice problematizza il sistema lavoro di cui siamo tutti parte, mostrandocelo con gli occhi di chi sta per entrarvi per la prima volta. I giovani studenti delle foto sono ancora in un limbo in cui la giovinezza è carica di sogni, di energia, ma anche di obiettivi. Ognuno di loro restituisce allo spettatore una parte di sé, della sua personalità in divenire, posando per Claudia Corrent con libertà e intensità.


RENA EFFENDI

Transylvania: built on grass

Fotografa documentarista attiva dal 2001, è originaria dell’Azerbaijan. Le sue immagini indagano l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, conflitto e sfruttamento.

In Transylvania:built on grass ci trasporta in una Romania rurale che sembra sospesa nel tempo. Il lavoro nei campi, nei pascoli e nelle fattorie è portato avanti secondo metodi tradizionali secolari, è un mondo dove la fatica è uno sforzo manuale collettivo a cui partecipa ogni membro della famiglia. Lo sguardo di Effendi riesce a catturare la doppia dimensione di una società rurale ancora non toccata dalla industrializzazione del lavoro: se da un lato sembra di osservare i frammenti di un mondo di fiaba, dall’altro la durezza della vita agreste si può leggere nelle azioni, negli sguardi e nei volti segnati dei vari membri della comunità.


SANDRA HOYN

Fighting for a Pittance

Fotogiornalista tedesca, dal 2005 Hoyn si occupa di progetti legati ai diritti umani e a tematiche sociali e ambientali.

Attraverso una serie di immagini in bianco e nero, Fighting for a Pittance documenta la durezza dei combattimenti minorili di boxe in Thailandia e lo sfruttamento ad essi connessi. Le foto ci mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.


DARO SULAKAURI

The black gold

Sulakauri studia cinema e fotografia a Tbilisi, Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’ International Center of Photography di New York.

Nella città di Chiatura, in Georgia, l’oro ha il colore nero del manganese, metallo estratto a taglio aperto. In questo luogo si trova la più grande riserva di manganese di tutto lo stato e la comunità locale è per lo più impiegata nel lavoro di estrazione. The black gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura. Ogni giorno gli uomini si avviano verso le mine, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari. Il progetto è accompagnato da un’installazione sonora.


ERIKA LARSEN

Work in progress

Fotografa statunitense, si avvale di linguaggi multimediali per indagare e raccontare culture che mantengono legami molto stretti con la natura.

Uno dei suoi lavori più noti è un reportage sui Sami dal titolo “Sàmi, Walking with Reindeer”, culminato in un libro nel 2013. Dal 2017 è Fellow del National Geographic, per il quale segue un progetto in evoluzione sulla connessione tra gli animali e i popoli indigeni delle Americhe. La sua fotografia rivela i legami invisibili che uniscono i luoghi e le culture ad essi legati, inclusi i sistemi di credenze. Alla Biennale mostrerà le immagini inedite del progetto su cui è attualmente al lavoro, che riguarda la pesca del salmone in Alaska.


ELIZA BENNETT

A Woman’s work is never done

Artista britannica, classe 1980, studia design e fashion design prima a Stafford, poi alla Middlesex University.

Il ricamo è tradizionalmente associato all’idea di lavoro femminile, inteso come opera minuziosa e agile, distante dalla fatica fisica del lavoro maschile. In A Woman’s work is never done, Eliza Bennett sovverte questa contrapposizione tra lavoro maschile e femminile, usando lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo. Usando una tecnica considerata femminile, l’artista ci restituisce l’immagine rappresentativa di quelle mani di donne impiegate in occupazioni ancillari e invisibili alla società mostrando come il lavoro delle donne sia ben lungi dall’essere facile e leggero.


NAUSICAA GIULIA BIANCHI

Women Priests Project

Fotografa documentarista profondamente orientata sui temi della spiritualità legata al femminile e del divino.

Nel mondo Cattolico l’ordinazione dei prete donna è ancora vietata e come tale rappresenta ancora un tabù in tutta la comunità Cattolica mondiale. Chi trasgredisce a questa regola viene punita con la scomunica. Ciò nonostante negli ultimi decenni è nato un movimento internazionale di donne che hanno deciso di disobbedire, facendosi ordinare prete e avviando un processo profondo di rinnovamento spirituale e religioso all’interno delle comunità cattoliche dove vivono. Con Women Priests Project Giulia Bianchi raccoglie i racconti e i volti delle portatrici di questo cambiamento senza precedenti. Nelle sue immagini evocative ritroviamo scorci di luoghi tanto famigliari quanto carichi di novità grazie al ruolo trasformativo della spiritualità femminile.

Storia di una fotografia “Quattro bambini in vendita”

La foto è apparsa per la prima volta sul “The Vidette-Messenger” di Valparaiso, Indiana, il 5 agosto 1948. I bambini nell’immagine sembravano un po ‘confusi mentre la loro madre, incinta, nasconde il viso al fotografo. Nella fotografia un grande cartello con la scritta” In vendita”, racconta la tragica storia dei signori Ray Chalifoux, che devono affrontare lo sfratto e la perdita del lavoro, una fotografia che silenziosamente, ti spacca.

Quattro bambini in vendita (Photo credit: Bettmann/CORBIS).

Senza un posto dove andare e senza lavoro, i due cogniugi decidono di vendere i loro quattro figli. La signora Lucille Chalifoux si volta, mentre i suoi figli si abbracciano, quasi meravigliati. Sul gradino più alto ci sono Lana, 6 anni e Rae, 5. Sotto ci sono Milton, 4, e Sue Ellen, 2 .

Non si è ben capito se la fotografia fosse reale o messa in scena, ma nel giro di due anni tutti i bambini, furono mandati in case diverse.

RaeAnn Mills e suo fratello Milton furono venduti alla famiglia Zoeteman il 27 agosto 1950. La loro vita non migliorò, anzi, finirono con una famiglia che non li fece vivere per niente bene!

Il fratello David, che era nel grembo della madre al momento della fotografia, fu adottato legalmente da Harry e Luella McDaniel, che vivevano a poche miglia di distanza. David, che dice che i suoi genitori adottivi sono stati severi ma amorevoli e solidali.

(Left) Sue Ellen e la sorella RaeAnn Mills riunite a Chalufoux’s 2013. (Photo credit: Bettmann/CORBIS).

I fratelli non sapevano cosa fosse successo a Lana e Sue Ellen, tuttavia anni dopo si sono ritrovati tramite i social media. Lana è morta nel 1998 per cancro, Sue Ellen Chalifoux era ancora viva. Sue Ellen è cresciuta nel quartiere di East Side a Chicago.

Ciao Sara

Ecco tutti i corsi in partenza a Febbraio

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Ecco tutti i corsi in partenza a Febbraio, continuate a seguirci, stiamo crescendo insieme!  Ciao Sara
Workshop di street photography
Francesco Faraci
L’arte di scattare per strada
 Conoscenza delle tipologie, dei modelli esemplari e delle tecniche narrative del reportage urbano e della Street Photography. Realizzazione di una sessione in esterni e di esercizi volti a migliorare la vostra visione per strada.. La street photography come diario personale e come espressione personale, seguendo il filone secondo il quale una bella fotografia non è necessariamente nitida e perfetta, ma prima di tutto vera e sentita, poiché solo se il fotografo è davvero coinvolto e allo stesso livello della storia che vuole raccontare, può davvero entrare in essa, e coglierne il significato e il senso.
Informazioni
Data corso:
22-23 febbraio 2020
Orario: 10.00-18,00 circa
 Info 
Farsi strada come autori
Come arrivare alle gallerie, premi e festival.
 Provare a farsi conoscere come fotografo oggi non è semplice. Riuscire a capire come muoversi in questa realtà con le sue regole, i suoi referenti e le sue dinamiche diventa più facile se qualcuno con esperienza ci prende per mano e ci guida. Alessia Locatelli, curatrice e critica fotografica indipendente, attraverso esempi pratici ed immagini vi aiuterà in modo semplice e concreto a capire come iniziare a presentarsi e presentare il proprio lavoro ai foto festival – con tutte le informazioni inerenti e un Case Study su Arles – cosa sono e come partecipare alle Open call, ai premi e conoscere i festival Off. Illustrerà inoltre le modalità di contatto e presentazione del lavoro alle differenti tipologie di galleria per capire senza perdere tempo come dare al proprio progetto la direzione corretta. E’ un corso utile perché oltre lo scatto, è necessario anche sapersi presentare e muovere bene per farsi conoscere. Mu.Sa cerca sempre di potervi aiutare nella realizzazione della vostra passione o di una futura professione e in questo senso l’incontro con un curatore è fondamentale.
Informazioni
DATE
23 Febbraio 2020
Orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
 Info 
Videomaking con la macchina fotografica Vuoi imparare a realizzare video con la tua macchina fotografica?Il corso si svilupperà in due giornate:
La prima giornata in aula, dove verrà fatta un’introduzione sule tecniche di ripresa e le modalità video. La lezione teorica è supportata dalla visione di contributi multimediali, dimostrazioni e studio di casi. Il secondo giorno ci saranno riprese in esterni; il workshop prevede quindi una parte pratica, una giornata di lavoro sul campo, in un luogo determinato dal docente. Alla fine delle due giornate, vi sarà una discussione sui risultati prodotti.Verrà spiegato come realizzare video con la propria macchina, trattandoli come cortometraggi, con un approccio fotografico.Il corso è tenuto da Rossano Ronci, autore fotografo che utilizza il video come una forma di comunicazione pari alla fotografia.
Informazioni
Data corso: 8-9 febbraio 2020
Orario: 09,30-19,00 circa tutti e due i giorni
 Info

Editare e pubblicare un libro Come creare il proprio libroI partecipanti impareranno quale sia il processo per creare, attraverso progetti personali, già elaborati o in fase di definizione, un libro fotografico. Il corso offre, attraverso la visione e l’analisi di libri fotografici di esempio, la possibilità di avere ispirazioni sulla costruzione e ideazione del proprio. Raccoglieremo e capiremo le potenzialità dei nostri progetti attraverso la discussione con professionisti del settore che ci accompagneranno nelle scelte definitive (tipo di carta da utilizzare per la copertina, la carta interna, la rilegatura, a come editare il libro e come presentarlo) La scelta dei materiali e la scelta di presentazione in termini di luoghi e persone, può influenzare la narrazione in diversi modi. Se la tua storia diventa un libro sarà uno dei mezzi più potenti che hai per raccontare.
Informazioni
Data corso:
22 febbraio 2020
Orario:09.30-18,30 circa  Info 
Corsi in partenza a breve
  
Sentire la fotografia – come esprimere il proprio “sentire” Un buon fotografo deve concepire, sintetizzare, imprigionare momenti, per esprimere e soprattutto descrivere agli altri quello che è davanti ai suoi occhi. Come si può esprimersi liberamente attraverso il proprio “sentire” umano e fotografico? Quali sono i modi per portare nella fotografia i propri sentimenti e le proprie emozioni? Come si racconta attraverso i sensi? Partendo dalla realtà, cercheremo di inoltrarci in storie legate ad atmosfere e percezioni per arrivare ad un racconto personale che parte dal concreto e si sposta sul fantastico, basato sulle proprie sensazioni.
I partecipanti saranno accompagnati al fine di portare questo concetto nella propria fotografia.
Informazioni
Data corso:
18 gennaio 2020
Orario: 10.00-18,00 circa Informazioni

 Photoediting – nuove visioni l linguaggio della fotografia si è velocemente evoluto negli ultimi anni e abbiamo a disposizione più linguaggi che vanno ad intrecciarsi tra loro. Vorremmo espremere le nostre idee fotograficamente ma abbiamo difficolta su come costruire il progetto e su come presentarlo. Laura Davì ci spiegherà proprio questo:Come districarsi nel caos delle proprie fotografie e dar loro un senso possibile attraverso l’editing fotografico funzionale, creativo e professionale?Ci sono alcune regole? Si spiegheranno le diverse potenzialità dei linguaggi fotografici contemporanei e relative tipologie di narrazione
.Informazioni
Inizio corso: 19 gennaio 2020
Orario corso: 10.00-18,30
 Informazioni 

O capitano, mio capitano! La lezione
fotografica
dei Grandi
Maestri”Imparare dai grandi autori e sfruttare gli insegnamenti Come apprendere dalla loro opera elementi utili per migliorare nelle nostre fotoChi, se non loro, possono darci lezioni preziose? 
Non si tratta di copiare, ma di assimilare grandi lezioni di stile, di gusto, di equilibrio, di coraggio, di tecnica.
Torneranno utili nel nostro percorso di crescita fotografica.
Informazioni
Data corso: 18 gennaio 2020
Orario: 09,30-18,00 circa
 Informazioni 

Maria Novello, Ti sento: una favola dei tempi moderni

Tra le partecipanti Premio Musa, oggi abbiamo scelto per voi Maria Novello, una fotografa veneta, che ha creato un originale libro d’artista.

Ma vi lascio alle immagini che compongono le pagine del libro e alla prefazione scritta da Simona Guerra.

Presentazione a cura di Simona Guerra:

Ti sento: una favola dei tempi moderni

Il collage è un gioco da bambini, un ricordo lontano per la maggior parte di noi, talvolta collegato all’esperienza della scuola.

Ricordate? La maestra ci dava le carte colorate, la colla, le forbici da usare con cautela, e ci lasciava pasticciare, plasmare, sporcarci le mani, creare mondi che venivano immaginati e dentro al quale vivevamo proprio mentre li costruivamo su un foglio.

Il collage fatto dagli adulti è una grande opportunità. Chi lo pratica si dà il permesso di tornare bambino, di dare sfogo all’inverosimile, al sogno e alla leggerezza, di cui abbiamo così tanto bisogno! E quando dico tornare bambino intendo anche concedersi di osare senza il peso del rischio.

I bambini non hanno idea di cosa voglia dire esporsi al pericolo e sono come fogli bianchi che sperimentano il mondo senza le paranoie degli adulti. I grandi invece hanno l’esperienza e sanno che il collage fotografico è potente perché ritaglia le immagini e incolla i concetti senza l’eventualità di un danno.

Nel lavoro di Maria la componente bambina assume un ruolo complesso e molteplice. E’ bambina la protagonista di questa favola – favola e non storia, perché il fine della favola è far comprendere in modo facile e piano una verità morale, proprio come accade qui– ed è la Maria adulta ad essere tornata nei panni della bambina per salvarla/salvarsi.

Dopo averci mostrato il ‘problema’ che guida l’azione della favola (la subordinazione delle donne nella società di un tempo poco lontano) irrompe la scrittura, che si fa immagine tramite la grafica, forte, dei caratteri e del nero su bianco: “Allora prendo la matita e il quaderno e scrivo quello che non saprei dire a nessuno” leggiamo su una pagina di questo diario intimo rilegato a mano o meglio, cucito assieme.

Per Maria quaderno e penna sono la scrittura con la luce, sono la fotografia. Maria che pensa di non saper dire se non utilizzando immagini e parole insieme e che grazie a esse – come dice l’artista Emilio Isgrò – sceglie la presentificazione dell’assente e l’assenza del visibile.

Il gioco del collage, che gira tutto attorno al concetto del “facciamo finta” e del “come se…”, mette in scena la sua nuova, più appagante, verità. Quello che è stato viene riesaminato con un paio di forbici in mano, e l’immagine nuova rettifica le emozioni, riadatta all’oggi ogni cosa.

Tutto quello che Maria ha prodotto prima di realizzare “Ti sento” è importante per capire questo suo nuovo lavoro, che supera tutto il resto già fatto e che inizialmente non sembrava avere rapporto diretto con l’esperienza catartica e potente che lei ha poi affermato di aver vissuto con “Ti sento”. In realtà questa sua ultima serie sembra essere l’epilogo di un processo iniziato anni addietro; qualcosa che lavora in lei da anni e che ha come comun denominatore lo stupore e come modus operandi la trasposizione simbolica di ciò che le viene offerto dalla realtà per leggerlo in chiave più profonda e curativa.

Con “Ti sento” Maria passa all’azione rendendo la sua fotografia non solo un processo di creazione di bellezza ma anche un’azione di consapevolezza personale sulla propria esistenza e di accettazione del suo vissuto.

E allora: come finisce questa favola?! Beh ovviamente con il migliore lieto fine: la principessa protagonista vince la sua battaglia sull’ingiustizia subìta e si riprende la vita, la fierezza e si congeda da noi con indosso un abito senza tempo, di fattura finissima e preziosa che si chiama Orgoglio femminile

Biografia

Entra nel mondo della fotografia nel 2010.

Ha frequentato un corso base di fotografia con il maestro Francesco Danesin e successivamente corsi di formazione e/o workshop con Giampaolo Romagnosi e Ferdinando Fasolo del Gruppo Mignon di Padova, Francesco Lopergolo, Prosdocimo Terrassan e Moreno Segafredo, Sara Munari, Marco Monari, Vanda Biffani, Giulio Di Meo, Gianni Gardin Berengo con Denis Curti, Silvano Bicocchi, Umberto Verdoliva, Oliviero Toscani, Alberto Buzzanca, Settimio Benedusi, Vinicio Drappo, Monika Bulaj, Silvia Pasquetto.

Partecipa alle attività di Gruppi, Circoli/Club  e Social che si interessano di fotografia.

Le sue ricerche hanno come riferimento prevalentemente la semplicità di azioni, oggetti, persone, natura, nei contesti in cui vive o nei luoghi in cui si trova durante i viaggi in camper, nell’ambito della fotografia documentaristica, reportagistica, di strada; la bellezza nelle sue forme ed espressione nella fotografia astratta o minimale.

Apprezza molto i luoghi in cui il silenzio è rotto solo dal rumore del vento, la sensazione di infinito, l’incanto e la percezione di essere in un posto unico al mondo, l’armonia che pervade tutto e fa pensare che non ci sia nulla da cambiare in essi.

Negli ultimi anni si dedica alla fotografia e ricerca interiore con percorsi introspettivi.

La sua attività fotografica ha riguardato:

Mostre personali:

▪ “BEN-essere NATURA” (2011) Athena Beauty Club Padova

▪ “Magica Luce Artica” (2012) Osteria Bar Il Calice Padova

▪ “Magica Luce Artica” (2013) Gastronomia Rosticceria Da Adriano Bassano del Grappa (VI)

▪ “Oltre il Visibile” (2015) Gastronomia El Bocon del Prete Bassano del Grappa (VI)

▪ “Esaltazione Luce e Ombra” (2017) Biblioteca di Marghera Comune di Venezia ▪ “La Linea  d’ombra” (2017) Gastronomia El Bocon del Prete Bassano del Grappa (VI)

▪ “Sabbie” (2018) NatiXLaCamicia Padova con presentazione Prof. Antonio Lovison

▪ “L’eleganza della semplicità” (2018) Photomarket Mestre (VE)

▪ “Ti sento” (2019) Trevignano Fotografia 10^ Edizione

▪ “Tutto questo cambiare che amore poi diventerà” (2019) Gastronomia El Bocon del Prete Bassano del Grappa (VI)

▪ “Tutto questo cambiare che amore poi diventerà” (2019) Spazio Cartabianca Padova

Presenza di proprie foto in libri fotografici di:

▪ Fotoclub Padova “Padova… dell’Arte l’Anima”

▪ Giovanni Sato “Il realismo della luce”

▪ Giovanni Sato “Percezioni”

▪ Universi Diversi Comune di Padova “Luce e oscurità”

▪ Fotoclub Padova “Europeade Padova 2012

Partecipazione a numerose collettive di Club fotografici.Lettura di propri portfoli da diversi docenti