Storia di una fotografia: Guerrillero Heroico

© Alberto Korda

Poco prima di essere ucciso a colpi di arma da fuoco da un soldato del governo boliviano, il rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara disse al suo carnefice: “Spara, codardo! Ucciderai solo un uomo! ” Guevara morì poco dopo, il 9 ottobre 1967 all’età di 39 anni, ma aveva ragione nella sua affermazione la sua morte ha creato un mito immortale.

Oggi il Che, viene ricordato e riprodotto praticamente in un’unica immagine dal titolo Guerrillero Heroico che è diventata  una tra le fotografie più famose del mondo( io l’ho vista, oltre che in Europa e a Cuba, in Vietnam, Cina e India, per dire).

La foto fu scattata il 5 marzo 1960, sette anni prima della morte di Guevara, in occasione di un funerale di alcuni lavoratori uccisi in un’esplosione in un porto cubano. Guevara, stava guardando Castro durante l’ orazione funebre. La fotografia fu ripresa da Alberto Díaz Gutiérrez, noto anche come Alberto Korda.

Korda scattò due foto di Guevara prima che lo stesso si ritirasse tra la folla.

L’immagine è ritagliata, il campo era più ampio e comprendeva altre persone.

All’epoca  il giornale La Revolución si rifiutò di usarla.

Korda chiamò il ritratto Guerrillero Heroico – “Heroic Guerrilla Warrior” – e lo appese al muro, distribuendo occasionalmente copie agli ospiti. Fu solo nel 1967 che il pubblico vide per la prima volta l’immagine, che apparve sulla rivista Paris Match, insieme a un articolo sui movimenti di guerriglia latinoamericani.

Guevara fu ucciso nell’ottobre di quell’anno, catturato mentre combatteva con i rivoluzionari boliviani. Durante il suo servizio commemorativo a L’Avana, un’enorme stampa di Guerrillero Heroico venne appesa sulla facciata del Ministero degli Interni.

Il Che oggi, viene considerato da molti martire della rivoluzione globale e icona di ribellione.

Dal 1968 l’immagine di Guevara divenne virale, Il  1968 è stato un anno di sconvolgimenti in tutto il mondo e l’immagine di Guevara ha avuto un ruolo di primo piano durante le rivolte studentesche.

L’immagine di Guevara è diventata popolare e oggi è stampata su magliette e poster ovunque.

Buona giornata

Sara

👉Ultimi posti -Letture portfolio ONLINE da Musa Fotografia

Letture portfolio ONLINE da Musa Fotografia

 Ciao!  Le letture portfolio di Musa fotografia sono ONLINE, puoi partecipare da casa! La lettura portfolio, di solito organizzata da festival di fotografia o organismi di settore, è un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi.Si può assistere gratuitamente alle letture, ma se hai un lavoro e vuoi mostrarlo per trovare sbocchi o avere consigli, mostracelo! Data 23 Gennaio 2022Musa Fotografia – Via Mentana, 6 Monza Se vuoi scoprire chi sono i lettori portfolio, vai al link! 

 Per iscriverti

Lunch Atop A Skyscraper, storia di una fotografia

Lunch Atop A Skyscraper – autore sconosciuto

Il 20 settembre 1932, sopra la 41st Street a Manhattan, 11 operai presero parte a un’audace trovata pubblicitaria. Gli uomini erano abituati a camminare lungo le travi dell’edificio RCA (ora chiamato edificio GE) che stavano costruendo al Rockefeller Center. In questo particolare giorno, gli operai hanno assecondato un fotografo, prestandosi per questa impresa pranzando su una trave d’acciaio, con i piedi penzolanti a 850 piedi, sopra le strade della città.

Forse già conosci la fotografia e probabilmente anche alcune delle parodie che ha generato.

Un malinteso popolare su “Lunch Atop A Skyscraper” è che sia stata scattata in cima all’Empire State Building. L’immagine è stata effettivamente catturata in cima al Rockefeller Center, durante la sua costruzione. La costruzione del Rockefeller Center – ora uno degli edifici più vecchi della città – è stata un’impresa imponente lanciata all’inizio del XX secolo. L’impatto economico della costruzione è stato enorme.

Secondo Christine Roussel, archivista del Rockefeller Center, il progetto di costruzione ha impiegato circa 250.000 lavoratori nel bel mezzo della Grande Depressione.

Il problema più grande era che gli operai dovevano lavorare a centinaia di metri da terra e con pochi dispositivi di sicurezza. Infatti, come ha affermato John Rasenberger, autore di High Steel in: The Daring Men Who Built the World’s Greatest Skyline gli operai accettavano di lavorare solo perché la paga era buona.

La fotografia intitolata “Lunch Atop A Skyscraper” o “New York Construction Workers Lunching on a Crossbeam”, è stata scattata a 69 piani da terra ed è stata stampata per la prima volta sul New York Herald-Tribune il 2 ottobre 1932.

Sullo sfondo si intravede una vista spettacolare di Central Park e i lavoratori immigrati di New York City – che erano per lo più irlandesi e italiani ma anche nativi americani – fanno da soggetto durante una pausa pranzo.

I lavoratori sembrano chiacchierare e godersi il pranzo insieme mentre penzolano in aria e questo rende l’immagine affascinante e dal sapore “candid”, in verità la fotografia faceva parte di una campagna per promuovere lo sviluppo immobiliare della città.

Esistono fotografie simili, anche se non sono così conosciute come la foto in oggetto.

(Original Caption) College Student Getting Practical Experience. New York: At the suggestion of Austin, Texas, is making good use of his summer vacation by learning with the sweat of his brow, how tons of steel become giant skyscrapers. He is an iron worker on the new 15 story physics building for Columbia University, which is in the course of construction. Besides not being afraid to balance himself atop the highest girders, the student iron worker is quite a boxer, fighting under the name of “Wary” Wade. The proceeds of the fight going towards paying his way through college. Photo shows Wade on he job as an iron worker.Getty Images. An iron worker balances himself on a beam 15 floors high.Getty Images
Getty Images. Construction workers relax on the beams of a construction building in New York City.

Erano tre i fotografi che stavano scattando le immagini per questa campagna: Charles Ebbets, Thomas Kelley e William Leftwich. Fino ad oggi, non si sa chi tra loro abbia scattato l’iconica fotografia. A causa della provenienza poco chiara dell’autore, la fotografia è stata considerata per un periodo, un falso.

Questa voce è stata smentita dai registi-fratelli Seán e Eamonn Ó Cualáin che presentano un documentario, “Men At Lunch”, al Toronto International Film Festival del 2012. I fratelli sono stati in grado di confermare l’autenticità della fotografia rintracciando il negativo su lastra di vetro originale, conservato presso Corbis .

Gli Ó Cualáin hanno iniziato a indagare sulla fotografia quando ne hanno trovato una copia incorniciata all’interno di un pub di un villaggio a Shanaglish, in Irlanda, dove vivono.

Il proprietario del pub ha detto loro che la foto gli è stata inviata da Patt Glynn, un discendente di immigrati irlandesi che si sono stabiliti a Boston. Glynn credeva che suo padre, Sonny Glynn, fosse l’uomo con la bottiglia all’estrema destra della foto, e suo zio, Matty O’Shaughnessy, fosse l’uomo all’estrema sinistra con una sigaretta. I registi gli hanno creduto per la quantità di dettagli che sono stati in grado di fornire.

Gli Ó Cualáins hanno anche confermato l’identità del terzo uomo da sinistra come Joseph Eckner e del terzo uomo da destra come Joe Curtis, incrociando i loro volti con altre fotografie negli Archivi Rockefeller. Gli ultimi quattro operai devono ancora essere identificati.

Sebbene la fotografia rimanga un po’ un mistero, il suo significato ha assunto vita propria, offrendoci un’istantanea di un momento importante del passato di New York City, quando stava trasformandosi nel  colosso che è oggi.

Corbis Images, detiene i diritti su alcuni degli archivi più preziosi del mondo.

Ciao

Sara

La prima fotografia della sacra sindone

Un ritratto di Secondo Pia

La Sacra Sindone è la reliquia più sacra della religione Cattolica, migliaia di pellegrini l’hanno visitata e ancora la visitano.

Il Duca Emanuele Filiberto nel 1578 (anno in cui Torino diventa capitale), la portò nella città.

La prima fotografia della Sindone è stata ripresa il 25 maggio 1898, da un avvocato piemontese, Secondo Pia.

Appunti del fotografo

Pia nasce ad Asti il 9 settembre del 1855 e anche se avvocato, si avvicina alla fotografia proprio agli albori della stessa, nel 1870.

Membro del Club fotografi dilettanti di Torino, scatta immagini che fanno oggi parte della collezione storica del Museo del Cinema di Torino.
Il 1898 fu un anno particolare per la Città di Torino, ricco di celebrazioni. Durante quest’anno fu anche organizzata la grande Esposizione Nazionale, con la mostra di Arte Sacra nel Parco del Valentino. Re Umberto I di Savoia volle mostrare quindi la sindone e autorizzò che venisse fatta una fotografia del telo. Il 25 maggio di quell’anno assegnarono a Secondo Pia la riproduzione fotografica.

Riproduzione della sacra sindone

Il fotografo si rese subito conto che l’immagine impressa sul telo, sarebbe stata poco visibile, data l’illuminazione scarsa ed il riflesso della luce sul vetro della teca, impossibile da gestire; Pia scattò comunque due fotografie, che sviluppò subito dopo.

Dai negativi si rese conto che si intravedeva chiaramente un volto, decise quindi di tornare, la sera del 28 maggio, per una seconda sessione fotografica.

Il volto era ancora presente.

La strabiliante scoperta di Pia aprì una serie di ricerche e studi sul volto dell’uomo comparso sul telo, presumibilmente Gesù, in tutto il mondo.

Innumerevoli indagini sono state fatte da quel momento, portando a discussioni che ci accompagnano ancora oggi.

Ciao

Sara

Mostre fotografiche da non perdere a Gennaio

Buongiorno a tutti!

Diamo il via all’anno nuovo, andando a visitare qualche bella mostra di fotografia. Ve ne segnaliamo alcune!

Ciao

Anna

ELLIOTT ERWITT. FAMILY

Elliott Erwitt. Family è un campionario di storie umane che racconta l’evoluzione della famiglia dal dopoguerra all’inizio del nuovo millennio. Questo tema universale è interpretato da Erwitt con il suo stile unico, potente e leggero, romantico o gentilmente ironico, che lo ha reso uno dei fotografi più amati e seguiti di sempre. Con immagini ironiche e spaccati sociali, matrimoni nudisti, famiglie allargate, oppure molto singolari, metafore e finali aperti, Erwitt ci conduce attraverso istanti di vita dei potenti della terra, come l’immagine di Jackie al funerale di Kennedy, accanto a scene privatissime come la celebre foto della neonata sul letto, che poi è Ellen, la sua primogenita. 

La mostra è composta da 58 fotografie in bianco e nero selezionate dall’autore insieme alla curatrice Biba Giachetti e include anche alcuni scatti inediti mai stampati prima. 

Promossa dal Comune di Riccione, l’esposizione è organizzata da Civita Mostre e Musei SpA e Maggioli Cultura, in collaborazione con SudEst57.
Sponsor Tecnico: Promhotels Riccione.

Dal 19 Dicembre 2021 al 03 Aprile 2022 –  Villa Mussolini – Riccione

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LIFE IN SYRIA: SGUARDI DI ALEPPO E IDLIB

Life in Syria è un progetto fotografico, divenuto poi anche un libro, nato con l’intento di mostrare la realtà che milioni di siriani sono costretti a vivere ogni giorno, attraverso gli scatti di cinque fotografi siriani e di un’associazione della società civile, e presenta alcuni dei momenti che hanno segnato il conflitto siriano dal 2011 al 2016.
La mostra fotografica è stata ospitata a Roma e Londra per le celebrazioni del World Refugee Day, in seguito è stata allestita anche a Milano, Liegi e Torino. Il libro, invece, è stato presentato all’Università Cà Foscari di Venezia, nel Middle East Now Festival di Firenze e in librerie nazionali e internazionali di Bruxelles, Roma e Innsbruck.
Dopo 10 anni di guerra, Life in Syria è ancora un progetto vivo che intende continuare a raccontare la vita e la difficile quotidianità della popolazione siriana. Infatti, dopo la produzione del libro e della mostra – finanziate rispettivamente da UNOCHA e UNHCR -, l’Associazione Propositivo (Pro+) intende appoggiare gli autori di Life in Syria in una nuova sfida: la produzione nel 2022 di un nuovo libro e una nuova mostra, coinvolgendo altri giovani fotoreporter presenti nelle varie regioni della Siria.

I temi prescelti dagli autori di Life in Syria saranno il ruolo delle donne e dei giovani nella Siria attuale. A questo scopo, una campagna di crowdfunding sarà lanciata il 18 dicembre e resterà attiva per tutta la durata della mostra.
L’inaugurazione della mostra fotografica Life in Syria si terrà sabato 18 dicembre alle ore 18:00 presso la Palazzina Mutilati e Invalidi di Guerra in Viale Cesare Maccari, 3 (La Lizza) a Siena. Parteciperanno Lorenzo Trombetta e Fouad Roueiha esperti di Medio Oriente e Siria e, in collegamento video, alcuni tra gli autori di “Life in Syria” che attualmente vivono ancora in patria e in altri paesi europei.
Alle ore 19:00 sarà inaugurata la mostra presso i locali interni del Bastione Madonna all’interno della Fortezza Medicea di Siena.

Dal 18 Dicembre 2021 al 23 Gennaio 2022 – Fortezza Medicea – Siena

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TINA MODOTTI. L’UMANO FERVORE

Tina Modotti è una delle protagoniste della grande avventura della fotografia della prima parte del Novecento e il PR2/assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna – nella ricognizione sistemica che consolida Camera Work, il progetto di indagine sulla fotografia contemporanea tra giovane sperimentazione e racconto storicizzato – l’ha scelta come simbolo di pensiero e pratica di un linguaggio che ha intercettato, con la mostra “Umano fervore”, gran parte dei momenti storici più intensi e dolorosi del secolo scorso. L’assessorato alle Politiche Giovanili prosegue così il lavoro di approfondimento e ricerca sulla fotografia contemporanea, iniziato nel 2016, in collaborazione con la Scuola dei Beni culturali dell’Università di Bologna – campus di Ravenna. 

La mostra, a cura di Silvia Camporesi e del comitato Tina Modotti, sarà inaugurata a Palazzo Rasponi il 17 dicembre alle 17.30 e sarà visitabile a ingresso gratuito fino al 20 febbraio, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (24 e 31 dicembre solo al mattino, 25, 26 dicembre e 6 gennaio chiusa). L’opening della mostra al PR2 sarà accompagnato dal reading dell’attrice Elena Bucci che, attraverso una selezione di scritti di e su Tina Modotti, introdurrà i visitatori alla visione delle opere della celebre fotografa.

L’esposizione presenta un nucleo di circa cinquanta opere che documentano il percorso di Modotti, breve e allo stesso tempo ricco di opere straordinarie. Si parte dalle celebri “Calle” del 1924 e dalla produzione nata dal sodalizio con Edward Weston sino ad arrivare all’ epos degli umili, attraversando le immagini raccolte nel Messico dolente e meraviglioso dei bambini, degli uomini e delle donne di Tehuantepec, in mezzo a un’umanità bellissima e straziante. L’allestimento include anche ritratti realizzati da Edward Weston, documenti biografici, testimonianze, scritti autografi e riflessioni che restituiscono il profilo di un’artista totale, trasparente e folgorante nelle intuizioni, nel talento inconfondibile e nella profonda puntualità di sguardo, innestato nel cuore della bellezza e della crudeltà del mondo.

Nella fotografia Modotti ha costruito una poetica struggente e meravigliosa, lasciando la traccia indelebile di un’identità nella quale si sono intrecciati arte ed esistenza, bellezza e passione, terra, corpo, cielo, polvere. La distanza del tempo permette ora di guardare con sguardo libero la produzione di quest’artista/militante rivoluzionaria, allontanandosi dallo stereotipo che, accompagnato da declinazioni romanzesche, ha spesso messo in secondo piano la sua qualità di artista, la straordinaria dimensione etica ed insieme estetica del suo lavoro.

“Il profilo artistico di Tina Modotti – commenta l’assessore alle Politiche giovanili Fabio Sbaraglia – è certamente tra i più intensi tra quelli della prima metà del XX secolo; in soli sette anni di attività Modotti ha lasciato un insieme di opere che hanno tracciato un solco profondo nell’arte e nella coscienza collettiva; è stata operaia, artista, attrice teatrale e cinematografica, attivista del Soccorso Rosso Internazionale, militante e rivoluzionaria, donna in grado di affermare un’identità straordinaria, profonda, connessa con alcuni dei momenti cruciali e più drammatici della storia del secolo scorso: la Rivoluzione Messicana, la Guerra di Spagna, la Russia di Stalin, l’Europa sulla quale si proiettava la lunga ombra nera della Seconda Guerra Mondiale. Ma soprattutto Tina è stata una grande fotografa, tesa tra il racconto necessario per entrare nella realtà, nella sua bellezza incandescente, senza sovrastrutture e compiacimenti estetici, e l’urgenza esistenziale e totale di cambiare il mondo”.

Dal 17 Dicembre 2021 al 20 Febbraio 2022 – Palazzo Rasponi 2 – Ravenna

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SILVIA CAMPORESI. DOMESTICA

È un racconto insolitamente intimo, un diario per immagini, quello di cui Silvia Camporesi rende partecipe il pubblico nella sua mostra “Domestica”.
La Other Size Gallery di Milano, dal 16 dicembre 2021 al 4 marzo 2022, presenta per la prima volta in una personale il progetto nato tra le mura domestiche della fotografa forlivese nei giorni difficili del lockdown di marzo-aprile 2020.
Curata da Claudio Composti, l’esposizione propone undici scatti di piccolo e grande formato in un allestimento che, nel creare l’illusione di trovarsi in una casa – contrassegnando con lo scotch le stanze che idealmente la compongono –, induce in chi guarda le stesse emozioni che l’autrice ha provato nei giorni dell’isolamento: un senso di claustrofobia cui solo la fantasia ha potuto offrire una via d’uscita. 
 
“Devo arrivare a sera con almeno una buona fotografia, questo è il mio compito quotidiano. Se non mi do ogni giorno questo obiettivo rischio di impazzire”. Così la Camporesi, nel testo che accompagna il progetto, descrive come il “fare” fotografia l’abbia aiutata a superare i momenti più duri. Da tale proposito è nato un nucleo di scatti che fermano il fluire di una quotidianità sempre uguale a se stessa e documentano i piccoli gestigli oggetti della vita casalinga, i momenti condivisi con la famiglia, i giochi semplici inventati con le figlie, trasfigurandoli in qualcosa di prezioso ammantato di una luce poetica.
 
Ne emerge, nonostante la paura che l’artista ammette di aver provato in quei giorni, un mondo quasi fatato fatto di colori pastello e personaggi fantastici: “Silvia ha immaginato mondi paralleli attraverso segni e oggetti quotidiani e inventato giochi e forme insieme alle figlie, per ingannare quel tempo che non passava mai e si svolgeva in giornate senza fine” scrive il curatore nel suo testo. “Solo la fotografia – prosegue – e le idee sono state alleate per riempire un vuoto. La fantasia, l’amore e l’immagine fotografica di cose quotidiane, traslate nel loro significato, hanno reso possibile narrare un mondo che, senza colore, sarebbe rimasto afono e noioso”.
 
Parallelamente al progetto pubblico che proprio nell’aprile 2020 l’ha portata in giro per l’Italia a documentare un paesaggio trasformato dalla pandemia contribuendo così a creare una memoria collettiva, Silvia Camporesi costruisce una memoria privata che solo apparentemente però le appartiene esclusivamente: una tazza rotta, i residui del pranzo disposti in un piatto a forma di sorriso, un muro scrostato, delle arance ritratte un attimo prima di essere spremute, due bimbe che inventano un gioco per sfuggire alla noia, sono infatti soggetti che appartengono al quotidiano di chiunque abbia vissuto quei faticosi momenti, trasformandoli in segni universali.
 
Il progetto è raccolto in una pubblicazione, disponibile in mostra, edita da Edizioni Postcart, con un testo della stessa autrice.

Dal 15 Dicembre 2021 al 04 Marzo 2022 – Other Size Gallery – Milano

GIOVANNI GASTEL. UN OMAGGIO

riennale Milano rende omaggio al fotografo Giovanni Gastel (Milano, 1955 –2021) attraverso due mostre: The people I likein collaborazione con il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, I gioielli della fantasia, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea. 

Afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano: “Giovanni Gastel è stato un sofisticato ritrattista del mondo. Non solo visi, ma corpi, mode, gioielli, tessuti, ambienti. Con un sorriso, faceva sembrare facile il gesto infallibile e preciso di un grande fotografo. Il suo lavoro si è intrecciato più e più volte con i percorsi di Triennale, cui aveva regalato idee, progetti e ispirazioni. Con queste due mostre la nostra istituzione rende il primo doveroso omaggio a questo genio generoso e scanzonato che Milano e l’arte hanno perso, troppo presto.”

The people I like
, a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati, presenta oltre 200 ritratti che sono la testimonianza dell’immensa varietà d’incontri che ha caratterizzato la lunga carriera di Gastel. Un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della politica. Un ritratto collettivo di anime, incontrate nel corso di una carriera quarantennale. Tra i personaggi ritratti: Barack Obama, Marco PannellaForattiniEttore SottsassGermano Celant, Mimmo JodiceFiorello, ZuccheroTiziano Ferro, Vasco Rossi, Roberto Bolle, Bebe Vio, Bianca Balti, Luciana LittizzettoFranca SozzaniMiriam Leone,Monica Bellucci, Mara Venier, Carolina Crescentini

Il titolo della mostra è una dichiarazione d’intenti: il fotografo si svela nella sua più intima autenticità e consacra il “ritratto” opera artistica per eccellenza. Presentando oltre 200 ritratti, la mostra documenta una parte importante del suo lavoro. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, chef fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso né un’appartenenza a un determinato settore o categoria. 

I ritratti non sono percepiti come semplici rappresentazioni della fisionomia umana, ma lasciano trasparire un significato interiore più vero: lo scopo è quello di indagare ciò che va aldilà dell’esteriorità, cogliendo la complessità del soggetto. Al centro sempre l’anima che traspare dalla posa, dall’espressione del volto e dalla sua teatralità. I ritratti assumono un ruolo centrale che non si ferma all’analisi fisica, ma scava nella sfera psicologica del personaggio. 

Tutti ritratti sono in grande formato, la maggior parte in bianco e nero, mentre nella parte finale del percorso espositivo trovano spazio 80 immagini della serie dei colli neri, dei ritratti ai margini della spiritualità dell’anima. 

In parallelo, la piccola mostra I gioielli della fantasia, realizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea, presenta come un prezioso castone, per usare un termine desunto dall’oreficeria, uno dei primi lavori che ha dato a Giovanni Gastel la notorietà internazionale. Sono esposte 20 immagini di un più ampio progetto commissionato all’autore da Daniel Swarowsky Corporation nel 1991 per l’omonimo libro, tradotto in quattro lingue, e la mostra di gioielli del XX secolo, entrambi curati da Deanna Farneti Cera. 

Dopo la prima presentazione al Museo Teatrale alla Scala, la mostra ha circolato per sei anni in alcuni dei più importanti musei europei di arte applicata (Museum Bellerive di Zurigo, Victoria and Albert Museum di Londra, Museum für Angewandte Kunst di Colonia, Kunstgewerbemuseum di Berlino) per raggiungere poi anche gli Stati Uniti. 

Giovanni Gastel dà vita a una reinterpretazione fantastica e immaginaria dei gioielli da cui emerge tutta la sua straordinaria vena creativa. Ritroviamo qui l’eleganza stilistica e i temi centrali della sua ricerca artistica, il dialogo sincretico tra il mondo degli oggetti e quello della figura umana, l’ironia, il corpo e la maschera, il travestimento e la metamorfosi: un filo rosso che accompagnerà per tutta la vita il suo itinerario creativo. 

Le fotografie in mostra sono state donate da Lanfranco Colombo a Regione Lombardia e sono conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea.

I Partner Istituzionali Eni e Lavazza, l’Institutional Media Partner Clear Channel e il Technical Partner ATM sostengono Triennale Milano anche per questo progetto espositivo. 

Dal 01 Dicembre 2021 al 13 Marzo 2022 – Triennale di Milano

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JULIA MARGARET CAMERON. UNO SGUARDO FUORI FUOCO

Senigallia Città della Fotografia, con il sostegno della Regione Marche e in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, prosegue il suo percorso espositivo dedicato ai grandi maestri della fotografia internazionale, proponendo uno sguardo sulle origini stesse della fotografia con la mostra dedicata a Julia Margaret Cameron, a cura di Massimo Minini e Mario Trevisan.

In mostra è presente un nucleo di 26 scatti di Julia provenienti dalla collezione del gallerista Massimo Minini; il nucleo più consistente ad oggi esistente in Italia. Il percorso si sviluppa secondo una narrazione che vuole raccontare l’esperienza fotografica della Cameron che con estrema sperimentazione si articola tra ritratti borghesi, ispirazioni preraffaellite, e la rappresentazione di scene letterarie.

Julia Margaret Cameron nasce nel 1815 a Calcutta, fotografa inglese esponente del pittoricismo, è stata la prima donna ad essere ammessa alla Royal Photographic Society. Scopre la passione per la fotografia all’età di cinquant’anni, grazie alla figlia che le regala la sua prima macchina fotografica. Le immagini traducono in arte l’atmosfera sognante dell’età Vittoriana, con il caratteristico “fuori fuoco” che evidenzia l’aspetto onirico tipico del gusto dell’epoca (vedi Proust La strada di Swann e Gérard de Nerval Sylvie).

Tra le personalità che si sono fermate davanti all’obiettivo della Cameron ci sono Thomas Carlyle, Lord Alfred Tennyson, Robert Browning, Henry Herschel, ritratti presenti anche nella collezione qui in mostra.

“È stato un amore a prima vista.” – racconta Massimo Minini del suo rapporto con Julia Margaret Cameron – “[…] un giorno di un mese di un anno che non ricordo vedo in una mostra delle strane foto, fotografie certo, albumine sicuramente. Ma con qualcosa che mi attira e che non so definire […] Da allora l’ho inseguita nei libri, nei musei, nelle aste. Queste foto sono il risultato di quell’inseguimento”.
Al percorso espositivo si aggiungono alcune fotografie di Roger Fenton, Robert Adamson e Oscar Gustave Rejlander, tra i più importanti esponenti alle origini della fotografia. Provenienti dalla collezione personale del curatore, queste foto integrano il quadro storico attorno al quale si muoveva la Cameron. Sempre dalla stessa collezione proviene uno scatto di Lewis Carroll, autore de Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, il cui personaggio protagonista è ispirato a Alice Liddell, una tra le “modelle” di Julia presenti in mostra nelle vesti di antiche divinità.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo dell’editore Danilo Montanari che raccoglie un prezioso saggio di Francesca Maria Bonetti.

Dal 26 Novembre 2021 al 28 Febbraio 2022 – SENIGALLIA – Palazzo del Duca

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LOST AND FOUND. FOTOGRAFIE ANONIME 1940 — 1960 CA.

Per la sua terza mostra, lo spazio creativo ed espositivo Arcipèlago presenta un’accurata selezione di una cinquantina di fotografie anonime scattate tra gli anni 40 e 60. Queste immagini, totalmente inedite, fanno parte della collezione personale di Cristian Malisan, che, da anni, recupera materiale fotografico nei mercatini: migliaia di negativi, rullini, diapositive e altrettanti momenti rubati che nessuno ricorda più e che, in occasione di questa mostra, saranno riscoperti.
 
Anonime e orfane, queste immagini sono degli enigmi . Nel corso degli anni hanno subito ineluttabilmente un’erosione narrativa legata alla scomparsa del fotografo, dei protagonisti, di tutti coloro che condividevano quei racconti di vita ordinaria. Fino ad arrivare al momento in cui, rimasto più nulla della realtà che portano impressa, sono finite ai bordi della spazzatura, pronte per essere dimenticata. Ed è proprio qui che la loro riscoperta ha del miracoloso. Queste immagini rappresentano una storia che , in fondo, tutti condividono. I momenti intimi di vita familiare – spesso divertenti, sorprendenti e commoventi – sono in qualche modo la storia di tutte le nostre vite.
 
“Immergersi nelle vite passate di questi stranieri è un viaggio affascinante attraverso unavasta memoria collettiva, un caleidoscopio universale eppure familiare. Perché se i nomi, le date e i luoghi si sono smarriti, la permanenza delle emozioni resiste. E questi cliché, che non appartengono più a nessuno, diventano le immagini di tutti.” spiega Artemio Croatto, co-curatore della mostra.
 
Attraverso il progetto “Lost and Found”, Arcipèlago esplora l’arte dell’ordinario e l’importanza della fotografia vernacolare. Questa pratica, spesso riservata ai dilettanti, si situa al di fuori di ciò che è considerato degno di interesse dalle principali istanze di legittimazione culturale. Si sviluppa alla periferia di ciò che è di riferimento in ambito artistico . È l’altro dell’arte.
 
“Ogni pratica amatoriale della fotografia con le sue inquadrature azzardate, le sue situazioni desuete, i suoi volti resi all’anonimato, è per natura «familiare». Sono raramente «bei» cliché nel senso artistico del termine: eppure trattengono, sollecitano più di qualsiasi altro oggetto. La mia non è una collezione in senso stretto, non colleziono queste immagini perché ben realizzate o perché spero presto o tardi di ritrovare il rullino del D-Day di Capa; la mia è piuttosto una missione: voglio salvare queste famiglie dalla cancellazione e dall’oblio del tempo . Penso che se questi negativi sono arrivati fino a me significa che le famiglie che vi sono rappresentate sono estinte, terminate, e che non c’è nessun parente, amico, conoscente in grado di raccoglierne e conservarne l’eredità.” spiega Cristian Malisan, co-curatore della mostra.
 
Per questa occasione sarà pubblicato un catalogo, con un contributo di Roberta Valtorta, storica della fotografia, direttrice scientifica del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo – Milano e docente di Storia e teoria della fotografia al Centro Bauer di Milano.

Dal 04 Dicembre 2021 al 22 Gennaio 2022 – Arcipèlago – Udine

MASSIMO RANA. FRONTSTAGE. RITRATTI SUL PALCO

David Bowie, Bruce Springsteen, Frank Zappa, gli AC/DC, Elton John, U2,  Ramones, Madonna e tanti altri. Sono questi i protagonisti della musica rock immortalati dal fotografo Massimo Rana tra gli anni Ottanta e Novanta durante una stagione di grandi concerti a Milano. Una parte di questi scatti si potranno ammirare dal 14 dicembre fino al 5 febbraio 2022 nella nuova sede dell’Archivio Iginio Balderi a Milano in via Ausonio 20; il primo evento organizzato nello spazio espositivo appena inaugurato a novembre che raccoglie una parte delle opere del grande scultore Iginio Balderi scomparso nel 2005.

La mostra fotografica si intitola “FrontStage. Ritratti sul palco”, promossa dall’Archivio Iginio Balderi e curata da Ivo Balderi. Comprende 28 fotografie di varie dimensioni, quasi tutte interamente inedite in un bellissimo bianco e nero a tiratura limitata, che sintetizzano una carrellata di 100 artisti e gruppi musicali del panorama internazionale. Fotografie di concerti che per anni sono rimaste nell’archivio di Rana.
Nel maggio 2021 un’ampia parte di queste immagini sono state raccolte in un volume, sempre con il titolo “FrontStage. Ritratti sul palco” Edizioni Crowdbooks acquistabile nelle migliori librerie.“Ho cominciato il mio lavoro come fotografo di agenzia – spiega Massimo Rana – ma poi grazie ad una collaborazione con un quotidiano, mi sono ritrovato sui palchi dei concerti più importanti che si sono svolti a Milano tra la seconda metà degli anni Ottanta e i primi anni del 2000. Poi, insieme alla mia passione per la musica, diventare un fotografo da concerti il passo è stato breve e in pochi anni mi sono ritrovato con un archivio immenso di immagini. Ognuna di queste foto ha una storia – aggiunge -, e sono il frutto di anni e anni in cui ho calcato il palco in quello spazio quasi irreale che sta tra i fans scatenati e il cantante sul palco. Sono diventato un testimone oculare dotato di obiettivo che entra nell’intimo dell’artista, indaga i suoi sguardi, scruta i suoi gesti e talvolta irrompe nei sentimenti. Così lo scatto che cogli da quella realtà, da quell’unico momento irripetibile viene trasportato in un altro tempo”. Tante storie di cui una in particolare legata a David Bowie. “E’ stata una tappa fondamentale del mio lavoro – racconta Rana – e ho sempre amato la sua musica e trovarmi così vicino a questo grande artista nel suo concerto nel 1990 al Palatrussardi è stato davvero il “concerto perfetto”. Dopo la sua scomparsa nel 2016 ho riguardato i negativi di quella serata e mi sono accorto che c’erano scatti che non avevo stampato; fotografie del “duca bianco” mai viste fino a quel momento”.

Dal 14 Dicembre 2021 al 05 Febbraio 2022 – Archivio Iginio Balderi – Milano

Premi fotografici in scadenza a Gennaio

Buongiorno a tutti, ecco i premi in scadenza a Gennaio 2022! Vi auguriamo Buon anno! Annalisa Melas

MONOVISIONS PHOTO AWARDS 2022

            I MonoVisions Photography Awards sono una call internazionale aperta ai fotografi che utilizzano il bianco e nero per esprimere il proprio linguaggio visivo.
            Il nostro obiettivo è scoprire i migliori fotografi monocromatici di tutto il mondo e offrire le migliori opportunità per essere riconosciuti e premiati per il loro lavoro. Puoi competere per $ 5000 in premi in denaro in due categorie: Foto in bianco e nero dell’anno 2022 e Serie in bianco e nero dell’anno 2022.
            Il tuo lavoro può essere presentato in 2 sezioni: SINGOLA foto o SERIE di foto. Una serie è composta da un massimo di 8 foto, che condividono la stessa idea e concetto.
            Le nostre categorie: Astratto, Architettura, Concettuale, Belle arti, Paesaggi, Natura e fauna selvatica, Nudo, Persone, Fotogiornalismo, Ritratto, Street Photography e Viaggi.

Deadline: 23 January 2022

Website: https://monovisionsawards.com

PORTRAITS BY BLANK WALL GALLERY

Le persone e le loro espressioni sono sempre state un argomento interessante per i fotografi. È davvero impegnativo cercare di catturare le emozioni e lo stato d’animo di una persona in un solo scatto. I pensieri della persona nella foto possono spesso essere proiettati sul viso della persona mentre viene fotografata. È anche sempre interessante vedere cosa vedono i fotografi sulle persone che hanno fotografato.

Ci piacerebbe davvero vedere questa relazione come si sviluppa attraverso i tuoi “Ritratti”.

Deadline: 6 January 2022

Website: http://www.blankwallgallery.com/calls-for-entry/

APERTURE PORTFOLIO PRIZE 2022

L’Aperture Portfolio Prize è un concorso internazionale annuale per scoprire, esporre e pubblicare nuovi talenti della fotografia. Lo scopo dell’Aperture Portfolio Prize è identificare le tendenze nella fotografia contemporanea e mettere in evidenza gli artisti il ​​cui lavoro merita un maggiore riconoscimento. Nella scelta del vincitore del primo premio e dei secondi classificati, la redazione di Aperture cerca corpi di lavoro innovativi che non sono stati ampiamente visti nelle principali pubblicazioni o nelle sedi espositive.


Nell’esaminare le opere, i redattori e lo staff curatoriale di Aperture prenderanno in considerazione i seguenti criteri:

L’opera è nuova, cioè creata negli ultimi cinque anni?
Un tema o un argomento viene portato in tutto il portfolio in modo completamente risolto e coerente?
Ciascuna delle immagini è forte individualmente?
Quali scelte tecniche e di presentazione ha fatto il fotografo e sono appropriate – per il lavoro? Ad esempio, c’è una chiara ragione per cui il lavoro è in bianco e nero rispetto a una tavolozza migliorata digitalmente?
Il corpo del lavoro adotta un approccio innovativo o unico all’argomento?

Deadline: 7 January 2022

Website: https://aperture.org/calls-for-entry/

SIENA INTERNATIONAL PHOTO AWARDS 2022

Art Photo Travel è un’associazione senza fini di lucro che realizza iniziative culturali volte a diffondere, promuovere e valorizzare arte, monumenti, tradizioni, culture e bellezze naturali di tutto il mondo. Iniziative e progetti si rivolgono non solo a chi ama l’arte e la cultura, ma anche a chi è interessato ai luoghi più sconosciuti e meno turistici delle varie località del mondo. Un approccio incentrato su una matura consapevolezza verso una cultura prevalentemente orientata a favorire la comprensione dei luoghi, delle popolazioni e delle persone.

I vincitori del premio ricevono copertura stampa da pubblicazioni e media di tutto il mondo, il tipo di esposizione che può portare a un riconoscimento virale e globale del tuo lavoro. I vincitori e i partecipanti selezionati dei Siena Awards sono stati presentati in importanti pubblicazioni tra cui The Guardian, El Pais, Internazionale, Corriere Della Sera, The Times, The Sun, CNN, Spiegel Online, Daily Mirror. Condividi il tuo lavoro con il mondo.

Deadline: 10 January 2022

Website: https://sipacontest.com/

WORLD PRESS PHOTO CONTEST 2022

L’annuale World Press Photo Contest riconosce e celebra il miglior fotogiornalismo e fotografia documentaria prodotti nell’ultimo anno. Inserisci il tuo lavoro gratuitamente e potresti vincere € 1.000 come vincitore regionale e altri € 5.000 come vincitore globale, mostrare il tuo lavoro a un pubblico globale e altro ancora.

Siamo entusiasti di accogliere una molteplicità di storie e una vasta gamma di fotografi da tutto il mondo per partecipare al concorso!

Lo squilibrio nella rappresentazione tra partecipanti, storie e vincitori nel nostro concorso è qualcosa di cui noi – e io, come direttore del concorso – ci preoccupiamo da un po’ di tempo. Nel 2021, solo il 7% dei partecipanti proveniva dal Sud America, il 5% dal Sud-est asiatico e dall’Oceania e il 3% dall’Africa. Questo non è in alcun modo rappresentativo di tutto l’incredibile talento nel fotogiornalismo in tutto il mondo.

Avevamo bisogno di guardare il concorso da una prospettiva diversa, per cambiare il formato di come è impostato e come viene giudicato, al fine di migliorare la rappresentanza di regioni che sono state storicamente sottorappresentate nei nostri concorsi. Il modello del concorso dovrebbe fornire una piattaforma in cui è possibile ascoltare una molteplicità di voci e vedere storie, in modo da poter diventare un’organizzazione che riflette quel mondo.

Deadline: 11 January 2022

Website: https://www.worldpressphoto.org

4TH PASSEPARTOUT PHOTO PRIZE 2022

Passepartout Photo Prize mira a sostenere lo sviluppo di fotografi di talento provenienti da tutto il mondo fornendo 1.000 euro in premi in denaro ogni anno, opportunità espositive in una sede prestigiosa nel cuore di Roma, in Italia, opportunità di pubblicazione e altro ancora.
Tra i giurati ci sono il fotografo americano Richard Tuschman, l’editore di GUP Magazine Erik Vroons e professionisti di diversa estrazione che portano diverse prospettive nel nostro processo di selezione.
Questa è una piattaforma perfetta per iniziare la tua carriera nel settore dell’arte contemporanea e della fotografia su scala internazionale.
Ogni anno, annunciamo più bandi e selezioniamo un vincitore di ogni edizione a cui verranno assegnati 500 euro. Inoltre, tutti i partecipanti avranno un’altra possibilità di essere selezionati per la nostra mostra collettiva annuale e il catalogo annuale.
Passepartout abbraccia approcci innovativi e originali alla fotografia contemporanea.
Accogliamo con favore vari linguaggi artistici applicati all’immagine fotografica, tra cui, ma non solo, sperimentazione e fusione di generi diversi.

Deadline: 14 January 2022

Website: http://www.passepartoutprize.com/

2022 SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS

I Sony World Photography Awards prevedono quattro concorsi:
• Competizione professionale
Tutti i partecipanti devono avere più di 18 anni. I fotografi devono inviare una serie da 5 a 10 immagini per categoria. Dieci diverse categorie in cui entrare: Architettura e design, Creativo, Progetti documentari, Ambiente, Paesaggi, Ritrattistica, Portfolio, Fauna selvatica e Natura, Natura morta, Sport.
• Concorso aperto
Il concorso è aperto a chiunque. Il concorso Open premia singole immagini eccezionali in dieci categorie: Architettura, Creatività, Movimento, Paesaggio, Stile di vita, Mondo naturale e fauna selvatica, Ritrattistica, Oggetti, Fotografia di strada e Viaggi.
• Competizione giovanile
Ai fotografi di età compresa tra 12 e 19 anni vengono impostate sfide mensili. Ogni fotografo può inserire fino a tre immagini singole rispondendo alla sfida impostata al mese da giugno 2021 a dicembre 2021. I giudici selezioneranno fino a 10 immagini al mese, incluso un vincitore.
• Concorso studentesco
Il concorso è aperto a tutti gli studenti di fotografia delle Università selezionate dalla World Photography Organisation. Controlla se il tuo istituto è registrato qui. Gli studenti sono tenuti a inviare cinque (5) – dieci (10) immagini in risposta a un brief.

Deadline: 14 January 2022

Website: https://www.worldphoto.org/sony-world-photography-awards

WMPO 1. WORLD MASTERS OF PHOTOGRAPHY AWARD

Ti invitiamo a partecipare all’edizione 2022 della WMPO, dedicata ai migliori fotografi di tutto il mondo. La nostra giuria internazionale seleziona fotografi eccezionali – di tutte le culture, da tutte le angolazioni, senza limiti di età. I premi includono gli ambiti WMPO Awards e la partecipazione come ospite speciale alla cerimonia di premiazione, che si terrà a Vienna, la mostra alla Galerie LIK Vienna e l’inclusione nel libro fotografico “World Masters of Photography”. Cogli questa opportunità per mostrare il tuo lavoro in una presenza fotografica globale.
6 temi:
Il Premio della Fotografia di Moda
Il Premio Stampa/Fotogiornalismo
Il Premio della Fotografia Contemporanea
Il Premio Fotografia di Strada
Il Premio del Paesaggio
Soggetto libero

Deadline: 15 January 2022

Website: http://www.photography-masters.org

AUGUST SANDER AWARD 2022

Il premio ha lo scopo di promuovere giovani artisti che lavorano nel campo della fotografia documentaria e concettuale. In onore del contributo fondamentale di August Sander alla fotografia di ritratto, il lavoro fotografico dei candidati dovrebbe concentrarsi principalmente sulla ritrattistica. Il premio viene assegnato ogni due anni.
L’artista dovrà presentare una serie ampiamente completata di massimo 20 fotografie realizzate appositamente per il premio. La presentazione deve consistere in stampe funzionanti senza cornice in qualità da esposizione di questa singola serie, con una lunghezza massima del bordo di 60 cm. I candidati devono includere anche un file PDF (max. 10 MB) contenente tutti i motivi della serie, le date e le misure. Il titolo del PDF deve essere il seguente: “candidates name_title of the series.pdf”. Si prega di inviare il PDF al seguente indirizzo: projekt@sk-kultur.de.
Saranno esaminate solo le opere che formano un gruppo o una sequenza tematicamente coerente; singole immagini non verranno prese in considerazione. Non saranno ammesse opere già premiate in altri concorsi.

Deadline: 28 January 2022

Website: https://www.photographie-sk-kultur.de

OLYMPUS IMAGE OF THE YEAR AWARD 2021

Olympus sta continuando a cercare le migliori immagini di microscopia ottica nel 2021. Il terzo premio Global Image of the Year Life Science Light Microscopy di Olympus riconosce il meglio dell’imaging delle scienze biologiche in tutto il mondo.
Le immagini non devono essere scattate con un microscopio Olympus. Nessun acquisto necessario per partecipare o vincere.
Le immagini devono essere scattate dal Partecipante utilizzando un microscopio ottico. Le immagini scattate con un elettrone o altri microscopi che non acquisiscono immagini utilizzando la tecnologia della luce ottica non sono idonee.

La macrofotografia non è ammissibile.

Deadline: 31 January 2022

Website: https://www.olympus-lifescience.com/en/landing/ioty-2021/

8TH SIPF 2022 SINGAPORE INTERNATIONAL PHOTOGRAPHY FESTIVAL

            Il Singapore International Photography Festival è tornato, con la sua ottava edizione nell’ottobre 2022. L’Open Call SIPF cerca sempre proposte diverse dalla comunità internazionale da presentare nel nostro paese d’origine, Singapore. Dal 2008, l’Open Call funge da sondaggio globale per far emergere nuovi lavori e nuovi volti con l’obiettivo di generare nuove discussioni e scambi sulla fotografia e sui lavori basati sull’immagine.
            L’Open Call si svolge indipendentemente dal tema del festival ed è sempre stato un momento importante per il pubblico per scoprire nuovi linguaggi visivi e argomenti che gli stanno a cuore. Nel corso degli anni, SIPF ha ricevuto una gamma dinamica di portafogli che spesso riflettono il mondo che ci circonda, le preoccupazioni della società e il mondo personale all’interno. Alla base di tutto, l’idea, il concetto, le emozioni e le storie sono espresse con forza attraverso foto e immagini con una voce artistica unica per ogni individuo.

Deadline: 14 January 2022

Website: https://sipf.sg/8th-sipf-2022/call-for-entries/

EUROPHOTOMETEO 2022

La European Meteorological Society bandisce il concorso fotografico Europhotometeo 2022 (EPM2022).
Puoi inviare una sola foto relativa a nuvole o altri fenomeni meteorologici. Le foto devono essere scattate negli ultimi due anni (2020 o 2021).

Nella fase di selezione iniziale, tutte le voci ammesse saranno valutate online in un processo di eliminazione da un comitato di preselezione composto da volontari delle società membri di EMS e dei membri associati. Le foto con il punteggio più alto verranno visualizzate nella galleria pubblica EMS dopo il 1 marzo 2022. Il comitato organizzatore si riserva il diritto di decidere il numero di immagini che verranno visualizzate nella galleria fotografica.
Nella seconda e ultima fase di selezione, la giuria, composta da tutti i membri del Consiglio EMS e dai Presidenti di tutte le Società Membro EMS, selezionerà le prime dieci voci. La decisione della giuria sarà definitiva e non sarà soggetta a revisione.

Deadline: 15 January 2022

Website: https://www.emetsoc.org/europhotometeo/

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori di traduzione e trascrizione dei contenuti.

Buon Natale da Musa Fotografia 😃

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“Vi auguro un buon Natale e un felice anno nuovo. Grazie per tutto il vostro supporto, anche quest’anno. Musa Fotografia cresce grazie a voi.
Buon Natale” Sara e Staff