Walker Evans

Walker Evans (3 novembre 1903 – 10 aprile 1975) è stato un fotografo e fotogiornalista americano, conosciuto prevalentemente per il suo lavoro per la Farm Security Administration (FSA) al fine di documentare gli effetti della Grande Depressione. Gran parte del suo lavoro del periodo FSA è in grande formato, fotocamera 8×10 pollici. Evans affermò che il suo scopo come fotografo era di scattare fotografie “colte, autorevoli trascendenti”. Molti dei suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti di musei e sono state il soggetto di retrospettive organizzate da istituzioni quali il Metropolitan Museum of Art o la George Eastman House.

Nato a St. Luois, Missouri, da Jessie e Walker, Walker Evans veniva da una famiglia agiata. Il padre era un dirigente pubblicitario. Trascorse la sua gioventù a Toledo, Chicago e New York. Frequentò il Loomis Institute e Mercersburg Academy prima di diplomarsi alla Phillips Academy in Andover, Massachusetts, nel 1922. Studiò letteratura francese per un anno all Williams College, trascorrendo molto del suo tempo nella biblioteca della scuola, prima di abbandaonare. Dopo aver trascorso un anno a Parigi nel 1926, tornò negli Stati Uniti per unirsi alla amssa di artisti e letterati di New York. John Cheever, Hart Crane, e Lincoln Kirstein erano tra I suoi amici: Dal 1927 al 1929 ha lavorato come impiegato per un broker azionario alla Borsa di Wall Street.

Evans iniziò ad occuparsi di fotografia nel 1928, nel periodo in cui visse a Ossining, New York. Le sue influenze includevano Eugène Atget e August Sander.m Nel 1930, pubblicò 3 fotografie (Ponte di Brooklyn) nel libro di poesie The Bridge di Hart Crane. Nel 1931, scattò una serie di fotografie alle case vittoriane nei pressi di Boston, sponsorizzato da Lincoln Kirstein.

Nel maggio e giugno del 1933, Evans scatto delle fotografie a Cuba su assignment di Lippincott. L’editore di Carleton Beals The Crime of Cuba (1933), uno “stridente resoconto” della dittatura di Gerardo Machado. Lì Evans trascorreva le notti a bere con Ernest Hemingway, che gli prestò i soldi per prolungare il suo soggiorno di due settimane per un’altra settimana. Le sue fotografie documentavano la vita di strada, la presemza della polizia, mendicanti e scaricatori di porto e altre scene sul lungomare. Aiutò anche Hemnigway a reperire delle foto dagli archivi dei giornali che documentassero alcuen delle violenze politiche che Hemnigway descrisse in To have and have not (1937). Temendo che le sue fotografie potessero essere considerate critiche del governo e confiscate dalle autorità cubane, lasciò 46 stampe a Hemingway. Non ebbe difficoltà al suo ritorno negli Stati Uniti, e 31 delle sue foto furono pubblicate nel libro di Beals. Il nascondiglio delle stampe lasciate a Hemingway fu scoperto a L’Havana nel 2002 e messo in mostra a Key West.

Nel 1935, Evans trascorse due mesi all’inizio per una campagna fotografica per la Resettlement Administration (RA)  (un’agenzia federale che trasferiva le famiglie povere in conunità create dal governo federale n.d.t.) in West Virginia e Pennsylvania. Da ottober in poi, continuò a lvaorare per la RA e più tardi per la Farm Security Administration (FSA),prevalentemente negli Stati Uniti meridionali.

Nell’estate del 1936, mentre era in congedo dalla FSA, insieme allosc rittore James Agee, venne mandato dalla rivista Fortune in assingment a Hale County, Alabama, per una sotria che la rivista poi decise di non pubblicare. Nel 1941, le fotografie di Evans e i testi di Agee, che raccontavano il soggiorno dei due con tre famiglie di mezzadri bianchi nel sud dell’Alabama durante la Grande Depressione furono poi pubblicati  enl libro rivoluzionario Let Us Now Praise Famous Men. Il resoconto dettagliato delle te famiglie di agricoltori, dipinge un commovente ritratto della povertà rurale.

Le tre famiglie, capeggiate da Bud Fields, Floyd Burroughs e Frank Tingle, vivevano nella città di Akron, Contea di Hale, Alabama e i proprietari dei terreni su cui le famiglie lavoravano dissero loro che Ebans e Agee erano “agenti sovietici”, sebbene Allie Mae Burroughs, la moglie di Floyd, ricordo in interviste successive di non aver creduto a quell’informazione. Le fotografie di Evans delle famiglie, le resero icone della povertà e miseria Grande Depressione (un po’ come Migrant Mother per Dorothea Lange n.d.t.). Nel settembre 205, Fortune rivisitò Hale Couty e i discendenti delle tre famiglie per l’edizione del suo 75 anniversario. Charles Burroughs, che aveva 4 anni all’epoca in cui Evans e Agee visitarono la famiglia, era ancora arrabbiato con loro per non aver mai inviato alla famiglia una copia del libro; si riporta anche che il figlio di Floyd Burroughs fosse arrabbiato perche la famiglia fu “messa in una luce tale che sembrava non potessero farci nulla, che fossero condannati all’ignoranza”

Evans continuò a lavorare per la FSA fino al 1938. Quell’anno si tenne una mostra al The Museum of Modern Art, New York: Walker Evans: American Photographs. Questa fu la prima mostra in un museo dedicata all’opera di un unico fotografo. Il catalogo includeva una saggio di accompagnamento di Lincoln Kirstein, che era diventato amico di Evans nei suoi primi periodi newyorchesi.

Nel 1938, Evans scattò anche la sua prima fotografia nella metropolitana di New York, nascondendo la fotocamera nel cappotto. Queste immagini furono raccolte in un libro nel 1966 dal titolo Many are Called. Nel 1938 e 1939 Evans lavorò con Hellen Levitt, facendole da mentore.

Evans, così come altri fotografi come Henri Cartier-Bresson, raramente trascorreva empo in camera oscura stampando i propri negativi. Supervisionava solo vagamente la tampa delle sue fotografie, a volte soltanto attaccando delle note scritte a mano ai negativi, con le istruzioni o alcuni aspetti della procedura di stampa.

Evans era un lettore e scrittore appassionato, e nel 1945 divenne scrittore per il Time magazine. Poco dopo diventò redattore alla rivista Fortune fino al 1965. Quell’anno, diventò professore di fotografia alla facoltà di Graphic Desing alla Yale University School of Art.

In uno dei suoi ultimi progetti fotografici, Evans lavorò ad un portfolio in bianco e nero degli uffici  e dei soci della Brown Brothers Harriman & Co per la pubblicazione su “Partners in Banking” pubblicato nel 1968 per festeggiare il 150° anniversario della banca. Nel 1973 e 1974, scattò anche una lunga serie con l’allora nuova fotocamera Polaroid SX-70, dopo che l’età e problemi di salute gli avevano reso difficile lavorare con attrezzature complesse.

La prima retrospettiva definitica delle sue fotografie, che “individualmente evocano un incontrovertibile sensazione di luoghi specifici e collettivamente un senso di America,” secondo un comunicato stampa, fu allestita al Museum of Modern Arta New York all’inizio del 1971. Selezionata da John Szarkowski, la mostra venne esmplicemente intitolata Walker Evans.
Evans morì nella sua casa di New Havens, Connecticut nel 1975.

Nel 1994, l’eredità di Walker Evans trasferì le sue proprietà al The Metropolitan Museum of Art di New York. The Metropolitan Museum of Art è l’unico titolare dei diriti d’autore per tutte le oepre d’arte di Walker Evans. L’unica eccezione è rappresentata da un gruppo di circa 1000 negativi nella collezione della Library of Congress, che vennero prodotti per la the Resettlement Administration (RA) / Farm Security Administration (FSA). I lavoro di Evans per RA e FSA sono di dominio pubblico.

Nel 200 Evans fu ammesso nella St. Louis Walk of Fame.

Fonte: libera traduzione da Wikipedia

Walker Evans (November 3, 1903 – April 10, 1975) was an American photographer and photojournalist best known for his work for the Farm Security Administration (FSA) documenting the effects of the Great Depression. Much of Evans’s work from the FSA period uses the large-format, 8×10-inch camera. He said that his goal as a photographer was to make pictures that are “literate, authoritative, transcendent”. Many of his works are in the permanent collections of museums and have been the subject of retrospectives at such institutions as The Metropolitan Museum of Art or George Eastman House.

Born in St. Louis, Missouri, to Jessie (née Crane) and Walker,Walker Evans came from an affluent family. His father was an advertising director. He spent his youth in Toledo, Chicago, and New York City. He attended The Loomis Institute and Mercersburg Academy before graduating from Phillips Academy in Andover, Massachusetts, in 1922. He studied French literature for a year at Williams College, spending much of his time in the school’s library, before dropping out. After spending a year in Paris in 1926, he returned to the United States to join the edgy literary and art crowd in New York City. John Cheever, Hart Crane, and Lincoln Kirstein were among his friends. He was a clerk for a stockbroker firm in Wall street from 1927 to 1929.

Evans tooktook up photography in 1928 around the time he was living in Ossining, New York. His influences included Eugène Atget and August Sander. In 1930, he published three photographs (Brooklyn Bridge) in the poetry book The Bridge by Hart Crane. In 1931, he made a photo series of Victorian houses in the Boston vicinity sponsored by Lincoln Kirstein,

In May and June 1933, Evans took photographs in Cuba on assignment for Lippincott, the publisher of Carleton Beals’ The Crime of Cuba (1933), a “strident account” of the dictatorship of Gerardo Machado. There Evans drank nightly with Ernest Hemingway, who loaned him money to extend his two-week stay an additional week. His photographs documented street life, the presence of police, beggars and dockworkers in rags, and other waterfront scenes. He also helped Hemingway acquire photos from newspaper archives that documented some of the political violence Hemingway described in To Have and Have Not (1937). Fearing that his photographs might be deemed critical of the government and confiscated by Cuban authorities, he left 46 prints with Hemingway. He had no difficulties when returning to the United States, and 31 of his photos appeared in Beals’ book. The cache of prints left with Hemingway was discovered in Havana in 2002 and exhibited at an exhibition in Key West.

In 1935, Evans spent two months at first on a fixed-term photographic campaign for the Resettlement Administration (RA) in West Virginia and Pennsylvania. From October on, he continued to do photographic work for the RA and later the Farm Security Administration (FSA), primarily in the Southern United States.

In the summer of 1936, while on leave from the FSA, he and writer James Agee were sent by Fortune magazine on assignment to Hale County, Alabama, for a story the magazine subsequently opted not to run. In 1941, Evans’s photographs and Agee’s text detailing the duo’s stay with three white tenant families in southern Alabama during the Great Depression were published as the groundbreaking book Let Us Now Praise Famous Men. Its detailed account of three farming families paints a deeply moving portrait of rural poverty. The critic Janet Malcolm notes that as in the earlier Beals’ book there was a contradiction between a kind of anguished dissonance in Agee’s prose and the quiet, magisterial beauty of Evans’s photographs of sharecroppers.

The three families headed by Bud Fields, Floyd Burroughs and Frank Tingle, lived in the Hale County town of Akron, Alabama, and the owners of the land on which the families worked told them that Evans and Agee were “Soviet agents,” although Allie Mae Burroughs, Floyd’s wife, recalled during later interviews her discounting that information. Evans’s photographs of the families made them icons of Depression-Era misery and poverty. In September 2005, Fortune revisited Hale County and the descendants of the three families for its 75th anniversary issue. Charles Burroughs, who was four years old when Evans and Agee visited the family, was “still angry” at them for not even sending the family a copy of the book; the son of Floyd Burroughs was also reportedly angry because the family was “cast in a light that they couldn’t do any better, that they were doomed, ignorant”.

Evans continued to work for the FSA until 1938. That year, an exhibition, Walker Evans: American Photographs, was held at The Museum of Modern Art, New York. This was the first exhibition in the museum devoted to the work of a single photographer. The catalogue included an accompanying essay by Lincoln Kirstein, whom Evans had befriended in his early days in New York.

In 1938, Evans also took his first photographs in the New York subway with a camera hidden in his coat. These would be collected in book form in 1966 under the title Many are Called. In 1938 and 1939, Evans worked with and mentored Helen Levitt.

Evans, like such other photographers as Henri Cartier-Bresson, rarely spent time in the darkroom making prints from his own negatives. He only very loosely supervised the making of prints of most of his photographs, sometimes only attaching handwritten notes to negatives with instructions on some aspect of the printing procedure.

Evans was a passionate reader and writer, and in 1945 became a staff writer at Time magazine. Shortly afterward he became an editor at Fortune magazine through 1965. That year, he became a professor of photography on the faculty for Graphic Design at the Yale University School of Art.

In one of his last photographic projects, Evans completed a black and white portfolio of Brown Brothers Harriman & Co.’s offices and partners for publication in “Partners in Banking,” published in 1968 to celebrate the private bank’s 150th anniversary. In 1973 and 1974, he also shot a long series with the then-new Polaroid SX-70 camera, after age and poor health had made it difficult for him to work with elaborate equipment.

The first definitive retrospective of his photographs, which “individually evoke an incontrovertible sense of specific places, and collectively a sense of America,” according to a press release, was on view at New York’s Museum of Modern Art in early 1971. Selected by John Szarkowski, the exhibit was titled simply Walker Evans

Evans died at his home in New Haven, Connecticut, in 1975.

In 1994, The Estate of Walker Evans handed over its holdings to New York City’s The Metropolitan Museum of Art. The Metropolitan Museum of Art is the sole copyright holder for all works of art in all media by Walker Evans. The only exception is a group of approximately 1,000 negatives in collection of the Library of Congress which were produced for the Resettlement Administration (RA) / Farm Security Administration (FSA). Evans’s RA / FSA works are in the public domain.

In 2000, Evans was inducted into the St. Louis Walk of Fame.

Source: Wikipedia

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