Joel Peter Witkin

Joel Peter Witkin (Brooklyn, 13 settembre 1939) è un fotografo statunitense. È sposato con Cynthia Witkin, vive e lavora ad Albuquerque nel Nuovo Messico.

Nato da padre ebreo e madre cattolica, è fratello gemello del pittore Jerome Witkin. Ha frequentato la scuola di Saint Cecilia di Brooklyn, ed ha continuato poi nella Grover Cleveland High School. Tra il 1961 e 1964 lavorò come fotografo di guerra durante la Guerra del Vietnam. Nel 1967 decise di lavorare come fotografo libero professionista, e divenne fotografo ufficiale presso la City Walls Inc. . Successivamente decise di proseguire gli studi alla Cooper Union di New York specializzandosi in scultura. Infine la Columbia University gli ha concesso una borsa di studio che gli ha permesso di concludere gli studi presso l’Università del Nuovo Messico di Albuquerque.

Witkin ha sostenuto in più interviste che le sue visioni, le sue ricerca di significato e bellezza siano state causate da un episodio a cui ha assistito quando era ancora bambino: un incidente d’auto avvenuto di fronte a casa sua in cui una bambina è stata decapitata.

“Successe di Domenica quando mia madre, io e il mio fratello gemello stavamo scendendo le scale del palazzo in cui abitavamo. Stavamo andando in chiesa. Mentre camminavamo lungo il corridoio verso l’ingresso del palazzo, abbiamo sentito uno schianto incredibile insieme ad urla e grida in cerca di aiuto. L’incidente ha coinvolto tre vetture, tutte e tre con famiglie complete dentro. In qualche modo, nella confusione, non stavo più tenendo la mano di mia madre. Nel punto in cui mi trovavo sul marciapiede, ho potuto vedere qualcosa che rotolava da una delle auto rovesciate. Si fermò sul marciapiede dove mi trovavo. Era la testa di una bambina. Mi chinai a toccare il viso, per parlargli – ma prima che potessi toccare qualcuno mi ha portato via”.

Hanno probabilmente influito le opere dei grandi artisti pittori del passato, come dimostra “Gods of Earth and Heaven” rappresentante la Nascita di Venere del Botticelli vista e distorta dal suo punto di vista, lo stesso vale per “Queer saint”, che ricorda molto il martirio di San Sebastiano. Numerose fotografie rappresentano santi, crocifissi, martiri appartenenti al cristianesimo. Il tema persistente è quello della morte, con l’ utilizzo di  figure distorte e deformi, a volte con la presenza di protesi o in simbiosi con macchine.
I soggetti fotografati sono quasi sempre i cosiddetti freak, burattini, e spesso sono veri e propri cadaveri, o parti di essi, manipolati e sistemati nel set fotografico dallo stesso artista. Il più famoso esempio è forse Glassman.

Witkin prepara da solo la scena dello scatto, e ne studia meticolosamente i dettagli e la disposizione di essi preparando bozzetti e schizzi prescatto. Il marchio di Witkin è senza dubbio l’utilizzo del bianco/nero con l’inserimento successivo di graffi e macchie sui negativi.

In un autoritratto Joel-Peter appare con un crocifisso tra gli occhi, è presente come autore la moglie Cynthia Witkin, poiché è stata lei a scattare la foto, ciò è stato probabilmente per dare ulteriore significato all’opera.

Fonte “Wikipedia”

Qua trovate un’intervista a Witkin di Loredana De Pace

Joel-Peter Witkin (born September 13, 1939) is an American photographer who lives in Albuquerque, New Mexico. His work often deals with such themes as death, corpses (and sometimes dismembered portions thereof), and various outsiders such as dwarves, transsexuals, intersex persons, and physically deformed people. Witkin’s complex tableaux often recall religious episodes or classical paintings.

Witkin was born to a Jewish father and Roman Catholic mother. His twin brother, Jerome Witkin, and son Kersen Witkin, are also painters. Witkin’s parents divorced when he was young because they were unable to overcome their religious differences[citation needed]. He attended grammar school at Saint Cecelia’s in Brooklyn and went on to Grover Cleveland High School. In 1961 Witkin enlisted in the United States Army with the intention of capturing war photography during the Vietnam war. However, due to scheduling conflicts, Witkin never saw combat in Vietnam. Witkin spent his military time at Fort Hood, Texas, and was mostly in charge of Public Information and classified photos. In 1967, he became the official photographer for City Walls Inc. He attended Cooper Union in New York, where he studied sculpture, attaining a Bachelor of Arts degree in 1974. Columbia University granted him a scholarship for graduate school, but his Master of Fine Arts degree is from the University of New Mexico in Albuquerque.

Witkin claims that his vision and sensibility spring from an episode he witnessed as a young child, an automobile accident in front of his house in which a little girl was decapitated.

“It happened on a Sunday when my mother was escorting my twin brother and me down the steps of the tenement where we lived. We were going to church. While walking down the hallway to the entrance of the building, we heard an incredible crash mixed with screaming and cries for help. The accident involved three cars, all with families in them. Somehow, in the confusion, I was no longer holding my mother’s hand. At the place where I stood at the curb, I could see something rolling from one of the overturned cars. It stopped at the curb where I stood. It was the head of a little girl. I bent down to touch the face, to speak to it — but before I could touch it someone carried me away””
He says his family’s difficulties also influenced his work. His favorite artist is Giotto. His photographic techniques draw on early Daguerreotypes and on the work of E. J. Bellocq.

Those of Witkin’s works which use corpses have had to be created in Mexico in order to get around restrictive US laws. Because of the transgressive nature of the contents of his images, his works have been labelled exploitative and have sometimes shocked public opinion.

His techniques include scratching the negative, bleaching or toning the print, and using a hands-in-the-chemicals printing technique. This experimentation began after seeing a 19th-century ambrotype of a woman and her ex-lover who had been scratched from the frame.

Joel-Peter Witkin’s photograph “Sanitarium” inspired the final presentation of Alexander McQueen’s Spring/Summer 2001 collection based on avian imagery, the walls of another box within the faux psychiatric ward collapsed to reveal a startling tableau vivant: a reclining, masked nude breathing through a tube and surrounded by fluttering moths.

Source “Wikipedia”

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