L’estate è alle porte, la luce si fa calda e le occasioni per scattare si moltiplicano. Ma cosa succederà a quelle foto una volta tornati?
In Musa Fotografia abbiamo lavorato intensamente per costruire un calendario 2026/2027 che possa accompagnarti dalla tecnica base alla costruzione di una visione autoriale solida. Che tu preferisca la comodità dell’online o il calore dell’aula, abbiamo pensato a ogni dettaglio.
Ecco un’anteprima di quello che ti aspetta:
🌟 Segna la data: Gli Open Day
Prima di iniziare, vieni a conoscerci e a scoprire come lavoriamo:
14 Settembre: Open Day Online (ore 20:30).
19 Settembre: Open Day in sede a Malgrate (LC) con Mostra Fotografica.
Ti ricordiamo che la scadenza per il Premio Internazionale Musa per Fotografe è fissata per il 21 novembre. L’estate è il momento perfetto per chiudere il tuo progetto! Scopri le novità qui
Vuoi dare un’occhiata al calendario completo? Abbiamo preparato una pagina dedicata con tutti i dettagli, gli orari e i docenti:
Non aspettare settembre per decidere dove porterai la tua fotografia. Inizia a sognare il tuo percorso oggi. Buona ESTATE, Il team di Musa Fotografia
EVENTI GRATUITI
Come sempre, offriamo EVENTI GRATUITI ONLINEper chi vuole conoscere e capire meglio la fotografia e i suoi utilizzi! Ti aspettiamo per un anno ricco di formazione, condivisione e nuove idee. Non vediamo l’ora di continuare a crescere insieme a te! A presto, Il team di Musa Fotografia Sara Munari
PER PENSARE UN POCHINO “Inquadrare non significa escludere il mondo, ma dare finalmente un nome a quella parte di realtà che aspettava solo di essere riconosciuta dal tuo sguardo.” Sara Munari
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Ciao! Ecco una selezione di premi fotografici internazionali e italiani con scadenza nel mese di Luglio 2026, perfetti per esporre il tuo lavoro, vincere premi in denaro e ottenere visibilità globale. I concorsi includono categorie per professionisti e amatori, con temi che vanno dalla fotografia documentaria, street photography, bianco e nero, paesaggio ecc… Alcuni sono gratuiti, altri richiedono una tassa di iscrizione e offrono premi che spaziano da mostre personali, pubblicazioni, fino a premi in denaro.
Women Photograph + Leica Project Grants 2026
Grazie al generoso supporto di Leica USA, queste tre borse di studio da 10.000 dollari ciascuna sosterranno progetti fotografici, nuovi o in corso, di fotoreporter che operano nel campo del documentario.
I fondi possono essere utilizzati per coprire i costi diretti del reportage, i compensi dei fotografi e qualsiasi altra spesa a supporto della produzione di nuovi lavori. Questa borsa di studio non è destinata a finanziare la produzione di libri, mostre, workshop o altro materiale secondario.
Si incoraggiano i candidati a presentare un reportage completo, piuttosto che singole immagini, come parte della domanda di borsa di studio. Le immagini non devono necessariamente essere correlate alla proposta progettuale (ma si prega di specificare nella domanda se le immagini non sono correlate alla proposta).
La fotografia in bianco e nero è alla base stessa del mezzo fotografico. Libera da distrazioni, parla il linguaggio della luce, dell’ombra, della forma e dell’emozione, collegando la visione contemporanea con una tradizione artistica senza tempo. Molto prima che la fotografia diventasse onnipresente, le immagini monocromatiche la definivano come forma d’arte, trasformando idee nate dall’immaginazione in dichiarazioni visive durature.
I Monochrome Awards celebrano questa eredità, abbracciando al contempo la creatività moderna. Con un’ampia gamma di categorie accuratamente selezionate, il concorso offre ai fotografi la libertà di esplorare diversi generi, tecniche e interpretazioni personali dell’espressione monocromatica. Dagli approcci classici alle prospettive audaci e sperimentali, i premi riflettono la grande ricchezza e l’evoluzione della fotografia in bianco e nero oggi.
Oltre al prestigioso riconoscimento e ai premi in denaro, i vincitori beneficiano di visibilità internazionale, promozione dedicata e supporto a lungo termine per la loro carriera. Partecipando ai Monochrome Awards 2026, i fotografi entrano a far parte di una comunità globale unita da una passione condivisa per la potenza e la purezza delle immagini in bianco e nero.
Fin dai primissimi giorni della fotografia, le persone hanno rivolto la macchina fotografica verso se stesse. Non come una performance, ma come esperimento, necessità e curiosità. Alcune delle prime immagini fotografiche erano autoritratti realizzati attraverso specchi, lunghe esposizioni e immobilità attentamente studiata. Il mezzo ha quasi immediatamente racchiuso questo gesto interiore.
Ciò che continua a rendere affascinante l’autoritratto fotografico non è la novità, ma la sua persistenza. L’immagine non è mai solo descrittiva. Diventa un punto d’incontro tra il proprio aspetto e il modo in cui si viene momentaneamente catturati dalla macchina fotografica. Questa raccolta considera l’autoritratto come parte integrante del fondamento della fotografia, piuttosto che ai suoi margini.
Questo concorso è aperto a tutte le interpretazioni della fotografia monocromatica: dal tradizionale bianco e nero alla scala di grigi, seppia, cianotipia o qualsiasi altra variante basata su un singolo tono. Ciò che conta è come utilizzi questa limitazione per costruire un’immagine.
Il vincitore sarà riconosciuto come Fotografo dell’Anno e, insieme ai finalisti, sarà incluso nel Monochromatic Book annuale. Questa pubblicazione raccoglie una selezione internazionale di opere, accuratamente curate e presentate, creando un corpus coerente che riflette ciò che sta accadendo oggi nella fotografia monocromatica.
Più che visibilità, offre un posizionamento. Uno spazio in cui il lavoro non viene consumato frettolosamente, ma considerato, rivisitato e ricordato.
Il premio internazionale Beautiful Bizarre Art Prize vuole riconoscere creatività e originalità agli artisti di ciascuna categoria, oltre a riconoscere un eccezionale vincitore assoluto del Gran Premio.
Tra le opere ricevute, i 200 finalisti (25 per categoria: Disegno, Arte Digitale, Fotografia, Scultura, Realismo Immaginativo e Premio Artista Emergente, e 50 per la categoria Pittura) riceveranno un’ampia promozione internazionale attraverso le campagne di email marketing, la copertura sul sito web, il marketing sui social media e la pubblicità della rivista Beautiful Bizarre (oltre 2 milioni di follower), oltre a ulteriori contatti e visibilità tramite partner, sostenitori e media.
I Chromatic Awards 2026 aprono le iscrizioni per la decima edizione di questo concorso fotografico di fama internazionale, dedicato esclusivamente alla fotografia a colori. Celebrando un decennio di creatività, i Chromatic Awards continuano a premiare gli artisti che utilizzano il colore come potente linguaggio per raccontare storie, evocare emozioni e plasmare la cultura visiva.
I Chromatic Awards vogliono supportare e ispirare i fotografi offrendo loro una piattaforma globale per condividere la loro passione, la loro visione e le loro storie. Attraverso questa piattaforma, il concorso si propone di promuovere talenti eccezionali in tutto il mondo, continuando al contempo a scoprire e valorizzare nuove voci emergenti nel panorama della fotografia contemporanea.
L’Architecture Photography Awards 2026 (APA) è un concorso internazionale che celebra l’eccellenza nella fotografia di architettura.
Aperto a fotografi di tutto il mondo, l’APA invita a presentare candidature in 23 diverse categorie, dai paesaggi urbani e interni alle forme astratte e al minimalismo. Il concorso riunisce un pubblico globale e una giuria internazionale composta da fotografi esperti e professionisti del settore.
Le opere vincitrici saranno pubblicate nella galleria online ufficiale e promosse attraverso i canali globali e i partner mediatici dell’APA.
Gli European Photography Awards accolgono fotografi provenienti da tutto il mondo, pronti a perfezionare le proprie competenze fotografiche e la propria straordinaria interpretazione della diversità, ritraendo le maestose culture tramandate di generazione in generazione.
Il premio celebra un’ampia gamma di generi fotografici, estendendo la portata del vostro talento in tutto il mondo. Indipendentemente dal vostro livello professionale, il premio celebra le vostre visualizzazioni del mondo e di tutto ciò che esso racchiude. Scoprite infinite possibilità intraprendendo un viaggio straordinario attraverso il vasto continente, formato da innumerevoli paesi diversi che si uniscono a formare una maestosa massa continentale.
Il Nomad Art Prize è un premio internazionale per le arti visive che celebra il dialogo tra la creazione artistica e i luoghi che la ispirano. Fondato sulla convinzione che l’arte sia per sua stessa natura nomade – capace di attraversare confini, culture e contesti – il premio si propone di scoprire 8 artisti la cui opera incarni questo spirito di movimento.
Ogni edizione si svolge in una città diversa, creando una geografia dinamica dell’arte contemporanea. Per il 2026, Lisbona – con la sua storia stratificata, il suo patrimonio marittimo e la sua vivace scena creativa – è al tempo stesso sfondo e musa ispiratrice.
Production Paradise promuove fotografi commerciali di livello mondiale e servizi creativi per agenzie pubblicitarie, editori di riviste, marchi e clienti aziendali.
Spotlight Magazine, di Production Paradise, si concentra sui talenti fotografici più ricercati che operano in specifiche categorie pubblicitarie.
Dai sfogo alla tua creatività nella fotografia di strada partecipando allo STREET Photography Competition, un’entusiasmante competizione fotografica internazionale dedicata a catturare la vita nei suoi momenti più autentici e spontanei.
Da ritratti spontanei di grande impatto a potenti scene urbane, questa è la tua opportunità per condividere la tua visione, ottenere riconoscimento e far conoscere il tuo lavoro a una giuria di esperti e fotografi di fama mondiale.
PERSPA – Prix de la Perspective Architecturale 2026
Questo concorso internazionale celebra l’arte di immortalare l’ambiente costruito, dai vasti paesaggi urbani e monumenti storici agli spazi interni vuoti e alle geometrie astratte.
I premi includono un Gran Premio di € 1.000, medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per ogni categoria, menzioni d’onore, la pubblicazione nell’annuario PERSPA distribuito alle biblioteche, opportunità espositive e certificati ufficiali dell’associazione francese per tutti i vincitori, le menzioni d’onore e le opere selezionate.
18 categorie, tra cui Astratto, Aereo, Bianco e Nero, Paesaggio Urbano, Culturale, Belle Arti, Francia, Geometria, Storico e Patrimonio, Uomo e Architettura, Industriale, Minimalismo, Architettura Moderna, Notte e Scarsa Luce, Colore Aperto, Immobiliare, Scale e Simmetria.
L’associazione Fiorenzuola Oltre i Confini organizza Comunità in movimento – Migrazioni in Italia, concorso fotografico dedicato al racconto delle migrazioni contemporanee in Italia, in seno alla Festa Multietnica XXIX edizione.
Chi può partecipare
Il concorso è aperto a tutti i fotografi. Ogni partecipante può presentare un solo progetto fotografico.
Il progetto
La partecipazione prevede l’invio di un progetto fotografico composto da un minimo di 10 e un massimo di 15 fotografie, coerenti con il tema Comunità in movimento e ambientate esclusivamente in Italia. Le immagini devono essere in formato JPEG (3:2 o 2:3), a colori o in bianco e nero, e sviluppare una narrazione visiva coerente e strutturata.
Ogni progetto deve essere accompagnato da un titolo, un testo di presentazione (massimo 1.500 battute, spazi inclusi) ed eventuali brevi didascalie (facoltative).
Quote di partecipazione
L’iscrizione prevede il pagamento di una quota di € 10,00.
Premio
Premio in denaro di € 600,00 per il progetto vincitore, assegnato dalla giuria. Il progetto selezionato sarà esposto al pubblico durante tutto il mese di settembre 2026 presso la Chiesa della Buona Morte di Fiorenzuola d’Arda, in occasione della Festa Multietnica (11–13 settembre 2026).
C’è una conversazione che sento ripetere spesso, nei festival, nelle gallerie, nei corridoi delle fiere: “Ma è fatta con l’AI?” Detto con un tono che può essere di accusa, di meraviglia o di sufficienza, a seconda di chi parla. Come se la risposta a quella domanda potesse ancora dirci qualcosa di definitivo sul valore di un’immagine.
Non può. E forse è ora di smettere di chiedercelo.
Per anni abbiamo discusso di autenticità fotografica come se fosse una questione binaria: o l’immagine documenta la realtà, o la tradisce. Una fotografia era “vera” se catturava qualcosa che era davvero accaduto davanti all’obiettivo, e “falsa” se no. Una distinzione che reggeva abbastanza bene finché gli strumenti di manipolazione erano nelle mani di pochi e richiedevano competenze specifiche.
Poi è arrivato Photoshop. Poi Instagram con i suoi filtri. Poi le AI generative. E ogni volta abbiamo avuto la stessa reazione: allarme, dibattito, resistenza, e infine, quasi sempre, assorbimento silenzioso.
Il 2026 non ci mette davanti a una nuova versione dello stesso problema. Ci mette davanti a qualcosa di strutturalmente diverso: la nascita di un’estetica che non vuole imitare la realtà, non vuole ingannarci facendoci credere che qualcosa sia accaduto quando non è accaduto. Vuole costruire mondi che non esistono, e non ha nessuna intenzione di scusarsene.
Chiamiamola Synthetic Photography, anche se il nome è ancora provvisorio e imperfetto come tutti i nomi dati alle cose nuove.
La differenza è sottile ma fondamentale. Un deepfake cerca di passare per reale. L’estetica sintetica non ci prova nemmeno: dichiara apertamente la propria natura artificiale e la usa come linguaggio. Non si tratta di far sembrare vero ciò che non lo è, ma di costruire visioni che la realtà non potrebbe mai produrre e che proprio per questo ci raccontano qualcosa che la fotografia tradizionale non riesce a dire.
Penso a certi progetti recenti in cui l’immagine generativa non sostituisce la fotografia, ma la attraversa, la contamina, la trascende. Non c’è più un momento decisivo da catturare: c’è un processo continuo di negoziazione tra l’intenzione dell’autore, la logica dell’algoritmo e il caso creativo che ne emerge.
È un cambio di paradigma che ricorda, per certi versi, il passaggio dalla pittura accademica all’impressionismo: anche lì, l’accusa era di tradire la realtà. Anche lì, il punto vero era che si stava semplicemente cambiando domanda, non più “come è fatto il mondo?”, ma “come lo percepiamo?”
Qui arriva la parte che mi interessa di più, e che trovo ancora poco esplorata.
La fotografia ha avuto storicamente una funzione testimoniale. Il fotografo era presente, vedeva, sceglieva, premeva un bottone. C’era un corpo fisico in un luogo fisico, in un momento preciso. Quella presenza era la garanzia implicita di una relazione con il reale.
Cosa succede quando l’autore diventa un curatore di algoritmi? Quando il suo lavoro non è più essere nel posto giusto al momento giusto, ma costruire un sistema di istruzioni, parametri, prompt, selezioni e poi scegliere, tra migliaia di output possibili, quello che risponde alla sua visione?
Non è una domanda retorica. È una domanda genuinamente aperta.
Da un lato si potrebbe dire che la funzione testimoniale si sposta: non si testimonia più un evento esterno, ma un processo interno, cognitivo, creativo, culturale. Il curatore di algoritmi testimonia il proprio modo di vedere il mondo traducendolo in un linguaggio che una macchina può eseguire. E quella traduzione dice moltissimo su chi siamo, su cosa desideriamo, su cosa troviamo bello o significativo.
Dall’altro lato, è legittimo chiedersi se non si perda qualcosa di irrecuperabile. La fotografia tradizionale aveva una resistenza del reale incorporata: il soggetto ti guardava, la luce cambiava, l’imprevisto entrava nell’inquadratura. L’algoritmo non resiste. Fa quello che gli dici o quasi. E quella quasi-obbedienza non è la stessa cosa della realtà che ti sorprende.
Quello che osservo, con curiosità più che con allarme, è che la Synthetic Photography sta già costruendo il suo vocabolario visivo, riconoscibile, coerente, a tratti persino commovente nella sua stranezza. Immagini che hanno una qualità onirica non perché cerchino di imitare i sogni, ma perché la logica algoritmica produce naturalmente qualcosa che la percezione umana legge come liminale, sospeso, non del tutto qui.
Non è nostalgia del futuro. È qualcosa di più strano: un presente che non assomiglia a nessun passato, e che per questo ci costringe a cercare nuove categorie.
Il punto non è se questa roba sia “arte” o no, quella domanda è sempre stata poco interessante. Il punto è cosa ci dice di noi, di questo momento, di come stiamo imparando a vedere un mondo che cambia più velocemente della nostra capacità di descriverlo.
Forse il fotografo del futuro non sarà chi sa stare nel posto giusto al momento giusto, ma chi sa fare le domande giuste alla macchina giusta. E forse, solo forse, anche questo è un modo di essere testimoni.
Ciao Sara Munari
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Ciao, ecco le tipologie di ottiche che puoi usare per i tuoi progetti fotografici! Buona giornata
Sara
La scelta dell’obiettivo fotografico è un fattore cruciale nella realizzazione di un’immagine di qualità. Ogni obiettivo, caratterizzato da una specifica lunghezza focale e apertura, offre un punto di vista unico e influisce direttamente sulla profondità di campo, sulla distorsione e sulla prospettiva dell’immagine finale. La versatilità dell’obiettivo è fondamentale per ogni fotografo, sia esso un professionista o un appassionato. Ogni tipo di obiettivo offre un punto di vista distintivo, permettendoci di esplorare diverse possibilità creative.
Obiettivi grandangolari: Gli obiettivi grandangolari sono caratterizzati da una lunghezza focale corta, che permette di catturare una porzione di scena molto più ampia rispetto a un obiettivo standard. Questa caratteristica li rende ideali per riprendere paesaggi vasti, interni spaziosi e architetture imponenti. La caratteristica principale è proprio la possibilità di includere una porzione di scena molto più ampia nel fotogramma. Gli obiettivi grandangolari tendono ad avere una maggiore profondità di campo, ovvero una porzione più ampia dell’immagine a fuoco. Questo significa che puoi ottenere immagini nitide sia in primo piano che sullo sfondo.
Questi obiettivi possono causare distorsione delle linee rette, soprattutto ai bordi dell’immagine. Le linee verticali possono apparire incurvate verso l’interno (distorsione a barilotto). Alcune lenti grandangolari, inoltre, possono presentare un leggero oscuramento degli angoli dell’immagine, soprattutto quando si utilizzano aperture ampie.
Gli obiettivi grandangolari hanno una lunghezza focale inferiore a 35 mm su full-frame (o sotto i 24 mm su APS-C) e offrono un ampio angolo di campo.
Caratteristiche tecniche
Angolo di campo: Dai 63° ai 120°, a seconda della lunghezza focale.
Profondità di campo ampia: Anche con diaframmi aperti, gran parte dell’immagine rimane a fuoco.
Distorsione prospettica: Gli oggetti vicini appaiono più grandi, mentre quelli lontani più piccoli (effetto prospettico esagerato).
Possibile distorsione geometrica: Specialmente sotto i 24 mm, le linee dritte possono apparire curve (distorsione a barilotto).
Tipologie
Grandangolari moderati (24-35mm) → Versatili, ottimi per paesaggi e reportage.
Supergrandangolari (14-24mm) → Angoli di campo molto ampi, ideali per architettura e interni.
Fisheye (<14mm) → Distorsione estrema per effetti creativi.
Obiettivi standard: Hanno una lunghezza focale simile a quella dell’occhio umano (50mm) e sono versatili per molti tipi di fotografia. Perché si chiama “standard”? Perché la lunghezza focale di un obiettivo standard offre una prospettiva molto naturale e simile a quella che percepiamo nella vita quotidiana e comprende un angolo di campo di circa 45°. È un ottimo punto di partenza per chi si avvicina alla fotografia, in quanto permette di ottenere risultati equilibrati in molte situazioni.
Gli obiettivi normali hanno una lunghezza focale compresa tra 40 mm e 60 mm su formato full-frame (o circa 25-40 mm su APS-C) e forniscono un angolo di campo simile alla visione umana.
Caratteristiche tecniche
Angolo di campo: Circa 46° (su full-frame).
Prospettiva naturale: Non introduce distorsioni evidenti.
Ampie aperture di diaframma: Molti modelli (come il classico 50mm f/1.8) permettono una grande apertura, utile per scatti in condizioni di scarsa luce e per ottenere un piacevole sfocato (bokeh).
Utilizzo
✅ Ritratti, street photography, reportage, fotografia quotidiana.
Teleobiettivi: Ideali per soggetti lontani come spesso accade nello sport, natura e ritratti, offrono un ingrandimento significativo. I teleobiettivi sono strumenti indispensabili per chi desidera “avvicinarsi” a soggetti lontani senza dover fisicamente modificare la propria posizione. Grazie alla loro lunga focale, questi obiettivi ingrandiscono l’immagine, permettendoci di catturare dettagli che sarebbero altrimenti invisibili ad occhio nudo. I teleobiettivi tendono a comprimere lo spazio, facendo apparire gli oggetti più vicini tra loro e lo sfondo più compresso. Questo effetto è particolarmente evidente con lunghezze focali molto lunghe. Molti teleobiettivi hanno un diaframma luminoso (numero f basso), che permette di scattare in condizioni di scarsa illuminazione. Se il diaframma più aperto a disposizione e troppo chiuso, rischiamo mossi e mancanza di luminosità nelle nostre immagini. Prestate sempre attenzione!
Tipi di teleobiettivi:
Teleobiettivi standard: Offrono una buona versatilità e sono ideali per un’ampia gamma di applicazioni.
Super teleobiettivi: Hanno lunghezze focali molto elevate e sono utilizzati per fotografare soggetti estremamente lontani, come animali o soggetti sportivi in campi ampi.
Teleobiettivi con zoom: Combinano le caratteristiche di un teleobiettivo con la versatilità di uno zoom, permettendo di variare la lunghezza focale senza cambiare obiettivo.
Gli obiettivi tele hanno una lunghezza focale superiore a 70 mm su full-frame (o 50 mm su APS-C) e servono per ingrandire soggetti distanti.
Caratteristiche tecniche
Angolo di campo ristretto: Dai 30° a meno di 5°, a seconda della lunghezza focale.
Compressione prospettica: Gli oggetti sembrano più vicini tra loro rispetto alla realtà.
Sfocato marcato (bokeh): Perfetti per isolare il soggetto dallo sfondo.
Stabilizzazione necessaria: Con focali superiori a 200 mm, il rischio di micromosso aumenta, quindi molti tele hanno stabilizzatori ottici (VR, IS, OSS).
Tipologie
Teleobiettivi corti (70-135mm): Ideali per ritratti (classico 85mm f/1.8).
Teleobiettivi medi (135-300mm): Ottimi per sport e natura.
Superteleobiettivi (>300mm): Usati in fotografia naturalistica e sportiva.
Macro obiettivi: Progettati per riprendere soggetti molto piccoli a breve distanza, come insetti o fiori. Gli obiettivi macro sono strumenti specializzati progettati per catturare immagini dettagliate di soggetti molto piccoli a brevissima distanza. Pensali come una lente d’ingrandimento per la tua fotocamera, che ti permette di rivelare dettagli invisibili all’occhio nudo. La caratteristica distintiva degli obiettivi macro è la loro capacità di ingrandire notevolmente il soggetto. Molti obiettivi macro offrono un rapporto di ingrandimento di 1:1, ovvero l’immagine del soggetto sul sensore della fotocamera è grande quanto il soggetto stesso nella realtà. Per garantire immagini nitide e dettagliate, gli obiettivi macro sono costruiti con lenti di alta qualità e spesso presentano rivestimenti speciali per ridurre al minimo le aberrazioni. Gli obiettivi macro ti permettono di rivelare dettagli invisibili a occhio nudo, come le venature di un’ala di farfalla o le strutture di un cristallo. Anche se progettati principalmente per la macrofotografia, molti obiettivi macro possono essere utilizzati anche per altri tipi di fotografia, come i ritratti ravvicinati.
Obiettivi fisheye: Gli obiettivi fisheye sono degli ultragrandangolari estremi, caratterizzati da una curvatura delle lenti molto pronunciata. Questa caratteristica conferisce alle immagini un’ampia distorsione a barilotto, ovvero le linee rette ai bordi dell’immagine appaiono incurvate verso l’esterno. L’effetto finale è quello di una visione “a occhio di pesce”, da cui deriva il nome. Gli obiettivi fisheye possono coprire angoli di campo superiori ai 180°, permettendo di catturare una porzione di scena molto più ampia rispetto a un obiettivo standard.
Tieni presente che la distorsione è una caratteristica intrinseca dei fisheye, quindi scegli un obiettivo che offra un tipo di distorsione che ti interessa ottenere, sempre che tu ne voglia ottenere una. Come per tutti gli obiettivi, anche i fisheye variano in termini di qualità ottica. Scegli un modello di buona qualità per ottenere immagini nitide e contrastate.
Obiettivi Zoom: Gli obiettivi zoom sono strumenti estremamente versatili che permettono di variare la lunghezza focale senza dover cambiare obiettivo. Questa caratteristica li rende ideali per una vasta gamma di situazioni fotografiche, dal paesaggio al ritratto. Combinano diverse lunghezze focali offrendo flessibilità ma questo va spesso a discapito della qualità ottica, che rimane, nella maggior parte dei casi, superiore negli obiettivi a focale fissa. Questo è dovuto alla complessità del meccanismo interno e alla necessità di ottimizzare le prestazioni su un’ampia gamma di lunghezze focali.
La possibilità di variare la lunghezza focale senza cambiare ottica è un grande vantaggio, soprattutto in situazioni in cui si desidera catturare soggetti diversi con inquadrature differenti, inoltre non dover cambiare continuamente obiettivo fa risparmiare tempo e permette di cogliere i momenti fuggevoli.
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Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Maggio! Partecipate! Ciao
Annalisa
Photo Art Doc 2026
Il PhotoArtDoc Documentary and Art Photography Festival invita fotografi e artisti di tutto il mondo che utilizzano la fotografia nella loro pratica a partecipare.
Il tema della call for entries del 2026 è TRASFORMAZIONE (categoria: “Stato di transizione”).
Concetto
Viviamo in uno stato di continuo cambiamento, dove l’incertezza è diventata una condizione fondamentale dell’esistenza. Le strutture sociali e politiche vengono riassemblate; i confini tra privato e pubblico, personale e collettivo, realtà e finzione si fanno sempre più sfumati. Oggi, la trasformazione non è un episodio di breve durata, ma l’ambiente in cui si forma la nostra esperienza.
In questa dinamica, l’individuo è costretto ad adattarsi costantemente. La flessibilità diventa uno strumento di sopravvivenza, ma al contempo mette in discussione la stabilità dell’identità. Dove si trova il confine tra cambiamento e perdita? Cosa rimane quando i vecchi pilastri crollano? E chi decide quali voci saranno ascoltate?
PhotoArtDoc 2026 propone di esplorare lo “stato di transizione”: un momento in cui le vecchie forme non funzionano più e le nuove non hanno ancora acquisito chiarezza. Al centro dell’attenzione c’è l’individuo all’interno di questi processi: la sua vulnerabilità, la sua percezione e le sue strategie di adattamento e resistenza.
Il Premio Virginia, un premio internazionale assegnato a una fotografa, viene conferito ogni due anni dal 2012 a una fotografa professionista, senza limiti di età o nazionalità, per un corpus di opere fotografiche non commissionate dalla stampa o dalla pubblicità e non precedentemente esposte in Francia.
Riconoscimento, sostegno e promozione delle fotografe
Nata in una famiglia di artiste – pittrici, scultrici e musiciste – la fotografa e artista visiva Sylvia Schildge ha voluto rendere loro omaggio creando, nel 2012, uno dei primi premi fotografici dedicati esclusivamente alle donne.
Presenta il tuo lavoro per esporre a PhMuseum Days 2026, il nostro Festival Internazionale di Fotografia che si terrà dall’1 al 4 ottobre a Bologna. Per la prima volta, il festival si svolgerà in concomitanza con Photobook Mania, la seconda edizione della nostra fiera editoriale, offrendo una piattaforma completa per godere della fotografia contemporanea dal vivo.
In un’era di frammentazione digitale e chiusura delle frontiere, ARCHIPELAGO è il tema di questa quinta edizione. Trae ispirazione dal libro del 2005 di Massimo Cacciari con l’obiettivo di esplorare la crisi sia come parte integrante del nostro percorso sia come opportunità per scoprire nuovi modelli di convivenza. Cerchiamo progetti che esplorino o mettano in discussione le isole culturali del nostro tempo, offrendo uno spazio di dialogo capace di integrare l’altro e aprire nuovi orizzonti mentali.
YICCA 2026 – International Contest of Contemporary Art
Il Concorso Internazionale d’Arte YICCA 2026 è una prestigiosa piattaforma internazionale che invita artisti da ogni angolo del globo a mostrare il proprio talento creativo. Questo concorso artistico globale trascende i confini e accoglie sia professionisti affermati che talenti emergenti, indipendentemente dalla loro provenienza geografica. Offre un palcoscenico dinamico per un’eclettica gamma di espressioni artistiche contemporanee, che abbracciano diversi media come disegni, dipinti, sculture, fotografie, grafica, tecniche miste, video installazioni e performance coinvolgenti. Questa varietà artistica ha un duplice scopo: accrescere la visibilità degli artisti partecipanti e facilitare il loro ingresso nel dinamico e in continua evoluzione mercato internazionale dell’arte contemporanea.
Il concorso si propone come trampolino di lancio per gli artisti, offrendo loro un’opportunità unica per affermarsi sulla scena artistica internazionale. Partecipando a YICCA, gli artisti accedono a un’influente rete globale che può avere un impatto significativo sulla loro carriera.
Nuovo Bando Per Full Contact 2026, Organizzato Da Scan, Il Festival Internazionale Di Fotografia Ospitato Dal Comune Di Tarragona (Spagna).
Full Contact È Uno Spazio Di Incontro Professionale Rivolto A Fotografi E Creatori Visivi Che Lavorano Con La Fotografia E Desiderano Presentare I Propri Progetti A Esperti Internazionali. Offre Una Preziosa Opportunità Per Ricevere Feedback, Ampliare La Propria Rete Professionale Ed Esplorare Nuove Opportunità Nel Panorama Della Fotografia Contemporanea.
L’obiettivo Del Festival È Promuovere La Narrazione Visiva Tra Gli Artisti Emergenti. A Tal Fine, È Possibile Presentare Qualsiasi Serie Fotografica Che Racconti Una Storia.
Le Iscrizioni Per La Decima Edizione Sono Aperte! Entra Nel Mondo Dell’eccellenza Monocromatica Con I Monovisions Photography Awards 2026, Un Prestigioso Concorso Internazionale Dedicato Alla Celebrazione Dell’arte Senza Tempo Della Fotografia In Bianco E Nero.
Invitiamo Fotografi Da Tutto Il Mondo A Mostrare Il Loro Linguaggio Visivo Unico Attraverso Il Mezzo Del Bianco E Nero. La Nostra Missione È Scoprire I Talenti Più Promettenti Nel Campo Della Fotografia Monocromatica E Offrire Loro Una Piattaforma Globale Per Il Riconoscimento, La Visibilità E La Premiazione.
Scegliete Tra Un’ampia Gamma Di Categorie Pensate Per Diverse Espressioni Artistiche: Astratto, Architettura, Concettuale, Belle Arti, Paesaggi, Natura E Fauna Selvatica, Nudo, Persone, Fotogiornalismo, Ritratto, Fotografia Di Strada E Viaggi.
Dalle strutture dimenticate ai paesaggi deserti, dalle reliquie personali ai residui emotivi, Abandoned invita i fotografi a riflettere sulle tracce della presenza umana – e dell’assenza – che plasmano il nostro mondo. Cerchiamo immagini che rivelino la bellezza nel decadimento, la tensione nell’immobilità e le storie negli spazi dimenticati dal tempo. Sono benvenuti tutti gli approcci fotografici, dal documentario al concettuale.
Il Lumen Prize è il principale premio internazionale per l’arte creata con la tecnologia.
Quest’anno ricorre la 15ª edizione del Lumen Prize. Con l’apertura del bando di partecipazione per il 2026, siamo entusiasti di celebrare questo importante traguardo con la nostra comunità e di farlo in collaborazione con il Kunstsilo Museum, che ospiterà la nostra cerimonia di premiazione a novembre.
Dodho Magazine lancia un nuovo bando internazionale per la sua prossima edizione cartacea, consolidando oltre 11 anni di presenza ininterrotta come piattaforma di riferimento nella fotografia contemporanea.
Questa edizione non segue la logica tradizionale di una rivista. È concepita come un volume artistico e curatoriale pensato per durare nel tempo e per collocare ogni progetto nel contesto che merita. Il suo formato fisico permette alle opere di viaggiare, circolare ed essere scoperte negli ambienti in cui contano davvero: gallerie, festival, musei e spazi professionali dove si ricercano attivamente nuove voci.
Partecipare a questa call va oltre la semplice pubblicazione. Significa entrare a far parte di un ecosistema editoriale in cui il lavoro viene contestualizzato, distribuito e messo in contatto con i principali attori del settore. L’80% dei fotografi presenti nell’edizione cartacea torna per future collaborazioni, a dimostrazione dell’impatto a lungo termine e della continuità della piattaforma.
Giunto alla sua diciottesima edizione, il festival entra simbolicamente in una fase di maturità, capace di riflettere ed esplorare le tematiche centrali della transizione. Coming of Age (18+) si concentra sul processo di passaggio all’età adulta, non come traguardo cronologico o legale, ma come condizione multiforme plasmata da rotture interne e sociali, ridefinizioni e atti di autodeterminazione.
L’innocenza non scompare, ma si trasforma, mentre il soggetto si costituisce come consapevole, responsabile e socialmente esposto. Il tema centrale è l’emergere dell’autonomia: l’individuo cessa di funzionare come estensione e si costituisce come entità distinta. Il corpo diventa un campo di significato, desiderio, controllo e affermazione, mentre l’identità – genere, ruoli sociali, status – è soggetta a costante negoziazione.
Le riflessioni sul passaggio all’età adulta oscillano tra infanzia e responsabilità, dove il gioco coesiste con il peso delle scelte. “Permesso” e “proibito” non sono intesi solo come regole sociali, ma anche come confini interiorizzati che vengono messi alla prova e riconfigurati. In questo contesto, la dicitura 18+ funziona come un marcatore simbolico di uno stato liminale, a significare la tensione tra libertà e responsabilità, tra personale e sociale.
Il tema mette in luce esperienze personali e collettive di transizione: prime decisioni, rotture, momenti di emancipazione o conformismo, così come le aspettative sociali che plasmano il concetto di “età adulta”. Il passaggio all’età adulta viene affrontato come un campo dinamico di tensione tra passato, imperativi sociali e scelta soggettiva.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori!
Musa fotografia
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Continuiamo con la tecnica di base, ecco le caratteristiche principali di un’ottica fotografica. Ciao Sara
Ogni obiettivo ha delle caratteristiche uniche che influenzano il modo in cui cattura la realtà e la trasforma in immagine.
Sono quattro gli elementi da considerare in un’ottica e ora cerchiamo di capirli tutti!
Immagina la distanza focale come una finestra che inquadra la realtà. Più la finestra è larga (grandangolo), più ampia sarà la porzione di mondo che potrai vedere. Al contrario, se la finestra è stretta e lunga (teleobiettivo), vedrai solo una piccola parte, ma ingrandita.
Misurata in millimetri, la distanza focale indica la lunghezza focale dell’obiettivo. Una distanza focale corta (es: 24mm) produce un campo visivo ampio (grandangolo), mentre una distanza focale lunga (es: 200mm) offre un campo visivo stretto (teleobiettivo).
L’apertura invece, si misura coi diaframmi (f/1.4, f/2.8, ecc.), indica la quantità di luce che può passare attraverso l’obiettivo. Un’apertura ampia (numero f basso) permette di far entrare più luce e crea di sfondo sfocato più pronunciato e viceversa.
Lo stabilizzatore d’immagine, riduce il tremolio della fotocamera, consentendo di scattare a mano libera con tempi di esposizione più lunghi.
La messa a fuoco è il processo attraverso il quale si fa sì che un soggetto specifico nell’immagine risulti nitido, mentre lo sfondo o altri elementi possono essere più o meno sfocati. L’obiettivo della tua fotocamera contiene delle lenti che lavorano insieme per proiettare l’immagine del soggetto sul sensore. La messa a fuoco avviene quando queste lenti si muovono in modo tale da far convergere i raggi di luce provenienti dal soggetto esattamente sul sensore, creando così un’immagine nitida.
Tipi di messa a fuoco:
Manuale: Devi regolare manualmente la posizione delle lenti ruotando una ghiera sull’obiettivo fino a quando l’immagine nel mirino o sullo schermo risulta nitida. È un metodo che richiede più tempo ma offre un controllo completo sulla messa a fuoco.
Automatica: La fotocamera regola automaticamente la messa a fuoco in base al soggetto selezionato. È più veloce e comodo, ma a volte può non essere preciso come la messa a fuoco manuale.
Ibrida: Combina elementi della messa a fuoco manuale e automatica, permettendoti di intervenire manualmente quando necessario.
La maggior parte delle fotocamere ti permette di scegliere il punto preciso su cui vuoi mettere a fuoco. Esistono diverse modalità di messa a fuoco automatica (singolo punto, continuo, ecc.) che si adattano a diversi tipi di soggetti e situazioni.
La profondità di campo è la porzione di immagine a fuoco. Un diaframma aperto (numero basso) crea una profondità di campo ridotta, con lo sfondo sfocato, mentre un diaframma chiuso (numero alto) aumenta la profondità di campo, rendendo nitido tutto ciò che è inquadrato.
Sia la stabilizzazione dell’obiettivo che quella del sensore possono aiutarti a ottenere foto maggiormente nitide, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione o con teleobiettivi.
Consigli pratici:
Utilizza un treppiede: Un treppiede è fondamentale per evitare il mosso della fotocamera, soprattutto con tempi di esposizione lunghi.
Metti a fuoco gli occhi: Nei ritratti, la messa a fuoco sugli occhi è consigliata per creare un’immagine più coinvolgente.
Quando la messa a fuoco non funziona per i soggetti in movimento utilizza la messa a fuoco continua può essere utile per seguire cose particolarmente veloci. In condizioni di scarsa illuminazione inoltre, l’autofocus potrebbe faticare. Utilizza la messa a fuoco manuale o aumenta l’ISO. Se il soggetto non avesse un buon contrasto con lo sfondo poi, l’autofocus potrebbe avere difficoltà a individuare il punto di messa a fuoco.
La messa a fuoco è un aspetto fondamentale della fotografia che richiede un po’ di pratica e sperimentazione. Conoscendo i diversi tipi di messa a fuoco, le tecniche e i consigli che ti ho fornito, sarai in grado di ottenere foto nitide e ben definite.
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La seconda metà di aprile prosegue nel segno del rinnovamento e della ricerca.
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