“Compiti a casa” Leggiamo le tue fotografie!

Buongiorno a tutti, ecco l’appuntamento coi “Compiti a casa” di Filippo Crea.

Per partecipare alle letture dovreste inviare le vostre fotografie a pensierofotografico@libero.it con l’indicazione di nome e cognome dell’autore, e città di residenza, e il titolo del tema trattato, entro il  giorno 10 di ogni mese.

Ogni persona non potrà inviare più di 4 fotografie (in caso non si rispettasse questa regola, l’autore non verrà considerato).

Le fotografie dovranno rispettare questi parametri: formato JPG – profilo colore SRGB – risoluzione 72 – dimensione max 1920 pixel per il lato più lungo – peso max 2 MB. Le fotografie che non avranno queste caratteristiche o peseranno troppo, non verranno considerate.

Questa vuole essere un’opportunità per i fotografi che hanno voglia di condividere e capire le proprie immagini, non una vetrina per pochi eletti.

Ci scusiamo se non riusciremo a pubblicare tutte le immagini, nel caso ti dovesse succedere di non venire pubblicato, ritenta coi temi successivi.

I temi di questo mese:

l) LA MUSICA – per piacere, niente gruppuscoli musicali andini in centro città, niente bande musicali alla festa del Santo Patrono, niente violinisti con la ciotola per la raccolta delle monetine. OK per tutti?   

2) LA NOTTE – niente fotografie della Chiesa Matrice del Paese, o del Monumento ai Caduti nella piazza principale.

3) LE OMBRE – Sono un’opportunità creativa superiore. Cercatele con impegno programmato e con una inossidabile volontà di catturare prede di grande suggestione.

4) L’ATTESA – Considerate quante <attese> sono in attesa di un autore. Saranno almeno 9.999, e saranno tutte portatrici di narrazioni super.

5) L’UOMO ED IL MANIFESTO – andando in giro guardatevi intorno. Individuate un manifesto ruffiano, o mercantile, o politico, o di varia attualità, ed aspettate che davanti ad esso si materializzi una persona (o più) che dia vita ad un insieme che sia divertente, disturbante, armonico.

Ecco le prime immagini presentate! Divertitevi! Ciao
Sara

Giorgio Palmas di Corsico – LE OMBRE

Caro Giorgio, quando ci si sfida su un tema ben definito una esigenza irrinunciabile è il rispetto assoluto del … tema. E qui il tema era <le ombre>, e nella sua proposta non è certamente l’ombra l’ingrediente primario. La sua prova è elegante o, ancor meglio, <leccatina> – Rivela un buon bagaglio tecnico, ma ha poco da spartire con le ombre che debbono essere protagoniste immediate – Scrive un Maestro, Andreas Feininger “le ombre sono la testimonianza grafica della profondità perché soltanto oggetti in uno spazio tridimensionale possono proiettarle”. E nella sua foto non c’è alcunché che proietti qualcosa su qualcosa. Io ci riconosco nient’altro che un riflesso rimandato da una superficie specchiante.

Francesco Furlanetto di Noale – LA MUSICA

Un ambiente denso di atmosfera, si direbbe la cantina di un caseggiato dove pochi musicisti appassionati e di semplice matrice umana si ritrovano per <fare musica insieme>. Suggestiva e funzionale la suddivisione del fotogramma in tre distinti segmenti verticali. Quello centrale, chiaro, isola due presenze umane: a sinistra un estimatore, forse un amico, immobile e raccolto, è all’ascolto del suonatore che, a destra, funzionalmente sfuocato, vive un suo spazio personale. In alto, uno spot circolare, presenza non inutile, è coerente con la suggestione e la semplicità di questo spazio/musica. L’autore ha così “fabbricato” una suggestiva scenografia. Bravo davvero. Voto: 7 +

Francesco Furlanetto di Noale – L’ATTESA 

Un’immagine che avrebbe meritato una più attenta gestione tecnica. Un più graduale passaggio dei grigi e una messa a fuoco più mirata al pallone avrebbero fatto bene all’insieme. Chi mi conosce sa che io non sono un patito della giustezza tecnica e che, semmai, privilegio sempre le positività narrative. E qui il racconto c’è, ed è quello dell’attesa. Primo attore dell’insieme è il ragazzo decentrato a sinistra che attende lo svolgersi del gioco guidando in tal modo anche il nostro sguardo verso il fondo di questo palcoscenico. Il voto all’autore? Vada per la sufficienza.

Francesco Furlanetto di Noale LA NOTTE

Un purista troverebbe non pochi difetti in questa immagine che, a conti fatti non mi dispiace del tutto. Le notti regalate ai fotografi sono all’incirca 9.999 e tutte diverse tra di loro. C’è la notte del guardiano notturno, c’è quella del capannello davanti al chiosco dell’anguria, c’è la notte di chi è fermo alla fermata della corriera, c’è la notte dei ragazzi aggrumati davanti alla discoteca, Insomma di notte ce ne sono tantissime e voi potrete scovarle. La notte è straordinariamente fotogenica e stimola, talora, a decodificarne i fantasmi. Quali sono qui gli interrogativi da sciogliere? Qui si è stimolati a chiedersi cosa stanno guardando quei tre ragazzi, e cosa è quella presenza geometrica accesa in alto nel fotogramma. Io me lo sono chiesto e non sono riuscito a rispondermi. Pazienza, la vita continua! Non mi infastidisce, infine, il fuori fuoco del ragazzo in primo piano. Un voto di chiusura alla foto di questo amico? Io propongo 5 +. Ed è già tanto.

Francesco Furlanetto di Noale – LE OMBRE

Una immagine di bella fattura grafica. La prima evidenza è nella generale ed armonica convivenza dei neri e dei bianchi. Il fotogramma è suddiviso in due segmenti l’uno al servizio dell’altro. In alto un nero assoluto è l’ideale lavagna su cui si disegnano le due figure umane, sull’una delle quali è un‘ombra <portata> da una invisibile presenza fuori campo. In basso una scacchiera in bianco/nero correda suggestivamente l’insieme tutto. Francesco con questa sua opera supera brillantemente i suoi esami.

Angelo Notarmuzi di Torino – LE OMBRE

L’autore si aggiudica il primo CESTiNO della rubrica, la quale propone ben cinque temi. Ed il nostro amico fra venti opportunità (5 temi per quattro foto = 20) si è esibito con solo questa prova che evidentemente gli è parsa originale e super. Caro Notarmuzi, davvero niente di più potabile, e di meno inutile, nel suo archivio? E’ questo un genere fotografico abusato da fotografi che erano, e sono, buoni solo a riversare su corpi femminili carriolate di strisce nere omaggiate dalla tapperelle delle finestre di casa.

Ermanno Campalani di Sesto S.G. – L’UOMO E IL MANIFESTO

 Controlliamo, il manifesto grande e ricco di colore e, quindi di energia vitale ospita, simpaticament disposte alle estremità del fotogramma in basso. E giocano un gradevole contrasto cromatico con il colore vivacissimo della lavagna che le ospita. Bravo all’Autore.

Nicola Congia di Sanluri – LA NOTTE

Una notte armonicamente con l’insieme di fattura geometrica delle case, e che è stata trattata con misura in post/produzione. L’opera ha il suo plus nel contrasto tra la zona illuminata e quella in ombra – La marcia in più è comunque nelle micro/figura a destra in basso che assegna vita al racconto, arricchendone la suggestione. Bene così!

Nicola Congia di Sanluri – LE OMBRE

Equilibrata la convivenza tra il giallo della parete a sinistra e l’oscurità di destra. L’autore ha evidentemente atteso il passaggio della figura che si disegna sul muro. Io sostengo da sempre che un accessorio che non deve mai mancare nella borsa del fotografo è la <pazienza>. O no? Congia, non superi il numero canonico delle foto ammesse oppure …. pagherà pegno. Garantito!


Antonio Riva di Vedano al Lambro

Lei propone molte fotografie, troppe magari, ma solo poche di esse che pur rivelano doti di sicuro livello sono coerenti con i cinque temi proposti che richiedono immagini riprese dal reale e non inquinate da interventi <fabbricati> in studio.  Lei ha di certo conoscenza di certa fotografia francese, quella della tribù definita “umanista” (vedi Robert Doisneau, Brassai, Edouard Boubat, ecc.). Una straordinaria corrente europea, nata in Francia, che raccontava l’uomo nei suoi ambienti sociali. Le sue proposte, Riva, appartengono ad una fattura -da studio- presumo finalizzata ad impieghi mercantili. Niente di male, ovviamente, ma la “naturalità” è cosa ben diversa.

Ed ora ecco questa sua fotografia: è un’opera delicata impreziosita dalla leggerezza della tonalità d’insieme e da armoniche presenze (lo spartito nel leggio, la lampada scaldata dal colore, ecc.) –

Tiziana Cravero di Sommariva Bosco – LE OMBRE

L’ombra della sua sedia, alterata da una misurata deformazione prospettica, è davvero ok. Stacca su una superficie indefinita e l’insieme è ascrivibile ad un genere figurativo vagamente surreale. Bene l’averla collocata al margine del fotogramma, lasciando così spazio funzionale alla lavagna di fondo. Brava!  

Tiziana Cravero di Sommariva Bosco – LA MUSICA

Tiziana, stavolta lei è andata pesantemente fuori strada. Crede davvero che fotografare, anche male, la pagina di uno spartito sia una soluzione nuova al tema? A metterci accanto, allargando il campo di presa, una presenza diversa, complementare e coerente, non sarebbe stato meglio? Deve ripetere gli esami.

Emanuela Vanello di Carrara – L’ATTESA

No, Emanuela, con tutte le <attese> di marca super che possono scovarsi in una stazione ferroviaria, ei viene nel nostro spazio con una fotografiola malamente gestita, in cui il personaggio in attesa è una quasi illeggibile microscopica figura umana emarginata a sinistra in compagnia di quel che sembrerebbe una cane. Vada ancora, Emanuela, in quella stazione, e scoprirà che è una miniera inesauribile di foto/opportunità.

Emanuela Vanello di Carrara – LE OMBRE

Emanuela, davvero ok. Ed anche fortunata, cosa che non fa male alla salute.  Fortunata perché una grande lama di luce traversava l’area di presa, nella quale lei ha inserito la persona in primo piano ea figurina che è in fondo. Una prova di decisa suggestione.

Emanuela Vanello di Carrara – LA NOTTE

Una notte che è di notevole livello anche dal punto di vista compositivo. La parte inferiore del fotogramma, pesante e di non facile identificazione, introduce ed esalta lo spazio in luce della scena dove si muovono tre fantasmi estranei l’uno agli altri. Una scenografia che appare inquietante anche se nella realtà è solo un credibile e normale sito urbano. E’ la magia della fotografia che può essere od non essere documentaria.

Claudio Mormile di Napoli – ??? 

L’autore sia cortese, ci faccia sapere a quale dei nostri cinque temi è riconducibile la fotografia che ha titolato <biblioteca>. Grazie! Cari amici tutti, è difficile che qualcuno possa saltare a piè pari le regole del gioco.  

Mathieu Coulié di Cupramontana ­-

Non tragga in inganno il nome: Sì, Mathieu è francese ma vive da anni in Italia, ed ha trovato a Cupramontana (AN) gli stessi umori culturali e di vita del villaggio nel quale ha vissuto in Francia. Di Mathieu ho visto alcune fotografie in Rete, e mi duole che si sia proposto con un trittico molto raffinato su <L’attesa>. Mi spiace, ma colgo l’occasione per precisare a beneficio di tutti i lettori del blog che “Compito a Casa” vuole, come nella sua vita precedente, proporsi come stimolo alla bella fotografia, non banale però. Io definisco questo obiettivo come <pane e formaggio>. Non ospiterò quindi opere di foto/scrittura sofisticata. Non so se “ho stato spiegato”. Spero di sì. Saluti al <pomodoro e basilico>. 

Grazie! Cari amici tutti, è difficile che qualcuno possa saltare a piè pari le regole del gioco.  

Filippo Crea

👉Photoediting nel fotogiornalismo CORSO ONLINE- Musa fotografia

PER INFO

Buongiorno, come state?Vi presento un corso per chi è interessato al reportage e fa fatica a ordinare e presentare il proprio lavoro. Il corso è ONLINE

Photoediting nel fotogiornalismo

Il corso è tenuto da Leonello Bertolucci, photoeditor e fotografo professionista.

Se avete tentato di costruire un progetto con le vostre immagini, vi sarete resi conto di quanto possa essere difficile effettuare scelte, selezionare e posizionare le vostre fotografie all’interno di una narrazione che riteniate poi davvero efficace. Per editing, si intende l’arte di comporre un racconto fotografico (perchè di arte si tratta) correlando un numero limitato e scelto di immagini, tramite la cui successione possiamo valorizzare contenuto, messaggio e narrazione del vostro reportage fotogiornalistico e non. Che foto scelgo e perchè? Dove le posiziono nel mio racconto? Perchè proprio lì?Queste sono le domande a cui cercheremo di rispondere.Le tecniche legate al photoediting si possono affinare, proviamoci insieme!

PER INFO IL CORSO è ONLINE

Bio Leonello Bertolucci

Nato in Liguria e approdato a Milano negli anni ottanta, ha intrapreso la strada del reportage fotografico lavorando per alcune testate e agenzie italiane; in seguito hanno avuto inizio collaborazioni internazionali tra cui quella con l’agenzia Sygma di Parigi.
Sue foto sono apparse su testate quali TimeNewsweekSternParis-MatchEpoca, ecc.
Attualmente è fotografo contributor per l’agenzia Getty Images.
Vengono pubblicati anche suoi libri d’immagini e allestite sue mostre.
È consulente in campo editoriale e multimediale, ed è chiamato a ricoprire il ruolo di photo editor in redazioni di giornali; ha scritto il primo libro in Italia sull’argomento, col titolo “Professione Photo Editor” (Gremese Editore).
E’ docente all’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), a Bottega Immagine (Milano), a Foto Scuola Lecce (Lecce) e ha insegnato al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna; tiene inoltre corsi, workshop e letture portfolio in giro per l’Italia.
Della sua attività si sono occupate riviste di fotografia come FotopraticaIl FotografoNuova FotografiaPhoto, PhotographiaTechno PhotoGente di Fotografia.
Gli piace giocare, e nelle edizioni del Pulcinoelefante le sue fotografie giocano con testi, tra gli altri, di Alda Merini, Tonino Guerra, Enzo Sellerio. Ha inoltre pubblicato un libro di aforismi sulla fotografia dal titolo “55 fotograforismi” (Postcart Edizioni).
E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti e scrive di fotografia nel suo blog su Il Fatto Quotidiano e sulla rivista Il Fotografo.

PER INFO SCRIVERE A sara@saramunari.it

Ciao! Buona giornata!

“COMPITO A CASA”, leggiamo le tue fotografie, mandacele!

Cari amici di Sara, è la prima volta che ci incontriamo. Io sono Filippo Crea e provo a disegnare per voi un mio sintetico identikit. Un profilo che conoscerete meglio nel corso delle foto/chiacchierate che seguiranno, e nel corso delle quali parleremo con uno stesso gergo. Un mio gergo che è stato sovente definito <pane e formaggio> od anche <pomodoro e basilico>. Vale a dire un gergo di semplice fattura e per niente snob.

Ho 28 anni di redazione con “Tutti Fotografi”. Ed ogni mese in una mia rubrica che avevo titolato “Compito a Casa” proponevo più di venti foto/temi come esercizio di formazione. Il lettore poteva liberamente scegliere di <giocare> con uno, o più, di essi. Le fotografie venivano da me commentate e pubblicate sulla rivista e, subito dopo, venivano trasferite su un blog diventando in tal modo un sito di consultazione per chi avesse voluto affinare la propria foto/scrittura. Le mie molte esperienze in Italia ed in Francia, e le diverse Manifestazioni da me gestite avevano rafforzato il mio inossidabile convincimento che l’apprendimento ha un passaggio obbligato, quello di sfidare sé stessi in ricerche tematiche. Il tema obbliga a pensare, a programmare, a cercare soluzioni, ad essere cattivamente selettivi, ed il…<cestino> lo avevo difatti prescelto come simbolo di questo specifico strumento formativo.

Avanti dunque con questo <nostro> dialogo. Al via ci sarà forse qualche correttivo da attivare. E lo faremo insieme.

Per cominciare ecco il titolo ancora funzionalissimo di questa mia rubrica.  “COMPITO A CASA” va benissimo e capitalizzerebbe le positività già messe in cassa. La Casa nella quale ci incontreremo è quella di SARA MUNARI, una Casa nella quale Sara ha voluto ospitarmi. E non appena Mister Covid smetterà di centrifugarci le balle, questo COMPITO potrà diventare un appuntamento periodico che divertirà ed affinerà la nostra foto/grafia. 

Pronti e via! I temi che propongo per cominciare sono cinque. Eccoli:

l) LA MUSICA – per piacere, niente gruppuscoli musicali andini in centro città, niente bande musicali alla festa del Santo Patrono, niente violinisti con la ciotola per la raccolta delle monetine. OK per tutti?   

2) LA NOTTE – niente fotografie della Chiesa Matrice del Paese, o del Monumento ai Caduti nella piazza principale.

3) LE OMBRE – Sono un’opportunità creativa superiore. Cercatele con impegno programmato e con una inossidabile volontà di catturare prede di grande suggestione.

4) L’ATTESA – Considerate quante <attese> sono in attesa di un autore. Saranno almeno 9.999, e saranno tutte portatrici di narrazioni super.

5) L’UOMO ED IL MANIFESTO – andando in giro guardatevi intorno. Individuate un manifesto ruffiano, o mercantile, o politico, o di varia attualità, ed aspettate che davanti ad esso si materializzi una persona (o più) che dia vita ad un insieme che sia divertente, disturbante, armonico.

NOTA BENESolo per questa prima prova allego due immagini per ciascun tema a mo’ di “famo a capirci>. Eccole a seguire

*** le opere dovranno pervenire a pensierofotografico@libero.it con l’indicazione di nome e cognome dell’autore, e città di residenza, e il titolo del tema trattato.

*** le fotografie dovranno rispettare questi parametri: (formato JPG – profilo colore SRGB – risoluzione 72 – dimensione max 1920 pixel per il lato più lungo – peso max 2 MB). Le fotografie che non avranno queste caratteristiche o peseranno troppo, non verranno considerate.

*** Faccio stop qui per evitare di diventare sbadigliogeno.

Arrivederci a presto, Filippo

Diritto d’autore in fotografia, in pillole…


Buongiorno, qui trovate appunti su una lezione dedicata al diritto d’autore in fotografia. Spero possano esservi utili.

Buona lettura! Cristina

(Legge sulla protezione del diritto d’autore del 22 Aprile 1941 n.633)
1) Il diritto d’autore tutela tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo, che appartengono alla letteratura, alla musica, all’architettura, al teatro, alla cinematografia e alle arti figurative (tra cui la fotografia) qualunque sia il modo o la forma di espressione. (Art.1-2 Legge sulla protezione del
diritto d’autore del 22 Aprile 1941 n.633)
La prima cosa da capire è cosa s’intende in questa legge per “carattere creativo” di un’opera fotografica, dato che si tratta del requisito principale per cui una fotografia possa essere tutelata dal diritto d’autore.
Secondo la legge si può parlare di creatività quando l’opera fotografica è originale e nuova.
Con “nuova” non s’intende che l’opera fotografica deve essere una novità in senso assoluto (una fotografia può essere creativa anche se ha per soggetto lo stesso soggetto già trattato da altri fotografi), ma s’intende in senso soggettivo, vale a dire che deve mostrare l’impronta della
personalità dell’autore.
Inoltre affinché un’opera fotografica sia tutelata deve avere anche una forma espressiva, vale a dire deve assumere una qualche forma concreta. Il diritto d’autore infatti non tutela le idee finché rimangono nella testa dell’autore!


2) In ambito fotografico la legge sul diritto d’autore fa una distinzione precisa sulle “fotografie”. Le divide in tre categorie: le opere fotografiche, le fotografie semplici e le fotografie di mera documentazione.
Le opere fotografiche sono le fotografie dotate di creatività e di forma espressiva (nel senso di presenza dell’impronta della personalità dell’autore e di forma espressiva concreta percepibile). Le fotografie appartenenti a questa categoria hanno la tutela di diritto d’autore piena, hanno quindi il
livello massimo di tutela sia per quanto riguarda i diritti patrimoniali d’autore che quelli morali.
Le fotografie semplici sono le fotografie che possono avere come oggetto persone, eventi naturali o sociali, comprese le fotografie che ritraggono altre opere d’arte (per esempio le fotografie di una statua o di un’opera pittorica) ed i fotogrammi delle pellicole cinematografiche.
Quello che manca in queste fotografie è quindi il carattere creativo, ovvero la presenza di una reinterpretazione personale da parte dell’autore. Sono fotografie dotate di una forma espressiva e, pur possedendo anche un alto livello tecnico di realizzazione, non possiedono la creatività per
cui l’autore inserisce qualcosa di sé. Le fotografie appartenenti a questa categoria sono quelle che hanno un livello di tutela di diritto d’autore inferiore (si parla di diritto connesso).
Infine le fotografie di mera documentazione sono gli scatti di documenti, scritti, disegni tecnici o prodotti simili. A differenza delle fotografie semplici che hanno scopi pubblicitari, commerciali, di cronaca…, queste fotografie hanno scopo esclusivamente riproduttivo e di documentazione.
Queste fotografie non sono oggetto di alcuna tutela.


3) Differenza di tutela da parte della legge sul diritto d’autore tra un’opera fotografica e una fotografia semplice.
I diritti patrimoniali su opere fotografiche riguardano la possibilità di utilizzare un’opera fotografica a scopo di lucro e il diritto al compenso a fronte di alcune utilizzazioni dell’opera.
Questi diritti contemplano una serie di diritti esclusivi di utilizzazione di un’opera per cui qualsiasi cosa si voglia fare, va sempre chiesto il permesso all’autore. Rientrano tra i diritti patrimoniali il diritto di: pubblicazione, riproduzione, comunicazione, distribuzione, modificazione, elaborazione
e pubblicazione in raccolta e noleggio e prestito.
I diritti di utilizzazione economica durano tutta la vita dell’autore fino a 70 anni dopo la sua morte.
Trascorso tale termine l’opera fotografica “cade in pubblico dominio”, e quindi può essere utilizzata liberamente. Rimane però sempre l’obbligo di citare sempre il nome dell’autore (perché questo è il diritto morale di paternità dell’opera che dura in eterno infatti dal momento in cui viene
a mancare l’autore questo diritto può essere esercitato dagli eredi).
I diritti morali su opere fotografiche sono i diritti a difesa della personalità dell’autore. Questi diritti sono: il diritto di rivendicare e di rivelare la paternità dell’opera, il diritto di disconoscere la paternità di un’opera falsamente attribuita, il diritto di opporsi a deformazioni o modificazioni
dell’opera e a ogni altro atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio all’onore o alla reputazione dell’opera stessa, il diritto di ritiro dell’opera dal commercio per gravi ragioni morali.
Questi diritti non hanno nessuna limitazione temporale, infatti una volta morto l’autore dell’opera fotografica, questi diritti possono essere esercitati dagli eredi.
I diritti patrimoniali su fotografie semplici riguardano invece il diritto esclusivo di utilizzare economicamente una fotografia in caso di riproduzione, diffusione e spaccio (cioè la distribuzione degli esemplari materiali) e il diritto al compenso a fronte di alcune utilizzazioni dell’opera.
I diritti di utilizzazione economica durano solo 20 anni dalla produzione della fotografia.
I diritti morali su una fotografia semplice non sono espressamente riconosciuti dalla legge sul diritto d’autore, ma la giurisprudenza tende comunque a riconoscere al fotografo autore di una fotografia semplice almeno il diritto di paternità.


4) Specifica extra…
Per le fotografie semplici la legge non impone di mettere il nome dell’autore, ma in tutta la giurisprudenza i giudici dicono che il nome va comunque messo. Quindi anche per le fotografie semplici i giudici riconoscono questo diritto, perché ritengono di fondamentale importanza per la professionalità di un fotografo essere riconosciuto come autore delle proprie opere. Per legge invece il nome va messo per le opere fotografiche.
Il diritto del fotografo dell’indicazione del suo nome ha radici nella Costituzione Italiana, perché è un diritto umano, della persona. Dunque la radice di questo diritto non è neanche nella legge sul diritto d’autore ma è nell’Articolo 2 della Costituzione Italiana che tutela la dignità della persona e il diritto della persona di realizzarsi nella società, nonché il diritto al lavoro…Quindi questo diritto di menzione del nome dell’autore ovunque ha radice costituzionale.

Un nuovo spazio per la fotografia, AP gallery

Buongiorno a tutti, ecco un’intervista fatta ad Alessia Paladini che ha appena iniziato una nuova avventura nel mondo della fotografia.

Apre AP Alessia Paladini Gallery, nuovo spazio espositivo che con un occhio sarà rivolto alle donne, mentre l’altro si concentrerà sia sui nomi più conosciuti, sia sulle nuove tendenze relative al contemporaneo. Viva le iniziative contro corrente che presuppongono coraggio e determinazione!

L’esterno della galleria

Ciao Alessia, ci racconti chi sei?

Sono nata a Milano nel 1968 e mi sono laureata in storia del teatro inglese all’università degli studi di Milano.

Vivo a Milano con due adorabili figli adolescenti,  Frida  – un beagle di 6 anni – e un marito che sopporta e supporta le mie iniziative.

Da sempre sono attratta da tutte le forme artistiche, musei e gallerie sono i miei luoghi prediletti ovunque mi trovi. Sono una lettrice compulsiva.

Alessia Paladini

Sono una appassionata runner e amo molto lo sport all’aria aperta; appena posso scappo sulle montagne della valle d’Aosta. Adoro viaggiare.

Quali esperienze o pratiche espositive ti hanno influenzata?

Durante l’ultimo anno di università ho avuto l’opportunità di iniziare a lavorare da Sotheby’s, la casa d’aste inglese, come assistente al dipartimento di arte moderna e contemporanea, per 5 anni.

Lì, oltre ad avere la possibilità di vedere dal vivo opere d’arte incredibili, ho intuito quanto mi piacesse il contatto con il pubblico, con i collezionisti; ho iniziato a studiare e comprendere le dinamiche del mercato dell’arte e quello che spinge un collezionista a puntare su un artista o su un’opera in particolare.

In seguito ho lavorato per 7 anni per Photology, una delle prime gallerie in Italia ad occuparsi esclusivamente di fotografia. Ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare con i più importanti fotografi italiani e internazionali, da Mario Giacomelli a Jack Pierson, David LaChapelle, Mario De Biasi e molti altri. Ho capito che la fotografia aveva potenziali inesplorati e aperti nell’ambito del collezionismo. Photology è stata fondamentale per la mia formazione.

Infine ho avuto il privilegio di entrare a fare parte del gruppo Contrasto, nel momento in cui a Milano nasceva Forma, una delle realtà più interessanti in ambito fotografico negli ultimi anni. Mi sono occupata della creazione e della gestione di Contrasto Galleria, di cui sono stata direttrice per 15 anni.

La galleria si concentrerà su temi specifici o principali?

Non credo di voler restringere il campo a temi specifici o principali, ma sicuramente cercherò di offrire proposte di grande qualità e intensità.

La galleria è rivolta al lavoro delle donne, quali pensi siano le difficoltà che una fotografa potrebbe incontrare nel suo percorso? E i vantaggi?

La mia galleria ha un focus rivolto alle fotografe donne, ma non intendo creare un “ghetto” femminile: ho la fortuna di avere anche molti bravissimi fotografi uomini tra le proposte della galleria.

Di sicuro, e mi duole ammetterlo, ancora oggi nel 2021 le donne hanno maggiori difficoltà – in qualunque campo – ad affermarsi. Non fanno eccezione l’arte e la fotografia, le donne influenti sono ancora una esigua minoranza. Di sicuro il vantaggio di essere donna è intrinseco nella essenza del femminile: le donne sono più tenaci, determinate, proprio perché pronte da sempre ad affrontare difficoltà maggiori rispetto agli uomini. E’ un argomento complesso e vastissimo. Io credo però che la qualità e l’originalità siano sempre premiate; nel mio piccolo spero di dare un contributo in questo senso.

Come si deve presentare chi desidera lavorare con un gallerista?

Innanzitutto prendere un appuntamento con il gallerista e non presentarsi all’improvviso.

Preparare i materiali da fare visionare con cura e attenzione, focalizzarsi su pochi progetti ma con una linea chiara e leggibile.

Accompagnare il proprio progetto con un testo che ne spieghi la nascita e le caratteristiche.

Se i materiali vengono inviati via mail, avere l’accortezza di compattare i file in modo da non intasare la casella del povero gallerista che già si maldispone.

Non sollecitare una risposta dopo 24 ore dall’invio dei materiali, altra cosa che trovo molto indisponente.

Accettare le critiche e i consigli di chi ha più esperienza e affidarsi al gallerista che conosce il proprio pubblico e le potenzialità di vendita in termini di formati, tirature, prezzi.

Cosa determina il valore di una fotografia?

Domanda molto complessa.

Direi un insieme di fattori, che a volte si contraddicono. Potremmo dire, di alcune opere fotografiche, la tiratura limitatissima, ma di contro esistono fotografi che lavorano in tiratura aperta ed hanno quotazioni altissime. Essere incluse in mostre museali importanti. Essere esposte in fiere internazionali. Fare parte di collezioni prestigiose. La risposta del mercato: se un gallerista propone un fotografo e il pubblico risponde acquistando le opere, vuol dire che il valore assegnato alla determinata opera è giusto.

Esiste ancora il collezionismo, se si, come si è trasformato?

Certamente esiste il collezionismo, declinato in modi diversi. Io ritengo che esistano collezionisti – che hanno una linea precisa di acquisti, una cultura fotografica matura – e acquirenti, che invece magari acquistano un’opera senza iniziare una vera e propria collezione. Uno degli aspetti più stimolanti e interessanti a mio parere del lavoro di un gallerista è proprio quello di guidare gli acquirenti verso la “trasformazione” in collezionisti.

Oggi un collezionista ha moltissimi canali diversi a cui attingere, sia per informarsi ed acculturarsi, sia per acquistare – penso ovviamente al mondo web. Di contro credo molto nel contatto personale con i collezionisti e quindi, nonostante le vendite online siano interessanti, sono convinta dell’importanza che ancora oggi le gallerie intese come luoghi fisici occupano nel meccanismo del mercato e del collezionismo.

Puoi descrivere la tua galleria con 3 parole?

Raffinata, accogliente, ricercata.

Alessia vi aspetta in Via Pietro Maroncelli, 11, 20154 Milano MI Ciao a tutti! Sara

Intervista a Alessia Locatelli, direttrice artistica della biennale di fotografia femminile

Buongiorno, oggi vi presento Alessia Locatelli, curatrice indipendente e direttrice artistica della Biennale di Fotografia Femminile a Mantova.

Sono sicura che troverete interessanti le risposte.

Buona lettura! Sara

Alessia Locatelli

·         Hai un punto di riferimento relativo ad altre mostre quando usi un nuovo approccio sperimentale, nella scelta dei fotografi?  Se si, quali sono le mostre che ti hanno, in questo senso, influenzata di più?

Quello del  passaggio tra la selezione dei fotografi e l’esposizione dei loro progetti in mostra,  è un nodo fondamentale.  La prima cosa da considerare in tal senso è che sia rispettato il concept e ci sia una coerenza tra la ricerca del fotografo  ed il messaggio che  – attraverso l’allestimento – arriva al fruitore. Una volta assodato questo risultato è benvenuto tutto quello che può essere sperimentato in ambito espositivo, utilizzando anche nuove tecniche e tecnologie, non fermandosi alla bidimensionalità delle stampe o ad un unico formato fotografico, andando a movimentare la parete. O ancora, utilizzando strumenti complementari alla fotografia in modo da restituire al visitatore un’esperienza che possa essere, lo ricordo,  il più vicino possibile al progetto del fotografo, ma anche ginnastica mentale, tassello fondamentale per andare a strutturare un senso critico. Quindi  una capacità di lettura del mondo affidata anche alle arti visive ed alla fotografia contemporanea.

Ci sono  mostre che mi hanno molto colpito, alcune per l’allestimento e il dinamismo come per la grandiosa retrospettiva Ugo La Pietra. Progetto disequilibrante dedicata al poliedrico artista milanese a cura di Angela Rui, in Triennale a Milano nel 2014  (immagini e info qui: https://www.inexhibit.com/it/case-studies/milano-linafferrabile-ugo-la-pietra/ ). Altre mostre che da curatrice reputo geniali per la creatività e la capacità di lavorare in modo ironico e sottile in equilibrio tra i concetti e gli elementi allestitivi, sono sicuramente quelle di Erik Kessels, artista designer e curatore olandese dall’incredibile versatilità, di cui parlo spesso nei miei corsi portando ad esempio le sue mostre come stimolo per gli studenti ad uscire dagli schemi prestabiliti e cercare sempre in modo innovativo una relazione col visitatore che rispetti però in primis le scelte dell’artista

·         Visiti molte mostre per ispirarti e familiarizzare con i nuovi linguaggi curatoriali?

Assolutamente sì. Quest’anno è stato più difficile naturalmente, a causa della pandemia a livello mondiale le istituzioni, i privati, le fondazioni sono rimaste inattive, privandoci quindi della possibilità di fruire direttamente delle mostre e del rapporto diretto con le fotografie e con le opere d’arte. Purtroppo la fotografia, e il suo alter ego l’immagine – soprattutto dopo la rivoluzione del digitale – esce per sua natura svantaggiata dalla fruizione on-line.  Credo fortemente che nuovi linguaggi vanno attinti in maniera trasversale da altri campi disciplinari e dalle new technologies per rendere ancora migliore l’esperienza di una mostra, senza però perdere il contatto diretto dell’opera come avviene in quelle terribili mostre definite “da botteghino” che hanno girato per l’Europa in questi ultimi anni (esempio Klimt Experience  o Van Gogh – The Immersive Experience) a cui aggiungo nomi di fotografi ormai mainstream come Steve Mc Curry.   Queste “esperienze”, come vengono già definite nei titoli che le propongono, avvicinano l’arte ad una idea di Show creando una pericolosa omologazione nel gusto e nell’esercizio alla visione, di cui Tomaso Montanari parla nel suo bellissimo pamphlet Contro le mostre (ed. Einaudi).

La pandemia comunque ha catapultato all’interno  del mondo della curatela e dei musei la necessità di ripensare le mostre anche in modo virtuale tenendo però sempre in considerazione che la mission attraverso cui il professionista della cultura si muove è la necessità di promuovere l’arte e la fotografia rispettando sempre la cultura, l’opera ed il suo autore.

·         Come descriveresti il ​​tuo approccio alla curatela?

Studiato. Sicuramente è la prima parola che mi rappresenta se parliamo di un progetto visivo nuovo. Ogni sfida curatoriale si declina all’interno di nuove teorie da approcciare e sviluppare, concetti da riprendere e approfondire, nonché nuovi testi su cui studiare. Ma la prima considerazione che mi viene da fare riguarda la necessità di un primo contatto diretto con l’artista / fotografo. Il curatore è una figura polivalente con un importante ruolo di  mediazione tra quello che è il messaggio autoriale e la ricezione di tale messaggio da parte del pubblico. 

Quando  organizzo i corsi di curatela esordisco dicendo e la figura del curatore è  paragonabile a quella del direttore d’orchestra:  deve conoscere lo spartito, il suono e l’istante in cui ogni singolo strumento deve inserirsi affinché il concerto sia armonico e piacevole all’ascolto.

·         Come gestisci la situazione, quando hai la sensazione che il lavoro di un artista non sarà così forte, come lui spera o crede?

Intanto dipende se stiamo lavorando ancora in una prima fase di progettazione del portfolio, alla strutturazione del foto libro o della mostra; oppure se la contingenza è finalizzata alla presentazione al pubblico attraverso un testo critico o l’allestimento, quindi relativo alla parte finale e maggiormente comunicativa del lavoro.  Nel primo caso naturalmente è più facile intervenire, andando con l’artista stesso a ragionare sulle parti deboli che possono essere riviste e variate in corso d’opera.  Nel secondo caso, si lavora invece sulla parte allestitiva andando a ideare qualcosa che possa fare da contraltare ad un lavoro non così potente come l’artista sperava.

·         Artisti e curatori dovrebbero condividere lo stesso background teorico e culturale?

È difficile che artisti e curatori condividano lo stesso background culturale. Forse se sono coetanei potrebbero, in parte. Prima di tutto per una questione di studio: spesso gli artisti provengono da licei artistici o istituti grafici e successivamente, per completare la loro formazione in senso visivo, dirigono la loro attenzione verso le Accademie di belle arti.  Spesso il curatore di arti visive viene da un percorso più umanistico, una laurea in lettere in Beni Culturali, che abbia una formazione più letteraria, meno legata alle tecniche specifiche dell’arte e della fotografia e  maggiormente vicina a concetti teorici. Conosco moltissimi autori con una formazione teorica importante e con una grande curiosità capace di orientare la loro indagine su riflessioni profonde, credo però che il lavoro in sinergia tra artista e curatore  risieda proprio in questa divisione di ruoli – non certo chiusi e non comunicanti – ma necessari perchè il progetto si realizzi nel migliore dei modi

·         Quando selezioni lavori di fotografi/e, cosa cerchi in loro?

La prima cosa che cerco è una forte progettualità: due gambe robuste che possano sostenere il portfolio. Se il progetto nasce pensato e meditato il fotografo stesso si troverà nella condizione di avere un lavoro coerente e di riuscire a difenderlo  in maniera decisa da qualsiasi osservazione critica. In seconda istanza mi piace vedere progetti che con linguaggi personali o che mi permettano di capire che la ricerca autoriale prosegue nella modalità di scattare. Una coerenza che dall’idea iniziale si ritrova all’interno delle fotografie.

·         Come vedi il futuro della curatela artistica tra 10 anni?

Che domanda difficile. In questo momento storico non si riesce neanche a immaginare il futuro delle mostre tra sei mesi! Sicuramente la parte di tecnologia digitale, di Social cos’ come la prospettiva di fare mostre in spazi aperti in questo momento sta occupando i pensieri di molti curatori, di direttori artistici e museali. Spero di poter contribuire attraverso i miei corsi a creare futuri curatori affermati consapevoli, capaci e forti della loro professione e della missione di portare la cultura nuovamente al centro del nostro paese. La cultura visiva genera indotto e la fotografia è in un momento meraviglioso della sua storia, sarebbe un peccato non saper cogliere i cambiamenti che questo momento sta portando davanti agli occhi di tutti e si potrebbe utilizzare la cultura come strumento per riappropriarsi del tempo, per uscire dalla fragilità in cui ci troviamo e ritornare nuovamente a vedere le mostre senza avere paura di stare assieme.

·         Descrivici la tua esperienza come direttrice della Biennale di Fotografia femminile.

Essere chiamata a dirigere un foto festival è una sfida entusiasmante e complessa. Sono stata molto felice di questa occasione di direzione artistica della BFF di Mantova che è un passaggio importante all’interno della mia professione di curatrice. Il festival dedicato alla fotografia femminile avrebbe dovuto inaugurare il 5 marzo 2020 ed è stato il primo tra i foto festival in Italia a trovarsi nella condizione di non poter aprire le porte al suo pubblico, con tutte le mostre già prodotte, le letture portfolio, i talk e le proiezioni organizzate, un enorme riscontro in ambito comunicazione, la prevendita biglietti e con un bellissimo catalogo fresco di stampa (che trovate nello shop on line di emuse book).

È stato un colpo durissimo ma abbiamo deciso di migrare dal mese di marzo – con un ticket – verso un festival diffuso  proponendo mostre tra luglio e novembre a titolo gratuito, rischedulando gli eventi ancora possibili e le location disponibili.  Abbiamo creduto nel progetto e nella forza che questo avrebbe comunque avuto all’interno del territorio. In una situazione difficile come quella della pandemia non ci siamo perse d’animo e siamo state ricompensate da grandi soddisfazioni.  In questo momento stiamo lavorando alla seconda edizione, che sarà nel marzo del 2022. Abbiamo già individuato il tema e la conseguente ricerca delle prossime autrici in mostra e stiamo organizzando un piccolo assaggio di BFF Festival  per l’estate 2021!

Seguiteci su Web/Ig/FB : bffmantova.com

Premi fotografici in scadenza a Marzo.

Buongiorno a tutti ecco i premi in scadenza in questo mese, buona partecipazione, Annalisa.

BIGPICTURE NATURAL WORLD PHOTOGRAPHY 2021

L’annuale BigPicture: Natural World Photography Competition incoraggia i fotografi di tutto il mondo a contribuire con il loro lavoro a questo concorso fotografico che nasce per celebrare e illustrare la ricca diversità della vita sulla Terra e per ispirare azioni necessarie per proteggerla e conservarla attraverso il potere delle immagini. Le immagini vincitrici saranno esposte presso una delle istituzioni scientifiche più prestigiose del mondo a San Francisco, California, USA.

Il concorso fotografico BigPicture comprende le seguenti categorie: Arte della natura | Vita acquatica | Vita alata | Paesaggi, paesaggi acquatici e flora | Fauna selvatica terrestre | Umano / Natura | Photo Story: Out of the Ordinary.

Deadline: 1 March 2021

Website: https://www.bigpicturecompetition.org/

COMMUNICATION ARTS 2021 PHOTO COMPETITION

Partecipa a uno dei concorsi più prestigiosi per la creatività nella fotografia, il Communication Arts Photography Competition. Qualsiasi fotografia pubblicata o prodotta per la prima volta da marzo 2020 a marzo 2021 è ammissibile. Selezionati da una giuria rappresentativa a livello internazionale di illustri direttori creativi e fotografi, i progetti vincitori saranno distribuiti in tutto il mondo nel Communication Arts Photography Annual, in edizioni cartacee e digitali, e su commarts.com, assicurando un’importante esposizione ai creatori di questo eccezionale lavoro. Come servizio agli art director, designer e acquirenti d’arte, un indice completo conterrà le informazioni di contatto dei fotografi rappresentati.

Deadline: 5 March 2021

Website: https://www.commarts.com/competition/2021-photography#faqs

BELFAST PHOTO FESTIVAL 2021 OPEN SUBMISSION

Descritto come “Uno dei migliori festival fotografici al mondo” (Capture Magazine), il Belfast Photo Festival offre una piattaforma perfetta per ottenere visibilità presso un pubblico internazionale, con le precedenti edizioni che hanno accolto oltre 100.000 visitatori da tutto il mondo.

Il Belfast Photo Festival offre agli artisti / fotografi l’opportunità di esporre il proprio lavoro nella galleria principale del Festival insieme ad alcuni dei più grandi nomi del settore, e di portare il proprio lavoro in tour per essere esposto al 2022 Photo Schweiz (Zurigo, Svizzera) con alcuni che hanno anche l’opportunità di essere presenti nella rivista d’arte Abridged. I vincitori avranno diritto a una serie di premi, incluso un premio in denaro.

Il tema è stato lasciato aperto per rimuovere eventuali restrizioni; i contributi devono essere fotografici o basati su obiettivi, ma possono includere incorporazioni di altre forme d’arte con il mezzo fotografico (es. performance, pittura, scultura, musica, letteratura, ecc.). Individui e collettivi sono invitati a presentare domanda.

Deadline: 5 March 2021

Website: http://www.belfastphotofestival.com/

INSIGHT INVESTMENT ASTRONOMY PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2021

Il concorso è aperto a tutti e lo scopo è mettere in mostra la migliore fotografia spaziale del mondo: da spettacolari paesaggi del cielo a immagini strabilianti di pianeti e galassie lontani. Ogni anno, fotografi di tutto il mondo competono per partecipare alla mostra finale e portare a casa il prestigioso titolo.

Esistono otto diverse categorie per i fotografi adulti (i partecipanti adulti devono avere almeno 16 anni):

• Aurorae

• Galassie

• La nostra luna

• Il nostro sole

• Persone e spazio

• Pianeti, comete e asteroidi

• Skyscapes

• Stelle e nebulose

Deadline: 5 March 2021

Website: https://www.rmg.co.uk/whats-on/astronomy-photographer-year/competition

Cortona On The Move – New Visions

ll festival internazionale di Visual Narrative Cortona On The Move (15 luglio – 26 settembre) lancia

la prima open call dell’edizione 2021: New Visions. La call gratuita, organizzata in collaborazione con LensCulture, chiede ai partecipanti di presentare progetti originali e di forte impatto emotivo.

I 10 progetti finalisti saranno proiettati durante la serata inaugurale di Cortona On The Move 2021. Tra questi, i due progetti più originali verranno prodotti ed esposti durante il festival 2021, altri due verranno pubblicati sul sito di LensCulture, una delle più grandi comunità online al mondo per la scoperta della fotografia contemporanea.

“We Are Humans” è il tema centrale dell’edizione 2021 di Cortona On The Move, una visione ampia in cui tutti siamo protagonisti, un racconto collettivo del nostro essere umani: tra intimità e dimensione pubblica, tra ordinario e straordinario. Per questo racconto corale non basta un solo alfabeto, ma servono nuovi linguaggi, nuove grammatiche, narrazioni originali che sappiano sorprendere, provocare, informare, emozionare.

Website: https://www.cortonaonthemove.com/

Deadline: 15 marzo 2021

PhEST – ReunionCalling – (Ri)Tratti di separazione

Senza alcuna limitazione di linguaggio, consentendo l’uso delle tecniche più disparate, che vanno dal tradizionale collage agli interventi di postproduzione digitale, il progetto invita i partecipanti a realizzare e postare un’immagine di ricongiungimento con i propri cari, siano essi componenti della famiglia, il proprio compagno di vita, un caro amico, la classe del liceo o il gatto rimasto a casa degli anziani genitori. L’immagine della ricomposizione e un breve testo che racconta la storia di separazione dovranno semplicemente essere postati su Instagram con l’hashtag #ReunionCalling. Diventeranno, testo e immagine, una moderna cartolina in viaggio sulla rete, capace non solo di alleviare il tempo dell’attesa, ma di strappare un sorriso a chiunque si imbatta in quel messaggio, mai come in questa pandemia, così universalmente condiviso.

Website: http://www.phest.it

Deadline:31 marzo 2021

STORIES: NARRATIVE PHOTOGRAPHY

Incoraggiata dal successo delle nostre precedenti mostre Stories, quest’anno la PH21 Gallery invita nuovamente i fotografi a presentare il loro lavoro per la nostra mostra collettiva annuale a tema Stories: Narrative Photography. Stiamo cercando contributi da tutti i fotografi che pensano che il loro lavoro stia raccontando una storia e vorrebbero condividerla con un pubblico internazionale più ampio attraverso l’esposizione della PH21 Gallery. Il tema è ampiamente interpretato; può essere espresso visivamente a livello personale o sociale, letteralmente o in modi astratti e simbolici. Si possono raccontare storie anche su persone, comunità, oggetti e luoghi. Siamo infatti interessati a tutte le possibili interpretazioni fotografiche creative del tema.

Deadline: 8 March 2021

Website: https://www.ph21gallery.com/cfe-stories-21

GLOBE SOUP 2021 TRAVEL PHOTOGRAPHY COMPETITION

Globe Soup sta cercando voci di fotografia di viaggio per il concorso del 2021.

Accettano tutte le forme di fotografia di viaggio contemporanea.

La fotografia vincitrice sarà quella che meglio trasmette la meraviglia del viaggio.

Globe Soup offre iscrizione gratuita a chiunque si iscriva in anticipo alla competizione.

Il progetto vincitore sarà annunciato il 14 aprile 2021.

Deadline: 11 March 2021

Website: https://www.globesoup.net/travel-photography-competition-2021

IPA INTERNATIONAL PHOTOGRAPHY AWARDS 2021

Gli International Photography Awards ™ organizzano un concorso annuale per fotografi professionisti, dilettanti e studenti su scala globale, creando uno dei concorsi più ambiziosi e completi nel mondo della fotografia di oggi.

I vincitori delle categorie sia a livello professionale che amatoriale, elencati di seguito, competeranno per i primi due premi IPA, che saranno annunciati durante l’annuale Lucie Awards Gala.

Deadline: 14 March 2021

Website: http://photoawards.com 

2021 ISTANBUL PHOTO AWARDS

Istanbul Photo Awards è un concorso internazionale di fotografia di notizie organizzato da Anadolu Agency, Turchia.

Sono disponibili sei categorie: notizie singole, sport singoli, notizie sulla storia, sport sulla storia, vita quotidiana della storia, ritratto della storia.

I fotografi possono inviare foto sia pubblicate che non pubblicate. Le foto devono essere scattate nell’anno 2020.

Deadline: 18 March 2021

Website: http://www.istanbulphotoawards.com/

MIPA TRAVEL AWARD 2021

Per decenni, viaggi e fotografia sono stati mano nella mano, regalando a milioni di persone in tutto il mondo ricordi che durano tutta la vita. Mai viaggi sono stati persi come lo scorso anno. Nel tentativo di ispirare le persone, abbandonare il passato, MIPA offre a tutti i fotografi di tutto il mondo l’opportunità di inviare le loro foto di viaggio, diventando il primo MIPA Travel Photographer of the Year. Vogliamo sapere cosa significa veramente viaggiare per te. Vogliamo vedere il mondo dai tuoi occhi. Che si tratti di persone, natura, fauna selvatica, architettura, paesaggi, amore, passione, ricordi, sport, avventura.

Deadline: 15 March 2021

Website: http://https://www.maltainternationalphotoa

VINCENT VAN GOGH PHOTO AWARD 2021

Lascia che il tema “PURO” ti ispiri in modo contemporaneo. Pensa fuori dagli schemi, proprio come faceva Vincent. Lascia che la fotocamera sia il tuo pennello e partecipa a questo concorso!

 Un tema stimolante con molte possibilità creative e libertà, e sicuramente qualcosa che gioca nel tempo presente.

– L’acqua è ancora pura?

– Il nostro cibo?

– Natura?

– Le persone sono ancora pure e chi e cosa sono, specialmente in questa era dei social media?

– Possiamo ancora essere puri?

Stiamo cercando questi argomenti.

Le possibilità sono infinite!! Lasciati ispirare dal nostro tema, con le tue immagini!

Non è necessario fare riferimento o incorporare Vincent van Gogh o Nuenen nelle foto.

Il titolo di questo evento è un omaggio a Vincent.

Ha registrato con un pennello ciò che ha visto e sperimentato.

Puoi farlo attraverso l’obiettivo della fotocamera, perché forse la tua foto è appesa al mondo vivente e lavorativo di Vincent nel suo periodo a Nuenen!

Lascia che la tua ispirazione di fotografo faccia il suo corso.

Deadline: 30 March 2021

Website: https://vincentvangoghphotoaward.com/en/

GUMP INTERNATIONAL PHOTO CONTEST 2021 – CONNECTION

Siamo tutti diversi, ma siamo tutti uguali.

2020, un anno in cui il nostro mondo ha condiviso un’esperienza di paura, isolamento e disperazione. Strade vuote, persone che si nascondono in casa, perdita di coinvolgimento nella comunità e tempo con la famiglia e gli amici.

Ma è stato anche durante questo periodo che abbiamo riscoperto l’amore, la forza e, soprattutto, il potere della connessione.

Le persone in Cina si erano rivolte al “cloud clubbing” virtuale in cui i DJ set venivano trasmessi in live streaming e venivano inviati messaggi istantanei per comunicare. Abbiamo visto in Libano “rose volanti” consegnate dai droni verso i balconi il giorno della festa della mamma. E in Iran, i video di medici e infermieri in prima linea che ballavano al ritmo di musica allegra in tute ignifughe sono diventati virali.

La connessione, sia con le persone che con la natura,  perché e come viviamo.

Cos’ha significato questo per i fotografi? Come possono queste connessioni e questi momenti simbolici essere riflessi attraverso la narrazione visiva?

Deadline: 20 March 2021

Website: http://gump.gg/contest

IPHONE PHOTOGRAPHY AWARDS 2021

IPPAWARDS celebra la creatività degli utenti iPhone da quando il primo iPhone ha ispirato, entusiasmato e coinvolto gli utenti di tutto il mondo. Da allora, ogni anno, IPPAWARDS ha selezionato i migliori scatti tra migliaia di immagini inviate da fotografi iPhone da oltre 140 paesi in tutto il mondo. I vincitori vengono selezionati dai membri della giuria in più fasi e vengono assegnati i premi dei fotografi dell’anno e dei vincitori di categoria.

Le foto non dovrebbero essere pubblicate in precedenza da nessuna parte. Sono idonei i post su account personali (Facebook, Instagram ecc.). Le foto non devono essere modificate in alcun programma di elaborazione delle immagini desktop come Photoshop. Va bene usare qualsiasi app IOS.

È consentito l’uso di qualsiasi app per iPhone / iPad. È possibile utilizzare lenti aggiuntive per iPhone. In alcuni casi potremmo chiedere all’immagine originale di verificare che sia stata scattata con un iPhone, iPad o iPod. Le foto che non possono essere verificate vengono squalificate.

Categorie: Astratto, Animali, Architettura, Bambini, Vita cittadina, Ambiente, Paesaggio, Stile di vita, Natura, Panorama, Persone, Ritratto, Serie (3 immagini), Natura morta, Tramonto, Viaggi, Alberi, Altro.

Deadline: 31 March 2021

Website: https://www.ippawards.com/

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori di traduzione e trascrizione dei contenuti.

Provateci e in bocca al lupo ! Ciao Annalisa