Deborah Turbeville, da modella a fotografa

Articolo di Giovanna Sparapani

“C’è un senso di autodistruzione nelle mie immagini” (D.T.)

DEBORAH TURBEVILLE Stigmata, scuola di belle arti 1977

Da ricercata modella a redattrice per Harper’s Bazaar  il passo è breve, ma fondamentale per la sua carriera nel mondo della moda. A partire dalla metà degli anni Sessanta, Deborah scopre la passione per la fotografia, grazie alla frequentazione con Richard Avedon e con il direttore artistico della sopracitata rivista.

© DEBORAH TURBEVILLE

Il primo servizio dal titolo Il bianco e blu di maglia molle, è ambientato in un’atmosfera nebbiosa, tra i pioppi e i ruderi di un’antica casa di campagna vicino a Mantova, la stessa in cui Bernardo Bertolucci nel 1976 ambientò il film Novecento. La sua poetica che si mostra da subito originale e anticonvenzionale – «…io non fotografo abiti tout court, ma sono sempre affascinata da come la gente si veste, da come si esprime attraverso ciò che indossa…» (intervista a Vogue Italia nel 2011) – la guida a produrre delle fotografie lontane dal conformismo che regna negli ambienti del fashion, alla ricerca di immagini dalle atmosfere misteriose e sognanti, popolate da figure diafane, enigmatiche, sospese nel tempo.

Le parole di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia ed estimatrice dei lavori della Turbeville, ci suggeriscono in modo sintetico il metodo di lavoro della fotografa statunitense: «A volte un art director diceva che i suoi scatti erano fuori fuoco, ma quello era il suo modo di far sembrare il mondo ultraterreno» (intervista rilasciata al Guardian nel 2013, anno della morte della Turbeville ).

© DEBORAH TURBEVILLE

Le ombre giocano un ruolo fondamentale nelle sue fotografie, in aperta controtendenza con le immagini traslucide e perfette delle giovani modelle che campeggiano felici nei loro abiti sfolgoranti sulle pagine delle riviste di moda del tempo. Per le ambientazioni predilige luoghi particolari, come boschi umidi, strade deserte, capannoni abbandonati, bordi di piscine e bagni pubblici: il tutto venato di mistero e melanconia. La forza e l’ originalità di Deborah Turbeville, consiste nel sua capacità di cogliere le ansie che travagliano la vita privata delle sue modelle, in fotografie che sembrano assimilarle a statici manichini, ma che invece pulsano di vita silenziosa. Per creare un deciso distacco da una visione diretta della realtà, oltre al “fuori fuoco”, la fotografa ama intervenire direttamente sui negativi ‘sporcandoli’ con tagli e graffi, inserendo talvolta sabbia e polvere, al fine di comunicare l’idea della fragilità delle immagini fotografiche, conferendo valore alle imperfezioni. Un’altra tecnica molto usata dalla Turbeville sono i collage composti da strappi effettuati sulle sue stampe: i ritagli vengono poi ricomposti in sequenze estranianti, a costituire un invito alla riflessione e spesso a suscitare scalpore anche tra i suoi estimatori. Proprio a questa parte della produzione è dedicata la mostra allestita da Photo Elysée, a Losanna, dal titolo ‘Photocollage’ (fino al 25 febbraio 2024).

© DEBORAH TURBEVILLE

Nella lunga carriera ha realizzato servizi per celebri riviste di moda, quali ‘Vogue”, “Harper’s Bazaar”, “Marie Claire” e “Mademoiselle”; le sue fotografie sono state pubblicate su testate importanti come il “New York Times”. Ricordiamo anche la sua collaborazione con famose maison tra cui Ralph Lauren, Bruno Magli, Valentino e Nike…

Nel 1979 Jackie Onassis le chiese di fotografare le stanze ed i luoghi più interessanti e meno conosciuti della reggia di Versailles: riunite in un magnifico libro, “Unseen Versailles”, pubblicato nel 1981, le preziose immagini realizzate con rara maestria ci fanno immergere nell’atmosfera sfarzosa della magnifica residenza regale.

© DEBORAH TURBEVILLE

Al 1988 risale il suo lavoro dedicato agli appartamenti privati di Coco Chanel, affascinata dalle atmosfere oscure e oniriche suggerite dalla fotografa statunitense.

 Dopo una lunga malattia, ‘ la fotografa del sogno’ è scomparsa nel 2013; il suo ultimo lavoro è un bellissimo fotolibro, Deborah Turbeville: The Fashion Pictures.

DEBORAH TURBEVILLE ( Boston,1932 –New York,2013 )

SITOGRAFIA:

Deborah Turbeville che rivoluzionò i canoni della fotografia di moda | Vogue Italia

https://donna.fanpage.it/

Chi era Deborah Turbeville, la rivoluzionaria fotografa di moda (lifeandpeople.it)

La storia di Deborah Tuberville, fotografa di moda dall’anima dark (elle.com)

Riassunto corpi di moda – CORPI DI MODA Deborah Tuberville e la fotografia di moda degli anni – Studocu   

© DEBORAH TURBEVILLE

Tutte le immagini presenti nell’articolo sono e rimangono di proprietà di Catherine Opie e qui hanno solo scopo didattico informativo.

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