Il Premio Musa per donne fotografe alla Biennale di fotografia femminile

Il Premio Musa per donne fotografe alla biennale di fotografia Femminile di Mantova. Musa è felicissima di questa collaborazione con la BFF. Il lavoro delle tre vincitrici del Premio, per ognuna delle categorie, verrà proiettato alla Biennale! Un grande onore e una grande opportunità.
Andate al sito per consultare il programma delle mostre e degli eventi! Ciao Sara 
 

La seconda edizione della Biennale Internazionale della Fotografia Femminile avrà luogo a Mantova dal 3 al 27 marzo 2022 confermando la direzione artistica di Alessia Locatelli, con il sostegno di Comune di Mantova e Provincia di Mantova

La prima edizione della Biennale prevista a marzo 2020, non si è potuta realizzare a causa della pandemia in corso. L’associazione la Papessa, ideatrice e promotrice del festival, è riu­scita ad allestire alcune delle mostre previste nei mesi successivi e adesso torna, con ancora più slancio, con quella che è a tutti gli effetti la seconda edizione.

La riflessione di questa speciale edizione ruota intorno a Legacy, un termine che riassume diversi concetti: signi­fica LascitoEredità e tutto ciò che creiamo da trasmettere alle generazioni future. Proprio la prima, dolorosa, esperienza della Biennale 2020, ha suggerito il tema di questa edizione. Nell’epoca attuale, così carica di cambiamenti, il collettivo umano deve misurarsi con quello che gli è stato lasciato, agire con questo lascito nel presente per creare un futuro che sia forte ed equilibrato.

La BFF 2022 seguirà lo stesso format del programma originale della prima edizione, con grandi mostre di fotografe italiane e internazionali e numerose altre iniziative a corollario, tra cui una Open Call per il Circuito Offletture Portfolioworkshoppresentazioni di libriconferenze e proiezioni.

In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è raccontata princi­palmente da uno sguardo maschile, occidentale ed eteronormato, anche la fotografia femminile e non binaria è quasi sempre sottorappresentata e troppo spesso stereotipata. Per questo la BFF ambisce a diventare un solido punto di riferimento, in Italia e a livello internazionale, con lo scopo di sensibilizzare il più possibile riguardo le tematiche di parità, uguaglianza e libertà di espressione e, al contempo, offrire un’opportunità per le suddette categorie, professioniste e non, di parteci­pare al mondo dell’arte contemporanea Molte delle fotografe presenti a Mantova espongono per la prima volta in una mostra personale in Italia; questo aspetto sottolinea l’importantissimo lavoro culturale e di ricerca – anche a livello internazionale – portato avanti da BFF.

Andrea Torres Balaguer, Unknown, la tesi della sottrazione.

Buongiorno, vi presento oggi un’autrice che ho trovato interessante!

Ciao

Sara

Fotografia di Andrea Torres Balaguer dal progetto Unknown

La fotografia contemporanea presenta alcuni esempi di artiste che hanno, con modalità differenti, ragionato sull’annullamento del concetto di identità. Un’inclinazione in cui prende forza la tesi della sottrazione.

Durante la fiera di fotografia Paris Photo del 2018 e 2019 molte fotografe e artiste sono state presentate con lavori che raccontavano la femminilità attraverso ritratti, mise en scene o photo trouvée, con la caratteristica di avere le identità dei soggetti, spesso loro stesse, completamente cancellata visivamente ma presente concettualmente.

Andrea Torres Balaguer, nella serie The Unknown ritrae sé stessa, coprendosi il viso con una pennellata di colore. L’autrice afferma «Mi nascondo, ma posso essere qualunque persona decida lo spettatore. Posso essere chiunque, tranne me».I suoi progetti riflettono sulla rappresentazione e le ambiguità dell’identità femminile che ancora oggi fa apparire le donne come la società le vuole, corpi senza volto, capaci d’indossare molteplici identità. L’autrice gioca anche con i meccanismi della rappresentazione, spingendosi oltre le consuetudini del ritratto e mostra quanto si possa investire in costumi che ci delineano come modelli culturali (e di genere), non considerando le nostre imperfezioni naturali che pure determinano unicità.

Fotografia di Andrea Torres Balaguer dal progetto Unknown

Il lavoro di Andrea Torres Balaguer è influenzato dal sogno e dal surrealismo, esplorando il rapporto tra femminilità e natura attraverso il simbolismo e la tecnica della trascrizione del sogno.

L’autrice, crea immagini che suggeriscono storie e invitano lo spettatore a interpretarle, cercando di sperimentare i confini tra realtà e finzione.

Fotografia di Andrea Torres Balaguer dal progetto Unknown

Biografia

Andrea Torres Balaguer (Barcellona, ​​1990) è laureata in Belle Arti presso l’Università di Barcellona. Dopo aver vinto il primo premio di Artevistas New Talents, il suo lavoro è stato esposto a Barcellona, ​​Madrid, Parigi, New York, Londra, Bruxelles, Berlino, Amsterdam e molte fiere d’arte in Europa.

Il suo lavoro è stato incluso in collezioni private come Fundació Vila Casas, Col·lecció Bassat e Universitat de Barcelona ed è stato presentato in alcune riviste popolari come Fubiz, Lamono, Ignant mag e Worbz.
Nel 2015 è stata selezionata come Commended Photographer per i Sony World Photography Awards, categoria Enhanced. Attualmente vive a Barcellona (Spagna) e lavora come fotografa di moda, cercando di mescolare la sua estetica con la moda.
I suoi fotografi di ispirazione sono Duane Michals, Sally Mann e Annie Leibovitz.

Il sito dell’autrice

Una breve intervista alla fotografa

BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE

La seconda edizione della Biennale Internazionale della Fotografia Femminile avrà luogo a Mantova dal 3 al 27 marzo 2022 confermando la direzione artistica di Alessia Locatelli, con il sostegno di Comune di Mantova e Provincia di Mantova

La prima edizione della Biennale prevista a marzo 2020, non si è potuta realizzare a causa della pandemia in corso. L’associazione la Papessa, ideatrice e promotrice del festival, è riu­scita ad allestire alcune delle mostre previste nei mesi successivi e adesso torna, con ancora più slancio, con quella che è a tutti gli effetti la seconda edizione.

La riflessione di questa speciale edizione ruota intorno a Legacy, un termine che riassume diversi concetti: signi­fica Lascito, Eredità e tutto ciò che creiamo da trasmettere alle generazioni future. Proprio la prima, dolorosa, esperienza della Biennale 2020, ha suggerito il tema di questa edizione. Nell’epoca attuale, così carica di cambiamenti, il collettivo umano deve misurarsi con quello che gli è stato lasciato, agire con questo lascito nel presente per creare un futuro che sia forte ed equilibrato.

La BFF 2022 seguirà lo stesso format del programma originale della prima edizione, con grandi mostre di fotografe italiane e internazionali e numerose altre iniziative a corollario, tra cui una Open Call per il Circuito Off, letture Portfolio, workshop, presentazioni di libri, conferenze e proiezioni.

In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è raccontata princi­palmente da uno sguardo maschile, occidentale ed eteronormato, anche la fotografia femminile e non binaria è quasi sempre sottorappresentata e troppo spesso stereotipata. Per questo la BFF ambisce a diventare un solido punto di riferimento, in Italia e a livello internazionale, con lo scopo di sensibilizzare il più possibile riguardo le tematiche di parità, uguaglianza e libertà di espressione e, al contempo, offrire un’opportunità per le suddette categorie, professioniste e non, di parteci­pare al mondo dell’arte contemporanea Molte delle fotografe presenti a Mantova espongono per la prima volta in una mostra personale in Italia; questo aspetto sottolinea l’importantissimo lavoro culturale e di ricerca – anche a livello internazionale – portato avanti da BFF.

LE ARTISTE

DANIELLA ZALCMAN

Signs of Your Identity

2016 – in corso

Daniella Zalcman è una fotografa documentarista vietnamita-americana e fondatrice di Women Photograph, un’organizzazione no-profit lanciata nel 2017 con un Archivio internazionale il cui sco­po è elevare la voce delle donne e dei giornalisti visivi non binari. È plurivincitrice di bandi del Pu­litzer Center on Crisis Reporting, borsista dell’International Women’s Media Foundation e be­neficiaria del National Geographic Society. Il suo lavoro si focalizza sul lascito del colonialismo occidentale, dall’omofobia nell’Africa orientale, all’assimilazione forzata dei bambini indigeni del Nord America. Il progetto che espone alla BFF, Signs of Your Identity, nel 2017 ha vinto l’Arnold Newman Prize e il Robert F. Kennedy Journalism Award, e nel 2016 ha vinto il FotoEvidence Book Award e il Magnum Foundation’s Inge Morath Award, e ha fatto parte del Moving Walls 24 dell’Open Society Foundation.

SOLMAZ DARYANI

The Eyes of Earth (The Death of Lake Urmia)

2014 – in corso

Solmaz Daryani è una fotografa iraniana che lavora tra Iran e Regno Unito. Nei suoi progetti, unisce la fotografia documentaria allo storytelling, esplorando narrazioni personali che rivelano perso­naggi e scene delle comunità con cui si relaziona. I suoi lavori sono stati pubblicati, tra gli altri, nel National Geographic Magazine, Foreign Policy Magazine, British Journal of Photography, Le Monde Magazine, Woman Paper Visa journal, The American Scholar Magazine. Ha esposto in Europa, Me­dio Oriente e Nord America. The Death of Lake Urmia esplora l’impatto del cambiamento climatico sul paesaggio, l’economia locale, nonché sulla sua stessa famiglia e i loro ricordi.

FATEMEH BEHBOUDI

The War is Still Alive

2014 – in corso

Fatemeh Behboudi è una fotogiornalista e fotografa documentaria iraniana. Ha lavorato per diver­se agenzie stampa e nel 2015 ha vinto il World Press Photo. Ha esposto in Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia. The War is Still Alive è un progetto in corso che racconta gli effetti della guerra sul territorio, le comunità e le generazioni future.

TAMI AFTAB

The Dog’s in the Car

2019 – in corso

Tami Aftab è una fotografa londinese. Il suo lavoro tocca temi che parlano di intimità, e giocosità attraverso la ritrattistica. Nonostante la sua giovane età, è già borsista del Getty e il suo lavoro è stato pubblicato da Der Greif, Der Spiegel, British Journal of Photography, The Washington Post. The Dog’s in the Car è un progetto in corso in collaborazione con suo padre che ha perduto la me­moria a breve termine a casa di un intervento chirurgico… Usando una voce giocosa, l’artista si in­terroga sui silenzi che possono circondare una malattia, sulla collaborazione e il consenso, sulla re­lazione famigliare muovendosi tra la fotografia documentale e performativa.

SARAH BLESENER

Beckon Us from Home

2017 – in corso

Sarah Blesener è una fotografa documentaria di New York. I suoi ultimi lavori sono una ricognizio­ne sulle giovani generazioni in Russia, Europa orientale e Stati Uniti. Nel 2018, ha ricevuto l’Euge­ne Smith Fellowship. Nel 2019, il suo progetto personale ha ricevuto il primo premio nella catego­ria progetti a lungo termine del World Press Photo. Ha esposto in Nord America, Europa, Asia e Oceania. È stata pubblicata da The New Yorker, National Geographic, New York Ti mes, TIME Magazine, Newsweek, Wall Street Journal, The Washington Post, The Guardian, VICE, Der Spiegel. Nei campi patriottici e nei club degli Stati Uniti, a circa 400.000 bambini americani ogni anno viene insegnato cosa significa essere un americano, spesso con sottotesto militare. In questo microcosmo di una nazione che cambia, i giovani si trovano a cavallo tra la vulnerabilità dell’adole­scenza e la contemporanea spogliazione dell’individualità. Beckon Us From Home esamina i temi che circondano l’interazione e l’identità adolescenziale, guardando alle problematiche derivanti da tali approcci educativi quali: l’ansia causata dalle sparatorie nelle scuole, il ruolo dei social media, l’empatia, l’impatto del diventare adulti in una nazione dai forti contrasti. L’artista desidera aprire un dialogo attorno a concetti che riguardano l’educazione delle future generazioni nelle accade­mie militari in USA e Russia. Come stanno rispondendo i giovani alla società contemporanea di fronte a tutti i cambiamenti nei sistemi di credenze e valori? In mostra anche Toy Soldiers, che si focalizza sulla Russia, investigando le dinamiche complesse che si muovono fra tra­dizione e ideologia nell’educazione dei giovanissimi militari. Il paragone tra i due progetti fotografi­ci fa emergere molte interessanti affinità e osservazioni.

ILVY NJIOKIKTJIEN

Born Free

2007 – 2019

Ilvy Njiokiktjien è una fotografa e giornalista multimediale dai Paesi Bassi. Realizza i suoi progetti in varie parti del mondo, ma il suo lavoro si concentra prevalentemente in Africa. Come fotografa do­cumentarista indaga attualità e tematiche sociali contemporanee. I suoi portfolio sono stati pubbli­cati sul The New York Times, Der Spiegel, NRC Handelsblad, Telegraph Magazinete e Stern. Duran­te il suo soggiorno in Sud Africa nel 2007, si è interessata ai born free (nati liberi), la prima genera­zione nata dopo la fine dell’APARTHEID Born Free è un progetto di ampia portata e a lungo termi­ne.

MYRIAM MELONI

Insane Security

2012, 2013 e site specific for BFF 2022

Myriam Meloni è una fotografa italiana con base a Barcellona. Il suo progetto Fragile sui giovani di­pendenti dal crack a Buenos Aires, è stato riconosciuto Patrimonio Culturale della Repubblica Ar­gentina.

Ha incentrato il suo lavoro su tematiche sociali contemporanee attraverso un approccio intimo alla vita quotidiana. Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali e ha esposto sia in Italia che all’e­stero. Insane Security parla degli abusi e della corruzione all’interno della polizia argentina, deri­vanti dal suo regime militare del passato. L’abuso della polizia diventa un mezzo di controllo socia­le. Trova nella fascia più giovane e più povera della società il capro espiatorio perfetto di una socie­tà segnata da una profonda frattura di classe che separa e che non è in grado di dare soluzioni alla violenza che questo divario produce.

FLAVIA ROSSI

Nuovo Patrimonio

2018 – in corso

Flavia Rossi è una fotografa italiana con base a Roma e Milano. Ha vinto diversi premi e residenze in Italia e all’estero. I suoi lavori sono stati   esposti in tutta Europa in diversi contesti inclusa la XV Biennale di Venezia nel 2016. Nuovo Patrimonio è: “uno studio sull’alterazione delle architetture storiche e sulla costruzione di un nuovo paesaggio temporaneo in cui le opere provvisionali diven­tano elementi stessi delle architetture”.

L’Italia ha un grande patrimonio in eredità e, a causa del tempo o per disastri naturali, gli edifici sempre più spesso necessitano di sostegni strutturali per evitarne il collasso. Sostegni che ne di­ventano parte integrante, andando così ad articolarsi in nuove architetture ibride. Possiamo inter­venire in modo eguale su tutte le architetture del Paese? Come percepiamo questi cambiamenti? Come un patrimonio perduto, qualcosa di tempora neo, o una nuova Eredità?

ESTHER RUTH MBABAZI

This Time We Are Young

2017 – in corso

Esther Ruth Mbabazi è una fotografa ugandese. Come documentarista, Esther usa lo storytelling e il fotogiornalismo per affrontare tematiche che riguardano la società dell’Uganda attuale. È una National Geographic Explorer, una borsista del Magnum Foundation Photography & Social Justice e, contribuisce a Everyday Africa. I suoi lavori sono stati pubblicati sul New York Times, TIME Ma­gazine, National Geographic, The Washington Post, Wall Street Journal. This Time We Are Young è una testimonianza in corso dei dati demografici in cambiamento nel continente africano, al Sud Sudan all’Uganda, al Kenya e oltre. Un nuovo futuro. Lei stessa scrive: “Questo progetto è un modo di collaborare con i miei coetanei, e di esplorare la mia realtà di crescere in Africa – le nostre speranze, le nostre sfide, il nostro futuro. Dopo tutto, saremo noi a definire il prossimo capitolo della storia di questo continente.

DELPHINE DIALLO

Highness

2012 – in corso

Delphine Diallo è un’artista franco-senegalese. Si propone di sfidare le norme della nostra società e si immerge nel mondo dell’antropologia, della mitologia, esplora le religioni, le scienze e le arti marziali per un approccio più aperto della mente. Diallo, combina l’arte con l’attivismo, progettan­do modalità differenti in supporto alle donne, ai giovani e alle minoranze attraverso la provoca­zione visiva. Ha esposto in Europa e negli Sati Uniti; i suoi scatti, che combinano tradizione e mo­dernità in un linguaggio raffinati, sono stati pubblicati sulle maggiori testate internazionali.

Highness crea una serie di nuovi archetipi, immagini che hanno tratti di divinità arcaiche che incontrano elementi contemporanei, offrendo allo spettatore l’opportunità di interrogarsi sull’idea dei modelli da seguire.

BETTY COLOMBO

La Riparazione

2019/2020

Betty Colombo è una fotoreporter che lavora per diverse testate italiane ed estere ed è coinvolta nel Local Testimonial Project di Canon. Sue immagini sono state acquistate dal Centre Pompidou, dal Guggenheim e dal Museo d’arte Moderna di Stoccolma. Il tema principale del suo lavoro sono i viaggi, in un incontro tra luoghi, persone e fotografia.

Il rapporto tra uomo e natura è al centro delle quattro serie esposte alla Biennale della Fotografia Femminile una relazione colta nei suoi aspetti controversi e sorprendenti. L’uomo distrugge il pia­neta e poi lo cura, entrambi si feriscono a vicenda per poi aggiustarsi. La simbiosi conflittuale tra persone e ambiente si palesa su differenti narrazioni: da un bosco colpito dal fuoco che rinasce con l’aiuto umano, alla cura di un animale ferito in seguito a quella stessa distruzione generata dai suoi salvatori. Il cambiamento può lasciare vita, ma anche morte. La lotta tra queste forze segna il confronto che passa attraverso il corpo della terra, i suoi alberi e il corpo umano.

LUMINA COLLECTIVE

Lumina è un collettivo australiano formato da otto fotografe. Insieme creano mostre e progetti che si focalizzano sulla società contemporanea, l’eredità della storia australiana e il riconoscimento della popolazione aborigena come abitanti autoctoni del territorio. Alla BFF esporranno una collet­tiva/ retrospettiva dei loro lavori.

TALK E CONFERENZE

Angelica Pesarini

Docente universitaria con un curriculum di studi e ricerca negli ambiti di studi di genere, sociolo­gia, Sessualità, Razza e Imperialismo, Analisi Dati, Ricerca Qualitativa, e Design Research. Insegna in università americane e inglesi. Nei suoi saggi parla di colonialismo e post-colonialismo, lo sfrut­tamento di corpi neri, il tema della cittadinanza delle seconde generazioni in Italia. Insegna anche a Firenze alla New York University. Alla BFF parlerà dell’intersezione dei suoi studi in ambito di rap­presentanza di minoranze.

Marilena Delli

Regista, fotografa e autrice italo-ruandese. Il suo lavoro è stato pubblicato su BBC, CNN, NPR, Rol­ling Stone, e si focalizza su artisti di nazioni sotto rappresentate come Rwanda, Malawi, Sudan del Sud, Pakistan, Cambogia e Romania. Marilena cura un programma radio in Italia dedicato ai di­scendenti di africani. Ha anche un podcast che ospita italiani di origine straniera che parlano di raz­zismo, musica e temi contemporanei. Nel 2020 la Repubblica ha scelto Marilena Delli come una delle “50 donne dell’anno”. Alla BFF parlerà delle seconde generazioni, collegandosi alla presentazione di Angelica Pesarini.

Ariam Tekle

Regista italiana nata da genitori etiopi, Ariam ha studiato Relazioni Internazionali all’Università di Milano e ha sviluppato un forte interesse per temi come l’immigrazione, la diaspora, il transnazio­nalismo l’integrazione e l’inclusione sociale. Alla BFF presenterà il suo documentario “Appunta mento ai Marinai”.

Barbara Bachman, Franziska Gilli e Lucia Miolini

Bachman, giornalista, e Gilli, fotografa, hanno lavorato insieme per pubblicare il libro “Santa o Sgualdrina”, che parla del ruolo della donna nel nostro paese. Evidenziano le contraddizioni del­l’immagine femminile in Ita lia, sospesa tra la concezione tradizionale dei ruoli di genere e la nasci­ta di un nuovo movimento femminista. Al momento stanno girando l’Europa con la mostra foto­grafica e alla BFF presenteranno il libro e la loro ricerca.

Lucia Miolini, moderatrice dell’incontro, è responsabile della Sezione Media e Moda del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, dove è delegata per la didattica e la Public History. Insegna Storia della Fotografia all’Università ISIA di Urbino, dove dal 2014 al 2016 ha coordinato la laurea Triennale in Progettazione Grafica e Comunicazione visiva. Nel 2012 le è attribuito il Trofeo Nazionale per la Critica.

Fa parte del Comitato Scientifico del Centro Italiano della Fotografia d’autore, Bibbiena (Arezzo), del Comitato Scientifico della Fondazione Nino Migliori, del Consiglio Direttivo della Società Italiana per lo Studio della Fotografia e del Consiglio Direttivo dell’AIPH, coordina il Gruppo di lavoro Gender e Public History. Il suo nominativo è stato inserito nel database delle 100esperte nel settore Storia e Filosofia.

Elisa Cuter

Elisa Cuter è critica cinematografica e autrice del saggio Ripartire dal desiderio (2020, minimum fax) che presenterà alla BFF. Editor della sezione Società della rivista il Tascabile, edita dall’Istituto Treccani, è dottoranda e ricercatrice alla Filmuniversität Konrad Wolf di Babelsberg. Negli anni ha collaborato con il Museo del Cinema di Torino, il Lovers Film Festival Turin LGBTQ Visions e la Berlin Feminist Film Week, ed è stata assistente alla direzione del Carbonia Film Festival – Cinema Lavoro e Migrazioni. Si è occupata di cinema e questioni di genere per varie testate come Doppiozero, Not, Filmidee e Cineforum, e suoi contributi sugli stessi temi sono apparsi in numerose riviste scientifiche.

Filippo Venturi e Grazia Dell’Oro

All’inizio della pandemia Venturi ha seguito un gruppo di donne in un percorso fotografico, inserito all’interno del Progetto europeo Shaping Fair Cities, rivolto a venti donne di nove nazionalità diver­se che vi sono in Romagna e coinvolte dall’Associazione Between. Alla fine del per corso le foto sono state pubblicate in un libro intitolato “My Dear”, stampato da Emuse, gestita da Grazia Del­l’Oro. Alla BFF Venturi e Dell’Oro presenteranno il libro e parleranno dell’importanza della foto­grafia come mezzo espressivo e dell’importanza della documentazione.

Marco Brioni e Grazia dell’Oro

Marco Brioni gestisce da anni l’associazione Frammenti di Fotografia a Mantova, dedicata alla di­vulgazione della cultura fotografica attraverso conferenze, seminari, interventi ai vari festival, workshop.

Grazia Dell’Oro ha aperto la casa editrice Emuse dal 2014, ha studiato all’Università Ca’ Foscari fre­quentando il Master sull’Immigrazione e collabora con enti pubblici e privati nell’elaborazione di programmi di innovazione sociale in ambito nazionale ed europeo. Da anni ricerca e scrive sui temi legati all’immigrazione e ai cambiamenti sociali. Insieme presenteranno una serie di libri pubblicati da fotografe, parlando della loro importanza storica.

Stefania Prandi

Giornalista, scrittrice, fotografa, producer, membro di Women Photograph. Lavora su temi legati al genere, la società, l’ambiente. I suoi lavori sono stati pubblicati su numerosissime testate italiane e straniere. Alla BFF presenterà l’ultimo libro “Le conseguenze” che parla del femminicidio in Italia.

Patrizia Pulga

Fotografa, docente e autrice di “Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi: uno sguardo di genere”. Ha recentemente pubblicato un nuovo libro che si concentra sulle fotografe del nord America ed Europa, dove è menzionata anche la BFF. Parlerà dei suoi libri, del valore della ricerca e del documentario.

Valeria Palumbo

Giornalista, storica delle donne, autrice teatrale e organizzatrice di eventi culturali, Valeria Palum­bo è caporedattrice del settimanale Oggi (Rcs MediaGroup) e collabora con il Corriere della Sera e la Radio della Svizzera italiana. È stata caporedattrice centrale de L’Europeo e di Global Foreign Po­licy, ha lavorato per la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera, Amica e Capital. È stata docente a contratto della Statale di Milano e dell’Università Carlo Bo di Urbino (2006-2021). Scrive saggi di storia delle donne dal 2003 (Prestami il volto, Selene, Premio Città delle donne). Tra gli ultimi: Piut­tosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle (Enciclopedia delle donne, 2018) e L’Epopea del­le lunatiche. Storie di astronome ribelli (Hoepli, 2018). Del 2020, Non per me sola (Laterza). Del 2021, per Neri Pozza, La donna che osò amare sé stessa. Indagine sulla Contessa di Castiglione.

In questa edizione la BFF presenterà le fotografe vincitrici del Premio FOTOGRAFIA AL FEMMINILE BRESCIANI VISUAL ART avendo preso parte alla giuria dell’edizione 2021.

Il premio desidera sollecitare tutte le fotografe a scrivere con le loro immagini il racconto del co­raggio, della fantasia, del non visibile, della curiosità, dell’estrosità di cui sono capaci, attingendo alla loro storia e a ciò che quotidianamente osservano e vivono per descrivere quali siano oggi gli spazi conquistati, le zone buie, i desideri inseguiti, gli orizzonti sognati.

Daniella Zalcman, Tami Aftab, Ilvy Njiokiktjien, Flavia Rossi, Betty Colombo, Myriam Meloni saran­no presenti al festival con le loro mostre e ciascuna terrà un talk.

WORKSHOP

Letizia Battaglia

Fotografa affermata a livello internazionale per il suo lavoro di documentazione della vita in Sicilia con un focus sulla mafia. Dal 2017 promuove Il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo. Alla BFF guiderà un workshop per sole donne sulla fotografia di nudo.

Filippo Venturi

Venturi è un fotografo documentarista che ha pubblicato su varie testate nazionali e internaziona­li. Realizza progetti su problematiche riguardanti l’identità e la condizione umana.

Simona Ghizzoni

Simona Ghizzoni è un’artista visiva e attivista dei diritti delle donne. Conosciuta principalmente per i suoi lavori autobiografici e gli autoritratti, si concentra sulla relazione tra persone e natura e temi sociali. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e i suoi lavori sono stati esposti in tutta Europa. Alla BFF guiderà un workshop sull’autoritratto.

Lomography Walk

Lomography Italia donerà macchine a pellicola usa e getta di loro produzione a un gruppo di parte­cipanti che sarà guidato dallo staff della BFF in una camminata fotografica nelle vie del centro stori­co di Mantova.

PROIEZIONI

In collaborazione con Sky Arte la serie di otto puntate intitolato “Le Fotografe”: otto fotografe ita­liane e il loro lavoro. Le puntate saranno proiettate nei fine settimana della BFF e dopo ciascuna proiezione seguirà un talk.

PRESENTAZIONI

Il Sublimista

ll Sublimista è una rivista letteraria e di cultura nonché media partner della BFF. Contribuirà con interviste alle artiste e durante i giorni di apertura del festival presenterà il proprio progetto.

Mulieris Magazine

Mulieris è un progetto costituito da giovani fotografe che mirano a promuovere progetti artistici su tematiche contemporanee e del mondo femminile. Oltre a conferire uno dei premi della “Open Call” presenteranno il loro progetto nel fine settimana di apertura.

Biennale della Fotografia Femminile

LEGACY

3-27 marzo 2022, Mantova

Inaugurazione dal 3 al 6 marzo, mostre aperte in tutti i fine settimana del mese.

info@bffmantova.com

www.bffmantova.com

Ufficio stampa Emanuela Bernascone

info@emanuelabernascone.com – 335256829

Calling The Birds Home, bellissimo lavoro sulla demenza senile.

Calling The Birds Home, un lavoro delicato ed emozionante della fotografa Cheryle St. Onge, sulla malattia che ha segnato sua madre. buona visione, Sara

Presentazione del lavoro:

Mia madre e io abbiamo vissuto fianco a fianco, nella stessa fattoria, per decenni. Il nostro amore era reciproco e costante. Purtroppo ha sviluppato una demenza vascolare, e così ha iniziato ad avere problemi con le sue emozioni e la memoria. All’inizio ho smesso di fare foto con lei, poi ho smesso di fare foto.

Forse come risposta alle sue conversazioni sul perché voleva morire, su come immaginava di poter morire. E poiché avevo bisogno di un po ‘di felicità, di luce nel pomeriggio,ho iniziato a scattare questi ritratti di mia madre. I ritratti li ho realizzati con qualsiasi fotocamera avessi a portata di mano, come distrazione dalla paura di vederla svanire. Volevo condividere l’atto di essere lì in quel momento e condividere la natura effimera del mio sguardo e del suo vedere.

Ora, che lascio la nostra casa e mia madre, la gente mi cerca. Vogliono raccontarmi le loro storie e vogliono ascoltare le mie. È un bellissimo avanti e indietro. A causa della demenza, con mia madre non abbiamo più conversazioni, però abbiamo ancora questo profondo scambio: la realizzazione di un ritratto.

Mia madre fa del suo meglio e io faccio il mio. E poi a mia volta, do la foto a chiunque la guarderà. (traduzione di parte della presentazione al lavoro, sul sito dell’autrice)

PER VEDERE IL LAVORO COMPLETO VAI AL SITO

Bio della fotografa

Cheryle St. Onge è di Worcester, nel Massachusetts. È cresciuta nei campus universitari come unica figlia di un professore di fisica e pittore. Le sue fotografie sono state ampiamente esposte, in particolare alla National Portrait Gallery di Londra, alla Princeton University, al Griffin Museum, all’Università del Rhode Island, al Massachusetts College of Art, alla Rick Wester Fine Arts e alla mostra itinerante dell’American Institute of Architects. Ha ricevuto numerosi premi e residenze, tra cui una John Simon Guggenheim Fellowship del 2009.
Le sue fotografie sono in molte collezioni private e pubbliche, tra cui il Museo d’Arte dell’Università del New Mexico, il Museo di Belle Arti di Houston, la Collezione Cassilhaus e la Fondazione Guggenheim.
È stata docente presso la Phillips Exeter Academy, la Clark University, il Maine College of Art e l’Università del New Hampshire.

👉Ultimi giorni: PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE – 3° edizione

Buongiorno!
Il premio Musa, è giunto alla sua terza edizione. Un grandissimo successo!
Quest’anno abbiamo aggiunto una nuova sezione ed i premi saranno molteplici per ogni categoria! 
Visita la pagina del Premio Musa 
Il Premio è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografe (donne), senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. Il lavoro che presenterete, verrà sottoposto a giudizio insindacabile della giuria composta da esperte. La giuria è composta da professioniste nel settore della fotografia. L’ambito del premio è rivolto alla fotografia italiana femminile (fotografe italiane che vivono in Italia) e possono partecipare fotografe che si esprimono in ogni settore fotografico, ogni genere, senza limitazioni relative al progetto scelto per essere presentato. 
Il premio ha tre sezioni e verrà premiata una partecipante per categoria:
1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi.
2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life.
3) Ritratto in studio, moda, ritratto ambientato.
LA DATA DI SCADENZA DI PRESENTAZIONE DELLE OPERE: ore 11:59 pm del 29 Settembre 2021 

Visita la pagina del Premio Musa   

 PARTECIPA AL PREMIO 
Veronica Benedetti – Il condominio – Vincitrice anno 2020
Olivia Rotondo – Le balene volano allegre – Vinvitrice anno 2020

Da Musa puoi seguire tre tipi di formazione:

– I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.

Percorso autoriale Impara, trova la tua strada, scatta ed esponi

Percorso linguaggio fotografico Impara a parlare fotograficamente

Master in fotogiornalismo per sapersi muovere nel mondo del reportage professionale

Storytelling per costruire una storia insieme capendo modalità e funzione del racconto

Contamina la narrativa trasversale attraverso diverse contaminazioni

Percorso Full online Dalla singola foto al racconto fotografico percorso ONLINE – 

CORSI SINGOLI tutti i corsi singoli organizzati per la nuova stagione scolastica- 

CORSI ONLINE proposta dei corsi di fotografia via web

Ti aspetto!Sara Munari  Per informazioni sui corsi corsi@musafotografia.it

👉 Open day Musa fotografia! Mostra della vincitrice del Premio Musa

Open day – Musa Fotografia
Veronica Benedetti da Musa fotografia per l’apertura
 Buongiorno, come state? Ripartiamo, finalmente, per un nuovo anno ricco di corsi, eventi e divertimento! Parleremo di tutte le nuove proposte, gli eventi, ma sopra ogni cosa, vi presenteremo Veronica Benedetti, vincitrice del Premio Musa edizione 2020. Vi aspettiamo in data 16 Settembre 2021 ore 18,30 per un aperitivo in compagnia
Via Mentana, 6 Monza  
 
Verranno a trovarci nuovi docenti e i migliori professionisti del settore, dai un’occhiata ai CORSI e guarda le novità!

Da Musa puoi seguire tre tipi di formazione:

– I PERCORSI DI STUDIO composti da più corsi singoli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo in un determinato settore della fotografia.
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Master in fotogiornalismo per sapersi muovere nel mondo del reportage professionale
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Contamina la narrativa trasversale attraverso diverse contaminazioni
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Sara Munari
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ZANELE MUHOLI, attivista visiva!

                In un periodo in cui le persone rimangono scandalizzate dalla mancanza di rispetto verso l’altro e dalla propensione degli individui di pensare a se stessi come fossero l’unico soggetto da tutelare, voglio presentarvi una fotografa che ha fatto della sua vita una lotta attiva e quotidiana contro la violenza e le discriminazioni. Mi piace farlo ora perché penso che, in fondo, la mancanza di rispetto abbia le stesse radici dell’arroganza che impedisce in ogni parte del mondo e a tutte le persone di poter vivere liberamente, senza pericoli, la propria vita qualunque essa sia.

                La fotografa in questione è Zanele Mhuoli: lei ama definirsi “attivista visiva”, in conseguenza della scelta di dedicare la propria fotografia alla rappresentazione della comunità LGBT in Sudafrica.

                Il lavoro della Muholi diventa negli anni un documento, un “elenco” dettagliato di persone ed eventi che caratterizzano e compongono la comunità alla quale la stessa autrice appartiene; un “elenco per immagini” col quale cerca di mettere in contatto il soggetto rappresentato e chi l’osserva, al fine di abbattere quelle barriere di preconcetti che impediscono a una fetta specifica della società di vivere integrata.

                L’inizio del cammino della Mhuoli nel mondo delle arti visive avviene nel 2004 presso la Johannesburg Art Gallery, dove realizza la sua prima personale. Nelle immagini vengono rappresentate persone che hanno subito stupri ed aggressioni, senza che vengano mostrati i loro volti. Ciò perché, pur essendo tutelata legalmente l’omosessualità in Sudafrica, per molte persone è ancora difficile mostrarsi pubblicamente per il timore di subire discriminazioni e violenze.

                Dopo la prima esposizione, si susseguono una serie di progetti e mostre, il cui tema e ambito di ricerca rimane sempre la condizione della donna nera e lesbica in Sudafrica, che la fotografa cerca di rappresentare attraverso le individualità delle persone, restituendo dignità alla loro esistenza e sostenendo, attraverso i loro ritratti, il diritto ad una vita normale.

                La Mhuoli vuole ricostruire, in fondo, la propria storia; cerca di ritrovare le proprie origini e di dare una risposta alle domande che si fece scoprendosi lesbica; cerca di dare voce ad un mondo ai margini cosicché, coloro i quali ne fanno (e ne faranno parte), possano perdere quel senso di isolamento di cui essa stessa aveva sentito il rumore.

I suoi ritratti sono quindi sfrontati, le protagoniste guardano verso lo spettatore, restituendo un senso di fierezza e consapevolezza e, così facendo, raccontano un mondo fino a quel momento nascosto, che grazie al lavoro della Mhuoli lo è un po’ meno.             

Tutte le immagini sono di ZANELE MUHOLI

                Di seguito due link: al primo trovate un’intervista pubblicata nel 2019 da Artribune in occasione dell’esposizione delle immagini alla Biennale di Venezia; al secondo un intervento registrato presso la Penny W. Stamps School of Art & Design University of Michigan. Il video della durata di un’ora (è un po’ lungo, ma interessante) include un documentario che racconta la realizzazione del suo lavoro “Faces and Phases”, ma non solo.

Annalisa Melas