Ecco le mostre di fotografia da non perdere a Dicembre!

Eccovi le mostre più interessanti che la scena propone per il mese di dicembre

Anna

LEE MILLER – MAN RAY. FASHION, LOVE, WAR

Lee Miller, Portrait of Space, Al Bulwayeb, Near Siwa, Egypt 1937 by Lee Miller (E1905)

Modella, fotografa, musa, prima donna reporter di guerra a documentare gli orrori dei campi di concentramento liberati dalle truppe americane, icona del Novecento. Lee Miller è stata tutto questo e molto di più, ha attraversato la vita con passione e determinazione. E la vita l’ha ricambiata con amore e amici, ma anche con dolore e riconoscimenti postumi o quanto meno tardivi. Ora una mostra renderà giustizia a questa donna tanto bella quanto brillante e talentuosa togliendola dall’ombra di Man Ray che l’ha sempre accompagnata per svelare il loro rapporto profondo quanto complicato in maniera più oggettiva: Man Ray, prima suo insegnante, poi amore e infine grande amico.

L’esposizione Lee Miller – Man Ray. Fashion, love, war, curata da Victoria Noel-Johnson, è prodotta e organizzata da CMS.Cultura in collaborazione con ACP- Art Capital Partners Palazzo Franchetti – main sponsor Gruppo Unipol – presenta circa 140 fotografie di Lee Miller e di Man Ray, alcuni oggetti d’arte e documenti video, grazie all’adesione dei Lee Miller Archives e della Fondazione Marconi

Nella prestigiosa ed esclusiva sede di Palazzo Franchetti a Venezia i visitatori dal prossimo 5 novembre e fino al 10 aprile 2023, potranno finalmente apprezzare a pieno le qualità di questa grande fotografa, il contributo che diede non solo come musa di Man Ray ma soprattutto come professionista alla pari, al punto che sovente si dimentica che fu lei a scoprire, per caso, e a ispirargli la tecnica fotografica della solarizzazioneche Man Ray adottò come firma artistica e per laquale si contraddistinse. 

Obiettivo della mostra è quindi anche offrire il giusto riconoscimento a Lee Miller, pioniera del surrealismo in fotografia, ponendola su un piano di parità con Man Ray, il cui lavoro tendeva a oscurarla sia in vita che negli anni a venire. La mostra che si apre con il dittico di Lee Miller e Man Ray (Man Ray, autoritratto, 1931 e Man Ray, Lee Miller,1929) si articola in un percorso cronologico e tematico. 

La mostra accoglie il visitatore con una sezione dedicata a Lee Miller come modella e musa negli anni Venti quando incontra accidentalmente il famoso editore di  Condé Nast che la rende modella di Vogue Georges Lepape, il principale illustratore di moda di quegli anni, ne ritrae il suo volto per una copertina di Vogue (USA) del 1927 lanciandola come icona di stile fino a quel noto scatto usato a sua insaputa per la pubblicità degli assorbenti Kotex ritenuta scandalosa per l’epoca e per la quale, in parte, decide di lasciare New York e cerca di tornare a Parigi e seguire la sua passione per la fotografia.

Negli anni parigini la Miller lavora con George Hoyningen-Huené, celebre fotografo di Vogue (Francia) che ne rivela la grazia androgina fotografandola con una tuta e scarpe da tennis che indossava come un abito da sera, e nel celebre scatto The Divers, uno dei più iconici scatti di moda nel XX secolo scelto da Anna Wintour tra i suoi cinque preferiti della lunga storia di Vogue, in cui Lee Miller posa di schiena su un molo insieme a Horst P. Horst altro nome leggendario della fotografia.  Lee attinge avidamente da ogni spunto e provocazione dal background artistico e culturale che precede l’incontro del 1929 con Man Ray, in quell’avanguardia parigina degli anni Venti che accolse e lanciò alcuni dei grandi nomi della storia dell’arte.

Cuore dell’esposizione
 è il rapporto tra Lee Miller e Man Ray sbocciato a Parigi nel 1929, e che finisce nel 1932, con un focus sulle loro vite, carriere e relazioni in quel periodo. Sarà così evidente per il visitatore l’ispirazione che entrambiesercitarono uno sul lavoro dell’altro, inclusa la tecnica fotografica della solarizzazioneche Man Ray fece sua al punto che sovente son stati erroneamente attributi a Ray i lavori di Miller. Saranno esposti anche i ritratti scattati da Man Ray degli amici e grandi protagonisti di quella stagione artistica: Max Ernst, Pablo Picasso, Giorgio de Chirico, Jean Cocteau, Salvador Dalì e gli scatti surrealisti a Lee Miller nei quali cerca di indagare e rivelare la sua anima, i suoi tormenti, utilizzando la macchina fotografica come strumento quasi a voler scomporre il suo algido corpo ritraendone la nuca, il collo, le spalle. Esposti anche alcuni indimenticabili scatti alle amiche artiste Dora Maar e Meret Oppenheim

È sempre del 1930, la fotografia The Neck (Il Collo) dedicata alla lunga ed elegante nuca di Lee Miller che, dopo uno dei tanti litigi, Man Ray rappresentò sgozzato da una rasoiata adorna di goccioline di inchiostro rosso.
Nello stesso anno Jean Cocteau coinvolse Lee Miller nel suo surrealista Le sang d’un poète, straordinario film d’avanguardia in cui Lee, cosparsa di gesso, interpreta una statua d’ispirazione classica, una dea moderna.

L’esposizione affronta anche, attraverso una vasta selezione di foto sia ritratti che pubblicità commerciali, il periodo successivo alla relazione con Ray, quando Miller nel 1932 torna a New York dove apre uno studio fotografico di successo, all’epoca il primo fondato e gestito da una fotografa donna. In quel periodo, Man Ray, accecato dal dolore per la separazione da Lee, sostituisce nel 1933 l’occhio sul braccio del suo celeberrimo metronomo Perpetual Motif (Moto perpetuo) con quello dell’amata. La sezione punta poi l’accento sulle creazioni surrealiste di Lee Miller fino agli scatti delle famose “vacanze surrealiste dell’estate del 1937 tra la Cornovaglia e il sud della Francia insieme a Max Ernst, E.L.T.Mesens, Man Ray e Leonora Carrington oltre a Pablo Picasso, Dora Maar e Elieen Agar e con quello che diventerà il suo secondo marito, l’artista britannico surrealista Roland Penrose.

Una sezione è poi dedicata all’Egitto. Nel 1934 Lee Miller sposa l’uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey e lo segue nella sua terra d’origine dove rimane affascinata dal panorama del deserto, dai villaggi e dalle testimonianze delle civiltà passate come dimostrano i numerosi scatti, di grande fascino e atmosfera come il celeberrimo Portrait of Space(Ritratto di uno spazio) con la sua tenda o zanzariera strappata verso l’infinito che ispirò René Magritte  a dipingere Le baiser (Il bacio) nel 1938. Un matrimonio però destinato a durare poco, in parte dovuto alla conoscenza a Parigi di Roland Penrose e il successivo trasferimento a Londra, città dove lavora come fotografa di Vogue (UK), ed è proprio sulle pagine della famosa rivista patinata che dà vita a scatti dedicati alle rubriche di moda e di società con luci e tagli surrealisti che attingono alla sua vita precedente e al suo legame con Man Ray.

Infine il dramma della Seconda Guerra Mondiale, Lee Millerè corrispondente di guerra e fotoreporter per VogueDurante la guerra si trova a documentare eventi tragici come il Blitz di Londra, la liberazione di Parigi e i campi di concentramento di Buchenwald e Dachau. Nel 1944 viene accreditata come corrispondente dell’esercito americano ecollabora con il fotografo di Time Life, David E. Scherman. All’interno di questa sezione, oltre all’iconico scatto di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, anche un’ampia selezione di suoi lavori con taglio surrealista, e foto di importanti artisti e vecchi amici, come Picasso e Jean Cocteau a Parigi, che incontra poco dopo la fine del conflitto.

In tutta l’esposizione, il fil rouge è dunque dedicato al rapporto tra Lee Miller e Man Ray e l’evoluzione da amore in amicizia, durata per quasi 50 anni, parallelamente ai reciproci matrimoni con Aziz Eloui, Roland Penrose e Juliet Browner. Ray sarà particolarmente vicino a Miller nel periodo in cui soffre di depressione cronica, anche a causa di una sorta di disturbo post-traumatico dovuto agli orrori a cui aveva assistito nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Dal 05 Novembre 2022 al 10 Aprile 2023 – Palazzo Franchetti – Venezia

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TINA MODOTTI. LA GENESI DI UNO SGUARDO MODERNO

Tina Modotti, Campesinos leyendo el Machete, FECHA ca. 1929, Lugar, Ciudad de México, Distrito Federal, Mexico, inv 35319

Dal 12 novembre 2022 al 12 marzo 2023 il Centro Saint Bénin di Aosta rende omaggio a una tra le più importanti fotografe dell’inizio del XX secolo con la mostra “Tina Modotti: La Genesi di uno Sguardo Moderno”.
 
La mostra promossa dall’Assessorato Beni culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, è a cura di Dominique Lora, in collaborazione con Daria Jorioz, dirigente della Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Valle d’Aosta.
 
Attraverso oltre 100 scatti originali della fotografa provenienti dalla collezione dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia e dalla Fototeca Nazionale di Città del Messico, la mostra vuole analizzare il contributo che la Modotti ha dato nello sviluppo della fotografia in Messico. 
 
Avventurosa, nomade e a tratti misteriosa, la vita di Tina Modotti è stata galvanizzata da passioni turbolente che hanno influenzato la sua esistenza e la sua creatività – forte e sensibile – dando vita al suo sofisticato talento e alla sua pionieristica tecnica fotografica. Donna moderna e artista visionaria ante tempore, durante la prima metà del secolo scorso la Modotti fa parte integrante degli esperimenti artistici e poetici che caratterizzarono le prime avanguardie del novecento. 
 
Sebbene negli ultimi anni la sua opera abbia attirato l’attenzione di scrittori, registi, artisti e curatori, il tema e l’oggetto della maggior parte delle mostre, approfondimenti e varie pubblicazioni ad essa dedicate, si sono generalmente concentrati sulle sue avventure romantiche o sui rapporti con altre famose personalità della scena politica o artistica della prima metà del ventesimo secolo, inclusi Julio Antonio Mella, Edward Weston, Frida Kahlo o Diego Rivera.
 
Quindi la questione della sua influenza tangibile, decisiva e duratura sullo sviluppo dell’arte fotografica in Messico e all’estero, rimane oggi trascurata dall’opinione pubblica internazionale.
Il talento riconosciuto della Modotti consiste nell’osservare e immortalare le condizioni e le emozioni delle classi lavoratrici e della rivoluzione socialista, raccontando uomini, donne e territori. Ma soprattutto traccia e sviluppa una nuova sensibilità artistica, basata sulla moderna tecnica fotografica, generalmente riservata ad un universo prettamente maschile. Insieme a Imogene Cunnigham, Lola Alvarez Bravo, Margaret Bourke White, Frida Kahlo e Giorgia O’Keefe, per citarne alcune, la Modotti si distingue come una donna appassionata e indipendente, un’artista d’avanguardia, coraggiosa ed esemplare per il suo tempo e le generazioni a venire.
 
L’opera originale di Tina (rivalutata solo a partire degli anni ’70) si trova principalmente negli Stati Uniti, dove per troppi anni è rimasta dimenticata negli archivi di vari istituti sparsi per il paese, soprattutto in seguito alla censura imposta dal movimento maccartista. Oggi, sebbene il talento dell’artista sia stato riconosciuto a livello internazionale, la sua audace biografia continua a influenzare, se non ad oscurare, la percezione del suo lavoro straordinario, creando un filtro per una comprensione puramente artistica. E se la sua complessa avventura umana continua ad ispirare romanzi, fumetti, documentari e mostre basati sul mito, o almeno sul romanzo che fu la sua esistenza, pochi finora si sono concentrati sui suoi esperimenti e sulla sua eredità artistica
che dimostrano l’influenza fondamentale che le sue fotografie hanno (e continuano a) esercitato sulla formazione di diverse generazioni di fotografi – soprattutto donne – in Messico e nel mondo.
 
La sua libertà di rappresentare il reale, sensuale, ruvida, chiara e vivida, che prende le distanze dall’universo astratto di altri maestri suoi contemporanei quali Weston, Stieglitz, Adams o Steichen, l’ha infatti portata verso una forma istintiva e originale di umanità e di comprensione nei confronti del mondo che la circondava e che, di fronte al suo obiettivo, si rivelava nella sua essenza, libera da metafore anche quando rappresentava un semplice fiore. 

Dal 11 Novembre 2022 al 12 Marzo 2023 – Centro Saint Bénin – AOSTA

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WILLIAM KLEIN ROMA PLINIO DE MARTIIS

Plinio De Martiis, Baracche alla Farnesina, Roma 1951. Collezione Fondazione Gramsci onlus | © Eredi Plinio De Martiis

La mostra mette a confronto lo sguardo di William Klein (New York 1926-Parigi 2022), acclamato fotografo di fama mondiale, e quello di Plinio De Martiis (Giulianova 1920 – Roma 2004), leggendario gallerista romano, che da giovane abbracciò la professione di fotografo con risultati sorprendenti.

Oggetto della loro osservazione è la città di Roma negli anni Cinquanta.
Le foto di Klein, scelte da Alessandra Mauro, insieme allo stesso autore, scomparso recentemente, sono le immagini più rappresentative tra quelle pubblicate nel celebre libro Rome + Klein del 1959 con i testi di Pier Paolo Pasolini. Quelle di De Martiis, sulle quali ha lavorato Daniela Lancioni, risalgono alla prima metà degli anni Cinquanta e testimoniano la partecipata attenzione rivolta dall’autore ai luoghi della Città dove le condizioni di vita erano più difficili.

La mostra sotto diversi aspetti si pone in dialogo con le altre in corso presso le diverse sedi dell’Azienda Speciale Palaexpo, Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo. Il corpo poetico al Palazzo delle Esposizioni e Jonas MekasImages Are Real al Padiglione 9b del Mattatoio, per i rapporti di Pasolini con Klein e con Mekas, e per la sensibilità priva di commiserazione con cui Pasolini e De Martiis hanno raccontato, in maniera diversa, la vita nelle borgate e nelle periferie romane.

Dal 09 Novembre 2022 al 26 Febbraio 2023 – Mattatoio – ROMA

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MONIKA BULAJ. ALL’OMBRA DEL BAOBAB

© Monika Bulaj – All’ombra del Baobab

Dall’Atlantico, passando per il Lago Vittoria, fino al Mar Rosso: una traversata dell’Africa in orizzontale, lungo la catena degli ospedali di EMERGENCY, dove lavorano medici, chirurghi, tecnici, infermieri, anestesisti, radiologi, amministratori, giardinieri. 

Sono loro i protagonisti della mostra fotografica “All’ombra del Baobab” della fotogiornalista e reporter Monika Bulaj che verrà inaugurata martedì 15 novembre alle 18:00 nella sede di EMERGENCY a Venezia, e sarà aperta dal 16 novembre fino al 27 gennaio 2027.  

Gli scatti di Monika Bulaj in Sierra Leone, Uganda, Sudan raccontano le storie di sfide quotidiane e talvolta di sconfitte, di disgrazie endemiche e urgenze prevedibili.   

“In questo reportage racconto storie come quella di Aisha, dall’esofago bruciato dalla soda caustica, che insegna a nutrirsi ai bambini vittime come lei; di un progetto per le madri delle bidonville, disegnato a tavolino in Europa: la produzione del sapone con un ‘veleno’ a portata di mano”  dichiara la fotoreporter Monika Bulaj  “Sfide come quella del viaggio trans africano di Aminata per sostituire le valvole del cuore minato da un’infezione da streptococco non curata. E, ancora, la rinascita di Ibrahim in Sud Darfur, dopo l’ennesima trasfusione dovuta all’anemia falciforme, la spietata risposta genetica a una continua esposizione alla malaria.”

Il reportage di Monika Bulaj è anche un viaggio attraverso i progetti dell’ANME (African Network of Medical Excellence), la rete sanitaria d’eccellenza di EMERGENCY nata con l’obiettivo di costruire Centri medici d’eccellenza gratuiti in tutta l’Africa. Della rete di EMERGENCY nel continente africano fanno parte il Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum, in Sudan, e il Centro di chirurgia pediatrica di Entebbe, progettato da Renzo Piano in Uganda. In questi ospedali afferiscono gratuitamente da tutto il continente pazienti con patologie specifiche che troverebbero difficilmente cura in Africa.  

Le attività del Centro pediatrico di Port Sudan e del Centro pediatrico di Mayo sono co-finanziate da Unione Europea, mentre le attività del Centro chirurgico di Goderich sono co-finanziate dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo
 
La mostra è stata organizzata grazie al contributo tecnico di FUJIFILM Italia. Le fotografie in mostra sono stampate su carta fotografica Fujifilm Original Photo Paper. L’allestimento è stato realizzato da EMERGENCY con la collaborazione di Paola Fortuna.  

Dal 16 novembre al 27 gennaio 2023 – Emergency – Venezia

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GIAN PAOLO BARBIERI: UNCONVENTIONAL

Gian Paolo Barbieri, Moira O'Brien, Seychelles, 1981. Courtesy of Fondazione Gian Paolo Barbieri and 29 ARTS IN PROGRESS gallery

Dal 29 novembre 2022 al 25 marzo 2023, 29 ARTS IN PROGRESS di Milano presenta la mostra ‘GIAN PAOLO BARBIERI: UNCONVENTIONAL’: una selezione di fotografie a colori che regalano uno sguardo inedito alla produzione meno nota dell’Artista, vincitore nel 2018 del premio Lucie Award come Miglior Fotografo di Moda Internazionale (Outstanding Achievement in Fashion).

Il percorso espositivo propone al pubblico immagini innovative in termini di ambientazioni e styling, frutto dell’inconfondibile ingegno dell’Artista: una fotografia ironica e allo stesso tempo colta, ricercata e provocatoria insieme, ricca di rimandi alla storia dell’arte, di eclettici set outdoor in location esotiche e citazioni cinematografiche eco dell’esperienza giovanile agli studi di Cinecittà a Roma.

In mostra scatti intimi e spontanei di modelle e celebrity come Eva Herzigova, Isa Stoppi e Donatella Versace si alternano ad iconiche fotografie che Barbieri – tra i più brillanti interpreti del Made in Italy – ha concepito per alcune delle più leggendarie campagne pubblicitarie per brand di moda italiani e internazionali come Versace, Ferrè, Vivienne Westwood, Dolce & Gabbana, Valentino e Armani.

Internazionalmente conosciuto per i suoi scatti in bianco e nero, le cui protagoniste appaiono quasi inarrivabili nella loro raffinata severità, Barbieri racconta, tramite il colore, la sua personale e ironica interpretazione della moda e della bellezza femminile: le donne delle immagini in mostra si liberano per l’occasione delle pose più canoniche della fotografia di moda, per farsi portavoce di una nuova eleganza non convenzionale che ne rivela il lato più disinvolto e sensuale.

Le opere esposte, tra ritratti inediti e immagini dipinte a mano, raccontano la creatività e l’irriverenza di un Artista per cui le arti hanno sempre rappresentato un mezzo imprescindibile di valorizzazione e di supporto alla moda, elevata ben oltre il proprio valore d’uso.

Gli studi e le ricerche condotti sono stati di così vasta portata che, in una carriera lunga più di 60 anni con più di un milione di scatti, sarebbe difficile trovare anche un solo intervento senza allusioni, punti di riferimento o ispirazione alle arti visive, al cinema e ai grandi maestri dell’arte e della fotografia.

«Da sempre amo l’arte, in tutte le sue declinazioni. Fin da piccolo l’ispirazione al teatro e al cinema furono una spinta importante. Poi leggendo tanto, studiando l’arte classica, guardando ai maestri del passato o semplicemente guardandomi intorno e prendendo spunto da ciò che si animava intorno a me, sviluppavo il mio occhio artistico. Immaginavo e disegnavo nella mia mente ciò che avrei voluto fosse il risultato del servizio, costruivo i miei set in maniera impeccabile, sempre con una citazione, più o meno esplicita, all’arte, al cinema o all’architettura.» (Gian Paolo Barbieri)

Le opere in esposizione sorprenderanno un pubblico che già conosce e ama Barbieri mostrando un aspetto poco noto ma di irresistibile fascino di uno dei più grandi maestri della fotografia il cui stile autorale resta, tutt’oggi, tra i più emulati e ammirati al mondo. La mostra inaugurerà a pochi giorni di distanza dall’uscita nelle sale cinematografiche in Italia del primo docufilm realizzato sull’opera e la vita di Gian Paolo Barbieri “L’uomo e la bellezza” già vincitore del premio del pubblico al Biografilm Festival 2022 di Bologna.

Dal 29 Novembre 2022 al 25 Marzo 2023 – MILANO – 29 ARTS IN PROGRESS gallery

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ETTORE SOTTSASS. CATANIA MIA!

Ettore Sottsass, Catania anni '90

111 fotografie, in bianco e nero e colore, quasi tutte inedite, realizzate a Catania negli anni novanta, raccontano Ettore Sottsass fotografo, uno degli aspetti ancora meno conosciuti e indagati del grande architetto e designer italiano.
Al Museo Civico “Castello Ursino” di Catania sarà presentata dal 21 novembre 2022 al 21 maggio 2023, la mostra di Ettore Sottsass CATANIA MIA!, a cura di Barbara Radice con Iskra Grisogono e la direzione artistica di Christoph Radl.

L’esposizione, che sarà inaugurata domenica 20 novembre alle ore 11.00, è promossa e prodotta dalla Fondazione OELLE Mediterraneo Antico in collaborazione con lo Studio Ettore Sottsass e in partnership con l’Assessorato del turismo dello sport e dello spettacolo del Comune di Catania.

Il percorso espositivo, pensato e realizzato per l’open space del Castello Ursino di Catania, comprende 111 fotografie, in bianco e nero e colore, quasi tutte inedite, scattate da Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917-Milano, 2007) negli anni novanta a Catania, una città per la quale ha sempre nutrito interesse e affetto.

Le fotografie in mostra raccontano una Catania vitale: il Barocco, il mercato del pesce, le strade, le scene di vita quotidiana come fotogrammi di una storia della città.

Ettore Sottsass potrebbe essere definito un “fotoreporter della vita”. Ha cominciato a fare foto quando era ragazzo e da allora non ha più smesso. “Ero orribilmente curioso”, ha dichiarato lui stesso. Fotografare era un modo di “fermare” la vita oltre che un mezzo per documentarla.

Si ringraziano per la collaborazione lo Studio Sottsass di Milano, il Fondo Sottsass del Centre George Pompidou di Parigi e la Bibliothèque Kandinsky per le alte definizioni dei negativi che custodiscono.

Dal 20 Novembre 2022 al 21 Maggio 2023 – Museo Civico Castello Ursino – Catania

STATI D’INFANZIA – VIAGGIO NEL PAESE CHE CRESCE. FOTOGRAFIE DI RICCARDO VENTURI

© Riccardo Venturi

Con oltre 80 fotografie la mostra presenta il reportage dell’importante missione dell’impresa sociale “Con i Bambini” e pone al centro il tema delle disuguaglianze e delle marginalità, dell’esclusione sociale e della dispersione scolastica.

L’obiettivo è quello di mettere in luce la complessità e le difficoltà, ma anche le possibilità di rinnovamento e il cambio di rotta necessario e possibile attraverso sperimentazioni e “alleanze educative” tra scuola, terzo settore, istituzioni e famiglie.

Sostenuto grazie al “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, il progetto ha investito decine di “cantieri educativi italiani”, dalle Valli Imagna e Brembana fino a Favara e Ragusa toccando le periferie delle grandi città affrontando temi di grande attualità diventati spesso vera e propria emergenza a causa della pandemia e del lockdown. L’aumento di fenomeni legati ai disordini alimentari, alla xenofobia, alla tossicodipendenza, all’isolamento sociale con il fenomeno degli hikikomori e dei neet, al degrado delle periferie, alla violenza domestica ha fatto emergere ulteriormente la fragilità della nostra società, evidenziando come il tema delle marginalità non sia un fatto isolato ma un fenomeno sociale complesso e stratificato.

Il lavoro proposto da Riccardo Venturi, due volte Word Press Photo e una lunga esperienza sul tema dell’infanzia, e da Arianna Massimi insiste sull’invisibilità di questi temi, ponendosi in una dimensione di ascolto e rispetto.
Il documentario – visibile all’interno della mostra, curata da Ilaria Prili – racconta le esperienze e le impressioni dei protagonisti, dà parola ai ragazzi coinvolti nelle attività dei progetti sostenuti da Con i Bambini, esplora le nuove geografie sociali anche attraverso i contributi di personaggi di spicco del panorama educativo e sociale italiano, tra cui Marco Rossi-Doria, presidente di Con i Bambini e Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente e portavoce del Forum Terzo Settore.

Il progetto multimediale, composto da una mostra fotografica e da un video documentario, accolto da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è promosso e prodotto dall’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. 

28/10/2022 – 26/02/2023 – Museo di Roma in Trastevere

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MANUEL CICCHETTI. TEMPO INTERMEDIO

Manuel Cicchetti, Porto Empedocle (AG), 2021, Lido Marinella, cm. 30x30

Dal 27 ottobre 2022 al 21 gennaio 2023, STILL Fotografia a Milano ospita lamostra che presenta una selezione di 70 fotografie, rigorosamente in bianco e nero, tratte dal progetto Tempo intermedio di Manuel Cicchetti (1969), curata da Denis Curti, organizzata con il sostegno di SACE, Gruppo CdP.
 
Tempo intermedio è un progetto realizzato in quattro anni di lavoro, durante i quali Manuel Cicchetti ha viaggiato lungo l’Italia alla ricerca di quei luoghi come centri commerciali, distributori di benzina, cantieri, fabbriche, depositi, ponti, grattacieli e altri, simboli del progresso e della fortuna economica oggi necessariamente messi in discussione da una crisi globale e in cui l’essere umano è totalmente assente dalla scena ritratta.
 
Quel Tempo intermedio che Manuel Cicchetti vuole raccontare è il periodo sospeso tra la definizione del futuro e un passato che continua a segnare le vite delle persone. L’itinerario italiano del fotografo documenta come i segni del passato, più o meno recente, siano ancora ben presenti nella vita quotidiana.
 
“Da una parte – ricorda Denis Curti – c’è il preciso intento di testimoniare come una grande fetta del territorio italiano sia coinvolta in quei cambiamenti già in atto dai primi anni del nuovo millennio. Il desiderio di Cicchetti è quello di mettere in evidenza, raccogliere e, solo in parte, schedare le sfide verso necessarie riconversioni, che la nostra società è obbligata a intraprendere e che, in gran parte, cancelleranno o modificheranno i segni dell’uomo incisi sul suolo del nostro paese. L’intento di questo approfondito reportage, attraverso l’ambiente, il digitale, il panorama lavorativo, il retail, i trasporti e la comunicazione, è quello di raccontare per immagini i tratti salienti di una trasformazione irreversibile”.
“Dall’altra parte – continua Denis Curti -, al fianco di una narrazione sempre coerente e lineare, Manuel Cicchetti riesce a cucire un chiaro percorso di intenzioni, senza mai rinunciare al sistema documentario, lasciando emergere il suo personale sentimento autoriale che, grazie a un bianco nero studiato e controllato fin nei minimi particolari, si fa poesia per gli occhi”.
 
Tempo intermedio – afferma Manuel Cicchetti – è un progetto che nasce dalla consapevolezza che siamo all’inizio di un percorso che cambierà l’ambiente, l’energia, la società, il lavoro e molto altro. Un cammino che, per la prima volta, non abbiamo deciso in autonomia ma che ci viene imposto dalla natura, della quale ci siamo collettivamente dimenticati di far parte”.
“Possiamo, attraverso un viaggio a ritroso nel tempo – prosegue Manuel Cicchetti –, osservare i segni che abbiamo lasciato sul territorio e riconoscerne le singole fasi evolutive. Il progresso economico e sociale ha fuso e stratificato con frequenza sempre più ravvicinata elementi architettonici e tessuto paesaggistico, entrambi segnati da mutamenti radicali della società. Tempo intermedio è quel periodo racchiuso tra letrasformazioni che si sono susseguite”.
 
Il progetto Tempo intermedio si completa con un volume Edizioni PostCart che presenta 140 immagini di Manuel Cicchetti e i testi di Gianni Biondillo, Denis Curti, Veronica Polin.

Dal 27 Ottobre 2022 al 21 Gennaio 2023 – STILL Fotografia – Milano

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ELLIOTT ERWITT. PHOTOGRAPHS

Elliott Erwitt, USA. New York. 1956. American actress Marilyn Monroe

La genialità, l’ironia e lo sguardo surreale di Elliott Erwitt negli scatti icona che lo hanno reso uno dei fotografi più celebri di tutti i tempi. Torna a Firenze, dopo quasi 20 anni, una retrospettiva del grande maestro della fotografia con la mostra ‘Elliott Erwitt Photographs’, dal 20 ottobre al 22 gennaio, a Villa Bardini. Promosso da Fondazione CR Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, a cura di Biba Giacchetti, con il coordinamento di Melissa Camilli e Francesca Lanuara, in collaborazione con Sudest57, il percorso espositivo celebra la lunga vita professionale del fotografo, che ha spento quest’anno 94 candeline, omaggio alla sua capacità compositiva svelando ampi aneddoti e retroscena. Fotografie che offrono uno spaccato della storia e del costume del Novecento attraverso ritratti a grandi star del cinema, potenti del mondo, che vanno oltre i personaggi mostrando la loro intimità e umanità.  
 
Sono circa 70 gli scatti esposti, scelti accuratamente dalla curatrice insieme allo stesso Erwitt, per proporre sinteticamente i suoi tratti distintivi, che raccontano la realtà con leggerezza, lasciando allo stesso tempo tracce profonde. I capolavori di Erwitt nascono dalle situazioni più diverse, costruite sul lavoro, ricerche personali, casuali e familiari. In mostra si incontrano i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito brutalmente assassinato, o il diverbio tra i due leader Nixon e Krusciov, in cui il dito puntato di Nixon lo fa apparire quasi minaccioso, alterando la percezione di chi lo osserva. Ancora, i celebri scatti di Marilyn Monroe, diva che Erwitt conosceva bene e che ci restituisce in una versione insolita, come nel famoso scatto in cui appare pensosa, priva di pose e maschere, oppure nel pieno del suo personaggio all’interno del set di The Misfits, che segnò la fine di un’epoca, la fine del suo matrimonio con lo sceneggiatore del film Arthur Miller ma anche l’ultimo film con Clark Gable, che morirà poco dopo le riprese. Nel percorso espositivo anche le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. L’artista sceglie l’insolito punto di vista del cane per alcuni servizi di moda su calzature, che entrano nella storia della fotografia: il celebre scatto del chihuahua in maglioncino, o il cane sospeso al guinzaglio del suo padrone. Il romanticismo di Erwitt esplode in un portfolio di immagini dedicate all’amore, fra queste il bacio di due innamorati riflessi nello specchietto dell’auto al tramonto, rimasta a lungo nel suo archivio e riscoperta in tempi recenti. Ci sono poi foto private, come quella alla sua primogenita Ellen, ancora neonata osservata nel letto dalla madre, e gli autoritratti di Erwitt che trasmettono quanto lui ami prendersi gioco di sé.  
 
“Ancora una mostra dedicata ad un maestro dell’immagine – dichiarano i Presidenti di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e di Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza – dopo il grande successo della precedente ‘Fotografe’. In questo caso il protagonista è un artista universalmente riconosciuto per la delicata ironia del suo scatto. Le sue foto fanno parte della nostra memoria collettiva e sono un inno alla vita di un elegante signore di 94 anni che non ha ancora perso il gusto di smitizzare, col suo stile inconfondibile, le crescenti ansie dell’oggi. Villa Bardini si conferma una sede ideale per celebrare i ‘testimoni del tempo’ più interessanti e originali della scena mondiale’’. 
 
“Elliott Erwitt non è solo l’autore delle immagini – racconta la curatrice Biba Giacchetti, sua collaboratrice per 25 anni – è anche il curatore della collezione, che ha scelto pezzo per pezzo insieme a me, per poi stampare personalmente ogni fotografia e creare un percorso che fosse il concentrato della sua genialità ed ironia, del suo sguardo sul mondo, dai suoi cani antropomorfi ai potenti della terra, dalle grandi star del cinema, una su tutte Marilyn, ai suoi bambini, un compendio unico di umanità leggerezza e profondità. Elliott Erwitt Icons non sono solo le immagini più celebri della lunga carriera di Erwitt, sono anche le immagini che lui ha amato di più”.  
 
Nel percorso espositivo anche un filmato esclusivo di Hudson Lines, girato a casa di Erwitt, in cui il fotografo si racconta. La mostra è accompagnata dal catalogo edito SudEst57. Saranno attivate visite guidate gratuite tutti i sabato mattina, a partire dal 29 ottobre.  

Dal 20 Ottobre 2022 al 22 Gennaio 2023 – Villa Bardini – Firenze

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BEING HUMAN. FOTOGRAFIE DI BRUNA ROTUNNO

Bruna Rotunno, WalkWays-Waterfall. Installazione video NFT

allulah Studio Art in collaborazione con Galleria Epipla presenta “Being Human”, Fotografie di Bruna Rotunno progetto fotografico a cura di Juliana Curvellano che riunisce per la prima volta entrambi gli aspetti del lavoro di Bruna Rotunno, artista che da sempre esplora la natura dell’essere umano attraverso la fotografia e il video.

Il titolo della mostra si ispira a una delle fotografie presenti in mostra in cui la parola Being Human è scritta sulla maglietta di un uomo con uno sguardo lontano nella luce dorata, in piedi sulla terrazza di un anonimo building della periferia di New Dehli. Attraverso fotografie scattate in giro per il pianeta che ci ospita, l’artista racconta il relativismo e l’infinita piccolezza della condizione umana rispetto all’immensità della Natura.  “Siamo fatti della stessa materia dell’Universo, dell’acqua, della terra, delle nuvole e delle stelle” – Bruna Rotunno
Cosa significa essere umani? È una domanda semplice, lapidaria che svela tuttavia la complessità, le contraddizioni, la relatività e mistero della vita umana.
È proprio questa la lente attraverso la quale vi invitiamo a vedere le opere della mostra.
Nelle opere video, divenute un progetto NFT, concepite durante la pandemia, girando per Milano (la città dove vive) e fotografando la città in un tempo sospeso e surreale, l’artista percepisce la presenza di sprazzi di Natura, che esistevano prima dello spazio urbano.
L’assenza di esseri umani nel paesaggio metropolitano ha permesso al videoscape di apparire in finestre che ci offrono la possibilità di riprendere consapevolezza, di camminare nuovamente nella matrice originaria e di rimanere connessi ad essa attraverso questi passaggi visionari ma altrettanto reali.
Si sviluppa così un’integrazione tra fotografia e video che mira a porre l’attenzione sulla potente connessione tra l’essere umano e la natura, che rifugge da narrazioni dirette, aprendo ampi spazi di interpretazione e riflessione critica.
Insieme, le immagini che Bruna Rotunno ha creato per Being Human offrono allo spettatore l’opportunità di percepire e ritrovare l’equilibrio tra esseri umani e la Natura, unica speranza per poter riconnettersi con la Madre Terra.
“Niuna cosa maggiormente dimostra la grandezza e la potenza dell’umano intelletto, né l’altezza e nobiltà dell’uomo, che il poter l’uomo conoscere e interamente comprendere e fortemente sentire la sua piccolezza. “
Giacomo Leopardi

Dal 19 Ottobre 2022 al 21 Dicembre 2022 – Galleria Epipla – Milano

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GIAN PAOLO BARBIERI. FUORI DAL TEMPO

Gian Paolo Barbieri, Uovo di Aepyornis, Madagascar, 1994

Ripresa di stagione, venerdì 21 ottobre 2022, per la galleria Al Blu di Prussia – lo spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo e Mario Pellegrino – che dà inizio al XV anno di attività con “Fuori dal Tempo”, fotografie di Gian Paolo Barbieri (Milano 1935)uno dei maggiori esponenti della fotografia internazionale del XX secolo. 
 
In esposizione (sino al prossimo 28 gennaio) un corpus di 18 grandi immagini in bianco e nero selezionate tra quelle tratte dalla Trilogia del mare “Madagascar, Tahiti Tattoos, Equator”, della fine degli anni ’90 e da “Dark Memories” del 2013 cui si aggiungono 24 polaroid quasi tutte inedite per lo più scattate alle Seychelles tra il 1986 e il 2006, completato dal documentario sulla vita del fotografo “Il magnifico artificio” per la regia di Francesco Raganato (SkyArte 2014) proiettato nella sala cinema della galleria.
 
Una mostra concepita come approfondimento su una parte della ricerca fotografica di Barbieri rispetto a quella che già nel 1968 lo collocò “tra i quattordici migliori fotografi di moda al mondo” nella classificazione della rivista Stern.
 “A metà fra reportage, etnofotografia e fotografia di moda, afferma la curatrice nel testo di accompagnamento alla mostra, Barbieri, cercando la verità di quei luoghi, ha creato immagini iconiche memorabili”, così come nella sua esplorazione sul tema del nudo e dell’erotismo “anche il corpo, soprattutto quello maschile, viene concepito come uno strumento per investigare l’anima”.
 
Dopo i progetti espositivi dedicati a Giovanni Gastel, a Francesca Woodman e a Guy Bourdin, Al Blu di Prussia e Maria Savarese continuano questo racconto della fotografia internazionale con Gian Paolo Barbieri, per la prima volta in mostra a Napoli grazie ad una collaborazione tra la Fondazione Mannajuolo e la Fondazione Gian Paolo Barbieri che, dal 2016, lavora alla conservazione, tutela, gestione, archiviazione e catalogazione dell’immenso patrimonio artistico del suo fondatore.

Dal 21 Ottobre 2022 al 28 Gennaio 2023 – Al Blu di Prussia – NAPOLI

“40 Seasons of Humanity” di Mauro De Bettio

      Mauro De Bettio. 40 Seasons of Humanity

      Al via sabato 3 dicembre presso lo spazio The Warehouse, in Via Settala 41 a Milano, la mostra fotografica 40 Seasons of Humanity di Mauro De Bettio, un viaggio alla scoperta del fascino e dei segreti di popolazioni in angoli remoti del pianeta.

      In questa occasione, verrà anche presentato il volume fotografico di De Bettio, che racchiude le testimonianze di un viaggio cominciato 10 anni fa. Partner del progetto, l’agenzia di comunicazione Theoria, che ha aderito all’iniziativa mettendo a disposizione lo spazio che ospiterà la mostra.

      Il progetto fotografico 40 Seasons of Humanity è composto da oltre 40 scatti catturati in differenti Paesi del mondo, dove Mauro ha incontrato e fotografato persone di culture, caratteri e dogmi diversi, che hanno aperto una finestra sulle loro storie lasciando trasparire emozioni, traumi, gioie e sofferenze. I colori dell’India, sul tetto del mondo in Nepal, i contrasti del Bangladesh, le tradizioni antiche in Romania, le tribù dell’Africa e molto altro.

      “La fotografia rappresenta il mio modo di comunicare; cerco di catturare il senso di ciò che respiro e tocco, non solo nell’aspetto, ma anche e soprattutto nell’essenza, mirando a racchiudere le sfumature e i dettagli in un unico fotogramma. La fotografia va oltre l’immagine stessa e rappresenta il mio modo di esprimere la tenacia, la fragilità e la gioia di uno sguardo”, spiega Mauro De Bettio.

      Una mostra che riesce a raccontare, con una prospettiva intima, la vera essenza di ogni individuo ritratto. Ogni singolo scatto di De Bettio rivela la forza e la resilienza dell’umanità nel suo insieme. La determinazione dei protagonisti nelle immagini che cattura, infatti, sono esempio straordinario di come ogni sfida possa essere trasformata in opportunità.

      40 Seasons of Humanity sarà aperta al pubblico dal 3 al 17 dicembre dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00. In loco sarà anche possibile acquistare o ordinare stampe  fine art in edizione limitata di alcune immagini e il volume fotografico.

      Dal 3 al 17 dicembre – The Warehouse – Milano

      Vivian Maier. The Self-Portrait and its Double

      Vivian Maier, Autoritratto. Collezione Association Vivian Maier et le Champsaur, Fondo John Maloof
      New York, NY, October, 18, 1953 @Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

      Il 16 dicembre si apre a Siena la mostra fotografica “Vivian Maier, The Self-Portrait and its Double”: in esposizione 93 opere in bianconero e a colori della tata-fotografa, icona mondiale della street photography

      Arrivano a Siena le fotografie della famosa tata-fotografa Vivian Maier: dal 16 dicembre il complesso museale Santa Maria della Scala ospiterà l’esposizione “Vivian Maier. The Self-Portrait and its Double” composta da 93 autoritratti che attraversano la misteriosa vita dell’artista americana.

      La mostra, a cura di Anne Morin (diChroma photography) e Loredana De Pace, promossa dall’associazione Lux – Dopolavoro Fotografico e organizzata dal Comune di Siena, in collaborazione con la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, ripercorre l’opera della famosa tata-fotografa che, attraverso la fotocamera Rolleiflex e poi anche con la Leica, trasporta i visitatori per le strade di New York e Chicago, dove i continui giochi di ombre e riflessi mostrano la presenza-assenza dell’artista che, con i suoi autoritratti, cerca di mettersi in relazione con il mondo circostante.

      Vivian Maier ha lavorato come bambinaia dai primi anni ‘50 e per oltre quarant’anni. Tutta la sua vita è trascorsa nell’anonimato fino al 2007, quando il suo corpus fotografico è venuto alla luce. Un patrimonio composto da oltre 120.000 negativi, pellicole super 8 e 16mm, varie registrazioni audio e centinaia di rullini non sviluppati.

      Il suo hobby travolgente ha finito per farla diventare una pioniera della street photography, anticipando i tempi e le mode, al punto che nella storia della fotografia si colloca a pieno titolo al fianco di Diane Arbus, Robert Frank, Helen Levitt e Garry Winogrand.

      Nelle splendide immagini in mostra al pubblico – dal 16 dicembre 2022 al 16 marzo 2023 – al complesso museale Santa Maria della Scala vedremo la seconda metà del Novecento con gli occhi e negli occhi di un’icona della storia della fotografia: in una location quanto mai affascinante quale quella dell’antico Ospedale nel centro storico di Siena.

      L’immenso patrimonio fotografico di Vivian Maier, venuto alla luce per puro caso solo grazie al fortuito ritrovamento da parte del giornalista americano John Maloof, ci trasporta fra le strade e di fronte alla gente delle metropoli statunitensi, a scoprire il mondo dell’infanzia che lei conosceva molto bene, e in particolare a conoscere “Miss Viv” attraverso quegli autoritratti con cui l’autrice sembra cercare un posto nel mondo. Un messaggio universale e quanto mai attuale che in qualche modo, trattandosi di autoritratti, riguarda tutti noi, specie in questo periodo complesso in cui, dopo la pandemia, abbiamo bisogno di ri-conoscerci nuovamente.

      Dal 16 dicembre 2022 al 16 marzo 2023 – Siena, complesso museale Santa Maria della Scala

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      CHOCOLATE & DIRTY CLOTHESBenedetta San Rocco

      La vincitrice del Premio Nazionale Musa per fotografe 2022 esporrà il progetto vincitore presso Musa fotografia. Prima Classificata settore Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life Benedetta San Rocco con il progetto CHOCOLATE & DIRTY CLOTHES

      Inaugurazione il 15 dicembre alle 18.30.

      Antonio Pantalone lasciò l’Italia per cercare lavoro.
      La sua vita fu perennemente sospesa tra due realtà: il luogo di lavoro straniero e il piccolo paese d’origine in Abruzzo.
      Nel mezzo la dogana.
      Lì l’immigrato Antonio non ha nulla da dichiarare. Solo “panni sporchi e cioccolata per i bambini”.
      Nel 1962 nel cantiere di Brugg cedette un rinforzo. Crollarono tonnellate di terra.
      Dopo dodici ore di scavi, i soccorritori trovarono due persone, una vittima e un sopravvissuto.
      Antonio fece da scudo. Probabilmente salvò la vita ad Angelo Lezoli.
      Come lui emigrato dall’Italia.
      Angelo tornò a casa. Antonio no.
      Antonio Pantalone era mio nonno e aveva 39 anni.
      Io non l’ho mai conosciuto eppure la sua storia fa parte della mia.
      Partendo da un’immagine mancante sono arrivata altrove: dal momento dell’incidente le strade della mia famiglia e quella dei Lezoli si sono divise, solo dopo una lunga ricerca, io le ho intrecciate di nuovo in questo progetto.

      È sempre stato desiderio di mia madre incontrare la persona che per ultima aveva visto vivo suo padre e che per ultima sicuramente aveva sentito la sua voce.
      Dopo oltre cinquanta anni di infruttuose ricerche io sono riuscita a trovarla.
      Ho sfogliato e risfogliato i quotidiani e i settimanali dell’epoca che parlavano dell’incidente e che mia madre custodiva gelosamente per cercare qualche indizio: lì erano riportati solo la provincia di provenienza, Parma, e il nome di Angelo Lezoli ma, come quello di mio nonno, era stato trascritto male. Dopo numerosi tentativi, tutti vani, sono riuscita a risalire al suo vero nome. Grazie a un database digitale di lapidi, ho riconosciuto il suo volto, che avevo imparato nel tempo a delineare attraverso le fotografie di quei giornali, e anche se ormai era un viso diverso, invecchiato, non ho avuto alcun dubbio, e così mi sono messa in contatto con uno dei figli.
      Per questo lavoro ho scelto di utilizzare solo le immagini che ho trovato negli archivi delle nostre due famiglie. Attraverso i racconti di mia madre sono riuscita a costruire un immaginario: ho collezionato frammenti, spazi interstiziali e dettagli impalpabili per raccontare un’assenza che si manifesta sempre, per riflettere su quanto rimane a chi aspetta al di qua del confine.

      Ernesto Fantozzi. Fotografie 1958-2019

      Ernesto Fantozzi mostra 2022

      Realizzata da Carlo Cavicchio, Maddalena Cerletti e Sabina Colombo, “Ernesto Fantozzi. Fotografie 1958-2019” arriva al Mufoco – Museo di Fotografia Contemporanea di Milano dal 3 dicembre 2022 al 29 gennaio 2023. Il percorso espositivo ripercorre la sua intera produzione, iniziata negli anni Sessanta e restituisce, attraverso due modalità di visione, i periodi della sua attività culminata con un archivio immenso costituito da oltre 75 mila immagini. Tra stampe alla gelatina bromuro d’argento, negativi e provini, l’eredità fotografica di questo grande autore è immensa ed è tutt’ora punto di riferimento per gli amanti di questo linguaggio. Una lettura poetica ma sincera del mondo

      Le fotografie presenti in mostra raccontano l’occhio di Ernesto Fantozzi e la sua sensibilità verso il mondo che raccontava, mentre una proiezione presenta le immagini degli anni ’90-2000. A completare il percorso espositivo della mostra un apparato documentario e bibliografico volto a mostrare gli oggetti originali donati dall’autore e conservati presso l’archivio del Museo e alcune delle numerose pubblicazioni in cui il suo lavoro è stato presentato dagli anni ’60 ad oggi.

      al 3 dicembre 2022 al 29 gennaio 2023 – MUFOCO – Cinisello Balsamo

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      362 grammi – Massimo Valentini

      362 grammi è il peso di questa vita, indossata la mattina come una tuta protettiva prima di uscire di casa a combattere con il mondo e poi riposta in ordine, ben ripiegata, a fine giornata, sul tavolo di casa nostra. Una corazza che blocca forse i contagi ma che non sa evitare all’anima di ammalarsi. Perché possiamo isolarci da tutto, almeno provarci, ma sta di fatto che rimaniamo dentro al mondo, che nel mondo esiste la specie umana e che questa è ormai allo sfascio più completo.   Dopo l’esordio di Roma presso l’Accademia di belle Arti – RUFA, la mostra si sposta a Senigallia, nella città della Fotografia.

      In questo lavoro a più voci che intreccia linguaggio visivo e testuale la sensazione di “già visto” è un fatto evidente. Molti elementi raffigurati creano disagio, evocano spiacevoli ricordi, mentre un senso di desolazione e abbandono fa pensare che quanto descritto non sia un mondo immaginario ma uno scorcio di nuova normalità.

      Che cosa è successo in questi luoghi? Forse c’è stato un terremoto o un’alluvione – o entrambe? – o magari un’esplosione nucleare? Già sappiamo che non è accaduto niente che non potessimo prevedere; poteva andare solo così. Quello che vediamo non è che un aggiornamento visivo del 1984 orwelliano adattato ai moderni fallimenti di questa società. I luoghi sono vuoti, anzi svuotati; un tono grigio fango copre con un velo sottile tutto quello che incontra lo sguardo. Deduciamo che c’è stato un “prima” di certo diverso dall’adesso.

      362 grammi è dunque il peso di questa vita, indossata la mattina come una tuta protettiva prima di uscire di casa a combattere con il mondo e poi riposta in ordine, ben ripiegata, a fine giornata, sul tavolo di casa nostra. Una corazza che blocca forse i contagi ma che non sa evitare all’anima di ammalarsi. Perché possiamo isolarci da tutto, almeno provarci, ma sta di fatto che noi rimaniamo dentro al mondo, che nel mondo esiste la specie umana e che questa va a formare un’umanità ormai alla deriva.   Non c’è tessuto che ci possa proteggere dalle storture di una società che ritiene più interessanti le ragioni economiche di quelle sociali, ecologiche, morali, etiche. Una società che ci riversa addosso ogni giorno conseguenze di scelte di cui non siamo diretti responsabili ma (talvolta) ignari collaboratori. No: nulla esiste che possa evitarci una contaminazione con tutto quello che ci circonda, nel bene e nel male.

      Eppure in questo scenario monocromo abbiamo ancora una speranza. Possiamo scegliere: goderci poche ore di riposo, aspettando di rimetterci quella tuta da combattimento domani e per ogni altro domani che verrà, oppure possiamo riattivare il pensiero critico scegliendo di alimentare il dubbio – quello su cui si basa la vera scienza – evitando verità preconfezionate, cercando incessantemente altre, migliori risposte.  

      Questa seconda via è il compito dell’arte e quella che hanno scelto gli autori che dichiarano: “Il segnale arriva dal futuro. Quello che saremo in grado di costruire se comprendiamo fino in fondo ciò che abbiamo vissuto nel passato”.

      dal 17 al 25 dicembre 2022 – Spazio Piktart per la fotografia – Senigallia

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      I premi fotografici in scadenza a Dicembre

      Buongiorno a tutti, state bene? Ecco ipremi fotografici a cui partecipare a Dicembre, ciao!

      Annalisa Melas

      TERRE SOLIDAIRE PHOTO AWARD 2022

      Con il sostegno di Sebastião Salgado, CCFD-Terre Solidaire lancia la prima edizione del Prix Photo Terre Solidaire dedicato alla fotografia umanistica e ambientale.

      La nostra definizione di Fotografia Umanista e Ambientale abbraccia la visione di CCFD-Terre Solidaire che agisce per le questioni sociali e ambientali.

      Questo tema mira a rappresentare gli esseri umani nel cuore del loro ambiente globale e valorizza le persone che agiscono per un mondo più sostenibile e più giusto.

      Questo premio ha una triplice dimensione: riconoscere la carriera di un artista fotografico, sostenere la continuazione del lavoro dedicato e invitare i fotografi a unirsi alle lotte di CCFD-Terre Solidaire.

      Una prestigiosa giuria composta da professionisti della fotografia, del fotogiornalismo e della solidarietà internazionale si riunirà a metà gennaio 2023.

      Deadline: 4 December 2022

      Website: https://ccfd-terresolidaire.org/campagne/terre-solidaire-photo-award-en

      METAL STRUCTURES & ARCHITECTURE

      9 fotografie saranno selezionate per una mostra che si svolgerà presso il Radisson Collection Hotel, Old Mill Belgrade room 147, come parte del pop up Бартcелона 147, situato nella città di Belgrado, in Serbia, dal 15 dicembre al 15 gennaio 2023 .

      Possono partecipare al concorso tutti i fotografi, amatori e professionisti che abbiano compiuto i 18 anni.

      Il 15 dicembre 1832 nasceva Alexandre Gustave Bonickhausen dit Eiffel, popolarmente noto come Gustave Eiffel. Molte delle sue opere sono conosciute a livello internazionale. e molti di loro hanno qualcosa in comune: sono tutti costruiti con strutture metalliche, come l’interno della Statua della Libertà a New York, la Passarelle Eiffel a Boredaux, il ponte Maria PIa in Portogallo, il viadotto di Garabit in Francia e, ovviamente, la Torre Eiffel a Parigi.

      Deadline: 5 December 2022

      Website: https://davidpujado.wixsite.com/bartcelona/open-call

      COMPOSITION: PHOTOGRAPHY NOW


      Black Box Gallery è lieta di annunciare una mostra fotografica di gruppo con giuria sulla composizione. La composizione è il modo in cui un fotografo dispone gli elementi visivi all’interno della cornice. Questo è importante per stabilire una solida base visiva e creare immagini creative e artistiche. Le tecniche di composizione sono importanti per esercitarsi e su cui concentrarsi, come: regola dei terzi, linee guida, messa a fuoco selettiva e profondità di campo, punto di vista (soggetto e sfondo), ritaglio (nella fotocamera e post-produzione), forma e forma, Motivi e trame, equilibrio e movimento, riempimento del fotogramma (astrazione), prospettiva bassa o prospettiva alta, fotogramma all’interno di un fotogramma, spazio negativo, giustapposizione del soggetto, primo piano e terreno intermedio e sfondo (usando spazio/profondità e soggetto), linee ( orizzontale e verticale e diagonale). La composizione è la via per una grande fotografia.

      Deadline: 9 December 2022

      Website: https://blackboxgallery.com/Composition-Photography%20Now-2022%20CFE.html

      ANNUAL PHOTOGRAPHY AWARDS 2022

      Alla ricerca specifica di coloro con un approccio audace e innovativo che sconvolge gli standard artistici tradizionali, i partecipanti possono presentare le voci in un massimo di otto categorie. Non ci sono restrizioni sull’interpretazione, la creatività o l’estetica; accettiamo tutti i formati che mettono in mostra nuovi talenti e aiutano a far crescere la notorietà della fotografia come arte.

      Gli Annual Photography Awards sono dedicati a preservare l’artigianato come mezzo contemporaneo di belle arti ed è motivato ad aiutare i giovani artisti a crescere nella loro carriera. Partecipando, i nostri artisti ricevono l’attenzione di un pubblico globale e hanno diritto a vari premi in denaro. Non vediamo l’ora di vedere il tuo lavoro migliore!

      Deadline: 11 December 2022

      Website: https://annualphotoawards.com

      BIRD PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2023

      Bird Photographer of the Year è il principale concorso di fotografia di uccelli. Celebriamo la migliore fotografia di uccelli al mondo, sostenendo al contempo gli sforzi di conservazione attraverso immagini e sostegno finanziario.

      Categorie di concorso:
      – Miglior ritratto – Un’immagine che cattura al meglio il carattere dell’uccello soggetto e le sue caratteristiche distintive. Cerchiamo immagini che includano molti dettagli, catturate in una posa classica o che mostrino le caratteristiche dell’animale.
      – Uccelli nell’ambiente – Questa categoria si concentra sulle foto che meglio dimostrano la relazione tra un uccello e il suo habitat. Gli esempi includono un cigno su un lago all’alba, un mestolo su una roccia accanto a una cascata o un’aquila calva che vola tra le montagne.
      – Comportamento degli uccelli: stiamo cercando immagini che rappresentino al meglio il comportamento di un uccello. Questo potrebbe essere l’esibizione di un fagiano di monte, il corteggiamento di uno svasso maggiore o un pettirosso che canta.
      – Uccelli in volo – Celebrando la padronanza aviaria del cielo, questa categoria si concentra sugli uccelli in volo. Che tu stia congelando l’azione o utilizzando il motion blur creativo, purché il soggetto sia in volo, può essere inserito qui.
      – Bianco e nero – Introduci semplicità e drammaticità nel tuo scatto attraverso l’uso di immagini in bianco e nero. Questo può essere girato nella fotocamera o convertito durante la post produzione.
      – Uccelli urbani – In un mondo sempre più urbano, molti uccelli sono costretti a vivere alle porte degli umani. Questa categoria esplora il mondo della fotografia di uccelli urbani. Le immagini dovrebbero mostrare uccelli accanto a oggetti, edifici e altri ambienti urbani creati dall’uomo.
      – Comedy Bird Photo – Vogliamo vedere quei momenti divertenti in natura. Questa categoria cerca momenti esilaranti di uccelli che richiedono una didascalia divertente!
      – Conservazione – Questa categoria cerca storie di forte conservazione mostrate in un’immagine. Questo è separato dal principale Conservation Award che esamina insieme una raccolta di foto.
      Premi speciali
      – Portfolio Award – Per questo premio, puoi inserire fino a 6 immagini come raccolta. I giudici cercheranno una selezione di immagini che mostrino l’ampio controllo tecnico e la creatività del fotografo.
      – Conservation Award – Inserisci fino a 6 immagini come raccolta che raccontano una storia di conservazione. I giudici cercheranno immagini che raccontino una storia di sforzi di conservazione o la lotta di una particolare specie. Le immagini possono essere inserite insieme al testo.
      – Young Bird Photographer of the Year – verrà assegnato a uno dei vincitori dei 3 gruppi di età (11 e Under, 12-14 anni, 15-17 anni). La partecipazione al concorso per giovani è gratuita e puoi inviare fino a 10 immagini.

      Deadline: 11 December 2022

      Website: https://www.birdpoty.com/

      TASTE PHOTO AWARDS: FOOD, FASHION AND TRAVEL PHOTOGRAPHY CONTEST

      I fotografi dilettanti e professionisti sono invitati a presentare il proprio lavoro ai Food, Fashion, Travel & Lifestyle Photography Awards di quest’anno.

      In associazione con i TASTE AWARDS, i TASTE PHOTO AWARDS sono un concorso artistico e fotografico con giuria che celebra la fotografia nei seguenti temi:

      – Cibo – Vino e alcolici – Moda e design – Viaggi – Salute ed esercizio fisico – Stile di vita – Foto stilista e scenografo

      Le foto iscritte competono nelle seguenti categorie:
      – Editoriale (incluse foto di riviste e libri di cucina) – Commerciale – Personale – Social Media (es. Instagram, ecc.) – Promozionale (es. fotogrammi di film, pubblicità, spot, poster, ecc.)

      Deadline: 13 December 2022

      Website: http://www.TastePhotoAwards.com

      LENSCULTURE ART PHOTOGRAPHY AWARDS 2023

      I LensCulture Art Photography Awards mirano a premiare artisti visivi di talento in tutto il mondo che utilizzano processi fotografici e immagini per esprimere le loro idee creative.
      Mostraci come stai spingendo il mezzo fotografico, sperimentando diverse tecniche o approcci creativi per dare vita alle tue idee. Non ci sono limiti o definizioni per questo premio, speriamo di vedere tutti i tipi di proposte da lavori concettuali e stampe realizzate per le pareti della galleria, a immagini realizzate con processi alternativi, a forme e formati totalmente nuovi che parlano alla nostra era digitale. Ciò che conta è la tua visione creativa unica e le tue abilità nel tradurre quella visione in un lavoro eccezionale e originale.

      Deadline: 14 December 2022

      Website: https://lensculture.com/photo-competitions/art-photography-awards-2023

      WOMAN SCIENCE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2022

      Per celebrare il contributo delle donne alla ricerca e all’innovazione, il gruppo RPS Women in Photography annuncia il suo primo concorso Woman Science Photographer of the Year. Soggetti comunemente di genere dell’arte e della scienza si incontrano nella fotografia, con la tecnologia che fornisce la spina dorsale, la scienza che ci aiuta a capire e la creatività che alimenta l’immaginazione.

      L’invio di un massimo di due immagini per fotografo è invitato dal 1° novembre al 15 dicembre 2022. L’ingresso è gratuito e aperto a tutte le fotografe donne e che si identificano, indipendentemente dall’età, dall’esperienza o dal background.

      Il fotografo vincitore sarà annunciato durante una cerimonia presso l’RPS di Bristol l’11 febbraio 2023. La giornata è stata dichiarata Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per ispirare il progresso verso l’uguaglianza di genere nella scienza e nella tecnologia.

      Deadline: 15 December 2022

      Website: http://rps.org/wspoty

      REVELA’T FESTIVAL

      C’è un’espressione popolare che dice che tutte le strade portano a Roma, nel senso che ci sono molte strade e vie per raggiungere la stessa meta.

      Quando è nato il festival Revela’T, non potevamo nemmeno immaginare dove ci avrebbe portato questo viaggio. Abbiamo preso strade, che ci hanno portato ad altre, migliori, peggiori, lunghe, brevi, piacevoli e occasionalmente a qualche bivio.

      Le Roma possono essere tante, forse tante quanti i cammini, ma a noi interessa quello che vuoi raccontarci. Quelli personali o estranei, il percorso che ti porta o quello che ti riporta indietro, l’immaginario, il fittizio, quello che hai scelto o quello che ti è stato imposto, il percorso segnato e le deviazioni che hai subito prendendo. Quella che eri destinata a percorrere o quella dei Peripatetici, la via di un altro o quella che non sarà mai abbastanza tua. Il sentiero della vita, con le sue pietre e le sue gioie. Il percorso letterale, che ci dà la possibilità di scoprire nuovi paesaggi, metterci ai piedi di un altro passante per poter vedere con i nostri occhi ciò che i vostri hanno visto.

      Deadline: 20 December 2022

      Website: http://revela-t.cat/2023/ca/convocatoria/

      NUDE PHOTOGRAPHY AWARDS 2022

      La nostra call è aperta a qualsiasi interpretazione artistica della fotografia di nudo. bianco e nero, colore, nudi femminili o maschili, suggestivi o impliciti, realistici, astratti, iconografici….. qualsiasi genere che rifletta o suggerisca la bellezza del corpo ha il suo spazio in questa chiamata.
      Il nudo, come specchio delle norme sociali e morali, ha avuto un forte impatto sulla storia e l’evoluzione della fotografia e dell’arte in generale, dall’antichità dei nudi classici dell’antica Grecia fino ai giorni nostri.

      La fotografia di nudo come rappresentazione artistica del corpo. Forme, volumi, giochi di luci e ombre per mostrare la bellezza o semplicemente suggerire ciò che non viene mostrato, sono gli strumenti che l’artista ha a disposizione per trasformare le immagini in un linguaggio che lo avvicini alla poesia visiva. Speriamo di vedere immagini con punti di vista unici e approcci innovativi, così come immagini che si adattino alle forme più tradizionali della fotografia di nudo.

      Deadline: 31 December 2022

      Website: https://www.dodho.com/nude-awards/

      PHOTOGRAPHY IN PROGRESS

      Per la prima volta, l’International Photoscene di Colonia lancia un Open Call che porterà a una mostra collettiva per il Photoszene Festival.

      Con il titolo “Photography in Progress”, l’Open Call fornisce un quadro tematico per le esplorazioni artistiche del mezzo fotografico, i cui meccanismi di produzione sono tanto in divenire quanto capaci di produrre nuovi linguaggi visivi e modalità di fruizione. “Photography in Progress” si concentra sui campi tematici contemporanei della fotografia e allo stesso tempo illumina come le pratiche di immagine digitale in costante cambiamento possano influenzare gli approcci artistici. Con l’Open Call, la scena della fotografia fornisce una piattaforma per le attuali posizioni fotografiche e attende con impazienza contributi versatili da parte di artisti che lavorano con il mezzo fotografico e il suo senso esteso del post-fotografico. Le opere inviate saranno esaminate da una giuria e selezionate per una mostra collettiva al Photoszene Festival nel maggio 2023.

      Deadline: 31 December 2022

      Website: https://www.photoszene.de/copy-of-open-call-2023/

      PASSEPARTOUT PHOTO PRIZE – 6TH EDITION

      Passepartout Photo Prize (“Passepartout”) è stato avviato da Il Varco srls nel 2020 come fotografia
      concorso per promuovere e ampliare l’esposizione di fotografi emergenti.
      Passepartout mira a sostenere lo sviluppo di fotografi di talento provenienti da tutto il mondo
      creando opportunità di visibilità mondiale. Passepartout premia 500 euro in moneta
      premio a un vincitore di ogni edizione, partecipazione alla mostra in una galleria d’arte a Roma (Italia), e
      pubblicazione nel catalogo annuale e nelle riviste dei nostri partner per selezionati eccezionali
      fotografi.

      Deadline: 15 Gennaio 2023

      N.B.: Vi ricordiamo come sempre di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
      I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
      Ci scusiamo per eventuali errori di traduzione e trascrizione dei contenuti.

      Provateci e in bocca al lupo !

      Annalisa

      Elian Somers, Border Theories, l’utopia socialista

      Elian Somers (Sprang-Capelle, NL, 1975), è una fotografa olandese che lavora a Rotterdam. Il suo background spazia dalle arti visive all’architettura avendo completato gli studi architettonici presso la Delf University ed il Master di Fotografia a St. Joost Academy di Breda nel 2007.[1] Nelle sue immagini Elian Somers indaga paesaggi utopici ed urbani ed analizza come questi siano influenzati da fondamenti ideologici e storici. I suoi ultimi lavori hanno come comune denominatore l’essere rappresentazione fotografica di realtà e verità appositamente costruite in cui storie nascoste ed esperimenti utopici vengono sapientemente intrecciati. In questi paesaggi si mescolano molteplici realtà, storie e verità.[2]

      Il suo progetto a lungo termine più celebre è Border Theories realizzato tra il 2009 e il 2013. Qui, la fotografa, si interroga sull’utopia socialista e sulla scrittura e riscrittura della storia basata sui significati che vennero associati all’architettura all’interno del paesaggio urbano. Border Theories indaga sulla costruzione identitaria e sulla storia di tre esperimenti urbani nei confini remoti dell’ex Unione Sovietica: Birobidzhan, Kaliningrad e Yuzhno-Sakhalinsk. Questi esperimenti urbani hanno avuto origine da conflitti e guerre di confine, da luoghi chiusi e da forzati a spopolamento e successivo ripopolamento. Le storie di questi tre diversi luoghi sono aperte a molteplici interpretazioni: in particolare modo la storia ebraica, prussiana e giapponese nonché la narrativa storica sovietica. Quello che Elian Somers cerca di fare in questo lavoro è quello di capire come la pianificazione urbana e l’architettura possano essere impiegate come mezzi politici utili a scrivere e manipolare la storia del paesaggio. Nell’osservazione di questi paesaggi e nell’indagine storica le domande continuano a susseguirsi. Quale è la verità? Cosa è successo e cosa sta accadendo in queste zone? Quale è la realtà dei fatti? Il progetto di Elian Somers è composto da fotografie, materiale d’archivio e frammenti di articoli di giornale. I testi inseriti supportano la storia portando alla luce la varie diverse interpretazioni e le molte verità nascoste tra Birobidzhan, Kaliningrad e Yuzhno-Sakhalinsk.[3]

      Border theories Kaliningrad – Elian Somers

      Oltre a Border Theories Elian Somers ha realizzato diversi progetti che indagano la natura di paesaggi prettamente urbani: A Stone from the Moon (2015-ongoing), One and Another State of Yellow (2013-2017), California City (2010-2012) e Droom als er ooit een was / A Dream if Ever There Was One (2006-2008).[4]

      Border Theories – KALININGRAD

      Around 1200 km west of Moscow the city of Kaliningrad was founded on the ruins of the Prussian City of Köningsberg. Kaliningrad became the capital of the Kaliningrad Region along the Soviet-Polish border. In 1943, the Soviet regime defined East Prussia as being ‘original Slavic soil’ which had been the victim of German occupation for 700 years. In 1945, the Soviet Union liberated the Prussian city of Köningsberg. The architect Dmitrii Navalikhin envisioned the new city of Kaliningrad, as the embodiment of pre-war Russian history. The city was to become a reconstruction of Moscow, based on Moscow’s ring roads, skyscrapers and mediaval monuments. As the ‘native city’ for the new Soviet settler Kaliningrad was to be deeply rooted in Russian history.[5]

      IMMAGINI PRESE DA

      http://eliansomers.nl/border-theories-about.html

      SITOGRAFIA

      https://fotografiaartistica.it

        http://eliansomers.nl


      [1] https://fotografiaartistica.it/border-theories-di-elian-somers/

      [2] http://eliansomers.nl/about.html

      [3] http://eliansomers.nl/border-theories-about.html

      [4] http://eliansomers.nl/about.html

      [5] http://eliansomers.nl/border-theories-detail.html?slide=15

      Articolo di Ylenia Bonacina

      Tutte le fotografia sono di © Hannes Meyer, il post ha solo scopo didattico e divulgativo.

      Prokudin-Gorskii e lo zar Nicola II

      La collezione Sergei Mikhailovich Prokudin-Gorskii contiene fotografie a colori dell’impero russo realizzate tra ca. 1905 e 1915. Il fotografo Prokudin-Gorskii (1863-1944) con il sostegno dello zar Nicola II ha scattato queste immagini in tutta la regione. Utilizzava una fotocamera alla quale aggiungeva filtri rosso, verde e blu, che ricombinati in un secondo momento e proiettati con lanterne mostravano immagini a colori quasi reali. Sembra impossibile che queste fotografie abbiano 100 anni.
      Dal 1905, Prokudin-Gorsky utilizzò tutti i progressi tecnologici a disposizione.

      I permessi forniti dallo zar Nicola II gli garantivano l’accesso alle aree riservate e la cooperazione con la burocrazia dell’impero.

      Le sue fotografie offrono un ritratto vivido di un mondo perduto: l’impero russo alla vigilia della prima guerra mondiale e della prossima rivoluzione russa.

      Immagine di Prokudin-Gorsky (Photo credit: Library of Congress).

      Prokudin-Gorsky, prima di lasciare la Russia, collezionò circa 3500 negativi. Quandò lasciò il paese portò con sé tutto il suo materiale fotografico, ma circametà delle foto vennero confiscate dalle autorità russe.

      Le scatole con album di foto e fragili lastre di vetro furono conservate nel seminterrato di un condominio parigino. La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti acquistò il materiale dagli eredi di Prokudin-Gorsky nel 1948 per $ 3500- $ 5000 su iniziativa di un ricercatore che indagava sulla loro ubicazione. La libreria contava 1.902 negativi e 710 stampe senza i corrispondenti negativi nella collezione.

      Quello che mi colpisce è la modernità del suo lavoro, sebbene sia stato ripreso più di cento anni fa!

      Ciao Sara

      Scopri chi è su Wikipedia

      (Photo credit: Library of Congress).

      (Photo credit: Library of Congress).

      Paola Agosti, sulla sua fotografia.

       Il padre, Giorgio Agosti, magistrato e in seguito dirigente d’azienda, svolse la sua attività politica all’interno del Partito d’Azione piemontese di cui fu tra i fondatori nel 1942. Antifascista fin dai tempi dell’Università, aderì clandestinamente a Giustizia e Libertà, partecipando alla lotta partigiana. Il fratello Aldo, intellettuale di spessore, professore di Storia contemporanea all’Università di Torino, ha prodotto numerosi studi relativi alla storia dei movimenti socialisti e comunisti. In questa famiglia ricca di ideali e valori profondamente democratici,  Paola Agosti nacque a Torino nel 1947; a ventuno anni, nel 1968, si trasferì a Roma iniziando con passione la sua attività di fotografa che la spinse a viaggiare in Italia, Europa, America del Sud, Africa, paesi che raccontò attraverso dettagliati reportages rigorosamente in bianconero. Particolarmente interessata a problematiche riguardanti il mondo femminile, alle donne ha dedicato importanti libri fotografici, quali “Riprendiamoci la vita” del 1977 e “La donna e la macchina” del 1983, con splendide immagini rivolte alle operaie nelle fabbriche del nord Italia. Nel 1984 pubblicò nel libro “Firmato donna”, con sessanta incisivi ritratti di scrittrici e poetesse italiane.

      Fotografie di Paola Agosti

      Particolarmente importante dal punto di vista sociale  l’opera “Come eravamo, il movimento delle donne nelle immagini di Paola Agosti, 1974 – 1982”: con intensa partecipazione la fotografa documenta le battaglie condotte dalle donne per la loro emancipazione, anni di lotte, di manifestazioni e cortei per urlare al mondo la necessità di liberarsi dalle pastoie a loro imposte da secoli. Essere vive al di là della triade, religione, patria e famiglia!

      Il suo modo semplice ed estremamente efficace di raccontare per immagini, colpisce per i toni asciutti e sobri che non indulgono a facili sentimentalismi anche quando si tratta di immortalare il mondo degli umili, come le figure femminili che popolano il libro “L’anello forte” di  Nuto Revelli. Si tratta per lo più di donne piemontesi anziane ritratte nei campi o nelle loro cucine, con i capelli non curati, i volti solcati da reticolati di rughe profonde, riprese nella fatica del loro vivere quotidiano: pilastri della società contadina, condannate però ad essere dimenticate, relegate nel loro umile e ristretto mondo. “… Anelli forti e insieme deboli le donne ritratte da Paola Agosti e raccontate da Nuto Revelli… Tenaci custodi della memoria, capaci di far fruttare campi stentati e  l’allevamento delle bestie in tempo di guerra e , ancora di salvare le trame incerte della comunità durante le periodiche emigrazioni che producevano tante fabbriche di vedove “ . (Antonella Tarpino, introduzione al libro di Paola Agosti “ Il destino era già lì “, Cuneo 2015 ).

      Paola Agosti con uno dei suoi cani, fotografia dal sito Maledetti fotografi.

      Ricordiamo infine l’amore della fotografa per gli animali, soprattutto i cani, suoi fedeli compagni di vita Nel  libro “Caro cane” edito nel 1997 da La Tartaruga edizioni, magnifiche fotografie delle più varie razze canine immortalate in pose spontanee, vengono affiancate a riflessioni personali e  ironiche dettate da un animo partecipe e attento a cogliere particolari sottili del rapporto degli animali con il genere umano: “In fin dei conti la maggior parte dei padroni arriva ben presto ad obbedire al proprio cane… Io non so se ci sia il Paradiso, ma mi piace credere che per quanto siano i nostri santi umani e degni di essere esaltati, sarebbe difficile trovare tra loro un santo più completo di un buon cane” ( P.A.)

      Articolo di Giovanna Sparapani

      Paola Agosti, Caro cane, La Tartaruga edizioni, Milano 1997

      Paola Agosti, Il destino era già lì, Araba Fenice, Cuneo 2015

      Paola Agosti biografia completa http://www.paolaagosti.com/pdf/biografia.pdf

      www.paolagosti.com

      https://patrimonio.archivioluce.com

      www.fiaf.net ˃ gallerie ˃ torino

      Le vincitrici del Premio Musa fotografia 2022

      Buongiorno!

      Il Premio Musa per fotografe è alla sua quarta edizione ed è dedicato alla produzione di portfolio e lavori progettuali eseguiti da fotografe italiane, professioniste e non. Il premio nasce con l’intento di appoggiare e agevolare la fotografia femminile sul territorio italiano. Anche quest’anno abbiamo ottenuto una crescita delle partecipanti e la qualità dei progetti continua a migliorare.

      Il premio è diviso in tre sezioni e viene premiata una partecipante per ogni categoria.

      1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi.

      2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life.

      3) Ritratto in studio, moda, ritratto ambientato, fotografia di spettacolo.

      Come Musa fotografia, colgo l’occasione di ringraziare tutte le partecipanti, la giuria, i partner e gli sponsor.

      La fiducia nel premio è cresciuta e lo dimostrano il numero di partecipanti iscritte e la qualità delle collaborazioni.

      Tutti i progetti vincitori saranno proiettati alla Biennale della fotografia femminile di Mantova.

      Questo è quanto decretato dalla giuria che, composta da Renata Ferri, Alessia Paladini, Federica Berzioli e Sara Munari, ha selezionato questi progetti.

      Prima Classificata settore Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life

      Benedetta San Rocco con il progetto CHOCOLATE & DIRTY CLOTHES

      PRESENTAZIONE:

      Antonio Pantalone lasciò l’Italia per cercare lavoro.

      La sua vita fu perennemente sospesa tra due realtà: il luogo di lavoro straniero

      e il piccolo paese d’origine in abruzzo.

      Nel mezzo la dogana.

      Lì l’immigrato Antonio non ha nulla da dichiarare. Solo “panni sporchi e cioccolata

      per i bambini”.

      Nel 1962 nel cantiere di Brugg cedette un rinforzo. Crollarono tonnellate di terra.

      Dopo dodici ore di scavi, i soccorritori trovarono due persone,

      una vittima e un sopravvissuto.

      Antonio fece da scudo. Probabilmente salvò la vita ad Angelo Lezoli.

      Come lui emigrato dall’Italia.

      Angelo tornò a casa. Antonio no.

      Antonio Pantalone era mio nonno e aveva 39 anni.

      Io non l’ho mai conosciuto eppure la sua storia fa parte della mia.

      Partendo da un’immagine mancante sono arrivata altrove: dal momento dell’incidente le strade della mia famiglia e quella dei Lezoli si sono divise, solo dopo una

      lunga ricerca, io le ho intrecciate di nuovo in questo progetto.

      È sempre stato desiderio di mia madre incontrare la persona che per ultima aveva visto vivo suo padre e che per ultima sicuramente aveva sentito la sua voce.

      Dopo oltre cinquanta anni di infruttuose ricerche io sono riuscita a trovarla.

      Ho sfogliato e risfogliato i quotidiani e i settimanali dell’epoca che parlavano dell’incidente e che mia madre custodiva gelosamente per cercare qualche indizio: lì

      erano riportati solo la provincia di provenienza, Parma, e il nome di Angelo Lezoli ma, come quello di mio nonno, era stato trascritto male. Dopo numerosi tentativi,

      tutti vani, sono riuscita a risalire al suo vero nome. Grazie a un database digitale di lapidi, ho riconosciuto il suo volto, che avevo imparato nel tempo a delineare

      attraverso le fotografie di quei giornali, e anche se ormai era un viso diverso, invecchiato, non ho avuto alcun dubbio, e così mi sono messa in contatto con uno

      dei figli.

      Per questo lavoro ho scelto di utilizzare solo le immagini che ho trovato negli archivi delle nostre due famiglie. Attraverso i racconti di mia madre sono riuscita a

      costruire un immaginario: ho collezionato frammenti, spazi interstiziali e dettagli impalpabili per raccontare un’assenza che si manifesta sempre, per riflettere su quanto rimane a chi aspetta al di qua del confine.

      1. STAMPA DELLA MOSTRA. La mostra sarà stampata presso Fotofabbrica, laboratorio di Piacenza, specializzato nella stampa fine art di fotografie, il laboratorio
      2. offre un ottimo servizio che va dalla postproduzione fino alla consegna della mostra in galleria. Sponsor del Premio. La stampa professionale del progetto,
      3. sarà a carico di Musa e verrà successivamente donata alla fotografa selezionata (tranne una delle foto, scelta dall’organizzazione, che rimarrà in archivio).
      4. Il procedimento di stampa sarà fine art in formato 30x45cm circa ( o simili, a seconda delle necessità dell’autrice)

      2) MOSTRA. La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato nella galleria di Musa fotografia a Monza, durante la serata di premiazione (solo per una sera).

      2.1) MOSTRA Grazie alla collaborazione con il Festival Internazionale di Fotografia Grenze Arsenali Fotografici la vincitrice esporrà la sua mostra in una sede scelta,

      nell’edizione del Festival successiva alla data del Premio Musa 2022 (generalmente l’anno dopo). Le spese di stampa e di trasporto sono a carico della vincitrice del Premio Musa.

      3) INCONTRO CON CURATORE per la produzione di progetti nuovi o in itinere.

      Alessia Locatelli curatrice, direttrice della Biennale di Fotografia femminile di Mantova e curatrice free lance, si metterà a disposizione per due incontri online

      La vincitrice si confronterà ai fini di migliorare un progetto esistente o ideare un progetto fotografico nuovo.

      1. INCONTRO CON EDITORE, al vincitore verrà data l’opportunità di avere un incontro online con la direttrice della casa editrice EMUSE per comprendere

      i possibili sbocchi editoriali del proprio progetto.

      Data Inaugurazione mostra da Musa Fotografia – Via Mentana, 6 Monza:

      15 Dicembre ore 18.30

      Prima Classificata settore Ritratto, Moda, Ritratto ambientato, fotografia di spettacolo

      Lidia Caputo con il progetto OLTRE L’APPARENZA

      PRESENTAZIONE:

      L’espressione naturale nell’interpretazione fotografica

      La diffusione della pratica del ritratto è dovuta al piacere innato che ogni essere umano ha di vedersi riflesso, ma

      “Quando tra le nostre fotografie ne selezioniamo alcune da mostrare agli altri, spesso scegliamo quelle che ci mostrano come

      vogliamo essere visti, che rispecchiano l’immagine interiore ideale di noi stessi. Quando poi mostriamo la fotografia e in questo

      modo la condividiamo con gli altri, abbiamo la tendenza a osservare i loro volti per vedere come reagiscono alla nostra immagine

      e per cercarvi riconoscimento e approvazione.” (Berman, 1997).

      La fotografia, dunque, ci parla del bisogno umano per eccellenza: il riconoscimento altrui, il bisogno dell’altro.

      Roland Barthes diceva:

      “Non appena io mi sento guardato dall’obbiettivo, tutto cambia: mi metto in atteggiamento di posa, mi fabbrico istantaneamente

      un altro corpo, mi trasformo in immagine.”

      È attraverso quell’immagine che ci presentiamo al mondo: ogni volta che noi o il nostro soggetto ci fermiamo davanti alla macchina

      fotografica, immediatamente ci trasformiamo in qualcosa di altro da noi stessi. Cerchiamo una posa adeguata e un’espressione

      adatta a ciò che vogliamo far sapere di noi. Ci trasformiamo nell’immagine di noi stessi.

      La fotografia è uno degli strumenti più efficaci a questo scopo: ha fama di essere il miglior strumento di documentazione, ma il

      suo significato è malleabile e proprio per questo diventa veicolo di comunicazione efficace, spesso non del tutto veritiera.

      Dunque, l’immagine che costruiamo di noi quanto è reale?

      Qualche anno fa ho avuto l’occasione di introdurre un mio progetto nella II casa circondariale di Milano, nel reparto femminile. Il

      percorso prevedeva delle sedute di ritratto in cui loro sarebbero state non solo i soggetti, ma anche coloro che con il mio aiuto e

      di due miei studenti avrebbero scattato le immagini. I ritratti, però, venivano scattati con una tecnica particolare che si ispirava

      alle immagini dei pionieri. Come loro, abbiamo utilizzato dei tempi di posa molto lunghi che non permettevano ai soggetti di

      assumere espressioni che non erano proprie e che non riuscivano a mantenere a lungo. L’unico modo perché la foto risultasse

      ferma è stato quello di assumere la posizione più comoda e l’espressione che costa meno fatica; la propria.

      Dopo aver scattato tutti i ritratti del gruppo, le detenute hanno potute vedere i loro ritratti. È stato un momento emozionante, ma

      difficile. Tutte si sono riconosciute in quelle immagini, ma la maggior parte di loro ha riconosciuto ciò che di loro non volevano

      vedere, volevano dimenticare o cancellare. Quello che di solito nascondono a sé stesse e agli altri. Da qui sono partiti commenti,

      discussioni e confronti: ognuno commentava la propria foto e quella delle altre. In seguito, nel privato della loro cella hanno scritto

      quello che provavano.

      La vincitrice si aggiudica:

      1) MOSTRA presso un grande Festival italiano

      La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato al Festival della fotografia di Colorno,

      Colornophotolife, nella splendida Reggia di Colorno (nelle date stabilite per l’edizione successiva rispetto alla data del Premio Musa)

      2) ZAINO MANFROTTO.

      3) TREPPIEDE MANFROTTO.

      4) Proiezione alla Biennale di Fotografia Femminile di Mantova anno 2024 (essendo Biennale)

      5) Possibilità che il lavoro venga pubblicato su Fotocult, storica rivista di settore, previa selezione da parte della rivista stessa, attraverso il Premio specifico

      Prima Classificata settore Reportage, street photography, eventi, viaggi

      Martina D’Agresta con il progetto TEMPRA

      PRESENTAZIONE:

      Tempra

      /tèm.pra/

      sostantivo femminile

      1. Trattamento termico dei metalli

      diretto a migliorarne le proprietà

      meccaniche di resistenza e flessione;

      2. (fig.) L’insieme delle qualità psichiche

      e spirituali di un individuo con un’accentuata

      connotazione di solidità e vigore

      1. Grazie alla collaborazione con il Festival della Fotografia Etica di Lodi, la vincitrice esporrà la sua mostra in una sede scelta,
      2. nell’edizione del Festival successiva alla data del Premio Musa 2022 (generalmente l’anno dopo).

      2) Macchina fotografica FUJIFILM X-E4 KIT (con XF 27mm) 

      3) Proiezione alla Biennale di Fotografia Femminile di Mantova anno 2024 (essendo Biennale)

      4) Possibilità che il lavoro venga pubblicato su Fotocult, storica rivista di settore, previa selezione da parte della rivista stessa, attraverso il Premio specifico

      La giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione d’onore per il progetto “Prosféro” a Elena Zottola.

      La vincitrice riceverà:

      2) ZAINO MANFROTTO.

      3) TREPPIEDE MANFROTTO.

      La giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione d’onore per il progetto “Prosféro” a Elena Zottola.

      Prosféro è un lavoro fotografico di staged photography nato all’interno del Centro di Fotografia Indipendente di Napoli e scaturito da una ricerca personale su temi di interesse antropologico come la memoria, il senso di appartenenza, la vita quotidiana e la cultura materiale.
      Il progetto dialoga con il Puntino ad Ago, un particolare merletto, oggetto di pratiche di patrimonializzazione, realizzato nell’area di Latronico, in Basilicata. Il lavoro scaturisce dalla suggestione della possibile derivazione del Puntino dall’antica tecnica greca di tessitura delle reti da pesca, ma non esaurisce in essa il proprio immaginario, formulando una domanda sospesa: qual è oggi il valore di tale conoscenza?
      Ai piedi delle montagne, in Basilicata, si arrocca Latronico, il piccolo paese delle mie origini. Ho percorso le strade strette e quelle di campagna, attraversato i boschi e le case che sembrano sospese nel tempo alla ricerca di racconti e manufatti. Soltanto in quel paesino lucano, infatti, oggi ancora sopravvive un antico merletto, il Puntino ad ago. Giunta lì da un tempo e un luogo lontani, questa tecnica si è modificata nelle forme e negli usi, cosicché il tessere le reti come facevano i pescatori greci in epoche remote è mutato nel fare minuzioso del merletto. Prosféro, dal greco antico «tramandare», è l’atto di intendere e riadattare un sapere ogni volta al tempo presente. I ritratti della serie sono i volti lucani di ragazze che indossano gli abiti delle merlettaie loro antenate e gli scenari con cui si alternano la visione onirica di una montagna che ha saputo essere custode della memoria del mare.
      La vincitrice riceverà:
      2) ZAINO MANFROTTO.
      3) TREPPIEDE MANFROTTO.

      Premio FOTOCULT

      La giuria del premio FOTOCULT  si è riunita e ha decretato come progetto vincitore quello di  Martina D’Agresta con il progetto TEMPRA.

      Il suo portfolio verrà quindi pubblicato sulla rivista FotoCult.

      PARTNER E SPONSOR

      Senza l’aiuto di questi sponsor e amici, la realizzazione del premio non sarebbe possibile, GRAZIE!

      Sito di riferimento: www.musafotografia.it

      Per ulteriori informazioni: Sara Munari 3383782915 – email sara@saramunari.it

      ULTIMI GIORNI PER PARTECIPARE – Letture portfolio ONLINE da Musa FOTOGRAFIA

      ­­­­­­
      ­­­­­Letture portfolio ONLINE da Musa13 Novembre 2022 
      LETTURE PORTFOLIO ONLINE  Buongiorno, aperte le iscrizioni per le letture portfolio ONLINE.
      Prenota il tuo posto per non perdere la tua occasione di parlare con esperti del mondo della fotografia, sul tuo lavoro. Un’opportunità di crescita e di miglioramento. Ciao, a presto!
      Scopri come ci si presenta ad una lettura portfolio qui 

      Per informazioni vai alla pagina delle Letture
      PAESAGGI IMPOSSIBILI – Corso con Raoul Iacometti­­­­­­­
      Data 26 e 27 Novembre 2022 – Orario: 09.30-18,30 circa – Docente Raoul Iacometti 
      La frase di Henri-Frédéric Amiel [tratta da Diario intimo, 1839/81] riassume perfettamente il concetto di cosa vuole essere questa giornata di ricerca, individuale o di gruppo, per la realizzazione di un’immagine, o una serie di immagini, che ritragga un paesaggio diverso da quello che la maggior parte delle persone riprenderebbe.
      Attraverso la fotografia abbiamo la possibilità di indagare nel nostro intimo, andare oltre, lasciando che sia il nostro stato d’animo, mutando di volta in volta al mutare del paesaggio che ci si presenta davanti, a creare le nostre fotografie. Semplicemente abbandonandosi a ciò che realmente sentiamo in quel preciso momento.
      Il paesaggio è uno stato d’animo e le fotografie che creeremo, prendendo in considerazione tutti gli elementi necessari per farlo, potranno cambiare lo stato d’animo di chi poi le guarderà. 

      Per informazioni  
      Fotografia di Raoul Iacometti­­

      Letture portfolio ONLINE da Musa13 Novembre 2022 
      LETTURE PORTFOLIO ONLINE  
      Aperte le iscrizioni per le letture portfolio ONLINE.
      Prenota il tuo posto per non perdere la tua occasione di parlare con esperti del mondo della fotografia, sul tuo lavoro. Un’opportunità di crescita e di miglioramento. Ciao, a presto!
      Scopri come ci si presenta ad una lettura portfolio qui 
      Per informazioni vai alla pagina delle Letture­­­­­­­

      CORSI IN PARTENZA A BREVE­­­­­­­

      LO STILE FOTOGRAFICO, COME TROVARE LA PROPRIA STRADA CORSO ONLINE 
      Data: 10 Novembre 
      Vi piacciono molti fotografi e di ognuno avete provato a copiare lo stile, nonostante questo, le foto prodotte vi sembrano solo brutte copie. Nessuno le distinguerebbe da altre e non riuscite a trovare uno stile che vi contraddistingua? Volete provare ad acquisire uno stile personale? Partendo dal presupposto che questo è un percorso lungo e difficile, durante il corso cercherò di farvi capire quali sono i generi per cui siete più portati e come sfruttare al meglio le vostre capacità espressive, al fine di prendere una direzione nel mondo della fotografia, a prescindere dal livello di partenza. 

      PERCORSO AUTORIALE NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA ONLINE
      DataPartenza: 10 Novembre 2022 
      Questo percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita autoriale consapevole, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per un suo utilizzo migliore, fino al punto massimo per un autore: un libro. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. 

      CORSO ANNUALE DI FOTOGRAFIA LIGHT Data partenza: 19 Novembre 2022
      Il corso annuale light di fotografia è studiato per chi vuole avvicinarsi alla fotografia, ha già le conoscenze di base legate all’utilizzo della macchina fotografica e vorrebbe raggiungere una preparazione generale nei settori e generi più importanti di questo linguaggio.
      Tutte le lezioni sono serali o nei week-end. E’ previsto un incontro finale con presentazione dei progetti svolti. Il corso dà l’opportunità di raggiungere una buona preparazione sia teorica che pratica relativamente al linguaggio fotografico, fino alla capacità di strutturare e costruire un progetto personale in autonomia. I temi affrontati riguardano, il linguaggio, lo stile, il racconto fotografico, il reportage, il ritratto, l’autoritratto, il paesaggio ecc…Il corso insegna, oltre a capire i generi e i linguaggi per cui si è maggiormente predisposti, a sapersi muovere come autori nel mondo della fotografia. 

      PERCORSO LINGUAGGIO FULL IN AULA
       Data partenza: 19 Novembre 2022Questo percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita consapevole, le lezioni partiranno da un livello base per poi arrivare ai metodi di costruzione di una storia fotografica personale, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per poter poi sfruttare il metodo, nell’utilizzo delle proprie fotografie. Il percorso sta alla base delle necessità che dovrebbe avere un fotografo in termini di consapevolezza legata all’utilizzo del mezzo fotografico. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico, partendo dal singolo scatto, fino alle basi della costruzione della sequenza narrativa. La parte relativa alla fotografia contemporanea permetterà ai partecipanti di rendersi conto di quale sia la situazione relativa ai nuovi linguaggi del mezzo fotografico, per ispirarsi e essere più consapevoli.
      IL RACCONTO FOTOGRAFICO
      Data partenza: 19 Novembre 
      Ti senti bloccato e non riesci a raccontare attraverso le tue immagini, la storia che avevi in mente? Qualcosa che abbia senso?
      Inizi cento progetti e non ne finisci nemmeno uno?
      In questo corso ti spiegherò come iniziare, finire e non mollare un lavoro iniziato.
      Ragioniamo su come esporre una storia che riguardi persone, luoghi eventi o oggetti, attraverso il mezzo fotografico.
      E’ difficile realizzare una narrazione visuale coerente, accattivante e comprensibile, proverò a consigliarti alcuni metodi efficaci per riuscirci!Come posso sviluppare la capacità di esprimersi creativamente attraverso l’uso del mezzo fotografico? Come avere le idee necessarie per partire con un progetto?
      Cerchiamo di capire quali siano i metodi per trovare idee efficaci alla produzione di progetti che mantengano un linguaggio coerente.
      Fare esercizio ci permette di “osservare” la realtà e non solo di vederla. Bloccare e sfruttare frammenti utili a trasformare le idee in lavori finiti.
      Dallo scatto alla selezione alla presentazione dell’immagine finale: ogni fase del lavoro del fotografo verrà presa in considerazione con il fine di realizzare un oggetto di comunicazione diretto, univoco ed efficace.

       PERCORSO AUTORIALE NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA
      Data partenza: 20 Novembre 2022
      Questo percorso si propone come obiettivo di accompagnare i fotografi in una crescita autoriale consapevole, indicando quali siano le modalità di lettura dell’immagine per un suo utilizzo migliore, fino al punto massimo per un autore: un libro. Il corso si rivolge ad amatori e professionisti che vogliono approfondire le conoscenze di struttura e editing di un progetto fotografico pensato ed esteso. 

      VIAGGIO NELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
      Data 20 Novembre 2022 
      Il corso ha come fine di far conoscere il linguaggio visivo e l’approccio all’idea della fotografia contemporanea, al fine di cominciare o proseguire il proprio viaggio nella fotografia con un linguaggio proprio, ma adeguato ai tempi. Verranno fornite le basi fondamentali per essere in grado di leggere la fotografia e produrre progetti personali consapevoli, attraverso l’analisi di lavori che hanno cambiato il linguaggio contemporaneo del mezzo fotografico. il percorso linguistico della fotografia, ha subito negli ultimi anni, molti cambiamenti che possono fornire utili indicazioni per un approccio nuovo, alla propria modalità di produrre. Verranno prese in considerazione tutte le opportunità di ibridazione del linguaggio, attraverso un percorso didattico volto ad ampliare la possibilità di applicazione pratiche alle idee, spesso apparentemente non declinabili in forma fruibile, trovando soluzioni per le idee dei partecipanti. Una base indispensabile per la propria cultura fotografica e per la necessità di comprendere come proseguire nel proprio cammino, nel mondo della fotografia autoriale. 
       
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