Vuoi imparare a parlare fotograficamente?

Ciao, siamo agli sgoccioli, il 27 gennaio partono i primi corsi da Musa, a Monza e sono molto emozionata e soddisfatta, ecco a riproporvi i corsi che organizzo, ci sono percorsi davvero interessanti che spero possano esservi utili.

Sono molto contenta di avere uno spazio dove poter organizzare cose fotografiche! Ciao a tutti!

Presto vi inviterò all’inaugurazione!

Sara

Corsi avanzati

I corsi avanzati sono composti di più moduli e strutturati secondo una cronologia che permette di seguire un percorso di crescita omogeneo. Se preferisci partecipare ai singoli corsi, scegli nell’elenco qui sotto, Buona consultazione!

Per informazioni:  LINGUAGGIO FOTOGRAFICO E PROGETTUALITA’ Per tutte le persone interessate a capire come intraprendere un percorso riguardo alla conoscenza del proprio linguaggio e del linguaggio fotografico in generale. Il corso è basilare ed è strutturato in ordine logico per una perfetta formazione di base.

Se invece preferisci i corsi singoli, ecco qui l’offerta:

Il linguaggio fotografico

Costruzione di un progetto e del portfolio

Come trovare uno stile

esprimersi fullPer informazioni: TROVARE IDEE ED ESPRIMERLE A MODO TUO Questo corso, composto di più moduli, è stato creato per permettere una crescita e un percorso logico che ti permetta di esprimere le tue idee e trasformarle in fotografie che in gruppo, abbiano un senso compiuto.

Se ti interessano i corsi singoli, eccoli qui:

Ricerca dello stile personale

Sentire la fotografia

Creare un libro fotografico

fotogiornalismoPer informazioni:  MASTERCLASS  DI FOTOGIORNALISMO Adatto a tutte le persone interessate a capire come strutturare un lavoro di reportage utilizzando un metodo professionale.

Se ti interessa il reportage più in generale, ecco i corsi adatti a te:

Workshop di Reportage Adatto a chi comincia a raccontare con la fotografia scegliendo le immagini in base a coerenza stilistica e creazione di un andamento del racconto correttamente costruito.

street

Street Photography con Alex Liverani di Master of photography. A tutte le persone interessate a capire come muoversi per strada, come scattare e perchè,vle tecniche da usare e come interagire con la gente. Adatto ad amatori e professionisti.

Corsi e workshop

I nostri incontri sono propedeutici all’affinazione della capacità visiva ed espressiva di ogni studente. Tutti sono composti da parti pratiche e teoriche. Vi saranno discussioni sugli scatti effettuati. Lo scopo dei corsi è quello di migliorare le capacità e il metodo degli studenti, al fine di cercare o affinare lo stile personale. Alcuni di questi corsi potrebbero portare a sbocchi professionali. I docenti coinvolti sono professionisti del settore e vi accompagneranno nella crescita del percorso formativo.

Per informazioni Smartphone photography

smart

Per informazioni Smartphone photography A tutte le persone interessate a capire come sfruttare al massimo le potenzialità del proprio smartphone, per ottenere fotografie che nulla hanno da invidiare ad immagini scattate con macchine fotografiche, anche professionali.

Corsi sulla creatività

Portfolio fotografico, idee, perchè e come fare

Ricerca dello stile personale

Sentire la fotografia

Creare un libro fotografico

Corsi di fotografia di base

Base di fotografia

Fotografia junior

Corsi di ritratto

danza

Scatti in danza A tutte le persone interessate ad affrontare il tema della danza in fotografia, con incursioni parallele al ritratto ambientato, alla comprensione del rapporto diretto con i soggetti ritratti, a capire la qualità della luce in ogni singola posa, a capire come scegliere le fotografie migliori confrontandosi direttamente con tutor e ballerina. Il corso è adatto ad amatori e professionisti. Per partecipare basta la conoscenza della tecnica fotografica di base.

Corsi di postproduzione

Fotoritocco

Lightroom

Paesaggio e architettura

Il banco ottico

Workshop in viaggio

Scegli tra i viaggi

Vi aspettiamo numerosi!

Baci Sara

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Storia essenziale della fotografia di Diego Mormorio.

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Vi consiglio il libro edito da Postcart, uscito a Novembre 2017.

580 pagine di autori e fotografie davvero interessanti. Io sono arrivata a pagina 257 e posso dire che è completo e ho ancora imparato molto, nonostante sia la materia che insegno.

Ho scoperto che sono stata citata con il mio lavoro Be the bee body be boom tra gli autori italiani. La cosa mi ha fatto immensamente piacere. Piccoli passi avanti.

Per l’acquisto

STORIA ESSENZIALE DELLA FOTOGRAFIA

Questa Storia essenziale della fotografia inizia, naturalmente, parlando dei diversi inventori, ma, diversamente da tante altre, pone subito l’accento sulla modernità del primo Ottocento, elemento fondamentale per comprendere il contesto nel quale è nata la nuova invenzione. “Nei cinquant’anni che hanno preceduto l’avvento della fotografia – sottolinea l’autore – si sono succedute più innovazioni di quante se n’erano avute in tutti i secoli precedenti”. Queste trasformazioni, insieme ai grandi rivolgimenti sociali che ad esse si accompagnarono, crearono una nuova mentalità, dentro la quale è cresciuta la fotografia: arte pittorica e insieme tecnologia.

Sin dal primo momento, spirito tecnologico e tradizione artistica si sono fusi nella nuova invenzione. Il bisogno di “essere artisti” ha segnato la pratica fotografica di moltissimi dei primi fotografi, che vennero chiamati pittorialisti. È a partire da questo bisogno che la fotografia si è affermata come arte contemporanea, guadagnandosi un ruolo centrale nell’esperienza museale.

A sottolineare l’importanza dei riferimenti pittorici, la Storia raccontata da Diego Mormorio mostra come tutte le tipologie fotografiche – ritratto, paesaggio, documentazione, ecc. – affondino le loro radici negli insegnamenti della pittura, tanto che risulta impossibile comprendere la storia della nuova arte senza guardare ai precedenti risultati delle arti visive.

In più di un’occasione, questo libro – che passa in rassegna tutti i personaggi e le vicende rilevanti nell’universo della fotografia – libera il campo da certi luoghi comuni fuorvianti, come quello secondo cui, il giorno della presentazione della dagherrotipia, il pittore Paul Delaroche avrebbe detto “Da oggi la pittura è morta”, o quello che vuole l’origine del fotoromanzo puramente italiana.

Per l’acquisto

 Ciao Sara

Ricordatevi di ricordarVi di voi.

La fotografia istantanea ha cambiato la storia della nostra vita. In una frazione di secondo, ciò che è del tutto usuale, viene trasformato in “ricordo”. Il presente diventa automaticamente passato e nel tempo raccogliamo attimi che andranno a costruire il percorso della nostra vita.

Mio padre nel suo studiodsc_0015

Le istantanee si diffondono dal XX secolo e oggi chiunque può produrre fotografie di ogni genere, cronaca, pubblicità, reportage. Fino all’avvento del digitale, tra lo scatto e la visione delle immagini, scorreva un lasso di tempo necessario allo sviluppo e alla stampa.

Quando arrivavano a casa le stampe era una festa. Ci si metteva in cerchio a scorrerle, ci si stupiva, si piangeva o gioiva.

Le istantanee ci mettevano, allora, nelle condizioni di riflettere sulla nostra mortalità, sul tempo che scorre.

Ci davano opportunità di scegliere a cosa dare importanza, i nostri soggetti erano speciali.

Ma oggi, cos’è oggi un’istantanea?

Spesso le fotografie che produciamo, non riguardano più persone, luoghi speciali o oggetti da ricordare.

Oggi le fotografie si scattano di continuo. Tutto è degno di essere fotografato, in qualsiasi momento.

Inoltre, le nostre immagini, non si vivono più in forma privata, la diffusione coi social media è quasi esasperante. Tutti vedono tutto di tutti.

Le nostre immagini raggiungono perfetti sconosciuti dall’altro lato del mondo.

Questo sta cambiando la storia delle nostre vite, quello che rimarrà di noi?

Il nostro bisogno di essere visti e approvati nell’immediato ci porterà a non essere più riconosciuti e forse nemmeno ricordati, nel lungo periodo?

Oggi mi son svegliata con queste domande in testa.

Ciao

Sara

Edward Curtis, “Uomo che non ebbe mai tempo per giocare”

« Secondo l’uso degli indiani il mio nome sarebbe quello di “Uomo che non ebbe mai tempo per giocare” »
(E. S. Curtis, Memorie non pubblicate)

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Mi capita raramente, di fronte ad un ritratto, sia esso fatto ad un uomo o ad una donna, di rimanere bloccata. Con questo uomo mi è successo.

Son rimasta un po’ inebetita a cercare la storia nei suoi occhi.

Oggi ho aperto il suo libro, me lo aveva regalato Grazia Neri durante uno stage fatto da lei, molti anni fa. Le sue foto mi emozionano molto, in parte per i soggetti, che mi hanno sempre affascinata,  in parte per la potenza delle immagini ed in parte per la sua storia (dell’autore) che fino alla fine ha creduto in questo colossale progetto.

Edward Curtis, nato a Whitewater il 16 febbraio 1868, muore a Los Angeles il 19 ottobre 1952.

Esploratore e fotografo, è mosso dalla necessità di fotografare i nativi americani, consapevole della prossima scomparsa, quasi definitiva.

Documenta onestamente e con un lavoro di “quasi catalogazione”, usi e  costumi, ormai in via di estinzione, del popolo degli Indiani d’America.

 La sua opera, The North American Indian, termina solo nel 1930. Venti volumi e “portfolio” rilegati a mano in pelle,  1.500 fotografie e 4.000 pagine di testo.

Curtis stesso ha stampato 272 set completi  del lavoro.

Il suo primo ritratto di una nativa americana è del 1895 e si intitola“Princess Angeline” (1800-1896). La donna era conosciuta anche come Kickisomlo ed era figlia di Capo Sealth di Seattle.

Da qui comincia l’avventura. Curtis viene aiutato da un finanziere americano che gli offre 75000 dollari. Sarà in perdita per l’enormità del suo progetto per sempre.

Il primo volume dell’opera, è su prenotazione, l’ultimo della serie ben ventitré anni dopo, risale al 1930.
Nel 1914 gira un film sulla vita degli indiani del nord-ovest, per trovare altri fondi per continuare la sua ricerca, il film gli frutta 1.500 dollari ma ha un costo di oltre ventimila. Uno stoico sognatore, insomma…mi piace molto!

Curtis muore il 21 ottobre 1952 a causa di un infarto.

Questo il necrologio:
«Edward S. Curtis, esperto mondiale di storia degli indiani nordamericani, è morto a 84 anni nella casa della figlia, Mrs Bess Magnuson. Dedicò la sua vita alla compilazione di una storia degli indiani [d’America]. Le sue ricerche furono condotte sotto il patrocinio del defunto finanziere John Pierpont Morgan. La presentazione della sua monumentale opera editoriale è opera del presidente Theodore Roosevelt. Mr. Curtis era famoso per la sua attività di fotografo.»

QUI altre notizie su di lui

QUI altre notizie su di lui in inglese

Ciao a tutti, spero vi sia piaciuto, Sara

Corso di Storia della Fotografia e corso di banco ottico

Storia della Fotografia Ottobre 2016

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Fotografia di Julia Margaret Cameron
Il corso di Storia della Fotografia è volto a fornire la conoscenza dei più grandi autori, movimenti e tecniche che hanno determinato l’evoluzione del mezzo fotografico.
Attraverso i differenti generi si percorreranno i gradi di questo percorso, dalle origini fino al contemporaneo.
In ciascuna lezione verranno toccate le principali tappe della fotografia nel ritratto, come documento sociale, nella moda, come sperimentazione/artistica fino alla fotografia contemporanea.

Programma

Come nasce la fotografia. Le origini della fotografia e i suoi pionieri.
Il ritratto fotografico dall’ottocento ai nostri giorni
Dal pittorialismo alla fotografia diretta
Il Documento sociale: la nascita e l’evoluzione del fotoreportage nel corso del Novecento
La fotografia di moda evoluzione e stili
Nuove visioni, la fotografia contemporanea

Data Inizio corso:
Lunedì 3 Ottobre 2016
Orario 20.00-21.45

INFORMAZIONI
Lezioni: 6
Numero minimo di partecipanti: 5
Date corso:
3-10-17-24 Ottobre 2016
7-14 Novembre 2016

Costo del corso: 160 euro iva inclusa
L’acconto di 100 euro verrà versato tramite bonifico Bancario, indicare nella causale, il workshop/corso a cui si vuole partecipare (chiedi la scheda di partecipazione). La parte restante, verrà versata in loco durante il primo giorno di workshop.
Avvisiamo che a causa di un ritardo nei lavori, nella sede di Monza, questo corso si terrà a MILANO nello spazio coworking ROVESEI, Via Rovereto, 6 Metropolitana Rovereto – Milano Zona nord di Milano.

Per informazioni scrivere a sara@saramunari.it

Banco ottico Ottobre 2016

Paesaggio e ritratto

Data di inizio

Sabato 15 Ottobre 2016 : Paesaggio

Sabato 5 Novembre 2016 : Ritratto in interni

PAESAGGIO:

Il corso darà l’opportunità ai corsisti di entrare in contatto con il mondo del grande formato. La prima parte si svolgerà in aula, dove verrà fatta un’ introduzione sui componenti del banco ottico e l’utilizzo base dei suoi movimenti ( decentramenti, basculaggi ). Verranno spiegati e valutati gli effetti dei movimenti sulla resa dei soggetti ripresi, nello specifico caso per il controllo delle linee convergenti e estensione del piano di messa a fuoco ( caratteristiche fondamentali degli apparecchi a corpi mobili ). Prenderemo inoltre in considerazione la valutazione della luce e le caratteristiche delle ottiche dedicate a questo tipo di fotocamere. Per valutare ed apprezzare immediatamente il risultato e le nozioni apprese in aula, ci sposteremo per le vie della città, dove troveremo le situazioni e soggetti ideali, scatteremo con delle pellicole a sviluppo immediato ( fuji FP 100 C ). Questo corso vuole essere solo  un primo approccio con il banco ottico, l’intento è di suscitare in voi interesse verso questo strumento dalle vastissime potenzialità. I materiali per lo scatto sono forniti da Mu.Sa. Ogni partecipante rimane in possesso del materiale scattato.

RITRATTO:

Il corso darà l’opportunità ai corsisti di entrare in contatto con il mondo del grande formato. Verrà fatta un’ introduzione sui componenti del banco ottico e l’utilizzo base dei suoi movimenti ( decentramenti, basculaggi ). Verranno spiegati e valutati gli effetti dei movimenti sulla resa dei soggetti ripresi, nello specifico caso per il controllo delle linee convergenti e estensione del piano di messa a fuoco ( caratteristiche fondamentali degli apparecchi a corpi mobili ). Prenderemo inoltre in considerazione la valutazione della luce e le caratteristiche delle ottiche dedicate a questo tipo di fotocamere. Per valutare ed apprezzare immediatamente il risultato e le nozioni apprese, verranno scattati ritratti in studio, considerando la qualità della luce e la capacità di gestirla sul soggetto. Questo corso vuole essere solo  un primo approccio con il banco ottico, l’intento è di suscitare in voi interesse verso questo strumento dalle vastissime potenzialità. I materiali per lo scatto sono forniti da Mu.Sa. Ogni partecipante rimane in possesso del materiale scattato.

PROGRAMMA

-Componenti del banco ottico

-Movimenti del banco, come effettuarli

-Effetti dei movimenti sui soggetti

-Controllo della prospettiva

-Piani di messa a fuoco

-Esercitazioni pratiche in esterni o interni


INFORMAZIONI

COSTO: Il corso singolo (paesaggio o ritratto) costa 140 EURO iva compresa, se decidete di partecipare ad entrambe le sessioni PAESAGGIO E RITRATTO, il costo complessivo è si 250 euro iva inclusa. Attrezzatura messa a disposizione da Musa.

CHI TIENE IL CORSO
Giovanni Tamanza: Nasco a Monza nel 1971 e vivo a Sesto san Giovanni (MI); da adolescente mi sono avvicinato e appassionato al disegno e alla pittura. Successivamente, con la frequentazione dell’Istituto Statale d’Arte, alla fotografia argentica e ai suoi aspetti tecnici. Solo negli ultimi anni, grazie alla partecipazione a corsi e workshop, l’approccio è diventato sempre più consapevole e critico. Spero di riuscire a comunicare tramite le immagini. Sito personale

I was born in Monza in 1971 and I live in Sesto San Giovanni (MI); as a teen-ager I approached and got passionate about drawing and painting. In a second phase, attending an Art Institute, I approached analogic photography and its technical aspects. Only in recent years, having attended courses and workshops, my approach has become more conscious and critic. I hope to be able to communicate through pictures.

NUMERO MAX PARTECIPANTI: 6/7

NUMERO MINIMO PARTECIPANTI: 4

DATE
Sabato 15 Ottobre 2016 : Paesaggio dalle 09,00-18,00

Sabato 5 Novembre 2016 : Ritratto in interni dalle 10,00-18,00

Chiedi la scheda di partecipazione a sara@saramunari.it

SEDE per Banco ottico, Via Galvani, 5 Lissone

Quanti generi fotografici conosci?

Buongiorno, ecco un elenco di tutti i generi fotografici che conosco, se ho dimenticato qualcosa, ditemi pure, ciao Sara

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AEREA

Le prime foto aeree furono realizzate in Francia nel 1858, a bordo di un aerostato: a realizzarle fu Nadar (Gaspard-Félix Tournachon, 1820-1910), pioniere della fotografia.

Per la realizzazione di aerofotografia il fotografo può utilizzare elicotteri, aerei e oggi i droni.

In qualche caso ho sentito di fotografie scattate sfruttando il volo dei piccioni.

ARCHEOLOGICA

Già D.F. Arago, nel 1839 (anno in cui fu brevettata la fotografia) affermò che questa essere utilizzata nel settore archeologico. In quell’occasione egli dichiarò che con il dagherrotipo (procedimento fotografico positivo diretto), inventato da Daguerre, sarebbe stato possibile documentare i geroglifici in breve tempo, lavoro che,  senza l’aiuto della fotografia avrebbe implicato “l’uso” di decine di disegnatori per una ventina d’anni.

Oggi, in archeologia, la fotografia viene utilizzata per la documentazione di monumenti, reperti, oggetti, stratigrafie e per la pubblicazione di libri, inerenti agli stessi.

ARCHITETTURA

Il rapporto fra fotografia e architettura è antico quanto l’invenzione della fotografia stessa. La prima immagine ‘fotografica’ della storia, databile al 1826, rappresenta  proprio una sorta di architettura: la veduta da una finestra della casa di N. Niépce.

La fotografia di architettura è quella fotografia che predilige, nel suo svolgimento, strutture e forme architettoniche.

ASTRATTA  accostamenti di forme, colori e materiali

AUTORITRATTO

L’autoritratto è un ritratto che un fotografo crea di sé stesso.

Il primo autoritratto fotografico risale al 1839, quando Robert Cornelius, un pioniere della fotografia statunitense, realizzò un dagherrotipo di sé stesso. persona. Sul retro della fotografia scrisse: «Il primo dipinto di luce mai ripreso. 1839».

CERIMONIE

Tutta la fotografia che si svolge durante cerimonie, solitamente private.

A COLORI

Si intende fotografia a colori il genere fotografico nato molto dopo il metodo in bianco e nero, che ritrae la realtà con colori simili a quelli degli oggetti ripresi dal vero.

Molti fotografi, utilizzavano i pigmenti dell’anilina per aggiungere colore “a mano” alle fotografie che nascevano in bianco e nero. La richiesta da parte dei clienti di immagini a colori è stata a lungo davvero pressante, ma solo, il fisico scozzese James Clerk Maxwell che si cimentò per tutta la vita con la teoria del colore, arriva nel 1861 a produrre la prima fotografia a colori della storia.

CONCETTUALE La Fotografia concettuale inizialmente viene concepita nella mente del fotografo e poi messa in scena per realizzare e comunicare la propria visione.

CRIMINALE

La fotografia criminale o “segnaletica”, come la si chiama generalmente, è un ritratto che nell’uso suo proprio è adeguato per il riconoscimento di un individuo ricercato per diverse ragioni: un criminale sia come un bambino scomparso

FOTOMONTAGGIO

Il fotomontaggio è una tecnica che consente di utilizzare la fotografia in forma inusuale sfruttandone le potenzialità espressive, senza avere necessità di attrezzature particolari, nemmeno una macchina fotografica. Il fotomontaggio così come lo conosciamo nasce nell’ambito del movimento artistico Dada. Si ritiene che il primo fotografo a fare uso della tecnica del fotomontaggio sia stato l’inglese Henry Peach Robinson. Nella famosa Fading Away, l’immagine era composta da cinque negativi.

FOTOROMANZO

Il fotoromanzo è un tipo di racconto che avviene attraverso fotografie in cui i personaggi sono rappresentati da attori. le fotografie sono scattate su un set simile a quello cinematografico. Il  fotoromanzo è definito un «film statico».

GIORNALISTICA

Il fotoreporter è la figura che scatta fotografie giornalistiche, cioè per i giornali. In Italia non esiste l’albo dei fotografi né, tanto meno dei fotogiornalisti. Il fotoreporter è un giornalista che racconta i fatti attraverso le immagini fotografiche. Oltre a raccontare la cronaca con le immagini è spesso autore degli articoli che compongono il servizio, per questo motivo è iscritto all’albo dei giornalisti. E’ una figura che, dopo l’entrata della fotografia digitale, nella storia della fotografia, ha subito più cambiamenti, dovendo adeguarsi alla velocità tecnologica e alla nascita del “reportage cittadino” che può, a causa di scelte incaute, da parte dell’editoria, in qualche caso, sostituire la professionalità del fotogiornalista, che si trova scalzate le fotografie sui giornali, da meno consapevoli scatti effettuati dalla popolazione comune.

GLAMOUR

La fotografia glamour è uno stile in cui l’attenzione del fotografo si concentra sul fascino e sull’erotismo del soggetto, dando minore importanza ad ogni altro elemento presente nella fotografia

DI GUERRA

Nel 1853 Roger Fenton (1829 – 1869), considerato come il primo reporter di guerra della storia, racconta la Guerra di Crimea (1853 – 1856). Non si sa se effettivamente sia il primo, ma è considerato tale.

MACRO

Si tratta di macrofotografia quando il rapporto di riproduzione del soggetto è pari o superiore ad 1 (≥ 1:1), cioè quando le dimensioni dell’immagine su pellicola o sensore sono medesime o superiori alle dimensioni del soggetto su scala reale.

MODA

La fotografia di moda è un genere fotografico il cui fine è quello di riprodurre e valorizzare capi di abbigliamento o accessori legati al mondo della  moda. La fotografia di moda si utilizza per campagne pubblicitarie o servizi in riviste di moda

NATURA MORTA

In fotografia il termine still life, o natura morta, descrive la riproduzione fotografica di qualsiasi oggetto inanimato.

NUDO

Il nudo nella fotografia è una forma di ritratto avente come soggetto persone nude o parti di esse. Questo tipo di fotografia si è affermata immediatamente dopo l’invenzione del processo fotografico dagherrotipo.

PAESAGGIO

La fotografia di paesaggio è un genere fotografico che riprende il paesaggio naturale o in qualche caso urbano. Anche se in questo caso potrebbe essere definita fotografia urbana.

PITTORIALISTA

Il pittorialismo nasce per elevare la fotografia al pari dell’arte e della scultura. Si sviluppa alla fine dell’ottocento. Lo scopo del pittorialismo fu quello di apportare procedimenti fotografici manuali, durante o successivamente allo “scatto”, per migliorarne e per assimilarle alle arti maggiori.

PORNOGRAFICA

Immagini che rappresentano in maniera esplicita la sessualità umana. Genere che esiste da quando esiste la fotografia

REPORTAGE

Il termine francese reportage descrive un genere fotografico che dà informazioni e si impegna a verificare vari aspetti della realtà, sostituendo la parola scritta con le  immagini, in genere collegate in un editing, seguendo la  visione personale dell’autore o le necessità editoriali.

RITRATTO

Il ritratto è un genere fotografico nel quale si cerca di presentare le caratteristiche fisiche, psicologiche e morali delle persone riprese nelle fotografie.

SCENA

Che si riprende durante performance teatrali o su set cinematografici

SELFIE

Nel 2013 l’Oxford Dictionary ha scelto ‘Selfie’ come parola dell’anno. Selfie è entrata ufficialmente nel dizionario inglese con la seguente definizione: “una fotografia che una persona ha fatto di se stessa, normalmente con uno smartphone o una webcam, e poi ha pubblicato su uno dei social media”. Nell’ottobre del 2013 erano 140 milioni le immagini pubblicate con l’hashtag #me e su Flickr, per esempio, la ricerca del termine “self portrait” ha prodotto 1.469.127 foto  (ma la cifra aumenta ogni giorno).

SPORTIVA

La fotografia sportiva è il genere che si riferisce alla produzione di fotografie in ambito sportivo o nei contesti inerenti allo stesso ambito.

STILL LIFE

In fotografia il termine still life, o natura morta, descrive la riproduzione fotografica di qualsiasi oggetto inanimato.

STRAIGHT PHOTOGRAPHY

La straight photography nasce a cavallo tra ottocento e Novecento, in contrapposizione alle manipolazioni che I fotografia erano abituati ad apportare alle immagini, nell’epoca del pittorialismo.

La seguente testimonianza pubblicata nel 1904 dal critico d’arte Sadakichi Hartmann:

“E quella che io chiamo fotografia diretta (straight photography) – mi domanderanno – come può

definirla? Beh, è abbastanza facile. Affidatevi al vostro apparecchio, al vostro occhio, al vostro buon gusto, alla vostra conoscenza della composizione, considerate ogni variazione di colori, di luce e d’ombra, studiate linee; valori, divisioni degli spazi, aspettate pazientemente che la scena o l’oggetto che vi siete proposti di raffigurare si riveli nel suo supremo momento di bellezza; in poche parole, componete l’immagine in modo tale che il negativo sia assolutamente perfetto e non abbia bisogno di alcuna o tutt’al più di una modestissima manipolazione. Io non mi oppongo al ritocco,

alle eliminazioni o alle accentuazioni, fintanto che non interferiscono con le qualità naturali della tecnica fotografica. I segni e le linee del pennello, d’altro canto, non sono elementi naturali della fotografia, e io mi oppongo e sempre mi opporrò a fare uso del pennello, a imbrattare con le dita, a scarabocchiare, scalfire e sgorbiare sulla lastra, nonché al procedimento con la gomma bicromatata e con la glicerina, se tali mezzi sono usati soltanto per creare effetti confusi, indistinti.

Non fraintendete le mie parole. Non voglio che l’operatore fotografico stia abbarbicato a metodi prescritti e a modelli accademici. Non voglio che sia meno artista di quanto sia oggi, anzi io voglio che sia artista, ma solo nei modi legittimi… Voglio che la fotografia pittorica sia riconosciuta come arte bella. È un ideale che amo… e per il quale combatto da anni, ma sono altrettanto convinto che lo si può raggiungere soltanto con la fotografia pura.” (Newhall)

Credo che qui sia spiegata bene!

STREET PHOTOGRAPHY

La street photography il genere fotografico che si occupa della descrizione della vita urbana, fissata per strada. La quotidianità sotto molti aspetti, di cui il fotografo tenta di ritrarre l’eccezionalità.

SUBACQUEA

La fotografia subacquea è scattata sott’acqua, in immersione o anche praticando snorkeling. Per questo genere particolare sono necessarie apposite macchine fotografiche o coperture che rendano la macchina fotografica impermeabile.

Ciao Sara

La fotografia di Claude Cahun

Clara Carpanini

Vedermi alla terza persona

la fotografia di Claude Cahun

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Claude Cahun, all’anagrafe Lucy Renée Mathilde Schwob, nasce il 25/10/1894 a Nantes. La sua opera spazia dalla scrittura, recitazione fino alla fotografia.Inizia giovanissima come scrittrice di saggi sulla rivista del padre. Il periodo che segna la crescita artistica della giovane Lucy è il periodo che passa a Parigi e la frequentazione dell’ambiente surrealista. Appena quindicenne si lega sentimentalmente alla sorellasta Marcel Moore. L’opera sicuramente più esemplare è quella che la coinvolge nella fotografia, purtroppo non tutte le sue immagini sono arrivate a noi, gran parte del suo lavoro è stato distrutto dalla censura e spesso accusato di pornografia. Tutta l’opera di Claude Chaun è strettamente autoreferenziale, l’essere ebrea e la sua omesessualità condizionano formentemente la sua vita e la sua fotografia, l’autoritratto è il modo più intimo per esprimere il proprio disagio, nel travestimento e trasformismo, si uniscono aspetti maschili e femminili e le scene che mette in atto per i propri autoritratti  ( alle quali collabora attivamente la compagna Marcel Moore ) sono sicuramente da considerarsi un modo di esprimersi innovativo. Il lavoro di Claude Cahun è rimasto per molto tempo incompreso e solo ultimamente riscoperto e ripreso in modo analogo da altri autori ( una fra tutte Cindy Sherman ). Claude Cahun muore nel 1954. Questo libro è praticamente la prima vera e propria monografia esitente in Italia. Il testo, suddiviso in cinque capitoli, risulta scorrevole, anche se non siete particolarmente attratti dal questo tipo di approccio e utilizzo della fotografia, è sicuramente da leggere! L’autoritratto è certamente un modo di espremersi fotograficamente molto introspettivo e personale, nel libro ci sono poche immagini ma quanto bastano per farci venire voglia di conoscere a approfondire lavoro di Claude Cahun.

“Il Jersey Heritage Trust di St Helier ( capoluogo dell’isola di Jersey dove Claude Cahun visse dal 1937 fino alla su morte ) ha aquisito nel tempo manoscritti, fotografie e molto altro materiale documentario che costituisco oggi la più importante collezione riguardante Claude Cahun, consultabile on line qui.

Il libro lo trovate in vendita qui.

Giovanni