Tanti film sulla fotografia da vedere.

Buongiorno a tutti, ecco un elenco di film che parlano di fotografia o che hanno a che fare con la fotografia, che potete cercare in questo lungo periodo di “reclusione forzata”.

Un abbraccio a tutti…

Sara

  • SCOOP, Regia: One Hitoshi Anno: 2016 Durata: 120 Stato: Japan. Il film si rifà a un tv movie di Harada Masato del 1985, di cui quasi tutti, a quanto pare, si erano scordati eccetto One. Scoop! è incentrato sulla figura del paparazzo Miyakonojo Shizuka (Fukuyama Masaharu), un tempo promettente fotoreporter che, raggiunta la mezza età, è colato a picco professionalmente e personalmente.
  • 1,000 Times Good Night, Una storia meravigliosa e travolgente, Rebecca (Juliette Binoche, vincitrice del premio Oscar) è una delle fotoreporter di guerra più importanti al mondo che cattura immagini pericolose e agghiaccianti nei paesaggi più terribili, il tutto nel tentativo di far luce sul costo reale della guerra moderna
  • Visages villages è un documentario francese del 2017 diretto da Agnès Varda e JR. Al Festival di Cannes 2017 ha vinto il premio de L’Œil d’or, mentre nell’ambito dei Premi Oscar 2018 ha ricevuto la candidatura nella categoria “miglior documentario”. Con questa candidatura Agnès Varda è diventata la persona più anziana a venire candidata a un Oscar competitivo.
  • BREAKING NEWS Film del 2004 diretto Johnnie To con Kelly Chen, Nick Cheung, Richie Ren, Cheung Siu-Fai e Hui Shiu Hung. Dopo una sparatoria in seguito ad una rapina, i rapinatori umiliano la polizia davanti alle telecamere in diretta televisiva. Per riconquistare i favori del pubblico, l’ispettore Rebecca prepara una campagna mediatica: per dare la caccia ai banditi, ogni poliziotto sarà dotato di una telecamera portatile, e la cabina di montaggio diventerà il centro principale di tutta l’operazione.
  • Kodachrome, un film del 2017 diretto da Mark Raso e basato sull’articolo scritto nel 2010 per il New York Times da Arthur Gregg Sulzberger, in cui viene raccontato il pellegrinaggio di numerosi appassionati della gloriosa pellicola Kodachrome verso l’ultimo stabilimento ancora in grado di svilupparla. Si trova su Netflix
  • I sogni segreti di Walter Mitty. Walter Mitty lavora da sempre per Life come archivista dei negativi e quindi del tesoro fotografico della rivista. La rivista cartacea chiude a favore di quella online e il più grande fotografo del mondo ha inviato alla rivista la foto “perfetta” ma nessuno l’ha vista perchè il negativo non si trova. 
  • SMOKE ” di Wayne Wang (1995) con Harvey Keitel e William Hurt. I due personaggi principali sono lo scrittore Paul Benjamin (William Hurt) in crisi per la perdita della moglie uccisa durante una rapina e il proprietario della tabaccheria Auggie Wren (Harvey Keitel), appassionato di fotografia che ogni mattina alle 8, da più di dieci anni, immortala lo stesso angolo di strada.
  • LA FIDELITE’ (Francia, 2002)
    di Andrzej Zulawski
    con Sophie Marceau
    La storia di una fotografa combattuta tra l’attrazione per un affascinante editore con cui si sposa e la passione per un fotografo con cui condivide l’amore per le immagini
  • LA DOLCE VITA (Italia/Francia, 1960)
    di Federico Fellini
    con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimee
    Il film che ha fatto di Paparazzo il sinonimo di fotografo scandalistico
  • IL SALE DELLA TERRA  (The Salt of the Earth 2014) è un film documentario del 2014 scritto (insieme a David Rosier e Camille Delafon) e diretto da Juliano Ribeiro Salgado e Wim Wenders. Il film ritrae le opere del fotografo brasiliano Sebastião Salgado.
  • IL CAMERAMAN (“The Cameraman”, 1928)
    di Edward Sedgwick
    con Buster Keaton
  • Ancora un giorno (Another Day of Life) è un film d’animazione del 2018 diretto da Raúl de la Fuente e Damian Nenow vincitore dell’European Film Awards per il miglior film d’animazione 2018. Tratto dal romanzo omonimo del 1976 del giornalista polacco Ryszard Kapuściński, il film narra le vicende di un reporter, Ricardo, impegnato a testimoniare gli eventi della guerra civile angolana.
  • I PONTI DI MADISON COUNTY (“The Bridges of Madison County”, Usa, 1995)
    di C. Eastwood
    con C. Eastwood, M. Streap
    La storia d’amore impossibile tra un fotografo del National Geographic e una tranquilla signora di campagna, sposata e madre di due figli
  • HIGH ART (Usa, 1998)
    di Lisa Cholodenko
    con Radha Mitchell, Gabriel Mann
    La relazione tra una fotografa e l’editrice di una rivista d’arte
  • FEMME FATALE (Usa/Francia, 2002)
    di Brian De Palma
    con Rebecca Romijn-Stamos, Antonio Banderas
    Una bella e affascinante ladra cambia identità dopo un furto di gioielli ma viene tradita dalle fotografie di un paparazzo
  • CLOSER
    Film del 2004 diretto da Mike Nichols con Jude Law, Julia Roberts, Clive Owen, Natalie Portman e  Nick Hobbs.
    Tratto da una commedia teatrale di Patrick Marber, è la storia, ambientata a Londra, di quattro persone, due uomini e due donne, le cui vite si scontrano generando, volontariamente o casualmente, una sequenza a catena di relazioni, flirt, bugie, tradimenti, gelosie, sesso. Riassumendo: Dan, scrittore frustrato, s’innamora della spogliarellista americana Alice, ma poi la tradisce con la fotografa Anna la quale, a sua volta, inganna il marito dermatologo Larry che si consola con Alice. Romanticismo, materialismo ed egoismo sono sinonimi di piacere e dolore. Belli i ritratti fotografici esposti nella mostra.
  • CITY OF GOD (“Cidade de Deus”, Brasile, 2002)
    di Kátia Lund, Fernando Meirelles
    con Alexandre Rodrigues, Leandro Firmino
    Due ragazzi crescono nella periferia violenta di Rio de Janeiro e prendono due strade diverse: uno diventa fotografo, l’altro spacciatore…
  • Alla ricerca di Vivian Maier (Finding Vivian Maier) è un film del 2013 diretto da John Maloof e Charlie Siskel. È un documentario sulla fotografa Vivian Maier. Le opere della Maier erano quasi completamente sconosciute durante la sua vita, e il film documenta come Maloof scoprì i suoi lavori e la sua vita come bambinaia a Chicago attraverso interviste a persone che la conobbero. Il film è stato presentato in anteprima il 9 settembre 2013 al Toronto International Film Festival. In seguito è stato proiettato a numerosi festival, ed è stato distribuito negli Stati Uniti il 28 marzo 2014 dalla Sundance Selects. I Il film ha vinto diversi premi, e ha ricevuto una nomination per l’Oscar al miglior documentario ai premi Oscar 2015.
  • L’istante perfetto. Cine-ritratto dell’artista newyorkese Gregory Crewdson, un fotografo alla costante di ricerca di una sola, perfetta immagine. Per realizzarla costruisce interi set cinematografici maniacalmente dettagliati e con il suo obiettivo cattura ambienti della provincia americana, apparentemente semplici, ma in cui i dettali si moltiplicano, gli spazi si dilatano e la realtà si fissa nelle immagini ad altissima definizione. distribuito in Italia da I Wonder in collaborazione con Biografilm Festival e il Gruppo Unipol.
  • CENERENTOLA A PARIGI (“Funny Face”, Usa, 1957)
    di Stanley Donen
    con Fred Astaire, Audrey Hepburn
    Fred Astaire (fotografo di moda) e Audrey Hepburn (commessa di libreria trasformata in modella di grido) danzano sulle musiche di George Gershwin. Musical ispirato al personaggio del fotografo Richard Avedon, che in più partecipa al film come consulente degli effetti fotografici
  • BREAKING NEWS
    Film del 2004 diretto Johnnie To con Kelly Chen, Nick Cheung, Richie Ren, Cheung Siu-Fai e Hui Shiu Hung
    Dopo una sparatoria in seguito ad una rapina, i rapinatori umiliano la polizia davanti alle telecamere in diretta televisiva.
    Per riconquistare i favori del pubblico, l’ispettore Rebecca prepara una campagna mediatica: per dare la caccia ai banditi, ogni poliziotto sarà dotato di una telecamera portatile, e la cabina di montaggio diventerà il centro principale di tutta l’operazione.
    Un lungo piano sequenza a scatti apre questo film sul potere dei media e della comunicazione in tempo reale. Ricco di spunti e di interessanti quesiti sul ruolo dei media nella definizione dell’idea che la gente ha della società in cui vive.
  • HARRISON’S FLOWERS 2002 Quando un fotoreporter di Newsweek scompare nella Jugoslavia devastata dalla guerra, sua moglie si reca in Europa per trovarlo.
  • Fur – Un ritratto immaginario di Diane Arbus è un film del 2006 diretto da Steven Shainberg, con Nicole Kidman. Ispirato al romanzo di Patricia Bosworth Diane Arbus: Una biografia, il film è un ritratto immaginario di Diane Arbus, un’artista del XX secolo, che sfidò le convenzioni sovvertendo il concetto di bello e brutto e innovando la fotografia
  • BORN INTO BROTHELS
    Documentario del 2004 di Zana Briski e Ross Kauffman
    Racconta la vita di un gruppo di bambini nati nel quartiere a luci rosse di Calcutta, figli di donne obbligate a prostituirsi per sopravvivere . La fotografia come mezzo d’espressione ed emancipazione, è questo quello che la fotografa Zana Briski e il documentarista Ross Kauffman, realizzano attraverso il loro film. La realtà senza speranza trasformata attraverso gli scatti fotografici in un desiderio di rinascita, un disagio filtrato. Le fotografie – frutto del talento degli otto ragazzi – sono la dimostrazione di come la fantasia e la curiosità siano fondamentali per uscire da una condizione di estremo disagio, mentre il lottare quotidiano diventa l’elemento fondamentale per raggiungere la salvezza. Oscar per il miglior Documentario nel 2005.
  • DARKNESS AND LIGHT Questo film documentario di 90 minuti incredibilmente approfondito e appagante su Avedon ti offre una visione molto dettagliata del suo lavoro iconico, toccando la maggior parte dei momenti della sua intera carriera.
  • BLOW-UP (Italia/Gran Bretagna, 1966)
    di Michelangelo Antonioni
    con David Hemmings, Vanessa Redgrave
    Un fotografo di moda ingrandisce la foto di due amanti scattata di nascosto in un parco e scopre particolari che indicano un delitto
  • BLOOD DIAMOND Film del 2006 diretto da Edward Zwick con Leonardo DiCaprio, Jennifer Connelly, Djimon Hounsou, Michael Sheen e Arnold Vosloo
    Il film è incentrato su un mercenario che contrabbanda diamanti e un pescatore nativo alla ricerca del figlio, catturato dai guerriglieri del FUR (Fronte Unito Rivoluzionario) che ne fanno un bambino-soldato. Tra i due s’intromette una giornalista USA, amante del rischio. Ciascuno dei tre agisce usando uno degli altri due per il proprio interesse anche se poi nascono l’amicizia e l’amore. Il nocciolo della pellicola è la cinica e interessata indifferenza delle grandi potenze occidentali e del World Diamond Council che spese 12 miliardi di dollari in una campagna pubblicitaria per circoscrivere nel tempo e nello spazio gli affari dei “diamanti insanguinati”
  • Vicky Cristina Barcelona è un film del 2008 diretto da Woody Allen.Due giovani turiste statunitensi, Vicky e Cristina, si trovano a Barcellona per l’estate. Una sera, ad una mostra d’arte, intravedono il pittore spagnolo Juan Antonio, che incontrano anche la sera stessa in un ristorante. Qui l’uomo si fa avanti e propone alle due ragazze di trascorrere con lui un fine settimana a Oviedo, bevendo, mangiando e facendo l’amore.
  • BABA YAGA (Italia/Francia, 1973)
    di Corrado Farina
    Horror erotico con Valentina, la fotografa del fumetto di Crepax, alle prese con la misteriosa Baba Yaga
  • ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (“Alice in Wonderland”, Usa, 1951)
    di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson
    Animazione della Disney dal romanzo del fotografo Lewis Carroll
  • ALICE IN WORDERLAND (GB, 1966)
    di Jonathan Miller
    con Anne-Marie Mallik, Freda Dowie, Leo McKern, Peter Sellers
    Versione in bianco e nero per la Tv inglese del classico del fotografo Lewis Carroll
  • 20 SIGARETTE
    Film del 2010 diretto da Aureliano Amadei con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Orsetta De Ross e Alberto Basaluzzo.
    Film tratto dal romanzo Venti sigarette a Nassirya scritto dallo stesso Amadei con Francesco Trento. Racconta la vicenda autobiografica dello scrittore-regista, coinvolto nell’attentato del 12 novembre 2003 contro la base militare italiana di Nasiriyya. Aureliano è un giovane ragazzo che sogna il cinema. In attesa della vera occasione, si diletta facendo il filmmaker finché il regista Stefano Rolla lo coivolge nella realizzazione di un film ambientato in Iraq. All’indomani del suo arrivo in Iraq, dopo aver fumato appena un pacchetto di sigarette, si trova vittima dell’attentato terroristico  a Nasiriya.
  • LA FINESTRA SUL CORTILE (“Rear Window”, Usa, 1954)
    di Alfred Hitchcock
    con James Stewart, Grace Kelly, Thelma Ritter, Raymond Burr
    Un fotoreporter costretto all’immobilità per una frattura alla gamba, passa il tempo spiando i vicini con un teleobiettivo
  • LA MACCHINA AMMAZZACATTIVI (Italia, 1948)
    di Roberto Rossellini
    Un fotografo di paese sogna il santo patrono che gli rivela il modo per uccidere le persone con gli scatti della sua macchina fotografica, ed inizia ad uccidere gli ingiusti. Soggetto di Eduardo de Filippo
  • LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (“Alice’s Adventures in Wonderland”, GB, 1972)
    di William Sterling
    con Fiona Fullerton, Michael Jayston, Peter Sellers, Dudley Moore
    Musical basato sul romanzo del fotografo Lewis Carroll
  • L’OCCHIO CHE UCCIDE (“Peeping Tom”, Gran Bretagna, 1960)
    di Michael Powell
    Un giovane cineoperatore, torturato da piccolo dal padre che sperimentava su di lui le reazioni alla paura, uccide le modelle che riprende fissandone il momento della morte
  • Carol è un film del 2015 diretto da Todd Haynes. La sceneggiatura, scritta da Phyllis Nagy, è basata sul romanzo d’amore del 1952 The Price of Salt (conosciuto anche come Carol) di Patricia Highsmith. Il film è interpretato da Cate Blanchett, Rooney Mara, Sarah Paulson e Kyle Chandler. Ambientato nella New York del 1952, segue la storia di una giovane aspirante fotografa, Therese Belivet, e il suo rapporto con un’incantevole donna, Carol Aird, alle prese con un difficile divorzio. Carol ha gareggiato in concorso per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2015, dove Mara ha vinto il premio come miglior attrice. Il film è stato universalmente acclamato dalla critica e ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui premi della National Society of Film Critics. Secondo i calcoli di Metacritic, Carol è il film più acclamato dalla critica specializzata mondiale di tutto il 2015.[1]
  • L’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA (Urss, 1929)
    di Dziga Vertov
  • NOVEMBER (Usa, 2005)
    di Greg Harrison
    con Courteney Cox, James LeGros
    Il ragazzo di una fotografa viene ucciso in una rapina…
  • OCCHI DI LAURA MARS (“Eyes of Laura Mars”, Usa, 1978)
    di Irvin Kershner
    con Faye Dunaway, Tommy Lee Jones
    Una fotografa di moda con qualità extrasensoriali “vede” una serie di omicidi nei quali muoiono suoi conoscenti
  • OCCHIO INDISCRETO (“The Public Eye”, Usa, 1992)
    di Howard Franklin
    con Joe Pesci, Barbara Hershey
    Fotoreporter di cronaca nera (ispirato alla figura del celebre fotografo americano Weegee) per amore di una donna si fa coinvolgere nella guerra tra bande della malavita nella New York del 1941
  • OFFICE KILLER. L’IMPIEGATA MODELLO (“Office Killer”, Usa,1997)
    di Cindy Sherman
    Film diretto dalla fotografa Cindy Sherman
  • ONE HOUR PHOTO (Usa, 2002)
    di Mark Romanek
    con Robin Williams
    Thriller con Robin Williams nei panni di un commesso di un laboratorio fotografico
  • PALERMO SHOOTING
    Film del 2008 diretto da Wim Wenders con Andreas Frege “Campino”, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Olivia Asiedu-Poku e Letizia Battaglia.
    Finn un fotografo il cui lavoro è molto apprezzato in campo internazionale, è un uomo costantemente in azione. Il suo cellulare è sempre in funzione, dorme pochissimo (e quando dorme ha incubi) e suo lettore mp3 è sempre in funzione. Una sera, mentre si trova alla guida della sua auto, vede, come si suol dire, la morte in faccia rischiando un incidente dalle conseguenze letali. Da quel momento la sua vita cambia. Abbandona la Germania e si reca a Palermo con l’alibi di un servizio fotografico con Milla Jovovich ma in realtà vuole azzerare la propria esistenza per ripartire da capo.
  • PECKER (Usa, 1998)
    di John Waters
    con Edward Furlong, Christina Ricci, Cindy Sherman
    Un ragazzo di periferia diventa un famoso artista con le foto fatte alla famiglia…
    Con la parecipazione della fotografa Cindy Sherman nella parte di se stessa
  • PRETTY BABY (1978)
    di Louis Malle
    con Brooke Shields, Keith Carradine, Susan Sarandon
    New Orleans, 1917: una prostituta, la figlia dodicenne e il fotografo Ernest J. Bellocq…
  • PROFESSIONE: REPORTER (Italia/Francia/Spagna, 1975)
    di Michelangelo Antonioni
    con Jack Nicholson, Maria Schneider
    Un reporter televisivo, in Africa per un servizio sui guerriglieri, trova il cadavere di un uomo che gli somiglia e ne assume l’identità
  • SALVADOR (Usa, 1986)
    di Oliver Stone
    con James Woods, James Beluschi
    Fotoreporter americano in Salvador nel 1980 entra in contatto con la guerriglia popolare contro il regime militare appoggiato dagli Stati Uniti
  • SOTTO TIRO  (“Under Fire”, Usa, 1983)
    di Roger Spottiswoode
    con Nick Nolte, Joanna Casidy, Gene Hackman
    Un celebre fotografo americano e una coppia di giornalisti sono in Nicaragua nel 1979 durante la guerra civile
  • SPIDER-MAN (Usa, 2002)
    di Sam Raimi
    con Tobey Maguire, Willem Dafoe
    Peter Parker (alias Spider-Man) lavora come fotografo per il Daily Bugle…
  • STANDARD OPERATING PROCEDURE
    Documentario del 2008 diretto da Errol Morris.
    Un viaggio oltre le sbarre di Abu-Ghraib per far luce su ciò che accadde davvero nella ‘prigione degli orrori’, attraverso un reportage fotografico, numerosi filmati inediti e interviste esclusive ad alcuni militari coinvolti nello scandalo. A distanza di quasi 4 anni dai fatti (e dopo due anni di ricerche e di interviste) il documentarista Errol Morris ci propone l’incontro con i protagonisti di quegli avvenimenti che lascia parlare utilizzando inquadrature simili per ognuno di loro. Tutti i giornali del mondo pubblicarono le foto delle torture e delle umiliazioni subite dai detenuti, foto diventate ormai celeberrime. Morris fa partire il suo discorso da quelle foto, chiedendo ai diretti interessati di narrare cosa successe.
  • THE BANG BANG CLUB
    Film del 2010 diretto da Steven Silver con Taylor Kitsch, Ryan Phillippe, Frank Rautenbach e Neels Van Jaarsveld.
    Sud Africa, anni 90. La storia vera di quattro giovani fotografi di guerra legati dall’amicizia e con lo scopo di raccontare la verità attraverso le immagini. Rischiano la propria vita per raccontare il mondo della violenza durante le prime elezioni libere del post-apartheid in Sud Africa. Un film che esplora le emozioni, i pericoli e i problemi morali legati all’esporre la verità. Basato sul libro di Marinovich e Silva, il Bang Bang Club racconta le loro relazioni con lo stress, le tensioni e dilemmi morali di lavorare in situazioni di estrema violenza, dolore e sofferenza, del loro coraggio per essere stati sempre in azione anche sotto il sibilo delle pallottole, per l’appunto “bang bang”.
  • L’uomo con la macchina da presa (Человек с киноаппаратом, Chelovek s kino-apparatom) è un film del 1929, diretto dal regista sovietico Dziga Vertov. Il film è forse il compimento massimo (e finale) del movimento kinoglaz (“Il cineocchio”), nato negli anni venti per iniziativa di Vertov e propugnatore della superiorità del documentario sul cinema di finzione che, in sostanza, deve essere bandito perché inadatto a formare una società comunista. Vertov raccoglie l’esperienza di anni di documentari propagandistici, le sue radici futuriste, le sue teorie secondo le quali il cinema deve essere uno strumento a servizio del popolo e della sua formazione comunista, e sublima il tutto in un’opera tecnicamente all’avanguardia e che ancora oggi colpisce per originalità e vivacità.
  • TRIAGE
    Film del 2009 diretto da Danis Tanovic con Colin Farrell, Paz Vega, Christopher Lee, Kelly Reilly e Jamie Sives.
    Mark e David sono due fotoreporter di guerra impegnati nei luoghi degli scontri fra iracheni e curdi sul finire degli anni Ottanta. Amici di lungo corso, hanno un approccio molto differente alla vita e al modo di concepire un’istantanea: David ricerca la bellezza delle forme anche nelle zone più martoriate, mentre Mark cattura ogni atrocità senza altro filtro che quello dell’obbiettivo della sua fotocamera. Quando il conflitto comincia a intensificarsi e il popolo curdo si prepara all’offensiva, David decide di tornare a Dublino, dove lo aspetta la moglie prossima a partorire, mentre Mark vorrebbe documentare il proseguire dello scontro da vicino.
  • UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE  (“The Year of living Dangerously”, Usa/Australia, 1982)
    di Peter Weir
    con Mel Gibson, Linda Hunt, Sigourney Weawer
    Nel 1965, un giovane giornalista australiano viene inviato in Indonesia nei giorni del colpo di Stato anticomunista e diventa il maggior reporter della vicenda lavorando insieme ad un fotografo nano di origine cinese
  • WAR PHOTOGRAPHER (2001)
    di Christian Frei
    Documentario dedicato al fotografo di guerra James Nachtwey e candidato agli Oscar 2002

Ansel Adams-Master Photographers Series (1980)
Ansel Adams a Documentary Film by Ric Burns (2002)
Henri-Cartier Bresson
The Decisive Moment (1973-2007)
The Impressioned eye (2003)
Just Plain Love (2001)
Vari fotografi
http://www.giart.tv/fotografia-italiana_pag_pg5.aspx
ed una lista di film che ho reperito in rete alcuni eccezionali come quelli di Leni Riefensthal, Capa, Stiegliz , Doisneau, Bresson, Steichen etc
1. Alfred Stieglitz La Fotografia Como Arte.
2. Ansel Adams Photographer – A Documentary Film
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29. La.sombra.del.iceberg.2007.(H.Domenech.y.Raul.Riebenbauer).(Documental.Robert.Capa).(Spanish) 786.184.192 23-02-2010 16:07 Videoclip -a— 688 416 MPEG Layer-3 01:14:13
30. Leni Riefensthal-Doc La Forza Delle Immagini (Ray Muller 1993 Sub Ita).mpg 1.848.635.396 28-12-2008 19:43 Filmato -a— MPEG-1 352 288
31. Masters Of Photography – Edward Steichen.avi 390.428.672 09-12-2008 21:17 Videoclip -a— 640 480 MPEG Layer-3 00:26:44
32. My Rome 2009 high res.mpg 1.012.756.480 30-06-2009 17:15 Filmato -a— MPEG-2 1.920 1.080
33. On the sentimental side HD.mpg 1.018.918.912 03-07-2009 13:50 Filmato -a— MPEG-2 1.920 1.080
34. PBS – AMERICAN PHOTOGRAPHY – A CENTURY OF IMAGES – 3.avi 734.011.392 13-12-2008 11:35 Videoclip -a— 608 448 00:56:29
35. PBS.American.Photography.1of3.avi 734.017.536 08-12-2008 22:23 Videoclip -a— 608 448 00:55:06
36. PBS.American.Photography.2of3.avi 734.023.680 09-12-2008 15:07 Videoclip -a— 608 448 00:55:06
37. Photographer-Robert Capa-In Love and War (2002)_VHSto576p.avi 764.291.478 23-02-2010 01:40 Videoclip -a— DVCodec 720 576 MPEG Layer-3 01:24:59
38. Robert doisneau collector photo fr vf.mpg 166.753.661 04-01-2009 17:32 Filmato -a— MPEG-1 352 288
39. Segle XX -027- Robert Capa, l’home que volia creure en la seva llegenda avi 582.359.040 23-02-2010 12:08 Videoclip -a— 640 416 MPEG Layer-3 00:52:31
40. The.Adventure.Of.Photography.1998.avi 734.038.016 12-10-2008 11:33 Videoclip -a— 576 432 MPEG Layer-3 01:08:35
41. Willy Ronis – autorportait d’un photographe (France 5 – sept 2007).avi 732.928.000 01-01-2010 14:16 Videoclip -a— 720 560 MPEG Layer-3 00:54:48
42.Blow.Up.-.Antonioni.(.DVDrip.by.AnimaRock).avi 1.443.221.454 14-09-2009 18:01 Videoclip -a— DVCodec 640 352 MPEG Layer-3 01:46:39
43. ITA John Waters – Pecker (John Waters) Dvdrip Divx.avi 874.463.434 25-08-2009 14:03 Videoclip -a— DVCodec 640 336 MPEG Layer-3 01:26:17
44. Palermo Shooting (Campino, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Olivia Asiedu-Poku, Letizia Battaglia – 2008 di Wim Wenders) .avi 1.467.376.446 25-08-2009 12:01 Videoclip -a— 592 320 01:41:37
45. Henri Cartier Bresson (Click – [2004]) – By Flipper.avi 766.201.856 19-05-2011 12:52 Videoclip -a— DVCodec 640 512 MPEG Layer-3 00:27:14
47. Cuba.avi 582.007.938 12-09-2005 05:13 Videoclip -a— DVCodec 720 528 MPEG Layer-3 00:52:42
48. [ENG] Ansel Adams (An American Experience).mpg 827.348.648 23-11-2007 23:31 Filmato -a— MPEG-1 352 240
49. Andre Kertesz.mpg 346.987.144 23-12-2006 00:53 Filmato -a— MPEG-1 352 288
50. Baraka (Ron Fricke).avi 733.247.488 19-03-2007 09:58 Videoclip -a— DVCodec 576 256 MPEG Layer-3 01:36:37
51. California Impressions (1970) Henri Cartier-Bresson Nitteztalker.avi 734.132.224 03-05-2007 22:53 Videoclip -a— 640 480 00:25:06
52. Contacts – Henri Cartier-Bresson.mpeg 130.609.053 17-04-2007 10:37 Filmato -a— MPEG-1 1 7
53. Documental Fotografia – Helmut Newton.avi 652.752.896 14-11-2007 22:32 Videoclip -a— DVCodec 720 576 MPEG Layer-3 00:57:17
54. Documentales Henri Cartier Bresson.avi 766.201.856 10-06-2006 19:39 Videoclip -a— DVCodec 640 512 MPEG Layer-3 00:27:14
55. Doisneau.Tout.Simplement.avi 728.352.768 19-10-2006 19:05 Videoclip -a— DVCodec 448 432 MPEG Layer-3 01:07:33
56. Henri Cartier-Bresson, biographie d’un regard.avi 367.499.264 24-06-2007 21:18 Videoclip -a— DVCodec 448 328 MPEG Layer-3 00:52:06
57. Joris Ivens & Robert Capa – The 400 Million (1938) DvdRip DivX5.avi 734.339.072 12-10-2007 13:08 Videoclip -a— DVCodec 304 224 MPEG Layer-3 00:52:42
58. L’Espagne Vivra (1938) Henri Cartier-Bresson Dvdrip Nittztalker.avi 734.023.680 30-03-2007 18:52 Videoclip -a— 640 480 MPEG Layer-3 00:43:53
59. Le Retour (1945) Henri Cartier-Bresson Dvdrip Nitteztalker.avi 734.013.440 19-04-2007 16:32 Videoclip -a— 640 480 MPEG Layer-3 00:32:24
60. Photographer-Henri Cartier-Bresson – Just Plain Love (2001) Vhsto576P.avi 631.283.150 31-07-2008 12:02 Videoclip -a— DVCodec 720 576 MPEG Layer-3 01:10:12
61. Victoire De La Vie (1937) Henri Cartier Bresson Dvdrip Nitteztalker.avi 734.017.536 24-04-2007 14:17 Videoclip -a— 640 480 MPEG Layer-3 00:46:56
62. Leni Riefenstahl Olimpiada Berlin.avi 733.968.384 13-12-2008 22:19 Videoclip -a— DVCodec 416 320 MPEG Layer-3 01:55:00
63. Leni Riefenstahl – Olympia 2, Fest der Schonheit – (complete second movie of Olympia, 1936, 1H28).avi 729.039.872 13-01-2009 15:04 Videoclip -a— DVCodec 512 384 MPEG Layer-3 01:28:27
64. Ejzenstein – La corazzata Potemkin.avi 710.955.008 01-12-2009 20:57 Videoclip -a— DVCodec 640 480 MPEG Layer-3 01:13:12
65. Erich von Stroheim – Greed – 1924 – Part 2 of restored 4 hour version.MPG 650.004.208 22-02-2005 19:29 Filmato -a—
66. Erich von Stroheim – Greed – 1924 – Part 3 of restored 4 hour version.MPG 650.004.208 21-02-2005 21:53 Filmato -a—
67. Erich Von Stroheim – Greed (1924) – part 1 of 4 – (restored 4-hr ver).mpg 649.999.560 22-02-2005 00:51 Filmato -a— MPEG-1 352 240
68. Erich von Stroheim – Greed (1924) [restored 4hr version_4 of 4].MPG 569.019.780 21-02-2005 18:05 Filmato -a—
69. BBC – Documental Fotografia – Sebastiao Salgado – Trabajadores.avi 505.047.040 17-10-2007 13:49 Videoclip -a— DVCodec 720 576 MPEG Layer-3 00:50:27
70. L’Africa di Leni Riefenstahl.avi 492.699.648 12-01-2009 16:02 Videoclip -a— DVCodec 352 288 MPEG Layer-3 00:48:39
71. La scampagnata – di Jean Renoir – 1936 -.avi 344.139.776 10-02-2009 23:04 Videoclip -a— DVCodec 576 432 MPEG Layer-3 00:38:40
72. Entr’Acte (Renè Clair,1924).avi 262.012.928 03-09-2007 04:25 Videoclip -a— 448 320 MPEG Layer-3 00:20:19
73. Le Voyage Dans La Lune – Georges Melies (1902) – Eng.avi 202.967.720 04-02-2012 20:34 Videoclip -a— 640 480 MPEG Layer-3 00:12:53
74. Lez 05 – Fotografia, Grandi Esposizioni, Stampa E Cinema Storia Dei Media E Dell’industria Culturale.avi 87.134.208 29-01-2009 11:32 Videoclip -a— DVCodec 720 576 MPEG Layer-3 00:40:14
75. Robert Doisneau – Una Vida en 200 Imágenes.avi 82.459.136 11-12-2008 20:26 Videoclip -a— DVCodec 720 480 MPEG Layer-3 00:15:54
76. Masters.of.Photography.Diane.Arbus.XviD.MP3.MVGroup.Forum.avi 366.573.568 08-12-2008 18:13 Videoclip -a— 640 480 MPEG Layer-3 00:29:24
77. 5of6-Andre Kertesz-Master Photographers (1983)_VHSto576p.avi 285.430.972 09-12-2008 14:27 Videoclip -a— DVCodec 720 576 MPEG Layer-3 00:31:45
78. La magia de la fotografia [Docu][SATRIP].avi 185.163.776 14-11-2007 21:31 Videoclip -a— 544 416 MPEG Layer-3 00:29:55
79. Contacts.Vol1.03of12.Raymond.Depardon.XviD.MP3.MVGroup.Forum.avi 177.891.328 21-12-2009 23:11 Videoclip -a— 656 480 MPEG Layer-3 00:12:15

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Il dolore non è un privilegio, Ilaria Sagaria

Ed eccoci a presentarvi un’altra delle finaliste del premio Musa.

Oggi è il turno di Ilaria Sagaria, con un bel lavoro sulle donne vittime di aggressioni con l’acido, dal titolo Il dolore non è un privilegio.

Il dolore non è un privilegio
Ilaria Sagaria


Il mio lavoro racconta del dramma psicologico che devono affrontare le donne vittime di violenza con acido. Questo tipo di aggressione viene chiamata “vitriolage” perché nella stragrande maggioranza dei casi l’acido utilizzato è il vetriolo. La violenza tramite acido è un fenomeno globale che non è legato alla razza, alla religione e tantomeno alla posizione sociale e geografica. Nonostante siano stati registrati casi di aggressione anche ai danni di uomini, quella tramite acido rimane una forma di violenza con un impatto maggiore sulle donne, che sottintende una forte discriminazione sessuale all’interno della società, seppure con dinamiche e modalità diverse in base ai luoghi dove questa violenza si genera. Queste donne subiscono una tortura che è terribile anche soltanto immaginare: vengono colpite con getti d’acido corrosivo sulla pelle del viso, vengono accecate, rese sorde, annientate. Colpevoli sono i mariti, gli ex, i padri, i fratelli, talvolta persino altre donne, corrotte e/o assimilate alla crudeltà dei loro maschi. Questo accade alle ragazze e alle donne che decidono di interrompere una relazione, che osano rifiutare di fidanzarsi o sposarsi, magari perché la loro dote non è considerata sufficiente dalla famiglia del marito, o anche soltanto per invidia o cattiveria. Il volto sfregiato è solo una parte visibile del calvario che queste donne devono affrontare: oltre alla brutalità dell’evidenza causata da un gesto inumano, al dolore insopportabile, alle operazioni chirurgiche, ai segni e alle cicatrici, c’è il trauma psicologico da affrontare, l’incapacità di riconoscersi, la depressione e l’isolamento. Attraverso le mie fotografie mi sono soffermata sulla dimensione psicologica, sul concetto di vuoto, di memoria e identità. Molte donne nella fase iniziale della convalescenza non possono esporsi in alcun modo alla luce del sole, poiché i raggi ultravioletti causerebbero ulteriori danni alla pelle già devastata. Sono costrette così a passare lunghissimi periodi chiuse dentro casa e anche quando potrebbero uscire all’aperto, molte di loro non hanno il coraggio di mostrarsi in pubblico, poiché non si sentono pronte ad affrontare lo sguardo della gente. Dentro casa tolgono gli specchi e le loro fotografie, eliminano qualsiasi cosa che possa mostrare quello che erano prima e quello che sono ora. Diventano prigioniere di una casa privata di memoria e identità, dove lo spazio e il tempo sembrano congelarsi, perché loro stesse sono state private del loro passato, presente e futuro. Mi sono chiesta cosa volesse dire passare intere giornate chiusa dentro casa, aggirarsi tra le stanze come un fantasma mentre sei costretta a fare i conti con il tuo nuovo aspetto e ad accettare il fatto che sarà quello il tuo nuovo volto per tutto il resto della tua vita. Quando un volto viene deturpato è la stessa memoria del proprio corpo a perdersi, è la stessa vita ad essere cancellata. La nostra faccia è la nostra identità, racconta quello che siamo, la nostra storia e la nostra esistenza. Che cosa diventa una persona quando perde la sua reale identità? Cosa rimane di lei, se rimane solo il vuoto del suo volto negato?

Biografia

Palomonte, Salerno, 1989. Nel 2008 si trasferisce a Napoli dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti, laureandosi prima in Pittura e poi in Fotografia. Nel 2015 vince il concorso fotografico internazionale bandito dall’Ariano International Film Festival, mentre nel 2016 è tra i vincitori del premio Sette Opere di Misericordia bandito dal Pio Monte della Misericordia a Napoli. Alcune sue opere sono esposte nella collezione permanente del Museo MUSINF di Senigallia, nell’area dedicata all’Archivio Italiano dell’Autoritratto Fotografico. Nel 2017 Giorgio Bonomi pubblica alcuni suoi lavori all’interno del suo secondo volume de Il corpo Solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea. Nel 2018 è tra i vincitori della Biennale dei Giovani Fotografi Italiani e tra i finalisti del Premio Portfolio Italia. Sempre nello stanno anno viene scelta da Antonio Biasiucci per entrare a far parte della terza edizione del suo LAB – Per un Laboratorio Irregolare. Attualmente vive e lavora come fotografa tra Napoli e Monaco di Baviera.
La fotografia la rende felice.

Ecco il sito di Ilaria, per chi volesse vedere altri progetti o contattarla: ilariasagaria.com

World Press Photo 2020: chi la spunterà?

Ciao, anche per quest’edizione sono stati annunciati i finalisti del WPP, il più importante premio di fotogiornalismo del mondo. I vincitori saranno poi proclamati in una cerimonia che si terrà il 16 aprile ad Amsterdam.
Se avete voglia di provare ad indovinare chi la spunterà quest’anno, lasciateci un commento.

Anna

Dall’edizione dello scorso anno, i premi più rilevanti sono diventati due: il tradizionale e storicamente più importante World Press Photo of The Year, e il World Press Photo Story of the Year, che premia il fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto una storia con eccellenti editing e sequenza fotografici, su un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2019”, premiando i lavoro che richiedono maggiore tempo e perseveranza.

I sei candidati al World Press Photo of The Year sono: Mulugeta Ayene di Associated Press (AP) con la foto di una donna nel luogo dove è precipitato il Boeing della Ethiopian Airlines, in Etiopia; Farouk Batiche di Deutsche Presse-Agentur con una foto degli scontri in Algeria tra manifestanti e polizia; Yasuyoshi Chiba di Agence France-Presse con un’immagine delle manifestazioni in Sudan; Tomasz Kaczor per Gazeta Wyborcza con la foto di una ragazza da poco risvegliata dallo stato catatonico causato dalla sindrome da rassegnazione; Ivor Prickett del New York Times con la foto di un combattente curdo; e Nikita Teryoshin con la foto di una fiera di armi negli Emirati Arabi Uniti. Vedete le immagini selezionate qua sotto.

I finalisti per il World Press Photo Story of the Year sono invece: Nicolas Asfouri dell’agenzia AFP per il suo lavoro sulle proteste di Hong Kong; di nuovo Mulugeta Ayene di AP per un lavoro sui parenti delle vittime a bordo del Boeing precipitato in Etiopia; e il francese Romain Laurendeau per un reportage sui giovani algerini nel perioso delle rivolte dello scorso anno. Di seguito una selezione di immagini dai tre lavori.

Quest’anno per i due premi principali non sono stati selezionati fotografi italiani, che però sono presenti tra i finalisti in altre categorie: Nicolò Filippo Rosso, Lorenzo Tugnoli, Fabio Bucciarelli, Luca Locatelli, Alessio Mamo e Daniele Volpe. Ecco qua alcune delle loro immagini in gara.

Il suicidio più bello del mondo. Una fotografia e un libro.

Qualche mese fa cercavo consigli per un nuovo libro da leggere in vacanza e un’amica (grazie Laura) mi ha consigliato Non sarò mai la brava moglie di nessuno, di Nadia Busato, un romanzo che racconta la vita di Evelyn Mc Hale, la protagonista della fotografia che è stata definita “il suicidio più bello del mondo”. Il titolo del romanzo è tratto dal biglietto che la Mc Hale lasciò prima di suicidarsi.

Il tutto avveniva nel 1947. Evelyn McHale aveva ventitré anni quando si gettò dall’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building, andando a schiantarsi sull’automobile di un diplomatico delle Nazioni Unite. Tutti corsero a vedere e, con immenso stupore, trovarono il corpo intatto di una donna che appariva serena, quasi adagiata sulle lamiere contorte. Robert C. Wiles, che passava di lì, colse l’attimo e a soli 4 minuti dal volo, scattò questa fotografia.

Robert C. Wiles

Questo non è un libro di fotografia, ma di fotografia si parla in diversi punti, poichè si parte proprio dalla fotografia di Robert C. Wiles (uno studente di fotografia che sogna di diventare un fotoreporter) che è stata pubblicata il giorno successivo su Life Magazine come “Picture of the Week” (foto della settimana) con la didascalia “Ai piedi dell’Empire State Building il corpo di Evelyn McHale riposa in pace in una bara grottesca, il suo corpo si è schiantato sul tetto di una macchina“ ed è diventata un’icona della cultura pop, tanto che l’immagine è stata utilizzata nel 1967 da Andy Warhol per una sua opera, Suicide (Fallen Body) (immagine qua sotto) ed Evelyn nel 1993 verrà evocata nel video della canzone Jump They Say di David Bowie, in cui la rockstar viene a sua volta immortalata mentre reinterpreta il salto nel vuoto e l’elegante posa della donna sdraiata morta sul tetto deformato dell’automobile di sotto. Addirittura verrà coniata l’espressione “effetto Evelyn” ad indicare ritratti di donne in cui compostezza e grazia si univano a una sorta di epica tragicità

Suicide (fallen body) Andy Warhol

Quella è l’unica foto che Wiles abbia mai voluto pubblicare. Di lui non si sa più nulla – dice la Busato nel libro.

E pensare che Il biglietto lasciato dalla donna prima del salto diceva: “Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo.”

La Busato nel libro fa dire a Robert Wiles queste parole “Ecco. io ero lì. Lei era lì. Non avrebbe più aperto gli occhi. Mai più. Eppure tuttila osservavano come se avesse potuto farlo. E c’era questa cosa, nell’aria. Dovevo fotografarla, non avevo sceltaNon sono riuscito a pensare. Ho afferrato la macchina e ho scattato. Non uno, ma diversi scatti. L’otturatore si muoveva come animato da un’energia propria…”

Ecco, non proprio quello che la povera Evelyn avrebbe voluto, probabilmente. E al giovane Robert sono tornate in mente le famose parole di Robert Capa, se le tue foto non sono abbastanza buone, significa che non sei abbastanza vicino. E lui vicino ci è andato.

Un’altra bella immagine che ci regala Robert è questo suo pensiero: “Le immagini che registriamo nella memoria sono i frammenti con cui puntelliamo le nostre rovine lungo la vita”.

E ancora, mi ha colpito un’altro pensiero stavolta di Dmitri Kessel (famoso fotoreporter e fotografo di staff per Life nd.a.), che però non tutti condivideranno: ” Al fotografo soltanto è dato il privilegio di capire quale tra i suoi scatti è quello da scegliere, da svelare. Il resto rimane a lui, come un mucchietto di frammenti, cocci di terracotta di una storia che, tutta insieme, risulterebbe troppo umana e fragile. La scelta è tutto. Quella fa la differenza. Il frammento rende forte il racconto della realtà, rende la vita immortale, fa universale il particolare. Allo scatto, al fotogramma, nulla di umano deve legarci. Nè la compassione, nè il dovere, nè la bellezza. Bisogna andare oltre se stessi, oltre l’amore e l’odio, oltre lo sguardo, oltre la storia

In conclusione a me il libro è piaciuto, anche se a tratti, in alcune parti, poteva essere un po’ più sintetico. Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Anna

Una nuova autrice Mu.Sa: Chiara De Masi

Ciao, abbiamo selezionato per voi questa giovane autrice che ci presenta SA-MUE-LE, un lavoro sull’identità di genere, molto intimo e delicato.

Fateci avere le vostre impressioni.

SA-MUE-LE

Il percorso di transizione per i soggetti la cui condizione emotiva di malessere è legata al proprio sesso psichico, comincia con la consapevolezza di sè stessi.

A questo segue un iter di terapia psicologica, medica, giuridica e chirurgica.

Il progetto prende in esame un tempo che si trova perfettamente al centro, dopo l’inizio e prima della fine.

Un continuo mutare del corpo, continuo e costante.

Un puzzle di dettagli, di cambiamenti visibili e invisibili, che diventano forma.

La transessualità (il DIG, Disforia di Genere) non è più considerata dall’OMS una patologia psichiatrica.

Chiara de Masi

Nata in provincia di Lecce nel 1992.
Ha conseguito il Master triennale presso la Scuola Romana di Fotografia.
Attualmente vive e lavora a Roma come fotografa Freelance.

I ritratti curiosi e coinvolgenti di Hanna Putz

 

 

La fotografa austriaca Hanna Putz è nata a Vienna nel 1987. Ha iniziato la sua carriera lavorativa come modella internazionale per alcuni anni prima di decidere, nel 2009, di dedicarsi interamente alla fotografia. Senza un’educazione formale alla fotografia, Hanna Putz ha ottenuto molti ricoscimenti internazionali e le sue immagini sono state pubblicate su alcune importati testate del settore;  Zeit Magazin, Dazed & Confused, HUSK, New York Magazine, e molti altri.

Con un occhio sensibile alla composizione fotografica e una naturale propensione per la realtà della vita quotidiana, le fotografie di Hanna Putz fanno luce sul rapporto tra persona e macchina fotografica, alludendo al fragile gioco dell’identità e della rappresentazione. Le sue opere sono intrise di onestà ed esprimono una profonda comprensione della natura dell’auto-presentazione. Di fronte alla sua macchina fotografica, i rapporti umani sono intimamente e naturalmente svelati, spogliati dei loro elementi “spettacolari e rumorosi”, gli esseri umani possono apparire nella loro naturale essenza.

Il progetto “Portraits” si sviluppò gradualmente. “La maggior parte delle immagini sono nate avvicinandomi alle persone che trovavo interessanti, sia nella cerchia dei miei amici che individui incontrati solo occasionalmente, chiedendo loro di poterli ritrarre”.

“Mi interessa l’esigenza di autorappresentazione al giorno d’oggi. Tutto è pubblico, pochissime cose sembrano essere private.

Cerco di cogliere la sostanza di una persona o di descrivere un sentimento attraverso la composizione all’interno di un’immagine. Forse è quello che si potrebbe chiamare la vera  natura umana, le cui tracce a volte possono trovare la loro strada e significato in una fotografia“.

Il lavoro evocativo di Putz senza dubbio modifica e in alcuni casi varca i confini tra l’arte e la fotografia di moda,  fotografia privata e pubblica, rendendo difficile definire o catalogare il suo lavoro. Attualmente, Hanna Putz lavora tra Vienna e Londra,  viaggia molto e continua a sviluppare e divulgare le sue conoscenze come docente di fotografia presso l’Università di Arte e Design di Linz, in Austria.

Le sue fotografie sono state esposte in Europa e negli Stati Uniti, e nel 2012 è stata selezionata come una delle dieci finaliste al Premio di fotografia contemporanea di Hyères in Francia e anche come finalista per il 1000 Words Photography Award 2012 a Londra.

Qui il sito ufficiale della fotografa, dove potete trovare tutti i sui lavori.

 

Ciao

Giovanni

Banksy, contaminazioni fotografiche

Ciao, di recente sono stata al Mudec per visitare la mostra sul famoso street artist, Banksy: A Visual Protest.

La mostra, come sempre, non è stata autorizzata dall’artista, che ha anche vietato il merchandising in vendita nel bookshop. Il catalogo è disponibile.

Ho trovato la mostra molto interessante, soprattutto la parte audiovisiva, che ci mostra l’ambientazione originaria dei “graffiti” di Banksy.
Non sono presenti infatti in mostra suoi lavori sottratti illegittimamente da spazi pubblici, ma solo opere di collezionisti privati di provenienza certificata. Non aspettatevi quindi di trovare graffiti staccati dai muri (per fortuna!), ma solo riproduzioni.

Tra le opere che mi hanno più colpito, ci sono le tre che vi mostro di seguito, che prendono spunto da famosissime fotografie, le cui storie abbiamo tra l’altro raccontato in questo blog. Banksy reinterpreta il fotogramma inserendo elementi alternativi, con cui esprime il suo pensiero provocatorio.

Anna

Napalm

Vietnam, 1972 il fotografo Nick Ut scatta una delle foto più celebri del Novecento: nubi grige in lontananza e militari sul fondo, mentre in primo piano alcuni bambini scappano disperati dal loro villaggio appena bombardato col napalm. La disperazione della bambina al centro è, nella reinterpretazione di Banksy, accompagnata dal sorriso di due mascotte dell’odierno entertainment, che avanzano gioiose vero lo spettatore.
Un contrasto stridente e provocatorio, che sintetizza in un colpo d’occhio il pensiero di Banksy sulle responsabilità sociali e sul ruolo politico delle grandi multinazionali.

Golf sale

Pechino, 1989. Il fotografo Jeff Widener (tra gli altri) immortala l’immagine simbolo della cosiddetta “primavera democratica cinese”: in Piazza Tienanmen un giovane manifestante sta fermo davanti ad una colonna di carri armati inviati a reprimere la protesta popolare. Banksy devia il senso della scena inserendo un elemento incongruo: l’anonimo manifestante esibisce qui un avviso commerciale “golf sale”. Ma, più che prendersi gioco di quella protesta, con questo lavoro l’artista sembra bersagliare la pubblicità. L’avviso dei saldi pare inteso ad indirizzare altrove le truppe armate, distogliendole dalla battaglia e dallo scontro, per inseguire piuttosto l’ultimo sconto.

Flag

In questo lavoro Banksy fa riferimento all’iconica fotografia di Joe Rosenthal Alzabandiera a Iwo Jima (ripresa anche nella locandina di un famoso film, Flags of our fathers) scattata nel febbraio 1945 durante la seconda guerra mondiale. Originariamente ritraeva sei marines americani, sulla vetta del monte Suribachi e vinse il premio Pulitzer diventando nel giro di poco un simbolo del patriottismo americano. Nella versione di Banksy, invece, i marines sono sostituiti da un gruppo di bambini indisciplinati di Harlem, nell’atto di issare la bandiera americana su di un’auto incendiata.