Siete buoni editor o buoni fotografi?

Buongiorno, oggi proverò a pensare al contrario, oggi remo contro il perfezionismo.

Come?

Bene, oggi vi suggerirò di scattare foto di merda, per un lungo periodo. Così, quello che vi gira, uscite e scattate.

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Fotografia di Chema Madoz

Del resto molti dei più grandi fotografi dichiarano di riuscire a tirar fuori dai propri lavori, una foto buona al mese, cosa possiamo fare noi, se non scattare 2000000 di fotografie, per ottenerne una buona?

Quindi, non abbiate paura di scattare foto schifose, continuate a scattare.

Probabilmente, avendo meno aspettative, se non avete un progetto a cui pensare, avrete la possibilità di tirare fuori qualche scatto buono.

Poi arrivate a casa e cercate di osservare le vostre immagini, tantissime, nelle cartelline del computer, distinte per data. Probabilmente passerete più tempo a riguardare le foto fatte che tempo a farle, d’ora in poi. Ma del resto, da quando c’è la fotografia digitale, anche questo può capitare.

Quindi sedetevi, salvate le fotografie, aprite le cartelle. E adesso siate brutali. Eliminate tutto, tutto quello che vi sembri pessimo e anche solo appena buono, tenete solo gli scatti migliori.

Forse non sarete fotografi, ma imparerete sicuramente ad essere buoni editor di immagini e anche questo può funzionare, …forse.

Vi dico questo perché credo che anche dalle foto raccolte per strada, senza particolari ragionamenti, si possa imparare.

Molti progetti di autori conosciuti, sono nati da errori che loro stessi hanno ammesso di aver fatto. Un errore, in sostanza, può diventare un metodo.

Quello che spero, suggerendovi questa cosa, è che in fase di editing, sappiate poi riconoscere, nell’errore in fase di scatto, la potenzialità di una BUONA fotografia.

Molte delle persone che conosco mi dicono:  non capisco quali siano le foto migliori che ho scattato, non so se sia meglio una o l’altra.

E voi riuscireste? Riuscireste tra 10000 fotografie, a tirare fuori qualcosa che, anche lontanamente, possa diventare uno stile, il vostro stile? A me pare difficile quanto fotografare per strada, io continuerò con il metodo: Sara non scattare se non ha un caz da dire.

Magari per voi è diverso, che dite? Io non posso escludere che in qualche caso possa funzionare.

Ciao

Sara

Fortunati o sfigati per strada?

“La fortuna gioca un ruolo importante , non si sa mai cosa sta per accadere. La cosa più interessante è quando “l’inaspettato” succede e si riesce ad essere lì al posto giusto nell’attimo perfetto – scattando al momento giusto. Il più delle volte non funziona. La street Photography è nel 99% dei casi, un fallimento”-. Alex Webb

Fotografia di Jacob Aue Sobol

Nella fotografia di strada, quella vera, la possibilità che lo scatto prodotto sia davvero interessante, è remota.

Si può girare giorni interi, questo lo dico per esperienza personale, e non trovare niente. Niente sembra apparire interessante o meritevole di una fotografia. Spesso la fotografia, magicamente ti appare davanti agli occhi e tu ti stai scaccolando, bevendo un caffè, l’unico, dopo ore a sperare che qualcosa avvenisse. Sputi il caffè, togli il dito dal naso, ma è tardi…tutto dissolto.

Frustrazione.

Ti ricomponi e pensi, “Ma si, ce la faccio alla prossima, sarò più pronta, veloce, sprint.”

Il fallimento, nella fotografia di strada è normale, troppi elementi concorrono e tutti non dipendenti dal fotografo.

Forse il trucco vero è portare sempre la macchina fotografica con sé. Non solo perché senza non si scatta 😉 ma anche perché con la macchina in mano, si è predisposti ad un’attenzione che viene meno, se siamo nudi (senza macchina fotografica).

Poi c’è la fortuna. Nella Street photography, la fotografia corrisponde ad uno schiaffo che ricevi dietro un angolo. Tu giri l’angolo e tutto si sistema, i pesi formali, i toni, i soggetti che si auto-compongono in terzi, eccezionale. Scatti e ti senti Winogrand a 30 anni, bello riccio, veloce, aitante e perfetto.

MA

Capita anche che, girando l’angolo vedete lo scatto, tentate di prendere la macchina e nell’ordine:

Vi sfugge di mano

Con una mossa da Carla Fracci tentate di riprenderla

Ce la fate

Riportate lo sguardo sul soggetto pronti a scattare

Portate l’occhio al mirino come un falco

Il soggetto vi fissa dietro la croce della messa a fuoco

Tutti sono girati verso di voi, anche il lattaio, dall’altro lato della strada

Riponete la macchina e col fiatone tornate dietro l’angolo di prima.

Beh, dai non scoraggiatevi, tenete duro. Forse eravate troppo tesi, non avevate la macchina a portata di mano, non era impostata bene…ecc.ecc. Tutte queste piccole cose succederanno sempre meno e piano piano vi sembrerà più semplice.

In strada la velocità è importante, anche sbagliare per me è stato importante.

Ciao

Buona giornata

Un saluto

Sara

Quando una fotografia di strada è buona. Terza parte

Questa la seconda parte di interviste ad autori che ogni giorno scattano fotografie per strada, ottimi consigli da seguire.

Questa è la terza parte, per la prima vedi qui per la seconda vedi qui.

Quando una fotografia di strada può dirsi riuscita? Credete che basti uscire in strada per fare Street Photography? Eh no cari miei!

Ho chiesto ad alcuni bravi (a mio parere) Street photographer italiani, cosa fosse per loro una buona fotografia colta in strada, ecco le interessanti risposte. Ciao Sara

Il pensiero di  Michele Liberti

Dal mio punto di vista,una buona foto di strada,per far si che funzioni deve innanzitutto attirare l’attenzione dello spettatore in modo tale che quest’ultimo si ponga delle domande:”cos’è che mi attira in questa foto? la luce,il soggetto,la scena,la storia,le emozioni che essa contiene”; in questo modo si crea una sorta di dialogo tra chi propone lo scatto e chi l’osserva.

connessioni.jpg

Certo, chi sceglie di avventurarsi in questo genere di foto deve “vivere la strada” cogliendo quegli attimi così fugaci e veloci che sono quasi impossibili da catturare,quasi come se si camminasse contro corrente per poter fermare quell’attimo un momento prima che svanisca.

Naturalmente la foto di strada ha molte sfaccettature,tante visioni diverse,l’essenziale è cimentarsi in essa con divertimento ed ironia,evitando di prendersi troppo sul serio.

Come dico spesso:”I fotografi street devono imparare a guardare quello che li circonda per poi dargli nuova vita. Devono essere come dei cacciatori che stanno lì fermi,in cerca della loro preda.” Per essere pronti a fermare quell’istante che io definisco “l’istante zero” prima che svanisca tutto nel nulla.

https://www.flickr.com/photos/mikyliber/
Ciao a tutti, buona giornata! Sara

Quando una fotografia di strada è buona? Parte seconda

Questa la seconda parte di interviste ad autori che ogni giorno scattano fotografie per strada, ottimi consigli da seguire.

Questa è la seconda parte, per la prima vedi qui

Quando una fotografia di strada può dirsi riuscita? Credete che basti uscire in strada per fare Street Photography? Eh no cari miei!

Ho chiesto ad alcuni bravi (a mio parere) Street photographer italiani, cosa fosse per loro una buona fotografia colta in strada, ecco le interessanti risposte. Ciao Sara

Il pensiero di  Carmelo Eramo

Una fotografia di strada (intesa sia come scatto che come modo di farla) che funzioni è, per me, una fotografia che riesce ad andare e a condurti al di là del semplice catturare momenti e scene particolari in cui ti imbatti per strada, al di là del semplice stuzzicare il nostro sguardo e creare stupore, spesso fine a se stesso.

Personalmente trovo più significativa una fotografia di strada che sappia anche comunicare ed emozionare. Raccontare l’umanità del quotidiano, dischiudere scorci di realtà, narrare la società e il nostro tempo cogliendo istanti di esistenza ordinaria. Mostrare, far vedere quello che vediamo ogni giorno ma di cui non ci accorgiamo, mostrare quanto sia speciale quello che sembra ordinario e banale, i volti e gli aspetti di una quotidianità che ci siamo disabituati a guardare davvero. Penso che un fotografo possa contribuire, quando ci riesce, a questa specie di rivelazione, di riscoperta delle cose attraverso le sue immagini.

Fotografia di Carmelo Eramo07

Difficile impresa, ma un ulteriore salto di qualità, è quando uno scatto di strada riesce a raccontarci anche l’autore, a veicolare la sua soggettività, a trasmetterci le sue emozioni. Ed è una specie di incantesimo quando succede che queste riescano ad suscitarne altre in chi guarda. Ciò non vuol dire che si possa prescindere dall’estetica di una immagine, la fotografia è pur sempre un linguaggio, che esprime dei contenuti attraverso una forma. Credo che proprio attraverso la forma che scegli, il tuo tipo di linguaggio, esprimi il fotografo che sei. Ma tutto ciò, che possiamo chiamare “stile”, dev’essere sempre funzionale a rivelare quello che hai dire attraverso le tue immagini, la tua visione del mondo, che sia quello reale o il tuo mondo interiore, o entrambe le cose insieme, come accade nei migliori dei casi.

Info www.carmeloeramo.com

Il pensiero di Davide Albani

E’ una domanda piuttosto complicata, sebbene possa non sembrarlo, alla quale non c’è una risposta giusta. Gli stessi grandi maestri hanno formulato pensieri diversi su cosa renda una fotografia di strada buona: dal momento decisivo all’essere vicini alla scena fino alla puzza della strada, a seconda di quello che il fotografo vuole comunicare.

Fotografia di Davide AlbaniDavide_Albani.jpg

Probabilmente una fotografia di strada che funzioni è un pò tutto questo, insieme ovviamente ad altri aspetti più tecnici, come un taglio di luce piacevole, soggetti interessanti e una composizione complessa. Per quanto mi riguarda, per provare a rispondere, mi sono chiesto: quand’è che un’immagine mi sconvolge e diventa indimenticabile? E mi sono detto, molto semplicemente, che ciò accade quando una fotografia mi rende spettatore di un qualcosa che non immaginavo potesse essere visto o accadere: un punto di vista sul mondo nuovo (inteso come innovativo), unico, imprevedibile e totalmente inaspettato, che sia testimone sociale di un momento, reso eterno dall’intuizione, spesso geniale, del fotografo.

Qui per conoscere Davide https://www.flickr.com/photos/davide_albani/

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Ciao Baci a tutti, Sara

Quando una fotografia di strada è una buona foto.

Quando una fotografia di strada può dirsi riuscita? Credete che basti uscire in strada per fare Street Photography?

La Street photography è uno dei generi più difficili in fotografia. Nella maggior parte dei casi (98%) non c’è contatto con il soggetto, tutto accade in una frazione di secondo e spam, o la becchi o t’attacchi! Fantastico! Non bastano gli anziani sulle panchine che leggono il giornale, le persone di spalle che camminano, i piccioni in piazza Duomo.

Oltre a questo, che non dico non possa essere presente, ci vuole qualcosa in più, un’eccezione, uno schiaffo a chi guarderà la fotografia, uno squarcio di luce, un colore accecante, un’atmosfera sognante. Meglio se tutte queste cose insieme.

Ho chiesto ad alcuni bravi (a mio parere) Street photographer italiani, cosa fosse per loro una buona fotografia colta in strada, ecco le interessanti risposte. Ciao Sara

 

Il pensiero di Umberto Verdoliva

Io credo che una buona fotografia di strada funzioni nel momento in cui riesce ad attirare e a far soffermare l’osservatore aprendogli un “piccolo mondo” su di un qualcosa che mai aveva potuto credere possibile o vedere prima, sollecitando in essi delle emozioni, degli interrogativi, la curiosità di vedere altro. Esistono una infinità di attimi e di possibilità che a volte si basano su dettagli, particolari, sensazioni che emergono da gesti, sguardi, improbabili coincidenze, originali reinterpretazioni molto spesso davvero lontani dalla realtà ma che solo la fotografia sa trasformare e riportare, immediatamente o nel tempo, nei modi più vaghi possibili.

Fotografia di Umberto VerdolivaDSC_5209bw

Una buona fotografia di strada si collega al mondo ma da anche la possibilità, a chi guarda, di distaccarsi da esso e di trasformare la realtà in altro; ed è ciò che la rende affascinante e così speciale.

La grande attrattiva che essa ha, sia per chi la pratica e sia per chi la osserva, è data proprio da questa “individuazione continua del momento significativo” che un fotografo, a volte con grande consapevolezza ma molto spesso da una totale casualità, riesce a cogliere spinto dal proprio istinto, dalla fortuna, dalle occasioni. Ogni “preda” catturata, sottoforma di stimoli reali trasmessi all’osservatore, diventa linfa e forza per continuare a cercare.

Il dubbio maggiore potrebbe essere quello di capire fino a che punto farsi coinvolgere in questa “gara” con il quotidiano. Dimenticare che la fotografia di strada può e deve essere anche documento dei tempi, la cartina tornasole dei cambiamenti reali in atto nella società contemporanea, si potrebbe rivelare un grave errore da non commettere.

Umberto Verdoliva Link: www.umbertoverdoliva.it

Il pensiero di Salvatore Matarazzo

Una street che funziona, secondo me, è una fotografia che attraverso l’interpretazione dell’autore ti trasporta dentro la scena, sfrutta il contesto “ordinario” ma racconta un nuovo punto di vista, oppure ti fa notare e godere di cose che ad occhio nudo e senza il processo fotografico, non immagineresti neanche che esistono.

Però credo che non ci siano regole che definiscano quale sia la foto perfetta: nella street, come in altri generi, esistono linee alle quali far riferimento e naturalmente ispirarsi ma sarà l’autore, attraverso la sua esperienza e la sua coerenza stilistica, a creare la street che, per lui, funziona.

Fotografia di Salvatore MatarazzoSalvatore Matarazzo

Il fatto che poi può funzionare anche per altri, in questo genere, secondo me è marginale: non stiamo parlando di una fotografia commerciale che, per ovvi motivi, deve accontentare più persone possibili; nella street ogni spettatore avrà una sua cultura, una sua ricerca, un suo punto di vista e giudicherà la tua foto in base a questi elementi. Potrai dare un messaggio positivo per alcuni e negativo per altri. Spesso noi “addetti ai lavori” ci poniamo anche troppi problemi, dimenticandoci ciò che è la fotografia e cioè libertà di espressione. Per me la street è curiosità, libertà e amore, mi sentirei ipocrita con me stesso a rinchiuderla dentro schemi e regole precise.

 Info www.salvatorematarazzo.com

Ti aspetto settimana prossima per la seconda parte, altri autori vi daranno ottimi consigli!

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Ciao Baci a tutti, Sara

Essere invisibili per strada, piccoli consigli su come fare.

Il fotografo invisibile.

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Le foto migliori che ho fatto, sono sicuramente quelle in cui, nella scena, nessuno mi aveva notata. Ma come si fa ad essere poco visibili?
Vi dico quello che ho imparato io.
Non è una cosa semplice che ho imparato al volo. Quando ho cominciato a scattare fotografie per strada, ero spaventata. Spaventata dalle potenziali reazioni della gente, dalle distanze, dalle velocità dei soggetti che raramente riuscivo a sfruttare a mio favore.
Queste paure mi si riproponevano anche in interni, oltre che in strada.
Insomma, la paura di disturbare era fortissima.
A questo si sommava il problema del cambio completo della scena, nel caso in cui mi avessero notata. Alcuni si spostavano, altri sorridevano. La fotografia che mi ero prefissa di fare, non esisteva più.
Se vi trovate ad eventi organizzati, la gente accetta maggiormente la presenza di un fotografo, quindi in questi casi, non dovreste avere grandi problemi.
Per eventi organizzati intendo feste, manifestazioni ed eventi durante i quali molta gente partecipa.
Altri luoghi semplici sono i giardini, i luna park, i parchi divertimento.
In tutti questi casi non ho mai avuto grossi problemi. Quindi vi suggerisco di utilizzarli come “palestra” per imparare a sciogliervi sul campo.

Nel resto dei luoghi ho imparato che non sono e non posso essere invisibile (grazie al caz! ) ma ho la possibilità di:
– muovermi con naturalezza. Spesso quando vedo i “fotografi” in giro, saltellano come la pantera rosa, si muovono a scatti, si nascondono dietro i muri con l’occhio felino!
No! Questo è il modo peggiore. Dovete cercare di essere naturali, avere movimenti lenti e tranquilli.
– evitare di portare per strada troppa attrezzatura. Vedo fotografi con due corpi macchina al collo, uno in mano, ottiche di 30 cm….insomma tentate di passare inosservati. Sembrare uno sherpa non vi aiuterà.
– evitare vestiti vistosi  e troppo appariscenti. Soprattutto le donne che escono in minigonna coi tacchi e le calze a pois.
– evitare di ridere o parlare ad alta voce. Non attirate l’attenzione.
– evitare di muovermi velocemente, posso camminare tranquillamente, senza scatti.
Appena la gente vi riconosce come “fotografi” si chiederà chi siete, perché state scattando e dove finiranno quelle fotografie. E anche se doveste dire chi siete, si chiederanno se possono fidarsi di voi.
In questi casi apritevi coi soggetti, siate gentili e sorridenti fino a che la macchina fotografica non diventi il punto di unione tra voi e loro. Non siate rigidi e spiegate bene le motivazioni del vostro progetto. Dite loro che eventualmente manderete dei ritratti via email o riporterete alcune stampe del lavoro finito, in regalo.

Queste cose, che sembrano tanto normali, non sono rispettate da molti fotografi.
Se tutti questi accorgimenti non dovessero essere sufficienti per qualsiasi motivo, iniziate a correre…altra cosa per cui è meglio viaggiare leggeri.
Ciao
Sara

Street photography. Da chi imparare a scattare in strada.

Buongiorno, ecco qui sotto un elenco di collettivi di fotografi che lavorano per strada. Ci sono fotografie eccezionali dalle quali imparare e prendere spunto.

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Questi collettivi provengono da tutto il mondo e rappresentano una panoramica davvero interessante su cosa si dovrebbe vedere e catturare in strada.

Buona consultazione, spero che troviate stimoli e ispirazioni.

Ciao Sara

http://www.in-public.com/

http://www.street-photographers.com

http://www.observecollective.com/

https://berlin1020.com/

http://www.hikaricreative.net/

http://www.burnmyeye.org/

https://fullfrontalflash.wordpress.com/

http://www.seconds2real.org/