Due documentari imperdibili su W. Eggleston. La fotografia a colori.

“Sono in guerra contro l’ovvio”

William Eggleston

Ciao, ho trovato questi due film documentari su William Eggleston che vi piaceranno sicuramente!

Mi è piaciuto molto vederlo al lavoro. Spero possa interessare anche a voi.

William Eggleston è stato un grande rivoluzionario nel mondo della fotografia. Sfidando le convenzioni, Eggleston fu uno dei pochi sostenitori della fotografia a colori.
Scardinò i canoni della fotografia tradizionale, non solo per l’utilizzo del colore ma anche per la scelta dei contenuti delle sue fotografie che vennero considerati banali perfino dal critico del New York Times Hilton Kramer.
Eggleston guardava la realtà anche del tutto ordinaria, dandole una vita nuova.

Mostrava il mondo per quello che era. Le sue fotografie sono sinonimo di sospensione: qualcosa è avvenuto o qualcosa sta per avvenire, ma nella fotografia in sé, non accade nulla.

Si pensa abbia ispirato i fratelli Coen, David Lynch e David Byrne e lo stesso Kubrick. La sua indagine della vita quotidiana ha separato la critica. Nonostante questo, oggi la valutazione delle sue opere è in continua ascesa.

Qui un’intervista su Vogue, interessantissima.

Qui la biografia dall’enciclopedia Treccani

Eggleston, William. – Fotografo statunitense (n. Memphis, Tennessee, 1939). Avvicinatosi alla fotografia sul finire degli anni Cinquanta, ha abbandonato l’università per studiare da autodidatta sui libri di fotografi quali H. Cartier-Bresson e W. Evans. E. è ricordato soprattutto per aver introdotto il colore nella fotografia, in un periodo in cui questo era utilizzato perlopiù per i messaggi pubblicitari: nel 1974, mentre insegnava ad Harvard ha preparato il suo primo portfolio (14 Pictures), le cui stampe sono state realizzate con il procedimento del dye transfers (in grado di donare saturazione e chiarezza alle immagini). Due anni dopo, grazie all’aiuto di J. Szarkowski ha raggiunto la notorietà con una memorabile personale al Museum of Modern Art (MoMA) di New York. E. ha definito il proprio modo di fotografare “democratico”; nei suoi scatti, infatti, compaiono soggetti comuni, spesso triviali (quali insegne, cortili, stazioni di servizio), che descrivono il sud degli Stati Uniti in cui il fotografo è cresciuto. Il celebre triciclo immortalato in Untitled 1970 è una delle opere di E. più quotate nel mercato dell’arte contemporanea.

1. “The Colourful Mr. Eggleston”presentato da Alan Yentob

2. “In The Real World”

 

Spero vi siano piaciuti, ciao Sara

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