Libri di fotografia? No grazie!

Come avevo già avuto modo di scrivere in un articolo tempo fa, fatico molto a leggere libri teorici sulla fotografia. Sono un po’ come i bambini. Guardo le figure. 😛

Credo di aver dato tutto con Roland Barthes (qua un articolo su di lui recentemente pubblicato) e Susan Sontag (per chi se lo fosse perso, sto parlando di questo libro). Li acquisto, ne leggo una decina di pagine e poi finiscono nella libreria a prendere polvere.

Mi sembrano tutti eccessivamente “filosofici” e mi annoiano. Sarà che io leggo per lo più nel letto, la sera prima di addormentarmi… La palpebra mi cala molto velocemente.

Non se ne abbiano a male i teorici della fotografia (del resto chi sono io?), ma proprio non ce la faccio.

Sembrerà facile piaggeria, ma gli unici libri di “teoria della fotografia” che ho letto recentemente sono i due manuali pubblicati da Sara Munari 😛 Li trovo scritti in maniera molto semplice, chiaramente comprensibile a tutti e pieni di esempi pratici. Ecco. Se v’interessa approfondirne la conoscenza, li trovate qua

Ma non era di questo che volevo scrivere.

In realtà ho una vera e propria mania per i libri fotografici (ossia libri con fotografie, non libri che parlano di fotografia). Sono ormai rimasti l’unica tipologia di libri che acquisto in formato cartaceo. Per tutto il resto vado di e-book. Perchè la mania del libro vale anche per la letteratura e, quando mi è stato fatto notare che non avevo più spazio neanche per accatastare libri in pile sul pavimento del soggiorno, mi sono convertita al Kindle. Non profuma di carta stampata, ma devo ammettere che la comodità è impagabile.

Però con i libri fotografici non riesco proprio. Una fotografia per me esiste solo quando viene stampata, perchè la qualità della stampa ha un importanza rilevantissima. A video non è la stessa cosa.

Un libro fotografico quindi per me è  una cosa sacra. Lo vedo come un  traguardo, lo sbocco naturale per un progetto importante, su cui magari ho lavorato anni. Non potrei mai pubblicare un libro con un lavoro che ho scattato in a una o due settimane di vacanza. Lo trovo una mancanza di rispetto e una tteggiamento molto superficiale rispetto all’argomento trattato e ai fruitori. E poi, rendiamoci conto che un libro rimane. Un domani – dovesse mai capitarti di avere un qualche tipo di successo – tutti si ricorderanno di te che avevi pubblicato quel libro di m… con fotine scattate qua e là. No grazie. (parlo in prima persona, ma io naturalmente non ho mai pubblicato un libro).

Per quanto riguarda i contenuti, naturalmente ognuno ha i suoi generi preferiti. Io non mi ritengo certo un’esperta, ma ho i miei gusti. A me piacciono i libri che mi stupiscono, che mi fanno porre domande. Sia per quanto riguarda il contenuto e le immagini in senso stretto, che riguardo all’editing e alla scelta della sequenza.

E comunque, per ottenere il libro perfetto non basta avere scattato solo belle immagini.

Per quanto mi riguarda, il libro deve essere esso stesso un bell’oggetto: la qualità della carta, della stampa, l’impaginazione, la copertina stessa è importantissima per me.

Eccovi alcuni esempi di libri per me estremamente validi (rigorosamente in ordine sparso). Avrei potuto aggiungerne tantissimi altri, ma magari lo faccio un’altra volta. Non vorrei annoiarvi o tanto meno essere causa di spese folli.

P.S: Purtroppo il libro di Soth è fuori catalogo e vi costa un rene, ahime, ma non ce l’ho nemmeno io eh… 😦

In tempi recenti ho visto foto bellissime rovinate da un brutto libro, impaginazione sbagliata, copertine non accattivanti, grafica brutta o carta e stampe di bassa qualità. Un vero peccato. Mi rendo conto che la produzione di un libro è costosa, ma ahimè, io non rinuncerei alla qualità per una questione di costi. Piuttosto, se non trovo un editore o non riesco a raccogliere fondi tramite il crowdfunding,  rinuncio.

Nonostante la mia passione per la fotografia, e di conseguenza per i libri fotografici sia piuttosto recente, si è creata una sorta di dipendenza.

E questo è anche merito – o colpa 🙂 – dei miei librai preferiti, Flavio e Giulia di Micamera. Ogni volta che metto piede da loro, me ne esco con una delle loro caratteristiche borsine colorate stracolma di libri e con la mia carta di credito alleggerita. Ma è così. Non riesco a resistere. PHOTOGRAPHY BOOKS MAKE ME HAPPY!

Credo che se qualcuno proprio si volesse togliere lo sfizio di vedere le proprie foto pubblicate su carta, meglio allora puntare sulla fanzine. Ne ho viste di veramente ben fatte di recente. Io ci penserei, al posto vostro. I costi sono decisamente inferiori e non si rischia di uscire con un prodotto scadente.

Avevamo approfondito il discorso delle fanzine in un altro articolo che trovate qua. Ma questo è un altro discorso.

Spero di non avervi contagiato con la photobook-mania!
Ciao

Anna

 

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10 pensieri su “Libri di fotografia? No grazie!

  1. Anna… per la photobook-mania non farti scrupoli.
    Augurati piuttosto di non averci contagiati con l’allergia ai libri “teorici”.
    Sorry, ma sono… quasi indispensabili.
    È una questione di profondità, che poi si traduce anche nella fotografia praticata.
    Ciao! 🙂

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    • Ciao Giuseppe,
      io ho letto quelli che ritengo essere i libri fondamentali per la formazione teorica di un fotografo. Dopo di che preferisco imparare vedendo mostre, leggendo interviste a fotografi famosi, articoli di critica o sfogliando libri fotografici. Ma naturalmente questa è la mia opinione. Libero di leggere tutti i libri teorici che ritieni utili per la tua profondità.
      Grazie per l’intervento e ciao.
      Anna

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  2. Ciao Anna,
    condivido con quanto tu sostieni. Per quanto riguarda i libri di Sara, ho espresso i miei pensieri in “Come approcciarsi ad un Progetto Fotografico” e non mi ripeto perché è possibile leggerli lì.
    Segnalo come libro fotografico che ho trovato molto bello e lo consiglio: “My Dakota” di Rebecca Norris Webb edito da Postcart.
    Le fotografie sono emozionanti e altamente poetiche ed il motivo ispirante il progetto è struggente:
    a causa della morte di uno dei suoi fratelli l’autrice ritorna sui luoghi della sua infanzia e delle estati passate con la sua famiglia da bambina nel Sud Dakota, per ricordare, recuperare memoria e omaggiare il fratello scomparso.
    Non per farti invidia, ma per farti capire quanto anche io sono “malato”: il mio libro è autografato dall’autrice con annessa fotografia autografa.
    Marco

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  3. Ciao Anna,
    se vuoi la prima edizione originale non lo so, ma ti informo che la nuova edizione del libro di Alec Soth, “Sleeping by the Missisippi” è prevista per Settembre 2017 e si può prenotare su Amazon già da adesso al prezzo di € 50,00.
    Buona serata anche a te.
    Marco

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