The Ballad of the Sexual Dependency, Nan Goldin.

The Ballad of the Sexual Dependency è uno slideshow di circa 700 foto Nan Goldin ha prodotto scegliendo tra le sue immagini scattate dagli anni Ottanta in poi. La fotografa, e le persone che ha frequentato nel tempo  sono i soggetti del lavoro. Molti di questi sono drogati ripresi nel quotidiano. Tutto il progetto è ripreso tra Boston, New York, Londra, Berlino e le altre città in cui la Goldin ha vissuto.

La fotografa descrive il lavoro come un diario personale che lei stessa rende pubblico: «Il diario è la forma di controllo della mia vita. Mi permette di annotare in modo ossessivo ogni dettaglio. Mi permette di ricordare».

Nan Goldin fa parte del gruppo detto dei cinque di Boston (Five of Boston) e il suo lavoro è considerato rilevante nell’ambito della fotografia contemporanea, come Terry Richardson e Wolfgang Tillmans.

Il suo lavoro esplora a 360 gradi il mondo LGBT nei momenti di intimità, durante il periodo dell’HIV e dell’uso smisurato degli oppioidi.

Il suo lavoro più notevole è The Ballad of Sexual Dependency (1986), che documenta la sottocultura gay dopo Stonewall, ma anche la sua famiglia e i suoi amici.

Vive e lavora a New York, Berlino e Parigi. Lei è bisessuale.

Trixie on the cot, New York City, 1979 © Nan Goldin

Nan Goldin nasce a Washington nel 1953 ma cresce a Boston, dove frequenta la School of the Museum of Fine Arts. Vive a New York dal 1978, dove si è affermata come una delle maggiori esponenti di un’arte a favore di una identificazione completa tra arte e vita. Fino dall’età di diciotto anni usa la fotografia come un “diario in pubblico”, per questo motivo l’opera di Nan Goldin è inseparabile dalla sua vita. Segnata dal suicidio della sorella diciottenne Barbara Holly il 12 aprile 1965, è proprio fotografando la propria famiglia che incomincia il suo lavoro fotografico. In seguito rimane molto vicina all’album di famiglia sia per la tecnica sia per i soggetti scelti.

© Nan Goldin

Nel 1979, incominciando dal Mudd Club di New York, l’artista comincia a presentare le sue immagini con una proiezione di diapositive accompagnate da una colonna sonora punk: Ballata della dipendenza sessuale diffuso nei musei in più versioni. Le foto, anche se danno l’impressione di essere state rubate, non sono mai scattate con il soggetto troppo vicino all’obiettivo per farlo risultare “sorpreso”. Nelle sue opere si può vedere il suo entourage subire il travaglio della vita: vecchiaia, amore, morte, infanzia si succedono nei pochi secondi della proiezione prima dell’immagine successiva. Questo gruppo di persone a lei vicine, molte delle quali sono scomparse, risulta ghermito in una congiura orchestrata dalla morte.

© Nan Goldin

Il suo è un reportage intimistico, un tipo di fotografia che influenzerà moltissimo le generazioni successive al suo lavoro.

I suoi lavori, che fin dall’inizio utilizzano più media, anticipano la realtà fotografica attuale.

Nan Goldin osserva la parte trasgressiva e nascosta della vita della città con un approccio intimo e personale. I ricordi privati divengono opere d’arte solo dopo la decisione di esporli. Ritrae amici e conoscenti, ma anche sé stessa, come nel celebre Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata. Il suo stile diventa un’icona della sua generazione difficile e assume un’ulteriore svolta dopo la diffusione dell’AIDS, che mette in discussione la sua fiducia nel potere delle immagini rendendole chiaro che esse le mostravano solo coloro che aveva perso. La Goldin intende le foto che documentavano la vita quotidiana dei suoi amici sieropositivi in funzione di una valenza sociale e politica, e come attivista di Act Up organizza la prima grande mostra sull’AIDS a New York nell’89.

© Nan Goldin

Attualmente impegnata con performance e call action sul problema degli oppiodi, utilizza i social network, Instagram e Facebook per le call action.

Le più importanti quelle realizzate al Museo Metropolitan di New York nel 2018 e 2019.

Ciascuna delle sue immagini è caricata di un peso romanzesco di uno spessore umano, potenza drammatica che fanno di Goldin la fotografa più atipica e affascinante del tempo. Più che una fotografa, è un’analista del sentimento, contrario del sentimentale, in Goldin il sentimento non è altro che il sesso, la faccia nascosta della tragedia.

Biografia da Wikipedia

Per acquisto del libro di Nan Goldin clicca qui

Ciao, buona giornata, Sara

Menabò zinefest, editoria fotografica indipendente

Menabò zinefest è un festival di due giorni dedicato all’editoria fotografica indipendente, rivolto nello specifico alle fanzine e alle autoproduzioni.

Primo nel suo genere a Bologna, sarà il punto d’avvio per la creazione di un circuito per tutti quei piccoli e medi editori che arricchiscono il panorama dell’autoproduzione.

Menabò Zinefest

L’obbiettivo del festival è quello di coinvolgere un pubblico di giovani appassionati, professionisti e curiosi ponendo l’attenzione su tutte quelle pratiche che esulano dai sistemi e dai circuiti tradizionali, per creare un nuovo spazio dove garantire un’offerta eterogenea di condivisione delle idee.

Una piccola realtà, che cerca di dare un ampio respiro a questo evento. 

Gli organizzatori

La partecipazione è completamente gratuita ed è rivolta a tutti gli ziners e i piccoli/medi editori indipendenti con autoproduzioni di carattere prettamente fotografico e prezzo contenuto. 

Tutti gli espositori partecipanti al festival dovranno essere presenti per vendere le proprie fanzine (l’organizzazione non si farà carico della vendita). 

Il festival, due giorni dedicati alle fanzine fotografiche e alle autoproduzioni, si terrà al DAS – Dispositivo Arti Sperimentali di Bologna.

OPEN CALL e workshop sul sito www.menabozinefest.com 

APPLY NOW

Arnold Newman, il ritratto ambientato.

Arnold Newman ( 3 marzo 1918, New York ) è considerato uno dei più grandi ritrattisti della seconda metà del ‘900. Assistente del fotografo ritrattista Leon Perskie, apre uno studio nel 1946. Beaumont Newhall ne riconosce subito il talento e Newman ottiene importanti riconoscimenti, fino a lavorare per la rivista LIFE.

Igor Stravinsky – New York, 1946
L’immagine del compositore seduto al pianoforte, fu rifiutata da Harper’s Bazaar, la rivista che gliela aveva commissionata.

Ritrae i volti dei maggiori esponenti nel mondo della letteratura, del cinema, della musica e della politica internazionale. Newman è considerato un maestro nel “ritratto ambientato”.

Ricordiamo fra i più famosi: Marilyn Monroe, Pablo Picasso, Marc Chagall, David Hockney, Georgia O’ Keeffe, Salvador Dalì e Andy Warhol, e tutti i presidenti americani a partire da Harry S. Truman.

Le sue immagine sono conservate in varie collezioni private e istituzioni.

Qui la sua biografia completa su Wikipedia

Qui il suo sito web

Per acquistare i suoi libri:

Alech Soth, i libri

Buongiorno! Ecco una selezione dei libri di Alech Soth, purtroppo non sempre di facile reperibilità. Speriamo che troviate qualcosa… Ciao a tutti, Giovanni.

Considerato uno dei più grandi fotografi americani, Alec Soth risalì il Mississippi per fotografare abitanti, paesaggi e stili di vita. Il libro documenta la vita intorno al Mississippi con uno sguardo diretto, pacifico e poetico. Sicuramente un libro cult per la fotografia.

SLEEPING BY THE MISSISSIPPI  Editore: Mack


 

Negli ultimi anni, Alec Soth ha lavorato in bianco e nero, come un giornalista locale, coprendo molti eventi negli Stati Uniti. Songbook, ci offre la sua visione di un’America profonda, sia divertente che malinconica, combattuta tra l’individualismo della società e il desiderio di stare insieme.

SONGBOOK  Editore: Mack


 

Riedizione di una serie cult di Alec Soth. Centrato su un luogo e il suo simbolismo, Niagara è uno studio sul perché le coppie in luna di miele, i cuori infranti e i suicidi vanno alle cascate più potenti del Nord America. Il fotografo è interessato ai motel e ai loro visitatori, ai parcheggi, ai negozi, per studiare l’attrazione che suscita questo luogo, in certi stati psicologici.

 

NIAGARA   Editore: Mack


 

Nel suo studio, in una lunga conversazione con il curatore e critico Francesco Zanot, l’artista americano Alec Soth ha analizzato le sue fotografie realizzate nell’arco della sua carriera, dalle più celebri ad altre inedite o poco note. Per ognuna un capitolo, un pensiero, una riflessione. Le immagini di Soth si mescolano così tra loro, si ricompongono in nuove sequenze, seguendo il filo dei ricordi, delle domande, delle suggestioni culturali, creando legami inediti e imprevedibili. “Attraverso un dialogo frammentato e ricomposto sulla base delle immagini selezionate, non soltanto si approfondiscono la poetica, l’estetica e lo stile di Alec Soth, ma anche alcune questioni teoriche, processuali e contestuali che l’autore mette costantemente in discussione. Oltre a rimandare al botta e risposta delle conversazioni che raccoglie, il titolo si riferisce al modo in cui nello studio di Minneapolis trascorrevamo le nostre pause, lasciando stampe, libri e registratori per prendere in mano le racchette da ping-pong.” (Francesco Zanot)

CONVERSAZIONI INTORNO A UN TAVOLO  Editore: Contrasto

QUI TROVATE UN ITERESSANTE ARTICOLO DAL NOSTRO BLOG


Una bellissima confezione di cartone, contenete 28 cartoline di foto di Alec Soth, accompagnate da un libretto di 52 pagine.

GATHERED LEAVES- POSTCARD SET   Editore: Mack


 

LOOKING FOR LOVE 1996    Editore: Kominek Gallery


 

Questa nuova serie di Alec Soth prende il nome da una poesia di Wallace Stevens, The Grey Room. Dopo la sua recente esplorazione della vita sociale americana in Songbook, propone qui una serie di ritratti di grande formato a colori. Ripresi sempre in luoghi chiusi ma in ogni parte del mondo, esplora il significato di intimità in modo lirico, con la volontà di allontanarsi dall’agitazione.

I KNOW HOW FURIOUSLY YOUR HEART IS BEATING    Editore: Mack


Per approfondire la conoscenza di Alec Soth, vi segnalo altri due articoli, sempre pubblicati sul nostro blog:

VI SVELO QUALCHE SEGRETO SU ALEC SOTH E LA SUA FOTOGRAFIA

ALEC SOTH

 

Stregati da: La ragazza con la Leica

Dopo esser stato finalista al premio Campiello ed aver vinto il premio Bagutta, La ragazza con la Leica”, sbaraglia la concorrenza anche nel più importante premio letterario italiano, giunto alla 72esima edizione, aggiudicandoselo con 196 voti su un totale di 554.

Helena Janeczek, rimette il premio Strega nelle mani di una donna dopo 15 anni ed un’altra grande donna è la protagonista del romanzo e di cui vengono raccontate le avventura umane e professionali; Gerda Taro, fotografa tedesca di origini ebree-polacche, investita da un carro armato durante la guerra civile spagnola a soli 26 anni.

Per molti anni legata a Robert Capa, ne ha condiviso la professione e l’amaro destino (è considerata la prima fotogiornalista donna morta in teatro di guerra ndr)

Il romanzo è stato scritto basandosi su fonti storiche e su alcune biografie scritte dalla studiosa Irme Schaber e “riscatta dall’oblio un volto di donna ribelle ed avventurosa, pioniera del fotogiornalismo” (Vanity Fair)

Insieme alla Taro e a Capa, altri personaggi realmente esistiti, si muovano all’interno del romanzo, che attraverso la vita e le immagini della fotografa, riporta alla luce le vicende cruente della guerra civile spagnola.

 

Robert Capa and Gerda Taro 1936 in Paris

Photographer Robert Capa and his compagnion photographer Gerda Taro who died due to an accident during the Spanish Civil War in 1937. Portrait by photographer Fred Stein (1909-1967) who emigrated 1933 from Nazi Germany to France and finally to the USA. Photo by: Fred Stein/picture-alliance/dpa/AP Images

Magari non sarà proprio uno di quei libri leggeri e spensierati, ma è sicuramente un libro che merita di trovare un poco di attenzioni durante le vostre vacanza.

 

Buone vacanze

Angelo

Stephen Shore, tutti i libri acquistabili

Buongiorno!

Continuiamo con le selezioni di libri fotografici, oggi dedicata a Stephen Shore…spero lo troviate interessante e utile.

Grazie

Giovanni

1

In “Lezione di fotografia”, Stephen Shore esamina diversi metodi per comprendere e rapportarsi con diverse tipologie di fotografia: dalle immagini convenzionali alle vecchie fotografie, dai negativi ai file digitali. Questo libro, risultato dei numerosi anni in cui l’autore ha insegnato fotografia al Bard College, nello Stato di New York, è uno utile strumento per studenti, insegnanti e per chiunque voglia scattare fotografie migliori, o imparare a guardarle con maggiore consapevolezza. A fianco a una selezione delle opere dello stesso Shore, “Lezione di fotografia” contiene immagini che abbracciano tutta la storia della fotografia, dalle opere dei padri di questa tecnica, quali Alfred Stieglitz e Walker Evans, a quelle di artisti contemporanei come Collier Schorr e Thomas Struth. Abbraccia diversi generi, come la fotografia di strada, la fotografia d’arte e la fotografia documentaria, come pure immagini di fotografi sconosciuti, si tratti di vecchie foto ricordo o di fotografie aeree scattate nel corso di rilevamenti cartografici. Shore utilizza queste opere, insieme alla sua prosa precisa, incisiva e accessibile, per dimostrare come, di fronte alla macchina fotografica, il mondo venga trasformato in una fotografia.

Lezione di fotografia   Editore: Phaidon

Dal nostro blog, su questo libro: Lezione di fotografia -La natura delle fotografie


 

2

La prima, completa retrospettiva dedicata a Stephen Shore, grande interprete della fotografia americana. In questo volume il lavoro di Shore è raccolto, interpretato e analizzato in una prospettiva storica e trasversale unica. Il suo legame con la tradizione della fotografia americana, le influenze di Walker Evans, la frequentazione con Andy Warhol e la Factory, i rapporti con i maestri-colleghi della fotografia contemporanea, la scelta di nuovi strumenti, lo sguardo sempre preciso e consapevole. L’evoluzione, progetto dopo progetto, di uno stile originale, autentico e innovativo, attento e poetico, in grado di raccontare la realtà e i suoi cambiamenti, A cura di Marta Dahó, con un’ampia scelta di immagini dai diversi lavori dell’autore, testi di Horacio Fernàndez, Sandra Phillips e un’intervista a Stephen Shore di David Campany, il libro accompagna la grande mostra retrospettiva europea prodotta dalla fundación Mapfre di Madrid.

STEPHEN SHORE  Editore: Contrasto


 

3

 

Luzzara  Editore: Stanley/Barker


4

Stephen Shore è un artista innovativo, le cui opere hanno aperto orizzonti finora poco esplorati alla fotografia contemporanea. Nelle sue immagini di scene di vita americana, il fotografo mette a nudo la straordinaria bellezza che può celarsi nel quotidiano. Shore è stato uno dei primi fotografi artistici a utilizzare il colore ed è stato uno dei precursori di generi contemporanei come il diario fotografico (utilizzato in seguito anche da Nan Goldin e Wolfgang Tillmans) e la fotografia di paesaggi monumentali (adottata da allievi dei Becher come Thomas Struth e Andreas Gursky). Questa monografia rappresenta un’analisi completa della lunga e movimentata carriera dell’artista, dal periodo trascorso nella Factory di Andy Warhol fino agli esperimenti di fotografia concettuale.

 

Stephen Shore Editore: Phaidon


5

Stephen Shore’s Uncommon Places is indisputably a canonic body of work―a touchstone for those interested in photography and the American landscape. Remarkably, despite having been the focus of numerous shows and books, including the eponymous 1982 Aperture classic (expanded and reissued several times), this series of photographs has yet to be explored in its entirety. Over the past five years, Shore has scanned hundreds of negatives shot between 1973 and 1981. In this volume, Aperture has invited an international group of fifteen photographers, curators, authors, and cultural figures to select ten images apiece from this rarely seen cache of images. Each portfolio offers an idiosyncratic and revealing commentary on why this body of work continues to astound; how it has impacted the work of new generations of photography and the medium at large; and proposes new insight on Shore’s unique vision of America as transmuted in this totemic series.

Stephen Shore Selected works 1973-1981       Editore: Aperture


6

Originally published in 1982, Stephen Shores legendary Uncommon Places has influenced a generation of photographers. Among the first artists to take colour beyond the domain of advertising and fashion photography, Shores large-format colour work on the American vernacular landscape stands at the root of what has become a vital photographic tradition over the past thirty years. Uncommon Places: The Complete Works is the definitive collection of this landmark series. An essay by noted critic and curator Stephan Schmidt-Wulffen and a conversation with Shore by fiction writer Lynne Tillman examine his methodology as they elucidate his roots in the pop and conceptual art movements of the late sixties and early seventies. The texts are illustrated with reproductions from Shores earlier series American Surfaces and Amarillo: Tall in Texas.

Uncommon Places Editore: Thames & Hudson


7

Stephen Shore is one of the photographers who established colour photography as a legitimate medium of artistic expression. American Surfaces is one of the bodies of work which exemplifies why. A mix between Atget’s Paris, which documents just about every facade, tree and street corner available, and Robert Frank’s apparently casual, Americans’ road trip, this, little published body of work, took documentary photography to a whole new level and opened up an entire range of possibilities to the next generation of photographers.

 

American surfaces   Editore: Phaidon


8

“Mose” raccoglie le fotografie di Stephen Shore di Venezia riprese nel 2008. Concentrandosi sulle inondazioni della città e sulla costruzione delle barriere mobili destinate a proteggere la laguna veneziana, unisce le fotografie paesaggistiche di Shore con articoli di giornale, mappe storiche, relazioni tecniche e piani ingegneristici.

MOSE a preliminary report   Editore: Walther Konig

 


9

Erano in molti a essere attratti da Andy Warhol e dalla Factory. Per alcuni incarnavano la scena newyorkese degli anni ’60. I personaggi immortalati da Shore – gente che figurava nei film di Warhol, lavorava insieme a lui e frequentava il suo secondo studio in East 47th Street – formano un cast molto variegato. Gerard Malanga, Billy Name, Ondine, Brigid Berlin, Paul Morrissey. E i Velvet Underground – scoperti e lanciati da Warhol nell’Exploding Plastic Inevitable che si tenne al Dom in St. Marks Place – John Cale, Sterling Morrison, Lou Reed, Maureen Tucker e la cantante Nico, figure leggendarie del loro tempo. L’altro gruppo della Factory – ma non un gruppo rock – si era formato a Cambridge/Harvard: Edie Sedgwick, Donald Lyons, Danny Fields, Gordon Baldwin, Dorothy Dean, Edmund Hennessy, Ed Hood, Chuck Wein. (Per quanto improbabile, forse in futuro saranno ricordate tre Cambridge del Novecento: quelle di Wittgenstein, di Blunt e della Factory). E poi Mary (Might) Woronov, Ultra Violet, Pat Hartley, Susan Bottomly/lnternational Velvet, Henry Geldzahler, Jonas Mekas e Sam Green.

 

Factory Andy Warhol   Editore: Phaidon


Di seguito trovate altri due articoli pubblicati sul nostro Blog:

Dieci cose che possiamo imparare da Stephen Shore.

Lettera di Stephen Shore ad un suo studente! Bellissima!


Sito personale di Stephen Shore

Buona giornata a tutti e buona lettura!

Ciao

Tutti i libri acquistabili di Josef Koudelka

Ecco per voi un’altra selezione di libri, anche questa volta di un grandissimo autore. Spero possa esservi utile. Ciao, Giovanni
1
This powerful document of the spiritual and physical state of exile now contains 10 new images by master of photography Josef Koudelka. The sense of mystery that fills these photographs – mostly taken during Koudelka’s years of wandering through Europe and the United States since leaving his native Czechoslovakia – speaks of passion and reserve, of his ‘rage to see’. The brilliant accompanying essay by Robert Delpire invokes the soul of man in search of a spiritual homeland; it speaks with a remarkable and unforgettable dignity.
Exiles    Editore: thames & Hudson

2
Questo volume è la versione aggiornata e ampliata del menabò definitivo originale di Cikdni zingari in ceco che Josef Koudelka realizzò insieme al grafico Milan Kopriva nel 1908 e che doveva essere pubblicalo a Praga nel 1970. Koudelka lasciò la Cecoslovacchia nel 1970 e il libro non andò mai in stampa. A Parigi Koudelka cominciò a lavorare con l’editore francese Robert Delpire a un altro libro di fotografie degli zingari, che conteneva sessanta immagini scattate perlopiù nei campi rom della Slovacchia orientale fra il 1902 e il 1908. Il volume uscì nel 1975 in Francia con il titolo Gitans, la fin dn voyage. Il libro resta ancora oggi un’opera di riferimento del ventesimo secolo. Questa nuova edizione ampliata contiene 109 fotografie scattate nella ex-Cecoslovacchia (Boemia, Moravia e Slovacchia), in Romania, Ungheria, Francia e Spagna fra il 1962 e il 1971.Il titolo è .Zingari. come venivano comunemente chiamali quando furono scattate le fotografie, prima dell’entrata in uso del termine “rom”. Il sociologo Will Guy, autore del testo che accompagnava la prima edizione di “Zingari”, ha contribuito con un saggio aggiornato che ripercorre le migrazioni dei rom dalla loro patria d’origine nel nord dell’India fino al loro stato odierno, costantemente al centro di polemiche a livello internazionale.
Zingari   Editore: Contrasto

3

The Czech photographer Josef Koudelka was centre stage with his camera when the Soviet tanks rolled into Prague in 1968, photographing mass demonstrations and the confrontations between protesters and invading soldiers. Smuggled out of Czechoslovakia soon after the invasion, Koudelka’s stunning black-and-white pictures of the citizens of Prague swarming the streets as tanks rumble towards them were widely published in the West, and remain the definitive images of those tumultuous days.

 

Invasion 68   Editore: Aperture

Articolo collegato Storia di una fotografia: Invasione di Praga, Josef Koudelka 1968


4
Josef Koudelka ha lasciato Praga nel 1970. Aveva già fotografato l’invasione sovietica della Cecoslovacchia e realizzato un grande lavoro sugli zingari dell’Europa dell’Est. Solo, in esilio volontario, attraversa il mondo e va incontro agli uomini con un’eccezionale sensibilità verso le loro vite, le loro tristezze, i loro dolori, le loro gioie. La sua “rabbia di vedere” è unica e fuori del comune; le sue immagini, di grande compostezza formale, appaiono fuori dal tempo, senza altri riferimenti cui agganciarsi. Ognuna di queste testimonia la vicinanza e la profondità della sua esperienza esistenziale. E nessun altra certezza. Solo l’evidente intensità dello sguardo, carico d’emozione, di Koudelka su luoghi, oggetti e uomini particolari. Tutta l’opera di Josef Koudelka testimonia la personalità e la rara potenza del suo autore. Questo libro, arricchito dai testi di Robert Delpire, Dominique Eddé, Michel Frizot, Anna Fárová, Petr Král, Otomar Krejca, Gilles Tiberghien e Pierre Soulages, raccoglie le varie tappe dell’opera di Koudelka e ne mostra l’intensità sempre crescente: i suoi primi lavori, le sue foto di teatro, il lavoro sugli zingari, l’invasione di Praga nel 1968, la serie Exils, fino alle panoramiche più recenti.
Koudelka   Editore: Contrasto

5
Koudelka   Editore: Aperture

6
Koudelka Roma   Editore: Steidl

7
“Wall” raccoglie le fotografie panoramiche scattate tra il 2008 e il 2012 da Josef Koudelka a Gerusalemme, Hebron, Ramallah, Betlemme e in vari insediamenti israeliani lungo la strada della barriera che separa Israele dalla Palestina. Mentre gli israeliani chiamano il muro “recinzione di sicurezza”, i palestinesi lo chiamano “muro dell’apartheid”, e gruppi come Human Rights Watch usano il termine “barriera di separazione”. Il muro del progetto di Koudelka è metaforicamente una spaccatura umana nel paesaggio naturale. All’interno del volume la cronologia, il glossario e le didascalie contestualizzano le immagini, e descrivono la difficile relazione tra il genere umano e la natura, e tra culture strettamente connesse.

9
Chaos   Editore: Delpire

8
Josef Koudelka   Editore: Contrasto

Di seguito trovate altri due articoli pubblicati sul nostro blog:

 

Grazie, Giovanni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: