Ciao, sono Sara Munari e oggi mi annoio davanti al pc.
“Ma dai, vuoi davvero che mi annoi? Io, un artista? Ma per favore! L’intelligenza artificiale può pure generare capolavori a bizzeffe, ma non potrà mai replicare la mia noia esistenziale, la mia sublime capacità di procrastinare e la mia infinita ricerca di scuse per non lavorare.
L’AI può dipingere un quadro in cinque secondi, ma ci metterà un’eternità a capire perché ho scelto proprio quel colore di blu per rappresentare la malinconia di un gatto persiano. Oppure perché ho deciso di incidere una patata e appenderla al muro. L’arte non è solo tecnica, è follia pura!

Immagine creata con AI
E poi, scusami, ma dove sta il divertimento a creare qualcosa senza sporcarsi le mani? Senza sentire l’odore dell’olio, la grana della tela, il peso della macchina fotografica, le stampe puzzolenti? Io voglio sentire la mia creatività scorrere nelle vene, voglio vivere la possibilità di “fare arte” con tutte le mie cellule.
Certo, l’AI può essere uno strumento utile, un compagno di giochi, ma non potrà mai sostituirci. L’arte è un atto umano, imperfetto, passionale. E io, nel mio piccolo, ci metterò sempre tutto me stessa, anche le mie più grandi frustrazioni e le mie più assurde idee.”
La relazione tra l’artista, i materiali e il processo creativo.
Tecnica, materiali e manualità: un legame indissolubile
La tecnica, l’uso dei materiali e la manualità sono elementi imprescindibili dell’atto creativo. Sono proprio queste componenti a conferire all’opera d’arte un’aura di unicità e autenticità, legandola indissolubilmente all’artista che l’ha realizzata.
- La tecnica: Ogni artista sviluppa una tecnica personale, un insieme di gesti e procedure che diventano la sua firma stilistica. La tecnica non è solo un mezzo per raggiungere un fine, ma è parte integrante del processo creativo stesso.
- I materiali: La scelta dei materiali è fondamentale per definire l’espressività di un’opera d’arte. Ogni materiale ha le sue caratteristiche e le sue potenzialità espressive, e l’artista deve saperle sfruttare al meglio.
- La manualità: Il gesto manuale è un elemento essenziale dell’atto creativo. Il contatto diretto con il materiale, il sentire la resistenza, il vedere i colori mescolarsi sono esperienze sensoriali che arricchiscono profondamente l’esperienza artistica.

Immagine creata con AI
Perché l’artista non si annoia?
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente, ma non può sostituire l’esperienza umana. Ecco alcuni motivi per cui gli artisti non rischiano di annoiarsi:
- L’imprevisto: L’arte è un’esplorazione continua, un viaggio verso l’ignoto. Anche utilizzando strumenti tecnologici avanzati, l’artista si trova sempre di fronte a risultati inaspettati e imprevedibili.
- L’emozione: L’arte è un’espressione di emozioni e sentimenti. L’intelligenza artificiale può simulare l’emozione, ma non può viverla.
- La relazione con il pubblico: L’arte è una forma di comunicazione. L’artista crea opere per essere viste, interpretate e discusse. Il feedback del pubblico è fondamentale per la crescita artistica.
- Il continuo apprendimento: L’arte è un campo in continua evoluzione. Gli artisti sono sempre alla ricerca di nuove tecniche, nuovi materiali e nuove forme di espressione.
In conclusione, l’intelligenza artificiale può essere un valido alleato per l’artista, ma non può sostituirlo. La creatività umana è un dono prezioso, che si nutre dell’esperienza, dell’emozione e della relazione con il mondo. L’artista che sa coniugare la tradizione con l’innovazione, la manualità con la tecnologia, è destinato a trovare sempre nuove fonti di ispirazione e a creare opere uniche e significative.
Sara Munari
mi trovo pienamente in accordo con te.
condivido in pieno, questa lucida riflessione
Sono assolutamente d’accordo con quanto hai espresso in questo articolo, preciso, corretto, davvero interessante…e, il fatto di avere introdotto l’aspetto della “noia”, è stato sicuramente molto calzante.
Io penso che in ambito fotografico sia necessario distinguere due possibili approcci verso l’ intelligenza artificiale.
Dal punto di vista di “autori”, l’ IA è semplicemente uno “strumento” in più…
…a chi fotografa per professione, potrebbe tornare utile per “semplificare” alcune parte del proprio lavoro, e risparmiare un po’ di tempo…
…agli autori in genere, se nelle motivazioni che hanno per l’ uso del mezzo fotografico, c’è quella che prevede il partire mentalmente da immagini “predefinite”, potrebbe essere uno strumento in più per “esprimersi”, resta intatto il concetto che, con quelle motivazioni di partenza…”se non hai effettivamente qualcosa da dire”… l’ uso o meno dell’ IA non cambia molto il risultato.
…agli autori che, invece, nell’ uso della fotografia hanno un legame stretto e indissolubile con il “reale”, e che le loro immagini sono il risultato di una loro interpretazione della “realtà”, elemento per loro imprescindibile (io, per esempio, sono tra questi), il loro interesse verso l’ uso dell’ intelligenza artificiale è praticamente inesistente.
Dal punto di vista di “fruitori”, invece, le cose si complicano…se come autori l’ IA può interessarci meno del meno…come fruitori, dovremmo comunque farci carico di imparare a conoscerla, almeno per distinguere ciò che ci viene proposto…il rischio, altrimenti, è quello (nel corso degli anni) di venir travolti, sotto moltissimi aspetti.
Credo che il suo commento e riflessione centrino totalmente la questione, che secondo me diventa più importante proprio nell’ ambito della fotografia più che nella scultura o pittura. E credo che sia una grande sfida. Grazie
vorrei conoscere di più della vostra realtà, sono un fotografo NON professionista. come posso fare ?
buona Giornata