Le paure legate alla fotografia di strada.

Incontro, durante i miei corsi, molte persone che, sebbene vogliano imparare a scattare per strada, sono bloccate da una serie di timori che, in qualche caso, possono essere anche leciti, in altri sono completamente inutili.
Prima su tutte, la paura di essere malmenati o insultati. Può capitare di incontrare chi non gradisce essere fotografato.
Avete due opportunità:
❙ procedere velocemente facendo finta di nulla, possibilmente con un sorriso ebete sul viso, che sdrammatizzi, comunque…
❙ avvicinare la persona con estrema gentilezza spiegando il motivo della fotografia. Se l’incomprensione prosegue, cancellate la foto, l’incolumità vostra e della macchina fotografica viene prima di tutto!
Se avete paura che qualcuno poco propenso a essere fotografato possa danneggiare l’attrezzatura, cercate di stare calmi e pensate prima a voi che alla macchina fotografica.
Il secondo motivo che crea tensione è la paura di rimanere senza batterie o che l’attrezzatura non funzioni correttamente per qualche motivo.
❙ Per quanto riguarda le batterie, ricordatevi di averne almeno una di scorta, anch’essa carica (grande consiglio! Eh, ma se vi scordate di caricare o di portare con voi la batteria di scorta, cosa posso dirvi di diverso, se non: «Ma brutto/a beep, ma si può essere così beep da dimenticare di sistemare le cose per poter uscire a scattare?»).
❙ Per esperienza personale, posso dire che la macchina fotografica mi ha tradita in un’unica occasione ed è stato per il troppo caldo (ero in India, c’erano circa 47/48 gradi). Sono andata in un locale pubblico, raffreddato dall’aria condizionata e la macchina è ripartita in pochi minuti. Per il resto, non ho mai avuto complicazioni di questo tipo legate all’attrezzatura e raramente ho sentito di altri che ne abbiano avute.
La paura di danneggiare la propria attrezzatura, in particolare le lenti frontali, anche per involontaria caduta, si supera tenendo la macchina ben salda e vicina al corpo il più possibile.

Vi mostro come tengo la macchina io, spero possa essere un consiglio utile anche per voi, anche se, sicuramente, non è l’unico modo e non è l’unico modo giusto: è semplicemente il metodo che ho trovato più veloce nella realizzazione dello scatto e più sicuro per me e la fotocamera.


Come vedete, avvolgo la tracolla della macchina fotografica intorno al polso (calcolando prima la lunghezza giusta per me). Quando arrivate all’ultimo giro di polso, dovrebbe avanzare un tratto di tracolla che andrete a bloccare, portandola dietro la macchina fotografica. Se la lunghezza è giusta, questa parte tratterrà la macchina al polso e la macchina sembrerà anche più leggera.
Io tengo la macchina sempre dietro la chiappa destra, in modo da essere meno visibile possibile. Non tengo mai, per abitudine e per scelta, la fotocamera sul petto.

Tutte queste paure si possono superare con un po’ di attenzione e malizia. Se siete rilassati e a vostro agio per strada, nel tempo, le tensioni si dissolveranno.

Tutto quello che vi ho scritto è contenuto nel libro “Streeet photography, attenzione può creare dipendenza” Edito da Emuse.

Quando si usa la fotografia in bianco e nero e quando il colore

Vi svelo un segreto. Non si scatta in bianco e nero perché ci piace di più o perché le fotografie hanno un non so che di poetico e lontano nel tempo. Almeno, la scelta non dovrebbe essere legata a questo se si
tratta di un racconto, di un progetto che si è deciso di intraprendere.
Il bianco e nero e il colore hanno finalità differenti.
Il bianco e nero resta una scelta di molti fotografi, anche dopo l’entrata nel mondo della fotografia del colore.
La fotografia a colori, quando è nata, ha fatto presupporre a molti che fosse una ripresa più veritiera della realtà. I colori delle immagini dovrebbero corrispondere ai colori dei soggetti fotografati. I dati del
mondo vengono quindi rispettati.
Siamo sicuri sia così?

La fotografia rimane, a colori o in bianco e nero, un’illusione. Diciamo che il bianco e nero ha minor presunzione di assomigliare alla realtà, ecco. Entrambe le scelte restano astrazioni della realtà.
Per molti anni, il bianco e nero è stato considerato lo strumento documentale più valido. Scattando in bianco e nero, effettivamente l’occhio dello spettatore non è distratto dagli impulsi ai quali i pesi tonali
delle differenti “parti cromatiche” lo sottoporrebbero.
Per il piacere di produrre immagini siete liberi di non considerare le informazioni che seguono. Siete liberi di scattare a colori, tornare a casa e dire a voi stessi: “Oh, che bella, questa la porto in bianco e nero
perché sta meglio!”.
In generale, però, un fotografo con le idee chiare sa, prima di uscire di casa, se scatterà in bianco e nero oppure a colori, perché l’approccio al lavoro cambia totalmente.
Se osserviamo la fotografia che segue, non possiamo sperare di ottenere lo stesso effetto se la scattiamo in bianco e nero.

Be the bee body be boom, est west – Sara Munari
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Be-the-bee-body-be-boom-est-west-1.jpg
Be the bee body be boom, est west – Sara Munari


Non fraintendetemi, la lettura dell’azione che si svolge all’interno della fotografia non cambia.
Togliendo il colore dall’immagine, togliamo parecchie informazioni sul soggetto e questo provoca una lettura parziale della fotografia. Per questo si sceglie di scattare a colori.
Questa foto creerebbe la stessa tensione in bianco e nero? Sicuramente no.
Quello che sostengo è che in una fotografia a colori, il colore deve diventare parte dell’informazione che la fotografia vuole trasmettere. Questo succede a prescindere dal fatto che vi sia un messaggio effettivo a livello connotativo. Vale anche se la fotografia si basa su presupposti esclusivamente estetici.
Trovo la fotografia a colori decisamente più complicata della fotografia in bianco e nero. Gli aspetti di cui ci si deve occupare, negli scatti a colori, sono sicuramente maggiori rispetto al bianco e nero. Una fotografia a colori, scattata senza rispettare l’equilibrio tra i pesi tonali, potrebbe distrarre l’attenzione con elementi dell’immagine non funzionali, o addirittura inutili per il messaggio che si vuole far passare.
Scattare a colori è più complicato e ci mette nelle condizioni di dover prestare attenzione a molteplici fattori che con uno scatto in bianco e nero passerebbero in secondo piano.
Potete disapprovare affermando che: “Ci sono fotografie che stanno meglio a colori, altre in bianco e nero”. E io rispondo così.
Questo vale solo se ipotizzate che il vostro progetto non abbia finalità particolari, ma come ho ripetuto tante volte, tutte le scelte che potete fare da fotografo sono dettate dalle vostre necessità comunicative.
Che finalità ha il vostro portfolio?
Torniamo al portfolio, sì, perché non riesco a immaginare una fotografia sola, buttata lì, mi riferisco sempre a progetti ben strutturati che abbiano un target, una motivazione precisa, una finalità necessaria.
Sono mille le motivazioni per cui un fotografo sceglie la fotografia a colori, piuttosto che il bianco e nero e viceversa. L’importante è che non facciate questa scelta senza un criterio preciso.
Nella fotografia in bianco e nero potrete costruire immagini che si basano sulle tonalità di grigio presenti, oltre al bianco e al nero.
Il bianco e nero ci dà l’opportunità di far percepire bene i contrasti, oppure di estendere al massimo la scala tonale dei grigi e rafforza il peso dell’azione dei soggetti, che non vengono messi in secondo piano, da nessuna informazione legata al colore.
Sono due scelte molto diverse che avranno ricadute su molti aspetti della vostra fotografia. Sono tutti fattori di cui tenere conto a livello comunicativo e su cui ragionare in termini di necessità e consapevolezza da parte del fotografo.

Ciao

Sara

Workshop di linguaggio fotografico a Creta!

Buongiorno a tutti!

Ho organizzato questa settimana di studio e esercizi sullo sviluppo personale del linguaggio fotografico a Creta, Venite con me? Ciao Sara

Il programma del workshop è articolato in sezioni pratiche e teoriche.
La mattina sarà dedicata allo studio, la docente proporrà argomenti relativi al linguaggio fotografico, alla produzione di storie, ad autori contemporanei e alla narrativa fotografica, che serviranno poi allo svolgimento degli esercizi giornalieri, successivamente discussi con il gruppo.
Verranno assegnati testi sulla fotografia da leggere e materiale esplicativo, relativo agli esercizi.
Gli esercizi riguarderanno più generi fotografici, il workshop non è incentrato su un singolo approccio.
Il workshop è studiato per chi desidera migliorare la propria espressività, cercando il linguaggio più efficace per ogni storia che si desideri raccontare. Le lezioni sono adatte a chi si avvicina alla fotografia oppure a chi incontra difficoltà nell’esprimersi e trovare il giusto percorso per costruire storie o progettare lavori fotografici.
Il corso parte da zero, non è necessaria nessuna preparazione. Per fare gli esercizi basta un qualsiasi mezzo possa produrre fotografie.

Il partecipante sarà libero di raccontare una propria storia relativa al luogo, oltre o grazie ai ragionamenti sulla fotografia che verranno effettuati in gruppo.

FINALITA’

Gli esercizi proposti, oltre a far ragionare sulle proprie possibilità espressive, stimoleranno la creatività e la capacità narrativa. Lo scopo del workshop è dare le basi per poter poi sviluppare progetti personali in autonomia.

PROGRAMMA

Il ritrovo presso l’albergo o la struttura che ci ospiterà durante il workshop, deve avvenire nella giornata di Martedì 26 Luglio 2022. Tutti i dettagli verranno forniti all’atto dell’iscrizione.

Ore di studio giornaliere 2/4 a seconda delle giornate e degli esercizi previsti
Ore di pratica giornaliera 2/4 a seconda della persona che partecipa

CHI PUO’ PARTECIPARE

Il corso parte da zero, non è necessaria nessuna preparazione. Per fare gli esercizi basta un qualsiasi mezzo possa produrre fotografie.

ATTREZZATURA

Macchina fotografica pulita e sempre carica, portatile, chiavetta usb. Un quaderno per appunti, matita e penna. Se c’è brutto tempo, vestiario impermeabile

A CHI E’ ADATTO IL CORSO

A tutte le persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, dal punto di vista pratico, con spirito di adattamento al gruppo e ai luoghi. A chi vorrebbe capire come si pensa un lavoro, come si affronta un determinato linguaggio e una determinata narrativa. A chi ha capacità di lavorare con la fotografia per 6/8 ore al giorno, tra lezioni teoriche e pratiche.

CHI TIENE IL CORSO

Il corso è tenuto da Sara Munari, fotografa vincitrice di molti premi a livello internazionale, da 20 anni docente di fotografia in molte scuole a livello italiano (Storia della fotografia, Linguaggio fotografico, Comunicazione visiva e Storytelling fotografico). Scrittrice di quattro libri teorici sulla fotografia e altri cinque libri prodotti (non autoprodotti :)) di immagini proprie. Scopri chi è Sara

DOVE SI ALLOGGIA

L’alloggio a Creta è a 15 minuti dall’aereoporto di Creta Heraklion. L’albergo è un tre stelle superior e la colazione è inclusa. L’albergo è in una piccola cittadina a 300 metri dalla spiaggia.

PROSSIMI CORSI DA MUSA FOTOGRAFIA

FARSI STRADA COME AUTORI NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA con Alessia Locatelli

 Come arrivare alle gallerie, premi e festival. Con Alessia Locatelli, direttrice della biennale di fotografia femminile di Mantova, curatrice indipendente.Provare a farsi conoscere come fotografo oggi non è semplice. Riuscire a capire come muoversi in questa realtà con le sue regole, i suoi referenti e le sue dinamiche diventa più facile se qualcuno con esperienza ci prende per mano e ci guida. Alessia Locatelli, curatrice e critica fotografica indipendente, direttrice artistica della Biennale di fotografia femminile di Mantova, attraverso esempi pratici ed immagini vi aiuterà in modo semplice e concreto a capire come iniziare a presentarsi e presentare il proprio lavoro ai foto festival – con tutte le informazioni inerenti e un Case Study su Arles – cosa sono e come partecipare alle Open call, ai premi e conoscere i festival Off. Illustrerà inoltre le modalità di contatto e presentazione del lavoro alle differenti tipologie di galleria per capire senza perdere tempo come dare al proprio progetto la direzione corretta. E’ un corso utile perché oltre lo scatto, è necessario anche sapersi presentare e muovere bene per farsi conoscere. Mu.Sa cerca sempre di potervi aiutare nella realizzazione della vostra passione o di una futura professione e in questo senso l’incontro con un curatore è fondamentale.
INFORMAZIONIData corso: 14 Maggio 2022Orario: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00Vai al sito
LINGUAGGIO FOTOGRAFICO ONLINE con Sara MunariPer poter capire il valore di una fotografia, sia essa prodotta da noi o di autori già affermati, è necessario comprenderne il valore e le qualità. Come per la scrittura, nelle immagini fotografiche si asseconda una grammatica, che spesso non si conosce, che possiamo seguire o stravolgere. Abbiamo l’opportunità di produrre un gran numero di immagini, sembra che ogni istante della nostra vita debba essere fotografato.Proprio perché il potere delle immagini è sempre più rafforzato e presente, dobbiamo essere in grado di conoscerne i principi, le caratteristiche e gli elementi principali, per usarle e leggerle con più consapevolezza. Il corso si pone come obiettivo quello di mettervi nelle condizioni di sapere quali siano gli elementi utili per una corretta analisi di un’immagine.Ricordate un blocco per gli appunti e la macchina fotografica carica.
INFORMAZIONIData corso: 24 – 26 – 30 Maggio e 1 Giugno 2022Orari: 19.15 – 20.45

Usare il mosso nella Street photography


Una foto di strada può avere un aspetto nitido, dove tutto è a fuoco e “congelato”, ma può anche essere tremolante, mossa, per trasmettere dinamismo e instabilità.
Chiaramente, il mosso può sia essere una scelta voluta, usando tempi di esposizione lunghi, oppure un obbligo nel caso in cui ci si trovi in una situazione di scarsità di luce.
Una parolina tanto abusata oggi è: mosso creativo. Tengo a sottolineare che non esiste il “mosso creativo” in sé… è l’insieme tra tecnica, composizione, messaggio, progetto, che fa della foto una foto creativa. Purtroppo per noi, non basta muovere la macchina o lanciarla nel vuoto mentre si scatta. Anche il mosso fa parte del linguaggio e va usato con consapevolezza.
Esistono, sostanzialmente, quattro tipi di mosso nella street photography.
Il primo tipo è quando utilizziamo un tempo lungo e muoviamo noi la macchina fotografica. In questo caso la percezione è di mosso generale nell’immagine.
Nella prima immagine alla pagina successiva, tutto è mosso, la bambina e lo sfondo che la circonda.

Be the bee body be boom, est east. Sara Munari

Nel secondo tipo è il soggetto in movimento che crea la sensazione di mosso, ma lo sfondo rimane nitido e la percezione è che sia fermo

Be the bee body be boom, est east. Sara Munari


Il terzo tipo è il panning, una tecnica fotografica che si utilizza per trasmettere la percezione del movimento. È possibile ottenere un effetto panning su immagini verticali, in genere però viene sfruttato su elementi che si spostano orizzontalmente davanti al fotografo, seguendo tre semplici azioni:
❙ si inquadra il soggetto;
❙ si scatta con tempi lunghi;
❙ si muove la fotocamera mantenendo il fuoco sul soggetto mentre lo si segue con la macchina fotografica.
Lo scatto, in questo caso, deve essere realizzato in modalità M (manuale) o a priorità di tempi.
Dato che i soggetti sono in movimento, è necessario capire quale sia il tempo corretto da impostare. Non ci sono tempi di scatto giusti in assoluto.
Dipendono, infatti:
❙ dalla velocità del soggetto;
❙ dalla quantità di effetto panning che si vuole ottenere.

Be the bee body be boom, est east. Sara Munari

Il quarto modo si ha scattando con il flash e con tempi relativamente lunghi, nell’ordine di 1/30, 1/15 o 1/8. Il sensore, rimanendo esposto più a lungo del lampo del flash, registra anche la luce dell’ambiente. Il colpo di flash congelerà parte del movimento, la restante parte risulterà mossa a causa del lungo tempo dell’esposizione.

Fotografia di Salvatore Matarazzo da “Carnival”

Spero vi sia piaciuto il testo! ciao Sara

Tutto quello che vi ho scritto è contenuto nel libro “Streeet photography, attenzione può creare dipendenza” Edito da Emuse.

👉 Tutti i corsi e gli eventi di Aprile – Musa Fotografia

Buongiorno! Ecco i prossimi corsi in partenza e gli eventi di Aprile! Buona consultazione! Ciao Sara

LETTURE PORTFOLIO, un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi.

Data letture portfolio : 30 Aprile 2022

Dove: Musa fotografia Monza

Per ulteriori informazioni o chiarimenti scrivi a info@musafotografia.it

Vai al sito per maggiori informazioni 

CORSI IN AULA

SARA’ AUTORITRATTO?

PRESENTAZIONE

Il workshop Sarà autoritratto ha come obiettivo la creazione di un autoritratto realizzato con la massima consapevolezza possibile in termini di linguaggio espressivo e di conoscenza dei precedenti esempi realizzati in ambito fotografico.

Si svolgerà in due giorni, durante il week end, e prevede la prima giornata di teoria, nella quale saranno analizzate le possibili declinazioni del “fare autoritratto” – dal passato al presente e con gli orientamenti più vari – sia per approfondire la conoscenza del tema, sia per aiutare i partecipanti a individuare il proprio stile.

Nella seconda giornata, la mattina si svolgerà una sessione di posa di autoritratti in location specifiche della città di Monza, mentre nel pomeriggio analizzeremo insieme i risultati degli scatti eseguiti.

INFORMAZIONI

Data corso: 2 e 3 Aprile 2022
Orario: 10.00-18,00 circa

 

PAESAGGI IMPOSSIBILI

PRESENTAZIONE

La frase di Henri-Frédéric Amiel [tratta da Diario intimo, 1839/81] riassume perfettamente il concetto di cosa vuole essere questa giornata di ricerca, individuale o di gruppo, per la realizzazione di un’immagine, o una serie di immagini, che ritragga un paesaggio diverso da quello che la maggior parte delle persone riprenderebbe.
Attraverso la fotografia abbiamo la possibilità di indagare nel nostro intimo, andare oltre, lasciando che sia il nostro stato d’animo, mutando di volta in volta al mutare del paesaggio che ci si presenta davanti, a creare le nostre fotografie. Semplicemente abbandonandosi a ciò che realmente sentiamo in quel preciso momento.
Il paesaggio è uno stato d’animo e le fotografie che creeremo, prendendo in considerazione tutti gli elementi necessari per farlo, potranno cambiare lo stato d’animo di chi poi le guarderà.

INFORMAZIONI

Data corso: 9-10 Aprile 2022
Orario: 09.30-18,30 circa

CORSI ONLINE

IL PORTFOLIO FOTOGRAFICO ONLINE

PRESENTAZIONE

Come posso sviluppare la capacità di esprimermi creativamente attraverso l’uso del mezzo fotografico? Come avere le idee necessarie per partire con un progetto?
Cerchiamo di capire quali siano i metodi per trovare idee efficaci alla produzione di progetti che mantengano un linguaggio coerente.
Fare esercizio ci permette di “osservare” la realtà e non solo di vederla. Bloccare e sfruttare frammenti utili a trasformare le idee in lavori finiti.
Dallo scatto alla selezione alla presentazione dell’immagine finale: ogni fase del lavoro del fotografo verrà presa in considerazione con il fine di realizzare un oggetto di comunicazione diretto, univoco ed efficace.

Questo corso è volto a “smontare” i dubbi relativi alla realizzazione di un portfolio fotografico. L’intento è quello di dare le linee guida per realizzare un buon portfolio, sviluppare la visione fotografica dei partecipanti attraverso un approfondimento storico e teorico della fotografia e un confronto critico sulle immagini realizzate. Il corso è propedeutico al fine di capire come progettare, realizzare e presentare un portfolio personale. A chi e come presentare il proprio lavoro. Sistemazione di portfolio già creati e guida per la realizzazione di lavori futuri.

Quando è il momento di terminare il nostro lavoro e mostrarlo, siamo sempre colti da dubbi e indecisioni. Le immagini vanno stampate, se si come? Quante foto mostro e perchè? Differenza tra portfolio commerciali e autoriali.
Per fare buone fotografie è innanzitutto necessario imparare ad osservare le immagini fotografiche, proprie ed altrui.

INFORMAZIONI

Date: 4 – 6 – 11 Aprile 2022

Orari: 19.15 – 20.45

CORSO BASE DI FOTOGRAFIA ONLINE

IMPARA SUBITO LE BASI DELLA FOTOGRAFIA Usa la tua fotocamera in manuale e realizza le foto che hai sempre sognato. Ho sviluppato il mio metodo innovativo in oltre 10 anni di esperienza, migliorandolo corso dopo corso grazie ai feedback dei miei iscritti. In 8 incontri, 1 ora e mezza, imparerai tutti i trucchi del mestiere, da Alessandro Mallamaci, fotografo professionista e docente della prestigiosa Leica Akademie, che revisionerà costantemente il tuo lavoro. Fotografa, impara, divertiti facendo tanta pratica su tecnica fotografica e composizione.

INFORMAZIONI

Date: 7 – 14 – 21 – 28 Aprile 2022

5 – 12 – 19 – 26 Maggio 2022

Orario: 19,15 – 20,25

Grazie, a presto!

Sara Munari

Andrea Torres Balaguer, Unknown, la tesi della sottrazione.

Buongiorno, vi presento oggi un’autrice che ho trovato interessante!

Ciao

Sara

Fotografia di Andrea Torres Balaguer dal progetto Unknown

La fotografia contemporanea presenta alcuni esempi di artiste che hanno, con modalità differenti, ragionato sull’annullamento del concetto di identità. Un’inclinazione in cui prende forza la tesi della sottrazione.

Durante la fiera di fotografia Paris Photo del 2018 e 2019 molte fotografe e artiste sono state presentate con lavori che raccontavano la femminilità attraverso ritratti, mise en scene o photo trouvée, con la caratteristica di avere le identità dei soggetti, spesso loro stesse, completamente cancellata visivamente ma presente concettualmente.

Andrea Torres Balaguer, nella serie The Unknown ritrae sé stessa, coprendosi il viso con una pennellata di colore. L’autrice afferma «Mi nascondo, ma posso essere qualunque persona decida lo spettatore. Posso essere chiunque, tranne me».I suoi progetti riflettono sulla rappresentazione e le ambiguità dell’identità femminile che ancora oggi fa apparire le donne come la società le vuole, corpi senza volto, capaci d’indossare molteplici identità. L’autrice gioca anche con i meccanismi della rappresentazione, spingendosi oltre le consuetudini del ritratto e mostra quanto si possa investire in costumi che ci delineano come modelli culturali (e di genere), non considerando le nostre imperfezioni naturali che pure determinano unicità.

Fotografia di Andrea Torres Balaguer dal progetto Unknown

Il lavoro di Andrea Torres Balaguer è influenzato dal sogno e dal surrealismo, esplorando il rapporto tra femminilità e natura attraverso il simbolismo e la tecnica della trascrizione del sogno.

L’autrice, crea immagini che suggeriscono storie e invitano lo spettatore a interpretarle, cercando di sperimentare i confini tra realtà e finzione.

Fotografia di Andrea Torres Balaguer dal progetto Unknown

Biografia

Andrea Torres Balaguer (Barcellona, ​​1990) è laureata in Belle Arti presso l’Università di Barcellona. Dopo aver vinto il primo premio di Artevistas New Talents, il suo lavoro è stato esposto a Barcellona, ​​Madrid, Parigi, New York, Londra, Bruxelles, Berlino, Amsterdam e molte fiere d’arte in Europa.

Il suo lavoro è stato incluso in collezioni private come Fundació Vila Casas, Col·lecció Bassat e Universitat de Barcelona ed è stato presentato in alcune riviste popolari come Fubiz, Lamono, Ignant mag e Worbz.
Nel 2015 è stata selezionata come Commended Photographer per i Sony World Photography Awards, categoria Enhanced. Attualmente vive a Barcellona (Spagna) e lavora come fotografa di moda, cercando di mescolare la sua estetica con la moda.
I suoi fotografi di ispirazione sono Duane Michals, Sally Mann e Annie Leibovitz.

Il sito dell’autrice

Una breve intervista alla fotografa

Penelope Umbrico, consumare fotografie

Penelope Umbrico propone una rilettura radicale di immagini legate al consumismo e scatti quotidiani raccolti dall’autrice cambiandone il significato per cui erano state create, applicando un intento concettuale . Trova queste immagini nelle pagine dei cataloghi di vendita per corrispondenza di prodotti di consumo, opuscoli di viaggi e tempo libero e siti web come eBay o Flickr.

L’autrice lavora cercando nel flusso incessante di immagini del mondo virtuale del marketing dei consumatori e dei social media, oggetti e informazioni che possono avere sfaccettature seducenti. Il suo desiderio è di ragionare sull’impatto di Internet e dei social network sulla fotografia.

Ha ancora senso uscire a scattare una foto di un tramonto quando un semplice clic ci dà accesso a milioni di foto? La domanda della Umbrico, tratta daun catalogo di Arles, perunodei festival di fotografia più importanti del mondo, potrebbe fare da sinossi al suo progetto più noto, iniziato nel 2006, intitolato Suns from Flickr.

Flickr è stato lanciato per la prima volta in Canada nel 2002 ed è un sito in cui i fotografi possono condividere il proprio lavoro. Nel 2011 la fotografa aveva già raccolto una collezione di 2.500 soli (fotografie che ritraevano il sole), prese daiprofili di fotografi che avevano scattato fotografie a tramonti, provenienti da tutto il mondo.

Un’installazione tipica della Umbrico può contenere anche 1000 o 2000 fotografie, organizzate in un fondale rettangolare. Sembra lo stesso sole, fotografato ripetutamente allo stesso modo, da un numero infinito di fotografi nessuno dei quali è particolarmente conosciuto. Ma, con l’intervento di Umbrico, l’effetto cumulativo delle loro immagini risulta stupefacente.

Fotografia di Penelope Umbrico, dal progetto Suns from Flickr

Penelope Umbrico (nata a Filadelfia, 1957) si è laureata all’Ontario College of Art and Design di Toronto e ha conseguito un MFA presso la School of Visual Arts di New York. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra cui il San Francisco Museum of Modern Art e il PS1 Contemporary Art Center, New York. Le collezioni pubbliche che accolgono il suo lavoro includono il Guggenheim Museum (NY), International Center of Photography (NY), McNay Museum of Art (TX), Metropolitan Museum of Art (NY), Museum of Contemporary Photography (IL), Museum of Contemporary Art, San Diego (CA), Museum of Modern Art (NY) e San Francisco Museum of Modern Art (CA), Los Angeles County Museum of Art (CA), tra gli altri. Vive a New York City.

Per visitare il sito dell’autrice http://www.penelopeumbrico.net/

Qui un’intervista dell’autrice

Ciao Sara