Fotografare a colori (PARTE SECONDA)

La confusione nata dall’ultimo post sulla classificazione del colore è data dalla differenziazione di due tipi di sintesi, cioè due tipi diversi di mescolanze dei colori:
• la sintesi additiva del colore, che avviene per sommatoria di luce colorata, come ad esempio sui monitor;
• la sintesi sottrattiva del colore, che riguarda la combinazione di pigmenti colorati, per pittori (per intenderci)
Solo tre colori non possono essere ricavati in questo modo: per la sintesi additiva il rosso, il verde e il blu; per la sottrattiva il magenta, il giallo e il ciano (figura sotto)

articolocolori

SINTESI ADDITIVA E SISTEMA RGB
RGB – Red, Green, Blue. Questi tre colori sono rappresentati dalla sintesi additiva del colore.
Lo spettro della luce visibile mostra tre bande di colori predominanti: il rosso (R), il verde (G) e il blu (B), i colori primari additivi. Se sovrapponiamo tre fasci di luce di questi tre colori (RGB) si ottiene la luce bianca (W). Dalla sovrapposizione di due luci colorate si ottiene il ciano (C), il magenta (M) e il giallo (Y), i colori primari sottrattivi.
Il sistema RGB è utilizzato moltissimo in illuminazione. L’immagine sugli schermi si basa sulla radiazione luminosa e si forma per sintesi additiva. Infatti, grazie a questo principio, funzionano il tubo catodico dei televisori e la definizione dei colori dei monitor e dei proiettori.
SINTESI SOTTRATTIVA E SISTEMA CMY
Nella sintesi sottrattiva vengono utilizzati tre colori di base dai quali si originano gli altri: il ciano, il magenta e il giallo (CMY – Cyan, Magenta, Yellow) che vengono considerati i colori primari sottrattivi. Ognuno di questi colori ha la proprietà di bloccare, cioè di sottrarre alla vista, uno dei colori primari della sintesi additiva e di riflettere gli altri due. Se togliamo il colore primario additivo rosso si crea il ciano; togliendo il colore primario verde si crea il magenta; togliendo il blu si ottiene il giallo. Quindi quando il nostro occhio percepisce il colore giallo l’oggetto osservato assorbe il blu e riflette il verde ed il rosso; se percepiamo il colore magenta l’oggetto osservato assorbe il verde e riflette il blu ed il rosso; se percepiamo il colore ciano l’oggetto assorbe il colore rosso e riflette il verde ed il blu. Se ognuno dei colori primari della sintesi sottrattiva ha il potere di assorbire un terzo colore differente della radiazione visibile, mescolandoli tutti e tre, l’intero spettro visibile verrà assorbito e nessuna luce sarà riflessa verso l’osservatore.
Il modello CMY è alla base di tutti i sistemi di stampa, di fotografia a colori e di pittura in generale. Il metodo di stampa in quadricromia è il più diffuso, definito anche come sistema CMYK (Cyan, Magenta, Yellow, Key black). Il CMYK utilizza i tre colori primari CMY più il nero (K), che ha la funzione di equilibrare le varie tonalità dei colori e di dar rilievo all’immagine. I colori che si possono ottenere attraverso la quadricromia sono il risultato di un sottoinsieme della gamma dei colori del visibile, di conseguenza non tutti i colori che vediamo sono riproducibili con questa tecnica. Lo stesso vale per il sistema RGB che non ha tutti i colori corrispondenti nel sistema CMY. La sommatoria dei tre colori primari sottrattivi, ciano, magenta e giallo, dà come risultato il nero.

Johannes Itten, teorico del colore, nel 1961 realizzò un cerchio cromatico dimostrando come dai colori primari potevano essere derivati tutti gli altri colori. Il cerchio di Itten aiuta nella comprensione delle combinazioni cromatiche tra primari, secondari, terziari e complementari e serve a capire i contrasti cromatici. Al centro del cerchio ci sono i tre primari, di seguito i tre secondari e nel cerchio esterno i primari, i secondari e i terziari. I colori posizionati diametralmente uno opposto all’altro sono i complementari (giallo e viola, rosso e verde, blu e arancio).

cerchio_itten

COLORI CALDI E COLORI FREDDI
I colori possono essere suddivisi anche in base alla sensazione che comunicano, distinguendoli in colori caldi e freddi.
In generale i rossi, i gialli e gli arancioni sono associati alla luce del sole e al suo calore, quindi classificati come caldi, mentre i blu, i viola e i verdi richiamando la neve, il ghiaccio, il mare e il cielo vengono definiti come freddi (figura sopra) Questa distinzione in realtà non è sempre valida, perché a seconda degli accoppiamenti cromatici anche un colore freddo può essere percepito come caldo e viceversa.

Nella terza parte, colori e rimando psicologico in fotografia!

FOTOGRAFARE A CoLORI (parte prima)

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Un pensiero su “Fotografare a colori (PARTE SECONDA)

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