Diane Arbus, i libri da avere!

Buongiorno a tutti!

Continua la nostra selezione di libri da avere. Ecco quella dedicata a Diane Arbus.

Ciao

Giovanni

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Diane Arbus – Diane Nemerov, nasce a New York nel 1923 – sposò Allan Arbus all’età di diciotto anni. Ha iniziato a fotografare nei primi anni ’40, studiato fotografia con Berenice Abbott alla fine degli anni ’40 e con Alexey Brodovitch negli anni ’50. Furono i laboratori fotografici di Lisette Model, intorno al 1957,  ad ispirarla e convincerla seriamente a  perseguire il lavoro per il quale è diventata famosa.

Le sue prime fotografie pubblicate apparvero su Esquire nel 1960. Durante il decennio successivo, lavora per Esquire, Harper’s Bazaar e altre importanti riviste, pubblicò più di un centinaio di fotografie, inclusi ritratti e saggi fotografici, molti dei quali nati come progetti personali.

Nel 1963 e nel 1966 è stata premiata con il Guggenheim Fellowship per il suo progetto su “American Rites, Manners and Customs”. Ha viaggiato attraverso il paese, fotografando le persone, i luoghi e gli eventi che ha descritto come “le notevoli cerimonie del nostro presente”. “Questi sono i nostri monumenti”, ha scritto. “Voglio semplicemente salvarli, per quello che è cerimonioso, curioso e il luogo comune sarà leggendario.”

Un insieme selezionato di queste fotografie ha attirato molta attenzione critica e popolare quando è stato presentato, insieme al lavoro di altri fotografi, nella mostra “Nuovi documenti” del Museum of Modern Art del 1967. L’audacia del suoi soggetti e l’approccio fotografico, sono stati riconosciuti come rivoluzionari.

 

Diane Arbus: An Aperture Monograph   Editore: Aperture


 

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Diane Arbus è un icona della fotografia moderna. Amata in tutto il mondo da una nutrita schiera di appassionati. Conosciuta non solo nell’ambito fotografico, i suoi lavori sono diffusi e riprodotti in tutti gli ambiti della ricerca artistica o politica legata al concetto di “differenza” nella società moderna. Questo libro è uno studio sull’opera della fotografa americana. Il volume è accompagnato da alcune foto originali dell’artista, stampate in bianco e nero a tutta pagina.

 

Della fotografia trasgressiva               Editore: Nda Press

Qui un interessante articolo apparso sul nostro blog


 

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Diane Arbus: Untitled       Editore: SCHIRMER/MOSEL VERLAG GMBH


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Una straordinaria retrospettiva sull’intera carriera di Diane Arbus, presenta moltissime immagini, alcune mai viste prima, accompagnate da un saggio sul lavoro dell’artista, una discussione sulle sue tecniche di stampa, una cronologia definitiva. Oltre trecento illustrazioni a colori, estratti inediti di lettere, quaderni e altri scritti.

 

Diane Arbus: Revelations   Editore: Random House


 

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Una delle artiste più originali della fotografia, esamina le celebrità del suo tempo in una notevole collezione di ritratti. Diane Arbus Magazine Work presenta oltre cento ritratti e profili che Arbus ha scritto per accompagnare le sue foto. Diana Arbus Magazine Work rivela la crescita di un artista che non ha posto un confine tra l’arte e il lavoro retribuito, e ci è riuscita, utilizzando il proprio timbro indiscutibilmente originale.

 

Diane Arbus: Magazine Work     Editore: Aperture


 

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La biografia definitiva della seducente Diane Arbus, una  delle più influenti e importanti autori del XX secolo, una raccolta brillante e coinvolgente, che collega lo straordinario arco della sua vita, alle sue iconiche fotografie.

 

Diane Arbus: Portrait of a Photographer      Editore: Ecco pr


 

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Nel 1967, il Museum of Modern Art ha presentato New Documents, una mostra storica organizzata da John Szarkowski che ha riunito una selezione di opere di tre fotografi i cui risultati individuali hanno segnato il potenziale artistico del medium negli anni ’60 e oltre: Diane Arbus, Lee Friedlander e Garry Winogrand. Sebbene in gran parte sconosciuti al momento, questi tre fotografi sono ormai universalmente riconosciuti come artisti di talento nella storia della fotografia. La mostra ha innescato un profondo cambiamento nel panorama della fotografia del XX secolo, e l’interesse per la mostra ha continuato a espandersi. Eppure, fino ad ora, non esisteva nessuna pubblicazione che ne catturasse il contenuto. Pubblicato in occasione del 50 ° anniversario della mostra, Arbus Friedlander Winogrand presenta riproduzioni a piena pagina delle 94 fotografie incluse nella mostra, insieme al testo originale di Szarkowski, al comunicato stampa, alle viste dell’installazione e materiale d’archivio.

 

Arbus Friedlander Winogrand: New Documents, 1967      Editore: Museum of Modern Art

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Garry Winogrand, nuovo documentario sulla Street Photography

Buongiorno a tutti!

“Garry Winogrand, tutte le cose sono fotografabili” è il documentario in uscita sul grande street photographer.

Il documentario dura 90 minuti ed è diretto da Sasha Waters Freyer.

Questo il trailer

Qui la scheda del film

Questo è il primo film documentario sulla vita e il lavoro del fotografo Garry Winogrand grande narratore dell’America prima che la tecnologia digitale trasformasse il nostro modo di percepire il mondo, Garry Winogrand ha realizzato il ritratto americano. Muore a 56 anni nel 1984, lasciando più di 10.000 rullini in tutto – più di un quarto di milione di foto! All Things are Photographable è un ritratto intimo del fotografo.

Ciao Sara

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Non ti perdere le mostre di Luglio

Come di consueto, ecco una carrellata delle mostre più interessanti in Italia e all’estero. Ce ne sono veramente tante da non perdere!

Anna

La vera fotografia – Gianni Berengo Gardin

Vera fotografia, a cura di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia, ripercorre la lunga carriera di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930), il fotografo che forse più di ogni altro ha raccontato il nostro tempo e il nostro Paese in questi ultimi cinquant’anni. La sua vita e il suo lavoro costituiscono una scelta di campo, chiara e definita: fotografo di documentazione sempre, a tutto tondo e completamente. Continua a leggere

Uno dei padri della street photography: Garry Winogrand

Garry Winogrand (New York, 14 gennaio 1928 – Tijuana, 19 marzo 1984) è stato un fotografo statunitense.

Lavorò principalmente a New York e Los Angeles, spesso a fianco dell’amico Lee Friedlander, con il quale fu promotore della street photography, una derivazione della straight photography. Morì di cancro in Messico all’età di 56 anni.

Nel 1948 studiò pittura e fotografia alla Columbia University di New York, successivamente frequentò un corso di fotogiornalismo presso la New School for Social Research, tenuto da Alexey Brodovitch. Alcuni anni dopo, tenne numerose lezioni di fotografia presso l’Università del Texas di Austin e l’Institute of Design di Chicago.

La fotografia sociale di Walker Evans e Robert Frank fu di grande ispirazione per Winogrand e per il suo progetto di cattura pragmatica della realtà statunitense e del modo in cui reagì alla Grande depressione degli anni trenta. Winogrand credeva che per descrivere uno stato d’animo, in fotografia, bisognasse cogliere l’attimo: amò di conseguenza anche lo stile di Henri Cartier-Bresson per la mancanza di progettazione del soggetto.

Dal 1960 in poi, Winogrand portò avanti un capillare lavoro di reportage sulla società americana, scattando un numero incredibilmente alto di fotografie nei luoghi di quotidiana frequentazione cittadina. Si recò spesso in giro per New York, con Lee Friedlander, per immortalare scene di vita vissuta. Accompagnò questa fervente passione al costante lavoro di giornalista freelance. A questi scopi utilizzava una rapida macchina fotografica a telemetro Leica M4 e lenti grandangolari con messa a fuoco manuale.

La sua prima esposizione di rilievo si tenne nel 1963 al Museum of Modern Art di New York (MOMA). Nel 1966 espose le sue foto all’interno della mostra Toward a social landscape alla George Eastman House di Rochester (New York) insieme a Friedlander. Con lui e Diane Arbus, nel 1967, partecipò alla mostra New Documents, al MOMA.

Vinse tre Gugghenheim Fellowship Awards (1964, 1969 e 1979) e un National Endowment of the Arts Award (1979).

Tra i suoi portfolio più celebri figurano The Animals (1969), una raccolta di significative immagini scattate allo zoo del Bronx e all’acquario di Coney Island, Women are beautiful (1975), omaggio alla bellezza femminile in luoghi e situazioni differenti, Public relations (1977), in cui dedicò la sua attenzione alla risonanza dei media sulle reazioni della gente, e Fort Worth Fat Stock Show and Rodeo (1980).

Alla sua morte, avvenuta nel 1984 all’età di 56 anni a causa di un tumore alla colecisti, lasciò inedito un enorme archivio di 300.000 immagini, molte delle quali mai sviluppate. Alcune di queste vennero raccolte, esposte e pubblicate dal MOMA in un volume dal titolo Winogrand, Figments from the Real World.

Qui un documentario su Garry Winogrand: prima parte e seconda parte

Garry Winogrand (1928-1984) was a photographer, born in New York City. He was a proponent and practitioner of street photography. During his career he received three Guggenheim Fellowship Awards (1964, 1969, and 1979) and a National Endowment of the Arts Award in 1979. He made his first notable appearance in 1963 at an exhibition at the Museum of Modern Art (MOMA) in New York City. This show included Minor White, George Krause, Jerome Liebling and Ken Heyman. In 1966 Winogrand exhibited at the George Eastman House in Rochester, NY with Lee Friedlander, Duane Michals, Bruce Davidson, and Danny Lyon in an exhibition entitled “Toward a Social Landscape”. In 1967 he participated in a show called “New Documents”at MOMA with Diane Arbus and Lee Friedlander.

Garry studied painting at City College of New York and later studied painting and photography at Columbia University in New York City in 1948. He also attended a photojournalism class taught by Alexey Brodovitch at the New School for Social Research in New York City in 1951. Much later, he taught courses in photography at the [[University of Texas]], Austin and at the Art Institute of Chicago. His lessons were reportedly fondly remembered and deeply influential on his students.

Garry Winogrand was influenced by Walker Evans and Robert Frank and their respective publications ‘American Photographs’ and ‘The Americans’. Henri Cartier-Bresson was obviously another primal influence although stylistically different. Winogrand was never looking for a “pretty shot”. Anticipation and the timing of the taking of a photograph come into play in the work of all street photographers and Bresson was one of the first and best at this aspect of the art.

Winogrand was known for his portrayal of America in the early 1960s and his interest in social issues of the day and in the role of media in shaping attitudes. He roamed the streets of New York with his Leica rapidly taking photographs using a prefocused wide angle lens. Often his lens would be tilted, leaving his photographs with a slanted result.

His photographs in New York of the Bronx Zoo and the Coney Island Aquarium were used in his book The Animals (1969). In 1980 he photographed the Fort Worth Fat Stock Show and Rodeo which became another large thematic undertaking and book.

Winogrand died of gall bladder cancer, in 1984 at age 56, leaving behind nearly 300,000 unedited and in many cases undeveloped images. Some of these have been exhibited posthumously and published in an exhibit catalog entitled Winogrand, Fragments from the Real World published by MOMA.

Here a documentary on Garry Winogrand: part 1 and part 2

Anna

Perché si fotografa? Ecco cosa ci insegna Garry Winogrand.

Garry Winogrand, 43 West 93rd Street, New York City 25, N.Y.

Ho scattato fotografie negli Stati Uniti, cercando di indagare fotograficamente, con lo scopo di studiare chi siamo e come ci sentiamo, prendendo atto di come ci mostriamo man mano che la storia si compie e ci coinvolge, in questo mondo.

Da quando è finita la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo assistito al diffondersi dell’agiatezza, al trasferirsi alle periferie e il loro espandersi, alla crescita dei giganteschi centri commerciali che le servono, con macchine che vanno e vengono.

Nuove scuole, nuove chiese, nuove banche. E la crescente necessità di pace, corsa agli armamenti, bombe H per fare stragi, tensioni tra pace e guerra, scudi di sicurezza anti bomba. Problemi legati all’automazione economica e da quando la Corte Suprema ha deciso di togliere la segregazione nelle scuole, abbiamo l’aumento di battaglie per le libertà civili da parte delle persone di colore.

Guardo le fotografie scattate sino ad ora, e queste mi fanno sentire come se non avesse proprio importanza chi siamo, come ci sentiamo e cosa sarà di noi. Le nostre aspirazioni ed i nostri successi sono dozzinali e insignificanti. Leggo i giornali, gli editorialisti, alcuni libri, alcune riviste. Si occupano tutti di illusioni e fantasie. Posso solo concludere che abbiamo perso noi stessi e che la bomba (atomica) potrebbe finire il suo lavoro in modo permanente, tanto non avrebbe alcuna importanza: non abbiamo amato la vita.

Non avcettando le mie conclusioni devo continuare la mia investigazione fotografica in modo approfondito.

E’ questo il mio progetto.

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Sicuramente mi fa riflettere. Sicuramente ha ragione, per questo vale la pena di continuare a fotografare.

buona giornata! Sara