La fotografia contemporanea è un universo vibrante e in continua evoluzione, che abbraccia una vasta gamma di stili, tecniche e visioni artistiche. Ma che cos’è esattamente la fotografia contemporanea e quali sono le sue caratteristiche distintive? In questo piccolo articolo, esploreremo il panorama attuale della fotografia, esaminando alcuni esempi storici e presentando autori contemporanei che hanno ottenuto successo negli ultimi 10 anni.
La fotografia contemporanea è un campo artistico straordinariamente variegato e dinamico, che riflette e risponde alle sfide, ai cambiamenti e alle possibilità del mondo moderno. Al suo interno, troviamo una molteplicità di approcci, stili e intenti, ognuno dei quali contribuisce a definire la sua ricchezza e la sua complessità.
Espressioni Concettuali e Astratte: Uno dei tratti distintivi della fotografia contemporanea è la sua propensione verso espressioni concettuali e astratte. Gli artisti spesso utilizzano la fotografia come mezzo per esplorare e comunicare idee, concetti e emozioni astratte. Attraverso l’uso di tecniche come l’astrazione, la manipolazione digitale e la sperimentazione con materiali non convenzionali, creano immagini che sfidano le aspettative e invitano lo spettatore a riflettere su temi universali come il tempo, lo spazio, l’identità e la memoria.
Narrazioni Documentarie e Visive: Dall’altra parte dello spettro troviamo le narrazioni documentarie e visive, che hanno un ruolo fondamentale nella fotografia contemporanea. Gli artisti spesso utilizzano la fotografia come mezzo per documentare e raccontare storie, sia attraverso il reportage giornalistico che attraverso progetti più intimi e personali. Queste narrazioni possono essere focalizzate su una vasta gamma di argomenti, tra cui questioni sociali, politiche, ambientali, culturali e umane. La fotografia documentaria contemporanea è caratterizzata da un’attenzione particolare per l’autenticità, l’empatia e la complessità delle storie che racconta, mentre le narrazioni visive spesso si avvalgono di approcci più sperimentali e creativi per esplorare le connessioni tra immagine e significato.
Innovazione Tecnologica e Digitale: Un altro aspetto centrale della fotografia contemporanea è l’innovazione tecnologica e digitale. Gli sviluppi nel campo della fotografia digitale, della post-produzione e della condivisione online hanno rivoluzionato il modo in cui gli artisti lavorano e interagiscono con il loro medium. Queste nuove tecnologie offrono una vasta gamma di possibilità creative, consentendo agli artisti di esplorare nuove tecniche, approcci e modalità di presentazione. Dalla fotografia digitale alla manipolazione digitale, dall’uso di droni e fotocamere a 360 gradi alla fotografia basata su algoritmi e intelligenza artificiale, la fotografia contemporanea è in costante evoluzione e reinvenzione.
Sperimentazione Tecnica: Gli artisti contemporanei spesso sfruttano le più recenti tecnologie e tecniche fotografiche per esplorare nuove modalità espressive.
Narrativa Visiva: Molte opere contemporanee combinano immagini fotografiche con elementi narrativi per creare storie complesse e coinvolgenti.
Approcci Concettuali: La fotografia contemporanea può essere fortemente influenzata da concetti filosofici, politici o sociali, trasformando le immagini in veicoli di significato più profondo.
Esplorazione dell’Identità: Gli artisti contemporanei spesso esplorano temi legati all’identità personale, sociale e culturale attraverso la fotografia.
Cindy Sherman: Con le sue serie di autoritratti concettuali, Sherman ha sfidato le convenzioni della rappresentazione femminile e ha esplorato il concetto di identità e maschera sociale.
Nan Goldin: Attraverso le sue fotografie documentaristiche intime e personali, Goldin ha catturato la vita quotidiana e le relazioni umane con una sincerità e una franchezza sorprendenti.
Autori Contemporanei di Successo
Hiroshi Sugimoto: Con la sua serie “Seascapes”, Sugimoto cattura paesaggi marini in modo straordinario, utilizzando lunghi tempi di esposizione per creare immagini eteree e suggestive.
Rinko Kawauchi: Con la sua poetica delle piccole cose quotidiane, Kawauchi crea immagini delicate e intime che celebrano la bellezza della vita semplice.
Alec Soth: Conosciuto per il suo approccio narrativo alla fotografia documentaristica, Soth esplora il paesaggio americano e le storie umane che lo abitano con empatia e profondità.
Annie Leibovitz: Celebre per i suoi ritratti iconici di personaggi famosi e influenti, Leibovitz cattura l’anima delle sue soggetti in modi unici e potenti, trasmettendo emozioni e storie attraverso le sue immagini.
Gregory Crewdson: Con le sue elaboratissime produzioni, Crewdson crea scene cinematografiche inquietanti e suggestive, catturando momenti di tensione e mistero in paesaggi suburbani americani.
Taryn Simon: Attraverso le sue serie fotografiche concettuali, Simon esplora temi complessi come il potere, la politica e la memoria collettiva, creando immagini che provocano riflessioni profonde e significative.
Pieter Hugo: Con il suo approccio audace e provocatorio, Hugo esplora le sfide sociali e politiche dell’Africa contemporanea, creando immagini che sfidano le percezioni e stimolano il dialogo.
Vik Muniz: Con la sua tecnica di costruzione delle immagini utilizzando materiali non convenzionali, Muniz crea opere visivamente sorprendenti che esplorano la natura dell’immagine e della rappresentazione.
Alessandra Sanguinetti: Con le sue immagini poetiche e intime, Sanguinetti esplora le dinamiche familiari e sociali nelle comunità rurali dell’America Latina, creando storie di empatia e connessione umana.
Daido Moriyama: Con il suo stile distintivo e audace, Moriyama cattura l’essenza della vita urbana giapponese, esplorando i confini tra realtà e sogno attraverso le sue immagini.
Conclusioni
La fotografia contemporanea è un territorio fertile per l’esplorazione creativa e l’innovazione. Attraverso l’uso di nuove tecnologie, approcci concettuali e narrazioni visive, gli artisti contemporanei continuano a sfidare le convenzioni e a creare opere che ispirano e stimolano il pubblico di oggi. Esplorare questo mondo affascinante può offrire un’esperienza artistica ed emotiva senza pari.
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Le fotografie inserite nel testo sono e rimangono di proprietà dell’autore, qui hanno solamente scopo didattico informativo.
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Sarah Cooper, nata negli Stati Uniti nel 1974 e Nina Gorfer in Austria nel 1979, lavorano in stretto sodalizio fin dal 2006; attualmente vivono e lavorano a Göteborg, in Svezia.
Le due fotografe hanno esposto in importanti musei europei e statunitensi, ricevendo anche il titolo di ambasciatrici Fuji; nel 2018 hanno ricevuto il German Photo Book Award per il libro “I Know Not These My Hands”, pubblicato da Kehrer Verlag.
fotografia di Sarah Cooper e Nina Gorfer
Operando principalmente nell’ambito della ritrattistica, supportate da una approfondita cultura visiva a partire dai dipinti del XVIII sec. per arrivare a Gustav Klimt fino ai Surrealisti, creano opere composite in cui si armonizzano tra di loro fotografia, pittura e collage. Le atmosfere stranianti che emanano dai loro lavori sono il frutto di un sapiente e minuzioso lavoro anche manuale, rivolto alla creazione di sofisticate messe in scena: le imponenti figure femminili emergono da fondi scuri attraverso i colori saturi e vibranti dei loro ricchi abiti dalle strane fogge totalmente inventate, lasciandosi alle spalle le loro angosce e il loro difficile passato. L’attenzione dedicata ai volti e agli atteggiamenti delle protagoniste implica una conoscenza profonda degli stati d’animo delle donne ritratte, ma una parte rilevante del ‘modus operandi’ di Sarah e Nina non dipende da indagini esclusivamente introspettive, in quanto tematiche di tipo politico e sociale costituiscono la base del loro lavoro.
Fotografie di Sarah Cooper e Nina Gorfer
La memoria, l’identità, lo spaesamento procurato soprattutto dall’abbandono dei propri paesi di origine, fa sì che nei loro ritratti si creino stratificazioni di elementi decisamente complessi, molto al di là della ritrattistica tradizionale.
Il loro stile originale contempla l’uso di collage realizzati con materiali dipinti e ricamati, oltre a fotografie destrutturate, smontate e rimontate sovrapponendo in modo effimero i vari strati fino ad ottenere superfici frammentate, per lo più caratterizzate da linee spezzate. “Sarah Cooper e Nina Gorfer sono convinte che anche l’arte possa contribuire a salvare il mondo. Nei loro ritratti rielaborano la realtà attraverso un complesso filtro psicologico di ricordi, stati d’animo e ferite” ( Alice Politi in Vanity Fair). Importante è la loro indagine visiva sulla generazione di giovani donne emigrate in Svezia, forzatamente sradicate dai loro paesi di origine, come possiamo ammirare nella serie “Between These Folded Walls,Utopia” (2017 – 2020), in cui si mette a fuoco la tentazione di sognare un nuovo mondo possibile: le immagini decisamente teatrali sono infarcite di scene surreali, con significativi rimandi alla realtà vissuta dalle donne rappresentate, in ”…una danza visiva tra astrazione e figurazione”.
Fotografia di Sarah Cooper e Nina Gorfer
Il libro “I Know Not These My Hands”, ricco di liricità e poesia, indaga i segni e le tracce che una vita difficile e travagliata ha lasciato nell’animo di donne originarie del nord-ovest dell’Argentina, emigrate in terre lontane. Il libro, composto da un insieme di fotografie e aneddoti, è scaturito da incontri casuali, lunghe conversazioni, interminabili sedute di posa, caratterizzate da empatia tra le fotografe e le donne ritratte che non mostrano alcuna remora nell’evidenziare il senso di disorientamento provocato dall’essere completamente sradicate dalla loro terra.
Fotografia di Sarah Cooper e Nina Gorfer
Nel libro “The Weather Diaries” – pubblicato nel 2014 dopo un soggiorno di due anni in paesi del nord Europa come l’Islanda e la Groenlandia – Cooper e Gorfer esplorano in modo originale ed estremamente poetico le radici delle tradizioni, della moda e del design nordico. Le fotografe con i loro scatti che vanno al di là di una pura documentazione, interpretano in modo sublime il freddo isolamento di questi luoghi: abiti sofisticati, installazioni di giovani stilisti e anche vestiti tradizionali affiorano in mezzo ad una natura dura e selvaggia, creando un contrasto di struggente bellezza. Commissionato dalla Nordic Fashion Biennale, il progetto ha implicato la collaborazione con designer e artigiani locali, il cui lavoro è influenzato dalla cultura, dalle tradizioni e dal clima delle loro terre d’origine.
Torna a Palazzo dei Priori di Fermo il nuovo appuntamento con “Il tempo delle mostre”, questa volta dedicato all’arte del celebre fotografo americano Steve McCurry. Dal 20 dicembre 2024 al 4 maggio 2025 le sale del Palazzo ospitano la mostra “Steve McCurry – Children”, ideata e curata di Biba Giacchetti. La mostra inaugura un percorso emozionante sull’infanzia vista attraverso l’obiettivo di Steve McCurry, uno dei fotografi più amati al mondo.
Con oltre 50 fotografie, il pubblico avrà l’occasione di ammirare l’unica esposizione tematica interamente dedicata ai bambini, realizzata nell’arco di quasi cinquant’anni di carriera. Le immagini, provenienti da ogni angolo del mondo, ritraggono i più piccoli in scene di vita quotidiana, offrendo un omaggio a questo periodo straordinario della vita. Spiega Steve McCurry: “Ho avuto il grande privilegio di fotografare i bambini di tutto il mondo e ora che ho una figlia anch’io apprezzo ancora di più la loro energia, la loro curiosità, le loro potenzialità. Nonostante il contesto difficile in cui molti di loro nascono, i bimbi hanno la capacità di giocare, sorridere, ridere e condividere piccoli momenti di gioia. C’è sempre la speranza che un bambino possa crescere e cambiare il mondo.” La mostra è promossa dal Comune di Fermo con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, in collaborazione con Orion57, partner Mus-e del Fermano. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura e Turismo. A Fermo una straordinaria galleria di ritratti esplora tutte le sfaccettature dell’infanzia, accomunate da un elemento universale: lo sguardo dell’innocenza. I bambini immortalati da McCurry, pur diversi per etnia, abiti e tradizioni, condividono la stessa energia inesauribile, la gioia di vivere e la capacità di giocare anche nei contesti più difficili, spesso segnati da povertà, conflitti o condizioni ambientali estreme. Il visitatore sarà guidato in un viaggio ideale accanto a McCurry, attraverso paesi come India, Birmania, Pakistan, Tibet, Afghanistan, Libano, Etiopia e Cuba. Spiega la curatrice Biba Giacchetti: “Ogni immagine offre uno spaccato delle condizioni sociali più disparate, rivelando una condizione umana universale fatta di sentimenti comuni e sguardi che affermano la stessa dignità. Incontriamo bambini profughi e lavoratori, giovani che trasformano un cannone arrugginito in un gioco, che rincorrono un pallone sotto la pioggia, che creano musica con chitarre fatte di materiali di scarto. Bambini che vivono nelle grandi metropoli o nei villaggi più remoti, protagonisti di storie di gioia e aggregazione, solitudine e resilienza, solidarietà e stupore”. La mostra racconta storie di gioia, resilienza, famiglia e amicizia, immortalate con empatia e rispetto. Tra le immagini più iconiche spicca quella della piccola afghana ritratta in un campo profughi nel 1984, diventata un simbolo universale delle sofferenze inflitte dalla guerra. Questo scatto precede di anni la stesura della Carta dei Diritti dei Bambini, approvata dalle Nazioni Unite nel 1990, e continua a testimoniare l’urgenza di tutelare l’infanzia in tutto il mondo. In questo scenario globale, McCurry vuole anche sensibilizzare il pubblico sul tema dello sfruttamento infantile. Nei suoi viaggi, soprattutto in Asia, ha documentato le vite di molti bambini costretti a lavorare quando dovrebbero giocare o frequentare la scuola. “La visione dell’infanzia di McCurry è varia e diversificata, proprio come lo sono i bambini nel mondo.
Eppure, ovunque si posi il suo obiettivo, emerge un messaggio chiaro: finché ci sono bambini, c’è speranza”, afferma Owen Edwards, critico fotografico. Attraverso le sue immagini, McCurry cattura l’eterna resilienza dei bambini, la loro capacità di trovare gioia anche nelle situazioni più difficili. Un esempio è lo scatto dei bambini che giocano su un carro armato arrugginito, trasformando uno strumento di morte in un giocattolo, oppure quello in cui giocano con delle ruote sotto antichi esemplari di baobab in Madagascar, venerati per la loro età e la capacità di immagazzinare acqua durante i periodi di siccità. Grazie alla sua capacità narrativa, ogni fotografia diventa una finestra sulla vita dei soggetti, capace di trasmettere autenticità, spensieratezza e purezza. La mostra si apre con una serie di ritratti intensi e si snoda attraverso immagini che alternano guerra e poesia, sofferenza e gioia, stupore e ironia. Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, è una figura iconica capace di raccontare il nostro tempo con profondità e poesia. La mostra a Palazzo dei Priori di Fermo è arricchita da un video esplicativo sulle esperienze vissute da Steve McCurry nei suoi reportage e sul suo rapporto con la fotografia. “Steve McCurry – Children” è più di una mostra: è un viaggio nei ricordi della nostra stessa infanzia, una riflessione profonda sulle responsabilità di ciascuno verso le nuove generazioni. In ogni scatto ritroviamo un invito a costruire un futuro più giusto, consapevoli che il cambiamento inizia dalle azioni del presente.
Dal 20 Dicembre 2024 al 04 Maggio 2025 – Palazzo dei Priori – Fermo (AP)
Dal 10 gennaio 2025 la IV Edizione di Molichrom: Festival della Fotografia Nomade. Tra gli eventi più significativi del Molise con mostre, talk e workshop: ” questa edizione si concentra su una delle più drammatiche declinazioni del nomadismo contemporaneo: le migrazioni forzate causate dai conflitti – afferma il Direttore Artistico Eolo Perfido – La guerra ha sempre rappresentato uno dei più potenti catalizzatori del nomadismo forzato nella storia dell’umanità. Dalle antiche deportazioni assire alla contemporanea crisi dei rifugiati, il conflitto armato continua a essere la principale causa di spostamenti di massa della popolazione civile, creando quella che potremmo definire una forma di “nomadismo della sopravvivenza”. Molichrom: Festival ha fatto del Nomadismo la sua chiave di lettura del mondo: un evento di fotografia internazionale e contemporanea che vede il Molise protagonista e crocevia di incontri. “Oggi, il nomadismo bellico assume forme diverse rispetto al passato ma non meno drammatiche. I conflitti moderni, spesso caratterizzati da guerre civili e crisi prolungate, creano situazioni di sfollamento che possono durare generazioni. I campi profughi, concepiti come soluzioni temporanee, diventano spesso insediamenti semi-permanenti dove si sviluppano nuove forme di società nomadi urbane. Il rapporto tra guerra e nomadismo è uno dei più complessi fenomeni del nostro tempo. Comprendere questa relazione non è solo un esercizio accademico, ma una necessità pratica per sviluppare risposte più efficaci alle crisi umanitarie. In un mondo dove i conflitti continuano a generare massicci spostamenti di popolazione, la sfida è quella di trasformare il nomadismo forzato da tragedia umanitaria a opportunità di rinnovamento sociale e culturale” In un momento storico segnato da guerre e crisi umanitarie globali, il Festival propone una riflessione profonda sulle conseguenze umane dei conflitti armati. La mostra principale “L’ultimo Ballo: Vite sospese al tempo di guerra” (dal 10 gennaio al 16 febbraio 2025) vede protagonista il fotoreporter Alessio Romenzi, che attraverso i suoi scatti ci conduce nelle zone più calde del pianeta, documentando non solo gli scenari di guerra, ma soprattutto l’impatto devastante sui civili costretti all’esilio.
In dialogo con questo tema, il progetto di Molichrom Lab, in collaborazione con le Associazioni Fotografiche locali, porta l’attenzione sul territorio molisano, presentando i volti e le storie dei rifugiati che hanno trovato accoglienza nella regione con Verso Casa. Un racconto visivo sull’esilio forzato che trasforma il concetto astratto di migrazione in storie concrete di resistenza e speranza.
Il programma di questa edizione si arricchisce di contributi significativi grazie a Talk con personalità di alto spessore: venerdì10gennaio con Alessio Romenzi e il racconto della fotografia di guerra. Sabato 11 con Barbara di Maio e Francesca Tiboni insieme per “Uno sguardo al femminile sulla Street Photography: Women in Street Italy”, ed è in loro compagnia che domenica 12 gennaio dalle ore 10.00 faremo la passeggiata fotografica gratuita e aperta a tutti/e per le strade di Campobasso. Di intelligenza artificiale si discuterà nel pomeriggio con Paolo Benanti “Il Futuro della Fotografia:Etica e Creatività nell’era dell’IA”.Martedì 14 incontreremo Amnesty Italia con Tina Marinari “Crimini di guerra e contro l’umanità nella Striscia di Gaza”.
Immancabili i nostri approfondimenti laboratoriali, per questa IV edizione Andrea Boccalini, noto ritrattista della scena jazz mondiale arricchisce il programma con un workshop sul ritratto ambientato. Un buon ritratto nasce da una relazione umana. Il successo di una sessione di ritratto dipende per il 90% dalla comprensione del valore emotivo delle nostre scelte e dalla capacità di connettersi con il soggetto. Quando smettiamo di essere solo fotografi e trasformiamo la sessione in uno scambio, un incontro, il ritratto diventa autentico. Un buon ritratto deve invece deve rivelare il soggetto. Nel workshop esploreremo cosa significa davvero ritrarre una persona.
Molichrom, facendo del nomadismo il fil rouge di tutte le edizioni, continua a esplorare il concetto di “sguardo nomade”, promuovendo una visione che supera i confini geografici e culturali. La fotografia diventa uno strumento che permette di esplorare realtà diverse attraverso gli occhi di chi le ha vissute in prima persona, offrendo nuove prospettive sulla complessità del mondo contemporaneo.
Il Festival in questa edizione si propone come spazio di riflessione sulla mobilità forzata e sulla necessità di costruire ponti di comprensione tra culture diverse. Nato da un’idea sviluppata con l’associazione Tèkne, gruppo di professionisti appassionati di cultura e arte da sempre impegnati nella promozione del territorio, il festival rappresenta un’iniziativa coraggiosa che, attraverso la cultura visiva e la fotografia contemporanea, contribuisce a valorizzare e far conoscere il Molise oltre i suoi confini, trasformandosi in un’opportunità di rinascita culturale per l’intera regione. Il festival promuove l‘apertura alla diversità culturale e l’esplorazione come mezzo di pace, consapevolezza e ricchezza. Molichrom è co-finanziato dal Piano Sviluppo e Coesione della Regione Molise.
Dal 10 Gennaio 2025 al 16 Febbraio 2025 – Palazzo GIL – Campobasso
Dopo le mostre dedicate a grandi maestri della fotografia italiana e internazionale come Tina Modotti e Mimmo Jodice, CAMERA è felice di inaugurare la prossima stagione espositiva con la mostra Henri Cartier-Bresson e l’Italia che aprirà al pubblico dal 14 febbraio fino al 2 giugno 2025.
La mostra costituisce la più importante monografica mai realizzata incentrata sul lungo rapporto tra il maestro francese e il nostro paese.
Per la prima volta viene documentato in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia, un paese che amava profondamente, soprattutto per la vivace vita di strada, che gli offriva l’opportunità di cogliere quegli “istanti decisivi” che hanno reso celebre il suo lavoro.
Attraverso circa 200 fotografie vintage e numerosi documenti – giornali, riviste, volumi –, la mostra ripercorre le tappe di un rapporto iniziato negli anni Trenta e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.
La mostra, promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è realizzata grazie alla collaborazione tra Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi e Fondazione CAMERA – Centro Italiano per la fotografia di Torino, con la curatela di Clément Chéroux e Walter Guadagnini, direttori delle rispettive Fondazioni.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.
La radio ufficiale della mostra è Radio Monte Carlo.
14 febbraio – 2 giugno 2025 – CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – Torino
La fotografia contemporanea torna protagonista al Museo Diocesano di Cremona grazie alla rinnovata collaborazione con il Festival della Fotografia Etica.
Il prossimo 31 gennaio alle ore 18:00 verrà inaugurata la mostra Mapuche, il ritorno di voci antiche di Pablo Ernesto Piovano.
Il reportage esplora la vita quotidiana di questo popolo ancestrale che resiste da secoli a invasioni e colonizzazioni. Un progetto che documenta la loro lotta per difendere terre, lingua, cultura e identità, ora in pericolo. Nonostante repressione e stigmatizzazione, i Mapuche preservano la loro eredità spirituale e comunitaria, simboleggiando resilienza e un profondo legame con la Terra Madre. Il lavoro, composto da quasi 50 immagini, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia, viene proposto in un percorso appositamente ideato per il museo da Laura Covelli, curatrice delle mostre del Festival, che include opere d’arte, poesie e materiale d’archivio.
Non perdere l’occasione di visitare la mostra in occasione dell’inaugurazione con una visita guidata nel percorso espositivo.
Dal 31 gennaio al 23 marco – Museo Diocesano di Cremona
Riccardo Moncalvo, Tricentenario miracolo, Monte dei cappuccini, 1938. Archivio Riccardo Moncalvo
Dal 14 febbraio al 6 aprile 2025, la Project Room ospita la mostra Riccardo Moncalvo. Fotografie 1932-1990.
L’importante fotografo torinese (Torino, 1915-2008) inizia ad approcciarsi al mezzo fotografico ad appena 13 anni, seguendo le orme del padre, titolare dell’atelier di Fotografia Artistica e Industriale, e diventa molto presto socio della Società Fotografica Subalpina.
Negli anni tra le due guerre le fotografie di Moncalvo iniziano ad apparire su importanti riviste di settore e diventa uno dei primi in Italia a stampare fotografie a colori professionali. La mostra raccoglie 70 stampe vintage, provenienti dall’Archivio Riccardo Moncalvoe da collezioni private, in bianco e nero e a colori, che ripercorrono quasi 60 anni di storia.
La mostra e il relativo catalogo sono a cura di Barbara Bergaglio con testi di Walter Guadagnini e Andrea Tinterri.
14 febbraio – 6 aprile 2025 – CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – Project Room – Torino
Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 20 febbraio al 7 settembre 2025 alle Gallerie d’Italia – Torino Olivo Barbieri. Spazi Altri a cura di Corrado Benigni, mostra che rende omaggio a uno dei fotografi più innovativi e originali, le cui immagini oscillano tra vero e rappresentazione del vero, tra mondo immaginato e mondo riprodotto.
Con oltre 130 opere – trittici di grandi dimensioni, polittici e due grandi quadrerie -, l’esposizione è un nuovo capitolo del progetto “La Grande Fotografia Italiana” a cura di Roberto Koch, con cui la Banca celebra dal 2022 i grandi maestri della fotografia del Novecento del nostro Paese. Realizzata con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino, la mostra propone per la prima volta una sintesi organica della ricerca che Olivo Barbieri ha dedicato alla Cina in oltre trent’anni, con molte fotografie inedite.
È il 1989 quando Olivo Barbieri compie il suo primo viaggio in Cina, casualmente proprio durante i fatti di Piazza Tienanmen. Da allora ha inizio un approfondimento che fino al 2019 conduce regolarmente l’artista sul territorio della Repubblica Popolare Cinese, della cui trasformazione intuisce fin dagli esordi la portata sociale, economica e culturale, una transizione che interessa tutta l’umanità per il suo impatto in termini di identità, sostenibilità, migrazioni, nuove tecnologie e intelligenza artificiale. Il fuoco selettivo e le riprese dall’elicottero hanno reso Olivo Barbieri riconoscibile in tutto il mondo per la capacità di trasformare l’immagine della realtà in un modello, un plastico, un mondo in progettazione. Nelle opere esposte, lontane da intenti documentaristici, si ritrovano tutti gli slittamenti percettivi che negli anni identificano l’opera di Barbieri: le lunghe esposizioni, l’illuminazione artificiale, le riprese verticali, l’uso di colori saturi e il fuoco selettivo che trasforma il reale in un avatar di sé stesso.
Il catalogo della mostra è realizzato da Società Editrice Allemandi.
Il museo di Torino, insieme a quelli di Milano, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca.
Dal 20 Febbraio 2025 al 07 Settembre 2025 – Gallerie d’Italia – Torino
In occasione del quarantesimo anniversario del brand, la mostra fotografica “THE CREATION OF A DIVA”, promossa da GUESS, costituisce un viaggio immersivo nell’universo estetico del marchio, attraverso le campagne fotografiche e volti più iconici che hanno contribuito a definirne l’identità unica e inconfondibile.
Un percorso tra moda, fotografia e video che svela il processo creativo dietro un’estetica immediatamente riconoscibile, in cui il fascino glamour della vecchia Hollywood incontra il carisma delle donne moderne. Strutturato in quattro sezioni tematiche, il percorso ripercorre oltre quattro decenni di storia, dal 1981 a oggi, riflettendo sul ruolo che GUESS ha assunto nella cultura visiva contemporanea ed esplorando le sue campagne pubblicitarie leggendarie, realizzate da maestri della fotografia come Ellen Von Unwerth, Wayne Maser, Bryan Adams e Dewey Nicks.
Dalla prima “GUESS Girl”, Estelle Lefebure, alle supermodelle che hanno segnato un’epoca – tra cui Claudia Schiffer, Eva Herzigova, Naomi Campbell e Anna Nicole Smith – il brand ha dato vita a carriere straordinarie, trasformando giovani promesse in icone glamour internazionali, autentiche “Dive” della moda capaci di incarnare l’inconfondibile estetica di GUESS.
Oltre alle fotografie, il percorso espositivo si arricchisce con stanze esperienziali che raccontano la storia di GUESS attraverso installazioni interattive, effetti luminosi e la vibrante tonalità di rosso simbolo del marchio, offrendo un’esperienza coinvolgente e multisensoriale.
Dal 17 Gennaio 2025 al 03 Marzo 2025 – Mudec • Museo delle Culture – Milano
Nell’ambito di ART CITY Bologna 2025 in occasione di ARTEFIERA, Spazio Labo’ inaugura la mostra fotografica del progetto 27 drafts dell’artista olandese Simone Engelen, pubblicato nel 2024 dalla casa editrice FW:Books. L’artista sarà presente all’inaugurazione e durante il weekend di Art City.
Attraverso fotografia, archivio, collage e testi, il lavoro ricostruisce un evento cruciale nella vita dell’artista: l’abuso subito da parte di due coetanei nel 2006, quando al liceo si trovava a trascorrere un anno di studio all’estero negli Stati Uniti, inseguendo quel sogno americano tipicamente giovanile che si è presto scontrato con una realtà cupa oltre ogni immaginario.
Negli anni successivi, Engelen ha vissuto sulla sua pelle l’impossibilità di cancellare il ricordo di quell’esperienza devastante che ha influenzato in maniera significativa la sua modalità di interazione con le altre persone e ha ridefinito la sua percezione dell’intimità, del corpo, della sessualità e della femminilità. A partire dall’inevitabile senso di vergogna per quanto successo, nel processo Engelen ha sviluppato meccanismi di gestione del trauma come la dipendenza e la difficoltà a relazionarsi con la rabbia e con il bisogno di controllo.
Nel 2022, l’artista decide di tornare negli Stati Uniti, accompagnata dalla madre, in quello che diventa a tutti gli effetti un road trip alla ricerca dei luoghi del passato ma soprattutto di sè, per trovare una conciliazione con la sua storia e andare avanti. L’esperienza diventa un viaggio nel tempo, in cui la macchina fotografica si fa filtro per creare la distanza di cui l’artista aveva bisogno per impegnarsi in conversazioni a lungo evitate.
Il titolo del lavoro, “27 drafts”, ovvero “27 bozze” si riferisce al numero di tentativi di scrittura che l’artista ha fatto per esprimere in parole l’impatto di quell’abuso che ha plasmato gli anni più formativi della sua vita e probabilmente la sua intera esistenza.
La ricerca di Pietro Belotti è un’esplorazione profonda del linguaggio nelle sue forme più elementari e primarie. Risalendo agli albori della comunicazione umana, l’artista si interroga sulla possibilità di instaurare una modalità di linguaggio che preceda la verbalizzazione consapevole, elaborando un sistema di segni, simboli e icone arcaico e misterioso. Colti nel loro insieme, questi segni compongono un alfabeto visivo evocativo: simboli che richiamano linguaggi antichi, codici segreti, o forse, leggi di una dottrina aliena, afferenti a una realtà altra.
Entrando in “3X3 chiuso semiaperto aperto”, lo spazio di EMM / Ex Maglierie Mirella accoglie lo spettatore in una dimensione misteriosa e surreale, in cui ogni elemento contribuisce a una ritualità esperienziale. Dalle vetrine esterne, che richiamano le decorazioni di un edificio di culto, alla pavimentazione, completamente rivestita da una stampa digitale su linoleum, lo spazio si fonde con l’opera stessa. Il pubblico interagisce con i segni modificando il proprio punto di vista e generando incertezze, in un continuo gioco di interpretazioni. Dal soffitto una proiezione luminosa evoca la cupola di un luogo sacro. Al centro dell’esperienza, come un’offerta posta su un altare, un dado in marmo, simbolo di casualità e incertezza. E il “Libro delle Composizioni”, un volume artigianale in grande formato, elemento fondamentale della mostra, un oggetto monumentale che invita lo spettatore a indagare la sintesi di un pensiero visivo complesso.
“3X3 chiuso semiaperto aperto” si configura come un’esperienza totale, in cui ogni elemento stimola una riflessione profonda e invita il visitatore a un dialogo intimo con lo spazio. Come sostiene Pietro Belotti: «Nel mio percorso credo di aver sempre cercato un’origine, un’immagine che conduca al confine primo, al reale, alla scoperta del simbolo potenziale, ma per un momento ancora senza contenuto e privo del gesto della mano: un’impronta intenzionale di una minima particella di senso».
Dal 30 gennaio al 28 febbraio – EMM / Ex Maglierie Mirella – Milano
Thea Maris | Risonanze del Mare – Anna Caterina Masotti
La magia dei Bagni di Mario a Bologna, nome erroneamente attribuito dalla storia alla Conserva di Valverde – una cisterna di epoca rinascimentale – ospiterà dal 5 all’11 febbraio 2025 il progetto fotografico inedito di Anna Caterina Masotti dal titolo Thea Maris | Risonanze del Mare, a cura di Alessia Locatelli e organizzata da Laura Frasca, Art Manager della fotografa.
Il lavoro di Anna Caterina rientra nel programma ufficiale di Art City Bologna 2025.
In questo luogo suggestivo, progettato dall’architetto palermitano Tommaso Laureti e realizzato per alimentare la Fontana del Nettuno ed altri luoghi funzionalmente correlati all’acqua, si immergerà quindi un lavoro a sua volta legato indissolubilmente all’elemento liquido.
Protagonista della narrazione di Anna Caterina Masotti è il mito di Afrodite, riletto nella chiave di una giovane adolescente in procinto di entrare nell’età adulta, immersa in un mondo in cui il mare e la natura fanno da sfondo a questa transizione cruciale. “Riscoprendo antichi codici e riferimenti alla Grecia classica – afferma Masotti – ho reinterpretato l’idea di bellezza attraverso forme e tecniche contemporanee. Le immagini sono state scattate quasi tutte nello stesso luogo, Maratea. Qui, mia madre era incinta di me al sesto mese, e il mio destino era ancora nascosto nel suo grembo. Maratea non è solo un semplice sfondo; è un teatro delle estati della mia infanzia trascorse con lei, dove il sole e le onde danzavano insieme a noi. Oggi torno in questo mare con mia figlia, creando un legame che si rinnova e si arricchisce come ogni onda che bacia la riva.”
“Thea Maris” vuole quindi raccontare, tramite il linguaggio di Anna caratterizzato da un bianco e nero contrastato, non solo l’essenza del mare ma anche la forza del legame tra madre e figlia che si intrecciano in questo viaggio nel tempo, in cui il passato ritorna trasformato e rinnovato nel presente in un paesaggio intriso di storia e amore.
Un viaggio quindi, che nel suggestivo spazio della Conserva sarà pensato e allestito per accogliere il visitatore e immergerlo nel racconto che si dipana in circa 20 immagini: quattro di esse saranno stampate su altrettanti teli in Chiffon di ben 4 metri di altezza, posti al centro della cisterna, mentre due foto saranno riprodotte su altri due teli di seta larghi 2 metri , posti perimetralmente quasi a racchiudere quelli centrali; su ogni immagine Anna Caterina andrà poi a ricamare segni, contorni e simboli, a creare dei piccoli e delicati contrappunti all’interno dell’immagine.
Sui muri della Conserva verranno al contempo proiettati video e foto tramite video mapping, conferendo in questo modo un movimento ondulatorio continuo allo spazio e alla sua percezione. Infine, il percorso andrà a terminare nei cunicoli che dal volume centrale della cisterna si irraggiano nelle profondità della terra: in questi spazi troveranno posto, sulla scala che si incrocia passando da due corridoi opposti, due foto da 60x100cm stampate su seta e poi ricamate.
“Il nuovo progetto fotografico di Anna Caterina” – afferma la curatrice Alessia Locatelli – “Si distacca nettamente dalla mera rappresentazione fisica della bellezza, per esplorare una dimensione più profonda e simbolica, che si estende oltre il visibile. La sua interpretazione moderna del mito di Afrodite non è solo una rivisitazione estetica, bensì una riflessione sul concetto contemporaneo di genere, seduzione e femminilità. Mentre la scultura classica celebra un archetipo di bellezza senza tempo, la fotografia contemporanea sfida questo ideale, esplorando il corpo femminile come spazio di contraddizioni e trasformazioni. La fotografia non cristallizza la fisicità, ma la cattura nel suo continuo divenire.
Con questo progetto, Anna Caterina Masotti propone una nuova lettura di Afrodite, interrogandosi sulla continuità e trasformazione della figura femminile nella società moderna, attraverso un lavoro delicato e intimo.”
dal 5 all’11 febbraio 2025 – Bologna, Conserva di Valverde
Le memorie di un istante – Paola Rizzi
Dal 24 gennaio 2025 Numm Contemporary Art di Casale Monferrato (AL) ospita la mostra personale di Paola Rizzi “Le memorie di un istante” a cura di Erika Lacava. Oltre 80 lavori fotografici per un excursus sugli ultimi anni di ricerca dell’artista, dal 2018 a oggi, selezionati con un taglio tematico sulla memoria come elemento cruciale attorno a cui si snoda il suo percorso artistico.
Le opere, distribuite in 9 serie di vario formato, sono stampate su differenti tipologie di carte e supporti, dalla carta cotone alla carta di riso, dalla pergamena fino al cemento realizzato artigianalmente. Molti anche gli interventi manuali che l’artista esegue sulle stampe rendendole opere uniche, sperimentando accostamenti e contaminazioni tra fotografia e altre arti.
Troviamo l’impiego dell’acquerello nella serie “Assonanze” realizzata nel periodo pandemico, che rievoca elementi della natura giustapponendoli ad autoritratti parziali dell’artista, conferendo alle opere una dimensione quasi onirica; la graffiatura a caldo nel progetto “Erase” con cui la Rizzi esegue cancellature dell’immagine che simulano la perdita della vista, fino a creare striature che avvicinano l’opera all’incisione; l’inserimento delle fotografie su piccoli tomboli in “Diaphanes”, che riprendono lo stesso concetto della perdita della capacità visiva.
Le “Memorie di un istante”, serie fotografica che dà il titolo alla mostra, sono frammenti di luoghi e situazioni, paesaggi urbani o naturali, che indagano il senso della memoria, il colore dei ricordi e come una singola immagine possa riportare alla mente il passato, come il profumo delle madeleine di Proust. Trattano lo stesso concetto le “Scatole della memoria”, piccole porzioni di texture affiancate ad autoritratti dell’artista, una memoria personale da conservare in vista di un possibile oblio dovuto all’Alzheimer.
Nei “Fili di memoria” il recupero di vecchi centrini porta l’artista a volerli eternare fissandoli in un calco di cemento esposto accanto a una foto, autoritratto dell’artista su cui si posa il centrino stesso come un tatuaggio. Anche “Tempus fugit” è un lavoro in cemento che ruota attorno al concetto di ricordo, in una serie infinita di porte allineate che aprono ognuna a intimità personali, in una contrapposizione tra la permanenza del cemento e lo scorrere del tempo.
“Parmaea” è un lavoro di denuncia ambientale sulla privatizzazione che minaccia l’isola di Palmaria, patrimonio dell’Unesco, così come “Costellazioni personali” è un reportage di impronta sociale su come la nostra società ipertecnologica ponga ai margini ed esili i soggetti affetti da elettrosensibilità.
In esposizione anche due libri d’artista, il progetto fotografico “Costellazioni personali” appena citato e il diario personale che raccoglie le riflessioni che hanno condotto l’artista a sviluppare la serie “Diaphanes”.
dal 24 gennaio al 29 marzo 2025 – NUMM Contemporary Art – Casale Monferrato (AL)
Buongiorno a tutti! Non dimenticate di partecipare ai prossimi premi!
Buona giornata!
Annalisa
Mythography Vol. V
per Mythography Vol. V, le dee ispirano temi ricchi di simbolismo e narrazione, ognuna delle quali apre diverse possibilità creative per i fotografi:
Giunone (Era), dea del matrimonio, simboleggia unione e legame, ispirando la fotografia di matrimonio e le relazioni umane. Ti invita a catturare momenti intimi che riflettono la profondità delle connessioni personali.
Venere (Afrodite), dea dell’amore e della bellezza, incarna desiderio, passione e creatività, offrendo idee per la fotografia di moda, ritratti, amore e temi queer. Venere ti invita a esplorare creativamente l’espressione personale.
Vesta (Estia), dea del focolare, rappresenta la casa e la vita domestica, ispirando la fotografia di famiglia. Il suo simbolismo evoca appartenenza, calore e stabilità, celebrando la casa come luogo di rifugio.
Ogni fotografo è incoraggiato ad applicare il proprio stile unico e a scegliere il genere fotografico che più gli si addice. Puoi inviare lavori su più temi. Che si tratti di una singola foto o di un progetto/portfolio completo, tutti gli elaborati dovranno trarre ispirazione dai temi delle divinità Giunone, Venere e Vesta, che incarnano rispettivamente i loro legami simbolici con il matrimonio, l’amore e il focolare domestico.
Un concorso fotografico unico che celebra le foto accattivanti di cibo scattate in tutto il mondo, il World Food Photography Awards è ora aperto alle iscrizioni per il suo concorso del 2025. Aperto a fotografi professionisti e non professionisti, sia giovani che meno giovani, è un’entusiasmante opportunità per mostrare il tuo talento dietro l’obiettivo.
Con oltre 25 categorie a cui partecipare, c’è qualcosa per i concorrenti di tutti i livelli per sviluppare idee e scoprire nuove prospettive. Il concorso di quest’anno introduce una nuova entusiasmante categoria, World of Drinks, dedicata alla fotografia legata alle bevande.
Il BBA Photography Prize è tornato ed è più grande che mai! Festeggia con noi 10 anni di BBA Prizes e partecipa alla nostra grande mostra di anniversario al Kühlhaus di Berlino.
Sono benvenuti tutti gli stili e i temi. Stiamo cercando i migliori fotografi da tutto il mondo, indipendentemente dal tuo background. Partecipa oggi per ottenere il bonus Earlybird e far esporre le tue fotografie a Berlino. Premi in denaro, mostre personali, promozioni online e molto altro da vincere!
Ti invitiamo a partecipare alla nostra sessione Portfolio Review, che si terrà il 23 maggio 2025. Qui avrai la possibilità di presentare i tuoi progetti a nove esperti nel campo della fotografia. Proprietari di gallerie, curatori, direttori di festival, critici ed editor trascorreranno 20 minuti con ogni partecipante nel corso di tre ore, fornendo input, consigli e feedback costruttivi sul loro lavoro.
Questo evento ti darà una prospettiva professionale ed esterna sui tuoi progetti in fase di sviluppo e ti consentirà di entrare in contatto con contatti che possono dare una spinta alla tua carriera sia sulla scena nazionale che internazionale. Non perdere questa opportunità per migliorare le tue competenze e far progredire la tua carriera fotografica!
Fine Art Photography Awards è uno dei più grandi enti di premiazione per una comunità di artisti che inaugura un’era di nuove tendenze nel mondo della fotografia. Creato nel 2014, questo concorso è un melting pot per persone in cui passione, interesse, senso della bellezza e apertura alla diversità nella fotografia si scontrano in proporzioni intergalattiche. In Fine Art Photography, cerchiamo di trovare artisti e anime uniche che respirano e vivono per la creatività, dove forniamo una piattaforma di promozione e supporto nella loro ricerca di autorealizzazione e sviluppo.
Questo concorso si rivolge a individui attivamente in sintonia con sperimentazioni e nuove tendenze nell’arte. Fine Art Photography si diletta nel fornire un’opportunità alle anime di talento per brandire l’eccentricità, la varietà, la bellezza e persino la bruttezza del mondo dall’obiettivo dell’artista. E sì, puoi farlo a modo tuo! Deliziati con la folle e meravigliosa fusione di semplicità e complessità del mondo con noi!
I Fine Art Photography Awards sono composti da 20 categorie divise per livello di competenza professionale e amatoriale: Astratto, Architettura, Sperimentale, Concettuale, Moda, Belle arti, Paesaggio, Natura, Fotografia notturna, Nudi, Mobile, Tema aperto, Persone, Fotogiornalismo, Ritratto, Paesaggio marino, Fotografia di strada, Viaggi, Fauna selvatica/Animali.
La settima edizione del Belgrade Photo Month Photography Festival sarà organizzata a maggio 2025, con mostre fotografiche, conferenze, workshop, revisioni di portfolio, ecc., che si svolgeranno in varie sedi di Belgrado, Serbia.
TEMA: Postconflitto
Postconflitto politico: documentare le conseguenze di guerre, rivoluzioni e sconvolgimenti politici o catturare la ricostruzione delle società, le sfide della costruzione della pace e il ripristino dell’ordine civile. Postconflitto sociale: esplorare l’impatto sulle comunità e gli sforzi per ricostruire i tessuti sociali o evidenziare storie di riconciliazione, guarigione e ripristino della fiducia tra individui e gruppi. Postconflitto personale: mostra i percorsi personali di superamento di traumi, perdite e difficoltà o raffigura la resilienza e la forza degli individui di fronte alle avversità. Postconflitto ambientale: affronta il recupero e il ripristino degli ecosistemi dopo calamità naturali o danni indotti dall’uomo o visualizza gli sforzi per guarire l’ambiente e il ritorno dell’equilibrio naturale. Postconflitto economico: illustra la ripresa delle economie e dei mezzi di sussistenza dopo crisi finanziarie o eventi distruttivi o esamina il ruolo dell’innovazione, dell’adattamento e del supporto della comunità nella ripresa economica… e molte altre opzioni.
I MUSE Photography Awards celebrano l’ethos creativo e le note conclusive sottostanti di ciò che rende una fotografia così influente. Vogliamo vedere la comunità delle arti visive in continua crescita crescere dal punto di vista dell’obiettivo della loro macchina fotografica e condividere storie che vivranno per decenni a venire.
Dalla promozione del lavoro dei professionisti della fotografia agli aspiranti straordinari delle arti visive, la nostra missione è quella di fornire una delle migliori piattaforme competitive per mostrare il tuo lavoro al mondo.
Come le mitologiche Muse stesse, le tue idee, la tua competenza e la tua visione creativa ridefiniranno chi sei come fotografo. Questo è il tuo momento di condividere la tua visione con il mondo.
Invitiamo i fotografi di tutto il mondo a inviare le loro fotografie astratte più avvincenti e fantasiose per la nostra prossima mostra online: Abstractions. Questa mostra cerca di esplorare le infinite possibilità dell’astrazione, dove forma, colore, consistenza e luce si trasformano in poesia visiva.
Da composizioni minimaliste a espressioni vibranti e caotiche, incoraggiamo le candidature che sfidano la percezione e spingono i confini dell’arte fotografica. Mostraci la tua visione unica, sia attraverso tecniche sperimentali, distorsioni intenzionali o catturando i dettagli invisibili della quotidianità.
Oltre a essere presenti nella nostra mostra online, gli artisti selezionati riceveranno badge digitali, l’opportunità di essere inclusi in un catalogo della mostra prodotto professionalmente disponibile su Blurb e un breve video promozionale sul nostro canale YouTube.
Questa è la tua occasione per condividere la tua visione unica e contribuire a una straordinaria esplorazione di luce e ombra. Invia il tuo lavoro oggi e fai risplendere la tua arte!
Mostra il tuo lavoro in Brasile senza dover essere fisicamente presente.
Gli artisti non dovranno preoccuparsi di nulla. Nessuna stampa, nessuna cornice, nessuna cassa, nessuna spedizione, nessuna dogana. Ci prenderemo cura di ogni dettaglio.
– TEMA APERTO
– Sono benvenuti artisti di tutte le nazionalità, background e stili.
– Sono accettati tutti i media, ma le opere d’arte devono essere in FORMATO DIGITALE, il che significa che dipinti, mix-media, sculture e altri formati dovranno essere fotografati e inviati a noi. Sono accettati anche brevi video.
– Stamperemo e monteremo tutte le immagini selezionate in Brasile.
– Invio GRATUITO – Solo agli artisti selezionati per la mostra verrà chiesto di pagare la quota di partecipazione per coprire le spese.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori!
Musa fotografia
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Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.
Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.
Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.
Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.
Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara
Qui potete vedere il lavoro di Valeria Cristofoli.
Fotografie di Valeria Cristofoli vietata la vendita o la riproduzione.
Sul vedere e sul guardare Valeria Cristofoli
Il primo strumento utilizzato dal governo cinese per monitorare i propri cittadini sono le telecamere, circa mezzo miliardo installate su tutto il territorio. Le telecamere, dotate per lo più del sistema di riconoscimento faciale, sono collocate non solo nelle aree più affollate e sensibili per la sicurezza nazionale, ma anche in luoghi dove si svolge la vita quotidiana più profonda e intima.
Queste telecamere sono in grado di determinare il volto delle persone, il sesso, la razza e il vestiario creando così un enorme banca dati che scheda ogni singolo cittadino dell’1,4 miliardi di cinesi. Un materiale onnicomprensivo che alimenta la nuova Era dell’Intelligenza Artificiale.
Da tempo i cinesi sono abituati ad essere controllati, visti dagli occhi delle telecamere governative che idealmente rende le loro vite più sicure e facili. Oggi i cittadini cinesi non solo visti, ma anche guardati: “Scoprite perché un uomo agisce, osservate come agisce, esaminate quello che lo appaga. Che cos’altro potrebbe ancora nascondervi?” (Confucio).
Valeria Cristofoli
Per conoscere il lavoro di Valeria – pagina Instagram: @valeria_cristofoli
Per informazioni sui workshop di viaggio con Sara Munari, vai qui
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Annalisa
PHOTOSPIVA 2025 CALL FOR ENTRY
PhotoSpiva è un concorso nazionale ospitato ogni anno dallo Spiva Center for the Arts. Fondato nel 1977, PhotoSpiva è diventato il concorso fotografico più longevo del suo genere negli Stati Uniti. Come affermato dai fondatori, l’obiettivo di PhotoSpiva è “presentare una mostra di eccellenza nella fotografia.
Il co-fondatore Jim Mueller ha affermato: “Abbiamo intenzionalmente evitato qualsiasi categorizzazione dei fotografi o del loro lavoro nell’enunciare i criteri per questo concorso”. PhotoSpiva accoglie qualsiasi processo fotografico purché si tratti di opere d’arte originali e non siano state precedentemente esposte allo Spiva Center for the Arts.
Abbiamo modificato le regole del concorso nel 2023 per proteggere i fotografi dalle immagini generate dall’intelligenza artificiale. Richiediamo che l’EXIF della fotocamera sia incluso in tutti i JPG inseriti (sarà di default, a meno che tu non lo rimuova) e controlleremo i file RAW di tutte le immagini selezionate. Se sei selezionato, devi essere disponibile a inviarci il tuo file RAW entro il 18 gennaio 2025.
UPY consente ancora un’ampia post-elaborazione, tra cui retrodiffusione e rimozione di oggetti, panorami, fotogrammetria e post-elaborazione creativa, purché siano opera del fotografo e non generate dall’intelligenza artificiale.
I risultati del concorso UPY2025 saranno annunciati durante un’esclusiva cerimonia di premiazione nel centro di Londra a febbraio 2025.
L’Aperture Portfolio Prize è un concorso internazionale che mira a identificare le tendenze nella fotografia contemporanea e a mettere in luce gli artisti il cui lavoro merita un maggiore riconoscimento, La scelta dei vincitori verrà pertanto effettuata scegliendo opere innovative, che si distanzino da quelle che siamo abituati a vedere nelle principali pubblicazioni o sedi espositive.
İstanbul Photo Awards è un concorso internazionale di fotografia giornalistica organizzato da Anadolu Ajansı, agenzia di stampa globale da oltre 100 anni. Il concorso mira a contribuire alla sfera della fotografia giornalistica.
Insieme ai generosi premi del concorso che mirano a supportare il duro lavoro e la dedizione dei fotografi giornalistici in tutto il mondo, l’iscrizione è totalmente gratuita.
Istanbul Photo Awards riceve molta attenzione da fotoreporter da tutto il mondo. Circa 18.000 fotografi si sono iscritti al concorso sin dal suo primo anno. Il 2024 è il decimo anno del concorso.
Ogni anno vengono accettate le candidature online tramite il sito web. I risultati del concorso vengono annunciati entro la fine della riunione della giuria di ogni anno. Le fotografie premiate saranno pubblicate in un libro fotografico che verrà inviato quasi ovunque in tutto il mondo ai professionisti della fotografia ed esposto in mostre in importanti gallerie in tutto il mondo come Istanbul, Shanghai, New York, Vienna, Tokyo, Londra, Bruxelles e Mosca.
Hai lavorato a un nuovo entusiasmante progetto? O forse ti stai concentrando su scatti singoli sorprendenti? Sei uno studente di fotografia che desidera fare il passo successivo nella sua carriera, o forse un aspirante creatore di 19 anni o meno, desideroso di condividere il suo talento con il mondo?
I Sony World Photography Awards sono completamente gratuiti e aperti a fotografi di tutto il mondo che scattano foto con qualsiasi dispositivo. I premi principali includono $ 25.000, una mostra personale alla mostra dei Sony World Photography Awards a Londra e in tutto il mondo, le migliori attrezzature per l’imaging digitale Sony, l’inclusione nel libro, il riconoscimento mondiale tramite la stampa e la copertura mediatica, e molto altro!
Invitiamo fotografi professionisti e amatoriali da tutto il mondo a inviare le loro foto al WMPO World Championship of Photography.
Vi invitiamo a partecipare all’edizione 2025 del WMPO, dedicata ai migliori fotografi di tutto il mondo. La nostra giuria internazionale seleziona fotografi eccezionali, da tutte le culture, da tutte le angolazioni, senza limiti di età. I premi includono gli ambiti WMPO Awards e la partecipazione come ospite speciale alla cerimonia di premiazione, che si terrà a Vienna, la mostra alla Galerie LIK Vienna e l’inclusione nel libro fotografico “World Masters of Photography”. Cogliete questa opportunità per mostrare il vostro lavoro in una presenza fotografica globale.
La nona edizione è aperta ora! I MonoVisions Photography Awards sono un invito aperto internazionale per fotografi che utilizzano il bianco e nero per esprimere il loro linguaggio visivo.
Il nostro obiettivo è scoprire i migliori fotografi monocromatici da tutto il mondo e offrire le migliori opportunità per essere riconosciuti e premiati per il loro lavoro. Puoi competere per $ 5000 in premi in denaro in due categorie: Black and White Photo of the Year 2025 e Black and White Series of the Year 2025.
Il tuo lavoro può essere presentato in 2 sezioni: SINGOLA foto o SERIE di foto. Una serie è composta da un massimo di 8 foto, che condividono la stessa idea e concetto.
Gli esseri umani sono solo piccoli esseri nel vasto mondo naturale, mentre la natura possiede un potere davvero straordinario, la cui magnificenza e grandezza hanno sempre suscitato stupore. Questa mostra si concentra sulle meraviglie naturali di tutto il mondo, invitando i fotografi a esplorare e mostrare questi fenomeni mozzafiato. Che tipo di meraviglie naturali hai catturato attraverso il tuo obiettivo? Sono le tracce lasciate da miliardi di anni di attività geologica, la maestosa vista delle cascate che scendono dal cielo o il raro spettacolo delle meteore che attraversano i cieli e cadono sulla Terra? Forse è il netto contrasto tra distese innevate ed eruzioni vulcaniche, le sconfinate ma incredibilmente belle profondità dei deserti o paesaggi unici in cui antiche tracce umane si sono fuse perfettamente con la natura.
Accogliamo con favore opere fotografiche che catturano la diversità delle meraviglie naturali in tutto il mondo. Attraverso il tuo obiettivo, lasciaci sperimentare insieme la potenza, la sottigliezza e la straordinaria bellezza della natura.
La missione degli AS International Film Photography Awards è quella di scoprire, presentare e promuovere fotografi che lavorano in tutti i generi della fotografia analogica in tutto il mondo.
Gli AS International Film Photography Awards organizzano un concorso annuale per appassionati di fotografia analogica professionisti, amatoriali e studenti in tutto il mondo.
Il concorso premia le migliori fotografie scattate con un processo analogico. Sono accettate pellicole a colori o in bianco e nero, pellicole istantanee, collodio e altre tecniche alternative.
Accogliamo con favore lavori analogici migliorati con tecniche digitali per creare forme ibride. Non accettiamo lavori fotografici puramente digitali.
Belfast Photo Festival ospita un evento culturale annuale, leader a livello mondiale e popolare in diverse località della città. Catalizziamo il dibattito locale, lo sviluppo creativo e le opportunità finanziarie con una combinazione di commissioni, mostre e leadership artistica globale. “Uno dei migliori festival di fotografia al mondo” (Capture Magazine).
Invitiamo fotografi di tutte le nazioni e background a presentare domanda per l’Open Submission, per far visionare il proprio lavoro a una giuria internazionale di esperti del settore della fotografia altamente influenti, con opportunità di miglioramento della carriera in offerta.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori
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CAMILA FALQUEZ – Se dobbiamo parlare, parliamo profondamente. Nata il 28 marzo 1989 a Città del Messico da genitori colombiani, è cresciuta a Barcellona; all’età di 21 anni si è trasferita a New York, dove attualmente vive nel quartiere di Brooklyn. Camila ha avuto una solida formazione artistica frequentando fin da bambina l’atelier di sua madre: «Mi ospitava nel suo studio per aiutarla con i colori, i materiali e la scenografia. Mia madre è un essere umano affascinante e un’artista prolifica con una quantità infinita di creatività”. Al suo fianco ha visitato i più importanti musei europei, colpita in modo particolare dalle opere incontrate al Prado di Madrid e al Rijksmuseum di Amsterdam.
Fotografie di proprietà di CAMILA FALQUEZ – The Gods that walk among us.
Dotata di una profonda sensibilità nei confronti del mondo degli umili, ha rivolto il suo originale sguardo alle molteplici comunità di emarginati che ha incontrato nel suo cammino, con un’attenzione particolare alla popolazione BICOP (“Black, Indigenous, and People Of Color”) ed a persone di varie identità sessuali e di genere. La Falquez è famosa soprattutto per i ritratti in cui ha immortalato alcuni personaggi famosi, tra cui anche il presidente Joe Biden e la vice Kamala Harris; non limitandosi però al mondo dei vip, sceglie i suoi modelli anche tra persone provenienti dagli strati più emarginati della società, da lei definiti “gli dei che camminano tra noi”. Gli abiti dalle fogge sontuose e dai colori smaglianti esaltati da fiotti di luce calda senza ombre, ornano i suoi personaggi che emergono da sfondi caratterizzati da vivaci cromie. E così persone anziane, di colore, omosessuali, transessuali o persone obese, si mostrano di fronte a noi sopra piedistalli di varia altezza, mostrandosi in atteggiamenti, a loro modo solenni, che sfidano il buon senso e la morale comune, in nome di una inclusività a tutto tondo. Essendosi formata grazie ad una mescolanza di varie culture, Camila trova la sua cifra stilistica nella scelta di una tavolozza dai colori vividi, lucidi e vivaci, immortalando i vari modelli in posizioni forzate, fortemente espressive, riuscendo a penetrare nei tortuosi meandri delle personalità che fotografa. Fuori dai dettami dei ritratti realisti, realizza immagini oniriche dalle sfumature surreali a cui contribuiscono anche le originali trame dei tessuti e gli strani oggetti di scena. «Sono perdutamente innamorata delle persone che fotografo, e penso che nelle fotografie si veda che loro si sentono a proprio agio. Quando i miei soggetti arrivano nel mio studio, inizia la cerimonia: mangiamo benissimo con le mie amiche che cucinano, dopo si fanno fare i capelli e il trucco e si sentono bellissime. Avere il permesso di ritrarre queste storie difficili significa creare uno spazio di cura a tutti i livelli. Questo vale per molte cose che stanno accadendo nel mondo in questo momento e ne abbiamo bisogno: empatia e cura in modo genuino».
Fotografie di proprietà di CAMILA FALQUEZ – The Gods that walk among us.
Al suo arrivo negli Stati Uniti, Falquez ha scoperto il cinema, ritenendolo un mezzo adatto alla sua ricerca, ma dopo diverse sperimentazioni ha compreso che la sua passione vera è la fotografia. Affacciandosi al mondo della moda e del fashion ben presto si rende conto che in questo campo non albergano solo affari e superficialità, trattandosi invece di un terreno che offre molteplici possibilità di sperimentazioni, svago e divertimento. “La moda ha una grande influenza sulla società. Gli intellettuali, la gente di città, le persone comuni, i miei zii e le mie zie colombiane, tutti hanno a cuore Vogue” .
Per quanto il suo interesse graviti per lo più nel campo della fotografia, nel suo lavoro The Voice Does Go Up, Camila, affiancata dall’artista e accademico Luis Rincon Alba, si è cimentata in una performance che indaga le potenzialità della voce umana, analizzando a fondo la musicalità delle canzoni tradizionali caraibiche.
Molti sono i suoi progetti confluiti in mostre personali, sempre con un occhio rivolto a problematiche sociali. Emblematica a questo proposito è l’installazione creata nel periodo pandemico: le strade del centro di New York sono state tappezzate con fotografie di grande formato che vedono assoluti protagonisti dei soggetti al di fuori dei binari comuni, come trans, omosessuali, queer e persone di colore.
Le fotografie di Camila Falquez sono state pubblicate da importanti testate, come The New York Times, The Guardian, TIME Magazine, The Wall Street Journal, Vogue e El País.
Bardelli-Nonino, Chiara (2020-07-07). “Being in History”. Vogue Italia . Retrieved 2023-12-07.