Vincitrici del Premio Musa fotografia 2020

Il Premio Musa per donne fotografe è alla sua seconda edizione ed è dedicato alla produzione di portfolio e lavori progettuali eseguiti da fotografe italiane  professioniste e non. Il premio nasce con l’intento di appoggiare e agevolare la fotografia femminile sul territorio italiano. Quest’anno il numero delle partecipanti è raddoppiato rispetto alla scorsa edizione e siamo davvero contenti del risultato.

Il premio è diviso in due sezioni viene premiata una partecipante per ogni categoria.

1.Reportage, street photography, natura, viaggio, eventi

2.Progetto personale, fotografia concettuale, ritratto, ricerca, still life.

Come Musa fotografia, colgo l’occasione di ringraziare tutte le partecipanti, i partner e gli sponsor. La fiducia nel premio è cresciuta e lo dimostrano il numero di partecipanti iscritte e la qualità delle collaborazioni.

Questo è quanto decretato dalla giuria che, composta da Manila Camarini, Benedetta Donato, Sara Munari e Paola Riccardi, ha selezionato le due vincitrici.

Le due vincitrici di quest’anno sono:

Per il settore Reportage, street photography, natura, viaggio, eventi, vince:

Olivia Rotondo con Le balene volano allegre

Il paesaggio islandese è un grande esercizio di poesia.

È potente, esuberante, struggente.

L’Islanda è una terra primordiale, fugace e in continuo movimento.

Il fuoco non smette di plasmarla.

L’acqua respira, sbuffa e starnutisce.

I ghiacci azzurri migrano ostinati verso le spiagge nere.

Le balene volano leggere nel mare e le sterne si tuffano impavide nell’aria.

Le criniere spettinate dei cavalli e il bucato steso danzano all’unisono con il vento.

L’aurora tesse trame incantate e arcane.

Il giorno non resiste alla notte.

Lo sguardo non riesce a trovare l’orizzonte.

Chi ci abita sa che la natura vince su tutto, crea e distrugge.

Non può che vivere in simbiosi con quell’incommensurabile incanto.

Non può che esserne intimamente forgiato nei pensieri, nei gesti e negli sguardi.

Islanda, Fiordi Occidentali, 2017

Olivia Rotondo Le balene volano allegre
Olivia Rotondo Le balene volano allegre
Olivia Rotondo Le balene volano allegre
Olivia Rotondo Le balene volano allegre

PRESENTAZIONE PERSONALE

Sono Olivia Rotondo, sono laureata in Lettere e Filosofia e vivo a Torino.

Lavoro da anni nel settore dell’adv e della comunicazione, occupandomi anche di docenze e organizzazione eventi.

Ho seguito corsi e workshop di editing e narrazione fotografica attraverso il reportage, di storytelling e scrittura creativa, di espressione artistica basata sul metodo Munari.

Ho iniziato a fotografare in analogico con una vecchia Nikon FM2, regalatemi per la mia laurea, dedicandomi prevalentemente al reportage. In quel periodo ho avuto l’occasione di affiancare un fotografo professionista e di sviluppare alcuni progetti legati al mondo della danza e del ritratto, oltre ad apprendere le tecniche di stampa in camera oscura. Successivamente ho collaborato a backstage fotografici di video musicali, short movie, spettacoli di danza e teatro.

Alcuni dei progetti a cui ho partecipato: Biennale Arte Emergente Torino, Manifestazione Food Design, Una Regione per la Danza (Regione Piemonte), Paratissima Torino (progetto Job Discount nel 2009 ed esposizione reportage palestinese nel 2010).

Fotografo fondamentalmente per passione scegliendo soggetti e temi in realtà molto differenti fra loro, anche se credo di avere una inconscia predilezione per le persone, le storie e le associazioni concettuali. Oltre alla fotografia amo la scrittura, i libri, l’illustrazione, la grafica, il viaggio,  l’enogastronomia.

profilo IG @olivia_round

La vincitrice si aggiudica:

1) MACCHINA FOTOGRAFICA FUJI X100V. Qui il link al modello

2) ZAINO MANFROTTO Chicago. Qui il link al modello

3) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonio. Qui il link al modello.

4) Abbonamento annuale per la produzione di un SITO PROFESSIONALE con MyPhotoportal

Per il settore progetto personale, fotografia concettuale, ritratto, ricerca, still life vince:

Veronica Benedetti con “Il condominio”

IL CONDOMINIO (strati di me) di Veronica Benedetti

Il progetto si compone di una raccolta di immagini realizzate in un palazzo.

La costruzione progettata nel 1963, si trova a Degioz, in Valsavarenche, tra le montagne della Valle d’Aosta dove l’autrice è cresciuta.

Con le chiavi in mano, spinta dalla curiosità, affascinata dagli ambienti e desiderosa di tener traccia dei lavori in corso, Veronica vi ha fatto ritorno più volte – dall’agosto 2018 – assistendo al cambiamento della facciata e alla lenta svestizione degli interni. Ad ogni visita la costruzione appariva sempre più spoglia, le cose lasciate venivano via via rimosse, sottratte per sempre. I pensieri si facevano nostalgici rendendo il legame con quegli spazi sempre più profondo. Ogni cosa stava abbandonando quel luogo. I processi di de-costruzione, smaltimento e rimozione degli strati stavano facendo il loro corso. Ben presto non ne sarebbe rimasto che un cumulo di macerie.  

L’artista ha realizzato una serie visiva che attesta l’esistenza di questo luogo guardando a ciò che vi ha trovato e a come vi ha interagito, guidata dalle sensazioni che ogni cosa restituiva lungo il cammino.

Per ogni piano ha inscenato una sequenza di autoritratti. Ha cercato un dialogo con quanto ha avuto a disposizione: la  macchina fotografica, il suo corpo ed il luogo in cui si trovava. Nelle fotografie ha raffigurato la sua esperienza tra le stanze di questo palazzo, vivendo con esso la trasformazione in simbiosi. Strati di struttura come strati di coscienza. La consapevolezza che, in quella casa vuota, potesse essere chiunque. Ha deciso quindi di indagare il rapporto con il tempo, con la sostanza e con la fine.

Veronica Benedetti “Il condominio”
Veronica Benedetti “Il condominio”
Veronica Benedetti “Il condominio”

Per vedere questo e altri lavori www.veronicabenedetti.com

Su Intagram @veronica_benedetti

La vincitrice si aggiudica:

1) La vincitrice avrà diritto ad un pernottamento nella residenza d’artista presso Musa, a Monza.

il periodo coinciderà con l’inaugurazione della mostra nella stessa sede, l’incontro con un curatore e un editore.

INCONTRO CON CURATORE per la produzione di progetti nuovi o in itinere, durante il periodo di soggiorno, da parte di Alessia Locatelli curatrice, direttrice della Biennale di Fotografia femminile e critica professionista.

INCONTRO CON EDITORE

Al vincitore verrà data l’opportunità di avere un incontro con la direttrice della casa editrice EMUSE per comprendere i possibili sbocchi editoriali del proprio progetti.

Le date dell’incontro verranno stabilite mediante accordi che l’autrice prenderà con la casa editrice.

MOSTRA

La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato nella galleria di Mu.Sa durante la serata di premiazione.

STAMPA DELLA MOSTRA

La mostra sarà stampata presso Fotofabbrica, laboratorio di Piacenza

Data Inaugurazione mostra da Musa Fotografia:

17 Dicembre 2020 ore 19.00. La data non può essere cambiata per rispettare la programmazione di Musa.

2) MOSTRA presso un grande Festival italiano

La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato al Festival della fotografia di Colorno, Colornophotolife, nella splendida Reggia di Colorno (nelle date stabilite per l’edizione successiva rispetto alla data del Premio Musa) previo accordo con il direttore del Festival, con il quale verrà messa in contatto.

3) ZAINO MANFROTTO Chicago. Qui il link al modello

4) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonio. Qui il link al modello.

Grazie a tutti!

Sara Munari

La mostra della vincitrice e premiazione avverrà, salvo differenti comunicazioni dovute a restrizioni, in data 17 Dicembre 2020 alle ore 19.00

Dove: Musa fotografia, Via Mentana, 6 Monza

Per maggiori informazioni: info@musafotografia.it  e www.musafotografia.it

Sponsor e Partner

Fujifilm

Manfrotto

Emusebooks

Myphotoportal

Colornophotolife

Ultimi giorni per partecipare! Premio Musa

ULTIMI GIORNI!
Buongiorno, eccoci agli sgoccioli, non lo hai ancora fatto? Partecipa al
PREMIO MUSA PER DONNE FOTOGRAFE
Il premio Musa, è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografe (donne), senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. Il lavoro che presenterete, verrà sottoposto a giudizio insindacabile della giuria composta da esperti.
I giudici sono tutti professionisti nel settore della fotografia. L’ambito del premio è rivolto alla fotografia italiana femminile e possono partecipare fotografe che si esprimono nel settore fotografico, senza limitazioni relative al progetto da presentare scelto, che vivono sul territorio italiano.
Il premio ha due sezioni, verrà premiata una partecipante per categoria:
1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi.
2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ritratto, Ricerca, Still life. 
LA DATA DI SCADENZA DI PRESENTAZIONE DELLE OPERE: ore 11:59 pm del 18 Ottobre 2020.  
Partecipa!PREMIO MUSA PER DONNE FOTOGRAFE 

I lettori portfolio di Musa fotografia

Scegli tra i lettori e iscriviti

Chi sono i lettori portfolio della prossima giornata di Letture da Musa Fotografia?

PIEPAOLO MITTICA

Pierpaolo Mittica è un fotografo e cineasta umanista italiano. Pluripremiato vive a Venezia (Italia), ottiene iil Master al CRAF in conservazione, tecnica e storia della fotografia nel 1990, studiando con Charles – Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum, che considera suo padre spirituale in fotografia. Le sue fotografie sono state esposte in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Cina, e pubblicate su giornali e riviste italiane e internazionali: l’Espresso, Manifesto, Vogue Italia, Corriere della Sera, Repubblica, Panorama, Il Sole 24 ore, Oggi, Le Scienze, Photomagazine, Daylight Magazine, Days Japan International, Asahi Shinbum, The Telegraph, The Guardian, Sueddeutsche Zeitung, Spiegel, Wired USA, Asian Geo, National Geographic USA. Conosci Pierpaolo, vai al sito 

ISCRIVITI

SARA MUNARI

Sara Munari nasce a Milano nel 72. Vive e lavora a Lecco. Studia fotografia all’Isfav di Padova dove si diploma come fotografa professionista. Apre, nel 2001, LA STAZIONE FOTOGRAFICA, Studio e galleria per esposizioni fotografiche e corsi, nel quale svolge la sua attività di fotografa. Docente di Storia della fotografia e di Comunicazione Visiva presso ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA di Milano. Dal 2005 al 2008 è direttore artistico di LECCOIMMAGIFESTIVAL per il quale organizza mostre di grandi autori della fotografia Italiana e giovani autori di tutta Europa. Organizza workshop con autori di rilievo nel panorama nazionale. Espone in Italia ed Europa presso gallerie, Festival e musei d’arte contemporanea. Fa da giurata e lettrice portfolio in Premi e Festival Nazionali. Ottiene premi e riconoscimenti a livello internazionale. Apre nel 2019 MUSA. Conosci meglio Sara, vai al sito

LEONELLO BERTOLUCCI

Nato in Liguria e approdato a Milano negli anni ottanta, ha intrapreso la strada del reportage fotografico lavorando per alcune testate e agenzie italiane; in seguito hanno avuto inizio collaborazioni internazionali tra cui quella con l’agenzia Sygma di Parigi. Sue foto sono apparse su testate quali Time, Newsweek, Stern, Paris-Match, Epoca, ecc. Attualmente è fotografo contributor per l’agenzia Getty Images. Vengono pubblicati anche suoi libri d’immagini e allestite sue mostre. È consulente in campo editoriale e multimediale, ed è chiamato a ricoprire il ruolo di photo editor in redazioni di giornali; ha scritto il primo libro in Italia sull’argomento, col titolo “Professione Photo Editor” (Gremese Editore). E’ docente all’Istituto Italiano di Fotografia a Milano e ha insegnato al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna; tiene inoltre corsi, workshop e letture portfolio in giro per l’Italia. Della sua attività si sono occupate riviste di fotografia come Fotopratica, Il Fotografo, Nuova Fotografia, Photo, Photographia, Techno Photo, Gente di Fotografia. Gli piace giocare, e nelle edizioni del Pulcinoelefante le sue fotografie giocano con testi, tra gli altri, di Alda Merini, Tonino Guerra, Enzo Sellerio. Ha inoltre pubblicato un libro di aforismi sulla fotografia dal titolo “55 fotograforismi” (Postcart Edizioni). E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti e scrive di fotografia nel suo blog su Il Fatto Quotidiano e sulla rivista Il Fotografo. Conosci meglio Leonello, vai al sito

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LOREDANA DE PACE

Lor4enada de pace

Loredana De Pace è giornalista pubblicista, curatrice indipendente e, quando sente di avere qualcosa da dire, anche fotografa. Scrive da quindici anni per la testata FOTO Cult – Tecnica e Cultura della Fotografia. Ha collaborato con vari media on line dedicati alla cultura e alla fotografia. Cura l’archivio dell’autrice Gina “Alessandra” Sangermano; partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali e letture portfolio. Collabora con associazioni culturali nell’organizzazione di eventi e conferenze sulla fotografia e partecipa alla realizzazione di progetti editoriali. Insieme a Rossella Viti, ha ideato e curato Territori latenti, percorso all’interno del progetto di residenza Verdecoprente, con l’obiettivo di valorizzare nuove prospettive di ricerca personale, di azione e visione intorno all’immagine fotografica, per lo stesso autore e per il suo fruitore, invitati all’esperienza di un “nuovo paesaggio da abitare”. Come fotografa, ha esposto i reportage El pueblo de Salinas, Ecuador: il piccolo gigante (2011) che è anche un libro con introduzione di Luis Sepúlveda, i progetti personali Sono un cielo nuvoloso (2014, Galleria Interzone-Roma), Qualcosa è cambiato (Priverno, 2017). Nel 2017 ha scritto il libro TUTTO PER UNA RAGIONE. Dieci riflessioni sulla fotografia, per i tipi di emuse. Conosci meglio Loredana, vai al sito ISCRIVITI

BENEDETTA DONATO

Curatrice. Formatasi tra Roma e Parigi, ha fondato pianoBI per cui cura progetti espositivi ed editoriali, collaborando stabilmente con gallerie e realtà istituzionali come consulente e per la curatela di mostre fotografiche.
Nel 2010 viene inserita all’interno della lista dei Consulenti Esperti dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del  MiBAC.
Dal 2012 è membro di Progetto Donne e Futuro, per cui rappresenta la sezione “Donne e Arte”.
Già Art Curator in Giart – che ha ideato e realizzato la serie di film Fotografia Italiana,  edita da Contrasto e distribuita in tutto il mondo – ha curato per Maurizio Galimberti diverse mostre e pubblicazioni, tra cui  Paesaggio Italia, Marsilio Editore, ROMA55 e Portraits, SilvanaEditoriale.
In occasione di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, ha ideato e curato la rassegna  #18ESPLORAZIONI, svoltasi presso Église, centro per la cultura visiva.
Tra le pubblicazioni curate, si ricordano: Francesco Faraci Malacarne (Crowdbooks), Angelo Ferrillo 258MINUTES,, (Crowdbooks), Giuseppe Mastromatteo Humanscape, (SilvanaEditoriale)Nicola Tanzini TokyoTsukiji (Contrasto), Alberto Gandolfo Quello che resta (SilvanaEditoriale).
Fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Romano Cagnoni.
Lettore portfolio e membro di giuria in manifestazioni e festival di settore è inoltre Contributing Editor per le riviste IL FOTOGRAFO con la rubrica Grand Photo Tour e  EYESOPEN! Magazine.

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Riscriviamo la storia con nuove didascalie, progetto geniale.

Ciao, oggi vi racconto la storia di Marco Picchio!

Marco Picchio è un collezionista che ha acquisito oltre 200.000 negativi scartati dalle testate americane dagli anni’50 agli anni’90. Ho scoperto il suo archivio grazie ad una amica, Benedetta Donato.

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Al MIA ho guardato con attenzione le fotografie allo stand (una piccola selezione di 13 fotografie, sottoposte ad un attento processo di restyling, provenienti dai negativi della sua collezione) e mi sono sembrate eccezionali. Le fotografie in sé lo erano,  così come l’idea di inventare le didascalie differenti dalle originali.

Le fotografie saranno presto in vendita con lo scopo di promuovere il collezionismo cartaceo …e le vorrei tutte.

 L’idea geniale è in secondo luogo questa:
in  pratica il collezionista ne ha riscritto la storia, ideando delle nuove didascalie. E’ un gioco per far capire come un’immagine antica e inedita possa essere proposta nel presente e letta come originale e nuova perché ne viene ripensata e riscritta la narrazione.

Ogni fotografia è stata recuperata da negativo, stampata ai pigmenti, su Carta Museo Silver Rag, 100% Cotone. Le fotografie sono realizzate in 3 esemplari, più una prova d’artista.

Le didascalie, al quanto strane, sono inventate da Marco, che  da collezionista diventa autore di questa nuova narrazione riportando le immagini a nuova vita.

 

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Ecco il testo che accompagna le immagini, scritto da Benedetta Donato.

Giorni Molteplici

La fotografia di archivio è un contenitore di una moltitudine di memorie, di immagini legate a situazioni trascorse, ad un ricordo considerato passato che, in quanto tale, non è più modificabile.

Sono immagini sature, la cui visione richiama il collegamento immediato ad un contesto temporale precisamente remoto, sempre uguale a se stesso, di cui continuano a rappresentare una testimonianza immobile e immutabile, che rischia di cadere nell’oblio.

Giorni Molteplici è il progetto nato per ridar vita ad immagini riconducibili a diversi autori e appartenenti al passato più recente, finora conservate su pellicola e custodite nell’archivio creato da Marco Picchio, ideatore di questo particolare percorso.

Per la prima volta, vengono esposte fotografie in gran parte inedite, frutto di una selezione accurata, successivamente sottoposte ad un processo di restyling, per ritornare a nuova vita, in una presentazione singolare che non mira ad essere solo formale, ma che rappresenta un invito a riconsiderare con occhi nuovi l’iconografia relativa a determinate memorie.

L’artefice di questo lavoro è al tempo stesso il fondatore di un’importante collezione che oggi conta quasi duecentomila negativi, acquisiti da testate americane, con particolare riferimento ad avvenimenti di cronaca ed episodi di vita quotidiana statunitense del periodo compreso tra il 1950 e il 1985.

La sperimentazione messa in atto dall’autore, si traduce nella riutilizzazione di immagini, mai viste o dai più dimenticate, allo scopo di presentarle come fotografie dotate della caratteristica di originalità, cui sono stati conferiti nuovi significati.

Il riadattamento di senso viene attuato attraverso l’associazione ad ogni frammento di nuove didascalie, elaborate sottoforma di pensieri, osservazioni e citazioni, oramai sedimentate nel pensiero collettivo, che corredano le immagini e consentono una rilettura di quel momento, così trasformato e ricontestualizzato, per apparire come visione rinnovata, in quanto concettualizzata nel presente.

L’immagine viene in questo modo ricalibrata, subendo una metamorfosi che le consente di offrirsi esteticamente ed effettivamente riadattata nel contemporaneo, pur mantenendo la propria autenticità, per essere percepita e fruita come opera nuova, appartenente e corrispondente al momento presente in cui viene riproposta.

L’esperimento è così riuscito e la ricerca artistica messa in atto produce opera ristrutturata che assume sembianze inedite, matrice di una nuova narrazione capace di destare, nello spettatore, meraviglia e curiosità.

Dalle immagini intese come testimonianza remota a fonti di ispirazione per uno o diversi racconti di vita: il materiale di archivio per l’autore, così come per il collezionista, custodisce potenzialità indefinite, che riescono ad esplodere con nuove interpretazioni, dando origine a Giorni Molteplici, alle diverse esistenze e agli indefiniti significati che una fotografia può continuare ad assumere nel tempo, grazie alla moltitudine di riscritture del passato colmo di storie e identità, da rintracciare, svelare e restituire a nuove possibilità visive.                                               © Benedetta Donato, 2017

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Nota Biografica

Marco Picchio

Classe 1966, nasce nella provincia di Milano e si dedica ad attività imprenditoriali in diversi settori produttivi dal 1989.

Dal 2005 ha collezionato circa 200.000 negativi fotografici scartati da testate giornalistiche.

La passione per il collezionismo, lo ha condotto nel 2007 a fondare con altri due soci, ICharta (www.icharta.com) l’ecommerce del collezionismo cartaceo.

Vorrebbe far confluire parte dei negativi appartenenti al proprio archivio in ICharta per creare una sezione inerente il collezionismo fotografico. Il MIA è la prima occasione per confrontarsi con il mercato della fotografia.

Il lavoro esposto al MIA.

Spero questa storia vi sia piaciuta e che facciate un giro sul suo sito!

Ciao

Sara

Tutte le mostre da non perdere a giugno

Come di consueto  vi segnalo alcune mostre da vedere nel corso del prossimo mese di giugno, qualcuna in Italia e qualcuna all’estero.

Anna

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