Oggi vi presentiamo una piccola selezione di autori Mu.Sa. che sono stati scelti per la pubblicazione sul blog dopo averci inviato un loro lavoro. Qua trovate le istruzioni. Provateci anche voi! Vi aspettiamo! Ciao
L’autore Mu.Sa. che vi presentiamo oggi è Simone Crescenzo, con un lavoro sul Tevere.
Ciao
Se volete partecipare alle selezioni, seguite le istruzioni qui .
Rumon
Rumon, nome arcaico del Tevere. Il fiume che attraversa Roma, e che è ormai il grande rimosso della città. Un fiume dimenticato dalla gran parte dei romani, ma fortunatamente non da tutti.
Scendendo gli alti muraglioni ed andando sulle sponde si scopre un’altra città, fatta da uomini e donne che nel fiume cercano riparo, sostegno.
Vecchi e nuovi fiumaroli che ostinatamente nel fiume lavorano e vivono. Vecchie tradizioni portate avanti da coraggiosi tuffatori.
Ho scoperto la città di sotto, una città dai ritmi lenti, rilassati. Una città in attesa perenne. Tutto il contrario della città di sopra, frenetica e agitata, sempre di corsa, in contrasto con il lento incedere dell’acqua nel suo cammino verso il mare.
Bio
Nasco a Roma nel 1979.
Il mio percorso fotografico inizia ad Officine Fotografiche nel 2009. Dopo la formazione di base ho partecipato negli anni successivi ai corsi di Reportage e Reportage avanzato e, nello stesso periodo, mi sono dedicato ad un gruppo di lavoro fotografico sul Lungotevere, il cui multimediale è stato proiettato a Fotoleggendo 2010. Nel 2012 entro in contatto con il collettivo WSP partecipando al laboratorio di reportage tenuto dal fotografo Fausto Podavini e ad un workshop tenuto dallo stesso sui riti arborei in Basilicata. Continuo a dedicarmi principalmente alla fotografia di reportage, con un lavoro a lungo termine sul fiume Tevere e diversi progetti su tradizioni e riti del mio paese e della mia città.
Il nuovo autore Mu.Sa. si presenta con un lavoro molto originale e di notevole impatto.
Date un’occhiata!
Per partecipare alle selezioni e diventare autore Mu.Sa. segui le indicazioni a questo link.
Ciao a tutti!
Public Camera – La quotidianità di un posto sconosciuto
E’ possibile fotografare la quotidianità? Forse ci sono tanti modi per farlo. Io ho scelto di fotografare tutti i giorni lo stesso posto per quasi un anno intero. Dal 1° gennaio al 9 settembre 2016 mi sono collegato quotidianamente ad una telecamera pubblica di un posto a me sconosciuto, poi la webcam ha smesso di funzionare. Ho aspettato il momento giusto e “scattato” facendo uno screenshot con il pc. Il portfolio che presento è solo una selezione dell’intera serie che si compone di 251 immagini. L’inquadratura e il soggetto sono sempre gli stessi, quello che cambia è ciò che accade. Un giorno piove, un giorno c’è il sole, un giorno passa qualcuno, un giorno non c’è nessuno e così via. Certo, molte immagini possono assomigliarsi, ma spesso, anche molti dei nostri giorni sembrano uguali l’uno all’altro. In fondo anche questo aspetto fa parte della quotidianità.
Mi chiamo Massimo Alfano, abito a Rovato in provincia di Brescia e faccio fotografia da 11 anni.
Mi piace pensare alla fotografia come una forma d’arte, ma nello stesso tempo anche come ad un mezzo per documentare il nostro tempo. Prediligo la fotografia di ritratto, di reportage e di street, anche se non mi faccio particolari problemi ad utilizzare mezzi e forme di espressione più attuali.
C’è una cosa che ho scoperto essere cresciuta in questi anni nella mia fotografia, ed è l’interesse al progetto piuttosto che alla fotografia singola. Progetti che richiedono tempo, ricerca e un certo approfondimento dell’argomento. A volte penso che noi fotoamatori in qualche modo siamo dei privilegiati, sappiamo vedere cose che ad altri sfuggono, quasi come se fossimo stati scelti e che il nostro, non sia un hobby, ma un dovere. Per me la fotografia è diventata una piacevole dipendenza. La mia più grande ambizione? E’ quella di diventare uno storyteller con l’obiettivo di saper raccontare cose interessanti attraverso le immagini.
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Ecco la nuova proposta di Mu.Sa. Un nuovo autore con un bel progetto, Danilo Garcia di Meo. Complimenti Danilo!
Per partecipare alle selezioni per diventare autore Mu.Sa. seguite le indicazioni a questo link.
Ciao a tutti!
“Letizia – Storia di vite non viste”
Letizia è nata 32 anni fa in provincia di Lecce. La mancanza di ossigeno durante il parto le induce la paralisi cerebrale. Ha una tetra paresi spastica. Quando ha 5 anni i genitori decidono di trasferirsi a Monterotondo, vicino Roma, per trovare cure più all’avanguardia. Frequenta le scuole superiori, si appassiona all’uso del computer. “Mi sono diplomata come tecnico per il turismo” racconta “a scuola avevo delle belle amicizie, i miei compagni mi stavano vicini e mi aiutavano”. E’ costretta alla carrozzina, non riesce a parlare e non ha tenuta del corpo, la parte del corpo che controlla meglio è il capo e con quello manovra dei sensori. “Non è stato sempre facile comunicare, soprattutto con coloro che non capivano la mia lingua, che è fatta di sguardi e cenni del capo. Molti rinunciavano a comprendermi”. Poi, arriva al Centro diurno Socio Educativo per persone con disabilità del territorio, in cui oggi lavora nella segreteria sociale “Con i miei colleghi abbiamo costituito un buon gruppo dove ognuno rispetta i tempi dell’altro”. Letizia vuole che la sua storia sia da stimolo e spunto di riflessione “per aiutare coloro che non riuscivano a parlare come me si è iniziato ad usare l’e-tran, un pannello che amplifica le possibilità di comunicazione utilizzando il movimento degli occhi”. Fino a quel momento si andava per tentativi, interpretando il suo sguardo. Adesso, però, Letizia può comunicare il suo pensiero. La qualità della sua vita è in continua evoluzione. Spesso la persona disabile viene identificata con la sua disabilità. Letizia è la dimostrazione di questa cecità sociale; è una giovane donna che vive la sua vita facendo tutto ciò che le è possibile e, a volte, anche di più.
riVOLTI a SUD è un progetto che sta lentamente emergendo dal mio contenitore d’immagini. Man mano che passa il tempo, così lento e dilatato nel mio editing fotografico, solo poche fotografie sembrano rimanere a galla e cominciano a formare un corpo estetico compatto. Forse perché proprio nelle lunghe distanze temporali vedo il senso profondo della fotografia, quando la memoria racchiusa nelle immagini viene rimandata al “lettore” trovando il suo valore più autentico.
Quello che cerco posso trovarlo sotto casa. Tutto questo lavoro è stato svolto nelle zone che vivo abitualmente; strade, città, volti che ho a portata di mano. Nella mia stessa terra, con occhio da straniero, cerco immagini che valga la pena di raccogliere, e al contempo, in questo confronto, sempre più scopro qualcosa di me stesso. Qualcosa che spero persista nel tempo, assieme alla mia “visione”, al mio modo di sentire la realtà. Un “never ending project”?! Probabilmente…
Bio
Sono nato ad Erice, in Sicilia, dove vivo con la mia famiglia. Ho cominciato a fare fotografia attorno al 2001, durante gli anni in cui vivevo a Palermo. Lì ho avuto la fortuna di incontrare diversi fotografi palermitani molto talentuosi che mi hanno fanno capire (e vedere) cosa significa fare fotografia. Negli ultimi anni ho partecipato al progetto del collettivo SPontanea, che è stato un’importante periodo di esperienza.
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Con Mariagrazia Beruffi abbiamo ricominciato a selezionare gli autori di Mu.Sa. del 2017. Speriamo vi piaccia!
SOTTO IL TRENO DEL CIELO
Sotto lo “Sky Train” che su enormi piloni di cemento attraversa tutta la città e una giungla di cavi elettrici scorre la vita a Bangkok. Traffico, umidità, cibo, sudore, sesso e droga sono ciò che travolge i sensi di chi percorre quelle strade congestionate. Sopra la ferrovia svettano alberghi di lusso e grattacieli dalle forme improbabili. Sotto, vive un mondo di miseria, topi e scarafaggi dove la gente respira attraverso mascherine inutili. Uomini, donne, transgender, non fa differenza. Serve solo vendere l’unica cosa che la natura ha dato loro per sopravvivere, un corpo giovane, ma per poco.
Mi chiamo Mariagrazia Beruffi, vivo a Brescia e non sono una fotografa. Sono insegnante di lingue straniere ma dopo un percorso di studi di grafica ho scoperto la fotografia e nel 2015 ho iniziato ad approfondire la mia conoscenza di questo mondo. Ancora non so perchè fotografo però è diventata una passione che spero di riuscire a coltivare a lungo
Anche oggi vi presentiamo una piccola selezione di autori Mu.Sa. che sono stati selezionati dopo averci inviato un loro lavoro. Qua trovate le istruzioni. Provateci anche voi! Vi aspettiamo! Ciao