Oggi vi proponiamo una seconda selezione degli autori Mu.Sa. pubblicati sinora. Un bel terzetto anche questa volta. E anche a loro abbiamo portato fortuna… 😉
Provate anche voi ad inviarci un vostro progetto per la pubblicazione. Tutte le istruzioni sono qua
vi riproponiamo un assaggio dei progetti di tre autori Mu.Sa.
Noi abbiamo creduto in loro e probabilmente abbiamo portato loro fortuna, visto che dopo la nostra pubblicazione hanno vinto premi, pubblicato libri ed esposto in importanti ambiti.
Se volete inviarci un vostro progetto, seguite le istruzioni che trovate qui
La serra come metafora della natura, una natura che ha subìto e sta subendo delle forzature. Questa è una mia personale visione del paesaggio, filtrata dalla consapevole deriva intrapresa dall’uomo riguardo al suo rapporto con la natura.
Sono nato a Viterbo nel 1957 e vivo qui da sempre. Mi sono avvicinato alla fotografia nel 1986 e dal 2005 faccio parte del Gruppo Fotografico Magazzino120 di Viterbo. Nel 1996 alcune fotografie di still-life vengono pubblicate sul mensile “PHOTOGRAPHIE Magazine”. Alcuni lavori sul paesaggio sono diventati mostre personali: “Alberi”, “Il Bullicame”, “Viterbo, paesaggio urbano”, “La naturale forma”. Nel 2015, insieme al fotografo Michele Furci, abbiamo realizzato un libro fotografico intitolato “Aspromonte” che è stato selezionato nell’ambito della manifestazione “Crediamo ai tuoi occhi” sezione “Autoproduzioni” al C.I.F.A. di Bibbiena.
Andrei ha 10 anni e fino a poco tempo fa conduceva la vita normale e spensierata che ogni bimbo della sua età dovrebbe avere.Poi la crisi economica, il padre che perde il lavoro, la mamma costretta a lasciarlo per un impiego in Italia.In pochi mesi la mancanza della madre si trasforma in un pesante fardello emotivo, che unito ai problemi di un padre vittima dell’alcool, diventa insostenibile. La presenza dei suoi parenti ed il forte legame con la sua terra di origine, non basta a colmare il vuoto che sente; siamo alla soglia della depressione.Andrei riesce a raggiungere la mamma in Italia, dopo una lunga e penosa battaglia legale tra i suoi genitori, ma quello che sembrava un lieto fine, è invece l’inizio di una nuova esistenza in cui tutto è diverso, le aspettative si tramutano in delusioni.La nostalgia delle sue vecchie abitudini e la difficoltà di integrarsi nella nuova società, genera in lui un forte disagio; a peggiorare la situazione, il mancato sbocciare di un rapporto con il nuovo compagno della mamma.Andrei si chiude in se stesso, isolandosi in una prigionia mentale e fisica; difficilmente lascia quella casa che non sente neanche sua, ma che al momento sembra davvero l’unico rifugio.Il suo corpo è in Italia, il suo spirito è ancora lì, nella sua Romania, perchè Andrei è arrivato da qualche parte, ma non qui…
Bio:
Nato a Roma, vive nella sua città natale. Inizia a fotografare a 25 anni, come assistente di studio e cerimonia, per poi avvicinarsi alla fotografia di reportage sociale ed etnologico.Ha studiato presso la Scuola Romana di Fotografia. Nel 2013 è finalista del Leica Award e vincitore del Concorso National Geographic nella categoria Ritratti. Nel 2014 partecipa alla realizzazione della campagna fotografica “Chiedilo a Loro” per la CEI. Sempre nel 2014 è vincitore del Moscow International Foto Awards’14 nella categoria Book : Documentary. Ha pubblicato su Lens Culture, Gup Magazine e Private International Review Of Photography. E’ contributor di Echo Agency.
Il progetto “Siamo Stati Qui” non è solo un impegno fotografico, ma è una ricerca approfondita dei luoghi rappresentati, nelle foto da me ritrovate, che ritraggono mio padre, nel 1959, in varie parti d’Italia alcune a me sconosciute e in cui non sapevo mai fosse stato.
La scoperta dei luoghi è avvenuta tramite amici, ricerche sul web, libri, ma ancora tanti sono da scoprire. “Siamo Stati Qui” diverrà un libro e il portfolio, qui presentato, è una parte dei venti scatti già prodotti.
Una sensazione indescrivibilmente emozionante, intima, difficile da trasferire a parole. Unico era l’istante in cui ritrovavo gli elementi distintivi, macchie o crepe, che nel tempo erano rimaste li.
Biografia:
TEODORO IAIA nasce a Brindisi nel 72 dove vive e lavora.
Nel 2005 crea un’azienda di informatica che nel 2010 trasformerà in un’azienda esclusivamente di grafica e web communication.
Vanta diverse collaborazioni in testate giornalistiche ed in libri di raccolte di autori vari.
Nel 2011 arriva il suo primo libro thriller dal titolo “Le Verità degli Estinti” e semifinalista al concorso “Il Mio Esordio” per Giangiacomo Feltrinelli Editore.
Appassionato da sempre di arti creative si avvicina al mondo della fotografia nel 2013.
Oggi ricopre la carica di vice-Presidente dell’Associazione Fotografica INPhoto di Brindisi nella quale tiene per i soci, come docente, corsi e workshop di grafica.
La fotografia per lui esprime visibilmente quella creatività che altrimenti rimarrebbe inespressa nella mente.
L’orizzonte è muto, non si riesce più a sentire la sua presenza. Il continuo evolvere degli ambienti urbani ne modifica perfino i connotati, i cambiamenti obbligano gli individui che abitano le moderne metropoli ad un continuo riadattamento che sembra talvolta spaesarli, le costruzioni danno l’impressione di schiacciarli, costringendoli a vivere nella normalità ambienti che appaiono sempre meno a misura d’uomo.
Bio
Nasco a Monza nel 1971 e vivo a Sesto san Giovanni ( MI ), la “visione delle cose” mi ha sempre attratto, avvicinandomi da adolescente alla pittura e successivamente, con la frequentazione dell’Istituto Statale d’Arte, alla fotografia argentica e ai suoi aspetti tecnici. Solo negli ultimi anni, grazie alla partecipazione di corsi e workshop, l’approccio è diventato sempre più consapevole e critico. Spero di riuscire a comunicare tramite le immagini….la ricerca continua..
Nel 2012 nasce la “ Ciudad de D10S “ , racconto fotografico composto da tante storie:
storie di devozione, passione, d’amore, con soggetti protagonisti spontanei e a volte inconsapevoli di una vita semplice. Sea Stories è la sezione dedicata al mare e ai suoi giovani protagonisti che presi da una familiarità remota, personale e collettiva, rispondono al grande richiamo dell’ acqua per un momento ludico librandosi nel cielo finalmente lontani dalle fatiche del quotidiano e dal peso di una vita moderna. Un tuffo nel blu è un’immersione nella profondità della propria anima, di cui il mare ne è lo specchio più fedele. La “CIUDAD DE D10S” è un viaggio che parte da Napoli, città di origine dell’autore, per raccontare attraverso piccoli gesti, sguardi, simboli, momenti di vita la tormentata bellezza delle città del sud, dove il tempo è l’attesa di un giorno migliore e il mare è il sogno della libertà.
About Claudio Menna.
Claudio Menna (Italy, 1985) is a documentary photographer based in Naples.
Architect , after a graduation at the Federico II University .
In the 2012 he starts the project called “ La Ciudad de D1S “ , a journey through his city , a photographic narration who acts the reality, the misery and the beauty of the most popular district in Naples.Through movements, devotdness symbols and unmistakable signs of tradition, he find life and beauty in the contradictory reality of his city, intercepting those slow times exemplary in that areas.
In January 2015 he founds with his friend Gaetano Fisicaro , Magma Photo Collective and MAG’zine , a magazine of documentary photography.
Actually he’s working on maintheme of blindness, inside an institute who accommodates children with visual and psycho-physical pathologies, and his writing a book with the participation of female prisoners of the Pozzuoli Penitentiary with photos , storytales and poems.
His works are published on GUP magazine, PRIVATE magazine, TRIP magazine , POSITIVE magazine , ARTABOUT magazine , F-STOP magazine and the Notebook of street photographer by Alex Coghe.