La Fotografia Contemporanea, gli autori di successo degli ultimi anni.

La fotografia contemporanea è un universo vibrante e in continua evoluzione, che abbraccia una vasta gamma di stili, tecniche e visioni artistiche. Ma che cos’è esattamente la fotografia contemporanea e quali sono le sue caratteristiche distintive? In questo piccolo articolo, esploreremo il panorama attuale della fotografia, esaminando alcuni esempi storici e presentando autori contemporanei che hanno ottenuto successo negli ultimi 10 anni.

© Rinko Kawauchi da Illuminance

Definendo la Fotografia Contemporanea

La fotografia contemporanea è un campo artistico straordinariamente variegato e dinamico, che riflette e risponde alle sfide, ai cambiamenti e alle possibilità del mondo moderno. Al suo interno, troviamo una molteplicità di approcci, stili e intenti, ognuno dei quali contribuisce a definire la sua ricchezza e la sua complessità.

Espressioni Concettuali e Astratte: Uno dei tratti distintivi della fotografia contemporanea è la sua propensione verso espressioni concettuali e astratte. Gli artisti spesso utilizzano la fotografia come mezzo per esplorare e comunicare idee, concetti e emozioni astratte. Attraverso l’uso di tecniche come l’astrazione, la manipolazione digitale e la sperimentazione con materiali non convenzionali, creano immagini che sfidano le aspettative e invitano lo spettatore a riflettere su temi universali come il tempo, lo spazio, l’identità e la memoria.

Narrazioni Documentarie e Visive: Dall’altra parte dello spettro troviamo le narrazioni documentarie e visive, che hanno un ruolo fondamentale nella fotografia contemporanea. Gli artisti spesso utilizzano la fotografia come mezzo per documentare e raccontare storie, sia attraverso il reportage giornalistico che attraverso progetti più intimi e personali. Queste narrazioni possono essere focalizzate su una vasta gamma di argomenti, tra cui questioni sociali, politiche, ambientali, culturali e umane. La fotografia documentaria contemporanea è caratterizzata da un’attenzione particolare per l’autenticità, l’empatia e la complessità delle storie che racconta, mentre le narrazioni visive spesso si avvalgono di approcci più sperimentali e creativi per esplorare le connessioni tra immagine e significato.

Innovazione Tecnologica e Digitale: Un altro aspetto centrale della fotografia contemporanea è l’innovazione tecnologica e digitale. Gli sviluppi nel campo della fotografia digitale, della post-produzione e della condivisione online hanno rivoluzionato il modo in cui gli artisti lavorano e interagiscono con il loro medium. Queste nuove tecnologie offrono una vasta gamma di possibilità creative, consentendo agli artisti di esplorare nuove tecniche, approcci e modalità di presentazione. Dalla fotografia digitale alla manipolazione digitale, dall’uso di droni e fotocamere a 360 gradi alla fotografia basata su algoritmi e intelligenza artificiale, la fotografia contemporanea è in costante evoluzione e reinvenzione.

© Taryn Simon – inkjet prints and text, framed – United States of America

Caratteristiche della Fotografia Contemporanea

  • Sperimentazione Tecnica: Gli artisti contemporanei spesso sfruttano le più recenti tecnologie e tecniche fotografiche per esplorare nuove modalità espressive.
  • Narrativa Visiva: Molte opere contemporanee combinano immagini fotografiche con elementi narrativi per creare storie complesse e coinvolgenti.
  • Approcci Concettuali: La fotografia contemporanea può essere fortemente influenzata da concetti filosofici, politici o sociali, trasformando le immagini in veicoli di significato più profondo.
  • Esplorazione dell’Identità: Gli artisti contemporanei spesso esplorano temi legati all’identità personale, sociale e culturale attraverso la fotografia.

The Black Cloud, 2001 © 2021 Alessandra Sanguinetti

Esempi Storici di Fotografia Contemporanea

  • Cindy Sherman: Con le sue serie di autoritratti concettuali, Sherman ha sfidato le convenzioni della rappresentazione femminile e ha esplorato il concetto di identità e maschera sociale.
  • Nan Goldin: Attraverso le sue fotografie documentaristiche intime e personali, Goldin ha catturato la vita quotidiana e le relazioni umane con una sincerità e una franchezza sorprendenti.

Autori Contemporanei di Successo

  • Hiroshi Sugimoto: Con la sua serie “Seascapes”, Sugimoto cattura paesaggi marini in modo straordinario, utilizzando lunghi tempi di esposizione per creare immagini eteree e suggestive.
  • Rinko Kawauchi: Con la sua poetica delle piccole cose quotidiane, Kawauchi crea immagini delicate e intime che celebrano la bellezza della vita semplice.
  • Alec Soth: Conosciuto per il suo approccio narrativo alla fotografia documentaristica, Soth esplora il paesaggio americano e le storie umane che lo abitano con empatia e profondità.
  • Annie Leibovitz: Celebre per i suoi ritratti iconici di personaggi famosi e influenti, Leibovitz cattura l’anima delle sue soggetti in modi unici e potenti, trasmettendo emozioni e storie attraverso le sue immagini.
  • Gregory Crewdson: Con le sue elaboratissime produzioni, Crewdson crea scene cinematografiche inquietanti e suggestive, catturando momenti di tensione e mistero in paesaggi suburbani americani.
  • Taryn Simon: Attraverso le sue serie fotografiche concettuali, Simon esplora temi complessi come il potere, la politica e la memoria collettiva, creando immagini che provocano riflessioni profonde e significative.
  • Pieter Hugo: Con il suo approccio audace e provocatorio, Hugo esplora le sfide sociali e politiche dell’Africa contemporanea, creando immagini che sfidano le percezioni e stimolano il dialogo.
  • Vik Muniz: Con la sua tecnica di costruzione delle immagini utilizzando materiali non convenzionali, Muniz crea opere visivamente sorprendenti che esplorano la natura dell’immagine e della rappresentazione.
  • Alessandra Sanguinetti: Con le sue immagini poetiche e intime, Sanguinetti esplora le dinamiche familiari e sociali nelle comunità rurali dell’America Latina, creando storie di empatia e connessione umana.
  • Daido Moriyama: Con il suo stile distintivo e audace, Moriyama cattura l’essenza della vita urbana giapponese, esplorando i confini tra realtà e sogno attraverso le sue immagini.

Conclusioni

La fotografia contemporanea è un territorio fertile per l’esplorazione creativa e l’innovazione. Attraverso l’uso di nuove tecnologie, approcci concettuali e narrazioni visive, gli artisti contemporanei continuano a sfidare le convenzioni e a creare opere che ispirano e stimolano il pubblico di oggi. Esplorare questo mondo affascinante può offrire un’esperienza artistica ed emotiva senza pari.

Continuate a seguire saramunari.blog per ulteriori approfondimenti sull’arte e la fotografia contemporanea!

Le fotografie inserite nel testo sono e rimangono di proprietà dell’autore, qui hanno solamente scopo didattico informativo.

Sarah Cooper e Nina Gorfer – opere composite, pittura e collage

Sarah Cooper, nata negli Stati Uniti nel 1974 e Nina Gorfer in Austria nel 1979, lavorano in stretto sodalizio fin dal 2006; attualmente vivono e lavorano a Göteborg, in Svezia.

Le due fotografe hanno esposto in importanti musei europei e statunitensi, ricevendo anche il titolo di ambasciatrici Fuji; nel 2018 hanno ricevuto il German Photo Book Award per il libro “I Know Not These My Hands”, pubblicato da Kehrer Verlag.

fotografia di Sarah Cooper e Nina Gorfer

Operando principalmente nell’ambito della ritrattistica, supportate da una approfondita cultura visiva a partire dai dipinti del XVIII sec. per arrivare a Gustav Klimt fino ai Surrealisti, creano opere composite in cui si armonizzano tra di loro fotografia, pittura e collage. Le atmosfere stranianti che emanano dai loro lavori sono il frutto di un sapiente e minuzioso lavoro anche manuale, rivolto alla creazione di sofisticate messe in scena: le imponenti figure femminili emergono da fondi scuri attraverso i colori saturi e vibranti dei loro ricchi abiti dalle strane fogge totalmente inventate, lasciandosi alle spalle le loro angosce e il loro difficile passato.  L’attenzione dedicata ai volti e agli atteggiamenti delle protagoniste implica una conoscenza profonda degli stati d’animo delle donne ritratte, ma una parte rilevante del ‘modus operandi’ di Sarah e Nina non dipende da indagini esclusivamente introspettive, in quanto tematiche di tipo politico e sociale costituiscono la base del loro lavoro.

Fotografie di Sarah Cooper e Nina Gorfer

La memoria, l’identità, lo spaesamento procurato soprattutto dall’abbandono dei propri paesi di origine, fa sì che nei loro ritratti si creino stratificazioni di elementi decisamente complessi, molto al di là della ritrattistica tradizionale.

Il loro stile originale contempla l’uso di collage realizzati con materiali dipinti e ricamati, oltre a fotografie destrutturate, smontate e rimontate sovrapponendo in modo effimero i vari strati fino ad ottenere superfici frammentate, per lo più caratterizzate da linee spezzate. “Sarah Cooper e Nina Gorfer sono convinte che anche l’arte possa contribuire a salvare il mondo. Nei loro ritratti rielaborano la realtà attraverso un complesso filtro psicologico di ricordi, stati d’animo e ferite” ( Alice Politi in Vanity Fair). Importante è la loro indagine visiva sulla generazione di giovani donne emigrate in Svezia, forzatamente sradicate dai loro paesi di origine, come possiamo ammirare nella serie “Between These Folded Walls,Utopia” (2017 – 2020),  in cui si mette a fuoco la tentazione di sognare un nuovo mondo possibile: le immagini decisamente teatrali sono infarcite di scene surreali, con significativi rimandi alla realtà vissuta dalle donne rappresentate, in ”…una danza visiva tra astrazione e figurazione”.

Fotografia di Sarah Cooper e Nina Gorfer

Il libro “I Know Not These My Hands”, ricco di liricità e poesia, indaga i segni e le tracce che una vita difficile e travagliata ha lasciato nell’animo di donne originarie del nord-ovest dell’Argentina, emigrate in terre lontane. Il libro, composto da un insieme di fotografie e aneddoti, è scaturito da incontri casuali, lunghe conversazioni, interminabili sedute di posa, caratterizzate da empatia tra le fotografe e le donne ritratte che non mostrano alcuna remora nell’evidenziare il senso di disorientamento provocato dall’essere completamente sradicate dalla loro terra. ​

Fotografia di Sarah Cooper e Nina Gorfer

Nel libro “The Weather Diaries” – pubblicato nel 2014 dopo un soggiorno di due anni in paesi del nord Europa come l’Islanda e la Groenlandia –  Cooper e Gorfer esplorano in modo originale ed estremamente poetico le radici delle tradizioni, della moda e del design nordico. Le fotografe con i loro scatti che vanno al di là di una pura documentazione, interpretano in modo sublime il freddo isolamento di questi luoghi: abiti sofisticati, installazioni di giovani stilisti e anche vestiti tradizionali affiorano in mezzo ad una natura dura e selvaggia, creando un contrasto di struggente bellezza. Commissionato dalla Nordic Fashion Biennale, il progetto ha implicato la collaborazione con designer e artigiani locali, il cui lavoro è influenzato dalla cultura, dalle tradizioni e dal clima delle loro terre d’origine.

https://www.vanityfair.it/show/agenda/2020/08/27/vanity-art-view-cooper-gorfer-larte-ha-un-potere-innato-ispirare-la-trasformazione

https://www.materainternationalphotography.com/cooper_gorfer-s3072.

Between These Folded Walls, Utopia – Photographs by Cooper & Gorfer | Interview by Liz Sales | LensCulture

Articolo di Giovanna Sparapani

Le fotografie inserite nel testo sono e rimangono di proprietà dell’autore, qui hanno solamente scopo didattico informativo.

Sul vedere e sul guardare di Valeria Cristofoli

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

Qui potete vedere il lavoro di Valeria Cristofoli.

Fotografie di Valeria Cristofoli vietata la vendita o la riproduzione.

Sul vedere e sul guardare Valeria Cristofoli

Il primo strumento utilizzato dal governo cinese per monitorare i propri cittadini sono le telecamere, circa mezzo miliardo installate su tutto il territorio. Le telecamere, dotate per lo più del sistema di riconoscimento faciale, sono collocate non solo nelle aree più affollate e sensibili per la sicurezza nazionale, ma anche in luoghi dove si svolge la vita quotidiana più profonda e intima.

Queste telecamere sono in grado di determinare il volto delle persone, il sesso, la razza e il vestiario creando così un enorme banca dati che scheda ogni singolo cittadino dell’1,4 miliardi di cinesi. Un materiale onnicomprensivo che alimenta la nuova Era dell’Intelligenza Artificiale.

Da tempo i cinesi sono abituati ad essere controllati, visti dagli occhi delle telecamere governative che idealmente rende le loro vite più sicure e facili. Oggi i cittadini cinesi non solo visti, ma anche guardati: “Scoprite perché un uomo agisce, osservate come agisce, esaminate quello che lo appaga. Che cos’altro potrebbe ancora nascondervi?” (Confucio).

Valeria Cristofoli

Per conoscere il lavoro di Valeria – pagina Instagram: @valeria_cristofoli

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RUTH LAUER MANENTI, ricerca continua della più profonda spiritualità

ARTICOLO DI GIOVANNA SPARAPANI

Della fotografa statunitense Ruth Lauer Manenti non abbiamo notizie precise riguardo alla data di nascita, sappiamo che Philadelphia è la città natale e che attualmente vive nei pressi dei Catskill Mountains nello stato di New York, con il marito e due gatti.  A proposito della sua abitazione, – una specie di baita – alla quale è particolarmente legata, l’artista racconta: “Vivo in una casa costruita nel 1940 ai piedi delle montagne Catskill… Quando abbiamo pensato di comprarla, anche l’agente immobiliare è rimasto sorpreso perché ha un bagno ed una sola camera da letto, non ha un garage, né un seminterrato o un vialetto lastricato; la casa ha piccole finestre su tutti e quattro i lati che di giorno lasciano entrare una luce delicata, per me rara e speciale…”. 

Fotografie di Ruth Lauer Manenti “Excerpts”

Figlia di una pittrice da cui ha ereditato una sensibilità particolare, Ruth ha conseguito nel 1994 un MFA presso la Yale School of Art in pittura e disegno; si è avvicinata alla fotografia dopo aver ricevuto in regalo una macchina fotografica di grande formato: grazie ad essa, da autodidatta e dopo varie fasi di sperimentazione, è riuscita a realizzare immagini poetiche e raffinate che le hanno valso numerosi premi e riconoscimenti.  La sua vita ha subito una decisa svolta dopo un grave incidente quando aveva 21 anni: dovendo fare i conti con un fisico debilitato, Ruth si è concentrata sugli aspetti più profondi e spirituali della sua personalità, realizzando foto rarefatte, in cui i soggetti rappresentati, siano essi nature morte, persone o paesaggi, diventano quasi impalpabili e immateriali nel loro bianconero tenue ed evanescente.

Una cifra stilistica intensamente poetica domina il lavoro “Excerpts” (Estratti) in cui Ruth focalizza l’attenzione sull’intimità della casa, fotografando la sua quotidianità scandita da ripetitivi rituali domestici: il vasto corpus di immagini in bianconero – poco contrastate, sgranate e oniriche – è stato concepito per onorare la madre, da poco deceduta, ma sempre presente al suo fianco. Sentendosi libera dal doversi focalizzare su soggetti usuali e graditi ai più, immortala aspetti della modesta casa e alcune delle sue azioni quotidiane più umili; “Amo spazzare e lavare i piatti, le palette e la semplice argenteria, quindi ho iniziato da lì”. (R.L.M.)

Dal lavoro intitolato “Excerpts” è scaturito un libro fotografico fatto a mano e autopubblicato, comprendente una selezione di 34 immagini dal titolo assai esplicativo “Imagined It Empty” (“Immaginate che sia vuoto”). Mentre lo creava, Ruth confessa di avere vissuto più volte la sensazione che tutte le persone della sua vita, ancora presenti o meno, vivessero in casa con lei.

“Since Seeing You” (“Da quando ti ho visto”) è un lavoro molto coraggioso realizzato da Ruth negli ultimi giorni di vita dell’amata madre. L’artista confessa che nell’arco della vita non era mai riuscita a fotografarla, ma negli ultimi istanti, superando il suo diniego, l’ha immortalata, abbandonata in completa serenità davanti al suo obiettivo.

Fotografie di Ruth Lauer Manenti “Since Seeing You”

“Da quando ho perso mia madre, ho scattato molte fotografie nella natura, confortata dalla sua vitalità, dalla decadenza e dalla bellezza selvaggia. Sento il suo spirito lì, tra gli alberi inclinati o sotto una pioggia leggera. A volte, i ricordi di lei svaniscono dolcemente e si confondono… Non mi sarei mai aspettata di essere ancora così in contatto con mia madre. Questo lavoro è una contemplazione della mancanza di coloro che amiamo e di come essi esistano ancora nelle nostre vite” (R.L.M.).

L’ultimo lavoro dal titolo “Shard” (“Frammento”) è nato durante il periodo in cui Ruth è afflitta da una forte depressione: tutto il giorno chiusa nella sua casa, unico rifugio sicuro al suo malessere, osserva attraverso le finestre i cambiamenti della luce nel trascorrere dei giorni e delle stagioni. Si trova a sostare a lungo davanti ad oggetti di vetro dagli splendidi riflessi oppure a ceramiche con vistosi spacchi, riflettendo sulla fragilità delle cose del mondo: le foto di queste nature morte invitano l’osservatore a riflettere sulle perdite e sul tentativo di essere vicini anche a ciò che è strappato, danneggiato, rotto.

Fotografie di Ruth Lauer Manenti “Shard”

Nella ricerca continua di alimentare la sua più profonda spiritualità, si interessa allo yoga e alla meditazione, recandosi spesso in India per apprendere i dettami fondamentali di questa disciplina, di cui è diventata una maestra in senso proprio: con l’affettuoso soprannome di ‘Lady Ruth’ insegna con successo alla famosa Jivamukti Yoga School di New York.

www.ruthlauermanenti.com

VINCITORI—LensCulture Art Photography Awards 2022

Ruth Lauer Manenti – Il Premio Hopper (hopperprize.org)

Ruth Lauer-Manenti: Remnants | Exhibition (all-about-photo.com)

“Tutte le immagini presenti nell’articolo sono di proprietà dell’autore e
hanno solo scopo didattico e informativo”

C’era una corte… e forse c’è ancora di Ivano Cetta

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

Qui potete vedere il lavoro di Ivano Cetta.

Fotografie di Ivano Cetta vietata la vendita o la riproduzione.

C’era una corte… e forse c’è ancora

C’era una volta…

È così che iniziano molte favole.

Mi piace, però, l’idea che ogni tanto possa essere diverso.

Vabbè, ricominciamo.

C’era una corte, intorno ad un pozzo

C’era la vita, con ogni mezzo

C’era chi dormiva, c’era chi lavorava

C’era chi sognava e c’era chi giocava

C’era una donna con i suoi bambini

C’era chi invece aiutava i vicini

C’era un mondo, lontano dal tempo

C’era la lentezza che non dava scampo

C’era chi attendeva la fine del giorno

C’era chi a casa faceva ritorno

C’era un uccello che non volava più via

C’era uno sguardo, pieno di poesia

C’era nell’aria un mondo di odori

C’era chi addosso aveva i colori

C’era chi seduto se ne stava in disparte

C’era chi ardeva per la musica e l’arte

C’era vita lungo il cammino

C’era chi di un sogno ha fatto giardino

C’era chi dava le spalle alla storia

C’era a chi non restava che la memoria

C’era una volta…e forse c’è ancora

Ci sono gli hutong, una fotografia che mai scolora

Per conoscere Ivano:

SITO – www.ivanocetta.com

INSTAGRAM

https://www.instagram.com/ivano.cetta.ph

https://www.instagram.com/ivano4u

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Sulla fotografia contemporanea

La medusa, generata con AI

Articolo di Giovanna Sparapani

La fotografia contemporanea, dinamica e sfaccettata, è caratterizzata da una serie di elementi che riflettono l’evoluzione tecnologica e i cambiamenti socioculturali del mondo attuale. Mentre le tecnologie digitali continuano a evolversi, i fotografi cercano modi innovativi per utilizzare questi strumenti, esplorando territori visivi che implicano connessioni con la poesia, la letteratura il cinema, e altre forme multimediali come le installazioni, le performances o il design grafico.

 Questa interdisciplinarità espande i confini della fotografia tradizionale attraverso pratiche che vengono definite ‘postfotografiche’ prevedendo l’appropriazione di immagini di altri autori, il mixaggio, il riciclo, il recupero degli archivi, “mettendo in crisi le tradizionali nozioni di originalità, proprietà, verità, memoria legate alle immagini”.

La Medusa dal mito all’IA

Joan Fontcuberta intitola il suo fondamentale saggio “ La furia delle Immagini – Note sulla  postfotografia” (ed. Einaudi, Torino 2018), indicandoci con chiarezza come questa analisi si rivolga a tematiche di stretta attualità : “ La postfotografia fa riferimento alla fotografia che fluisce nello spazio ibrido della socialità digitale e che è conseguenza della sovrabbondanza visuale…” (J.F., pag.3). Lo scrittore spagnolo sottolinea, come in una società ipertecnologica dominata dagli smartphone e dalla condivisione compulsiva delle immagini sui socialnetwork, il senso tradizionale della fotografia come portatrice di verità e memoria si stia ampiamente modificando. Dal suo osservatorio privilegiato di docente, curatore e fotografo, a partire dal 2010, ha rivolto il suo sguardo alla pratica dei ‘selfies’ oggi accessibile a tutti, che permette a chiunque di raccontarsi visivamente, alla ricerca di una forma di espressione personale e identitaria che spesso inclina ad un narcisismo esasperato. Con una visione apocalittica, il filosofo coreano Byung-Chul Han, critico acuto e severo della società contemporanea, introduce il concetto del ‘phono sapiens’ che sta gradualmente sostituendo ‘l’homo faber’ in un crescente desiderio di catturare informazioni che diventano fini a se stesse, allontanandoci sempre più dalla realtà delle cose concrete. ( B.C.H., “ Le non cose, come abbiamo smesso di vivere il reale” Einaudi, 2022).

Sul piano della fotografia, le immagini digitali facilmente condivise e distribuite in rete, raramente vengono stampate e la loro vita diventa effimera in mezzo a milioni di altri scatti, a differenza delle foto cartacee che possono essere conservate e tramandate. Nell’epoca della ‘postfotografia’, software come Photoshop e Lightroom, permettono una manipolazione molto più facile delle fotografie, per non parlare dell’ IA (Intelligenza Artificiale) che consente di creare immagini del tutto inventate, senza alcun rapporto diretto con la realtà. In questo contesto, la fotografia concettuale sta guadagnando spazio, con artisti che esplorano idee e concetti astratti, enfatizzando l’interpretazione soggettiva piuttosto che la rappresentazione diretta della realtà. A partire dagli anni ’90 del Novecento, ‘la staged photography’ che si basa su sapienti e articolate messe in scena da parte dei fotografi, evidenzia in modo chiaro il contrasto tra realtà e finzione.

Piattaforme come FB, Instagram, TikTok e Pinterest sono diventate vetrine fondamentali per fotografi amatori e professionisti: la condivisione immediata e il feedback in tempo reale influenzano la produzione e il consumo di immagini. Di pari passo con l’avanzare della tecnica digitale, in un cerchio abbastanza ristretto di appassionati, c’è un crescente interesse per le tecniche fotografiche tradizionali, come la pellicola analogica e i processi di stampa in camera oscura: questo ritorno alle origini è spesso visto come una forma di resistenza alla velocità e all’effimero dell’universo digitale.

 Le immagini sono state create con l’Intelligenza Artificiale Generativa  da Giovanna Sparapani, autrice dell’articolo: La Medusa dal mito antico all’Ai (1 e 2).

 Bibliografia:

Joan Fontcuberta “ La furia delle Immagini – Note sulla  postfotografia” (ed. Einaudi, Torino 2018).

Byung-Chul Han, “ Le non cose, come abbiamo smesso di vivere il reale” Einaudi, 2022.

Malerba di Marta Ugolini

Buongiorno a tutti!

Sono entusiasta di condividere con voi i progetti straordinari dei partecipanti ai due workshop di fotografia che ho avuto il privilegio di organizzare, tenutisi a Shanghai nel 2020 e a Pechino nel 2024. queste esperienze hanno rappresentato per me e per i partecipanti un viaggio creativo unico, segnato non solo dalla crescita artistica, ma anche dalla forza del legame umano tra noi.

Nel 2020, a Shanghai, ho guidato in questo percorso, un gruppo di fotografi completamente diversi tra loro e ho visto ognuno di loro scoprire nuovi modi di vedere e interpretare il mondo attraverso l’obiettivo. I risultati sono stati eccezionali: una collezione di immagini che raccontano storie uniche, catturano emozioni profonde e celebrano la diversità della vita delle due città.

Quattro anni dopo, nel 2024, ci siamo ritrovati a Pechino e mi ha riempito di gioia vedere come il tempo avesse rafforzato lo spirito di collaborazione e la passione condivisa per la fotografia. Questo secondo incontro è stato un’occasione per riflettere sulla nostra evoluzione artistica e per creare nuovi progetti che riflettessero le esperienze e le sfide affrontate nel corso degli ultimi difficili anni. Le fotografie realizzate a Pechino testimoniano una maturità artistica sorprendente e una coesione che raramente si incontra nei gruppi di lavoro.

Voglio esprimere la mia più profonda stima e affetto nei confronti di tutti i partecipanti. Il loro impegno, la loro creatività e la loro capacità di sostenersi a vicenda hanno reso questi workshop momenti indimenticabili. Ogni progetto presentato è una testimonianza del loro talento e della loro dedizione.

Non vedo l’ora di vedere dove ci porterà il prossimo capitolo del nostro viaggio. Ciao a tutti! Sara

Qui potete vedere il lavoro di Marta Ugolini.

Fotografie di Marta Ugolini vietata la vendita o la riproduzione.

Grazie ai partecipanti per avermi ricordato che, indipendentemente dal passare del tempo, la passione per la fotografia può unire, ispirare e produrre opere di straordinaria bellezza.

MALERBA

Al tempo della Rivoluzione Culturale,  quasi tutte le opere letterarie erano considerate erbe velenose.  Non solo quelle straniere,  ma anche quelle di alcuni autori cinesi,  nonché la letteratura rivoluzionaria del periodo sovietico.

La bibioteconomia,  negli ultimi anni,  ha subito un’accelerazione e il mercato editoriale è in continua crescita.  In questo contesto,  sono stati costruiti, anche da studi di architettura esteri,  innovative e imponenti strutture bibliotecarie e si sono sviluppate catene di librerie private.

In questi luoghi si incontrano le più svariate persone e tanti bambini accompagnati che si riuniscono in appositi spazi a loro dedicati.

Nonostante le dimensioni e la disponibilità di posti a sedere,  gli avventori si trovano a leggere magari seduti per terra o sulle scale che uniscono due piani o nei corridoi.  Queste aree sono intese non solo come luoghi di ricerca e di studio,  ma anche spazi dove trascorrere del tempo.

E,  quando subentra la stanchezza,  si possono anche chiudere gli occhi per rilassarsi,  tanto questi spazi risultano gradevoli e accoglienti.

Marta Ugolini

Per conoscere Marta www.martaugolini.it @martaugo

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