Alec Soth con Francesco Zanot

Sul sito sono apparsi altri due articoli relativi all’autore di cui parleremo oggi, questo quindi è solo un altro spunto per approfondirne la conoscenza.

Si tratta di una lunga intervista, un piacevole percorso attraverso le immagini e il lavoro di Alec Soth.

Come ho scelto il libro?

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Ho visto la foto di copertina vagando nella rete alla ricerca di qualcosa da leggere, mi ha fatto pensare a un vecchio albergo a tre stelle un po’ polveroso, con un immenso bisogno di essere ristrutturato, così mi sono chiesta chi l’avesse scattata dove e perché.

Ho cercato il nome dell’autore scoprendo che l’immagine fa parte di Niagara, uno dei suoi principali lavori e dopo aver gironzolato fra questi ultimi mi sono convinta ad approfondirne la conoscenza.

Ebbene, il testo in questione può essere visto come un modo informale per scoprire alcune delle scelte fatte da Soth durante la produzione dei suoi lavori ed è sicuramente adatto anche a coloro i quali hanno poco tempo a disposizione da dedicare alla lettura: bastano davvero dieci minuti e non si rischia di perdere il filo del discorso, perché in un botta risposta, che prende spunto da  78 immagini in successione casuale e tratte da diversi lavori, il testo affronta in modo rapido le scelte stilistiche, i dubbi e le modalità di lavoro di Soth.

Leggendo si ha come la sensazione di essere seduti davanti a un tavolo da Ping Pong (il titolo della versione in inglese “ping pong conversation” non dev’essere casuale del resto) dove i due giocatori si  passano la pallina lentamente cercando solo di non farla cadere in terra per non interrompere il gioco. A noi rimane il potere, aprendo e chiudendo il libro di interrompere quella partita ogni volta che ci pare, riprendendola sempre dal punto in cui l’abbiamo lasciata.

Sicuramente si apprezza di più il contenuto delle pagine dopo aver visto i lavori di Soth, ma anche leggerlo a prescindere dalla conoscenza del fotografo può essere interessante, perché attraverso la conoscenza delle modalità operative e delle scelte di un’altra persona possiamo comprendere meglio le nostre e scoprire modi nuovi e diversi per guardare fuori dalla finestra di casa.

Di Annalisa Melas

Sito di Soth

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