Rineke Dijkstra, ritratti fantastici

Oggi vi voglio presentare Rineke Dijkstra, una fotografa olandese, che si è aggiudicata l’edizione 2017 di uno dei premi più prestigiosi della fotografia a livello mondiale, l’Hasselblad Award. In passato queto premio è stato vinto da fotografi del calibro di Wolfgang TillmansJoan Fontcuberta, Nan Goldin, Lee Friedlander, Hiroshi Sugimoto, Cindy Sherman, Robert Frank, solo per citare i nomi più conosciuti.

Ecco. Ciao!

Anna

 

Rineke Dijkstra (nata il 2 giugno 1959) è una fotografa olandese. Vive e lavora ad Amsterdam. Si è aggiudicata una Honorary Fellowship of the Royal Photographic Society ed è la vincitrice dell’Hasselblad Award 2017

Ha frequentato la Rietveld Academie ad Amsterdam dal 1981 al 1986, per poi lavorare per qualche anno nel campo della fotografia commerciale, facendo ritratti per aziende ed immagini per i bilanci societari.

La Dijkstra si concentra su singoli ritratti e di solito lavora in serie, ritraendo gruppi come adolescenti, frequentatori di discoteche e soldati, dai Beach Portraits del 1992 in poi, alla video installazione Buzzclub/Mysteryworld (1996-1997), alla Tiergarten Series (1998-2000), Israeli soldiers (1999-2000), ai ritratti di singoli soggetti in transizione seriale: Almerisa (1994-2005), Shany (2001-2003), Olivier (2000-2003), e Park Portraits (2005-2006). I suoi soggetti sono spesso ritratti in piedi, di fronte alla fotocamera, con uno sfondo minimale. Questo stile compositivo è forse più evidente nei ritratti sulla spiaggia, che generalmente ritraggono uno o due adolesconti con un paesaggio marino sullo sfondo. Questo stile è riconoscibile anche nei suoi studi sulle donne che hanno appena partorito.

La Dijkstra fa risalire la sua nascita artistica ad un autoritratto del 1991. Scattato con una fotocamera 4×5 pollici, dopo che era ri-emersa da una piscina – dove stava in terapia per un incidente in bicicletta – la presenta in uno stato di quasi collasso (lo vedete nella galleria dopo la serie dei ritratti sulla spiaggia n.d.t.) A seguito di una commissione da parte di un giornale olandese per un progetto sull’estate, ha poi scattato fotografie a dei bagnanti adolescenti. Il risultato è Beach Portraits (1992-1994), una serie di fotografie quasi a grandezza naturale di teenagers e ragazzini scattate sul bordo dell’oceano negli USA, in Polonia, Gran Bretagna. Ucraina e Croazia. La serie l’ha portata sulla ribalta internazionale dopo che fu mostrata nel 1997 nell’evento annuale di nuova fotografia al MOMA di New York; nel 1999, il museo portò in mostra Odessa, Ucraina, 4 agosto 1993, una fotografia a colori di un ragazzo adolescente su una spiaggia, affiancandola al Bagnante di Cézanne (1885 – 1887). Per chi non conoscesse questo quadro, eccolo:

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Iniziata durante la residenza della Dijkstra al DAAD a Berlino nel 1998-1999, la serie Tiergarten (1998-2000) mostra ritratti di ragazzi e  ragazze adolescenti  fotografate nel parco Tiergarten di Berlino, oltre che in un altro parco in Lituania. Un’altra serie di lavori le è stata commissionata dalla Anne Frank Foundation di Amsterdam, per la loro nuova sede: ritratti di scolare adolescenti con le loro migliori amiche, un commovente monito al fatto che ogni ragazzina potrebbe essere Anna Frank in circostanze sfortunate. Questi ritratti sono stati scattati prevalentemente a Berlino, sebbene poi la Dijkstra ampliò la selezione, includendo Milano, Barcellona e Parigi.

Durante un progetto di documentazione sui rifugiati, la piccola Almerisa di 6 anni, la cui famiglia era in fuga dalla Bosnia, chiese alla Dijkstra di farle una foto. Almerisa è stata poi fotografata regolarmente ogni due anni circa. Inizialmente, da bambina in un centro di accoglienza per rifugiati il 14 marzo 1994. L’ultima fotografia della serie Almerisa è stata scattata il 19 giugno 2008. Così è cominciato il progetto seriale della Dijkstra, tenendo traccia della transizione del soggetto attraverso l’adolescenza e il trasferimento dall’Europa Orientale a quella Occidentale. In questa serie la Dijkstra ha utilizzato il flash e ha desaturato i colori; si è inoltre premurata di svuotare  completamente la stanza da ogni dettaglio ritenuto superfluo, come i mobili o i quadri alle pareti, rendendo così lo sfondo vuoto. Questa tecnica è stata utilizzata anche in altre serie, come ad esempio Beach Portraits.

Una serie successiva mostra una giovane donna israeliana, Shany, nella serie Israeli Soldiers (1999-2003) in fasi successive nel corso di un anno e mezzo, all’arruolamento, due volte in uniforme da soldato e a casa dopo aver lasciato l’esercito.

La serie Olivier (2000-2003) riguarda un giovane uomo, Olivier Silva, dal suo arruolamento nelle legione straniera francese, attraverso gli anni di servizio in Corsica, Gabon, Costa d’Avorio e Gibuti, mostrando il suo sviluppo, sia fisico che psicologico, di soldato.  Per la serie Park Portraits (2003-2006). La Dijkstra ha ritratto bambini, adolescenti e teenagers che sospendevano momentaneamente le loro varie attività per guardare dentro l’obiettivo in luoghi scenografici nel Vondelpark di Amsterdam, nel Prospect Park di Brooklyn, nel El Parque del Retiro di Madrid e nell’Amoi Botanical garden di Xiamen, tra gli altri.

Girato in Russia e commissionato da Manifesta 2014, il video-ritratto di Marianna (The Fairy Doll) mostra una giovane ballerina classica che prova in uno studio di San Pietroburgo, mentre si prepara per le audizioni per un posto alla prestigiosa Vaganova Academy of Russian Ballet.

La Dijkstra utilizza una field camera giapponese 4×5, con un obiettivo standard su un treppiedi ed un flash su un altro treppiedi dietro. Anche quando ritraeva i ragazzi sulla spiaggia, utilizzava lo stesso setup, con un flash portatile per ridurre il contrasto e aprire un po’ le ombre sui visi, modulando la luce del sole. In ogni caso, la luce del sole rimane sempre la sua fonte di illuminazione principale. Nel 1998 ha comincato a stampare le sue fotografie al Grieger Photo Lab di Düsseldorf in Germania, a due ore e mezza di treno da Amsterdam, dove lavorano anche Thomas Struth e Andreas Gursky, due tra gli altri autori europei di fotografie di grande formato. Le sue fotografie vengono stampate tipicamente in 10 o 15 esemplari.

La Dijkstra ha anche sperimentato con i video in lavori come la proiezione a due canali The Buzzclub, Liverpool, UK/Mysteryworld, Zaandam, NL (1996-1997), Ruth Drawing Picasso, Tate Liverpool, UK (2009), l’installazione a quattro canali The Krazyhouse (Megan, Simon, Nicky, Philip, Dee), Liverpool, UK, (2009), e il video su tre schermi I See a Woman Crying (Weeping Woman) (2009-2010). Per The Buzzclub, Liverpool, UK/Mysteryworld, Zaandam, NL,, l’artista ha visitato due nightclub, il primo a Liverpool, dominato da ragazzine quindicenni della classe lavoratrice; il secondo in Olanda, un ritrovo per ragazzi della classe lavoratrice con teste rasate, che indossavano outfit hip-hop combinati. La Dijkstra ha creato studi nei club e ha chiesto ai volontari di ballare uno per volta di fronte alla telecamera. Il soggetto del video era il contrasto tra le ragazze e i ragazzi, tutti decisi e vulnerabili in egual misura. Nel 1997 ha girato un altro video, Annemiek, che mostrava una timida teenager olandese mentre cantava una canzone dei Backstreet Boys con uno stile da karaoke. Per Ruth Drawing Picasso, la Dijkstra semplicemente ha orientato la camera su una studentessa inglese seduta sul pavimento, intenta a disegnare un ritratto di Dora Maar alla Tate Liverpool. In I see a Woman crying (Weeping Woman), la Dijkstra ha utilizzato il dipinto Donna che piange di Picasso (lo vedete qua sotto, se non lo avete presente n.d.t.) alla Tate Liverpool come strumento di distrazione per un gruppo di studenti inglesi, a cui veniva chiesto di descrivere quello che vedevano nel dipinto che non compare mai sullo schermo.

Weeping Woman 1937 by Pablo Picasso 1881-1973

Fonte: libera traduzione da Wikipedia

Qua trovate il video The Buzzclub e qua I see a Woman Crying

Rineke Dijkstra (born 2 June 1959) is a Dutch photographer. She lives and works in Amsterdam. Dijkstra has been awarded an Honorary Fellowship of the Royal Photographic Society and is the winner of the 2017 Hasselblad Award

Dijkstra attended the Rietveld Academie in Amsterdam from 1981 to 1986. She then spent a few years working commercially, taking corporate portraits and images for annual reports

Dijkstra concentrates on single portraits, and usually works in series, looking at groups such as adolescents, clubbers, and soldiers, from the Beach Portraits of 1992 and on, to the video installation Buzzclub/Mysteryworld (1996-1997), Tiergarten Series (1998-2000), Israeli soldiers (1999-2000), and the single-subject portraits in serial transition: Almerisa (1994-2005), Shany (2001-2003), Olivier (2000-2003), and Park Portraits (2005-2006). Her subjects are often shown standing, facing the camera, against a minimal background. This compositional style is perhaps most notable in her beach portraits, which generally feature one or more adolescents against a seascape. This style is again seen in her studies of women who have just given birth.

Dijkstra dates her artistic awakening to a 1991 self-portrait. Taken with a 4-by-5-inch camera after she had emerged from a swimming pool — therapy to recover from a bicycle accident — it presents her in a state of near-collapse. Commissioned by a Dutch newspaper to make photographs based on the notion of summertime, she then took photographs of adolescent bathers. This project resulted in Beach Portraits (1992–94), a series of full-length, nearly life-size color photographs of teenagers and slightly younger children taken at ocean’s edge in the United States, Poland, Britain, Ukraine, and Croatia. The series brought her to international prominence after it was exhibited in 1997 in the annual show of new photography at the Museum of Modern Art in New York; in 1999, the museum showed Odessa, Ukraine, August 4, 1993, a color photograph of a teenage boy on a beach, next to Cézanne’s Male Bather (1885-1887).

Begun during Dijkstra’s residency at the DAAD, Berlin in 1998-1999, the Tiergarten series (1998-2000) shows portraits of adolescent girls and boys photographed in the Tiergarten Park in Berlin, as well as in another park in Lithuania. Another series of works by was commissioned by the Anne Frank Foundation in Amsterdam for their new building: portraits of adolescent schoolgirls with their best friends, a poignant reminder that any girl could be an “Anne Frank” in unlucky circumstances. These portraits were primarily taken in Berlin, though Dijkstra later expanded her subjects to include Milan, Barcelona, and Paris.

During a project documenting refugees, six-year-old Almerisa, whose family fled Bosnia, asked Dijkstra to take her photo. Almerisa was photographed approximately every two years. Firstly, at an asylum centre as a young child in March 14, 1994. The last photograph of the Almerisa series was taken in June 19, 2008. Thus began Dijkstra’s serial project, tracing her subject’s transitions through both adolescence and relocation from East to West Europe. Dijkstra uses flash along with a reduction of colour in this Almerisa series. She declutters the room completely so it is void of any superfluous details such as furniture and pictures on the wall. This provides a blank background. This technique is also used in other series, e.g. Beach Portraits.

One later series shows a young Israeli woman, Shany, in the series Israeli Soldiers (1999-2003) at stages over the course of a year and a half, is shown at her induction, twice more in her soldier uniform, and at home after leaving the army.

The Olivier series (2000–03) follows a young man, Olivier Silva, from his enlistment with the French Foreign Legion through the years of his service in Corsica, Gabon, Côte d’Ivoire and Djibouti, showing his development, both physically and psychologically, into a soldier. For the series Park Portraits (2003–06), Dijkstra photographed children, adolescents, and teenagers momentarily suspending their varied activities to stare into the lens from scenic spots in Amsterdam’s Vondelpark, Brooklyn’s Prospect Park, Madrid’s El Parque del Retiro, and Xiamen’s Amoy Botanical Garden, among others.

Filmed in Russia and commissioned by Manifesta 2014, the video portrait Marianna (The Fairy Doll) shows a young classical dancer rehearsing in a St Petersburg studio as she prepares to audition for a place at the prestigious Vaganova Academy of Russian Ballet.

Dijkstra uses a Japanese 4-by-5 field camera, with a standard lens on a tripod, and a flash on another tripod behind it. Even when she photographed children on the beach she used this same setup, with a portable flash to reduce contrast and bring the faces slightly out of deep shadow, modulating the sunlight. However, daylight is always her main light source. In 1998 she started to print her photographs at the Grieger Photo Lab in Düsseldorf, Germany, two and a half hours by train from Amsterdam, where Thomas Struth and Andreas Gursky, among other European art photographers of large-scale prints, work. Her photographs are typically issued in editions of ten or fifteen.

Dijkstra has also experimented with video in works such as the two-channel projection The Buzzclub, Liverpool, UK/Mysteryworld, Zaandam, NL (1996-1997), Ruth Drawing Picasso, Tate Liverpool, UK (2009), the four-channel installation The Krazyhouse (Megan, Simon, Nicky, Philip, Dee), Liverpool, UK, (2009), and the three-screen video piece I See a Woman Crying (Weeping Woman) (2009-2010). For The Buzzclub, Liverpool, UK/Mysteryworld, Zaandam, NL, the artist visited two nightclubs, the first in Liverpool, dominated by 15-year-old working-class girls; the second, in the Netherlands, a hangout for working-class boys with shaved heads, wearing matching hip-hop outfits. Dijkstra set up studios in the clubs and asked volunteers to dance one at a time in front of the camera, the contrast between the girls and boys, each assertive and vulnerable in equal proportion, being a subject of the video. She made another video in 1997, Annemiek, which showed a shy, Dutch teenager singing a Backstreet Boys’ song karaoke style. For Ruth Drawing Picasso, Dijkstra simply trained the camera on an English schoolgirl as she sat on the floor, intently sketching a portrait of Dora Maar at the Tate Liverpool. In I See a Woman Crying (Weeping Woman), Dijkstra used Picasso’s The Weeping Woman (1937) in the Tate Liverpool as the distraction device for a group of English schoolchildren, who were asked to describe what they saw in the painting which never appears on screen.

Source: Wikipedia

 

 

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