Tutte le mostre di fotografia consigliate a dicembre

Concludiamo anche quest’anno con una bella mostra di fotografia, di seguito vi segnaliamo le più interessanti secondo noi.

Anna Brenna

Una finestra punteggiata di gocce di pioggia – Saul Leiter

Una coppia sotto un ombrello marrone cammina su una strada bagnata di pioggia, con i riflessi sul pavimento in pietra.
Advertisement for Miller Shoes, 1957 © Saul Leiter Foundation

“Mi capita di credere nella bellezza delle cose semplici. Credo che la cosa meno interessante possa essere molto interessante” – Saul Leiter –

Vertigo Syndrome, in collaborazione con diChroma photography, Saul Leiter Foundation, l’Amministrazione Comunale di Padova e con la curatela di Anne Morin, presenta al Centro Culturale San Gaetano di Padova, dal 15 novembre 2025 al 18 gennaio 2026, la grande mostra dedicata a Saul Leiter, uno dei più raffinati maestri della fotografia del XX secolo.

Intitolata “Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia”, l’esposizione riunisce 126 fotografie in bianco e nero, 40 fotografie a colori, 42 dipinti e rari materiali d’archivio — tra cui riviste originali d’epoca e un documento filmico. La mostra comprende sia stampe vintage che moderne, primi lavori sperimentali e celebri immagini di moda realizzate per testate come Harper’s Bazaar.

Un percorso che mette in luce ciò che distingue Leiter dai suoi contemporanei e spiega perché la sua opera continua a ispirare generazioni di fotografi.

L’allestimento è concepito anche come un’esperienza immersiva e partecipativa: la disposizione degli spazi, delle luci e dei punti di vista invita i visitatori a osservare e a fotografare come faceva lo stesso Saul Leiter. Alcune sezioni della mostra sono studiate per consentire al pubblico di sperimentare in prima persona le sue modalità di inquadratura e composizione, ricreando giochi di riflessi, trasparenze e frammenti visivi tipici del suo sguardo poetico.

New York in un gesto, un dettaglio, quasi nulla

Mentre i fotografi della sua epoca miravano a rappresentare la grandezza e la modernità di New York, Saul Leiter scelse una via opposta: trasformare la quotidianità in poesia visiva. Nelle sue immagini il reale diventa lirico — il vapore che sale dai tombini, gli ombrelli nella pioggia, i riflessi sulle vetrine — frammenti discreti e sognanti di una città colta più per allusioni che per descrizioni.

La sua visione rifiuta l’approccio documentaristico dominante del dopoguerra per creare invece “haiku fotografici”, brevi rivelazioni dove realtà e astrazione si fondono.

“Leiter si divertiva con ciò che vedeva. Non era interessato al carattere egemonico di New York o alla sua mostruosa modernità — spiega la curatrice Anne Morin —. Inventava giochi ottici, intrecci di forme e piani che nascondono e rivelano ciò che si cela negli intervalli, nelle vicinanze, nei margini invisibili.”

A differenza dei colleghi che cercavano nitidezza e definizione, Leiter abbracciava l’imperfezione, fotografando attraverso vetri appannati, tende, pioggia o neve — elementi che trasformava in parte integrante della composizione. Le sue immagini, dense di livelli e trasparenze, sfumano il confine tra fotografia e pittura.

Già nel 1948 iniziò a sperimentare con il colore, in un’epoca in cui questo era considerato commerciale o frivolo. Leiter invece ne fece un linguaggio poetico, anticipando di decenni l’accettazione del colore nell’arte fotografica. Le sue tonalità audaci e vellutate trasformano le scene di strada in composizioni astratte e sensuali, attirando presto l’attenzione del mondo della moda.

Collaborò così con Esquire, Harper’s Bazaar e, nei due decenni successivi, con Show, Elle, British Vogue, Queen e Nova.

La mostra sottolinea la doppia identità di Leiter come pittore e fotografo, rivelando come la sua sensibilità pittorica abbia modellato il suo sguardo fotografico. La sua formazione nelle arti visive gli permise di affrontare la fotografia a colori con un’eleganza e una delicatezza uniche, trattando ogni immagine come una tela.

“Non ho una filosofia. Ho una macchina fotografica — diceva Leiter —. Guardo attraverso l’obiettivo e scatto. Le mie fotografie sono solo una piccola parte di ciò che vedo e che potrebbe essere fotografato. Sono frammenti di possibilità infinite.”

Antidivo per natura, refrattario alla fama, Leiter pubblicò e mostrò solo una parte del suo vasto corpus. Molti negativi rimasero inediti, custodendo l’aspetto più intimo e poetico della sua ricerca. Nel 2018, cinque anni dopo la sua morte, emerse una serie poco conosciuta di nudi in bianco e nero — scattati tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’60 — realizzati in collaborazione con le donne della sua vita.

Il suo lavoro, intriso di un ordine segreto e di un equilibrio misterioso, rivela il poeta nascosto dietro il fotografo.

15 novembre 2025 – 18 gennaio 2026 – Centro Culturale San Gaetano, Padova

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LAMPO DI GENIO – PHILIPPE HALSMAN

Poster per la mostra "Lampo di Genio" di Philippe Halsman, con un'immagine di una donna bionda che indossa un abito nero decorato, in una posa dinamica e felice.


La Città di Piove di Sacco annuncia la prossima apertura della mostra Lampo di genio, che sarà allestita a Palazzo Pinato Valeri dal 6 dicembre 2025 al 19 aprile 2026, dedicata a Philippe Halsman, uno tra i più originali ed enigmatici ritrattisti del Novecento.

Tra i più grandi ritrattisti della storia della fotografia, Philippe Halsman (Riga 1906 – New York 1979) ha saputo lavorare sempre tra sguardo e introspezione, intuizione immediata, surrealismo, lampi di genio e tecnica raffinata.

Halsman diventa fotografo nella Parigi degli anni Trenta, a stretto contatto con l’ambiente surrealista da cui impara a guardare la realtà con sguardo straniato, innovativo, pieno di inventiva e creatività. Il talento come ritrattista è da subito evidente, sorretto da una tecnica accurata e dalla possibilità di dare a ogni volto, per ogni occasione, una freschezza e una intensità particolare, ottenuti anche sperimentando tecniche e macchinari. Quando nel 1940 arriva a New York, porta la sua sensibilità europea, l’attenzione piscologica, il gioco dei caratteri e la voglia di inventare nelle pagine delle grandi riviste come Life rivoluzionando, in questo modo, il ritratto.

Tutti sono passati di fronte al suo obiettivo: politici come Churchill e Kennedy, divi del cinema come Marilyn Monroe, Humphrey Bogart, Yves Montand, Barbra Streisand, scienziati come Einstein e Oppenheimer, artisti come Pablo Picasso e Marc Chagall e soprattutto Salvador Dalí con cui, in anni di collaborazione crea una galleria unica di immagini straordinarie, oniriche e surreali in cui l’artista e il fotografo si fondono magicamente. 

Per ogni soggetto, Halsman riesce a cercare un set particolare, una piccola performance.  Le sue immagini sono uniche, a metà tra documento e invenzione, come è proprio nella tradizione dei grandi ritrattisti cui è chiesto di interpretare il soggetto facendolo emergere, o nascondere, dietro il suo personaggio anche a costo di inventare una forma particolare, personalissima, di documento fotografico.

In mostra anche la celebre serie di “jumpology” con divi e personalità che accettano letteralmente di saltare di fronte al suo obiettivo creando un carosello di immagini giocose e dinamiche, originali nella loro realizzazione grafica e nella forza rappresentativa. Tutti si prestano al “gioco” di Halsman, alla dolce tortura di essere fotografati in uno studio, con luci, fondale e macchinari ingombranti. “Quando chiedi ad una persona di saltare tutta l’attenzione è concentrata sull’atto di saltare, e così la maschera cade ed ecco che si mostra la persona dietro di essa” (Philippe Halsman).

Nella sua carriera Halsman ha firmato oltre 101 copertine di Life, più di qualunque altro fotografo; ha creato ritratti straordinari per forza e indagine psicologica. “Lampo di genio” raccoglie tutto questo e presenta al pubblico un autore straordinario e un testimone della nostra storia recente.

In esposizione 100 immagini di diversi formati, tra colore e bianco e nero, volumi originali e documenti che ripercorrono l’intera carriera del grande autore.  Accompagna la mostra il catalogo edito da Contrasto.

L’evento espositivo della stagione 2025/2026 a Palazzo Pinato Valeri, sarà inoltre sfondo tematico e ispirazione a molte delle azioni del progetto CQFP Come Quando Fuori Piove, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche della famiglia per iniziative rivolte a contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale dei bambini e dei ragazzi. Il progetto presenta un’azione specifica, “Jump Art”, diretta alla realizzazione di laboratori e attività mirate a esplorare concetti di introspezione (autoritratto), superamento, passaggio e leggerezza (salto), offrendo a bambini, giovani e famiglie originali strumenti per affrontare il disagio e l’emarginazione con nuove consapevolezze.

6 dicembre 2025 – 19 aprile 2026 – Piove di Sacco (PD), Palazzo Pinato Valeri

Tre sguardi – Steve McCurry / Alex Majoli / Meta Krese

Poster della mostra "Tre sguardi" con i nomi degli artisti McCurry, Majoli e Krese, insieme a una composizione grafica di volti sovrapposti.

Dal 25 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, Casa Morassi – Borgo Castello a Gorizia ospita TRE SGUARDI, una mostra d’eccezione in cui Steve McCurry, Alex Majoli e Meta Krese esplorano Gorizia e Nova Gorica.

Tre grandi protagonisti della fotografia contemporanea raccontano il confine italo-sloveno e le città di Gorizia e Nova Gorica attraverso tre reportage esclusivi, esposti in una grande mostra in occasione delle celebrazioni del titolo condiviso di Capitale Europea della Cultura.

Lo statunitense Steve McCurry, l’italiano Alex Majoli e la slovena Meta Krese sono i testimoni visivi d’eccezione di tre personali esplorazioni di un territorio di confine, sviluppate attorno al tema dei rapporti tra i due popoli, della loro storia passata e presente, delle storie collettive e individuali, dei conflitti, delle identità e della costruzione di un futuro di pace e fratellanza.

Il progetto è curato dal CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia ed è fortemente voluto e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione FVG.

Dal 25 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, Casa Morassi – Borgo Castello (GO)

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Armin Linke: The City as Archive. Florence

Soprintendenza Firenze, la Gioconda di Leonardo da Vinci a Firenze, il direttore degli Uffizi Giovanni Poggi e il direttore generale delle Belle Arti Corrado Ricci, stampa alla gelatina ai sali d'argento, 19,7 x 24,7 cm.
© Kunsthistorisches Institut in Florenz 2024 | Soprintendenza Firenze, la Gioconda di Leonardo da Vinci a Firenze, il direttore degli Uffizi Giovanni Poggi e il direttore generale delle Belle Arti Corrado Ricci, stampa alla gelatina ai sali d’argento, 19,7 x 24,7 cm.

Allestita negli straordinari spazi di Palazzo Grifoni Budini Gattai, che per anni hanno ospitato la Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut (KHI), la mostra Armin Linke: The City as Archive. Florence offre una lettura critica e coinvolgente di Firenze attraverso le fotografie dell’artista italo-tedesco Armin Linke, in dialogo con immagini storiche e documentarie della Fototeca. L’esposizione esplora archivi, musei e collezioni dove opere d’arte, documenti e materiali si sono sedimentati, formando e trasformando l’immagine della città. Il percorso comprende istituzioni spesso al di fuori dei circuiti turistici.

La mostra, la cui apertura è prevista per il 12 novembre, invita a guardare Firenze come laboratorio della produzione, stratificazione e trasformazione della conoscenza, della scienza e dell’arte. Questa lettura viene mediata dalle fotografie contemporanee di Armin Linke e da quelle storiche della Fototeca del KHI. La mostra sarà accompagnata da un concept book.

Il progetto si basa su una ricerca condotta presso il KHI da Hannah Baader e Costanza Caraffa, in collaborazione con Linke. Il fotografo e filmmaker, con base a Berlino e professore all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, collabora frequentemente con ricercatori e scienziati ed è stato artist-in-residence al KHI tra il 2019 e il 2021, periodo in cui è iniziato il progetto, concepito come opera a lungo termine. Linke lavora con fotografia e cinematografia, mettendo in discussione il medium, le sue tecnologie, le strutture narrative e le sue implicazioni socio-politiche. L’opera di Linke, esposta a livello internazionale, si sviluppa su più piani, mettendo al centro i temi dell’installazione e dell’esposizione.

“Avendo sede a Firenze dal 1897, il KHI stesso (o “il Kunst” come viene spesso chiamato) fa parte dell’orizzonte storico e culturale di questa mostra. In questa lunga storia, siamo grati del dialogo sempre aperto con le altre istituzioni e con generazioni di colleghe e colleghi. La nostra prospettiva sulla città è duplice, sia dall’interno che dall’esterno, e questa prospettiva multipla si rispecchia nella figura dell’artista italo-tedesco Armin Linke. Anche le curatrici Hannah Baader e Costanza Caraffa guardano a Firenze da due punti di vista diversi che si intersecano in questa mostra con lo sguardo dell’artista. La mostra è una fantastica occasione per aprire alla città gli spazi stessi dell’Istituto”, dichiara Gerhard Wolf, Direttore del KHI.

“Nei diversi archivi che ho potuto visitare mi interessava osservare le forme di materialità e di riproduzione dell’informazione culturale: display, installazioni, oggetti, documenti, grafici, metadati, ma anche i gesti e i metodi di ordinamento, come una coreografia dell’accumulazione e della sua storia materiale. La fotografia, in questo progetto, non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza per un dialogo — con le persone che lavorano negli archivi, con le istituzioni, con gli spazi e con la loro memoria. L’allestimento stesso riflette questa idea: gli scaffali vuoti della fototeca, ora trasferita in una nuova sede che ospita un centro di ricerca per la fotografia, diventano parte del display e si trasformano in una cartografia di un paesaggio da esplorare attivamente. La mostra funziona come una macchina spazio-temporale che attraversa la città, dove le mie fotografie contemporanee dialogano con le stampe storiche originali della fototeca degli Alinari, di Brogi e di Hautmann. In questo senso, Firenze e le sue istituzioni non sono solo il contesto della mostra, ma la sua materia viva”, dichiara l’artista Armin Linke. 
“Armin Linke: The City as Archive. Florence ha diversi livelli di lettura e si rivolge non solo agli specialisti. In questo progetto Firenze si è attivata come un vero e proprio laboratorio di sperimentazioni sull’arte e sulla scienza, in un dialogo fra il mondo storico e quello contemporaneo. Ci interessava lo sguardo molto preciso dell’artista con la sua fotocamera, che ha intersecato i nostri percorsi di ricerca con un arricchimento reciproco delle prospettive. Abbiamo cercato di seguire i processi di separazione dei saperi che hanno portato alla formazione di tante istituzioni fiorentine – insieme alla questione del costo di questa separazione, proprio in un momento in cui viviamo un’ulteriore trasformazione. La collaborazione e il dialogo si sono svolti su tanti livelli: fra noi come studiose e l’artista,ma anche con le colleghe e i colleghi che ci hanno aperto le porte delle loro istituzioni”,  hanno detto le curatrici Hannah Baader e Costanza Caraffa. 
La mostra presenta dunque una selezione di musei, archivi e collezioni fiorentine “visitate” dalla camera di Armin Linke: Archivio di Stato, Erbario Centrale, Istituto Geografico Militare, Opificio delle Pietre Dure, Museo Galileo, Museo La Specola, Museo Bardini e Archivi Storici dell’Unione Europea, ma anche Opera di Santa Croce, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Museo di Antropologia e Etnologia, Archivio Gucci, Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Villa Galileo, Fondazione Alinari per la Fotografia, Villa La Quiete e Istituto Agronomico per l’Oltremare, presentate con fotografie storiche del David di Michelangelo, dell’alluvione, delle distruzioni belliche, e di allestimenti museali dell’Ottocento e del Novecento.

L’itinerario si inserisce in un discorso più ampio sull’archiviazione, la sedimentazione e l’attivazione della conoscenza, sulla produzione e sulle politiche dell’arte e del patrimonio culturale, e sulla separazione fra cultura e natura, al di là delle narrazioni tradizionali su Firenze.
La mostra riflette sul ruolo della fotografia nella creazione del patrimonio culturale e nella costruzione di valori condivisi, superando la consueta distinzione tra fotografia artistica e documentaria.  Evidenzia inoltre l’atto visionario di Anna Maria Luisa de’ Medici, ultima esponente della dinastia medicea, che con il Patto di Famiglia del 1737 fu iniziatrice di una concezione moderna dei musei pubblici.
The City as Archive. Florence richiama l’attenzione sul patrimonio culturale diffuso di Firenze e offre al pubblico l’opportunità di visitare il piano nobile di Palazzo Grifoni Budini Gattai, dove gli interni sfarzosi dialogano con gli scaffali vuoti dell’ex archivio fotografico del KHI, creando un contrasto tra estetica contemporanea e decorazioni risalenti agli anni intorno al 1900. Il materiale visivo sarà esposto in diverse sale accessibili dallo scalone monumentale, trasformando il palazzo in uno spazio dove storia e contemporaneità si incontrano. Le opere artistiche di Armin Linke, realizzate tra il 2018 e il 2024, saranno presentate in diversi formati, dai grandi pannelli di 304×200 cm a trittici di 173×200 cm e formati medi di 50×60 cm. Queste opere dialogheranno con il laboratorio del progetto (280 stampe) e con 21 fotografie storiche della Fototeca (Alinari, Brogi, Braun, Hautmann), che includono icone dell’immaginario fiorentino come Dante, il David di Michelangelo e un omaggio a Fra’ Angelico.
In occasione de Lo schermo dell’arte, la mostra presenterà un’opera video: uno storyboard animato e multimediale, che restituisce la geografia concettuale e relazionale emersa da cinque anni di indagine sul campo, condensata nella pubblicazione “The City as Archive”. Il lavoro è accompagnato da field recordings intrecciati a una composizione sonora del musicista Giuseppe Ielasi.
“The City as Archive” è  anche un libro concettuale di oltre 450 pagine con testi di Hannah Baader e Costanza Caraffa, e 550 immagini, che comprendono  immagini scattate da Armin Linke e sedimentazioni fotografiche della Fototeca. Il libro, in fase di preparazione presso la casa editrice Viaindustriae di Foligno, sarà disponibile a dicembre.

Il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut (KHI), fondato nel 1897, è un istituto di ricerca della Società Max Planck dal 2002. Luogo di presenze, incontri e collaborazioni di studiose e studiosi di altissimo livello internazionale, i suoi progetti si concentrano sulle storie dell’arte e dell’architettura in una prospettiva transculturale, in un ampio spettro cronologico e geografico. Al KHI la ricerca storica si intreccia a un impegno critico nei dibattiti e nelle sfide del mondo contemporaneo, come l’ecologia, l’estetica, l’etica, l’urbanistica, il patrimonio, la migrazione, il futuro dei musei, i media e le culture materiali, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale. L’istituto è particolarmente dedicato al sostegno di giovani studiose e studiosi, e le sue rinomate Biblioteca e Fototeca sono aperte alla comunità di ricerca internazionale.

Dal 12 Novembre 2025 al 31 Gennaio 2026 – Palazzo Grifoni Budini Gattai – Firenze

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Mario Giacomelli. Papaveri rossi

Mario Giacomelli, Il cantiere del paesaggio, 1970
© Eredi Mario Giacomelli, Ancona | Mario Giacomelli, Il cantiere del paesaggio, 1970

Dal 15 ottobre al 6 aprile 2026, la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, nello spazio di CAMERA OSCURA, dedicato alla fotografia e allestito all’interno del percorso del museo perugino, in occasione del centenario della sua nascita rende omaggio a Mario Giacomelli (1925-2000), uno dei protagonisti assoluti della fotografia della seconda metà del Novecento, con la mostra Mario Giacomelli. Papaveri rossi, curata da Alessandro Sarteanesi.
 
L’esposizione propone un nucleo di opere mai esposte dell’artista, con soggetto il paesaggio umbro, tutte caratterizzate da un utilizzo quasi “pittorico” del colore, fatto davvero insolito per Giacomelli, conosciuto per lo più per immagini che giocano sui forti contrasti, dei bianchi e dei neri, dei pieni e dei vuoti.
 
La mostra è anche l’occasione per approfondire la relazione artistica e il rapporto umano che legò Mario Giacomelli ad Alberto Burri, di cui sono esplicita testimonianza alcune fotografie che riportano la dedica al maestro tifernate, che s’inquadrano in una comune ricerca attorno al paesaggio, seppur declinata con modalità diverse, all’interno dell’Informale italiano del dopoguerra
 
Il nucleo centrale è rappresentato da 5 fotografie inedite scattate negli anni Sessanta sull’altopiano di Colfiorito e di Castelluccio di Norcia. A queste si aggiungono una decina di opere astratte, coeve alle precedenti, anch’esse paesaggi a colori, che documentano come Giacomelli si sentisse pienamente un artista visivo, attraverso l’uso della fotografia come medium espressivo.
 
Come nelle parole del curatore Alessandro Sarteanesi, è all’interno di un percorso che attraversa i secoli, documentato dalle opere della collezione del museo, che la ricerca di Giacomelli trova un terreno di riflessione attuale e radicale, in antitesi con la banalità ossessivamente ripetitiva dell’‘infiorata’, immortalata dai social network. L’altopiano di Colfiorito, un tempo luogo vissuto e coltivato, mentre la sua fama cresce, si va spopolando, e il paesaggio, consumato come immagine-vetrina e non come esperienza, esaurisce il suo sentimento vitale.
 
L’esposizione si completa con due fotografie del soggetto più iconico di Giacomelli, quello dei famosi “Pretini” che inscenano un girotondo, presenti in mostra anche in una versione a colori, esposta a Perugia per la prima volta.

Dal 15 Ottobre 2025 al 6 Aprile 2026 – Galleria Nazionale dell’Umbria – Perugia

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Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra

Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra, Museo di Roma in Trastevere
Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra, Museo di Roma in Trastevere

Il Museo di Roma in Trastevere ospita la mostra fotografica Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra, il progetto vincitore di Strategia Fotografia 2022 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

In mostra un’accurata selezione delle più significative fotografie realizzate da Marina Berardi, Barbara di Majo, Francesco Faraci, Francesco Francaviglia, Fausto Podalini per il progetto espositivo Legami intangibili nei paesaggi festivi. Dal dicembre 2022 al maggio 2024 è stata condotta la più grande campagna di documentazione e ricerca fotografica nella storia dell’antropologia italiana “Legami intangibili nei paesaggi festivi” con il sostegno e la promozione della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La ricerca è confluita in un fondo fotografico costituito da 29 reportage rappresentativi a livello nazionale, riguardanti eventi di interesse demoetnoantropologico che hanno al centro le modificazioni nel/del paesaggio e nei/dei processi di adattamento uomo ambiente leggibili negli aspetti performativi della festa. Questa importante campagna fotografica si avvale di preziose collaborazioni con le comunità patrimoniali territoriali, con gli Uffici periferici del MIC e delle Pro Loco e costituirà un punto di partenza per ulteriori studi, ricerche e percorsi di patrimonializzazione.

Dal 19 Settembre 2025 al 1 Marzo 2026 – Museo di Roma in Trastevere

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Photo Grant di Deloitte 2025

<span>© Carlos Idun-Tawiah, 2024</span>
© Carlos Idun-Tawiah, 2024

Carlos Idun-Tawiah vince la sezione Segnalazioni del Photo Grant di Deloitte 2025. Il progetto Hero, Father, Friend è un diario intimo che esplora memoria, perdita e costruzione dell’identità personale. Le fotografie ritraggono momenti sulla spiaggia con lo zio, lezioni di pianoforte con il nonno e partite di calcio con i cugini: esperienze che colmano l’assenza del padre e mostrano come l’amore possa arrivare in modi inaspettati.

Il lavoro intreccia realtà e finzione, passato e presente, offrendo una riflessione profonda sulla paternità non solo come ruolo biologico, ma come dono che può manifestarsi in molte forme.

Il fotografo sarà protagonista di una mostra in Triennale Milano, dal 27 novembre 2025 al 25 gennaio 2026, insieme al progetto Reinas di Fabiola Ferrero, vincitrice 2024 della categoria Open Call, e a un’anteprima del progetto vincitore della Open Call 2025.

Dal 27 Novembre 2025 al 25 Gennaio 2026 – Triennale Milano

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Annalisa Brambilla: My Star Wars Family

Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. – Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe

My Star Wars Family è un viaggio nell’universo di una famiglia numerosa che affronta la vita e l’autismo. Attraverso queste immagini condividiamo le loro sfide, tra scoperte, momenti di speranza e armonia ma anche di tristezza e solitudine. E’ il racconto di un equilibrio da ritrovare ogni giorno, mentre si vive immersi in forze potenti costantemente in azione. In tutto questo, l’obiettivo è tenere unito un nucleo familiare in cui ogni persona è unica e straordinaria.

My Star Wars Family non vuole insegnare nulla. È una narrazione intima che si avvale di un linguaggio fotografico affettivo, nella quale l’autismo non è una condizione da spiegare ma un territorio da abitare, un universo di emozioni profonde, relazioni complesse e gesti piccoli ma carichi di significati importanti. 

Conduce in una dimensione “altra” dove il tempo e lo spazio sono come sospesi e i confini tra principio e fine, reale e immaginario si confondono.

L’ideale astratto di perfezione cede il passo alla meraviglia della semplicità.

My Star Wars Family è un’avventura raccontata attraverso lo sguardo partecipe, intelligente e affettuoso di Annalisa Brambilla, che a Londra ha vissuto per un alcuni mesi con Matt, Shaila, Zain, Raeef, Sofia e Ibrahim: la famiglia Habib-Robinson.

dal 4 al 21 dicembre 2025 e dal 7 al 30 gennaio 2026 – IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano

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Transizioni. Dal fotografico alle immagini ibride

Un annuncio per la mostra 'Transizioni. Dal fotografico alle immagini ibride', curata da Mauro Zanchi, con dettagli sull'apertura e gli orari.

Viasaterna is pleased to present Transizioni. Dal fotografico alle immagini ibride, a group exhibition curated by Mauro Zanchi, in collaboration with Aurelio Andrighetto, opening on Monday, October 6, from 6 to 9 pm.

Through the works of nine contemporary artists in dialogue with those of two authors from the last century, the exhibition investigates the profound metamorphosis of the photographic medium in the digital and algorithmic era. It offers a critical and visual survey of how the contemporary image is redefining its own boundaries, between materiality and the ephemeral, between artistic projections and relationships with artificial intelligence.

These dynamics and changes are explored through the works of nine artists – Alessandro Calabrese, Giorgio Di Noto, Teresa Giannico, Camilla Gurgone, Leonardo Magrelli, Grace Martella, Luca Massaro, Alessandro Sambini, Alberto Sinigaglia.

In Transizioni, the image of photographic origin is thus present as a constitutive element within complex works, and is used, from time to time, to construct environments, animate narratives, create illusions or deconstruct perception, dissolving media boundaries. In this context, hybridization has found fertile ground.

Dal 6 Ottobre 2025 al 23 Gennaio 2026 – Viasaterna – Milano

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Elisabetta Catalano. Obiettivo sugli artisti

Elisabetta Catalano, 1972
Elisabetta Catalano, 1972

L’evoluzione del percorso della fotografa in relazione al rapporto con i musei: dalla committenza all’acquisizione fino alla costruzione di nuovi percorsi di ricerca. Il focus è l’occasione per valorizzare il corpus di fotografie di Elisabetta Catalano acquisito grazie ai fondi provenienti dal Bando Strategia Fotografia 2023, nonché opportunità di un omaggio al lavoro di Elisabetta Catalano in coincidenza del decennale dalla sua scomparsa nel 2015.

La recente acquisizione intende ora approfondire lo studio della sua attività, legato alla capacità di cogliere, attraverso il ritratto, l’immaginario della società artistica e culturale da lei stessa vissuta. Scatti permeati da una visione partecipata e condivisa dei processi creativi di figure diventate volti iconici del mondo a lei contemporaneo.

Dal 26 Novembre 2025 all’ 8 Marzo 2026 – MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – Roma

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Tutti i premi fotografici in scadenza a Dicembre

Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Dicembre! Partecipate!

Ciao Ciao

Annalisa

Rotterdam Photo Open Call

Un banner promozionale per il concorso fotografico 'Echoes of Silence', con testo bianco su sfondo sfumato rosa e viola, che invita a partecipare entro il 1° dicembre.

Cosa fa la guerra a un artista quando non ne è testimone oculare, ma ne diventa portatore di un’eredità emotiva? Che suono ha la violenza nella mente di chi sopravvive, fugge o si limita ad ascoltare?

In “Echi di silenzio” esploriamo come la guerra, il conflitto e il trauma collettivo si riverberino nel lavoro di fotografi che scelgono di non usare l’obiettivo come strumento di reportage, ma come specchio delle loro lotte interiori.

Questa edizione si concentra su artisti per i quali la guerra non è una scena, ma una condizione. Dove il conflitto non si svolge al di fuori del corpo, ma nella memoria, nella storia familiare, nel subconscio. Qui l’obiettivo non registra un’esplosione, ma ne riecheggia: nel silenzio, nel vuoto, nella ripetizione, nella frammentazione o nell’alienazione. Consideriamo questo come un’estensione necessaria del discorso sul conflitto e sulla cultura visiva, in cui la prospettiva personale, poetica e simbolica è spesso sottoesposta.

Il linguaggio visivo e il design possono variare – dalla distorsione analogica ai ritratti poetici, dai paesaggi astratti alle nature morte simboliche – ma il filo conduttore è l’impatto interiore della guerra sull’arte. Questo progetto controbilancia la narrazione dominante della sensazione, lasciando spazio alla riflessione, al simbolismo e all’empatia concentrandosi sul paesaggio interiore dell’artista, e accoglie sia fotografi affermati che emergenti con approcci idiosincratici, concettuali e visivi.

Deadline: 1 December 2025

Website: https://www.rotterdamphoto.eu/echoes-of-silence/

Wildlife Photographer of the Year 2025

Tre leoni che si abbracciano e si leccano su un prato, con un testo sovrapposto che annuncia il concorso 'Wildlife Photographer of the Year' del Natural History Museum.

Il Wildlife Photographer of the Year racconta la storia di un pianeta sotto pressione. Aiutateci a sfruttare il potere della fotografia per far progredire la conoscenza scientifica, diffondere la consapevolezza su questioni importanti e coltivare un amore globale per la natura.

Le fotografie devono essere state scattate negli ultimi cinque anni. La data di scatto deve essere successiva a ottobre 2020 e deve essere comprovata su richiesta.

Tutte le opere devono essere il risultato di un processo fotografico con una macchina fotografica.

Deadline: 4 December 2025

Website: https://www.nhm.ac.uk/wpy

2025 Photora Awards

Logo dei Photora Awards su sfondo rosa.

I Photora Awards sono più di un semplice concorso fotografico: sono una celebrazione globale della creatività, della visione e della narrazione attraverso l’arte della fotografia. Con 20 diverse categorie, tra cui Street, Ritratto, Paesaggio, Natura, Architettura, Minimalismo, Astrofotografia e Smartphone, il concorso accoglie fotografi di tutti i livelli, dagli appassionati amatoriali ai professionisti affermati.

Che catturiate suggestivi paesaggi urbani, emozioni umane crude o astrazioni concettuali, Photora offre una piattaforma dove il vostro lavoro può essere visto, rispettato e ricordato.

L’ambito titolo di Fotografo dell’Anno premia l’immagine più eccezionale in tutte le categorie, mentre i Campioni di Categoria celebrano l’eccellenza in ciascuno dei 20 generi creativi.

Tutti i vincitori e le menzioni d’onore ricevono attestati ufficiali, badge digitali e una pubblicazione nella Galleria dei Vincitori online, con promozione a livello mondiale attraverso la stampa e i social media. Le opere vincitrici saranno inoltre pubblicate nell’annuale Photora Awards Book, offrendo una visibilità a lungo termine e un arricchimento della vostra carriera.

Deadline: 6 December 2025

Website: https://photoraawards.com

On the Street

A vibrant yellow wall with a figure performing a handstand on the street, with modern buildings in the background. Text overlay announces a photography call for entries titled 'On the Street' with details about the deadline and juror.

“Una fotografia è un segreto su un segreto. Più ti dice, meno sai.” – Diane Arbus

Da sguardi fugaci a scontri audaci, la fotografia di strada cattura il ritmo spontaneo della vita. Per questa mostra, invitiamo a immagini che riflettano la bellezza, l’umorismo, la tensione e l’umanità che si trovano nei momenti quotidiani. Che siano scattate in una città frenetica, in una fiera di provincia o in un tranquillo incrocio rurale, cerchiamo fotografie che raccontino storie di persone, luoghi e il ritmo della strada.

Mostraci come osservi il mondo quando la vita non si mette in posa, quando gesti, luce e casualità si allineano in un unico scatto.

Non vediamo l’ora di vedere come vedi la strada.

Deadline: 8 December 2025

Website: https://bit.ly/PPG-onthestreet

Penda Travel Photography Competition 2025

Tre fotografi in piedi su una superficie riflettente d'acqua, mentre riprendono una catena montuosa al tramonto.

Mostrateci i vostri lavori migliori e avrete la possibilità di vincere un safari fotografico in Africa!

Chiamata a tutti i fotografi di viaggio! Vi invitiamo a presentare i vostri lavori migliori e a competere per il titolo di Fotografo di Viaggio dell’Anno di Penda. Che siate professionisti esperti o semplici appassionati, questa è la vostra occasione per mostrare le vostre immagini di viaggio più accattivanti. Avrete la possibilità di vincere il viaggio della vostra vita: un safari fotografico in Botswana. Partecipare è facile e veloce, e la prima iscrizione è gratuita!

La collaborazione di Penda con Wild Shots Outreach sottolinea la convinzione che la fotografia possa fare molto di più che creare immagini straordinarie: può creare connessioni, capacità di azione e opportunità. Con sede nell’area del Greater Kruger in Sudafrica, Wild Shots Outreach offre ai giovani provenienti da comunità svantaggiate l’accesso a fotocamere, tutoraggio, workshop e borse di studio per aiutarli a entrare in contatto con il loro patrimonio naturale e a intraprendere percorsi di conservazione, narrazione e carriere creative. Partecipando al concorso oltre la prima presentazione gratuita, i contributori sosterranno direttamente il lavoro di Wild Shots Outreach, contribuendo a finanziare attrezzature, formazione ed espansione del programma.

Deadline: 10 December 2025

Website: https://www.pendaphototours.com/penda-travel-photography-competition/

Annual Photography Awards 2025

Logo del Annual Photography Awards su uno sfondo rosa, raffigurante un soggetto avvolto in tessuto con fiori delicati.

La settima edizione di questo concorso fotografico internazionale prevede cinque categorie principali, ciascuna suddivisa in 25 sottocategorie, offrendo ai partecipanti un’ampia piattaforma per mostrare il proprio talento e la propria visione artistica sulla scena globale.

Incoraggiamo approcci audaci e innovativi che sfidano gli standard artistici convenzionali. Indipendentemente dal tema scelto, i partecipanti possono presentare le proprie opere in un massimo di cinque categorie. Non ci sono restrizioni di interpretazione, creatività o estetica: ogni forma di espressione artistica è benvenuta. Il nostro concorso celebra la diversità di stili e tecniche fotografiche, promuovendo i talenti emergenti e contribuendo al riconoscimento della fotografia come vera e propria arte.

Questa è un’opportunità unica per ottenere riconoscimenti internazionali, dare una svolta alla propria carriera e presentare il proprio lavoro a una comunità di appassionati d’arte e professionisti. L’Annual Photography Awards non è solo un concorso prestigioso, ma anche un’opportunità per vincere interessanti premi in denaro, trofei esclusivi e prestigiosi riconoscimenti. I vincitori riceveranno attestati ufficiali e premi digitali, a conferma dei loro eccezionali risultati nel campo della fotografia.

Deadline: 14 December 2025

Website: https://annualphotoawards.com

Moments Collective – Annual Exhibition 2026 “Street Life”

Poster for the "Street Life" exhibition in Athens, featuring details about the event, including the name of the galleries, curator, and sponsors.

Moments Collective invita fotografi di tutto il mondo a presentare opere per la nostra prossima mostra collettiva, “Street Life”. Cerchiamo storie visive avvincenti che emergano dallo spazio pubblico: momenti spontanei, gesti spontanei, osservazioni silenziose o scene dinamiche, qualsiasi cosa si svolga nel mondo aperto che ci circonda.

La mostra si terrà dal 23 al 31 gennaio 2026 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene (28is Oktovriou 47, Atene 104 33) e presso la iFocus Photo Gallery di Atene (Akadimias St. e Ippokratous 13).

Questo invito non si limita alla tradizionale fotografia di strada. Accogliamo tutte le interpretazioni: fotografie scattate durante un festival o un raduno religioso, uno spettacolo di strada, una protesta, un mercato o persino il silenzio di un vicolo vuoto. Che il vostro approccio sia documentaristico, artistico, astratto o concettuale, siamo interessati a lavori che catturino il battito della vita così come si svolge oltre le porte chiuse.

Deadline: 21 December 2025

Website: https://www.moments-collective.com/annual-exhibition-2026

2026 Global Chinese New Year Photography Competition

Aerial view of a densely populated area at night, illuminated by thousands of colorful lights, with text overlay announcing the '2026 Global Chinese New Year Competition'.

Il Concorso Fotografico Globale per il Capodanno Cinese (GCPC) 2026 invita fotografi, narratori visivi e creativi di tutto il mondo a catturare lo spirito, la bellezza e la ricchezza culturale della Cina e del suo patrimonio culturale. Il concorso accoglie immagini coinvolgenti che esplorano la vita contemporanea, lo splendore dei paesaggi naturali cinesi e la presenza globale della cultura cinese, attraverso città moderne, costumi tradizionali o scenari interculturali all’estero. Aperto a partecipanti di tutti i livelli, il GCPC offre una piattaforma gratuita e inclusiva agli artisti per ottenere visibilità internazionale, costruire il proprio portfolio e contribuire a un dibattito globale sulla cultura cinese.

I temi di quest’anno: Cina oggi, Paesaggi e viaggi cinesi ed Elementi cinesi all’estero, abbracciano le molteplici dimensioni della cultura cinese nel XXI secolo, dall’innovazione e dal cambiamento sociale al patrimonio, alla tradizione e all’influenza culturale mondiale. Attraverso questo concorso, miriamo a mettere in luce una narrazione potente, celebrare lo scambio culturale e mostrare talenti fotografici eccezionali su un palcoscenico globale. Tutte le opere premiate riceveranno certificati digitali ufficiali e saranno presentate sulle piattaforme promozionali del GCPC, offrendo agli artisti un’opportunità significativa di condividere la propria visione con il pubblico di tutto il mondo.

Deadline: 31 December 2025

Website: https://www.theworldphotographyawards.org

Fine Art Awards 2025

Un'immagine di promozione per i Fine Art Awards 2025, con una donna vestita in un abito elaborato che tiene un pezzo di anguria, sullo sfondo di decorazioni intricate e colori scuri.

È un onore invitarvi a partecipare alla terza edizione dei Fine Art Awards 2025, una celebrazione dell’eccellenza nell’arte fotografica.

Questa è la terza edizione di un evento che promette di mettere in luce e premiare le opere più straordinarie del 2025. Il vostro talento e la vostra creatività sono fondamentali per il successo di questa iniziativa.

La creatività è l’anima della fotografia Fine Art. I fotografi riuniti qui mirano a trasmettere emozioni, concetti e pensieri attraverso le loro immagini. Ogni fotografia è il risultato di una pianificazione meticolosa, di una composizione artistica attentamente studiata e di una manipolazione delle immagini per ottenere l’effetto desiderato. Questa è l’essenza della fotografia Fine Art: la capacità di catturare la visione unica di un artista.

Dopo dieci anni trascorsi a sostenere fotografi di talento, abbiamo progettato i Fine Art Awards con un unico obiettivo: scoprire immagini straordinarie e fotografi desiderosi di dare una svolta alla propria carriera grazie all’impareggiabile riconoscimento e alla visibilità internazionale offerti dai Fine Art Awards. Le vostre immagini accattivanti meritano visibilità e ci impegniamo a garantire che ricevano l’attenzione che meritano. Vi invitiamo calorosamente a condividere con noi la vostra visione artistica, affinché noi, a nostra volta, possiamo presentarla al mondo.

Deadline: 31 December 2025

Website: https://www.dodho.com/fine-art-awards

True Blue | 2025 International Art Competition

Un albero stilizzato con foglie blu su uno sfondo azzurro chiaro, con la parola 'BLUE' sopra di esso.

Invitiamo artisti e fotografi a partecipare a True Blue, un concorso d’arte a tema libero dedicato all’esplorazione del blu, in tutta la sua profondità emotiva, simbolica e visiva. Cerchiamo opere che esprimano il significato che il “blu” ha per voi.

Che la vostra visione sia letterale o astratta, dai toni freddi o carica di emozioni, True Blue è la vostra opportunità di presentare opere d’arte che risuonino con questo colore e concetto senza tempo. Tutti i mezzi, gli stili e le interpretazioni sono benvenuti.

Deadline: 31 December 2025

Website: https://koisartistaward.com/true-blue-art-competition/

FOTOAWARD

Logo del concorso fotografico FotoAward, caratterizzato da un design moderno e una combinazione di blu scuro e blu chiaro.

Concorso fotografico annuale gratuito e non commerciale. Giunto alla sua settima edizione, l’iscrizione è riservata a fotografi affermati, selezionati e invitati. L’assenza di categorie o nomination basate sul genere rappresenta una sfida particolare. I premi includono medaglie, diplomi, filtri fotografici, licenze software e altro ancora.

Le candidature vengono inviate pubblicando i lavori sul sito espositivo del concorso, foto.d3.ru, una piattaforma in lingua russa. Questo sito fotografico, con il motto “Make raw, not war”, promuove la fotografia come mezzo per unire persone di diversi paesi con opinioni diverse. È la sezione di fotografia indipendente di D3.ru, un portale di social network russo molto grande e antico, fondato nel 2001. Il suo pubblico è composto da utenti di lingua russa provenienti da molti paesi, e le loro valutazioni costituiscono la fase iniziale di valutazione. Per il 2025, il concorso è stato adattato per accogliere i partecipanti di lingua inglese.

Deadline: 31 December 2025

Website: https://fotoaward.org/

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori!

Musa fotografia

Estetica vs. Contenuto, chi vince nel contemporaneo?

Negli ultimi decenni, la fotografia contemporanea ha subito una trasformazione notevole: oggi sembra che l’estetica abbia vinto a mani basse sul contenuto. L’immagine perfetta, luminosa e simmetricamente impeccabile domina le scene, mentre il messaggio spesso si perde tra un filtro vintage e una saturazione eccessiva. Ma come siamo arrivati a questo punto? Colpa della tecnologia, dei social media o semplicemente di un’irresistibile voglia di fare bella figura?

Il primo colpevole è la tecnologia digitale, che ha reso la fotografia alla portata di chiunque. Basta uno smartphone, un paio di click e via, tutti artisti! Il problema? La quantità non sempre fa rima con qualità. Abbiamo un’abbondanza di immagini perfette per essere postate, ma prive di una vera storia, di una narrazione visiva che ne giustifichi la produzione. e purtroppo ho sempre più spesso l’impressione che la tendenza riguardi il mondo autoriale. Immagini trite e ritrite proposte da importanti gallerie. Linguaggi vecchi e concetti riproposti con foto simili dopo decenni. A volte mi sento triste.

Certo, il tramonto a Bali è stupendo, ma se lo fotografiamo tutti allo stesso modo, cosa resterà?

I social media ci mettono del loro. Con piattaforme come Instagram e TikTok, la regola è chiara: se non catturi l’attenzione in due secondi, sei già dimenticato. Risultato? Foto che gridano “guardami!”, e non so come facciano a gridare, visto che sono completamente mute. L’importante è il numero di like, non il significato dell’immagine! Così, anche i fotografi più talentuosi si ritrovano a inseguire algoritmi invece di raccontare storie.

E il mercato dell’arte? Anche lui non aiuta. Le gallerie e le fiere vogliono immagini che seguano le mode, quelle che si vendono bene e fanno colpo a prima vista. Se una foto non è patinata e “instagrammabile”, rischia di rimanere nell’ombra. Insomma, la fotografia oggi deve essere bella, ma non troppo difficile da capire, perchè non si ha tempo per capire, bisogna scorrere il telefono per scoprire cosa ci viene proposto nel post successivo, una ricetta, un pantalone alla moda? Non importa. scopriamo cosa c’è dopo…Perché far pensare lo spettatore quando si può conquistarlo con un bel budino al cioccolato senza calorie, vegetale e che fa dimagrire?

Ma per fortuna non tutto è perduto! Esistono ancora fotografi che sfidano questa deriva estetizzante, che usano l’immagine per raccontare, provocare e far riflettere. Certo, magari non faranno milioni di visualizzazioni su TikTok, ma almeno non dovranno spiegare a tutti che no, la loro fotografia non è solo una goduria per gli occhi.

In definitiva, la sfida della fotografia contemporanea è trovare un equilibrio tra forma e contenuto. L’estetica è importante, ma senza una storia da raccontare, rimane solo un esercizio di stile.

Ciao Sara Munari

Storia di una fotografia – Shirin Neshat – “Women of Allah”

FOTOGRAFIA di Shirin Neshat – “Women of Allah” – Anno 1994

La serie “Women of Allah” di Shirin Neshat, realizzata nel 1994, è un’opera potente e provocatoria che esplora l’identità femminile nel contesto dell’Islam. Neshat, attraverso fotografie in bianco e nero di grande impatto, ci mostra donne iraniane con il volto, le mani e i piedi coperti da testi in persiano, spesso poesie rivoluzionarie.

Il tema centrale di questa serie è la complessità dell’identità femminile in un contesto culturale e religioso rigoroso. Neshat, attraverso la sua visione artistica, ci invita a riflettere sul ruolo delle donne nella società islamica, sulle tensioni tra tradizione e modernità, e sulla relazione tra corpo, potere e linguaggio. I testi scritti sui corpi delle donne diventano un simbolo di resistenza e di espressione, un modo per dare voce a un’identità spesso soffocata.

L’approccio di Neshat si distingue per la sua carica emotiva e la sua capacità di creare immagini iconiche. Le sue fotografie, con il loro contrasto netto tra bianco e nero, e i testi in persiano che coprono i corpi delle donne, evocano un senso di mistero e di tensione. La sua tecnica, che combina la fotografia con la calligrafia, crea un linguaggio visivo unico, che fonde elementi della tradizione islamica con l’arte contemporanea.

Dal punto di vista visivo, “Women of Allah” è una serie di grande impatto. Le immagini, con la loro composizione rigorosa e la loro intensità emotiva, catturano lo sguardo e invitano alla riflessione. Neshat ci mostra la bellezza e la forza delle donne iraniane, trasformando i loro corpi in un palcoscenico per l’espressione artistica e politica.

Biografia di Shirin Neshat:

Shirin Neshat, nata nel 1957 a Qazvin, è un’artista visiva iraniana nota per le sue opere che esplorano temi come l’identità femminile, la politica e la religione. Dopo essersi trasferita negli Stati Uniti negli anni ’70, ha sviluppato un linguaggio artistico che fonde la fotografia, il video e l’installazione. Le sue opere sono state esposte nei più importanti musei e gallerie del mondo, consacrandola come una delle artiste più influenti della nostra epoca.

In qualità di fondatrice di Musa Fotografia, una scuola dedicata all’arte della fotografia, desidero chiarire l’utilizzo di immagini di grandi autori sul mio blog.

Le fotografie di maestri, che appaiono nei miei articoli, sono utilizzate esclusivamente a scopo didattico e divulgativo. Il mio intento è quello di analizzare e condividere la bellezza, la tecnica e la storia di queste opere con i miei studenti e con tutti gli appassionati di fotografia.

Tengo a sottolineare che:

  • Nessuna delle immagini viene utilizzata a scopo di lucro. Il blog non genera entrate dirette attraverso la vendita di immagini o pubblicità.
  • Gli articoli sono scritti con intenti didattici. L’obiettivo è quello di fornire spunti di riflessione e approfondimento sulla storia della fotografia e sulle diverse tecniche utilizzate dai grandi maestri.
  • Il mio impegno è verso la diffusione della cultura fotografica. Credo che l’analisi di opere significative sia fondamentale per la crescita e l’apprendimento di ogni fotografo.

Sono consapevole dell’importanza del rispetto del diritto d’autore e mi impegno a citare sempre la fonte delle immagini utilizzate. Se dovessi ricevere segnalazioni di violazioni del copyright, provvederò immediatamente a rimuovere il materiale contestato.

Spero che questa dichiarazione possa chiarire il mio approccio e la mia passione per la fotografia.

L’anacronismo come resistenza creativa nella fotografia

Sul cammino di Santiago De Compostela, Sara Munari

Ciao a tutti! Come sapete tengo questo blog dal 2015, voglio cambiare un pochino! Non scrivo solo io, ma ogni articolo scritto da me in senso “critico” sarà un piccolo tentativo di fare il contrario di ciò che il tempo ci chiede: inseguire il presente, rincorrere la moda, adeguarsi. Io preferisco l’anacronismo. Non perché sia romantico o “figo”, ma perché è l’unico modo per inventare davvero qualcosa di mio e, forse, anche di vostro. Qui si parla di immagini che non hanno fretta, di estetiche che non viaggiano sui trend topic e di scelte visive che spesso fanno storcere il naso. E se riusciremo a ridere un po’ delle nostre stesse fissazioni, ancora meglio. Perché l’ironia, ve lo assicuro, è l’unico filtro che rende sopportabile il mondo della fotografia contemporanea. Benvenuti quindi in questa serie: un viaggio fuori tempo, con qualche deviazione imprevista, un paio di scivoloni controllati e la speranza che, alla fine, qualcuno possa davvero guardare il mondo in modo un po’ diverso. Sara Munari

Viviamo in un’epoca in cui la velocità della produzione visiva sembra dettare anche i criteri di valore. Ciò che è contemporaneo, ciò che aderisce alla tendenza del momento, viene spesso percepito come innovativo. Eppure, se guardiamo con attenzione, la conformità al presente raramente genera vera invenzione: produce invece varianti, adattamenti, aggiornamenti di un’estetica già assimilata.

Per questo ogni artista fotografo, se vuole davvero scalfire la superficie dell’ovvio, deve essere anacronistico.

Essere anacronistici non significa rifugiarsi nel passato o cercare riflessi rassicuranti in tecniche obsolete. Al contrario, è la capacità di pensare fuori dal tempo, di non lasciarsi imbrigliare dalle griglie narrative ed estetiche del “qui e ora”. L’anacronismo è un atto critico: rifiutare l’ovvietà del presente per costruire un linguaggio che non sia immediatamente traducibile in “trend”.

La fotografia, per sua natura, porta già in sé una tensione temporale: ogni immagine è testimonianza di un istante che non esiste più. Ma se il fotografo si limita a replicare lo stile dominante del suo tempo, non fa altro che rafforzare il presente, senza metterlo in discussione. L’artista anacronistico invece forza questa condizione: inventa spazi visivi che sembrano provenire da un’altra epoca, o da nessuna epoca riconoscibile.

Pensiamo agli autori che hanno rotto gli schemi: non erano mai del tutto in sintonia con il loro presente. Chi innova non si adatta, chi innova stona, appare fuori luogo, inattuale. Ma proprio questa frizione con l’oggi apre la possibilità di vedere oltre, di creare immagini che non si lasciano consumare nel ciclo effimero della contemporaneità.

Per un fotografo essere anacronistico significa osare: scegliere linguaggi, ritmi, estetiche che non trovano immediato riscontro nell’orizzonte culturale circostante. È un rischio, perché espone a incomprensioni e solitudini. Ma è anche l’unico modo per generare immagini che abbiano un peso, che non si dissolvano con l’ennesima tendenza.

La vera innovazione non nasce dall’aderire al tempo presente, ma dal tradirlo. Ogni fotografo che aspira a inventare, piuttosto che a ripetere, dovrebbe parlare con un linguaggio che non appartiene al suo tempo, e proprio per questo lo illumina con uno sguardo inedito.

Sara

Joan Fontcuberta: giochi per la mente

Joan Fontcuberta è la fotografia per me. Il mio riferimento per eccellenza, mi ha fatto cambiare modo di ragionare, aprendo porte chiuse letteralmente sulla mia faccia. E’ un artista che ha trasformato la fotografia in un terreno di gioco per la mente, un luogo dove la verità è un concetto fluido e le immagini sono enigmi da decifrare.

Fontcuberta non è un fotografo nel senso tradizionale del termine. Non si limita a riprendere la realtà, ma la manipola, la reinventa, la mette in discussione. Il suo lavoro è un invito a guardare oltre la superficie, a interrogarci sulla natura delle immagini e sul loro potere di influenzare la nostra percezione del mondo.

Prendiamo “Fauna”, ad esempio. L’autore ti fa entrare in un museo di storia naturale e ti ritrovi di fronte a fotografie di animali mai visti prima, accompagnate da didascalie scientifiche e disegni dettagliati. Fontcuberta ha creato un intero archivio zoologico immaginario, completo di specie inventate e di scoperte sensazionali. Il risultato è un’opera che mette in discussione la nostra fiducia nelle istituzioni scientifiche e nella capacità della fotografia di documentare la realtà.

Joan Foncuberta Fauna: Felis penatus, circa 1930 Photo by Hans von Kubert

In “Herbarium”, Fontcuberta si spinge ancora oltre, creando un erbario di piante immaginarie, con tanto di nomi scientifici e descrizioni, informazioni fin troppo specifiche. Le fotografie, realizzate con una tecnica impeccabile, sembrano provenire da un vero e proprio archivio botanico. L’opera è un omaggio all’illusione e alla capacità della fotografia di creare mondi paralleli. “In ‘Herbarium’, si immerge nel solco di una tradizione antica, quella degli studi e delle raccolte che, fin dall’antichità e attraverso il Medioevo, hanno cercato di catalogare il mondo vegetale. Ma qui, la classificazione assume una piega surreale.

Joan Foncuberta: Dalla serie Herbarium

Con “Sputnik”, Fontcuberta si appropria della storia della corsa allo spazio, creando una falsa cronaca della missione spaziale sovietica. Utilizzando fotografie e documenti contraffatti, l’artista costruisce una narrazione alternativa, che mette in discussione la versione ufficiale degli eventi. L’opera è un esempio lampante di come la fotografia possa essere utilizzata per manipolare la memoria collettiva.

Dal libro Sputnik – 1997

“Orogenesis” è un’opera che esplora i confini tra fotografia e tecnologia. Fontcuberta utilizza software di modellazione 3D per creare paesaggi immaginari, basati su fotografie di montagne. Il risultato è una serie di immagini che sembrano provenire da un altro pianeta, un mondo dove la natura è stata reinventata dalla tecnologia.

Joan Fontcuberta, Dalla série : Orogenèse – 2004
Infine, con “Googlegrams”, Fontcuberta si appropria delle immagini di Google, creando mosaici di immagini utilizzando le anteprime delle immagini di Google. L’opera è una riflessione sulla natura delle immagini digitali e sulla loro capacità di creare nuove forme di rappresentazione.

Joan Fontcuberta, Googlegram 9, Homeless, 2005

Ci sono altri lavori che mi piacerebbe mostrarvi, magari lo farò in un altro articolo!

Fontcuberta è un artista che ci invita a guardare il mondo con occhi critici, a mettere in discussione le nostre certezze e a riflettere sul potere delle immagini. Il suo lavoro è un invito a non dare nulla per scontato, a interrogarci sulla verità e a esplorare i confini tra realtà e finzione.

Biografia in pillole

Nato a Barcellona nel 1955, Fontcuberta è un artista poliedrico, che spazia dalla fotografia alla scrittura, dalla docenza alla curatela.
Laureato in Scienze dell’informazione, ha dedicato la sua carriera all’esplorazione dei limiti della fotografia e alla messa in discussione della sua veridicità.
Ha esposto le sue opere in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi premi, tra cui il prestigioso Hasselblad Award nel 2013. Oltre al lavoro di artista visivo orientato al campo della fotografia, Joan Fontcuberta svolge un’attività più ampia come insegnante, critico, curatore e storico.

Ciao! Sara Munari


Fontcuberta è anche un acuto osservatore della cultura digitale, e le sue opere recenti si concentrano sempre di più sull’impatto della tecnologia sulla nostra percezione del mondo, è un maestro dell’illusione, un artista che ci invita a guardare oltre la superficie delle immagini e a interrogarci sulla natura della verità.

Approccio Concettuale

L’approccio di Fontcuberta si caratterizza per:

  • Messa in discussione della veridicità:
    • Fontcuberta utilizza la fotografia per creare finte documentazioni e false testimonianze, mettendo in discussione la nostra fiducia nelle immagini.
  • Esplorazione dei limiti della rappresentazione:
    • Il suo lavoro indaga i confini tra realtà e finzione, evidenziando come la fotografia possa essere utilizzata per manipolare e ingannare.
  • Ironia e umorismo:
    • Fontcuberta utilizza l’ironia e l’umorismo per smascherare i meccanismi di potere e di controllo che si celano dietro le immagini.
  • Uso di archivi e documenti:
    • Fontcuberta si appropria di archivi e documenti preesistenti, rielaborandoli e decontestualizzandoli per creare nuove narrazioni.

Tutti i Premi fotografici in scadenza a Novembre

Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Ottobre! Partecipate!

Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Novembre! Partecipate!

Ciao Ciao

Annalisa

International Artistic Photography Awards 2025

Logo degli International Artistic Photography Awards con un occhio e forme geometriche stilizzate.

Sei pronto a condividere la tua visione unica con il mondo attraverso l’arte della fotografia? Ti invitiamo a partecipare agli International Artistic Photography Awards (IAPA), una piattaforma globale di prim’ordine dedicata alla scoperta di nuovi talenti audaci, alla celebrazione di prospettive creative e all’ispirazione attraverso immagini potenti.

Perché candidare il tuo lavoro?

Esposizione globale: mostra le tue fotografie a un pubblico mondiale e ottieni un riconoscimento oltre i confini.

Valutazione degli esperti: il tuo lavoro sarà valutato da una giuria di fotografi esperti ed esperti del settore appassionati di fotografia creativa.

Categorie diverse: che tu sia attratto dalla ritrattistica, dal paesaggio, dal documentario, dalle belle arti, dalla street photography, dagli scatti con dispositivi mobili o persino dalla fotografia con i droni, c’è una categoria per la tua voce.

Cerchiamo immagini che offrano una prospettiva nuova e distintiva sul nostro mondo.

Deadline: 10 November 2025

Website: https://iapawards.com/

Monochrome Awards 2025

Manifesto per il Monochrome Awards 2025, con un'immagine in bianco e nero di un volto umano e testo che annuncia il concorso di fotografia in bianco e nero.

Siete invitati a partecipare alla 12a edizione del premio annuale di fotografia in bianco e nero.

Il legame della fotografia in bianco e nero con la tradizione e i valori senza tempo è incontestabile. Fin dai suoi albori, la fotografia in bianco e nero non è stata solo un’arte, ma soprattutto un’arte, in cui le idee evocate dall’immaginazione dell’artista vengono immortalate attraverso l’obiettivo della loro macchina fotografica.

Oltre una dozzina di categorie consentono ai partecipanti di specificare le definizioni delle specializzazioni fotografiche e la loro ampia diversità consente un’adeguata rappresentanza di fotografi in diversi ambiti chiave. Pilastro e culla della fotografia, la fotografia in bianco e nero è evidentemente il prodotto di una grande tradizione. Richiede esperienza, capacità di discernere dipendenze e sottigliezze tonali e, soprattutto, immaginazione.

La nostra missione è ricercare talenti e promuovere fotografi, sia professionisti che amatoriali, per presentare il loro lavoro tra i migliori fotografi monocromatici al mondo. Oltre ai premi in denaro, i nostri vincitori ricevono anche pieno supporto nell’ambito della promozione e dello sviluppo della propria carriera.

Deadline: 16 November 2025

Website: https://monoawards.com

OPPO Photography Awards 2025

Immagine promozionale per gli OPPO Photography Awards 2025, con un design colorato che presenta il tema 'Super Every Moment' e informazioni sull'apertura delle candidature.

OPPO ha lanciato ufficialmente il suo concorso annuale di fotografia mobile, gli OPPO Photography Awards 2025. Piattaforma globale che celebra la narrazione visiva, il concorso mira a ispirare gli utenti OPPO di tutto il mondo a catturare e condividere la bellezza utilizzando la tecnologia di imaging all’avanguardia di OPPO.

“In OPPO, il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare esperienze incentrate sull’uomo, infondendo profondità emotiva nella nostra tecnologia avanzata”, ha affermato Pete Lau, Senior Vice President e Chief Product Officer di OPPO. “Con il nostro nuovo brand di tecnologia di imaging, LUMO, e il nuovo slogan ‘Make Your Moment’, gli OPPO Photography Awards 2025 mirano a mettere in luce il meglio della fotografia basata sulla narrazione, consentendo a tutti di catturare i propri ‘momenti super’ con OPPO.”

Con il tema “Super Every Moment”, gli OPPO Photography Awards 2025 mettono in luce la bellezza della vita quotidiana. Il concorso comprende otto categorie che abbracciano un’ampia gamma di prospettive narrative: Snapshot, Giovani, Foto dal vivo, Condivisione, Ritratto, Atmosfera, Serie, fotografiche e Ambiente.

Deadline: 20 November 2025

Website: https://lumo.oppo.com/en/

Open Call – BBA Artist Prize 2026

Artwork featuring an abstract design with a blend of colors and textures, promoting the Artist Prize with an early bird deadline on September 29.

Eccellenza visiva, narrazione, pensiero concettuale, maestria tecnica, profondità del tema e comprensione: questi sono solo alcuni degli aspetti che la nostra giuria di professionisti del settore prenderà in considerazione. Che tu sia un artista esperto con una solida esperienza, un talento promettente all’inizio del suo percorso o semplicemente un appassionato d’arte, il BBA Artist Prize 2026 è un’ottima opportunità per esporre il tuo lavoro.

Deadline: 24 November 2025

Website: https://bba-prizes.com/artist-prize

World Sports Photography Awards 2026

Logo dei World Sports Photography Awards con il marchio Canon accanto.

Lo sport è azione, movimento ed energia, quindi perché la fotografia è un mezzo così avvincente per la narrazione sportiva?

Perché in quel momento si racchiude l’intera storia del viaggio che porta a quel momento e il potenziale di ciò che accadrà dopo. Atleti, spettatori e fotografi sono stati tutti attratti da questo momento.

I World Sports Photography Awards celebrano i momenti più belli, quelli in cui talento e arte si uniscono per rivelare aspetti profondi del vero significato dello sport.

Deadline: 24 November 2025

Website: https://www.worldsportsphotographyawards.com/

Sony European Student Award 2025

Logo del World Photography Organisation con il testo "EUROPEAN STUDENT AWARD" in caratteri maiuscoli.

Il concorso è aperto agli studenti di fotografia di tutta Europa, offrendo loro l’opportunità di presentare il proprio lavoro a livello internazionale e di progredire nella propria carriera.

Possono partecipare anche gli studenti iscritti a corsi di fotografia accreditati. Ora possono presentare il loro miglior lavoro per avere la possibilità di aggiudicarsi un posto all’European Student Award ai Sony World Photography Awards 2026. Il vincitore riceverà attrezzature fotografiche Sony di alta qualità e un’indimenticabile giornata a Londra ricca di workshop e opportunità di networking esclusive.

“Siamo lieti di lanciare questo premio per supportare i talenti emergenti in Europa e offrire agli studenti un’ulteriore piattaforma per esprimere la propria visione. La fotografia è un mezzo potente e vogliamo fornire ai giovani creativi gli strumenti, il tutoraggio e il riconoscimento che meritano”, afferma Pierrick Masson, Responsabile Consumer Marketing di Sony Imaging and Solutions Europe.

Il tema del concorso di quest’anno è “Insieme”. I partecipanti sono invitati a presentare una serie di cinque-dieci immagini che esplorino creativamente questo concetto.

L’unione può assumere molteplici significati, forme e dimensioni. È un argomento ricco di spunti di riflessione. Nel corso della storia, i fotografi hanno osservato la vita nelle comunità, sia nel mondo umano che in quello naturale, riflettendo sui modi in cui gli individui esistono come membri di un gruppo.

Deadline: 28 November 2025

Website: https://www.worldphoto.org/de/node/13019

2025 World Street Photo Awards

Logo dei World Street Photo Awards, raffigurante una macchina fotografica con un obiettivo e la figura di un uomo che cammina.

I World Street Photo Awards celebrano l’arte della street photography in tutte le sue forme, da quella più grezza e spontanea a quella più poetica e profondamente umana. Aperto a fotografi di tutti i livelli, professionisti, amatoriali o studenti, il premio accoglie candidature autentiche che catturino momenti, emozioni e storie reali dalle strade di tutto il mondo.

La nostra missione è quella di dare risalto ai talenti emergenti e celebrare la street photography come forma vitale di narrazione visiva: senza filtri, potente e profondamente legata all’esperienza umana.

I vincitori riceveranno visibilità internazionale, premi in denaro, certificati ufficiali e badge digitali. I loro lavori saranno pubblicati nella Galleria Ufficiale dei Vincitori, pubblicati nell’annuale World Street Photo Awards Book e promossi attraverso i media e i canali social globali.

Deadline: 29 November 2025

Website: https://worldstreetphotoawards.com

SEDIMENTATIONS – take part in the PEP exhibition

Poster announcing the open call for the PEP group exhibition titled 'Sedimentations', featuring underwater imagery with bubbles and seaweed.

Siamo entusiasti di annunciare una nuova collaborazione tra PEP – Photographic Exploration Project e la BPM – Biennale de la Photographie de Mulhouse!

Gli artisti selezionati parteciperanno alla mostra collettiva PEP X BPM a giugno/luglio 2026, nell’ambito della prossima edizione della biennale.

Tema: “Sedimentazioni” ci invita a considerare il mondo non come una superficie fissa, ma come un continuum stratificato di tempo, materia, memoria e trasformazione. Dagli strati geologici ai residui emotivi, dai frammenti d’archivio alle tracce dell’esperienza vissuta, la sedimentazione diventa una lente attraverso la quale possiamo esplorare sia i paesaggi fisici che i territori interiori. Evoca processi di accumulazione ed erosione, di visibilità e scomparsa, di ciò che si conserva e di ciò che riemerge con il tempo.

In questo contesto, incoraggiamo gli artisti a riflettere sulle molteplici forme di sedimentazione in gioco nella vita contemporanea. Come si costruiscono identità, luoghi, storie, società o relazioni nel tempo? Cosa si accumula, cosa viene sepolto e cosa torna in superficie?

Deadline: 30 November 2025

Website: http://www.pep.photography/calls

2025 New York Photography Awards

Un'illustrazione promozionale per i New York Photography Awards 2025, che mostra una giovane donna mentre pilota un drone sopra la skyline di New York, con mongolfiere colorate che volano nel cielo e festeggiamenti in corso.

Il programma New York Photography Awards onora, riconosce e promuove fotografi eccezionali in tutto il mondo, che condividono la loro visione con il mondo attraverso obiettivi che ritraggono la bellezza della realtà immutabile, insieme alla dicotomia del panorama della Grande Mela.

La fotografia è una forma d’arte, che combina stimoli creativi e note di fondo. Pertanto, incoraggiamo tutti i fotografi, dai dilettanti ai professionisti, a esprimersi attraverso l’immagine e a riaccendere scintille del passato dimenticato con le loro arti visive eterne.

Simile alle sculture di Pigmalione che trascendono il tempo, la vostra visione creativa sarà custodita per i millenni a venire. Questa è la vostra epoca per fondere passato, presente e futuro in immagini effimere.

Il programma New York Photography Awards onora, riconosce e promuove fotografi eccezionali in tutto il mondo, che condividono la loro visione con il mondo attraverso obiettivi che ritraggono la bellezza della realtà immutabile, insieme alla dicotomia del panorama della Grande Mela.

I requisiti di partecipazione sono i seguenti: tutti i lavori devono essere presentati per la valutazione esattamente come pubblicati o implementati e non possono essere modificati per il concorso. I New York Photography Awards potrebbero richiedere una prova della produzione iniziale e/o della data di pubblicazione.

Una traduzione o un adattamento scritto deve accompagnare i lavori in una lingua diversa dall’inglese. Il premio si riserva il diritto di riclassificare i lavori classificati erroneamente. I giudici si riservano il diritto di non assegnare un premio in una categoria se i lavori non soddisfano le loro aspettative.

Deadline: 27 November 2025

Website: https://newyorkphotographyawards.com/

Documentary Photography 2025 by The Artist Gallery Awards

Immagine promozionale per il concorso di fotografia documentaria 'By The Artist Gallery Awards', con un'immagine di fuoco e due vigili del fuoco in primo piano. Testo sovrapposto include le informazioni sul concorso e la data di scadenza del 14 novembre.

La fotografia documentaria va oltre l’estetica: si tratta di rivelare verità, esplorare culture, testimoniare il cambiamento e dare voce a storie mai raccontate.

Questo concorso invita fotografi di tutto il mondo a inviare immagini coinvolgenti che riflettano esperienze autentiche, problemi sociali, vita quotidiana o narrazioni significative. Che si tratti di una singola foto suggestiva o di una serie che costruisce una storia più profonda, vogliamo vedere il mondo attraverso il vostro obiettivo.

Deadline: 14 November 2025

Website: http://www.theartistgallery.art/open-contests

YICCA 25/26 – CONCORSO INTERNAZIONALE PER L’ARTE CONTEMPORANEA

Poster for the YICCA Prize 2025 featuring colorful text that reads 'YICCA PRIZE'. Prizes include €3,000 for 1st place, €1,000 for 2nd place, €500 for 3rd place, and a special prize of €1,000 for students. Deadline is November 20, 2025.

L’obiettivo del concorso è quello di promuovere gli artisti iscritti, dando la possibilità agli stessi di entrare a far parte concretamente del mercato dell’arte contemporanea internazionale.

Sono ammesse tutte le tipologie di opera d’arte, compresi i video, le installazioni e le performance. Tutte le opere saranno presentate tramite un’ immagine o un video e un testo descrittivo dell’opera stessa. La dimensione limite delle opere iscritte deve essere al massimo di 3 x 3 metri.
Tutte le opere devono essere disponibili per l’esposizione finale, devono inoltre essere di proprietà dell’artista che le propone.

Deadline: 20 November 2025

Website: https://www.yicca.org/it/view/announcement

GOMMA PHOTOGRAPHY GRANT

Logo di GOMMA, un'organizzazione dedicata alla fotografia.

Gomma, pur essendo un nome affermato nella comunità fotografica, è rimasto fedele al suo intento di premiare opere di artisti non convenzionali e audaci, che mostrino il loro approccio unico alla fotografia e penetrino emotivamente lo spettatore a un livello profondo.

Collaborando con artisti che spaziano nei generi del bianco e nero, del colore, del ritratto, del documentario, del fotogiornalismo e molti altri, Gomma è nota per la selezione di opere di qualità eccezionale.

Mantenendo la reputazione internazionale di essere etica e inclusiva, Gomma accoglie fotografi di tutte le nazionalità, religioni, orientamenti sessuali e identità di genere, nonché di tutti i livelli di competenza e tecniche (analogico, digitale).

Gli artisti selezionati e premiati hanno sviluppato con successo la loro carriera e la loro fama a livello internazionale.

Deadline: 6 November 2025

Website: https://gomma.submittable.com/submit

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori!

Musa fotografia