Diario di Musa – Interviste ai fotografi – Fausto Podavini

Fausto Podavini da Homo Change

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda: cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

Ringrazio i fotografi e tutti quelli che vorranno seguirci in questa piccola avventura.

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Pagina instagram Fausto Podavini @faustopodavini

Fausto Podavini è nato a Roma e vive e lavora nella sua città natale. Inizia il percorso fotografico prima come assistente e fotografo di studio per avvicinarsi sempre più alla fotografia di reportage, che lo porta ad intraprendere un percorso da freelance iniziando a collaborare con varie ONG per la realizzazione di vari reportage in Italia, Perù, Kenya ed Etiopia.

Nel 2009 inizia una collaborazione con il Collettivo Fotografico WSP, e ne entra a far parte definitivamente nel 2010, dove, oltre alla figura di fotografo, svolge l’attività di docente di fotografia di reportage.

Oltre a vari lavori in Africa, Sud America e India, ha realizzato importanti lavori su territorio italiano come un reportage sullo sport per disabili, un lavoro all’interno di un carcere minorile ed un lavoro sull’Alzheimer, che gli è valso il primo premio nella sezione Daily Life del World Press Photo 2013, il più importante concorso a livello internazionale di fotogiornalismo.

Nel 2018, vince il suo secondo World Press Photo con il suo lavoro Omo Change, un long term che l’ha visto impegnato per 6 anni tra l’Etiopia e il Kenya e che documenta i cambaimenti sociali ed ambientali nella bassa Valle dell’Omo a seguito della costruizone ed entrata in fuznione della più alta diga di tutta l’Africa.

Nel 2017 è stato nominato Reporter per la Terra da Earth Day Italia.

Predilige lavori a medio lungo termine che gli permettono, in un epoca dove tutto si consuma velocemente, di soffermarsi ed approfondire in maniera unica la tematica dei suoi lavori.

I suoi lavori hanno ottenuto riconoscimenti internazionali come Il World Press Photo nel 2013 e nel 2018, Il Poy nel 2016 e nel 2018, il Sony, Yves Rocher Grant, il PDN Storytelling, il Kolga Tiblisi e sono stati pubblicati su le più importanti riviste internazionali come 6Mois, LeVie/LeMonde, GEO ES, Stern, Internazionale, Donna Moderna, Espresso, D di Repubblica, Nathional Geographic, Days Japan, GEO Germania, GEO Francia, Neue Zürcher Zeitung Magazine ed ha esposto nelle più importanti città come New York, Madrid, Barcellona, Milano, Roma, La Gacilly.

Il suo lavoro MiRelLa è diventato un libro distribuito dalla Silvana Editoriale ottenendo un successo internazionale.

Attualmente fa parte dell’osservatorio Water Grabbing per documentare il problema dell’acqua nel mondo.

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Diario di Musa – Interviste ai fotografi – Gabriele Croppi

Gabriele Croppi>
Titolo: Tresigallo #01
Edizione limitata di 9 + 2 PdA

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda: cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

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Pagina instagram Gabriele Croppi @gabriele_croppi

Gabriele Croppi (1974) si diploma in Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano e si laurea in lettere moderne con una tesi dal titolo “Fernando Pessoa, eroe tragico dei due mondi”. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra fotografia ed altre arti, come la pittura, la letteratura, il cinema e l’architettura.

La sua serie Metafisica del Paesaggio Urbano ha ricevuto numerosi premi e menzioni. Nel 2015, in seguito alla pubblicazione del suo ultimo libro “New York, Metaphysics of the Urban Landcsape” (Ed. SIME Books), la rivista Black & White American Magazine gli dedica un lungo articolo (“Gabriele Croppi and the Modern Metaphysical Landscape”) a cui seguiranno altre interviste e pubblicazioni (The Guardian, Forbes, Photographie Magazine, Surface China Magazine, Azart France, Blow magazine, ecc.).

Parallelamente alla fotografia, coltiva la passione per i grandi viaggi, in particolare per l’Amazzonia, in cui compie 3 diverse spedizioni, l’ultima delle quali lo porterà a risalire l’intero corso del Rio delle Amazzoni, in collaborazione con la casa editrice Editrice Bonelli, rievocando lo storico personaggio di fumetti Mister No.

“In Italia” è il titolo della sua ultima mostra, estensione della sua decennale ricerca sul paesaggio urbano, tutt’ora in progress.

Da più di 20 anni si dedica incessantemente allo studio dell’opera di Fernando Pessoa, a cui è dedicato un articolato progetto, comprendente un libro fotografico, un film e una serie di 4 interviste-conversazioni con i più grandi esperti viventi dell’opera del poeta lusitano (è stato lanciato da pochi giorni un cortometraggio visibile all’indirizzo https://vimeo.com/315296969  )

PT: https://vimeo.com/315083493

ENG: https://vimeo.com/315223298 

IT: https://vimeo.com/315296969 

Vive in Italia a Milano lavorando nel settore dell’editoria, del collezionismo fotografico, e dedicandosi all’insegnamento. 

Diario di Musa – Interviste ai fotografi – Erminio Annunzi

Fotografia di Erminio Annunzi

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda: cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

Ringrazio i fotografi e tutti quelli che vorranno seguirci in questa piccola avventura.

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Pagina instagram Erminio Annunzi @erminioannunzi

Erminio Annunzi (San Benedetto Del Tronto, 1960) si occupa dal 1987 di fotografia reportage, paesaggio, natura.

Nel 1981 viene assunto presso AGFA GEVART, dove segue corsi di fotografia professionale; è stato responsabile del DEMO e TRAINING CENTER e dal 1996 al 2000 ha ricoperto il ruolo di responsabile della galleria fotografica AGFA.
Nel periodo 1985/1990 ha collaborato con varie riviste italiane ed estere di natura a carattere divulgativo e scientifico (Picus, Ethos, Piemonte Parchi). Sue immagini sono apparse su libri e guide di natura.
Inizia nel 1992 una collaborazione con l’agenzia fotografica “Daily Press” e per l’agenzia “Associated Press”, occupandosi di fotografia sportiva e reportage, è grazie a queste collaborazioni che pubblica fotografie sulle maggiori testate giornalistiche italiane (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, La Voce, Il Giornale, La Repubblica).
Parallelamente al lavoro professionale, ha portato avanti progetti personali sul paesaggio naturale e urbano e sul reportage che sono stati utilizzati per mostre personali e collettive esposte in Italia e all’estero e segnalati da alcuni magazine (ZOOM, Progesso Fotografico, GENTE di FOTOGRAFIA, Bell’ITALIA, il FOTOCAMATORE, TUTTI FOTOGRAFICA, GEO)
Dal 1999 insegna tecnica fotografica, fotografia di paesaggio e creatività presso l’Istituto Italiano di Fotografia. Ha all’attivo numerosi workshop fotografici e in qualità di docente collabora anche con Canon Academy e La Scuola di Contrasto.
Inoltre, scrive articoli sulle testate fotografiche Tutti Fotografi e Fotonotiziario.

Sue immagini fanno parte della collezione privata del Prof. Roberto Mutti.

Per conoscere Erminio

Diario di Musa – Interviste ai fotografi – Rossano Ronci

Fotografia di Rossano Ronci

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda: cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

Ringrazio i fotografi e tutti quelli che vorranno seguirci in questa piccola avventura.

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Pagina instagram Rossano Ronci @ross197a

Fotografo autodidatta nasce nel 1970 a Rimini.

Frequenta la scuola del libro di Urbino con indirizzo grafica pubblicitaria e già a quindici anni intraprende la carriera di fotografo.

Dopo aver lavorato come assistente in uno studio fotografico d’interior design avvia l’attività artistica e professionale come freelance.

A diciotto anni inizia un’importante collaborazione con la Montanari navigazioni, armatore di gasiere e petroliere, che gli offre la possibilità di creare un portfolio fotografico importante; da questa esperienza nasce in seguito l’opportunità di scattare immagini d’architettura per alcune importanti aziende di costruzioni e per studi di progettazione.

Nel 2000 si avvicina alla fotografia di moda, realizzando campagne pubblicitarie e redazionali per diversi magazine italiani e stranieri tra cui “Vogue pelle” e “Vogue gioiello”.

Dal 2005 realizza importanti progetti editoriali sulla fotografia di ritratto con case editrici come Corraini Edizioni e Silvana editoriale.

I suoi ritratti a personaggi quali Fiorello, Arbore, Boncompagni, e a grandi campioni dello sport come Valentino Rossi, Zoff, Agostini, Rivera, Totti e Buffon, rivelano un’umanità e un’intimità assolutamente inedite.

L’uso sapiente della luce e dei contrasti gli ha permesso di esprimere il loro lato più intimo dando a questi personaggi popolari una visione più borderline.

Nel 2008 la casa editrice L’Archivolto di Milano, realizza una monografia sul suo lavoro, un percorso creativo che ha esplorato tutti i temi della narrazione, partendo dalla fotografia d’architettura e industriale per arrivare fino alla moda e al ritratto.

Ha scattato immagini per importanti architetti tra cui Vincenzo De Cotis, Norman Foster (WTC, RSM), Zaha Hadid (Maxxi museo, Roma), Giancarlo De Carlo (nuovo Tribunale, Pesaro), Gino Valle (Deutsch Bank, Milano Bicocca), Marg von Gerkan (Fiera di Rimini, Palacongressi, Rimini).

Si occupa anche di didattica in workshop sul ritratto e sulla fotografia d’architettura.

Dal 2014, viene seguito in alcuni importanti progetti editoriali,  da uno dei maggiori curatori Italiani di Fotografia, Denis Curti, direttore della Tre Oci di Venezia.

Pubblicazioni di e su Rossano Ronci:

“Rossano Ronci photographer 1994/2008”, Edizioni L’Archivolto;

“Woman’s ethernity portraits 2005/2010”;

“Walking towards the game 2012”, Edizioni Libreria dello Sport;

“Beyond my water 2014”, Edizioni L’Archivolto;

“Milano, La citta che visse due volte” Edizioni Corraini;

dal 2000 al 2004 fotografo in Condè Nast (“Vogue” e “AD”);

2013 fotografo per “Uomo Vogue”.

Contatti Rossano Ronci

Diario di Musa, interviste ai fotografi – Salvatore Matarazzo

Fotografia di Salvatore Matarazzo

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda: cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

Ringrazio i fotografi e tutti quelli che vorranno seguirci in questa piccola avventura.

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Pagina instagram Salvatore Matarazzo @matarazzophoto

Salvatore Matarazzo (Viareggio, 1980) è un fotografo di strada contemporaneo, la sua ricerca è caratterizzata da ritratti molto espressivi che simboleggiano le manie e le ossessioni del nostro tempo.

Dopo aver studiato fotografia ha iniziato a lavorare come fotoreporter per il quotidiano “Il Tirreno” e per alcune agenzie di settore, pubblicando le sue foto nelle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Interessato alla vita di strada e agli spazi pubblici, nella sua fotografia Salvatore usa il flash in modo istintivo e non convenzionale, va molto vicino alle persone e le fotografa senza avvisarle, cogliendo con un pò di ironia, espressioni e momenti unici e irripetibili. La fotografia di strada ha giocato un ruolo fondamentale nella produzione di Salvatore: inizialmente come modo per documentare notizie, reportage ed eventi; poi, nel 2012, ha scelto di lasciare il fotogiornalismo per dedicarsi ad una forma di espressione priva da qualsiasi condizionamento, il suo nuovo punto di vista lo ha portato a varie pubblicazioni nelle migliori riviste fotografiche, tra queste, International Street Photography, Photo Magazine, Street Photography Magazine e The Huffigton Post.

Nel 2013 Salvatore diventa parte del collettivo internazionale Elephant Gun.

Dopo diverse esposizioni personali e collettive, nel 2014 pubblica il suo primo libro, “Carnival”, dedicato a Viareggio, la sua città natale.

Nello stesso anno è selezionato tra i finalisti del Miami Street Photography Festival, obiettivo che ha ripetuto nel 2015. Nel 2016 il suo progetto Darwin is “Street” vince il terzo premio nel concorso internazionale TIFA categoria PRO nello stesso anno il Darwin viene esposto durante il Pasa Futura Festival in Sud Corea a Suwon.

Nel 2017 entra a far parte del collettivo internazionale di Street Photography, Full Frontal Flash.

https://www.salvatorematarazzo.com/

Diario di Musa – Interviste ai fotografi – Raoul Iacometti

Fotografia di Raoul Iacometti

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda: cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

Ringrazio i fotografi e tutti quelli che vorranno seguirci in questa piccola avventura.

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Pagina instagram Raoul Iacometti @raoul_i

Raoul Iacometti svolge l’attività di fotografo free-lance alternando la ricerca personale al lavoro commerciale in diversi settori: reportage di documento e socio-umanitario, fotografia industriale, di eventi e di ritratto.
Nel 2008 crea “Green Attitude”, la danza legata al mondo di fiori e piante, utilizzando palcoscenici inediti come serre e vivai, luoghi dove ambienta tutti gli scatti, che pubblica nella primavera del 2013. Collabora con molti artisti di alcune tra le più importanti compagnie di balletto classico e contemporaneo, tra quali il Teatro alla Scala di Milano, l’Opera di Bordeaux, Opera di Roma, Opera Nationale de Paris ed altri ancora.
Dal 2015 segue un progetto di reportage socio-umanitario legato alle malattie degenerative, collaborando con importanti associazioni come UILDM, UNITALSI e il Centro clinico Nemo, all’interno dell’Ospedale di
Niguarda, Milano.
È ideatore/autore di “Fotografie e altre storie…” e “Blue Alchemy” format teatrali che fondono tramite la fotografia arti come la scrittura, la musica e la danza, in collaborazione con Carlo Negri, scrittore e autore di
testi televisivi e teatrali (tra gli altri Zelig e gli spettacoli di Giuseppe Giacobazzi).
Dalla fine del 2016 al maggio 2018 segue un progetto sul Design Made in Italy il cui risultato è un libro fotografico con oltre 200 immagini in bianconero (reportage delle lavorazioni, ritratti ai più importanti
designer italiani ed esteri e altro ancora) curato da Aldo Colonnetti, e pubblicato da Skira Editore.
Tiene corsi base e avanzati di fotografia e workshop fotografici in tutto il territorio su diverse tematiche tra le quali ritratto, danza, street-photography e iPhoneography.
Sue fotografie fanno parte dell’Archivio Storico Fotografico della Fondazione 3M, dell’Archivio Fotografico Italiano ed altre importanti collezioni private.
Nel maggio 2015 riceve l’onorificenza di “Autore dell’Anno 2015” dalla Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche, che nello stesso anno edita “Storie”, un libro con le sue immagini più conosciute.
Sito web: www.raouliacometti.itwww.green-attitude.it
Facebook: Raoul Iacometti – Green Attitude
Instragram: raoul_i

Diario di Musa – Interviste ai fotografi – Francesco Faraci

Fotografia di Francesco Faraci

Buongiorno a tutti, eccomi a proporvi una serie di piccole interviste fatte a fotografi più o meno giovani e conosciuti, italiani. Ho pensato fosse un buon momento per riflettere e capire la fotografia e i suoi utilizzi.

Alla domanda:

-Cosa sta significando, per te, fare il fotografo/a, poterti esprimere con la fotografia, in questo periodo così complicato?

-Che vantaggi, quali frustrazioni (se ci sono), a che scoperte ha portato?

Ognuno di loro ha risposto differentemente e ha mosso dubbi e consapevolezze che possono essere interessanti da capire.

Cercherò di farveli conoscere e apprezzare per il loro lavoro e per quello che hanno detto nelle interviste!

Ringrazio i fotografi e tutti quelli che vorranno seguirci in questa piccola avventura.

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Francesco Faraci nasce a Palermo nel 1983. Dopo gli studi umanistici (Antropologia, Sociologia), nel 2013 trova nella fotografia il suo mezzo d’espressione e si forma attraverso le immagini dei grandi fotografi di scuola francese e americana (William Klein, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Robert Capa) cercando di rinnovare un linguaggio che altrimenti suonerebbe desueto. Si occupa di fotografia documentaria e reportage sociale. Al centro del suo lavoro c’è la sua terra, la Sicilia, della quale ama descriverne gli incroci culturali e i paradossi esistenziali (nascita e morte, gioia e violenza, la solitudine che si nasconde fra le pieghe della modernità) con un occhio particolare alle minoranze e ai minori che nascono, crescono e spesso si formano nelle zone disagiate e abbandonate della città, nelle periferie marginali. Per tali ragioni percorre in lungo e in largo le strade della sua terra e dei Paesi Mediterranei, raccontandone le storie attraverso progetti di lunga, media e breve durata.
Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su riviste nazionali ed estere (Il Venerdì di Repubblica, La Repubblica, Il Manifesto, Time Magazine, Globe and Mail, The Guardian, VICE, Erodoto108) e ha preso parte a conferenze e seminari sulla realtà delle periferie della sua città.
E’ anche videomaker e scrittore di romanzi, di racconti e di saggi che ruotano intorno alle sue radici e alla sua terra d’origine.
Nel 2014 ha ricevuto il primo premio al festival NuoveImpressioni con il reportage fotografico “Cupe Vampe” e ha tenuto un blog sulla testata giornalistica online “L’Ora Quotidiano” raccontando storie palermitane.
Nel 2015 ha seguito un workshop fotografico con la fotografa Shobha Battaglia.
Mostre personali e proiezioni dei suoi lavori sono state allestite in alcune Gallerie e Scuole di fotografia siciliane.
Ha collaborato con l’associazione Teatro Atlante, con la Fondazione Ignazio Buttitta e con la Scuola Stabile di Fotografia di Palermo proponendo laboratori e workshop sull’arte dell’osservazione attraverso esercizi che allenano lo sguardo e la capacità di “sentire”.
Alcune sue fotografie, riguardanti il tema dei migranti e delle migrazioni, sono state utilizzate come campagna pubblicitaria della “Marcia degli scalzi” svoltasi a Palermo nel mese di Ottobre 2015.
Nel Novembre 2015 collabora con il cantautore Luca Bassanese alla realizzazione di un video per l’inaugurazione della Fondazione Don Andrea Gallo e della comunità di San Benedetto al porto di Genova.
Nell’Aprile del 2016 è stato invitato a Reggio Emilia per una Residenza Artistica nel corso della quale ha sviluppato un progetto dal titolo “Ma io non vedo Nessuno” esposto, in seguito, in Via Roma in occasione del festival Fotografia Europea-Circuito OFF.
Nel 2016 il suo progetto fotografico “Malacarne” è diventato un photobook curato da Benedetta Donato ed edito da Crowdbooks.
2018
“Atlante Umano Siciliano #Utopia6”: installazione multimediale in collaborazione con Andrea Mafrica per Fotografia Europea – Circuito OFF, Reggio Emilia
2017
I-ΣMIGRAZIONI: mostra collettiva al Photolux Festival – Lucca
Fotografi per Palermo: mostra collettiva al Centro Internazionale di Fotografia – Palermo
Menzione d’onore International Photography Awards IPA 2017 nella categoria “Book-Documentary”
“Malacarne – Kids come first”: esposizione durante il festival Les Rencontres d’Arles 2017
“Malacarne – Kids come first”: Secondo Posto nella subcategoria Winner Book (Series Only)-Documentary del MIFA Moscow International Foto Awards 2017
“Malacarne-Kids come first”: Secondo Premio nella categoria Books e Menzione d’Onore nella categoria Documentary al PX3-Prix de la photographie Paris – 2017 Competition.
“Malacarne-Kids come first” viene selezionato dal “Centre de Cultura Contemporània de Barcelona” (CCCB) per il Photobook Phenomenon.
Ha partecipato alla campagna “New Neighbours” promossa da VICE in collaborazione con UNHCR – The UN Refugee Agency.
2016
E’ stato inserito nella TOP 100 degli Street Photographers stilata da LensCulture nel corso degli Street Photographers Awards 2016.
Fotografia Europea-Circuito OFF: mostra personale dal titolo “Ma io non vedo nessuno”.

www.francescofaraci.com