C’è una frase che circola nel mondo della fotografia con la sicurezza di chi ha trovato la verità assoluta: “Se la devi spiegare, non è venuta bene.” Viene attribuita ad Ansel Adams, che però la diceva in un contesto molto preciso, quello del paesaggio puro, della grande stampa in camera oscura, della fotografia come fatto estetico e formale autonomo. Estrapolata da quel contesto e trasformata in dogma universale, quella frase è diventata uno dei luoghi comuni più dannosi che circolino tra i fotografi. Pericolosa non perché sia completamente falsa, in certi contesti estetici ha persino una sua logica, ma perché viene usata come scudo, come modo per non fare il lavoro difficile di contestualizzare, spiegare, costruire senso intorno alle proprie immagini.
Il problema nasce da un equivoco sulla natura del mezzo fotografico. La fotografia viene percepita comunemente come il linguaggio più immediato e universale che esista: premi un pulsante, ottieni il reale. Ma questa idea di trasparenza è una delle illusioni più resistenti della cultura visiva moderna. La fotografia non registra il mondo: ne seleziona un frammento, lo congela, lo estrae dal flusso del tempo e del contesto. Quello che rimane è un’immagine, non la realtà.
Roland Barthes, in La camera chiara (1980), sostiene che la fotografia è fondamentalmente un messaggio ambiguo: registra il reale ma non lo interpreta. È un’impronta, non una spiegazione, uno studium attraversabile da chiunque e un punctum che colpisce in modo del tutto soggettivo e imprevedibile. Prima ancora, in Miti d’oggi (1957), aveva parlato della fotografia come sistema in cui il significato non è mai neutro, è sempre costruito culturalmente, socialmente, storicamente. La stessa immagine può significare cose radicalmente diverse a seconda di chi la guarda, quando la guarda, in quale contesto la incontra. Questo significa che chi osserva porta con sé una serie di codici acquisiti che non necessariamente coincidono con quelli di chi ha scattato. La pretesa che un’immagine comunichi da sola, in modo univoco e immediato, è semplicemente ingenua.
Susan Sontag, in Sulla fotografia (1977), aveva già messo in guardia dalla tendenza a trattare le fotografie come prove oggettive della realtà. Per Sontag la fotografia è sempre interpretazione, sempre punto di vista, sempre scelta, di cosa includere e di cosa escludere, di quando scattare e quando no, di come stampare e come presentare. Non c’è innocenza nel gesto fotografico, e non c’è neutralità nell’immagine che ne risulta. Se così fosse, d’altra parte, la fotografia non sarebbe arte. Sarebbe solo documentazione meccanica.
Jean Keim, in La fotografia e la sua didascalia, è netto: senza un testo di accompagnamento, la comunicazione fotografica rimane sospesa, indecisa, aperta a interpretazioni che possono allontanarsi enormemente dall’intenzione dell’autore. Non è una questione di qualità dell’immagine. È una questione di natura del mezzo. E questa natura, ambigua, frammentaria, dipendente dal contesto, non è un difetto da correggere. È la condizione strutturale della fotografia come linguaggio. Un linguaggio che, come tutti i linguaggi, ha bisogno di essere appreso, contestualizzato, e a volte tradotto.
L’articolo è diviso in tre parti perchè particolarmente lungo e articolato, vi aspetto per la prossima “puntata”, ciao!
Sara Munari
Condividi l'articolo con gli amici, ci piace condividere!
I concorsi e le open call rappresentano uno strumento prezioso di confronto: ti costringono a fare editing, a mettere in fila una serie coerente di immagini o a selezionare il tuo scatto migliore, oltre a offrire opportunità reali di mostra, pubblicazione e sostegno economico per i tuoi progetti. Ciao Annalisa
MUSA INTERNATIONAL AWARD FOR FEMALE PHOTOGRAPHERS Il concept del Premio Musa di quest’anno si focalizza sul “Reclaiming”, inteso come l’atto di riappropriarsi del potere di decidere cosa merita di essere inquadrato e raccontato, superando la funzione puramente estetica della fotografia. È fondamentale chiarire che il premio non richiede che i soggetti delle opere siano necessariamente femminili, poiché l’obiettivo non è limitarsi a guardare le donne, ma guardare l’intero mondo attraverso i loro occhi. Riappropriarsi della “cornice” significa rivendicare il diritto di narrare ogni aspetto della realtà — dall’architettura alla cronaca, dall’astrazione alla natura — ribaltando lo sguardo maschile e occidentale che storicamente ha stabilito cosa fosse degno di nota. Questo processo di riappropriazione si estende alla narrazione del corpo come territorio politico, documentando vissuti autentici di salute, malattia e invecchiamento fuori dai canoni tradizionali, e prosegue con la risignificazione dello spazio pubblico e notturno, spesso vissuto dalle donne sotto il segno dell’esclusione. Il progetto invita inoltre a un sabotaggio degli archivi, riscrivendo storie familiari o collettive dove la presenza femminile è stata omessa, e promuove una visione ecofemminista che rifiuta la natura come semplice cartolina per mostrarne l’interdipendenza con l’umano. Infine, il tema sfida le logiche tecnologiche e gli algoritmi che replicano pregiudizi di genere, cercando lavori capaci di dare dignità visiva al lavoro invisibile e a tutto ciò che solitamente resta ai margini, dimostrando che cambiare chi tiene in mano la macchina fotografica significa, di fatto, cambiare la percezione della realtà stessa. Website: https://www.musaaward.eu/ Deadline: 21 Novembre 2026
Monte-Carlo Photo Contest 2026 Il Monte-Carlo Photo Contest è un concorso fotografico internazionale annuale, aperto a fotografi di ogni nazionalità, sia amatori che professionisti. Il concorso si svolge sotto il patrocinio della FIAP (Fédération Internationale de l’Art Photographique) e dell’AAPMC (Académie de l’Art Photographique de Monte-Carlo). Il Monte-Carlo Photo Contest 2026 è suddiviso in quattro categorie tematiche:
Categoria 1 – Glamour e Bellezza
Categoria 2 – Il mondo in primo piano (World in Focus)*
Xposure IFPA 2026 International Award for Freelance Photojournalists Il premio Xposure Independent & Freelance Photojournalist Award (IFPA) conferisce un riconoscimento a fotoreporter indipendenti e freelance di eccezionale talento, il cui lavoro dimostra integrità giornalistica, forza visiva e un impegno concreto nell’affrontare tematiche contemporanee. Il premio si articola in tre categorie: Spot News, Ambiente e Soluzioni. Per ciascuna categoria viene selezionato un vincitore, che riceve un premio di 5.000 USD. I vincitori vengono inoltre invitati all’Xposure International Photography & Film Festival di Sharjah (Emirati Arabi Uniti), dove i loro lavori vengono presentati a un pubblico internazionale composto da fotografi, editor, professionisti del settore e dal grande pubblico. Deadline: 1 October 2026 Website: https://ifpa.xposure.net/
YICCA 26/27 – International Contest of Contemporary Art Il concorso d’arte internazionale YICCA 26/27 è una prestigiosa piattaforma globale che invita artisti da ogni parte del mondo a mostrare il proprio talento creativo. Questa competizione artistica internazionale supera i confini geografici e accoglie sia professionisti affermati che talenti emergenti, indipendentemente dalla loro provenienza. Offre un palcoscenico vivace per una varietà eclettica di espressioni artistiche contemporanee, spaziando tra diversi linguaggi come disegno, pittura, scultura, fotografia, grafica, tecnica mista, videoarte, installazioni e performance. Tale varietà artistica persegue un duplice obiettivo: valorizzare il profilo degli artisti partecipanti e facilitare il loro ingresso nel dinamico e mutevole mercato internazionale dell’arte contemporanea. Deadline: 8 October 2026 Website: https://yicca.org/
Wildlife 2027 International Photography Exhibition A febbraio, la Glasgow Gallery of Photography ospiterà una mostra intitolata “Wildlife”. Si tratta di un tema nuovo per la galleria, mai oggetto di una mostra dedicata in precedenza: la fauna selvatica. Vogliamo invitarvi a scoprire il fascino visivo della fauna selvatica e le storie che essa racconta, sia che si tratti di animali nei loro habitat naturali o di incontri in luoghi insoliti. Potrete inoltre esplorare il rapporto tra la fauna selvatica e l’essere umano, nelle sue sfaccettature sia positive che negative. Deadline: 9 October 2026 Website: https://www.glasgowgalleryofphotography.com/exhibition
Barcelona Photography Festival on Human Rights and Global Justice Cerchiamo progetti fotografici sui diritti umani e la giustizia globale! L’Associació Catalana per la Pau (ACP) e Más Retina lanciano questa iniziativa per scoprire, valorizzare e promuovere progetti fotografici di eccellenza incentrati sui diritti umani e la giustizia globale Utilizzando la fotografia come strumento di giustizia sociale, il concorso mira a far luce sulle sfide globali e sulle loro cause. Il nostro obiettivo è creare spazi di riflessione e informazione che favoriscano una cittadinanza critica e incoraggino una partecipazione attiva ai dibattiti contemporanei. Deadline: 9 October 2026 Website: http://site.picter.com/bcndh-2026
Fine Art Photography Awards 2027 Questa edizione è dedicata agli artisti che sfidano la percezione, accolgono il rischio e trasformano le idee in narrazioni visive. La fotografia d’arte non riguarda solo ciò che si immortala, ma il modo in cui si interpreta, distorce, mette in discussione e reinventa la realtà. Che il vostro lavoro riveli bellezza, tensione, contraddizione o una verità cruda, ciò che conta davvero è la vostra prospettiva. In un’epoca di cambiamenti costanti e sovraccarico visivo, trovare la propria voce autentica può sembrare una sfida. È proprio per questo che esiste questa piattaforma: per dare spazio a concetti audaci, tecniche non convenzionali e narrazioni profondamente personali. Qui l’innovazione incontra l’intenzione e l’originalità prevale sulle convenzioni. Deadline: 11 October 2026 Website: https://fineartphotoawards.com/
Raccont’Arti: Contemporary Photography Award 2026 “Raccont’arti” è un bando internazionale gratuito rivolto a fotografi e artisti visivi, volto a mappare lo stato della fotografia contemporanea. L’edizione 2026 esplora il tema “Oltre il visibile: l’immagine dell’assenza”. Il premio invita gli artisti a indagare l’assenza non come sottrazione, bensì come stratificazione di spazio e tempo. Le opere dovranno mappare ciò che resta quando l’azione si placa, trattando lo spazio come un’infrastruttura attiva di segni e interazioni. Deadline: 15 October 2026 Website: https://site.picter.com/raccontarti-contemporary-photography-award-2026
Human Photography Exhibit Cerchiamo fotografie capaci di raccontare cosa significhi essere umani. Non solo volti, ma ciò che si cela dietro di essi. I momenti di quiete. Quelli in cui si abbassa la guardia. Gli occhi stanchi a fine giornata e l’improvvisa esplosione di una risata. Il modo in cui ci stringiamo l’un l’altro e quello in cui teniamo insieme noi stessi quando nessuno ci guarda. Deadline: 22 October 2026 Website: http://www.duskphotogallery.com
Chromatic Photo Awards 2026 La missione dei Chromatic Awards è sostenere e ispirare i fotografi, offrendo loro un palcoscenico globale dove condividere passione, visione e storie. Attraverso questa piattaforma, il concorso mira a promuovere talenti eccezionali a livello mondiale, continuando al contempo a scoprire e valorizzare voci nuove ed emergenti della fotografia contemporanea. In occasione della decima edizione dei Chromatic Awards, invitiamo i fotografi a prendere parte a questo anno fondamentale e a contribuire a un’eredità decennale dedicata al potere espressivo del colore. Deadline: 25 October 2026 Website: https://chromaticawards.com/
W. Eugene Smith Student Grant 2026 Ricerchiamo progetti di fotogiornalismo e fotografia documentaria esemplari e coinvolgenti (eventualmente integrati da elementi multimediali) volti ad affrontare una questione di rilievo legata alla condizione umana. La giuria valuterà i candidati e i progetti che meglio dimostrino la capacità di utilizzare il fotogiornalismo e la fotografia documentaria — in modo esemplare e coinvolgente ed eventualmente con l’integrazione di contenuti multimediali — per trattare temi di importanza e impatto significativi per la condizione umana: cambiamenti sociali, questioni umanitarie, conflitti armati o altri argomenti di rilevanza interpersonale, psicologica, culturale, sociale, ambientale, scientifica, medica e/o politica, esprimendo idealmente la consapevolezza della nostra comune umanità. Deadline: 13 October 2026 Website: https://site.picter.com/w-eugene-smith-fund-student-grant-2026
«Galicia» Award of Contemporary Photography
L’associazione OF Outono Fotográfico, la Xunta de Galicia (Governo della Galizia), la Deputación de Lugo (Provincia di Lugo) e l’Università di Vigo/Campus di Ourense (Galizia) organizzano il Premio «GALICIA» di Fotografia Contemporanea (XIV edizione), con l’obiettivo di promuovere la fotografia contemporanea e gli aspetti etici che generalmente emergono dall’arte contemporanea in relazione alle forme di dominio e all’imposizione di limiti al pensiero. L’iniziativa mira inoltre a favorire la creazione di uno spazio dedicato alla fotografia in Galizia — che si affianchi a quello sviluppato da oltre trent’anni dal festival Otoño Fotográfico — incentivando proposte di carattere visivo-fotografico o comunque riconducibili all’ambito del “fotografico” (nell’accezione più ampia del termine) da parte di autori sia nazionali che stranieri. Deadline: 11 October 2026 Website: https://site.picter.com/premiogalicia-2026
Elenco altri concorsi di Ottobre 2026
Rotterdam Photo 2027 Open Call (Vibrance)
Dedicato ad arte contemporanea, fotografia documentaria e progetti concettuali. Il premio offre la selezione per una mostra ed esposizione outdoor durante il festival di Rotterdam nel marzo 2027. La quota d’iscrizione parte da circa 29 euro (tariffe Early Bird) fino a 45 euro. La scadenza è fissata per il 4 ottobre 2026. Sito ufficiale: rotterdamphoto.com
Exposure Photography Festival (International Open Call)
Riservato a progetti e serie fotografiche ad ampio spettro contemporaneo. I selezionati parteciperanno alla mostra collettiva dell’Exposure Festival a Calgary, in Canada, con promozione dedicata su stampa e canali ufficiali. Il costo d’iscrizione è di 45 CAD (fino a 5 foto), con opzione gratuita per autori provenienti da Paesi a basso reddito. La scadenza è il 5 ottobre 2026. Sito ufficiale: exposurephotofestival.com
Earth Partner Prize 2026
Un premio internazionale focalizzato su giustizia ecologica, paesaggio e impatto umano, rivolto a progetti e narrazioni visive legate all’ambiente. La partecipazione è a pagamento e la scadenza per l’invio dei progetti è il 7 ottobre 2026. Sito ufficiale: fastforward.photography
Travel Photographer of the Year (TPOTY)
Un riferimento per fotografia di viaggio, reportage culturale, street e paesaggio. Mette a disposizione un montepremi complessivo di 50.000 sterline, 1.000 sterline in denaro al vincitore assoluto, letture portfolio a New York e mostre internazionali. La quota varia da 10 a 50 sterline, con partecipazione gratuita per gli under 18. Scadenza il 12 ottobre 2026. Sito ufficiale: tpoty.com
Mesnographies Open Call (The Pursuit of Happiness)
Aperto a progetti e serie di fotografia contemporanea. Il premio seleziona autori per una mostra open-air durante il festival internazionale Mesnographies a Les Mesnuls, in Francia. L’iscrizione è completamente gratuita e la scadenza è il 15 ottobre 2026. Sito ufficiale: fastforward.photography
Wellcome Photography Prize 2026
Incentrato su temi legati a salute, società, scienza e impatto umano. Mette in palio 10.000 sterline per ciascun vincitore di categoria e l’inclusione dei primi 25 progetti in una mostra a Londra. L’iscrizione è gratuita e scade il 21 ottobre 2026. Sito ufficiale: wellcome.org
International Landscape Photographer of the Year
Dedicato alla fotografia di paesaggio naturale, urbano ed aereo. Assegna 5.000 dollari al primo classificato, trofeo ufficiale, oltre all’inclusione e una copia stampata del volume International Landscape Book. Il costo è di 25 dollari a foto e la scadenza è il 31 ottobre 2026. Sito ufficiale: internationallandscapephotographer.com
International Garden Photographer of the Year (IGPOTY)
Specializzato in fotografia botanica, giardini, paesaggio e natura. Prevede premi in denaro per il vincitore assoluto, mostra al Royal Botanic Gardens di Kew e pubblicazione nel libro del concorso. Quota di partecipazione di 16 sterline per categoria, con alcune opzioni gratuite. Scadenza il 31 ottobre 2026. Sito ufficiale: igpoty.com
MUSA AWARD 2026 | International Photography Award for Women
Giunto alla sua ottava edizione, il premio si trasforma in una cornice internazionale rivolta a tutte le fotografe maggiorenni residenti in Europa (con una lista completa di Paesi ammessi che spazia dall’Italia al Regno Unito, dalla Francia alla Scandinavia). Il concorso si concentra sulla valutazione di portfolio (da 8 a 25 immagini per progetto, con possibilità di includere link video) senza restrizioni di genere o soggetto, accogliendo anche lavori elaborati tramite intelligenza artificiale previa esplicita dichiarazione. Il concept guida di quest’anno, “Reclaiming the Frame”, invita le autrici a riappropriarsi del potere di decidere cosa inquadrare e narrare, superando il semplice canone estetico e ribaltando lo sguardo tradizionale su corpo, ambiente, archivi e spazio pubblico. I premi in palio comprendono la stampa fine art completa del progetto vincitore (fino a 20 foto a cura di Fotofabbrica), esposizioni in festival di rilievo come Colorno Photo Life, il Festival Off di Fotografia Etica e il Festival della Fotografia Italiana (riservato alle autrici italiane), proiezioni e letture portfolio con la Biennale di Fotografia Femminile di Mantova, incontri editoriali con EMUSE, interviste e pubblicazioni su riviste di settore tra cui Il Fotografo, oltre a un rimborso spese di 200 euro. La quota d’iscrizione è di 25 euro per un progetto, 45 euro per due e 65 euro per tre. La scadenza per la presentazione dei lavori via PDF e email è fissata per il 21 novembre 2026. Sito ufficiale: https://www.musaaward.eu/
Avviso importante prima di partecipare:
I regolamenti, le quote di partecipazione e le scadenze dei concorsi fotografici possono subire variazioni dell’ultimo minuto da parte degli organizzatori. Verifica sempre tutte le informazioni, le condizioni di cessione dei diritti e i dettagli operativi direttamente sul sito ufficiale di ciascun premio prima di inviare i tuoi file.
Condividi l'articolo con gli amici, ci piace condividere!
L’estate è ancora qui, ma novembre non è poi così lontano.
Il 21 novembre 2026 è la scadenza del Premio Internazionale Musa per Fotografe.
E se stai pensando “ho ancora tempo”, probabilmente hai ragione. Ma i progetti fotografici migliori non si costruiscono in fretta.
🏆 Perché il Premio Musa è diverso
Il Premio Musa nasce da una convinzione semplice: le fotografe meritano uno spazio dedicato, riconoscibile, serio.
Non per separare, ma per amplificare.
Quest’anno il premio compie un passo in più: diventa internazionale.
Più sguardi, più voci, più storie da tutto il mondo che si incontrano sotto un unico tetto.
Se hai un progetto fotografico in corso, oppure se hai in testa qualcosa che aspetta solo di prendere forma, l’estate è il momento perfetto per dargli una direzione.
Se vuoi conoscere meglio Musa Fotografia, i nostri corsi e il modo in cui lavoriamo sulla fotografia e sulla costruzione di un percorso autoriale, segnati queste date:
14 settembre 2026, ore 20:30 Open Day Online
19 settembre 2026, ore 18:30 Open Day in sede a Malgrate (LC), con Mostra Fotografica
Online trovi tutte le proposte per il prossimo anno scolastico, con tante novità e percorsi pensati per chi vuole approfondire la fotografia, sviluppare il proprio linguaggio e costruire progetti più consapevoli.
Ciao! Inviare portfolio a caso a dieci giurie diverse sperando che qualcuno ti noti non è una strategia, è scommettere al casinò. Se però hai un progetto finito, editato con criterio e sai esattamente a chi ti stai proponendo, questi sono dieci appuntamenti reali su cui ha senso investire tempo e budget, ciao Sara
Budapest International Foto Awards (BIFA)
Scadenza: 5 Agosto 2026
In sintesi: Piattaforma aperta sia a professionisti che a fotoamatori. Utile per capire come si posiziona il tuo lavoro nel panorama europeo centrale.
In sintesi: Promosso da Open Doors Gallery a Londra per chi è nei primi dieci anni di percorso. Si premia l’autorialità visiva vera, non l’esercizio di stile sterile.
In sintesi: Premio di rilievo globale focalizzato su fotografia e sostenibilità. Richiede spesso una segnalazione da parte di nomination nominator accreditati.
In sintesi: Uno dei premi internazionali con la partecipazione più numerosa al mondo. Adatto per testare la tenuta di singole immagini o serie commerciali e artistiche.
In sintesi: Concorso nazionale italiano incentrato sull’arte visiva e le arti plastiche/fotografiche contemporanee, legato a residenze e mostre finali in Italia.
Nachleben: cosa resta di un’immagine quando il tempo ci mette le mani sopra.
C’è una parola tedesca, Nachleben, che lo storico dell’arte Aby Warburg usava per parlare della “sopravvivenza” delle immagini. Non della loro conservazione: quella è un’altra cosa, è un lavoro da archivio e da conservatore.
Nachleben è qualcosa di più inquieto: è il modo in cui un’immagine continua a vivere anche quando chi l’ha scattata, dipinta o incisa non c’è più. Riaffiora, cambia significato, viene citata fuori contesto, dimenticata per anni e poi riscoperta con occhi nuovi. Ecco, questo è il titolo, e anche il programma, della nona edizione di Grenze, Arsenali Fotografici, il Festival Internazionale di Fotografia e Arti Visive che torna a Verona dal 18 settembre al 18 ottobre 2026. E devo dire che è un titolo che mi piace, perché mette in discussione una cosa che noi fotografi diamo troppo spesso per scontata: che un’immagine, una volta scattata, sia “finita”. Non lo è mai. Continua a lavorare anche quando noi abbiamo smesso di guardarla.
Una città che diventa museo diffuso. Ogni anno Grenze fa una cosa che apprezzo particolarmente da chi si occupa di formazione fotografica: non chiude la fotografia dentro quattro pareti bianche. La trasforma in un pretesto per attraversare Verona, da Veronetta all’ex Caserma Chiodo, dagli Scavi Scaligeri fino ai Giardini del Bastione delle Maddalene. Il festival diventa così un percorso fisico, quasi un’archeologia urbana che si accompagna a quella visiva del tema di quest’anno. La mostra principale è dedicata a Abbas Kiarostami, uno dei grandi maestri del cinema mondiale, con un progetto sulla sua ricerca fotografica, un ponte tra immagine fissa e immagine in movimento che al festival piace costruire da diverse edizioni.
Opera di Chiara Innocenti
Accanto a lui, un programma internazionale che mette insieme voci molto diverse: Chiara Innocenti, vincitrice del Premio MUSA dedicato alla fotografia femminile (e qui lasciatemi essere di parte, con affetto), Julieta Averbuj dalla Catalogna, Vedad Divović da Sarajevo, Aline Bovard Rudaz con un progetto sulle lavoratrici dell’industria orologiera svizzera colpite dalla silicosi, Yiming Zhu dalla Cina sulle ricamatrici della seta, Roland Schmid con un reportage sull’Europa orientale, e gli autori selezionati tramite open call internazionale. Perché dovresti andarci (anche se “non fai la fotografa di professione”) Se sei un fotoamatore evoluto, uno di quelli che non si accontenta di scattare bene ma vuole capire perché certe immagini restano e altre no, Grenze è uno di quei festival dove il tempo speso vale davvero. Non è solo una passeggiata tra mostre, c’è un programma culturale fitto di talk, presentazioni editoriali e incontri su memoria, archivi e statuto della fotografia, con curatori e direttori di festival internazionali. E se stai lavorando a un tuo progetto e cerchi un confronto vero (non i “bravo, complimenti” di rito), il festival organizza letture portfolio il 20 settembre, con lettori del calibro di Nicoletta Boschiero (Mart), Giusi Pasqualini (Scavi Scaligeri) e rappresentanti del Sarajevo Photography Festival e di Circulation(s). Sono di quelle occasioni che, se le prendi sul serio, ti cambiano la prospettiva su un intero progetto. Per fare qualsiasi cosa in fotografia bisogna approfondire e studiare: un confronto diretto con chi legge portfolio da anni vale più di dieci tutorial.
Fotografia di Aline Bovard Rudaz
Le informazioni pratiche Grenze – Festival Internazionale di Fotografia e Arti Visive, IX edizione Titolo: Nachleben Date: 18 settembre – 18 ottobre 2026 (appendice fino al 21 novembre) Sedi: Il Meccanico, Laboratorio Lobster Laura, Magazzino Bedeschi, Spazio Bedeschi, Giardini del Bastione delle Maddalene, Antica Dogana di Fiume, Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri Ingresso libero alle mostre, salvo diversa indicazione.
Ciao Sara
Condividi l'articolo con gli amici, ci piace condividere!
Ciao! Ecco una selezione di premi fotografici internazionali e italiani con scadenza nel mese di Luglio 2026, perfetti per esporre il tuo lavoro, vincere premi in denaro e ottenere visibilità globale. I concorsi includono categorie per professionisti e amatori, con temi che vanno dalla fotografia documentaria, street photography, bianco e nero, paesaggio ecc… Alcuni sono gratuiti, altri richiedono una tassa di iscrizione e offrono premi che spaziano da mostre personali, pubblicazioni, fino a premi in denaro.
Women Photograph + Leica Project Grants 2026
Grazie al generoso supporto di Leica USA, queste tre borse di studio da 10.000 dollari ciascuna sosterranno progetti fotografici, nuovi o in corso, di fotoreporter che operano nel campo del documentario.
I fondi possono essere utilizzati per coprire i costi diretti del reportage, i compensi dei fotografi e qualsiasi altra spesa a supporto della produzione di nuovi lavori. Questa borsa di studio non è destinata a finanziare la produzione di libri, mostre, workshop o altro materiale secondario.
Si incoraggiano i candidati a presentare un reportage completo, piuttosto che singole immagini, come parte della domanda di borsa di studio. Le immagini non devono necessariamente essere correlate alla proposta progettuale (ma si prega di specificare nella domanda se le immagini non sono correlate alla proposta).
La fotografia in bianco e nero è alla base stessa del mezzo fotografico. Libera da distrazioni, parla il linguaggio della luce, dell’ombra, della forma e dell’emozione, collegando la visione contemporanea con una tradizione artistica senza tempo. Molto prima che la fotografia diventasse onnipresente, le immagini monocromatiche la definivano come forma d’arte, trasformando idee nate dall’immaginazione in dichiarazioni visive durature.
I Monochrome Awards celebrano questa eredità, abbracciando al contempo la creatività moderna. Con un’ampia gamma di categorie accuratamente selezionate, il concorso offre ai fotografi la libertà di esplorare diversi generi, tecniche e interpretazioni personali dell’espressione monocromatica. Dagli approcci classici alle prospettive audaci e sperimentali, i premi riflettono la grande ricchezza e l’evoluzione della fotografia in bianco e nero oggi.
Oltre al prestigioso riconoscimento e ai premi in denaro, i vincitori beneficiano di visibilità internazionale, promozione dedicata e supporto a lungo termine per la loro carriera. Partecipando ai Monochrome Awards 2026, i fotografi entrano a far parte di una comunità globale unita da una passione condivisa per la potenza e la purezza delle immagini in bianco e nero.
Fin dai primissimi giorni della fotografia, le persone hanno rivolto la macchina fotografica verso se stesse. Non come una performance, ma come esperimento, necessità e curiosità. Alcune delle prime immagini fotografiche erano autoritratti realizzati attraverso specchi, lunghe esposizioni e immobilità attentamente studiata. Il mezzo ha quasi immediatamente racchiuso questo gesto interiore.
Ciò che continua a rendere affascinante l’autoritratto fotografico non è la novità, ma la sua persistenza. L’immagine non è mai solo descrittiva. Diventa un punto d’incontro tra il proprio aspetto e il modo in cui si viene momentaneamente catturati dalla macchina fotografica. Questa raccolta considera l’autoritratto come parte integrante del fondamento della fotografia, piuttosto che ai suoi margini.
Questo concorso è aperto a tutte le interpretazioni della fotografia monocromatica: dal tradizionale bianco e nero alla scala di grigi, seppia, cianotipia o qualsiasi altra variante basata su un singolo tono. Ciò che conta è come utilizzi questa limitazione per costruire un’immagine.
Il vincitore sarà riconosciuto come Fotografo dell’Anno e, insieme ai finalisti, sarà incluso nel Monochromatic Book annuale. Questa pubblicazione raccoglie una selezione internazionale di opere, accuratamente curate e presentate, creando un corpus coerente che riflette ciò che sta accadendo oggi nella fotografia monocromatica.
Più che visibilità, offre un posizionamento. Uno spazio in cui il lavoro non viene consumato frettolosamente, ma considerato, rivisitato e ricordato.
Il premio internazionale Beautiful Bizarre Art Prize vuole riconoscere creatività e originalità agli artisti di ciascuna categoria, oltre a riconoscere un eccezionale vincitore assoluto del Gran Premio.
Tra le opere ricevute, i 200 finalisti (25 per categoria: Disegno, Arte Digitale, Fotografia, Scultura, Realismo Immaginativo e Premio Artista Emergente, e 50 per la categoria Pittura) riceveranno un’ampia promozione internazionale attraverso le campagne di email marketing, la copertura sul sito web, il marketing sui social media e la pubblicità della rivista Beautiful Bizarre (oltre 2 milioni di follower), oltre a ulteriori contatti e visibilità tramite partner, sostenitori e media.
I Chromatic Awards 2026 aprono le iscrizioni per la decima edizione di questo concorso fotografico di fama internazionale, dedicato esclusivamente alla fotografia a colori. Celebrando un decennio di creatività, i Chromatic Awards continuano a premiare gli artisti che utilizzano il colore come potente linguaggio per raccontare storie, evocare emozioni e plasmare la cultura visiva.
I Chromatic Awards vogliono supportare e ispirare i fotografi offrendo loro una piattaforma globale per condividere la loro passione, la loro visione e le loro storie. Attraverso questa piattaforma, il concorso si propone di promuovere talenti eccezionali in tutto il mondo, continuando al contempo a scoprire e valorizzare nuove voci emergenti nel panorama della fotografia contemporanea.
L’Architecture Photography Awards 2026 (APA) è un concorso internazionale che celebra l’eccellenza nella fotografia di architettura.
Aperto a fotografi di tutto il mondo, l’APA invita a presentare candidature in 23 diverse categorie, dai paesaggi urbani e interni alle forme astratte e al minimalismo. Il concorso riunisce un pubblico globale e una giuria internazionale composta da fotografi esperti e professionisti del settore.
Le opere vincitrici saranno pubblicate nella galleria online ufficiale e promosse attraverso i canali globali e i partner mediatici dell’APA.
Gli European Photography Awards accolgono fotografi provenienti da tutto il mondo, pronti a perfezionare le proprie competenze fotografiche e la propria straordinaria interpretazione della diversità, ritraendo le maestose culture tramandate di generazione in generazione.
Il premio celebra un’ampia gamma di generi fotografici, estendendo la portata del vostro talento in tutto il mondo. Indipendentemente dal vostro livello professionale, il premio celebra le vostre visualizzazioni del mondo e di tutto ciò che esso racchiude. Scoprite infinite possibilità intraprendendo un viaggio straordinario attraverso il vasto continente, formato da innumerevoli paesi diversi che si uniscono a formare una maestosa massa continentale.
Il Nomad Art Prize è un premio internazionale per le arti visive che celebra il dialogo tra la creazione artistica e i luoghi che la ispirano. Fondato sulla convinzione che l’arte sia per sua stessa natura nomade – capace di attraversare confini, culture e contesti – il premio si propone di scoprire 8 artisti la cui opera incarni questo spirito di movimento.
Ogni edizione si svolge in una città diversa, creando una geografia dinamica dell’arte contemporanea. Per il 2026, Lisbona – con la sua storia stratificata, il suo patrimonio marittimo e la sua vivace scena creativa – è al tempo stesso sfondo e musa ispiratrice.
Production Paradise promuove fotografi commerciali di livello mondiale e servizi creativi per agenzie pubblicitarie, editori di riviste, marchi e clienti aziendali.
Spotlight Magazine, di Production Paradise, si concentra sui talenti fotografici più ricercati che operano in specifiche categorie pubblicitarie.
Dai sfogo alla tua creatività nella fotografia di strada partecipando allo STREET Photography Competition, un’entusiasmante competizione fotografica internazionale dedicata a catturare la vita nei suoi momenti più autentici e spontanei.
Da ritratti spontanei di grande impatto a potenti scene urbane, questa è la tua opportunità per condividere la tua visione, ottenere riconoscimento e far conoscere il tuo lavoro a una giuria di esperti e fotografi di fama mondiale.
PERSPA – Prix de la Perspective Architecturale 2026
Questo concorso internazionale celebra l’arte di immortalare l’ambiente costruito, dai vasti paesaggi urbani e monumenti storici agli spazi interni vuoti e alle geometrie astratte.
I premi includono un Gran Premio di € 1.000, medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per ogni categoria, menzioni d’onore, la pubblicazione nell’annuario PERSPA distribuito alle biblioteche, opportunità espositive e certificati ufficiali dell’associazione francese per tutti i vincitori, le menzioni d’onore e le opere selezionate.
18 categorie, tra cui Astratto, Aereo, Bianco e Nero, Paesaggio Urbano, Culturale, Belle Arti, Francia, Geometria, Storico e Patrimonio, Uomo e Architettura, Industriale, Minimalismo, Architettura Moderna, Notte e Scarsa Luce, Colore Aperto, Immobiliare, Scale e Simmetria.
L’associazione Fiorenzuola Oltre i Confini organizza Comunità in movimento – Migrazioni in Italia, concorso fotografico dedicato al racconto delle migrazioni contemporanee in Italia, in seno alla Festa Multietnica XXIX edizione.
Chi può partecipare
Il concorso è aperto a tutti i fotografi. Ogni partecipante può presentare un solo progetto fotografico.
Il progetto
La partecipazione prevede l’invio di un progetto fotografico composto da un minimo di 10 e un massimo di 15 fotografie, coerenti con il tema Comunità in movimento e ambientate esclusivamente in Italia. Le immagini devono essere in formato JPEG (3:2 o 2:3), a colori o in bianco e nero, e sviluppare una narrazione visiva coerente e strutturata.
Ogni progetto deve essere accompagnato da un titolo, un testo di presentazione (massimo 1.500 battute, spazi inclusi) ed eventuali brevi didascalie (facoltative).
Quote di partecipazione
L’iscrizione prevede il pagamento di una quota di € 10,00.
Premio
Premio in denaro di € 600,00 per il progetto vincitore, assegnato dalla giuria. Il progetto selezionato sarà esposto al pubblico durante tutto il mese di settembre 2026 presso la Chiesa della Buona Morte di Fiorenzuola d’Arda, in occasione della Festa Multietnica (11–13 settembre 2026).
Ma allora, come si fa a dimostrare di essere “onesti” in un mondo che dubita di ogni pixel? È una domanda interessante, perché ci riporta a un concetto molto antico: la fiducia. Se un tempo l’onestà di un fotografo era un dato di fatto: c’era il rullino, c’era lo scatto, fine della storia. Oggi l’onestà è diventata una scelta attiva, quasi un patto che l’autore deve firmare con il suo pubblico ogni volta che pubblica un’immagine.
Non si tratta più solo di “non usare Photoshop”, ma di essere trasparenti sul percorso che ci ha portato a quell’immagine. Ecco come questa onestà sta prendendo forma oggi, in modo molto concreto. Immagina di essere al ristorante: un conto è leggere “pesce fresco” sul menù, un altro è se lo chef ti invita in cucina a vedere la materia prima. In fotografia sta succedendo la stessa cosa. Molti professionisti oggi mostrano il loro file RAW (il negativo digitale, grezzo e non manipolabile) o utilizzano i nuovi “passaporti digitali” (come lo standard C2PA). È un modo per dire: “Ecco la filiera della mia immagine, puoi controllare tu stesso dove finisce la luce e dove inizia la post-produzione”. È un’onestà che passa per la tecnica, ma che serve a rassicurare il cuore di chi guarda. C’è poi un modo molto più viscerale di provare la propria sincerità: mostrare il backstage. Se vedo un video di te che cammini per ore nel fango per catturare l’alba su una montagna, quell’immagine finale acquista un valore umano che nessuna AI potrà mai replicare. L’onestà qui non sta nel pixel, ma nello sforzo. Documentare il “making of” è diventato un atto politico: serve a ricordare al fruitore che dietro quell’istante c’è un corpo, un tempo speso e un’esperienza vissuta davvero. Paradossalmente, l’onestà passa anche per la dichiarazione del trucco.
“Immagine generata da un’intelligenza artificiale, intitolata ‘Pseudomnesia: The Electrician’ di BORIS ELDAGSEN.”
Pseudomnesia: The Electrician è stata presentata ai Sony World Photography Awards e ha vinto nella categoria “Creatività”. L’immagine, in bianco e nero, ritrae due donne e sembra risalire agli anni ’40. L’artista ha poi suscitato scalpore rifiutando il premio e rivelando di aver creato l’immagine con l’intelligenza artificiale (IA). Sul suo blog ha scritto: “Volevo fare un test, per vedere se il mondo della fotografia fosse pronto a gestire l’impatto dell’IA sui concorsi artistici internazionali e, ovviamente, non lo era”. Con il suo approccio, Boris Eldagsen ha voluto aprire un dibattito sullo status delle immagini e, oltre a ciò, sull’importanza di restare vigili quando si tratta di contenuti prodotti dall’IA.
Pensa al fotografo Boris Eldagsen, che ha vinto un prestigioso premio internazionale per poi rifiutarlo, ammettendo che l’opera era stata generata dall’AI. Il suo non è stato un atto di superbia, ma di profonda onestà intellettuale: ha usato un “falso” per costringere il mondo dell’arte a parlare di verità. Essere onesti oggi significa dire chiaramente: “Questo è uno scatto reale”, oppure “Questa è una visione ibrida”. La menzogna non sta nell’uso dello strumento, ma nel nasconderlo. Infine, c’è un’onestà che risiede nell’abbracciare l’imperfezione. L’intelligenza artificiale tende spesso a una perfezione “levigata”, quasi plastica. Molti artisti oggi scelgono di tornare all’analogico o di mantenere volutamente piccoli difetti, riflessi “sbagliati” o sfocature naturali. È un modo per dire: “Questo è umano perché è imperfetto”. È la firma del nostro limite, che diventa la prova della nostra presenza. L’onestà intellettuale non è più l’assenza di filtri, ma la trasparenza sui filtri che abbiamo deciso di usare. Non è più una questione di ottica, ma di etica. Come diceva John Berger, il nostro modo di vedere è influenzato da ciò che sappiamo: se l’autore ci dà gli strumenti per “sapere” come è nata l’opera, allora noi torniamo a essere liberi di “sentire” senza la paura di essere ingannati.
Forse il futuro della fotografia non sarà più cercare la “Verità” con la V maiuscola, ma cercare la sincerità tra chi scatta e chi osserva.
Ciao
Sara
Condividi l'articolo con gli amici, ci piace condividere!