📸 Incontro online con Lorenzo Zoppolato 1 dicembre 2025 – Musa Fotografia
Lorenzo Zoppolato è una delle voci più interessanti della fotografia italiana contemporanea. Vincitore di numerosi premi nazionali – tra cui Portfolio Italia, Italian Street PhotoFestival e il titolo di Emerito della Fotografia Italiana conferito dalla FIAF – ha esposto in spazi prestigiosi come il MACRO di Roma, il Leica Store di Londra e festival di rilievo internazionale.
La sua ricerca unisce poesia visiva, reportage e sguardo autoriale, esplorando i confini tra realtà e immaginazione. Durante l’incontro con Musa Fotografia condividerà il suo percorso, i progetti più significativi e le sfide dietro ai suoi meritati successi.
La lettura portfolio, di solito organizzata da festival di fotografia o organismi di settore, è un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi. Prima di partecipare, informatevi sul profilo professionale dell’esperto. Scegliete in base all’intento per il quale avete prodotto il vostro portfolio: editare un libro, ottenere un parere, preparare un’esposizione, essere pubblicati su un giornale, preparare la partecipazione a un premio. Il proprio lavoro può essere sottoposto agli esperti per tre motivazioni principali: • Si ha la necessità di migliorare il proprio portfolio. In questo caso il critico/fotografo/curatore/agente dovrebbe suggerirvi come potete migliorare la vostra produzione. Cosa togliere, aggiungere e cambiare affinché la comunicazione delle vostre immagini risulti più chiara al fruitore finale.
• Si ha la necessità di trovare una collocazione per il proprio lavoro. Si sceglieranno galleristi/curatori e operatori nei musei e nei festival, nel caso l’intento sia espositivo, photoeditor di giornali o agenzie, se il proposito è quello legato alla possibilità di cominciare collaborazioni lavorative.
• Si ha la necessità di un confronto. In questo caso si preferiranno colleghi fotografi.
Le letture portfolio possono essere seguite da chiunque, nel caso di letture dal vivo e non online, rispettando il lavoro di lettori e autori, anche questo è un modo per apprendere e capire cosa migliorare nel proprio lavoro.
Si possono presentare fino a due portfolio differenti (20/30 immagini a portfolio) per ogni lettore, quindi per ogni lettura portfolio. I portfolio possono essere gli stessi oppure si possono presentare portfolio differenti, a lettori differenti. Se si desidera avere più tempo con lo stesso lettore, si possono prenotare due letture consecutive con lo stesso.
lettori portfolio 30 novembre 2025- Musa fotografia – monza
Alessia Locatelli è curatrice indipendente, Direttrice Artistica della Biennale della Fotografia Femminile e co-direttrice dell’Archivio Enrico Cattaneo. Collabora con istituzioni e realtà private in Italia e all’estero, ed è autrice per riviste specializzate e per il “CAM – Catalogo di Arte Moderna”. Insegna in scuole e università, partecipa come giurata e curatrice a premi e festival internazionali, ed è Nominator del prestigioso Prix Pictet.
Alessia Paladini è una gallerista e curatrice milanese, attiva da trent’anni nel mercato della fotografia, nata nel 1968. Ha lavorato in istituzioni come Sotheby’s e Photology, ha diretto la galleria di Forma fino al 2020 e ha fondato nel 2021 la sua omonima galleria a Milano, specializzata in fotografia.
Davide Grossi (Parma, 1971) è Direttore Qualità in un gruppo vetrario internazionale e fotografo di architettura e paesaggio, ispirato alla Scuola Emiliana di Fotografia. Presidente del circolo “Il Grandangolo” e docente FIAF, scrive per FOTOIT e tiene corsi di fotografia. I suoi lavori, apprezzati per tecnica e originalità, gli hanno valso nel 2009 il titolo di Artista della Fotografia Italiana (A.F.I.).
Leggi le biografie dei lettori portfolio e decidi quale possa esserti piu’ utile
L’iscrizione alla lettura portfolio si considera avvenuta soltanto al momento della ricezione della scheda compilata e pagamento avvenuto. Le iscrizioni vengono accettate fino ad esaurimento dei posti previsti per le letture. I partecipanti sono accettati secondo l’ordine di arrivo delle domande di iscrizione. Il pagamento delle letture portfolio online, avverrà antecedentemente, tramite bonifico o tramite Paypal. La durata di ogni lettura è di 25 minuti. L’organizzazione farà in modo di rispettare i tempi e di mettersi a disposizione degli iscritti per qualsiasi necessità. Verrete avvisati via mail sull’orario esatto delle vostre letture, dopo aver effettuato l’iscrizione. Riceverete una mail con tutte le modalità di partecipazione.
Costo delle letture:
Iscrizione per una lettura con un esperto euro 20 euro (1 o 2 portfolio a lettore)
Iscrizione per due letture con due esperti euro 35 euro (1 o 2 portfolio a lettore)
Iscrizione per tre letture con tre esperti euro 50 euro (1 o 2 portfolio a lettore)
PAGAMENTO
Il pagamento delle letture portfolio online, avverrà antecedentemente, tramite bonifico o Paypal. Trovate le indicazioni nella scheda di partecipazione.
Dal 19 settembre al 20 ottobre 2025, Verona si prepara ad accogliere l’ottava edizione di Grenze – Arsenali Fotografici, il Festival Internazionale di Fotografia che animerà il quartiere di Veronetta e il suggestivo Bastione delle Maddalene. Quest’anno, il festival invita a una profonda riflessione con il concept “Anfällig”, termine tedesco che evoca i concetti di cagionevole, vulnerabile e fragile.
Un concept che indaga la debolezza e la bellezza
“Anfällig” è la parola chiave scelta dalla direzione artistica di Francesca Marra e Simone Azzoni per guidare l’esplorazione di questa edizione. Il festival si propone di indagare la debolezza intrinseca nelle cose, nelle persone e nelle situazioni quotidiane, interpretando come la fragilità si manifesti, sfumando il confine tra la vita e la sua instabilità. Dal latino causionabilis – “che può essere causato” – il termine sottolinea come siamo indeboliti dalle incertezze, influenzati e influenzabili dal dubbio, precari con l’equilibrio sempre in bilico.
“Cagionevole” diventa così un’esposizione nuda alla bellezza nella debolezza, senza nascondere la sofferenza o l’incertezza che essa comporta. La fotografia, in questo contesto, si rivela uno strumento potente per trasformare la fragilità in una parte essenziale e inevitabile della nostra umanità.
Il Festival è organizzato in collaborazione con l’Assessorato ai Rapporti UNESCO e l’Assessorato alla Cultura – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri del Comune di Verona. A curare parte della rassegna, affiancando la direzione artistica, sarà Erik Kessels, artista, designer e curatore olandese, noto per la sua capacità di ricontestualizzare fotografie trovate, rivelandone la bellezza e la stranezza nascoste.
Le mostre: da Pedro Almodóvar ai talenti emergenti
Main Project
Assoluta novità di questa edizione è il Main Project che ospita “Vida Detenida” di Pedro Almodóvar. In esclusiva per l’Italia, la mostra raccoglie Still Life di oggetti quotidiani, sottratti allo splendore del Pop cinematografico del regista spagnolo e abbandonati a una quiete domestica che ne rivela la natura malinconica e solitaria. Le opere sono gentilmente prestate da Opera Gallery di Madrid, e la mostra, curata da Simone Azzoni, sarà accompagnata da un catalogo edito da LazyDog Press. L’allestimento si terrà presso Il Meccanico di Via San Vitale 2b.
Vida Detenida ®Pedro Almodovar
Main Section
Il Bastione delle Maddalene (Vicolo Madonnina 12) sarà il cuore della Main Section, con quattro progetti selezionati tramite call:
Nuno Alexandre Serrão con “Icebergs. Understanding the world by travelling inward”, un progetto intimista sulla solitudine, a cura di Simone Azzoni.
Frédérique Dimarco con “EIDOLONS”, una riflessione sulla vulnerabilità del mondo e la connessione con gli elementi e il vivente, a cura di Francesca Marra.
Tianyu Wang con “Hiding and Seeking”, che utilizza la performance art per riflettere sulla violenza, a cura di Erik Kessels.
Florine Thiebaud con “COMING BACK”, in cui l’artista dà voce a un profondo tumulto interiore, a cura di Erik Kessels.
Coming back ®Florine Thiebaud – Eidolons ®Frédérique Dimarco – Hidng and Seeking ®Tianyu Wang – Icebergs. Understanding the world by travelling inward ®Nuno Alexandre Serrão
Prosegue inoltre la collaborazione con realtà internazionali della fotografia, presentando:
Katarina Marković con “In Passing”, in collaborazione con Belgrade Photo Month e Sarajevo Photography Festival.
Emanuela Cherchi con “Tumbarino”, selezionato dal Premio MUSA. Vincitrice sezione ricerca Premio Musa 2024
Tumbarino ®Emanuela Cherchi
Sempre presso Il Meccanico Via San Vitale 2B, sarà esposto:
Alfio Tommasini con “Via Lactea”, uno studio visivo del rapporto tra uomo, animali e topografia nell’ambito di un’agricoltura e industria casearia in rapida evoluzione e sempre più meccanizzata.
Via Lactea ®Alfio Tommasini
Sezione OFF
La Sezione OFF, curata da Lisangela Perigozzo, quest’anno arriva nel quartiere di Veronetta, trasformando negozi, bar e locali in gallerie d’arte. Saranno ospitati i progetti di:
Francesco Anderloni con “Suspensia”
Toby Binder con “Common future for a Divided Youth”
Federica Carducci con “Yet still, rebirth. In the ordinary ache of waking”
Francisco Macfarlane con “Codificaciones”
Marco Sempreboni con “Impermanenze”
Romina Zanon con “Disperso e presente”
Sinergie e eventi speciali
Una nuova sinergia vede la luce tra Grenze e Tocatì, con il progetto URBAN – fotografia manifesta / poster photography. In collaborazione con l’Associazione Giochi Antichi, saranno affissi manifesti nel quartiere di Veronetta con uno dei celebri scatti di Dario Mitidieri: “Children playing in Gorazde, Bosnia 1995”, che ritrae due bambini che, nonostante la guerra, giocano scendendo da una discesa su un carretto di legno.
Numerosi gli eventi in programma per arricchire l’esperienza del festival:
19 settembre, 20.45, Il Meccanico: TALK e presentazione Circuito OFF.
20 settembre, 9.30, Quartiere di Veronetta: Passeggiata fotografica con Fabio Moscatelli “Raccontare Veronetta in Gioco”.
20 settembre, 14.45, Il Meccanico: Book and Coffee – Presentazione dei libri: “EIDOLONS” di Frédérique Dimarco; “Via Lactea” di Alfio Tommasini; “Qui Vive Jeeg” di Fabio Moscatelli.
20 settembre, 16.00 Il Meccanico e 17.30 Bastione delle Maddalene: OPENING e tour con artisti e curatori (ingresso gratuito).
21 settembre, 10.00 – 13.00, Bastione delle Maddalene: Portfolio Review con Nicoletta Boschiero, Marta Szymańska, Fabio Moscatelli, Alfio Tommasini.
21 settembre, 11.00 – 12.00, Il Meccanico: “Collezione, collezionare” Conferenza con Erik Kessels e Giusi Pasqualini del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri.
21 settembre, 15.00 – 17.00, Parco del Bastione delle Maddalene: KIDS LAB – Cianotipia con Elenia Bozzato e Lucia Maisto.
26 settembre, 16.30, Sala Farinati c/o Biblioteca Civica: Proiezione a tema in occasione della mostra “Vida Detenida”, in collaborazione con il Centro Audiovisivi del Comune di Verona.
4 e 5 ottobre, 11.00 – 17.00, Il Meccanico: WORKSHOP di Cianotipia Tricolore con Ramona Zordini.
Informazioni utili e Book Corner
Presso Il Meccanico, sarà allestito un BOOK CORNER con una selezione di libri da case editrici indipendenti come LazyDog Press, Yogurt Magazine | Paper Room, Emuse, Artphilein, Studiofaganel, MagazziniFotografici e Void.
Orari di apertura delle mostre principali:
Bastione delle Maddalene, Vicolo Madonnina, Verona: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 19:00. Nel mese di ottobre l’orario pomeridiano sarà 15:00-18:00.
Il Meccanico Via San Vitale 2b, Verona: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 19:00.
Gli orari della sezione OFF seguono quelli dei singoli esercenti.
Tutte le mostre sono ad ingresso gratuito. Il giorno di chiusura è il lunedì.
Il Festival è sostenuto dal Comune di Verona, Fimauto, Fondazione Zanotto, con sponsor tecnici come Samuele Mancini (Canson Infinity) e Centro Cornici Art Store. Gode inoltre del patrocinio di IUSVE, Accademia SantaGiulia, Art Verona, Centro Internazionale Scavi Scaligeri, MUSA Fotografia, Belgrade Photo Month, Sarajevo Photo Festival.
Per maggiori informazioni: www.grenzearsenalifotografici.com Ufficio Stampa: grenze.ufficiostampa@gmail.com (Pietro Marini e Laura Ruffato, 0039 3483490521).
Non perdete l’occasione di immergervi nelle profonde riflessioni che la fotografia saprà offrire a Verona in questa ottava edizione di Grenze – Arsenali Fotografici!
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Immagini per creare altro: le chiamerò “immaginanti”. Non si chiamano così ma a me piace. Che cosa sono le immaginanti? Sono immagini con le quali è possibile “fare” qualcosa che le svuota del significato iniziale e diventa altro. Sono dedite alla performance e si prestano a un’azione artistica, se chi interagisce con esse, in termini progettuali, riesce ad avere un’idea.
Questa attribuzione di significato è motore di partenza per nuove forme di produzione “estetico-fotografiche”, nelle quali però il fotografo perde la sua funzione iniziale (che abbiamo a lungo dato per certa), cioè la riproduzione dal vivo della realtà.
Vi faccio un esempio: Sherrie Levine è un’artista americana che si è fatta notare negli anni Settanta e Ottanta grazie a un’idea tanto intelligente quanto semplice. Sentite qui.
Il suo lavoro rientra in quello che si definisce Appropriation art. Si tratta di una corrente artistica basata sulla riproposizione di opere già esistenti con metodi di contaminazione differenti. La ricerca di questa artista si basa sul rifotografare opere di altri autori, in particolare di fotografi come Edward Weston, Alexander Rodchenko e Walker Evans. In After Walker Evans, opera del 1981, Sherrie Levine riprende pari pari alcune fotografie di Evans (in particolare quelle realizzate per la Farm Security Administration), firmandole però con il proprio nome. Una pop photographer, direi, dal momento che si appropria di un oggetto già esistente (nel suo caso, una fotografia scattata da altri) trasformandolo in oggetto artistico. Una splendida operazione “di fantasia e intelletto”, che, quantomeno dal punto di vista concettuale, muta la fruizione del lavoro.
«Levine diventa simbolo della cultura postmoderna, nonché critica della mercificazione dell’arte, elogio della morte del modernismo, inteso come incapacità degli artisti a lei contemporanei di ricatturare il passato e cercare di creare significati sempre nuovi. Le fotografie di Evans non erano protette da copyright all’epoca, e paradossalmente le stesse fotografie sono invece protette da copyright nel caso dell’opera della Levine. Interessante, in questo contesto, è la creazione nel 2001 di due siti web da parte dell’artista e programmatore Michael Mandiberg (1977): http://www.aftersherrielevine.com e http://www.afterwalkerevans.com. L’artista ha scansionato le fotografie della Levine e di Evans e creato i due siti web per facilitarne la loro diffusione. Chiunque può stampare dal sito le fotografie con un certificato di autenticità da firmare che rende unica ogni immagine. L’idea di Mandiberg è di diffondere queste opere rendendone nullo il valore economico (tutti infatti possono scaricarle), ma aumentare, con la diffusione, il loro valore culturale.» Martina Lughi, tesi di laurea, La riproduzione dell’opera d’arte dalla fotografia a internet. Diritti, diffusione, valorizzazione.
Il procedimento artistico, quindi, si propone di suscitare nello spettatore un’analisi critica dell’opera affinché sia còlto il significato caratterizzante il nuovo prodotto, che in tal modo assume una propria singola e specifica identità.
Un altro artista che ha fatto molto parlare di sé per aver sfruttato immagini altrui è Richard Prince, che infatti ha costruito la sua intera carriera proprio sul concetto di appropriazione, subendo cause legali legate al copyright da mezzo mondo. Nel 1980, il cowboy Marlboro (pubblicità molto famosa in America) diventa l’oggetto di cui Prince prende possesso. Rimanendo fedele all’immagine stereotipata del cowboy a cavallo – lazo e sfondo erboso – Prince ha semplicemente ri-fotografato la pubblicità delle sigarette, rimuovendo il logo Marlboro. Sam Abell, il creatore delle immagini originali della Marlboro, ha dichiarato più volte: «Non sono particolarmente divertito, è ovviamente un plagio…». Deve essersi incazzato ancora di più quando una delle immagini di Prince, Untitled (Cowboy), 1989, nel 2005 è stata venduta per oltre un milione di dollari.
Immagine Richard Prince Untitled (Cowboy), 1989 Ektacolor photograph 50 x 75 inches
Significativa è la storia di un’istantanea di Gary Gross del 1975 con Brooke Shields a dieci anni, nuda, in piedi nella vasca da bagno, con le labbra rosse e luccicanti (non la metto perchè mi sembra fastidiosa) . L’istantanea aveva già raccolto una gran dose di critiche, quando, nel 1983, Prince alza la posta rifotografando la stessa immagine e ribattezzandola Spiritual America, titolo di un primo piano che Alfred Steiglitz aveva scattato ai genitali di un cavallo maschio. Nel 2009 la polizia obbliga la Tate Modern Gallery a rimuovere l’immagine per paura che potesse “infrangere inavvertitamente la legge o offendere i visitatori”; successivamente, l’account Instagram di Prince è stato temporaneamente sospeso dopo che il post contenente questa immagine era stato segnalato per oscenità. Nel 1992 Gross aveva ceduto i diritti di questa immagine a Richard Prince. Anche quest’opera di Prince ha avuto un grande successo ed è stata venduta all’asta per 151.000 dollari.
La cosa più importante quando decidiamo di scattare una fotografia è la consapevolezza di come sarà l’immagine finale.
Come vi ho già ripetuto, non esistono regole universali per comporre bene un’immagine. Ogni scelta dipende dal tipo di emozione o messaggio che vogliamo far passare. La composizione è una scelta creativa, certo personale, ma esistono indicazioni estetiche, che si usano anche inconsapevolmente, per equilibrare la distribuzione degli elementi nelle immagini.
Per organizzare i differenti elementi in una composizione si introducono forme geometriche, in modo da creare un’unione spontanea tra gli elementi della scena. Per esempio, possiamo inserire più disposizioni a triangolo e l’occhio dello spettatore sarà sempre guidato da queste linee immaginarie.
La ricerca di triangolazioni nelle fotografie rimane, probabilmente, una delle possibilità più dinamiche, in termini di composizione. Inoltre, incorporare triangoli in una scena è un modo particolarmente efficace per introdurre la tensione dinamica.
Nel corso degli anni si è parlato molto del “momento decisivo” nella fotografia. l’idea di un momento decisivo legato alla fotografia di strada viene da the decisive moment di Henri Cartier-Bresson, (Simon And Schuster/Editions verve, new york-paris 1952) ma l’idea, in realtà, deriva dagli scritti del XVII secolo delL: «il n’y a rien dans ce monde qui n’ait un moment décisif» (non c’è nulla in questo mondo che non abbia un momento decisivo). La prefazione del libro di Cartier-Bresson descrive il rapporto del fotografo con la fotografia da più punti di vista: reportage, composizione, tecnica e il concetto, appunto, di “momento decisivo”. Henri Cartier-Bresson Scrive: «per me, la fotografia è l’individuazione simultanea, in una frazione di secondo, del significato di un evento e di una precisa organizzazione di forme che danno a quell’evento la sua giusta espressione». il momento decisivo, quindi, non è mai l’attimo in sé, disconnesso dal resto, nella fotografia. è sempre l’intera fotografia. La comunicazione tra gli elementi di quella immagine rende lo scatto unico, inconsueto, stravagante, ironico. Catturare una buona immagine di strada è la combinazione dell’essere al momento giusto nel posto giusto, mentre si ha in mano una macchina fotografica (quando la si sa usare). Ma il momento giusto per lo scatto va atteso o inseguito? Chiaramente non c’è una regola. Possiamo camminare incessantemente (quello che tendo a fare io) e auspicare di incontrare qualcuno o qualcosa che rappresenti la base per una buona fotografia. Diversamente, possiamo cercare un’ambientazione interessante, una buona luce e inquadrare la scena aspettando che qualcosa si presenti a rendere perfetto lo scatto. Questa seconda opzione ci porta a lunghe attese ma, con un po’ di pazienza, riusciremo a concretizzare immagini attraenti. Da fotografi, siamo noi a creare le nostre combinazioni. In ogni fotografia c’è un elemento di casualità, anche se in realtà, intorno a noi, i momenti “fortunati” accadono di continuo, solo che non sempre ce ne accorgiamo. Non esiste il metodo giusto, la scelta ha a che fare più verosimilmente con il carattere, io sono una donna impaziente e raramente mi fermo in attesa. Alcuni fotografi sono molto disinvolti e speri- colati, altri più tranquilli e timidi.
Ormai tutti i cellulari includono una fotocamera, spesso con una risoluzione dei file abbastanza elevata da permettere stampe di considerevoli dimensioni. Gli schermi sono abbastanza grandi e consentono l’inquadratura, anche in assenza di un mirino. Le applicazioni consentono di selezionare accuratamente dove posizionare il fuoco e dove prendere l’esposizione.
Ultimamente, in questa infinita marea di foto prodotte col cellulare si sono distinti veri e propri fotografi. Molti hanno creato gruppi di lavoro che diffondono la mobile photography. Molteplici esposizioni e premi internazionali sono dedicati a questo “nuovo” ramo della fotografia.
Quando si parla di fotografia con smartphone si finisce quasi sempre per creare una lotta tra chi ritiene che sia fotografia tanto quanto quella scattata con una reflex e chi la ritiene un insulto verso questa forma espressiva. Da parte mia, penso che ogni mezzo, se usato con consapevolezza, possa portare a ottimi risultati, quindi viva lo smartphone!
Personalmente, faccio un gran casino quando lo uso e preferisco di gran lunga la velocità e l’affidabilità delle macchine reflex o mirrorless. Ciò non toglie che, dopo aver visto e conosciuto foto- grafi che lo hanno sfruttato con risultati eccellenti, mi sono ulteriormente convinta della validità del mezzo.
La qualità degli smartphone ha raggiunto un livello veramente ottimo, in termini di elettronica e qualità delle lenti, anche se rimango dell’idea che, a oggi, il piccolo sensore dei telefoni non può raggiungere la qualità di una buona fotocamera. Ho notato differenze sull’ingrandimento dei file e sulla resa dei colori e delle luminanze. Inoltre, questo mezzo ha il limite di avere degli automatismi forzati che non permettono sempre di decidere esatta- mente come scattare.
Nonostante questi limiti, è certamente un oggetto che abbiamo sempre a disposizione e ci accompagna tutto il giorno, ormai non ce ne separiamo nemmeno al gabinetto! Questo lo rende uno
Strumento ininterrottamente disponibile e versatile: apri la fotocamera, punti, scatti ed è fatta.
La post-produzione con la smartphone, così come nella fotografia digitale in generale, è diventata semplice e veloce. Moltissime applicazioni permettono, anche con preset già impostati, di otte- nere risultati che, fino a non molto tempo fa, erano possibili sola- mente con programmi professionali di complicato utilizzo.
Grazie alla diffusione di social network come Instagram o Facebook, il ritocco può essere fatto direttamente con il programma interno al social, col rischio però che le post-produzioni siano tutte uguali e usate da milioni di altri utenti.
La post-produzione dovrebbe essere, invece, impiegata per potenziare il messaggio e offrire una comunicazione più efficace.
Fotografia scattata con lo smartphone all’interno di un tempio.