Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Serena Radicioli

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio

Serena Radicioli vincitrice del Premio Musa 2023 settore personale

 © Serena Radicioli

Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?

All’età di 15 anni mia zia mi regalò la mia prima macchina fotografica, inizia da quel giorno a relazionarmi con il mezzo fotografico. La tenevo sempre con me e scattavo fotografie ovunque.

Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?

Finito il liceo decisi di iniziare ad avvicinarmi in maniera più specifica alla fotografia. Capì subito che non mi bastava solo avere una macchina fotografica e scattare fotografie, volevo approfondire le mie conoscenze in campo tecnico e capire il come e a quale scopo io scattassi delle immagini. Iniziai così a ragionare sulle mie foto e a creare delle piccole storie, volevo iniziare a comunicare attraverso di esse.

 © Serena Radicioli

Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?

Attraverso ricerche e studi, in primis individuo l’obiettivo del mio progetto e la scelta del tema. In seguito affronto la fase di realizzazione delle immagini affinando mano a mano il linguaggio più adatto alla mia ricerca. Nella fase successiva inizio la raccolta del materiale e l’organizzazione delle immagini seguendo una sequenza narrativa che rispecchi il concept del mio lavoro, e inizio a lavorare sulla forma di output più adatta ad esso, già in parte individuata all’inizio. Cerco sempre di lavorare nel modo più meticoloso e rigoroso possibile, per creare una storia struttura e solida.

Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?

La mia ricerca fotografica parte spesso da temi autobiografici. Mi concentro molto sul tema della memoria, attraverso la riscoperta di un archivio e l’elaborazione di nuove immagini, che hanno in qualche modo un contatto con il passato. 

Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?

Attraverso questo lavoro, le mie immagini permettono di ricordare momenti del passato, fissarli, e creare da essi altrettante immagini nuove, cariche di emotività, e ingannevoli allo stesso momento.

Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?

Fino ad ora, nella mia ancora breve esperienza fotografica, ho sempre utilizzato un approccio intimo e irrazionale durante la fase di ripresa, scatto molto “di pancia” una volta che ho individuato e studiato il soggetto o il luogo che voglio fotografare.

 © Serena Radicioli

Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?

Mi documento sempre molto prima e anche durante i miei lavori, ogni giorno guardo siti e lavori di altri autori, non sempre limitandomi alla fotografia, per cercare di farmi ispirare e capire il loro processo creativo per poi sviluppare in maniera personale mio. Nello specifico per questo lavoro sono stata ispirata da artisti come Paola Jiménez Quispe , Christian Patterson e Alba Zari, con approcci diversi tra loro si avvicinano molto alla tematica da me trattata e all’obiettivo che mi piacerebbe raggiungere.

Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?

Il mondo della fotografia è talmente vario e denso ai giorni d’oggi e credo sia molto difficile farsi spazio tra migliaia di autori ed essere riconosciuti per aver detto qualcosa in maniera diversa da altri.

Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?

Ho capito che la fotografia fosse veramente importante per me quando ho iniziato a riscoprire anche me stessa attraverso di essa, circa un paio d’anni fa.  Con questo lavoro ho capito l’importanza che la fotografia ha nel mio percorso di crescita personale, come essere umano. 

Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?

Ho conosciuto il premio tramite la vincitrice dell’anno scorso nel mio stesso settore. Andando a vedere il suo lavoro su Instagram, ho scoperto che aveva partecipato al concorso Musa, e decisi di iscrivermi anche io.

Per seguire Serena @serenaradicioli

Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Elena Zottola

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio

Nome: Elena

Cognome: Zottola

Vincitrice del Premio Musa: Menzione speciale 2022

Da Prosféro, fotografie di Elena Zottola

Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?

Ho sempre vissuto immersa nella ricerca creativa. Ho passato l’infanzia giocando nel laboratorio di artigianato artistico e di pittura di mia madre che, coraggiosamente, aveva deciso di provare a intraprendere la strada dell’arte in un piccolo paese della Basilicata. In quel contesto ho osservato per la prima volta dei fotografi all’opera e la fotografia è stato uno strumento che mi ha accompagnata da allora.

Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema fosse la strada giusta?

Ho iniziato a pensare per la prima volta in senso progettuale in un periodo di studi all’estero, all’Estonian Academy of Art di Tallinn, durante il quale ho realizzato la mia prima serie fotografica dal titolo The Creation of the World is an Ordinary Day. Per strutturare un progetto con un suo corpo ho sentito il bisogno di un supporto nella narrazione da parte del pubblico: il lavoro si è quindi articolato in una forma aperta, capace di inglobare in sé una narrazione partecipata.  Le tematiche affrontate con quella prima serie hanno rappresentato l’inizio della strutturazione di un’idea di metodo e di attenzione a un certo ventaglio di tematiche.

Da Stanotte il cielo, fotografie di Elena Zottola

Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?

I miei lavori nascono tutti da una fase di osservazione preliminare a tratti disinteressata, a tratti critica, di quello che mi circonda. A volte la complessità di alcune questioni non riesce a essere espressa con i canoni del solo linguaggio verbale, nasce allora in me la necessità di utilizzare il linguaggio delle immagini, dei segni che questo esprime e delle connessioni simboliche tra gli elementi, anche installativi. I miei progetti si strutturano su di un livello di associazioni ed evocazioni implicite che attendono di esprimersi attraverso la giusta immagine o il giusto accostamento.

Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?

Sono interessata agli ambiti affini all’antropologia culturale, perché relativi alla mia formazione accademica, in particolare a quelli connessi alla cultura materiale, al Patrimonio Immateriale, alla biografia degli oggetti, all’identità e alle trasformazioni e ibridazioni culturali.

Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?

Vorrei che le mie immagini riuscissero a esprimere la complessità che le ha fatte nascere, le domande irrisolte che mi hanno portato a realizzarle, ma che lo facessero in una maniera sintetica e riflessiva, dando un freno al tempo nel momento dell’osservazione e non moltiplicandone la caoticità.

Da The creation, fotografie di Elena Zottola

Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?

Prima dell’inizio di un lavoro affronto una fase “meditativa” più o meno lunga, una sorta di momento vuoto entro il quale iniziare a raccogliere immagini, suoni, parole, riferimenti teorici. Tra due o più di questi primi elementi scatta una scintilla che dirige in qualche modo la visione della realtà. Il lavoro a cui sto al momento lavorando, Stanotte il cielo è un mandorlo fiorito, ad esempio, nasce dall’incontro tra una poesia di Rocco Scotellaro e una fotografia del mio archivio di famiglia.

Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?

Molto spesso l’ispirazione per le mie fotografie non proviene dal mondo della fotografia, ma da altri contesti a esso più o meno affini: dalla pittura e dalla letteratura, ma anche dalle espressioni più spontanee dell’arte popolare, dell’artigianato e dalla naive art. La principale ispirazione per il lavoro di Prosféro, vincitore della menzione d’onore di Musa Fotografia, sono state le immagini d’archivio dei ritratti di due generazioni precedenti alle ragazze ritratte.

Da The creation, fotografie di Elena Zottola

Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?

Le difficoltà più rilevanti per me sono rappresentate dalle tempistiche necessarie per lo sviluppo della progettualità artistica a volte non affine alle richieste di continua produzione riservate a chi fa un lavoro creativo come quello della fotografia d’arte.

Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?

Il momento in cui ho capito dell’importanza della fotografia come forma di linguaggio personale per me è stato all’interno dell’officina multidisciplinare della Scuola Elementare del Teatro: un’esperienza durante la quale ho avuto la fortuna di sperimentare diverse forse espressive scoprendo nella fotografia il mio ambito di comfort.

Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?

Sono venuta a conoscenza del Premio Musa attraverso il passaparola dei social networks.

Ritratto di Elena Zottola

BIOGRAFIA
Elena Zottola è una giovane fotografa e antropologa nata nel 1995.

Dopo gli studi artistici all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, si trasferisce a Napoli dove consegue una laurea in Antropologia del Patrimonio e si avvicina alla fotografia attraverso la multidisciplinarietà della Scuola Elementare del Teatro di Davide Iodice. 

Nel 2018 l’esperienza di studio all’estero, presso l’Estonian Academy of Arts di Tallinn, dipartimento di Fotografia e Arte Contemporanea, durante la quale lavora al progetto curatoriale Rivista e realizza l’opera-performance The Creation of the World is an ordinary day, scelto tra i finalisti di Giovane Fotografia Italiana #08 Reconstruction. 

Nel 2019 torna a Napoli e frequenta il CFI, Centro di Fotografia Indipendente, producendo la sua seconda serie fotografica dal titolo Prosféro, che indaga il valore delle radici e dell’atto del tramandare, oggi parte dell’archivio di Futuro Arcaico e vincitore della menzione d’onore del premio Musa per fotografe.

Nel 2022 cofonda Spazio Putega e si laurea in Scienze Antropologiche e Geografiche per i Patrimoni Culturali e la valorizzazione dei territori ed è tra gli artisti invitati per A Cielo Aperto in una stanza, un progetto di arte pubblica per ripensare le pratiche artistiche nel territorio; nel mese di maggio 2023 rappresenta l’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi nella mostra collettiva Visage(s) d’Europe.

Attualmente continua gli studi in ambito antropologico con l’intento di arricchire di contenuti la sua pratica fotografica.

LINK

https://www.elenazottola.com/thecreationoftheworldisanordinaryday

https://www.elenazottola.com/stanotteilcielounmandorlofiorito

https://www.elenazottola.com/prosfero

https://www.elenazottola.com

https://www.instagram.com/elenazottola_

Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Martina D’Agresta

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

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Nome Martina

Cognome D’Agresta

Anno Settore Vincitrice del Premio Musa 2022 settore Reportage

Fotografia di Martina D’Agresta

Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?

Da piccola avevo la fotografia che mi ruotava attorno. Mio padre faceva il fotografo di matrimoni, collezionava macchine fotografiche, comprava libri e giornali di fotografia e nella nostra cantina aveva allestito una meravigliosa camera oscura.

Da grande la macchina fotografica è diventata il mezzo irrinunciabile col quale raccontare la porzione di realtà che desta in me interesse. Della fotografia mi affascina quanto sia semplice all’atto pratico e quanto sia complesso ottenere risultati soddisfacenti.  Poter catturare la mia visione della realtà, unica e irripetibile, con solo poche nozioni teoriche e il banale movimento di un dito suscita in me un infinito entusiasmo. La fotografia (quella che interessa a me) mi piace perchè fa camminare, arrampicare, sudare e sfidare il vento, imparare nuove parole e nuove lingue, assaggiare cibi e avere i vestiti sporchi. Mi appassiona per le esperienze che regala. Indipendentemente dal risultato, che certo inseguo sempre, la parte più arricchente dello scattare una fotografia sono i luoghi in cui la ricerca di quello scatto mi fa approdare, le persone che mi fa incontrare, gli odori che mi fa respirare.

Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza come hai capito che lavorare  su progetti articolati sullo stesso tema fosse la strada giusta?

Lavorare su progetti articolati sullo stesso tema mi permette un’ immersione nell’esperienza ancora più profonda rispetto allo scatto singolo (che per quel che mi riguarda è sempre un’operazione rispettabile). Decido di raccontare una storia quando sono incuriosita da una certa realtà e determinata a investigarla.  Approfondire un tema per me significa entrarci dentro, emotivamente e fisicamente.

Fotografie di Martina D’Agresta da “Tempra”

Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?

I miei lavori fotografici nascono da improvvisi guizzi di amore e entusiasmo verso realtà che incontro o delle quali vengo a conoscenza e che ritengo interessanti. Solitamente mi attrae ciò che sta scomparendo, o che è ancora ai più sconosciuto. Le storie che decido di raccontare diventano molto importanti per me e sento sempre la grande responsabilità di render giustizia ai soggetti che vado a ritrarre, siano essi persone o luoghi; per questo per i miei progetti spendo molte energie fisiche e mentali. Torno sulla scena finchè il racconto non è completo, finchè non ho esplorato ogni cm e assorbito ogni odore, rumore, spiraglio di luce di quel ritaglio di realtà.

Quali tematiche ti interessano in particolare? Hai già trattato altri temi, se sì, come?

Realizzo reportage geografico e antropologico. Nei miei lavori il tema più ricorrente è che uomo e ambiente sono due facce della stessa medaglia. Sono affascinata da quanto l’ambiente in cui viviamo, da tutta la vita o per poco tempo, attraverso il quale transitiamo o che ammiriamo ci plasmi nella forma e nell’anima e di quanto sia vero anche che le persone che vivono o che attraversano un luogo trasformino quel luogo stesso. Questo concetto per me è pura poesia.

Cosa cerchi di esprimere con le tue fotografie?

Nelle mie fotografie, che siano progetti o foto singole, io cerco di immortalare la bellezza del mondo, l’essenza delle persone che incontro e dei luoghi in cui mi reco. Credo che la realtà sia di gran lunga più sorprendente dell’immaginazione. Ovviamente sono lontana da ogni “trucco” volto a migliorarla. Ci tengo infatti che le mie fotografie abbiano anche una funzione documentativa, oltre a mostrare i soggetti con i miei occhi.

Fotografie di Martina D’Agresta da “Amaro”

Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto nella fase di ripresa del lavoro?

Nella fase di ideazione del lavoro rifletto davvero poco. Preferisco recarmi subito sulla scena per iniziare a scattare  in modo libero e istintivo, parlare con le persone, respirare l’aria del posto. Quando torno a casa, con i primi scatti davanti agli occhi, inizio a riflettere su che cosa manca e su che cosa è in esubero per raccontare la storia. Così quando torno sul luogo a fotografare ho le idee più chiare. Questo processo si ripete e si ripete finchè non considero il lavoro finito. Amo il fatto che nel mio modo di costruire progetti la fase pratica di scatto sul campo sia preponderante rispetto a quella in cui me ne sto davanti al pc in modalità riflessiva.

Fotografia di Martina D’Agresta

Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore  del premio nazionale musa per fotografe?

Ce ne sono una marea di autori che ritengo interessanti. Bisognerebbe conoscerli tutti, sia quelli che si avvicinano al nostro modo di fotografare, sia quelli estremamente lontani da noi. I primi che mi vengono in mente sono Eugenia Arbugaeva e Ragnar Axelsson. Mi piacciono per il loro reportage pulito e schietto, allo stesso tempo riconoscibile e carico di suggestioni.

Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?

E’ davvero complesso. Quello che più mi infastidisce è che il confine tra immagine e fotografia sta pian piano scomparendo. Si scatta la foto di un paesaggio in Scozia e vi si inserisce il cielo delle Hawaii perchè il tramonto scozzese lo si considera non abbastanza sgargiante. E se una caratteristica della Scozia, terra piovosa e meravigliosa, fossero proprio i tramonti sbiaditi? Per non parlare dell’avvento dell’ IA. Se usata superficialmente si rischia di avere “fotografi” che senza uscire dalle proprie quattro mura di casa realizzano “fotografie” dei narvali del Mar Glaciale Artico e dei pastori nomadi della Mongolia. Io mi chiedo sempre per quei fotografi che scambiano i cieli e non si alzano dalla sedia per girare il mondo dove stia la soddisfazione. Come fanno a privarsi dell’esperienza di fare fotografia? Non fanno che produrre solo immagini.

Fotografia di Martina D’Agresta

Ci vuoi raccontare un fatto in particolare  per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?

Tutte le volte che sono stata davvero felice e me ne sono resa conto ho voluto scattare una fotografia per averne in futuro la memoria: durante un viaggio, una festa in famiglia, un giorno qualunque…

Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per Fotografe?

Ho conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe frequentando i membri del mio fotocircolo FBN Cecina. Alcuni di loro mi hanno consigliato di partecipare. Li ringrazio molto.

Ritratto di Martina D’Agresta

BIO
Martina D’Agresta, classe 1989, vive a Cecina (LI) ed è ingegnere civile. Nell’àmbito del circolo
fotografico Fbn Cecina – di cui è socia dal 2016 – matura interesse per la fotografia di reportage
geografico e antropologico e nei suoi lavori considera uomo e ambiente due facce della stessa
medaglia. Nel 2019 viene selezionata dalla F.I.A.F. come Talent Scout Junior ed espone a Bibbiena
(AR) presso il C.I.F.A. e a Carpi (MO) nell’ambito del Carpi Foto Fest. Nel 2022 vince la borsa di
studio Ivano Bolondi per la masterclass di fotografia con il maestro Lorenzo Cicconi Massi ed il
terzo posto al concorso ImagOrbetello a Orbetello (GR) nella categoria progetti. Risulta vincitrice al
premio Musa per fotografe italiane nella sezione reportage e del premio FOTO Cult. Nel 2023
nell’àmbito del concorso Urban Photo Awards vince il premio speciale Musei-Civici di Trieste nella
categoria progetti

Contatti

Link: https://www.facebook.com/martina.dagresta

Contatto: martina.dagresta@gmail.com

Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Lidia Caputo

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

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Nome: Lidia

Cognome: Caputo

Vincitrice del Premio Musa 2022 Ritratto

Lidia Caputo dal lavoro “Oltre l’apparenza”

  1. Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?

Non ricordo com’è successo; la fotografia c’è sempre stata. Già da ragazzina nelle fotografie di rito mi trovavo sempre dietro lo strumento. Quando è arrivato il momento di scegliere una scuola per il futuro non ho avuto dubbi e mi sono indirizzata verso un istituto che si occupava di immagine.

  1. Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?

Sono sempre stata un’appassionata di storie, sia da fruitrice che da narratrice. Sono un’insegnante e forse lo sono diventata anche per questo. Parlo molto nel mio lavoro a scuola, ma quando mi esprimo con la fotografia è diverso; mi affascina la sua forma silenziosa di narrare. Non ha bisogno di parlare; si rivela.

Con il tempo ho constatato di avere uno stile e un’attenzione particolare a certi momenti. Ci sono istanti di realtà che attirano la mia attenzione e che mi piace provare a ricondurre in situazioni che ho già visto e affrontato. Situazioni che continuo ad approfondire anche in tematiche differenti.

  1. Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?

Rifletto molto sui lavori che ho intenzione di affrontare: mi informo e leggo tantissimo fino a quando tutti gli stimoli accumulati mi accompagnano verso le prime immagini.

  1. Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?

Mi piacciono le immagini che parlano delle persone, anche se le persone non compaiono. Nelle foto che più amo, gli oggetti o i paesaggi riescono a raccontare l’essenza delle persone che li hanno vissuti, amati o semplicemente attraversati. A volte dall’immagine si stacca netto solo quel particolare della personalità che ha lasciato la traccia più persistente, non necessariamente gradevole, ma interessante perché unica.

La fotografia di ritratto per me è una novità di pochi anni fa con il progetto realizzato con le detenute in carcere.  Mi ci sono avvicinata con un approccio simile alle altre mie immagini. Questa volta la presenza fisica dei soggetti è prevalente, ma il desiderio è di riuscirne a catturarne l’essenza in quel periodo della loro vita; ciò mi ha portato ancora una volta a tentare di rappresentare non quello che si vede, ma quello che di quella persona si può percepire al di là del volto e delle espressioni più convenzionali. Quello che un solo istante non ci può offrire e che può essere espresso catturando più tempo. Non mi sono mai illusa di poter conoscere le persone alla prima impressione.

Lidia Caputo dal lavoro “Wall”

  1. Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?

Gli istanti di realtà di cui parlavo prima sono quelli che mi illudo possano raccontare del mondo che mi trovo davanti; dell’essenza della natura e dell’uomo così come mi si rivelano, nella loro bellezza ma anche nella loro inadeguatezza o nelle loro contraddizioni.

  1. Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?

Agisco d’istinto. È proprio durante la ripresa che cerco ciò che la realtà mi può offrire: ho bisogno di essere all’interno della situazione.

  1. Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?

Ci sono artisti che mi hanno segnato come Atget e Ghirri nella fotografia e De Chirico e Hopper nella pittura. Sono autori che a mio parere hanno una cosa in comune: il tempo sospeso. Come delle epifanie, nelle loro opere la realtà si cristallizza per poco tempo per potersi mostrare nella sua essenza prima di diventare passato.

Anche per i ritratti del Premio Musa il tempo è molto importante; mi sono ispirata a Nadar che per ragioni tecniche utilizzava un tempo di posa molto lungo. Il risultato era un soggetto che non poteva essere colto in maniera istantanea, ma solo nello scorrere del tempo. Credo, nei miei ritratti, di aver colto l’espressione nello scorrere del tempo evitando l’attimo fugace.

  1. Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?

Mi ritengo una fotografa che rimane ai margini del mondo della fotografia. Osservare il mondo, scattare foto, guardare quelle degli altri e riflettere sulle immagini è buona parte della mia vita. Nonostante ciò, rimango sulla soglia.

Lidia Caputo “Islanda”

  1. Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?

Non c’è un fatto in particolare; come dicevo prima, la fotografia c’è sempre stata ed è sempre stata importante. Quando è arrivato il Premio Musa ho avuto una conferma.

  1. Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?

Ho conosciuto il premio sui social.

Lidia Caputo ritratto

Biografia
Sono nata nel 1971 a Milano. Dopo aver frequentato l’Itsos nell’indirizzo di
Comunicazione visiva, comincio a lavorare come assistente per diversi fotografi e a
frequentare i corsi serali dell’istituto Bauer: Fotografo e Fotografo colore. Mi iscrivo, in
seguito, a Lettere Moderne laureandomi in Storia dell’arte.
In passato ho portato avanti dei progetti sulla comunicazione pubblicitaria nella scuola
primaria. Da 16 anni insegno Fotografia e Produzioni audiovisive nelle secondarie
superiori. Collaboro con l’associazione Aihelpiu che si occupa di portare progetti
riabilitativi nelle carceri: io mi occupo di progetti fotografici. Uno di questi mi ha
permesso di vincere il Premio Nazionale Musa 2023

Contatti

@lidiablu 

@oltrelapparenza_lidiablu  

www.lidiablu.com (on line fra pochi giorni)

Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Benedetta Sanrocco

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio

Nome: Benedetta
Cognome: Sanrocco
Vincitrice del Premio Musa anno settore: 2022, Ricerca

Fotografia di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes

Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?
Non so dire se io abbia scelto la Fotografia o se sia stata lei a scegliere me. Quello che posso dire con
assoluta certezza è che il mondo dell’Arte, in tutte le sue forme, ha connotato la mia vita; sono sempre
stata un’avida lettrice e per molti anni ho studiato Danza, mia madre poi mi ha abituata a frequentare
mostre e ad andare a Teatro sin da piccola, e tutti questi mondi possibili hanno inesorabilmente avuto
un’influenza su di me. Se proprio devo trovare un momento in cui tutto si è fatto più chiaro però, e la
Fotografia è entrata a far parte della mia esistenza, è stato durante i miei studi Universitari, in particolare frequentando il corso di Storia del Cinema ho avuto modo di approcciarmi per la prima volta alla Semiotica dell’Immagine e ne sono rimasta affascinata, tanto da non volerla lasciare più, tanto da sentire l’impellente necessità di affiancare alla teoria anche la pratica.
Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?
Sin dalle prime esperienze con la fotografia, ho avvertito la necessità di raccontare storie, anche se
inizialmente non sapevo come tradurre questa pulsione in progetti concreti. La mia passione per la
narrazione fotografica quindi è nata durante gli studi della materia. Non c’è stato un momento preciso, ma è stato un percorso graduale. Ho capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema era la strada giusta per esprimere in modo coerente il mio punto di vista artistico.

Fotografie di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes
Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?
Ogni nuova idea per un progetto si sviluppa in modo unico, quindi non posso offrire una formula standard per quel che riguarda l’organizzazione. Tuttavia, esistono momenti necessari e ricorrenti nel processo. La fase iniziale coinvolge uno studio approfondito e una ricerca accurata, creando le fondamenta su cui si basa il lavoro. Durante questo periodo, cerco anche autori e autrici che affrontino gli stessi temi o adottino un approccio simile al mio. Successivamente, passo alla fase di scrittura e, se necessario, elaboro bozze o disegni per anticipare il risultato. Solo allora inizio a creare. Come anticipavo prima, questo approccio è flessibile e non segue un percorso prestabilito; il processo artistico ha a che fare con l’erranza e, quindi, con l’errore, di cui condivide l’etimo, risultando così intriso di tentativi falliti.
Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?
La mia ricerca artistica si è sempre concentrata sull’analisi dell’identità, intesa come concetto complesso e polimorfo. Ho esplorato il rapporto tra identità e costruzione culturale, identità e memoria, identità e territorio, analizzate sempre da un punto di vista metaforico e simbolico.
Col passare del tempo e con una maggiore consapevolezza personale e artistica rispetto ai primi passi
intrapresi nel mondo della fotografia, ora riesco a percepire più chiaramente la stratificazione dei significati che caratterizza la mia pratica. Sebbene continui a riflettere sull’identità, adesso so anche che nei miei lavori è sempre presente una componente politica. Ad esempio, nel progetto sulla memoria, affronto questioni cruciali come l’immigrazione e le morti sul lavoro. Nell’esplorare il territorio, mi focalizzo sui luoghi periferici, mentre nel contesto sociale analizzo il cambiamento nella partecipazione politica.
Non tutti questi progetti hanno un esito fotografico, ma la mia ricerca sul visivo diventa un tentativo di
indagare la connessione intrinseca tra l’identità individuale e le dinamiche sociali e politiche che plasmano la nostra realtà.

Fotografie di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes
Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?
Le mie immagini non cercano di esprimere qualcosa a prescindere, perché ciò che intendono comunicare si delinea nel contesto, il quale cambia di volta in volta a seconda dell’approccio e dell’argomento. Come evidenziato nella risposta alla domanda precedente, spesso i miei lavori toccano temi politici. Di conseguenza, l’obiettivo principale delle mie immagini è stimolare una riflessione, offrendo uno spunto agli spettatori per indagare e interrogarsi, anziché cercare risposte definitive.
Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?
Nella fase di ideazione del mio lavoro, solitamente prediligo una riflessione approfondita e una fase di
ricerca iniziale. Tuttavia, non è una regola fissa, e soprattutto questo non significa non scattare. Mi lascio ispirare da ciò che vedo, e spesso e volentieri proprio quelle fotografie scattate “di pancia” hanno
contribuito a creare il repertorio visivo di cui avevo bisogno per realizzare un progetto.
Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?
Le mie immagini traggono ispirazione da diverse fonti, allargando il campo oltre il mondo della fotografia.
Versi poetici, melodie e opere cinematografiche giocano un ruolo rilevante nel plasmare il mio approccio creativo. Per il progetto riconosciuto al concorso Musa, mi sono particolarmente ispirata ad artisti contemporanei come Erik Kessels e Joan Fontcuberta, noti per il loro impegno nel lavoro sull’archivio. Allo stesso tempo, nutro una forte affinità per la fotografia di Alec Soth, Vanessa Winship e Rinko Kawauchi. Credo che, in qualche modo, questi artisti segnino il mio modo di vedere e interpretare la Fotografia.
Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?
Nel panorama fotografico italiano, le maggiori difficoltà che riscontro sono principalmente due. La prima ha a che fare con l’aspetto autocelebrativo ed elitario, che persiste nel settore. Come artista emergente, è frustrante osservare una preferenza costante per alcuni nomi già consolidati, soprattutto nei concorsi e negli spazi dedicati proprio agli artisti emergenti. Questa dinamica rallenta il necessario rinnovamento e limita le opportunità per chi sta cercando di farsi strada in questo campo.
La seconda difficoltà riguarda il contenuto trattato nella fotografia contemporanea. Troppo spesso, anziché adottare uno sguardo critico sulla realtà, osservo una tendenza da parte di fotografi e fotografe a conformarsi alla retorica scandita dai mass-media. Questo approccio normato, a volte piegato alla pornografia del dolore, rende difficile una vera innovazione e appiattisce la diversità delle prospettive.

Fotografia di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes
Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?
Non saprei indicare un momento preciso in cui ho deciso che la fotografia fosse importante per me; in
qualche modo, è sempre stata parte integrante della mia vita. E proprio perché questa attitudine l’ho avuta sin da piccola, ricordo che il mio passatempo preferito da bambina era riordinare gli album di famiglia. Immaginavo storie dietro a ogni foto, immergendomi nei ricordi fissati su carta e coltivando,
inconsapevolmente, l’amore per la narrazione visiva.

Fotografie di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes esposte a Verona per Grenze Arsenali fotografici
Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?
Ho conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe quando mi sono imbattuta nella loro call online. La competizione offriva una giuria di spicco e concrete opportunità nel mondo della fotografia, mi ha colpito subito e mi sono convinta a partecipare. Dopo aver vinto, posso confermare che le aspettative sono state pienamente soddisfatte. Il premio mi ha aperto delle splendide opportunità, confermando il suo ruolo essenziale nel sostenere le fotografe.

Biografia
Benedetta Sanrocco (1991) è una artista visiva italiana. Ha studiato Lettere Moderne all’Università
D’Annunzio di Chieti e ha conseguito un Master in Progetto Fotografico, diretto dal docente Michele Palazzi presso la scuola di fotografia Meshroom di Pescara. Durante la sua formazione ha seguito corsi con artisti del panorama internazionale quali Erik Kessels e Israel Ariño, nel 2022 ha terminato il Corso annuale sull’immagine contemporanea presso la scuola di specializzazione Linea di Lecce, dove tra i vari workshop ha seguito quelli diretti da Mario Cresci, Federico Clavarino e Niccolò Fano. Nel 2019 riceve la menzione d’Onore al concorso Camera Work PR2; nel 2020 è una dei finalisti del Premio Riccardo Prina; nel 2021 l’artista è stata selezionata per il take over Altrove di Progetto Vicinanze e il collettivo Stasis ha inaugurato la sua nuova sede a Torino con una mostra su uno dei suoi lavori e ne ha prodotto la fanzine. Nel 2022 ha vinto il premio Nazionale Musa per fotografe nella sezione ‘‘Ricerca’’ ed è stata selezionata per il programma di ricerca Esaurire/Altrimenti del collettivo curatoriale CampoBase che si è concluso con una restituzione al pubblico nella Fondazione d’arte ‘’smART’’ di Roma. Nel 2023 espone uno dei suoi lavori al Festival Internazionale di Fotografia Grenze-Arsenali Fotografici di Verona ed è tra gli artisti selezionati per la Residenza RAMO a cura di Giuliana Benassi e Giuseppe Pietroniro.

Contatto Instagram @benedettamente

Nuove importanti call indette dalla Fiaf

Il Festival della Fotografia Italiana nasce nel 2024 per iniziativa della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). L’evento, che si caratterizza per la ricchezza culturale proposta, si svolge in modo diffuso nel suggestivo comprensorio toscano del Casentino, abbracciando le località di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio-Stia dal 14 giugno al 6 ottobre 2024.

L’identità culturale e artistica del Festival mira ad essere un punto di riferimento, non solo nazionale, per gli autori e la cultura visuale italiana. Ogni edizione sarà improntata ad un tema: quello di quest’anno è Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografi a Italiana, una suggestione romantica che si ispira, con spiccata evidenza, al romanzo di fantascienza di Jules Verne.

Nell’ambito del Festival della Fotografi a Italiana la FIAF promuove tre call: Nuovi Sguardi call per giovani fotografi, che ha per oggetto lo stesso tema dell’edizione del festival, Dalla terra alla luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana; Percorsi dal progetto al libro fotografico e Premio Bibbiena – Editoria Fotografica, entrambe senza alcuna limitazione di genere fotografico trattato.

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PERCORSI – dal progetto al libro fotografico.
La call è tesa a valorizzare la migliore opera fotografica a tema libero, garantendone visibilità e prestigio mediante la pubblicazione in un volume della collana monografica FIAF.


Termine presentazione opere: 24 aprile 2024
Riunione Giuria: entro il 12 maggio 2024
Invio risultati ai concorrenti: 15 maggio 2024
Premiazione / Presentazione libro 15/16 giugno 2024
Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024
Regolamento:
PERCORSI – dal progetto al libro fotografico + scheda iscrizione  
(senza vincoli di genere fotografico)

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NUOVI SGUARDI call per giovani fotografi.
La call è finalizzata a valorizzare il talento dei giovani autori ed incoraggia il dialogo tra diverse prospettive e diversi linguaggi, creando un ponte tra generazioni di fotografi. Il tema di quest’anno è Dalla terra alla luna. Esplorazioni sulla fotografia italiana.
La manifestazione dà continuità, con cadenza annuale, alle Biennali dei Giovani Fotografi Italiani, organizzate dalla FIAF sino all’8^ edizione del 2023, esposte presso il Centro Italiano della Fotografi a d’Autore – CIFA – di Bibbiena, importante riferimento della cultura fotografica nazionale.


Termine presentazione opere: 30 aprile 2024
Riunione Giuria: entro il 12 maggio 2024
Invio risultati ai concorrenti: 15 maggio 2024
Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024

Regolamento :

 NUOVI SGUARDI – call per giovani fotografi + scheda iscrizione
(tema: Dalla terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana)

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PREMIO BIBBIENA Editoria Fotografica.
L’obiettivo del Premio è contribuire alla promozione e alla divulgazione del libro fotografico, nonché alla diffusione della cultura fotografica, sostenendo e promuovendo gli autori italiani. La FIAF desidera creare un collegamento tra fotografi, editori e pubblico, al fine di stimolare la produzione di opere editoriali nel campo della fotografia italiana. Il Premio, per il quale non è prevista alcuna limitazione per il genere fotografico trattato, garantirà ai libri vincitori una adeguata promozione nazionale con speciali iniziative di presentazione durante fiere letterarie, eventi librari e manifestazioni e festival fotografici nell’anno successivo alla conclusione del Festival della Fotografia Italiana.


Termine presentazione opere: 15 aprile 2024
Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024
Proclamazione vincitori: 07 settembre 2024

Regolamento:
PREMIO BIBBIENA – Editoria Fotografica + scheda iscrizione
(senza vincoli di genere fotografico)

Premi fotografici in scadenza a Luglio!

Buongiorno, ecco tutti i premi in scadenza a Luglio, speriamo che qualcuno di voi vinca! Buona giornata Annalisa Melas 

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Sei invitato a partecipare alla decima edizione dei premi annuali per la fotografia in bianco e nero.

La connessione della fotografia in bianco e nero con la tradizione e i valori senza tempo è fuori discussione. Fin dalla sua infanzia, la fotografia in bianco e nero non è stata solo il mestiere ma soprattutto l’arte, dove le idee evocate nell’immaginazione dell’artista vengono immortalate attraverso l’obiettivo della loro macchina fotografica.

Oltre una dozzina di categorie consentono ai partecipanti di specificare le definizioni delle specializzazioni fotografiche e la loro grande diversità consente un’adeguata rappresentazione dei fotografi in diverse aree chiave. In quanto pilastro e culla della fotografia, la fotografia in bianco e nero è evidentemente il prodotto di una grande tradizione. Richiede esperienza, capacità di discernere dipendenze e sottigliezze di tono e, soprattutto, immaginazione.

La nostra missione è cercare talenti promuovendo al contempo fotografi, sia professionisti che dilettanti, per presentare il loro lavoro tra i migliori fotografi monocromatici al mondo. Oltre alle ricompense finanziarie, i nostri vincitori ottengono anche pieno supporto nell’area della promozione e nell’avanzamento del proprio percorso professionale.

Deadline: 2 July 2023

Website: https://monoawards.com

THE FORGOTTEN

I dimenticati, le persone, i luoghi e le cose che una volta contavano, ora dimenticati, dimenticati, lasciati alle spalle.

Oggetti una volta significativi per qualcuno, oggetti personali, edifici, oggetti, persone, un luogo che una volta aveva importanza per un altro, le possibilità sono tutte intorno a noi.

35-40 immagini selezionate rimarranno appese nello spazio della galleria principale del SE Center per circa un mese con l’opportunità di essere invitate per una mostra personale in un secondo momento. Inoltre, le immagini selezionate sono presenti negli account dei social media di SE Center (FB, IG, Twitter) e in una presentazione online archiviata. Viene inoltre presentato e archiviato un video dettagliato di ogni mostra. Le aperture sono programmate per coincidere con Greenville’s, First Fridays, una celebrazione di arte, cibo e musica.

 Deadline: 2 July 2023

 Website: https://www.sec4p.com/forgotten-23-prospectus

PORTRAIT PHOTOGRAPHY COLLECTIVE 2023

Il Portrait Photography Collective è stato creato per mostrare il lavoro dei fotografi ritrattisti più talentuosi del mondo. Creando una piattaforma che ospita concorsi mensili esclusivamente nel campo della ritrattistica, offriamo ai fotografi un’opportunità realistica di monetizzare la loro passione gareggiando per premi in denaro completamente illimitati. Il 50% di tutti i proventi ricevuti dalle quote di iscrizione viene restituito come premio in denaro.

Come media, la fotografia non è mai stata così popolare. La combinazione di attrezzature che diventano più accessibili e social media che forniscono piattaforme multiple per i fotografi per mostrare il loro lavoro, il settore non è mai stato così competitivo

  Deadline: 2 July 2023

  Website: https://www.portraitphotographycollective.com/

CHROMATIC PHOTO AWARDS 2023

Chromatic Awards è un concorso internazionale di fotografia a colori aperto a professionisti e amatori. La partecipazione ai Chromatic Awards offre non solo prestigio, ma anche l’opportunità di vincere denaro extra per lo sviluppo della passione.

Pertanto, ogni fotografo professionista e dilettante di ogni angolo del mondo è invitato a partecipare alla terza edizione di questo prestigioso concorso fotografico internazionale dedicato alla fotografia a colori in cui 20 categorie saranno giudicate da una giuria internazionale composta da redattori di riviste, galleria curatori, agenti professionisti e altri professionisti del settore.

  Deadline: 16 July 2023

  Website: https://chromaticawards.com/

EPSON INTERNATIONAL PANO AWARDS 2023

Il 14° Epson International Pano Awards è dedicato all’artigianato e all’arte della fotografia panoramica ed è il più grande concorso al mondo dedicato al genere.

Ogni anno i fotografi con le migliori prestazioni vengono presentati in centinaia di pubblicazioni in tutto il mondo e anche quest’anno il valore del montepremi è di ben 40.000 USD.

Ora include anche un libro dei premi stampato delle 50 migliori gallerie!

  Deadline: 17 July 2023

  Website: https://thepanoawards.com

CALL FOR PHOTOGRAPHERS – BBA PHOTOGRAPHY PRIZE 2023

La Open Call del BBA Photography Prize 2023 è ora aperta. Tutti i fotografi sono invitati a partecipare, indipendentemente dal loro background o esperienza. Non ci sono limiti sul tema o sullo stile della fotografia, mostraci semplicemente il tuo lavoro migliore e verrai premiato dalla nostra acclamata giuria internazionale.

  Deadline: 17 July 2023

  Website: https://bba-prizes.com/photography-prize

HEAD ON PHOTO AWARDS 2023

Le mostre dei finalisti degli Head On Photo Awards e la presentazione dei semifinalisti saranno aperte al pubblico durante l’Head On Photo Festival 2023 nelle principali sedi del Festival (soggetto a ordini di salute pubblica). Questi luoghi sono il cuore del Festival dove si svolgono conferenze, tour e gite scolastiche.

Il team di Head On cura, progetta e produce le mostre e la presentazione, e Head On Foundation copre tutti i costi associati (una volta che hai inserito la tua immagine, noi facciamo il resto!).

Gli Head On Photo Awards rappresentano una selezione globale dei migliori lavori di fotografi emergenti e affermati in quattro categorie: Ritratto, Paesaggio, Ambiente (nuovo) e Studente.

  Deadline: 19 July 2023

  Website: https://headon.org.au/awards

INCADAQUÉS PHOTO FESTIVAL OPEN CALL 2023

L’Open Call InCadaqués 2023 è un concorso organizzato nell’ambito dell’InCadaqués International Photography Festival, che si svolgerà dal 5 al 15 ottobre 2023 a Cadaqués, in Spagna.

17 progetti saranno selezionati ed esposti durante il festival.

  Deadline: 20 July 2023

  Website: https://www.incadaques.com/open-call-2023

SEA INSPIRATIONS ART COMPETITION

Immergiti nelle profondità della creatività con il concorso artistico Sea Inspirations ospitato dalla Ten Moir Gallery. Invitiamo artisti di ogni provenienza, mezzo e luogo a partecipare a questa entusiasmante opportunità.

Che tu sia specializzato in pittura, scultura, fotografia o qualsiasi altra forma di arte visiva, accogliamo con favore la tua visione e interpretazione uniche del mare. La scadenza è il 28 luglio 2023.

Il concorso promette non solo visibilità, ma anche la possibilità di vincere il nostro premio Best in Show, con premi per un totale fino a $ 700. Si prega di notare che tutti i partecipanti devono avere almeno 18 anni di età.

  Deadline: 28 July 2023

  Website: https://tenmoirgallery.com/sea-inspirations-art-competition/

BLUE SKY ARTIST AWARD

Il Blu-Sky Artist Award è una sovvenzione illimitata, che ti dà la libertà di utilizzare i fondi in qualsiasi modo che migliori la tua pratica artistica. Sia che desideri investire in nuove forniture artistiche, frequentare workshop o corsi, esplorare tecniche innovative o dedicare più tempo al tuo mestiere, questa borsa di studio è progettata per alimentare la tua creatività senza limitazioni.

Criteri di ammissibilità:

* Aperto agli artisti di tutto il mondo, in tutte le discipline artistiche.

* Tutti i livelli di esperienza sono i benvenuti, dagli artisti emergenti ai professionisti affermati.

* I candidati devono avere almeno 18 anni di età.

* Artisti individuali che sono gli autori di opere d’arte.

  Deadline: 31 July 2023

  Website: https://tenmoirgallery.com/blu-sky-emerging-artist-award/

CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE CIVITELLA

E’ tornato i l concorso fotografico nazionale “Civitella”, giunto alla 12a edizione è organizzato dal Cine Foto Club Parco d’Abruzzo e dal comune di Civitella Alfedena, con il patrocinio della FIAF , del PNALM e dell’Ordine di Giornalisti d’Abruzzo. Il concorso fotografico aperto a tutti è suddiviso in tre sezioni: “Tema libero”, “Paesaggio”  e “Portfolio”. Si può partecipare al tema “Libero” con un max di 4 immagini a colori e bianconero di qualunque soggetto siano. Si può partecipare al tema “Paesaggio” con max di 4 immagini a colori e bianconero che riescano a rappresentare l’affascinante realtà di questo mondo in tutte le sue forme. Si può partecipare al tema “Portfolio” con immagini a colori o in B/N con un minimo di 8 opere ad un max di 12 opere. Le sezioni hanno validità per le statistiche FIAF. Oltre ai premi per le tre sezioni, è stato inoltre  previsto un riconoscimento per la migliore foto sull’acqua, per la miglior foto del Parco Nazionale d’Abruzzo,Lazio e Molise e di reportage giornalistico, relativa a situazioni socio politico e culturali, riprese all’estero o in Italia.

Deadline: 10 luglio 2023

Website: http://www.comune.civitellaalfedena.aq.it/eventi/concorso.php

N.B.: Vi ricordiamo come sempre di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori di traduzione e trascrizione dei contenuti.

Provateci e in bocca al lupo !

Annalisa