Ronza, la testa, la vita, il mio corpo inquieto, scosso e lenito da quel rumore ruggente, vibrante, pulsante, scatenato da voli pindarici, emozioni tumultuose, amplessi di realtà. Ronzano come i paradossi che le emozioni non sanno ignorare, il silenzio assordante di viaggi intimi e solitari per perdersi e ritrovarsi.
Un labirinto di cambiamenti muti e rinascite fragorose, pronto a librarsi in volo con ricordi eterei come fantasmi, sprofondare in occhi aperti sull’abisso, rincorrere desideri nascosti tra i riflessi e fuggire volti ridotti a maschere delle paure, in ascolto della voce roca del desiderio e quella tumultuosa del delirio. Il cupo pulsare di passioni e ossessioni che guidano la mia ricerca della luce nelle stridenti oscurità del quotidiano e tutto quello che si addensa nel profondo (della mia vita e fotografia).
Dopo aver raccolto per anni scatti generati da stati d’animo ed emozioni viscerali e vibranti come ronzii, ho deciso di condividerlo lasciando ad ogni sguardo la libertà di vedere e sentire quello che preferisce, senza alcuna ambizione, presunzione o intenzione di raccontare o suggerire nulla.
Bio : Nino Cannizzaro. Nato a Palermo, vivo a Bagheria e dove mi porta la fotografia, amata da sempre, praticata da autodidatta dal 2007, con uno sguardo al paesaggio umano e urbano.
Rimango colpito da come vengono buttate via le cose, da come in Italia sono sprecati entusiasmo, passione e vitalità delle nuove generazioni. Attraverso la manipolazione digitale, propongo immagini di una paradossale vita quotidiana di bambini attorno ai cassonetti e alla spazzatura. Se i bambini sono il nostro futuro, e il consumo dissennato il nostro presente, le mie immagini sono metafore visive di un paese che si sbarazza con leggerezza del passato, che ha perso il senso dell’investimento, che non offre prospettive di inserimento alle nuove generazioni: un paese che non investe in istruzione, cultura e ricerca getta via il proprio futuro. Vorrei insomma sollecitare una riflessione che non sia puramente ecologica, ma che assuma un carattere di denuncia ed esorti alla costruzione di un futuro migliore per i nostri figli.
I’m shocked to see how things are thrown away, how in Italy enthusiasm, passion and energy of youngest generations are wasted. What I show here are digitally manipulated images of paradoxical ordinary life of children around bins and rubbish. As children are our future, and insane consumption is our present, my images are visual metaphors of a country that dispose too nonchalantly of its past, that has lost any sense of development, that doesn’t offer to youngest generations any chance of personal or social fulfilment: a country that does not invest in education, culture and in research throws away its own future. My work aims at stimulating a debate over what’s intrinsically wrong in such a social organisation, and at promoting a new way of thinking to build a better future for our children.
Biografia:
Sono nato a Venezia nel 1971 e vivo a Firenze da molti anni. Mi sono laureato in Fisica a Firenze nel 1999 e ho conseguito il dottorato di ricerca in Fisica nel 2003 sempre a Firenze.
Nutro una grande passione per la fotografia da molti anni, e sono inoltre appassionato ed esperto di scienza del colore e gestione del colore. Sono un fotografo amatoriale ed ho acquisito conoscenze avanzate di fotografia e post produzione da autodidatta, attraverso la consultazione di numerosi libri, siti internet, e forum fotografici. Sono membro del circolo fotografico Fotoclub K2 di Firenze a del circolo Photoalchimie di Calenzano (FI).
Sono membro del circolo fotografico Fotoclub K2 di Firenze.
Il mio equipaggiamento fotografico e composto da una Pentax K5 e dagli obiettivi Pentax SMC Pentax-F 4-5.6/70-210mm, Tamron SP AF17-50mm F/2.8 Di-II LD Aspherical (IF) XR, Zeiss 85mm f/2.8 Sonnar e Zeiss planar 50/1.7.
I was born in Venice in 1971 and live in Florence from many years. I graduated in Physics in Florence in 1999 and was awarded a PhD in Physics in 2003, also in Florence.
I have great passion for photography for many years, and are also passionate and expert in color science and color management.
I am a self-taught photographer and I have acquired advanced knowledge of photography and post production by consulting several books, websites, and photography forums.
I am a member of the Fotoclub K2 Florence and Photoalchimie of Calenzano (FI).
My camera equipment includes a Pentax K5 and the following lenses: Pentax SMC Pentax-F 4-5.6 / 70-210mm, Tamron SP AF17-50mm F / 2.8 Di-II LD Aspherical (IF) XR, Zeiss 85mm f / 2.8 Sonnar and Zeiss Planar 50 / 1.7.
Black&Wild è, o almeno vorrebbe essere, un riflettore puntato su quanto è rimasto di “selvaggio” in natura.
“L’animale” uomo, è costretto a creare aree protette per difendere gli altri animali da se stesso; bracconaggio, territori che scompaiono o si modificano, inquinamento e speculazione, stringono un buio intorno alle varie speci , che ciò nonostante regalano emozioni a chiunque voglia avere un incontro rispettoso con l’animale.
Non sono immagini che rispettano i canoni della fotografia naturalistica, ma ne ho condiviso il metodo rispettoso, di chi pratica sensatamente questo genere fotografico; tutti gli anomali sono stati ripresi in libertà o comunque in aree protette.
Bio
Ho cominciato a fotografare nell’era “argentica” e non ho più smesso.
Appassionato di fotogiornalismo, e di tutto quanto è fotografia, sono Freelance per caso, mi piace entrare nelle storie e restarci fino a quando penso di riuscire, con le immagini, a raccontarle.
Con l’inizio di questo secolo, cominciai a partecipare a concorsi del circuito FIAF e non, vincendo una volta il premio Bachelet, tre volte il fotogramma d’oro, la medaglia d’oro a Dalmine, il secondo premio al Fotofestival di Trapani ed altri riconoscimenti; ho esposto in moste collettive a Roma, Milano, Torino, Pavia, Trapani, Arles, Grenoble, Berlino.
Nel 2009, con e per il comune di Treviglio, ho realizzato il libro “Un Giorno in Comune”
Sono nato nella Valle del Sacco, un’area del Lazio meridionale che dall’inizio del secolo scorso la valle ha ospitato un processo di industrializzazione che ne ha compromesso la naturale vocazione agricola, fino al riconoscimento, nell’ultimo decennio, dello stato di emergenza ambientale. Anni di indagini hanno evidenziato l’entrata in circolo nella catena alimentare di agenti tossici come il betaesaclorocicloesano, presente nel lindano, un potente insetticida impiegato in agricoltura sin dagli anni ’50 e vietato solo nel 2001. Oggi, la zona è inserita nei Siti di bonifica di Interesse Nazionale.
Questo è il contesto di squilibrio ecologico che avevo programmato di raccontare, mostrando le alterazioni visibili di un microcosmo che presumevo di conoscere, ma che d’un tratto mi appariva come alieno: un luogo fuori dal tempo dove ogni indizio sugli effetti del sistema produttivo umano mi indirizzava su immagini che sembravano voler suggerire il riscatto di una natura che dell’uomo può farne a meno. La presenza umana è infatti esclusa. Fragile e disutile come le tracce che lascia. Continua a leggere →
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With this series I was trying to seek out the hidden beauty and the uncanny behind the banalism of the everyday life. So as simple and short as it is to say, banalities hide the exceptional and vice versa. I was searching for a special atmosphere maybe best explained as “bright darkness.” Something at the same time frightening and fascinating while being beyond words to be described. Continua a leggere →
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M’incamminavo lungo le stradine di Tangeri fino a imbattermi in quello che cercavo. Tangeri è una città di sogno, strade simili a corridoi, terrazze a strapiombo sul mare, vie formate unicamente da scalini, scuri vicoli ciechi, viuzze che si dipartono in varie direzioni. Questo lavoro è nato leggendo l’autobiografia di Paul Bowles “Senza mai fermarsi”; percorrendo la città riempivo la mia valigia di immagini veicolate da avvenimenti, luoghi, sguardi, cone fossero parole sentite dall’autore del libro. Mentre il vento d’estate fischiava tra le palme, mescolato alle voci umane, ascoltavo, e con lo sguardo e le mie emozioni ho cercato di trasmettere quanto vissuto su questa sponda dell’Atlantico.
The aim of this project is to investigate the landscape and culture of the inhabitants living on The Aran Islands. The Aran Islands are located on the west coast of Ireland at the mouth of Galway Bay. The Aran Islands consist of: Inishmore, this being the largest of the three islands followed by Inishmaan and then Inisheer which is the smallest. The Population of the islands is 1200. The majority of which speak Gaelic, but for the most part the inhabitants are also fluent in English. I will focus on the geo-political location of the three islands, which is at the border of Europe. The geographic position of the Aran Islands plays an important part in the economy and lifestyle of the Islands’ inhabitants. In fact as Russell King and John Connell have stated in their book “Small Words, Global Lives, Islands and Migration”, the words ‘Islands’ and ‘Migration’ are always linked together. The phenomenon of emigration is very frequent on islands due to the absence of economic alternatives.