L’arte social, siamo tutti artisti!

“Allora, immaginiamo di vivere in un mondo dove TUTTI si sentono dei grandi artisti e scrittori. Bello, no? Ma c’è un piccolo problema: con così tanta roba in giro, come facciamo a capire chi è davvero bravo? È come cercare un ago in un pagliaio, ma con i pagliai pieni di libri, fotografie e quadri! Il futuro dell’arte è bel mistero! Ma una cosa è certa: l’arte sarà sempre più social, più digitale e un po’ pazza. Immagina quadri che si muovono, libri che ti parlano e mostre d’arte direttamente a casa tua!

Il dilemma del “pagare per esporre” e del “pubblicare a proprie spese” è un fenomeno complesso che ha diverse sfaccettature:

Da un lato, queste pratiche hanno reso l’arte e la letteratura più accessibili a tutti. Chiunque, con le giuste risorse, può ora pubblicare un libro o organizzare una mostra. Questo ha portato a una maggiore diversità di voci e prospettive. La democratizzazione ha indubbiamente aperto le porte a una pluralità di voci e prospettive, ma ha anche creato un mercato ipercompetitivo. La sfida per gli artisti emergenti è trovare il giusto equilibrio tra la necessità di farsi conoscere e la qualità della propria opera.

Siti come Amazon Kindle Direct Publishing, Etsy o Instagram hanno abbattuto le barriere all’entrata, ma hanno anche reso più difficile emergere dal rumore di fondo.

Anche gli artisti più talentuosi devono sapersi promuovere efficacemente sui social media e attraverso altre canali digitali e far parte di una comunità di artisti può essere fondamentale per ricevere feedback, collaborare a progetti e trovare nuove opportunità.

Dall’altro lato, questa accessibilità ha generato una sovrabbondanza di contenuti. Con così tante opere in circolazione, è diventato più difficile per gli artisti emergenti farsi notare senza investire denaro in promozione e visibilità se consideriamo poi la mancanza di figure professionali come critici e curatori, che un tempo svolgevano un ruolo fondamentale nella selezione e nella valutazione delle opere, non possiamo non notare una diluizione dei criteri di qualità.

Senza considerare che molti artisti, fotografi e scrittori hanno inseguito il successo commerciale a tutti i costi, talvolta sacrificando la propria originalità. L’arte in generale è da tempo un bene di lusso, acquistato da collezionisti e investitori più che da appassionati. Questo ha portato a una speculazione che ha allontanato l’arte dal suo scopo originario.

La mancanza di figure come critici e curatori ha portato inoltre a una relativizzazione dei criteri di qualità e gli algoritmi dei social media influenzano pesantemente ciò che vediamo e consumiamo, creando bolle di filtri che possono limitare la nostra esposizione a nuove idee e prospettive.

L’importanza dell’educazione artistica: Una maggiore educazione artistica fin dalla tenera età potrebbe aiutare a sviluppare un gusto critico e a distinguere l’opera d’arte dal prodotto commerciale.

Nonostante le difficoltà, si stanno affermando nuove forme di critica e di valorizzazione dell’arte. Sono sempre più numerosi i blog e i podcast dedicati all’arte e alla letteratura, che offrono analisi approfondite e recensioni di opere. Piattaforme come Reddit o Discord permettono agli artisti di interagire con il pubblico e di ricevere feedback immediati. . Molti autori scelgono di auto-pubblicare i propri libri in modo consapevole, sfruttando gli strumenti digitali per raggiungere un pubblico specifico e fidelizzato e si stanno moltiplicando i progetti che mettono in rete artisti, favorendo la collaborazione e lo scambio di idee.

La democratizzazione dell’accesso alla pubblicazione e all’esposizione ha portato a un’esplosione di contenuti. Per il pubblico, questo significa una maggiore scelta ma anche una maggiore difficoltà nel distinguere tra opere di qualità e prodotti di massa. I lettori e gli spettatori sono chiamati a diventare sempre più critici e a sviluppare strumenti per valutare autonomamente le opere ma il pubblico ha bisogno di strumenti per orientarsi e selezionare i contenuti di qualità.

Una buona formazione culturale e artistica è fondamentale per sviluppare un gusto personale e per apprezzare la complessità delle opere d’arte. Guide, critici, curatori e insegnanti possono aiutare il pubblico a orientarsi nel vasto panorama dell’arte ed è importante sviluppare un approccio critico e porsi delle domande sulle opere d’arte che si incontrano.

Le istituzioni culturali devono reinventarsi per affrontare le sfide del presente, sostenendo gli artisti emergenti e offrire loro spazi di esposizione e di confronto ed essere aperte all’innovazione sperimentando nuove forme di comunicazione e di coinvolgimento del pubblico.

Le istituzioni culturali tradizionali, come gallerie, musei e case editrici, si trovano a dover affrontare una sfida importante tentando di continuare a svolgere un ruolo di selezione, proponendo al pubblico opere di qualità e offrendo un punto di riferimento per la critica e il dibattito.

Il futuro dell’arte è incerto ma sicuramente sarà caratterizzato da una maggiore interconnessione tra il mondo fisico e quello digitale. Possiamo aspettarci che sempre più persone avranno gli strumenti per creare e diffondere le proprie opere. Artisti e scrittori lavoreranno sempre più in rete, creando opere collettive e sperimentando nuove forme di espressione. L’IA potrebbe rivoluzionare il modo in cui creiamo, consumiamo e distribuiamo l’arte.

Il panorama artistico è in continua evoluzione. Le sfide sono molte, ma anche le opportunità. È fondamentale che artisti, istituzioni e pubblico collaborino per costruire un futuro in cui l’arte e la letteratura possano continuare a svolgere il loro ruolo fondamentale nella società.

In conclusione, la situazione attuale è complessa e presenta sia sfide che opportunità. È fondamentale che gli artisti e gli scrittori si dotino degli strumenti necessari per navigare in questo panorama in continua evoluzione, cercando di mantenere la propria autenticità e di trovare un equilibrio tra la necessità di farsi conoscere e la difesa della propria visione artistica.

Cosa ne pensi di questa analisi? Vorresti approfondire qualche aspetto in particolare?

Ciao Sara Munari

 “Io immagino la fotografia come una tela vergine” Valerie Belin

VALERIE BELIN ( Boulogne-Billancourt, 1964 )

Valerie Belin Copyright (c) 2007 Philippe Lenepveu

 “Io immagino la fotografia come una tela vergine” ( V.B.)

Valérie Belin è una fotografa francese nata nel 1964 a Boulogne-Billancourt nei pressi di Parigi dove attualmente vive e lavora. Famosa per il suo approccio del tutto personale alla fotografia, oltrepassa le regole tradizionali del mezzo, interrogandosi sui confini tra il mondo reale e quello artificiale, smuovendosi tra realtà e illusione. Ha studiato all’École des Beaux-Arts di Bourges e in seguito alla Sorbona con studi rivolti al minimalismo americano e all’arte barocca italiana, per giungere ben presto alla fotografia che diviene il suo mezzo artistico preferito, procurandole fama internazionale.

Fotografia di Valerie Belin Copyright (c)

Particolarmente interessata alla resa degli effetti luministici, inizia a lavorare nel 1993 fotografando varie sorgenti luminose, con un’attenzione particolare ai riflessi prodotti da preziosi manufatti di cristallo. Durante questa prima fase della sua attività, preferisce scattare in bianconero e gli oggetti che più attraggono la sua attenzione – come ad esempio specchi, abiti, automobili, motori… – vengono immortalati con estrema definizione, secondo uno stile raffinato e decisamente minimalista. Curiosa sperimentatrice dotata di notevole fantasia, spazia in molteplici settori e, intorno alla fine degli anni Novanta, introduce nei suoi lavori la figura umana ripresa frontalmente e isolata sopra sfondi neutri bianchi o neri. In questo periodo Belin scatta in analogico e fino al 2006 predilige fotografie monocromatiche, per passare improvvisamente all’uso del colore in parallelo ad una sua incursione nel mondo del digitale che le consente, attraverso l’uso del fotoritocco, di manipolare le immagini: alla ricerca di una proliferazione e superfetazione di segni e dettagli che suggeriscono diversi livelli di lettura di un’opera, Valérie usa sovrapposizioni, doppie esposizioni, solarizzazioni assai spinte e, grazie alla sua esperienza nel campo dell’illuminazione artificiale, riesce  a creare immagini che sembrano iperreali e quasi pittoriche,  con chiari riferimenti alla fotografia commerciale o pubblicitaria.

Fotografie di Valerie Belin Copyright (c)

I suoi lavori, organizzati con estrema precisione in serie fotografiche, affrontano tematiche complesse da cui emerge con chiarezza la sua volontà di mettere in evidenza gli aspetti negativi del mondo attuale in cui diventa sempre più necessario trasformarsi e uscire da sé, grazie a trucchi, belletti o strani abbigliamenti per voler ‘apparire’ ed imporsi in modo non autentico all’interno di una sfrenata società consumistica.  Afferma Valérie: “Un cliché diventa un cliché perché è un oggetto del desiderio: il desiderio di bellezza, il desiderio di appartenere, il desiderio di riconoscimento sociale, il desiderio di essere qualcun altro. Gli stereotipi affascinano per la loro capacità di generare il desiderio di identificarsi con l’imitazione o la rivalità. Conformarsi è diventare un oggetto del desiderio.” (V.B.)  Sulla tematica della perdita di individualità in favore di un’identità modellata su un’icona globale, è particolarmente significativa la serie fotografica del 2014 dedicata ad un idolo delle folle come  Michael Jackson’s Doppelgängers, in cui la Belin immortala alcuni sosia del famoso cantante pop ripresi su fondi neutri, alla ricerca di un ‘artificioso realismo’ ricercato nella perfezione dei dettagli, dalla pelle ai costumi, fino alle espressioni facciali.

Fotografie di Valerie Belin Copyright (c)

Nella serie Still Life  del 2014, occhieggiando ad un’estetica kitsch, vengono immortalati frutti di plastica lucente o manichini/avatar che si sporgono dalle vetrine, in un susseguirsi di atmosfere ambigue ricche di artifici che ci aiutano a riflettere sulla società attuale, in cui, ribadisce con forza la fotografa, le apparenze tendono a sopraffare la realtà.

Fotografia di Valerie Belin Copyright (c)

Importanti sono le molteplici serie dedicate alle figure femminili, come ad esempioBlack-Eyed Susan del 2010, in cui immagini di fiori si sovrappongono a ritratti di donne, creando preziosi effetti onirici di fusione indissolubile tra la sfera umana e la natura. Seguono altri lavori come Têtes couronnées (2009), Brides (2012), Super Models (2015), All Star (2016), Painted Ladie, (2017). In quest’ultimo lavoro, affiancata dalla truccatrice londinese Isamaya Ffrench, la Belin ha trasformato i volti delle modelle con fantasiose pennellate ed un sapiente fotoritocco, affermando in tutta sincerità: “Potrebbero essere creazioni digitali, ma gli occhi sono ancora molto umani quindi c’è di nuovo un paradosso, tra l’irrealtà e l’umanità degli occhi delle ragazze”.

I molteplici lavori di Valèrie scaturiti da una profonda e variegata sensibilità artistica, sono stati esposti in importanti mostre ospitate al MoMa di New York, al Centre Pompidou a Parigi, al Victoria and Albert Museum di Londra. Nel 2015 ha vinto il Prix Pictet (Disorder) ed è stata nominata ufficiale dell’Ordre des Arts et des Lettres in Francia nel 2017 e nello stesso anno, una mostra itinerante è stata co-prodotta dal Three Shadows Photography Art Center di Pechino, dal SCôP di Shanghai e dal Chengdu Museum.

 Fino ad ottobre 2024, nelle sale del Museo di Belle Arti di Bordeaux (MusBA), Valérie Belin propone Silent Visions, una mostra personale con circa 100 opere che ripercorrono la carriera dell’artista, dalla fine degli anni ’90 a serie più recenti. L’esposizione mette in luce la dimensione pittorica della sua opera dove appaiono numerosi riferimenti dell’artista alla storia dell’arte, attraverso nature morte, ritratti, nudi e body worship, creando un nuovo e stimolante dialogo con le importanti collezioni d’arte del Museo di Bordeaux. (24 aprile-28 ottobre 2024. MusBA, Galleria e Museo).

Bibliografia


Valérie Belin, Quentin Bajac, Jennifer Blessing “Valérie Belin” Steidl, 2007

 Adam Mazur, Lukasz Ronduda, “Contemporary Photography from Eastern Europe: History, Politics, and Everyday, Black Dog Publishing, 2013

Valérie Belin, Tobia Bezzola, “Valérie Belin: Still Life”, Hatje Cantz 2014


Valérie Belin“Valérie Belin: Super Models”, Xavier Barral, 2015

Articolo di Giovanna Sparapani

Sitografia


valeriebelin.com

www.centrepompidou.fr Valérie Belin – Les images intranquilles – Centre Pompidou

https://www.moma.org Valérie Belin | MoMA

www.vam.ac.uk/collections/valérie-belin


“Tutte le immagini presenti nell’articolo sono di proprietà dell’autore e
hanno solo scopo didattico e informativo”

Tutti i corsi in partenza da Musa fotografia – Marzo – Aprile – Maggio

Ciao! Come stai? Vuoi migliorare la tua fotografia grazie a professionisti del settore? Da Musa Fotografia offriamo le letture portfolio su misura per aiutarti a:

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Corsi in partenza a Marzo e Aprile

Photoediting funzionale IN AULA con Paola Riccardi

Questo corso è progettato per aiutarvi a sviluppare le competenze necessarie per selezionare, elaborare e presentare in modo efficace le vostre fotografie in un portfolio professionale. In questo corso, che si basa sulla presentazione di progetti vostri alla docente, esploreremo le tecniche di editing e di selezione delle immagini, concentrandoci sull’organizzazione e sulla presentazione coerente e convincente del vostro lavoro.  🔜 Inizio: 22 Marzo 2025

Lightroom  ONLINE con Luca Cicchello

Se desideri portare le tue fotografie al livello successivo attraverso una post-produzione professionale, sei nel posto giusto. Musa Fotografia è entusiasta di presentare il corso intensivo “Lightroom di base”. Questo corso ti condurrà attraverso molti di Adobe Lightroom, consentendoti di sbloccare il pieno potenziale delle tue immagini, dalla cattura alla gestione.  🔜 Inizio: 25 Marzo 2025

Photoediting funzionale online

Il corso presenta regole e necessità dell’editing fotografico, toccando aspetti di stile, linguaggio e narrazione e riguarda la capacità di una fotografo di selezionare le proprie immagini in modo che rendano l’idea o il racconto per il quale il tuo progetto fotografico era stato pensato: creare un portfolio consapevolmente, presentare una mostra o più semplicemente sistemare il proprio sito in modo che la comunicazione sia più efficace.🔜 Inizio: 10 Aprile 2025

Fotografia di paesaggio e architettura IN AULA
Musa Fotografia è lieta di presentare il corso di Paesaggio Urbano e Architettura in Fotografia, un’ottima opportunità per esplorare o perfezionare la tua fotografia di contesti urbani nei quali le architetture comunicano con l’elemento umano.
Il corso sarà condotto da Lorenzo Linthout, un fotografo e architetto di rinomata esperienza, noto per la sua abilità nel catturare la bellezza e la complessità degli spazi urbani. 🔜 Inizio: 12 Aprile 2025

WORKSHOP sul racconto fotografico A ISTANBUL, PREVISTO DAL 21 AL 28 APRILE 2025 posti finiti

Eventi in programma per Marzo e Aprile

📅 SAVE THE DATE: 6 Aprile 2025

🕕 Ore dalle 14,30 alle 18,00
📖 Letture portfolio da Musa fotografia

Per informazioni LETTURE PORTFOLIO

Prenotati all’email info@musafotografia.it 

📅 SAVE THE DATE: 11 Aprile 2025
🕕 Ore dalle 14,00 alle 18,00
📖 Incontro con il fotografo Lorenzo Linthout il paesaggio e l’architettura

ore 20,30 presso Musa fotografia

A presto, Il team di Musa Fotografia

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La Fotografia Contemporanea, gli autori di successo degli ultimi anni.

La fotografia contemporanea è un universo vibrante e in continua evoluzione, che abbraccia una vasta gamma di stili, tecniche e visioni artistiche. Ma che cos’è esattamente la fotografia contemporanea e quali sono le sue caratteristiche distintive? In questo piccolo articolo, esploreremo il panorama attuale della fotografia, esaminando alcuni esempi storici e presentando autori contemporanei che hanno ottenuto successo negli ultimi 10 anni.

© Rinko Kawauchi da Illuminance

Definendo la Fotografia Contemporanea

La fotografia contemporanea è un campo artistico straordinariamente variegato e dinamico, che riflette e risponde alle sfide, ai cambiamenti e alle possibilità del mondo moderno. Al suo interno, troviamo una molteplicità di approcci, stili e intenti, ognuno dei quali contribuisce a definire la sua ricchezza e la sua complessità.

Espressioni Concettuali e Astratte: Uno dei tratti distintivi della fotografia contemporanea è la sua propensione verso espressioni concettuali e astratte. Gli artisti spesso utilizzano la fotografia come mezzo per esplorare e comunicare idee, concetti e emozioni astratte. Attraverso l’uso di tecniche come l’astrazione, la manipolazione digitale e la sperimentazione con materiali non convenzionali, creano immagini che sfidano le aspettative e invitano lo spettatore a riflettere su temi universali come il tempo, lo spazio, l’identità e la memoria.

Narrazioni Documentarie e Visive: Dall’altra parte dello spettro troviamo le narrazioni documentarie e visive, che hanno un ruolo fondamentale nella fotografia contemporanea. Gli artisti spesso utilizzano la fotografia come mezzo per documentare e raccontare storie, sia attraverso il reportage giornalistico che attraverso progetti più intimi e personali. Queste narrazioni possono essere focalizzate su una vasta gamma di argomenti, tra cui questioni sociali, politiche, ambientali, culturali e umane. La fotografia documentaria contemporanea è caratterizzata da un’attenzione particolare per l’autenticità, l’empatia e la complessità delle storie che racconta, mentre le narrazioni visive spesso si avvalgono di approcci più sperimentali e creativi per esplorare le connessioni tra immagine e significato.

Innovazione Tecnologica e Digitale: Un altro aspetto centrale della fotografia contemporanea è l’innovazione tecnologica e digitale. Gli sviluppi nel campo della fotografia digitale, della post-produzione e della condivisione online hanno rivoluzionato il modo in cui gli artisti lavorano e interagiscono con il loro medium. Queste nuove tecnologie offrono una vasta gamma di possibilità creative, consentendo agli artisti di esplorare nuove tecniche, approcci e modalità di presentazione. Dalla fotografia digitale alla manipolazione digitale, dall’uso di droni e fotocamere a 360 gradi alla fotografia basata su algoritmi e intelligenza artificiale, la fotografia contemporanea è in costante evoluzione e reinvenzione.

© Taryn Simon – inkjet prints and text, framed – United States of America

Caratteristiche della Fotografia Contemporanea

  • Sperimentazione Tecnica: Gli artisti contemporanei spesso sfruttano le più recenti tecnologie e tecniche fotografiche per esplorare nuove modalità espressive.
  • Narrativa Visiva: Molte opere contemporanee combinano immagini fotografiche con elementi narrativi per creare storie complesse e coinvolgenti.
  • Approcci Concettuali: La fotografia contemporanea può essere fortemente influenzata da concetti filosofici, politici o sociali, trasformando le immagini in veicoli di significato più profondo.
  • Esplorazione dell’Identità: Gli artisti contemporanei spesso esplorano temi legati all’identità personale, sociale e culturale attraverso la fotografia.

The Black Cloud, 2001 © 2021 Alessandra Sanguinetti

Esempi Storici di Fotografia Contemporanea

  • Cindy Sherman: Con le sue serie di autoritratti concettuali, Sherman ha sfidato le convenzioni della rappresentazione femminile e ha esplorato il concetto di identità e maschera sociale.
  • Nan Goldin: Attraverso le sue fotografie documentaristiche intime e personali, Goldin ha catturato la vita quotidiana e le relazioni umane con una sincerità e una franchezza sorprendenti.

Autori Contemporanei di Successo

  • Hiroshi Sugimoto: Con la sua serie “Seascapes”, Sugimoto cattura paesaggi marini in modo straordinario, utilizzando lunghi tempi di esposizione per creare immagini eteree e suggestive.
  • Rinko Kawauchi: Con la sua poetica delle piccole cose quotidiane, Kawauchi crea immagini delicate e intime che celebrano la bellezza della vita semplice.
  • Alec Soth: Conosciuto per il suo approccio narrativo alla fotografia documentaristica, Soth esplora il paesaggio americano e le storie umane che lo abitano con empatia e profondità.
  • Annie Leibovitz: Celebre per i suoi ritratti iconici di personaggi famosi e influenti, Leibovitz cattura l’anima delle sue soggetti in modi unici e potenti, trasmettendo emozioni e storie attraverso le sue immagini.
  • Gregory Crewdson: Con le sue elaboratissime produzioni, Crewdson crea scene cinematografiche inquietanti e suggestive, catturando momenti di tensione e mistero in paesaggi suburbani americani.
  • Taryn Simon: Attraverso le sue serie fotografiche concettuali, Simon esplora temi complessi come il potere, la politica e la memoria collettiva, creando immagini che provocano riflessioni profonde e significative.
  • Pieter Hugo: Con il suo approccio audace e provocatorio, Hugo esplora le sfide sociali e politiche dell’Africa contemporanea, creando immagini che sfidano le percezioni e stimolano il dialogo.
  • Vik Muniz: Con la sua tecnica di costruzione delle immagini utilizzando materiali non convenzionali, Muniz crea opere visivamente sorprendenti che esplorano la natura dell’immagine e della rappresentazione.
  • Alessandra Sanguinetti: Con le sue immagini poetiche e intime, Sanguinetti esplora le dinamiche familiari e sociali nelle comunità rurali dell’America Latina, creando storie di empatia e connessione umana.
  • Daido Moriyama: Con il suo stile distintivo e audace, Moriyama cattura l’essenza della vita urbana giapponese, esplorando i confini tra realtà e sogno attraverso le sue immagini.

Conclusioni

La fotografia contemporanea è un territorio fertile per l’esplorazione creativa e l’innovazione. Attraverso l’uso di nuove tecnologie, approcci concettuali e narrazioni visive, gli artisti contemporanei continuano a sfidare le convenzioni e a creare opere che ispirano e stimolano il pubblico di oggi. Esplorare questo mondo affascinante può offrire un’esperienza artistica ed emotiva senza pari.

Continuate a seguire saramunari.blog per ulteriori approfondimenti sull’arte e la fotografia contemporanea!

Le fotografie inserite nel testo sono e rimangono di proprietà dell’autore, qui hanno solamente scopo didattico informativo.

L’accostamento di colori complementari nella fotografia di strada

Si definisce colore complementare il colore opposto nella ruota cromatica. Per esempio, il colore complementare del giallo è il viola e viceversa; il colore complementare del rosso è il verde e viceversa; il colore complementare del blu è l’arancio e viceversa.

Scala cromatica dal sito Logogenie

Nella prima fotografia potete vedere un esempio di contrasto cromatico: l’accostamento di rosso e verde e giallo e azzurro del cielo.
Più in generale, posso affermare che quando gran parte della fotografia è di una tonalità più o meno omogenea, agli occhi dell’osservatore l’area più ampia funge da sfondo e quella più piccola
tende a diventare soggetto, dato che lo sguardo si dirigerà prepotentemente verso quest’ultima.
Una foto monocromatica, come la terza, è quella nella quale è presente, di base, un solo colore, che può essere coniugato in diverse tonalità e sfumature. L’immagine, in questo caso, potrebbe risultare noiosa. Chiaramente non sempre, dipende sia dai toni che dal contenuto.


Questo rischio può essere scongiurato attraverso un’azione o un soggetto interessante.
Questo tipo di fotografia, in qualche caso, potrebbe avere la stessa valenza comunicativa anche se “portata” in bianco e nero.
Il contrasto di sbilanciamento del soggetto si ottiene, invece, quando l’elemento principale, come nella seconda fotografia, si trova posizionato in una parte circoscritta dell’immagine e non è bilanciato da altri elementi.
In questo caso, occupando il soggetto una piccola parte di fotogramma, abbiamo anche uno sbilanciamento di dimensione, nel senso che, pur coprendo un piccolo spazio nel riquadro, diventa comunque soggetto principale.

Dal mio libro: Street photography ATTENZIONE! PUÒ CREARE DIPENDENZA

Per acquisto

La noia dell’artista e l’intelligenza artificiale

Ciao, sono Sara Munari e oggi mi annoio davanti al pc.

“Ma dai, vuoi davvero che mi annoi? Io, un artista? Ma per favore! L’intelligenza artificiale può pure generare capolavori a bizzeffe, ma non potrà mai replicare la mia noia esistenziale, la mia sublime capacità di procrastinare e la mia infinita ricerca di scuse per non lavorare.

L’AI può dipingere un quadro in cinque secondi, ma ci metterà un’eternità a capire perché ho scelto proprio quel colore di blu per rappresentare la malinconia di un gatto persiano. Oppure perché ho deciso di incidere una patata e appenderla al muro. L’arte non è solo tecnica, è follia pura!

Immagine creata con AI

E poi, scusami, ma dove sta il divertimento a creare qualcosa senza sporcarsi le mani? Senza sentire l’odore dell’olio, la grana della tela, il peso della macchina fotografica, le stampe puzzolenti? Io voglio sentire la mia creatività scorrere nelle vene, voglio vivere la possibilità di “fare arte” con tutte le mie cellule.

Certo, l’AI può essere uno strumento utile, un compagno di giochi, ma non potrà mai sostituirci. L’arte è un atto umano, imperfetto, passionale. E io, nel mio piccolo, ci metterò sempre tutto me stessa, anche le mie più grandi frustrazioni e le mie più assurde idee.”

La relazione tra l’artista, i materiali e il processo creativo.

Tecnica, materiali e manualità: un legame indissolubile

La tecnica, l’uso dei materiali e la manualità sono elementi imprescindibili dell’atto creativo. Sono proprio queste componenti a conferire all’opera d’arte un’aura di unicità e autenticità, legandola indissolubilmente all’artista che l’ha realizzata.

  • La tecnica: Ogni artista sviluppa una tecnica personale, un insieme di gesti e procedure che diventano la sua firma stilistica. La tecnica non è solo un mezzo per raggiungere un fine, ma è parte integrante del processo creativo stesso.
  • I materiali: La scelta dei materiali è fondamentale per definire l’espressività di un’opera d’arte. Ogni materiale ha le sue caratteristiche e le sue potenzialità espressive, e l’artista deve saperle sfruttare al meglio.
  • La manualità: Il gesto manuale è un elemento essenziale dell’atto creativo. Il contatto diretto con il materiale, il sentire la resistenza, il vedere i colori mescolarsi sono esperienze sensoriali che arricchiscono profondamente l’esperienza artistica.

Immagine creata con AI

Perché l’artista non si annoia?

L’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente, ma non può sostituire l’esperienza umana. Ecco alcuni motivi per cui gli artisti non rischiano di annoiarsi:

  • L’imprevisto: L’arte è un’esplorazione continua, un viaggio verso l’ignoto. Anche utilizzando strumenti tecnologici avanzati, l’artista si trova sempre di fronte a risultati inaspettati e imprevedibili.
  • L’emozione: L’arte è un’espressione di emozioni e sentimenti. L’intelligenza artificiale può simulare l’emozione, ma non può viverla.
  • La relazione con il pubblico: L’arte è una forma di comunicazione. L’artista crea opere per essere viste, interpretate e discusse. Il feedback del pubblico è fondamentale per la crescita artistica.
  • Il continuo apprendimento: L’arte è un campo in continua evoluzione. Gli artisti sono sempre alla ricerca di nuove tecniche, nuovi materiali e nuove forme di espressione.

In conclusione, l’intelligenza artificiale può essere un valido alleato per l’artista, ma non può sostituirlo. La creatività umana è un dono prezioso, che si nutre dell’esperienza, dell’emozione e della relazione con il mondo. L’artista che sa coniugare la tradizione con l’innovazione, la manualità con la tecnologia, è destinato a trovare sempre nuove fonti di ispirazione e a creare opere uniche e significative.

Sara Munari

CAMILA FALQUEZ – Se dobbiamo parlare, parliamo profondamente.

“Si vamos a hablar, hablemos profundo” – (“se dobbiamo parlare, parliamo profondamente”)

CAMILA FALQUEZ – Se dobbiamo parlare, parliamo profondamente. Nata il 28 marzo 1989 a Città del Messico da genitori colombiani, è cresciuta a Barcellona; all’età di 21 anni  si è trasferita a New York, dove attualmente vive nel quartiere di Brooklyn. Camila ha avuto una solida formazione artistica frequentando fin da bambina l’atelier di sua madre: «Mi ospitava nel suo studio per aiutarla con i colori, i materiali e la scenografia. Mia madre è un essere umano affascinante e un’artista prolifica con una quantità infinita di creatività”. Al suo fianco ha visitato i più importanti musei europei, colpita in modo particolare dalle opere incontrate al Prado di Madrid e al Rijksmuseum di Amsterdam.

Fotografie di proprietà di CAMILA FALQUEZ – The Gods that walk among us.

Dotata di una profonda sensibilità nei confronti del mondo degli umili, ha rivolto il suo originale sguardo alle molteplici comunità di emarginati che ha incontrato nel suo cammino, con un’attenzione particolare alla popolazione BICOP (“Black, Indigenous, and People Of Color”) ed a persone di varie identità sessuali e di genere. La Falquez è famosa soprattutto per i ritratti in cui ha immortalato alcuni personaggi famosi, tra cui anche il presidente Joe Biden e la vice Kamala Harris; non limitandosi però al mondo dei vip, sceglie i suoi modelli anche tra persone provenienti dagli strati più emarginati della società, da lei definiti “gli dei che camminano tra noi”. Gli abiti dalle fogge sontuose e dai colori smaglianti esaltati da fiotti di luce calda senza ombre, ornano i suoi personaggi che emergono da sfondi caratterizzati da vivaci cromie. E così persone anziane, di colore, omosessuali, transessuali o persone obese, si mostrano di fronte a noi sopra piedistalli di varia altezza, mostrandosi in atteggiamenti, a loro modo solenni, che sfidano il buon senso e la morale comune, in nome di una inclusività a tutto tondo. Essendosi formata grazie ad una mescolanza di varie culture, Camila trova la sua cifra stilistica nella scelta di una tavolozza dai colori vividi, lucidi e vivaci, immortalando i vari modelli in posizioni forzate, fortemente espressive, riuscendo a penetrare nei tortuosi meandri delle personalità che fotografa. Fuori dai dettami dei ritratti realisti, realizza immagini oniriche dalle sfumature surreali a cui contribuiscono anche le originali trame dei tessuti e gli strani oggetti di scena. «Sono perdutamente innamorata delle persone che fotografo, e penso che nelle fotografie si veda che loro si sentono a proprio agio. Quando i miei soggetti arrivano nel mio studio, inizia la cerimonia: mangiamo benissimo con le mie amiche che cucinano, dopo si fanno fare i capelli e il trucco e si sentono bellissime. Avere il permesso di ritrarre queste storie difficili significa creare uno spazio di cura a tutti i livelli. Questo vale per molte cose che stanno accadendo nel mondo in questo momento e ne abbiamo bisogno: empatia e cura in modo genuino».

Fotografie di proprietà di CAMILA FALQUEZ – The Gods that walk among us.

Al suo arrivo negli Stati Uniti, Falquez ha scoperto il cinema, ritenendolo un mezzo adatto alla sua ricerca, ma dopo diverse sperimentazioni ha compreso che la sua passione vera è la fotografia. Affacciandosi al mondo della moda e del fashion ben presto si rende conto che in  questo campo non albergano solo affari e superficialità, trattandosi invece di un terreno che offre molteplici possibilità di sperimentazioni, svago e divertimento. “La moda ha una grande influenza sulla società. Gli intellettuali, la gente di città, le persone comuni, i miei zii e le mie zie colombiane, tutti hanno a cuore Vogue” .

Per quanto il suo interesse graviti per lo più nel campo  della fotografia, nel suo lavoro The Voice Does Go Up, Camila, affiancata dall’artista e accademico Luis Rincon Alba,  si è cimentata in una performance che indaga le potenzialità della voce umana, analizzando a fondo la musicalità delle canzoni tradizionali caraibiche.

Molti sono i suoi progetti confluiti in mostre personali, sempre con un occhio rivolto a problematiche sociali. Emblematica a questo proposito è l’installazione creata nel periodo pandemico: le strade del centro di New York sono state tappezzate con fotografie di grande formato che vedono assoluti  protagonisti dei soggetti al di fuori dei binari comuni, come trans, omosessuali, queer e persone di colore.

Le fotografie di Camila Falquez sono state pubblicate da importanti testate, come The New York Times, The Guardian, TIME Magazine, The Wall Street Journal, Vogue e El País.

 Bardelli-Nonino, Chiara (2020-07-07). “Being in History”. Vogue Italia . Retrieved 2023-12-07.

https://www.camilafalquez.com

https://www-theltc-com.translate.goog/artists/camila-falquez

https://www.artsy.net/artist/camila-falquez

Articolo di Giovanna Sparapani

Le fotografie inserite nel testo sono e rimangono di proprietà dell’autore, qui hanno solamente scopo didattico informativo.