Ciao, facciamo un pochino chiarezza su questa “cosa” che mi chiedete spesso nei corsi. Ciao
Sara
In fotografia, lo stop è un’unità di misura che indica un incremento o un decremento della quantità di luce che raggiunge il sensore della fotocamera. In termini pratici, ogni stop corrisponde a un raddoppio o un dimezzamento della luce catturata dall’obiettivo.
Perché gli stop sono importanti?
Comprendere il concetto di stop è fondamentale per gestire correttamente l’esposizione di una fotografia. L’esposizione è determinata dalla combinazione di tre parametri principali:
ISO (sensibilità del sensore alla luce)
Diaframma (apertura dell’obiettivo, indicata con valori f/)
Tempo di scatto (durata dell’esposizione, espressa in secondi o frazioni di secondo)
Modificando uno di questi parametri di uno stop, la quantità di luce che raggiunge il sensore viene raddoppiata o dimezzata. Tuttavia, per mantenere una corretta esposizione, qualsiasi modifica deve essere compensata dagli altri due parametri.
Come si manifesta nei diversi elementi dell’esposizione?
Diaframma: Aumentare di uno stop significa aprire di più il diaframma, permettendo il passaggio di una quantità doppia di luce. Ad esempio, passare da f/8 a f/5.6 raddoppia la luce che entra nell’obiettivo, mentre passare da f/5.6 a f/8 la dimezza.
Tempo di scatto: Aumentare di uno stop significa raddoppiare il tempo in cui il sensore è esposto alla luce. Ad esempio, passare da 1/125 di secondo a 1/60 di secondo raddoppia la luce che colpisce il sensore, mentre ridurre il tempo di scatto da 1/60 a 1/125 lo dimezza.
ISO: Aumentare di uno stop il valore ISO significa raddoppiare la sensibilità del sensore alla luce. Ad esempio, passare da ISO 100 a ISO 200 raddoppia la sensibilità, permettendo di ottenere la stessa esposizione con metà della luce. Al contrario, abbassare l’ISO da 200 a 100 dimezza la sensibilità, richiedendo più luce per mantenere la stessa esposizione.
Bilanciare l’esposizione
Per ottenere una foto ben esposta, bisogna trovare un equilibrio tra questi tre fattori. Ad esempio, se aumenti l’ISO per ottenere una maggiore luminosità, potresti dover ridurre l’apertura del diaframma o accorciare il tempo di scatto per evitare una sovraesposizione. Questo concetto è alla base del triangolo dell’esposizione, uno dei principi chiave della fotografia.
Saper controllare gli stop consente di adattarsi a diverse condizioni di luce, ottenere effetti creativi come la sfocatura dello sfondo (bokeh) o il congelamento del movimento, e migliorare la qualità delle immagini riducendo il rumore e mantenendo il dettaglio ottimale.
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Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Dicembre! Partecipate!
Ciao Ciao
Annalisa
Rotterdam Photo Open Call
Cosa fa la guerra a un artista quando non ne è testimone oculare, ma ne diventa portatore di un’eredità emotiva? Che suono ha la violenza nella mente di chi sopravvive, fugge o si limita ad ascoltare?
In “Echi di silenzio” esploriamo come la guerra, il conflitto e il trauma collettivo si riverberino nel lavoro di fotografi che scelgono di non usare l’obiettivo come strumento di reportage, ma come specchio delle loro lotte interiori.
Questa edizione si concentra su artisti per i quali la guerra non è una scena, ma una condizione. Dove il conflitto non si svolge al di fuori del corpo, ma nella memoria, nella storia familiare, nel subconscio. Qui l’obiettivo non registra un’esplosione, ma ne riecheggia: nel silenzio, nel vuoto, nella ripetizione, nella frammentazione o nell’alienazione. Consideriamo questo come un’estensione necessaria del discorso sul conflitto e sulla cultura visiva, in cui la prospettiva personale, poetica e simbolica è spesso sottoesposta.
Il linguaggio visivo e il design possono variare – dalla distorsione analogica ai ritratti poetici, dai paesaggi astratti alle nature morte simboliche – ma il filo conduttore è l’impatto interiore della guerra sull’arte. Questo progetto controbilancia la narrazione dominante della sensazione, lasciando spazio alla riflessione, al simbolismo e all’empatia concentrandosi sul paesaggio interiore dell’artista, e accoglie sia fotografi affermati che emergenti con approcci idiosincratici, concettuali e visivi.
Il Wildlife Photographer of the Year racconta la storia di un pianeta sotto pressione. Aiutateci a sfruttare il potere della fotografia per far progredire la conoscenza scientifica, diffondere la consapevolezza su questioni importanti e coltivare un amore globale per la natura.
Le fotografie devono essere state scattate negli ultimi cinque anni. La data di scatto deve essere successiva a ottobre 2020 e deve essere comprovata su richiesta.
Tutte le opere devono essere il risultato di un processo fotografico con una macchina fotografica.
I Photora Awards sono più di un semplice concorso fotografico: sono una celebrazione globale della creatività, della visione e della narrazione attraverso l’arte della fotografia. Con 20 diverse categorie, tra cui Street, Ritratto, Paesaggio, Natura, Architettura, Minimalismo, Astrofotografia e Smartphone, il concorso accoglie fotografi di tutti i livelli, dagli appassionati amatoriali ai professionisti affermati.
Che catturiate suggestivi paesaggi urbani, emozioni umane crude o astrazioni concettuali, Photora offre una piattaforma dove il vostro lavoro può essere visto, rispettato e ricordato.
L’ambito titolo di Fotografo dell’Anno premia l’immagine più eccezionale in tutte le categorie, mentre i Campioni di Categoria celebrano l’eccellenza in ciascuno dei 20 generi creativi.
Tutti i vincitori e le menzioni d’onore ricevono attestati ufficiali, badge digitali e una pubblicazione nella Galleria dei Vincitori online, con promozione a livello mondiale attraverso la stampa e i social media. Le opere vincitrici saranno inoltre pubblicate nell’annuale Photora Awards Book, offrendo una visibilità a lungo termine e un arricchimento della vostra carriera.
“Una fotografia è un segreto su un segreto. Più ti dice, meno sai.” – Diane Arbus
Da sguardi fugaci a scontri audaci, la fotografia di strada cattura il ritmo spontaneo della vita. Per questa mostra, invitiamo a immagini che riflettano la bellezza, l’umorismo, la tensione e l’umanità che si trovano nei momenti quotidiani. Che siano scattate in una città frenetica, in una fiera di provincia o in un tranquillo incrocio rurale, cerchiamo fotografie che raccontino storie di persone, luoghi e il ritmo della strada.
Mostraci come osservi il mondo quando la vita non si mette in posa, quando gesti, luce e casualità si allineano in un unico scatto.
Mostrateci i vostri lavori migliori e avrete la possibilità di vincere un safari fotografico in Africa!
Chiamata a tutti i fotografi di viaggio! Vi invitiamo a presentare i vostri lavori migliori e a competere per il titolo di Fotografo di Viaggio dell’Anno di Penda. Che siate professionisti esperti o semplici appassionati, questa è la vostra occasione per mostrare le vostre immagini di viaggio più accattivanti. Avrete la possibilità di vincere il viaggio della vostra vita: un safari fotografico in Botswana. Partecipare è facile e veloce, e la prima iscrizione è gratuita!
La collaborazione di Penda con Wild Shots Outreach sottolinea la convinzione che la fotografia possa fare molto di più che creare immagini straordinarie: può creare connessioni, capacità di azione e opportunità. Con sede nell’area del Greater Kruger in Sudafrica, Wild Shots Outreach offre ai giovani provenienti da comunità svantaggiate l’accesso a fotocamere, tutoraggio, workshop e borse di studio per aiutarli a entrare in contatto con il loro patrimonio naturale e a intraprendere percorsi di conservazione, narrazione e carriere creative. Partecipando al concorso oltre la prima presentazione gratuita, i contributori sosterranno direttamente il lavoro di Wild Shots Outreach, contribuendo a finanziare attrezzature, formazione ed espansione del programma.
La settima edizione di questo concorso fotografico internazionale prevede cinque categorie principali, ciascuna suddivisa in 25 sottocategorie, offrendo ai partecipanti un’ampia piattaforma per mostrare il proprio talento e la propria visione artistica sulla scena globale.
Incoraggiamo approcci audaci e innovativi che sfidano gli standard artistici convenzionali. Indipendentemente dal tema scelto, i partecipanti possono presentare le proprie opere in un massimo di cinque categorie. Non ci sono restrizioni di interpretazione, creatività o estetica: ogni forma di espressione artistica è benvenuta. Il nostro concorso celebra la diversità di stili e tecniche fotografiche, promuovendo i talenti emergenti e contribuendo al riconoscimento della fotografia come vera e propria arte.
Questa è un’opportunità unica per ottenere riconoscimenti internazionali, dare una svolta alla propria carriera e presentare il proprio lavoro a una comunità di appassionati d’arte e professionisti. L’Annual Photography Awards non è solo un concorso prestigioso, ma anche un’opportunità per vincere interessanti premi in denaro, trofei esclusivi e prestigiosi riconoscimenti. I vincitori riceveranno attestati ufficiali e premi digitali, a conferma dei loro eccezionali risultati nel campo della fotografia.
Moments Collective invita fotografi di tutto il mondo a presentare opere per la nostra prossima mostra collettiva, “Street Life”. Cerchiamo storie visive avvincenti che emergano dallo spazio pubblico: momenti spontanei, gesti spontanei, osservazioni silenziose o scene dinamiche, qualsiasi cosa si svolga nel mondo aperto che ci circonda.
La mostra si terrà dal 23 al 31 gennaio 2026 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene (28is Oktovriou 47, Atene 104 33) e presso la iFocus Photo Gallery di Atene (Akadimias St. e Ippokratous 13).
Questo invito non si limita alla tradizionale fotografia di strada. Accogliamo tutte le interpretazioni: fotografie scattate durante un festival o un raduno religioso, uno spettacolo di strada, una protesta, un mercato o persino il silenzio di un vicolo vuoto. Che il vostro approccio sia documentaristico, artistico, astratto o concettuale, siamo interessati a lavori che catturino il battito della vita così come si svolge oltre le porte chiuse.
2026 Global Chinese New Year Photography Competition
Il Concorso Fotografico Globale per il Capodanno Cinese (GCPC) 2026 invita fotografi, narratori visivi e creativi di tutto il mondo a catturare lo spirito, la bellezza e la ricchezza culturale della Cina e del suo patrimonio culturale. Il concorso accoglie immagini coinvolgenti che esplorano la vita contemporanea, lo splendore dei paesaggi naturali cinesi e la presenza globale della cultura cinese, attraverso città moderne, costumi tradizionali o scenari interculturali all’estero. Aperto a partecipanti di tutti i livelli, il GCPC offre una piattaforma gratuita e inclusiva agli artisti per ottenere visibilità internazionale, costruire il proprio portfolio e contribuire a un dibattito globale sulla cultura cinese.
I temi di quest’anno: Cina oggi, Paesaggi e viaggi cinesi ed Elementi cinesi all’estero, abbracciano le molteplici dimensioni della cultura cinese nel XXI secolo, dall’innovazione e dal cambiamento sociale al patrimonio, alla tradizione e all’influenza culturale mondiale. Attraverso questo concorso, miriamo a mettere in luce una narrazione potente, celebrare lo scambio culturale e mostrare talenti fotografici eccezionali su un palcoscenico globale. Tutte le opere premiate riceveranno certificati digitali ufficiali e saranno presentate sulle piattaforme promozionali del GCPC, offrendo agli artisti un’opportunità significativa di condividere la propria visione con il pubblico di tutto il mondo.
È un onore invitarvi a partecipare alla terza edizione dei Fine Art Awards 2025, una celebrazione dell’eccellenza nell’arte fotografica.
Questa è la terza edizione di un evento che promette di mettere in luce e premiare le opere più straordinarie del 2025. Il vostro talento e la vostra creatività sono fondamentali per il successo di questa iniziativa.
La creatività è l’anima della fotografia Fine Art. I fotografi riuniti qui mirano a trasmettere emozioni, concetti e pensieri attraverso le loro immagini. Ogni fotografia è il risultato di una pianificazione meticolosa, di una composizione artistica attentamente studiata e di una manipolazione delle immagini per ottenere l’effetto desiderato. Questa è l’essenza della fotografia Fine Art: la capacità di catturare la visione unica di un artista.
Dopo dieci anni trascorsi a sostenere fotografi di talento, abbiamo progettato i Fine Art Awards con un unico obiettivo: scoprire immagini straordinarie e fotografi desiderosi di dare una svolta alla propria carriera grazie all’impareggiabile riconoscimento e alla visibilità internazionale offerti dai Fine Art Awards. Le vostre immagini accattivanti meritano visibilità e ci impegniamo a garantire che ricevano l’attenzione che meritano. Vi invitiamo calorosamente a condividere con noi la vostra visione artistica, affinché noi, a nostra volta, possiamo presentarla al mondo.
Invitiamo artisti e fotografi a partecipare a True Blue, un concorso d’arte a tema libero dedicato all’esplorazione del blu, in tutta la sua profondità emotiva, simbolica e visiva. Cerchiamo opere che esprimano il significato che il “blu” ha per voi.
Che la vostra visione sia letterale o astratta, dai toni freddi o carica di emozioni, True Blue è la vostra opportunità di presentare opere d’arte che risuonino con questo colore e concetto senza tempo. Tutti i mezzi, gli stili e le interpretazioni sono benvenuti.
Concorso fotografico annuale gratuito e non commerciale. Giunto alla sua settima edizione, l’iscrizione è riservata a fotografi affermati, selezionati e invitati. L’assenza di categorie o nomination basate sul genere rappresenta una sfida particolare. I premi includono medaglie, diplomi, filtri fotografici, licenze software e altro ancora.
Le candidature vengono inviate pubblicando i lavori sul sito espositivo del concorso, foto.d3.ru, una piattaforma in lingua russa. Questo sito fotografico, con il motto “Make raw, not war”, promuove la fotografia come mezzo per unire persone di diversi paesi con opinioni diverse. È la sezione di fotografia indipendente di D3.ru, un portale di social network russo molto grande e antico, fondato nel 2001. Il suo pubblico è composto da utenti di lingua russa provenienti da molti paesi, e le loro valutazioni costituiscono la fase iniziale di valutazione. Per il 2025, il concorso è stato adattato per accogliere i partecipanti di lingua inglese.
N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi. I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi. Ci scusiamo per eventuali errori!
Musa fotografia
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Sul cammino di Santiago De Compostela, Sara Munari
Ciao a tutti! Come sapete tengo questo blog dal 2015, voglio cambiare un pochino! Non scrivo solo io, ma ogni articolo scritto da me in senso “critico” sarà un piccolo tentativo di fare il contrario di ciò che il tempo ci chiede: inseguire il presente, rincorrere la moda, adeguarsi. Io preferisco l’anacronismo. Non perché sia romantico o “figo”, ma perché è l’unico modo per inventare davvero qualcosa di mio e, forse, anche di vostro. Qui si parla di immagini che non hanno fretta, di estetiche che non viaggiano sui trend topic e di scelte visive che spesso fanno storcere il naso. E se riusciremo a ridere un po’ delle nostre stesse fissazioni, ancora meglio. Perché l’ironia, ve lo assicuro, è l’unico filtro che rende sopportabile il mondo della fotografia contemporanea. Benvenuti quindi in questa serie: un viaggio fuori tempo, con qualche deviazione imprevista, un paio di scivoloni controllati e la speranza che, alla fine, qualcuno possa davvero guardare il mondo in modo un po’ diverso. Sara Munari
Viviamo in un’epoca in cui la velocità della produzione visiva sembra dettare anche i criteri di valore. Ciò che è contemporaneo, ciò che aderisce alla tendenza del momento, viene spesso percepito come innovativo. Eppure, se guardiamo con attenzione, la conformità al presente raramente genera vera invenzione: produce invece varianti, adattamenti, aggiornamenti di un’estetica già assimilata.
Per questo ogni artista fotografo, se vuole davvero scalfire la superficie dell’ovvio, deve essere anacronistico.
Essere anacronistici non significa rifugiarsi nel passato o cercare riflessi rassicuranti in tecniche obsolete. Al contrario, è la capacità di pensare fuori dal tempo, di non lasciarsi imbrigliare dalle griglie narrative ed estetiche del “qui e ora”. L’anacronismo è un atto critico: rifiutare l’ovvietà del presente per costruire un linguaggio che non sia immediatamente traducibile in “trend”.
La fotografia, per sua natura, porta già in sé una tensione temporale: ogni immagine è testimonianza di un istante che non esiste più. Ma se il fotografo si limita a replicare lo stile dominante del suo tempo, non fa altro che rafforzare il presente, senza metterlo in discussione. L’artista anacronistico invece forza questa condizione: inventa spazi visivi che sembrano provenire da un’altra epoca, o da nessuna epoca riconoscibile.
Pensiamo agli autori che hanno rotto gli schemi: non erano mai del tutto in sintonia con il loro presente. Chi innova non si adatta, chi innova stona, appare fuori luogo, inattuale. Ma proprio questa frizione con l’oggi apre la possibilità di vedere oltre, di creare immagini che non si lasciano consumare nel ciclo effimero della contemporaneità.
Per un fotografo essere anacronistico significa osare: scegliere linguaggi, ritmi, estetiche che non trovano immediato riscontro nell’orizzonte culturale circostante. È un rischio, perché espone a incomprensioni e solitudini. Ma è anche l’unico modo per generare immagini che abbiano un peso, che non si dissolvano con l’ennesima tendenza.
La vera innovazione non nasce dall’aderire al tempo presente, ma dal tradirlo. Ogni fotografo che aspira a inventare, piuttosto che a ripetere, dovrebbe parlare con un linguaggio che non appartiene al suo tempo, e proprio per questo lo illumina con uno sguardo inedito.
Sara
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📸✨ Scopri il Corso di Narrazione Fotografica di Scuola Musa Fotografia con Sara Munari! 📸✨
Siamo entusiasti di presentare il nostro corso online dedicato alla narrazione fotografica, rivolto sia ad amatori che a professionisti! 🎓📷
👩🏫 Docente: Sara Munari, rinomata fotografa e docente internazionale, guiderà gli studenti attraverso un viaggio creativo e formativo.
📅 Programma del corso:
Idea per una Storia: Esplorazione delle idee e dei concetti alla base di una storia fotografica significativa.
Progettazione di una Storia: Definizione e sviluppo del progetto fotografico, inclusi obiettivi e target audience.
Narrazione Visiva: Analisi dei diversi approcci alla narrazione visiva.
Il Linguaggio più Funzionale: Studio dei linguaggi fotografici più efficaci per trasmettere il proprio messaggio.
Ricerca e Studio di Nuovi Linguaggi Fotografici: Esplorazione di nuove tecniche e stili fotografici.
Come Emozionare: Utilizzo della fotografia per suscitare emozioni.
L’Interpretazione Personale: Importanza dell’interpretazione personale nella creazione di un progetto fotografico autentico.
Creatività e Semplicità: Come combinare creatività e semplicità per comunicare in modo efficace.
Ritocco e Editing del Progetto: Tecniche di ritocco e editing per migliorare e valorizzare le immagini.
Stampa Finale e Supporti Web: Presentazione del progetto sia in formato stampato che online.
Come Costruire un Libro con il Proprio Lavoro: Incontro online con la casa editrice Emuse.
Come Arrivare alle Gallerie, Premi e Festival: Suggerimenti e strategie per promuovere il proprio lavoro.
🔍 Argomenti trattati anche da:
Grazia Dell’Oro, direttrice della Casa editrice Emuse 📚
Alessia Locatelli, direttrice creativa della biennale della fotografia Femminile di Mantova e curatrice indipendente 🎨
Paola Riccardi, curatrice indipendente e ideatrice del premio Umane tracce 🏆
🗓️ Inizio corso: 20 Novembre 2025
🎯 Obiettivo: Realizzare un progetto personale, strutturato e finito entro la fine delle lezioni, basato sulle proprie attitudini, sensibilità e capacità.
💡 Non perdere l’opportunità di sviluppare il tuo talento fotografico e di imparare a raccontare storie attraverso le immagini!
In fotografia, ISO indica la sensibilità del sensore della fotocamera alla luce. È uno dei tre parametri fondamentali dell’esposizione, insieme a diaframma e tempo di scatto.
Quando aumentare l’ISO?
In ambienti poco illuminati, per evitare foto troppo scure.
Quando si scattano foto in movimento e si ha bisogno di un tempo di scatto più veloce.
Durante eventi notturni o al chiuso senza flash.
L’ideale è mantenere l’ISO il più basso possibile per ottenere immagini di qualità e ridurre il rumore. Tuttavia, le moderne fotocamere (specialmente le full-frame) gestiscono meglio il rumore anche con ISO elevati.
Utilizzo degli ISO
Ricapitolando tutto perché ti sia davvero chiaro:
Tempo di scatto: controlla la durata dell’esposizione alla luce e influisce sulla nitidezza delle immagini in movimento.
Diaframma: regola la quantità di luce che entra nell’obiettivo e determina la profondità di campo.
ISO: determina la sensibilità del sensore alla luce e influisce sulla quantità di rumore digitale nell’immagine.
Questi tre elementi sono strettamente correlati.
Ad esempio, se vuoi fotografare un paesaggio con molta profondità di campo in una giornata nuvolosa, potresti utilizzare un diaframma chiuso, un tempo di scatto più lungo e un ISO leggermente aumentato per compensare la mancanza di luce. Comprendere questi concetti ti permetterà di avere il pieno controllo della tua fotocamera e scegliere le impostazioni corrette per ottenere l’effetto desiderato. Ti potrai adattare a diverse condizioni di luce e fotografare in qualsiasi situazione, dalla luce intensa del sole alla penombra. Lo “sperimentare” ti aiuterà a trovare il tuo linguaggio per creare immagini uniche e personali.
Esempi pratici
Prova a sperimentare impostando diversi valori di ISO per vedere come influenzano le tue immagini. attenzione al tipo di macchina fotografica che utilizzi, diverse fotocamere hanno prestazioni differenti in termini di gestione del rumore a ISO elevati. Ricorda che per tempi di esposizione lunghi e ISO bassi, un treppiede è indispensabile per evitare il mosso.
Ritratto al chiuso: Utilizza un ISO elevato (800-1600) per compensare la scarsa luce, quindi un diaframma aperto (f/2.8) per isolare il soggetto e il tempo di esposizione più breve che puoi per evitare il mosso.
Paesaggio al tramonto: Utilizza un ISO basso (100-200) per ottenere un’immagine nitida e dettagliata, un diaframma chiuso (f/8-f/11) per una grande profondità di campo e un tempo di esposizione sufficientemente lungo per catturare la luce soffusa.
Sport: Utilizza un ISO abbastanza elevato (400-800) per congelare il movimento, un diaframma aperto (f/2.8-f/4) per isolare il soggetto e un tempo di esposizione breve per evitare il mosso.
In sintesi
L’ISO è uno strumento fondamentale per adattarsi a diverse condizioni di luce. Comprendere come funziona e come interagisce con gli altri parametri ti permetterà di ottenere risultati migliori nelle tue fotografie.
Ricorda che
ISO basso (100-200): ideale per condizioni di luce intensa, offre immagini nitide e con poco rumore.
ISO medio (400-800): versatile, adatto a molte situazioni, offre un buon equilibrio tra qualità dell’immagine e sensibilità.
ISO alto (1600 e oltre): utile in condizioni di scarsa illuminazione, ma introduce più rumore nell’immagine.
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Se hai un portfolio da mostrare, iscriviti! Se fai parte di un circolo, un’associazione o semplicemente un gruppo di amici, invita tutti a partecipare online!
La lettura portfolio è un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi. Il proprio lavoro può essere sottoposto per tre motivazioni principali: • Si ha la necessità di migliorare il proprio portfolio. In questo caso Sara potrebbe suggerirvi come potete migliorare la vostra produzione. Cosa togliere, aggiungere e cambiare affinché la comunicazione delle vostre immagini risulti più chiara al fruitore finale.
• Si ha la necessità di trovare una collocazione per il proprio lavoro.
• Si ha la necessità di un confronto.
Le letture portfolio possono essere seguite da chiunque perchè sono online, anche questo è un modo per apprendere e capire cosa migliorare nel proprio lavoro.
Si può presentare, alla lettura con Sara, un portfolio fino a 30 immagini.
Per ricevere il link di partecipazione gratuita, ricevere ulteriori informazioni o chiarimenti scrivi a info@musafotografia.it
Scopri chi è Sara
Sara Munari, nata a Milano, è una fotografa, docente e scrittrice che ha fatto della fotografia il centro della sua ricerca artistica e teorica. Espone i suoi lavori in Italia e all’estero, partecipando a mostre personali e collettive in gallerie e istituzioni di rilievo. Insegna Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Santa Giulia a Brescia. È spesso invitata come giurata in concorsi, lettrice di portfolio e relatrice in conferenze, workshop e corsi su tutto il territorio nazionale. La sua produzione artistica si distingue per la capacità di intrecciare differenti media visivi, dando vita a storie e narrazioni che mettono al centro la dimensione emotiva e percettiva dello spettatore. Oltre alla pratica fotografica, Sara Munari ha sviluppato un’intensa attività di ricerca teorica: ha pubblicato sette libri dedicati alla fotografia e cinque raccolte dei propri lavori fotografici, oltre a edizioni artigianali numerate che sperimentano forme ibride tra libro d’artista e oggetto da collezione. Nel 2019 ha fondato Musa Fotografia a Monza, un centro culturale dedicato alla diffusione e alla valorizzazione della fotografia attraverso corsi, mostre e presentazioni. Autrice di un blog seguito da un vasto pubblico, Munari è riconosciuta per la capacità di avvicinare appassionati e professionisti al mondo della fotografia con uno stile diretto, accessibile e coinvolgente. Il suo lavoro, che coniuga pratica artistica, riflessione critica e divulgazione, contribuisce a rendere la fotografia non solo uno strumento espressivo, ma anche un mezzo di conoscenza e di relazione con il mondo contemporaneo.
L’iscrizione alla lettura portfolio si considera avvenuta soltanto al momento della ricezione della scheda compilata. I partecipanti sono accettati secondo l’ordine di arrivo delle domande di iscrizione. La durata di ogni lettura è di 30/40 minuti. Verrete avvisati via mail sull’orario esatto della lettura, dopo aver effettuato l’iscrizione. Riceverete una mail con tutte le modalità di partecipazione.
Informazioni
PROSSIME LETTURE:
22 Ottobre ore 2025 – 12 Novembre 2025 online
COSTO: GRATUITO
Tutte le indicazioni specifiche sulle modalità di presentazione verranno fornite successivamente all’iscrizione e prima dell’incontro. Le indicazioni per il collegamento, in caso di letture online, vengono fornite in seguito.
Ah, la fotografia concettuale! Quell’arte misteriosa che fa arricciare il naso ai puristi e accendere lampadine (o presunte tali) nelle menti creative. Ma cos’è, di preciso? Beh, immaginate di prendere una foto, di toglierle tutto il superfluo e di lasciarvi solo l’idea, il concetto, il messaggio. Ecco, siete sulla buona strada.
Nella fotografia concettuale si gioca con l’ambiguità, con le domande senza risposta, con i significati nascosti. L’immagine non è più un semplice specchio della realtà, ma un trampolino di lancio per la riflessione.
E poi c’è la tecnologia, quell’alleata (o nemica, a seconda dei punti di vista) che ha spalancato le porte a infinite possibilità. Manipolazioni digitali, collage, fotomontaggi: tutto è lecito, purché serva a veicolare il concetto. Perché, diciamocelo, tutti si sentono un po’ concettuali oggi, no? Basta una foto sgranata e una didascalia criptica per sentirsi artisti. Ma attenzione, amici: il concettuale non è sinonimo di “faccio quello che mi pare e piace”. C’è bisogno di un’idea forte, di un pensiero che guidi l’immagine, altrimenti si rischia di cadere nel banale, nel “vorrei ma non posso”.
La fotografia concettuale è un invito a guardare oltre la superficie, a interrogarci sul mondo che ci circonda, a mettere in discussione le nostre certezze. È un gioco di specchi, un labirinto di significati, un’esperienza che può essere tanto illuminante quanto spiazzante. E se proprio non ci capite niente, beh, forse è proprio questo il bello.
Negli ultimi vent’anni, la fotografia ha subito una trasformazione radicale, allontanandosi sempre più dalla semplice rappresentazione del reale per abbracciare un approccio concettuale. Immaginate artisti come Taryn Simon, che non si limitano a scattare foto, ma intraprendono vere e proprie indagini, esplorando archivi e sistemi di classificazione per svelare storie nascoste e strutture di potere. Le loro opere diventano così un mix di immagini, testi e dati, un vero e proprio archivio visivo che ci invita a riflettere sulla complessità del mondo.
Artisti come Joachim Schmid, ad esempio, sono dei veri e propri “archeologi dell’immagine”. Scavano tra archivi amatoriali e il mare magnum di internet, recuperando fotografie dimenticate e rielaborandole per farci riflettere sul valore delle immagini nella nostra società. Il suo lavoro è un po’ come un gioco di specchi, dove l’immagine riflette non solo il soggetto, ma anche il modo in cui lo guardiamo.
JOACHIM SCHMID: From Photogenic Drafts, 1991
Poi c’è chi, come Mishka Henner, si avventura nel regno dei dati digitali, utilizzando Google Earth e altre piattaforme online per creare opere che esplorano temi come la sorveglianza e l’impatto umano sul paesaggio. Le sue immagini, spesso inquietanti e stranianti, ci pongono di fronte alle contraddizioni e alle zone d’ombra della nostra società.
Mishka Henner, Wasson Oil and Gas Field, Yoakum County, Texas, 2013-2014
E che dire di Penelope Umbrico, che si immerge nell’oceano di immagini generate dagli utenti, rielaborando e ricombinando fotografie trovate su Flickr per creare opere che esplorano la saturazione visiva e la natura delle immagini digitali? Le sue installazioni, composte da migliaia di tramonti o di immagini di oggetti comuni, ci fanno riflettere sull’abbondanza e sulla ripetitività delle immagini che ci circondano.
Penelope Umbrico’s “541,795 Suns from Sunsets from Flickr (Parziale) 1/26/2006”
Clement Valla, invece, si concentra sui “glitch” e sulle anomalie delle immagini generate dai sistemi di mappatura 3D, rivelando le imperfezioni e le contraddizioni dei modelli digitali del mondo. Le sue opere ci mettono in guardia sulla nostra fiducia nelle rappresentazioni digitali, invitandoci a guardare oltre la superficie.
Postcard from Google Earth (34° 1’45.70″N, 118°13’32.98″W), 2010
Broomberg & Chanarin utilizzano la fotografia per esplorare temi politici e sociali complessi, lavorando spesso con archivi e documenti storici. Il loro lavoro è caratterizzato da un approccio critico e interrogativo, che mette in discussione le narrazioni dominanti.
Erik Kessels si immerge negli archivi fotografici amatoriali, recuperando immagini dimenticate e creando installazioni che esplorano la memoria, l’identità e la natura delle immagini digitali.
Erik Kessels “24 hours in photos” a Arles
Corinne Vionnet, invece, è una specie di “cartografa della memoria turistica”. Prende le foto che tutti noi scattiamo davanti ai monumenti famosi, le sovrappone e crea immagini che sembrano dipinti impressionisti. Ti fa riflettere su come i luoghi iconici siano diventati delle “fotocopia” di se stessi, su come la nostra esperienza turistica sia mediata dalle immagini.
Corinne Vionnet Photo Opportunities 2005-2020
Doug Rickard si è avventurato nel lato oscuro di Google Street View, usando le immagini delle strade per documentare la disuguaglianza sociale negli Stati Uniti. Il suo lavoro è un pugno nello stomaco, ti fa riflettere su come la tecnologia possa rivelare le ferite della nostra società.
DOUG RICKARD (1968-2021). #83.016417, Detroit, MI (2009), from the series A
E infine, Oliver Laric, che si diverte a smontare e rimontare le immagini digitali, usando tecniche di scansione 3D e animazione. Il suo lavoro ti fa pensare a quanto sia fluido e mutevole il mondo delle immagini digitali, a come il concetto di “originale” sia diventato obsoleto.
Oliver Laric – Person with Crab, 2019 Sculpture Electroformed copper
Approcci Comuni:
Molti artisti concettuali rielaborano e ricombinano immagini preesistenti, creando nuove opere che mettono in discussione la natura delle immagini e la loro relazione con la realtà
Uso di archivi:
Molti artisti concettuali utilizzano archivi fotografici, sia pubblici che privati, per esplorare temi storici, sociali e politici.
Dati digitali:
L’abbondanza di dati digitali ha aperto nuove possibilità per la fotografia concettuale, con artisti che utilizzano immagini provenienti da internet, social media e sistemi di mappatura.
Rielaborazione di immagini:
Molti artisti concettuali rielaborano e ricombinano immagini preesistenti, creando nuove opere che mettono in discussione la natura delle immagini e la loro relazione con la realtà.
In tutti questi casi, la fotografia diventa un mezzo per esplorare idee e concetti, per mettere in discussione le nostre certezze e per aprire nuove prospettive sul mondo. Gli artisti concettuali utilizzano la tecnologia e i dati digitali non come fine a se stessi, ma come strumenti per creare opere che stimolano la riflessione e il dialogo.
Sara Munari
In qualità di fondatrice di Musa Fotografia, una scuola dedicata all’arte della fotografia, desidero chiarire l’utilizzo di immagini di grandi autori sul mio blog.
Le fotografie di maestri, che appaiono nei miei articoli, sono utilizzate esclusivamente a scopo didattico e divulgativo. Il mio intento è quello di analizzare e condividere la bellezza, la tecnica e la storia di queste opere con i miei studenti e con tutti gli appassionati di fotografia.
Tengo a sottolineare che:
Nessuna delle immagini viene utilizzata a scopo di lucro. Il blog non genera entrate dirette attraverso la vendita di immagini o pubblicità.
Gli articoli sono scritti con intenti didattici. L’obiettivo è quello di fornire spunti di riflessione e approfondimento sulla storia della fotografia e sulle diverse tecniche utilizzate dai grandi maestri.
Il mio impegno è verso la diffusione della cultura fotografica. Credo che l’analisi di opere significative sia fondamentale per la crescita e l’apprendimento di ogni fotografo.
Sono consapevole dell’importanza del rispetto del diritto d’autore e mi impegno a citare sempre la fonte delle immagini utilizzate. Se dovessi ricevere segnalazioni di violazioni del copyright, provvederò immediatamente a rimuovere il materiale contestato.
Spero che questa dichiarazione possa chiarire il mio approccio e la mia passione per la fotografia.
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