Benedetta Bassi: chick in bowls.

Ciao,

abbiamo deciso di presentarvi alcune autrici, partecipanti al premio Musa, che pur non essendo state selezionate, riteniamo interessanti!.

Cominciamo con Benedetta Bassi, una fotografa friulana, che ci ha inviato il suo interessante progetto sulle donne skaters, Chick in bowls.

Date un’occhiata!

CHICKS IN BOWLS pioniere femministe sui pattini a rotelle alla (ri)conquista degli skatepark.

Chicks in Bowls in slang significa Ragazze nella “ciotola”, che è il nome che gli skaters usano per definire la concavità dalla forma tipica di ciotola da “zuppa cinese” presente in molti skatepark.

Così ha deciso di definirsi, quasi per gioco una “crew” di ragazze neozelandesi che si incontrava quotidianamente a pattinare con i pattini quad* negli skatepark di Auckland.
Abbinando creatività e anche po’ di attitudine imprenditoriale con un pizzico di esibizionismo sui social, il fenomeno di queste “chicks” nelle bowls diventa virale e si espande a macchia d’olio in tutto il mondo.

Gruppi di ragazze da qualsiasi angolo del pianeta cominciano ad emulare le neozelandesi e a chiamarsi nello stesso modo. Si crea una vera e propria community internazionale che pratica una nuova disciplina sportiva, tutta da inventare, che mixa skateboarding, aggressive inline, bmx, parkour, pattinaggio artistico e l’acrobatica solo con ai piedi i pattini a rotelle quad.

Uno sport individuale che trova la sua più alta espressione all’interno di gruppi che lo praticano insieme, in ottica collaborativa e non competitiva.

La velocità con cui sboccia questo fenomeno fa intuire il fermento crescente attorno alla scena cosiddetta skater, che dalla storia dei tempi ha sempre visto una sproporzione tra atlete donne e uomini.

“I’m not here to flirt” è il grido di battaglia che echeggia negli skatepark di mezzo mondo e per quanto sia stato difficile superare gli sguardi denigranti in un ambiente diffidente tutti i pregiudizi sono stati progressivamente superati fino alla completa accettazione di queste donne che non sono più ospiti ma padrone di casa alla pari.

Per quanto ancora sia praticato maggiormente da donne è un movimento che spalanca le porte a tutti, con la discriminante che lo spazio che si costruisce collettivamente debba essere privo di discriminazioni e atteggiamenti oppressivi sessisti e razzisti e che chiunque lo attraversi ne sia responsabile e vi porti rispetto. Gli skatepark diventano safe space.

Ho avuto la fortuna di poter documentare la nascita di questo fenomeno in Italia fin dai suoi esordi spinta non solo dalle doti atletiche molto sceniche di queste ragazze, ma anche dalla loro forza e determinazione nel costruire una comunità dal basso che si riappropriasse di uno spazio urbano percepito da sempre come maschile.

Irene “Doom”, Dafne Daphomet, Tanya Pandemonium e Caro l’hanno fatto senza chiedere permesso, senza bussare alla porta di nessuno, inventandosi una propria modalità, una propria disciplina sportiva che non avesse bisogno di approvazioni o di dimostrare nulla al fine di essere accettate.

BIOGRAFIA

Benedetta Bassi, nasce negli ultimissimi giorni del 1979 a Udine. Trascorre la sua infanzia e adolescenza nella provincia friulana al confine con la Slovenia, dove, dopo qualche intermezzo all’estero, ancora vive.

Tra fanzine punk e femministe e l’organizzazione di concerti nello squat locale comincia la sua passione per la fotografia, documentando la scena musicale diy e underground tra il nord est e i balcani.

Nel 2015 scopre l’esistenza in Italia del roller derby, disciplina sportiva di squadra sui pattini a rotelle, importata dagli Stati Uniti e dalla forte impronta autogestionaria e femminista.

In questo ambito approccia alla fotografia sportiva, raccontando la storia dell’unica squadra friulana e della più ampia community italiana.

I pattini quad, diventano il ponte per il suo ultimo progetto fotografico, attualmente in corso. Una documentazione della nascente scena del “roller skating” che vede ancora le donne come protagoniste.

Per contatti: benedettabassi@gmail.com

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