Due italiani finalisti al World Press Photo: diamo un’occhiata ai loro lavori

Il concorso, alla 62esima edizione, ha sempre premiato fotografie singole (con la categoria principale World Press Photo of the Year)
ma anche fotografie che fanno parte di una storia più ampia, da raccontare in più sequenze. E in un’epoca in cui lo storytelling è sempre più presente ecco che al WPP quest anno si vede per la prima volta l’ingresso di un nuovo importante premio: il World Press Photo Story of the Year.

All’edizione 2019 di World Press Photo hanno partecipato 4.738 fotografi da 129 Paesi. I finalisti sono 43 fotografi provenienti da 25 paesi: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Ungheria, Iran, Italia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Filippine, Portogallo, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Siria, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Venezuela.

E proprio nelle due categorie più importanti, si sono distinti due fotografi italiani: Marco Gualazzini e Lorenzo Tugnoli.

Di seguito i loro lavori e una breve biografia.

Anna

Marco Gualazzini è finalista in entrambe le categorie con il lavoro The Lake Chad Crisis, di cui vi mostriamo alcune delle immagini che compongono il lavoro

Una crisi umanitaria è in corso nel bacino del Ciad, causata da una complessa combinazione di conflitti politici e fattori ambientali. Il Lago Chad – uno dei più grandi laghi dell’Africa e un’ancora di salvezza a 40 milioni di persone – sta vivendo una massiccia desertificazione.

A causa dell’irrigazione non pianificata, della siccità estesa, della deforestazione e della cattiva gestione delle risorse, la dimensione del lago è diminuita del 90 percento negli ultimi 60 anni. I mezzi di sostentamento tradizionali come la pesca sono inariditi e la scarsità d’acqua sta causando conflitti tra agricoltori e allevatori di bestiame.

Il gruppo jihadista Boko Haram, che è attivo nell’area, beneficia delle difficoltà e della fame diffusa e contribuisce a questo. Il gruppo utilizza i villaggi locali come terreno di reclutamento e il conflitto protratto ha sradicato 2,5 milioni di persone, esacerbando l’insicurezza alimentare.

Biografia

Nato a Parma nel 1976, Marco Gualazzini ha iniziato la sua carriera come fotografo nel 2004, con il quotidiano locale della sua città, La Gazzetta di Parma.

I suoi lavori più recenti includono la fotografia di reportage sulla microfinanza in India, sulla libertà d’espressione in Myanmar, sulla discriminazione dei cristiani in Pakistan e soprattutto su zone di crisi in Africa.

Ha ideato e ha partecipato alla realizzazione di un documentario per la RAI sul sistema delle caste in India, che è stato selezionato a Documentary IDFA- L’International Film Festival di Amsterdam e premiato per la “miglior fotografia” al Aljazeera International Documentary Film Festival nel 2014.

I sui lavori sono stati pubblicati con amplio spazio, su riviste nazionali e internazionali, tra cui Internazionale, Io Donna, D di Repubblica, L’Espresso, CNN, M (Le Monde), Der Spiegel, The Sunday Times Magazine, Wired, Newsweek Japan, Paris Match, The New York Times, Courrier International and Vanity Fair tra gli altri.

Marco collabora con L’Espresso e con il New York Times dal 2012. E’ rappresentato dall’agenzia Contrasto.

Questo è il suo sito personale, per dare un’occhiata a tutto il suo lavoro.

Il lavoro di Lorenzo Tugnoli si chiama invece Yemen Crisis. Di seguito alcune immagini

Dopo quasi quattro anni di conflitto nello Yemen, almeno 8,4 milioni di persone rischiano la fame e 22 milioni di persone – il 75% della popolazione – hanno bisogno di assistenza umanitaria. Questo secondo le Nazioni Unite. Nel 2014, i ribelli musulmani di Houthi Shia hanno conquistato le aree settentrionali del paese, costringendo il presidente, Abdrabbuh Mansour Hadi, all’esilio. Il conflitto si diffuse e si intensificò quando l’Arabia Saudita, in coalizione con altri otto stati arabi prevalentemente sunniti, iniziò attacchi aerei contro gli Houthi. Nel 2018, la guerra aveva portato a ciò che l’Onu definì il peggior disastro umanitario creato dall’uomo.

L’Arabia Saudita ha detto che l’Iran – uno stato a maggioranza sciita e il loro potere regionale rivale – stava sostenendo gli Houthi con armi e rifornimenti, un’accusa che l’Iran ha negato. La coalizione guidata dai sauditi ha attuato un blocco sullo Yemen, imponendo restrizioni all’importazione di cibo, medicinali e carburante. Le carenze risultanti hanno esacerbato la crisi umanitaria.

In molti casi, le condizioni di quasi carestia sono state causate non tanto dall’indisponibilità del cibo, ma dal momento che sono diventate inaccessibili, fuori dalla portata della maggior parte degli yemeniti a causa delle restrizioni all’importazione, dell’aumento dei costi di trasporto a causa della scarsità di combustibile, di una valuta in calo e di altri interruzioni di fornitura causate dall’uomo.

Biografia

Lorenzo Tugnoli (1979) è un fotografo che vive a Beirut.


Il suo lavoro è apparso su varie testate internazionali fra cui The New York Times, The Wall Street Journal, Le Monde, Newsweek, Time Magazine, Wired, The New Republic, The Atlantic, Der Spiegel, LFI – Leica Fotografie International.

Collabora stabilmente con il Washington Post. 

Nel 2014 ha pubblicato The Little Book of Kabul, un libro che ritrae Kabul attraverso la vita di alcuni artisti che vivono la città, in collaborazione con la scrittrice Francesca Recchia. E’ rappresentato dall’agenzia Contrasto.

Questo è il suo sito personale, se volete farvi un’idea di tutto il suo lavoro

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