Storia di una fotografia: Blind – Paul Strand

Ho appena visto una bella mostra di Paul Strand a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea 2017. La mostra riguardava il suo lavoro su Luzzara con Cesare Zavattini.

Vi racconterò invece di un’altra fotografia sempre di Paul Strand, scattata a New York qualche decina di anni prima, che ha profondamente modificato la fotografia dell’epoca, dando i primi impulsi a quella che viene considerata la fotografia moderna.

Ciao

Anna

paul-strand-blind.jpg

La fotografia è stata scattata nel 1916 da Paul Strand, fotografo statunitense, allora ventiseienne vicino a Stieglitz e all’ambiente del pittorialismo e della rivista Camera Work.

Questa è una tra le immagini che segna l’inizio della “straight photography”, antenata della street photography dei giorni nostri e questo è forse il primo ritratto di strada. Pensate che Strand scattava foto per la strada a persone ignare, letteralmente rubandole,  senza nessuna interazione con il soggetto, e le utilizzava per promouovere la coscienza sociale e documentare la miseria. Davvero i primi abbozzi di street photography. Per l’epoca piuttosto rivoluzionario.

Per ottenere delle immagini spontanee e il più possibile veritiere, non posate – ricordate che fino a quel momento i ritratti erano tutti posati, con soggetti un po’ ”ingessati” in atteggiamenti formali – Strand utilizzava uno stratagemma, ossia girava con una fotocamera (pensate che all’epoca le fotocamere erano piuttosto ingrombranti, non certo le tascabili di adesso) con un obiettivo finto che gli consentiva di scattare in una certa direzione, anche se la sua fotocamera sembrava puntare altrove.

L’immagine in questione è infatti spontanea, con la donna che volta quasi il viso alla fotocamera, anche se in questo caso non sarebbe probabilmente stata in grado di accorgersi del fotografo che la stava ritraendo.

L’immagine è semplice, raffigura una donna cieca per la strada con un cartello appeso al collo che ne attesta la condizione.La composizione è scarna, il cartello domina all’interno dell’inquadratura, e cattura la nostra attenzione, insieme agli occhi privi di vita della donna. Nonostante Strand si concentri solo sul viso e sulla sua condizione, senza dirci niente dell’ambiente circostante, sappiamo che la donna era una mendicante. Sopra al cartello “Blind” c’è infatti una piccola targhetta con un numero che rappresenta il numero della sua “licenza da mendicante”. Si, all’epoca a New York ci voleva la licenza per poter chiedere l’elemosina per strada. Era un modo per controllare e identificare le persone ai margini della società.

Di questo suo progetto, sono rimasti soltanto 17 scatti, tra cui questo, tra i più conosciuti.

L’immagine fu inizialmente pubblicata su Camera Work e la stampa fa ora parte della collezione permanente del Metropolitan Museum of Art a New York.

 

Biografi di paul Strand da Wikipedia

Paul Strand (New York, 16 ottobre 1890 – Orgeval, 31 marzo 1976) è stato un fotografo e videomaker statunitense, che, insieme ad altri grandi fotografi modernisti come Alfred Stieglitz ed Edward Weston, contribuì, all’inizio del XX secolo, a conferire alla fotografia la dignità artistica che a tutt’oggi conserva.

La sua critica nei confronti del pittoricismo storico verteva sul fatto che si rifacesse ad un modello artistico quale le pittura, mentre lui ed in generale la straight photography nord americana ponevano alla base della qualità formale delle loro fotografie proprio il fattore tecnico meccanico che per anni era stato proprio quello che l’aveva distanziata dal mondo dell’arte, che invece vedeva la pittura come arte tout court. Alla luce della rivoluzione del ready made ad opera di Marcel Duchamp la fotografia può quindi ispirarsi al reale senza risultare per questo non artistica.

Il suo variegato corpo di lavoro, che copre una sessantina d’anni, tocca i più disparati generi e soggetti attraverso America, Europa e Africa.

Paul Strand iniziò la sua carriera come fotografo all’età di 18 anni mentre frequentava la “Ethical cultural high school”. Il suo avvicinamento alla fotografia è stato influenzato dalla amicizia con Alfred Stieglitz e altri fotografi che avevano esposto le proprie opere nella “Galleria 291”.P

Nel 1921 inizio anche a dedicarsi al cinema. “Manhattan” del 1921, “The Plow that broke the plans” del 1935 e “Heart of Spain” del 1940 sono solo alcuni dei suoi classici.

Nel 1945 il Museo di Arte Moderna gli dedica la sua prima esposizione individuale come fotografo. Due anni dopo collabora con Nancy Newhall per la pubblicazione del “Time in New England”, il suo primo libro come fotografo. Altri libri importanti furono: “La France de profil”, “Un paese” con il contributo dello scrittore Cesare Zavattini, “Living Egypt” e “Ghana: An African Portrait”.

Nel 1967 Strand vince il premio “David Octavius Hill” e nel 1971 le sue opere più importanti vengono esposte nei migliori musei di America. Inoltre fa un tour per Europa.

Paul Strand muore ad Orgeval, in Francia, il 31 marzo del 1976 all’età di 85 anni a causa dei tumori delle ossa.

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