Lavori degli studenti del Master di Fotogiornalismo

Buongiorno, con molto piacere vi mostro alcuni dei lavori prodotto, dagli studenti del Master di Fotogiornalismo, durante l’ultima sessione del corso.

Spero vi piacciano, buona giornata!
Per informazioni sul nuovo Master in fotogiornalismo http://www.musafotografia.it/fotogiornalismo.html

Sara

IL SOGNO DI LARA di Ylenia Bonacina
Lara ha 14 anni e da grande sogna di diventare una campionessa mondiale di nuoto sincronizzato. Per raggiungere questo suo grande obiettivo si allena quotidianamente nelle piscine di Seregno. Fatica, sacrificio e grandi soddisfazioni solo le parole che meglio descrivono il vortice dell’agonismo in cui è Lara.
Dieci anni fa io ero Lara. Come lei sognavo di diventare una campionessa. A questo sport riconosco oggi il merito di avermi regalato grandi soddisfazioni e preziosi insegnamenti pur comprendendo quanti sacrifici mi sia costato.
Questo progetto, non ancora terminato, si propone di raccontare la vita quotidiana di una ragazza disposta a rinunciare a tutto pur di raggiungere il suo più grande sogno.

Il mio nome è Ylenia Bonacina, sono nata nel gennaio del 1995 e attualmente vivo e lavoro in provincia di Monza e Brianza. Sono una giovane fotografa che ha appena terminato gli studi presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Prima di intraprendere questo percorso specializzante ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano laureandomi in Comunicazione e didattica dell’Arte. 

Negli ultimi due anni come studentessa del corso professionale biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia ho affinato le mie capacità fotografiche in diversi ambiti riscontrando una preferenza per il mondo del fotogiornalismo, della fotografia documentaria e del ritratto.

Mi piace viaggiare e vorrei aver la possibilità di scoprire e ammirare ogni angolo del pianeta in compagnia della mia macchina fotografica.

Ylenia Bonacina

@yleniabonacina
www.yleniabonacina.com

EX-PROPRIO di Giovanni Dalla Gassa

“La scrivente Società in qualità di Concessionaria […] della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta…

NOTIFICA

Il Decreto Motivato nr. 36 del 04.07.2014, emesso dal Commissario Delegato per l’emergenza determinatasi nel settore del Traffico e della Mobilità nel territorio […], con il quale è stata autorizzata l’occupazione d’urgenza, […]  con determinazione dell’indennità […]  di espropriazione relativa agli immobili di Vs. proprietà”.

Dietro il freddo di queste parole e la Superstrada di 94 km che attraversa le province di Vicenza e Treviso, ci sono persone, emozioni, gioie, dolori e ricordi.

Storie che S.P.V. sta seppellendo sotto il cemento e l’asfalto: una di queste ha come protagoniste due sorelle di Montecchio Maggiore. Esse hanno dovuto subire l’esproprio di diversi ettari coltivati, ma soprattutto hanno dovuto lottare per salvare “Spino” dall’abbattimento, l’albero a cui l’amato padre era legato. 

Nome: GIOVANNI                                           Cognome: DALLA GASSA

Data Nascita: 16/06/1972                                Cellulare: 347 0855255

Mail: giovannidallagassa72@gmail.com

Link per vedere alcuni miei lavori:

facebook profile: giovannidallagassaph

flickr: https://www.flickr.com/photos/134582838@N07/ instagram: https://www.instagram.com/giovannidallagassaph/

SATELLITE, UN QUARTIERE CHE OSCILLA di Claudia Verga
“Due sentimenti eterni in perenne lotta: la ricerca dell’ordine e il fascino del
caos. Dentro questa lotta abita l’uomo, lì ci siamo noi, tutti. Ordine e disordine.
Cerchiamo regole, forme, canoni, ma non cogliamo mai il reale funzionamento del mondo. La vera forma di tutto ciò che è fuori di noi, come di tutto ciò che è dentro di noi, è per gli uomini un eterno mistero. L’incapacità di risolvere questo mistero ci terrorizza, ci costringe a oscillare tra la ricerca di un’armonia impossibile e l’abbandono al caos. Ma è quando ci accorgiamo del divario che c’è tra noi e il mondo, tra noi e noi, tra noi e Dio, allora scopriamo che possiamo ancora provare stupore e che possiamo gettare uno sguardo intorno a noi come se fossimo davvero capaci di vedere per la prima volta” [“Il rosso ed il blu”, S.Piccioni]


Nel quartiere Satellite di Pioltello, alle porte di Milano, in un chilometro quadrato vivono 10.000 abitanti di circa settanta nazionalità differenti, molti in difficoltà economica e sociale. Diverse anime, come diversi sono i musicisti a cui sono dedicate le vie del quartiere. Trovare un’armonia sociale, di suoni e profumi, è una sfida che ogni giorno impegna gli abitanti stessi, in perenne e precario equilibrio tra il potenziale di vita di un
quartiere multietnico e il temibile caos sempre pronto a ingoiare vie, case, abitanti. É una sfida raccolta anche dalle associazioni, dai servizi del territorio e dagli operatori sociali impegnati in progetti di sviluppo di comunità. Il Comune di Pioltello è stato scelto tra i contesti finanziati dal Bando Periferie (Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, DPCM del 25 maggio 2016). La Libera Compagnia di Arti&Mestieri Sociali è capofila dell’azione di Coesione Sociale, finanziata dal bando, che ha sede dall’aprile 2018
in uno spazio in quartiere denominato Bottega del Fare e Desiderare. Insieme al centro di aggregazione giovanile, presente sul territorio dal 2010, è un punto di riferimento per i ragazzi che vogliono rendersi protagonisti del loro futuro e del loro quartiere, ma è anche aperta agli adulti che desiderano prendersi cura della propria comunità, attivando risorse
comuni per rispondere ai bisogni. La Bottega esiste per far emergere i desideri e valorizzare le competenze delle persone, attraverso il fare insieme. La narrazione fotografica di questa realtà, raccolta tra gennaio e luglio 2020, ha l’intento di creare un dialogo tra gli spazi urbani e chi quegli spazi li vive quotidianamente. Crediamo che il racconto che si snoda attraverso i volti dei suoi abitanti possa stringere un legame sociale
e spaziale con il quartiere, nutrire in loro senso di appartenenza e vicinanza.
Una narrazione che ambisce a favorire in chi osserva questo quartiere, laboratorio di integrazione, la possibilità di provare ancora stupore, come se fossimo davvero capaci di vedere per la prima volta.

Biografia

Sono nata in provincia di Milano nel 1979.
Fotografo come sogno, in bianco e nero. Osservo in silenzio, sentendo
profondamente ciò che vedo.
Ho l’ossessione del tempo, pieno e vuoto, presenza e assenza.
Credo che lo sguardo sia guida fondamentale della nostra storia, personale e collettiva. Attraverso la fotografia cerco di tenere traccia di un percorso a cui tornare e, a volte, da cui allontanarmi.
Ho frequentato diversi workshop fotografici per poi perfezionarmi presso
l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano e Musa Fotografia in un master di
Fotogiornalismo con Pierpaolo Mittica.
Dal 2017 partecipo all’organizzazione del Festival della Fotografia Etica di
Lodi e da qualche anno ho iniziato ad approfondire l’utilizzo della fotografia nelle relazioni educative, sperimentazione con camera minutera e stampa in cianotipia.
In collaborazione con Libera Compagnia di Arti e Mestieri Sociali di San
Donato Milanese, sto attualmente lavorando ad un progetto a lungo termine
sul quartiere popolare Satellite di Pioltello, alle porte di Milano.
Una prima parte del progetto è stata esposta al circuito Off del Festival di
Fotografia Etica di Lodi a ottobre 2020.
https://www.instagram.com/cla.verga/
https://www.festivaldellafotografiaetica.it/2020-mostreoff-ita/
https://storiediquartieres.wixsite.com/bottega/blog/categories/sguardi-ritrattidi-quartiere

GIORGIO di Pierangelo Orizio

La mia e’ una breve storia su Giorgio Viola, di Carzago,  in provincia di Brescia. Un ragazzo quarantenne  con un deficit motorio e verbale : nonostante gli ostacoli fisici cerca di non farsi  condizionare dalla vita e dagli eventi, per sviluppare al meglio tutte le sue opportunità o almeno ci prova . Si ,perche’ la sua tetraparesi  spastica parziale  distonica nasconde le sue vere capacita’ sotto forma di difficolta’ di linguaggio e deambulazione .

Prima di giudicare il suo aspetto  ho cercato di conoscerlo. E’ laureato in informatica , lavora in un’azienda del suo paese come impiegato in ufficio . Quando e’ libero scrive sul suo blog e social; e’ intento a preparare un  sito dedicato alla passione della bicicletta : “Pedala con Giorgino”.

Sciatore , ciclista, pratica pilates e yoga , riceve trattamenti di Tuina e Riflessologia, tutto questo per un buon  mantenimento psicomotorio . Lo sport lo prepara ad avere un corpo piu’ sciolto. I suoi Miti  sono : Alex Zanardi , Marco Pantani , Alberto Tomba.

Ho chiesto a Giorgio se era interessato ad essere il soggetto del mio reportage. Subito ha accettato e mi ha invitato a seguire la sua giornata tipo. La mia storia vuole evidenziare la motivazione che mette nelle sue attivita’  per  affrontare la vita …work in Progress.

https://www.clickout.biz

il mio link al progetto:   https://www.clickout.biz/pedala-con-giorgino

Pagina di giorgio:  https://giorgioviola.wordpress.com/category/blog/

Pierangelo Orizio  – Brescia classe’72                                   

La Passione per la fotografia ha radici profonde e fin da da giovanissimo mi ha spinto a raccontare la natura. Oggi mi considero un Fotografo Freelance Poliedrico.

I miei scatti spaziano in molti ambiti: natura, paesaggio, street , ritratto, glamour compresi  progetti personali  e lavori in studio. Il mio motto e’ Carpe Diem

Ho iniziato in Pellicola (1999) passando poi al digitale (2004) utilizzando tutti i formati da apsc a full frame e dal (2016) sono passato a mirrorless in formato 4/3.  Nei miei studi, nei corsi e workshop frequentati ho sempre cercato di approfondire  e personalizzare al meglio tutto quello che mi insegnavano.

Ma una domanda continuo a farmela prima di ogni scatto: Cosa mi racconta questa scena ? Cosa puo’ raccontare  a chi la osserva ? Non sempre la risposta determina il CLICK perfetto, ma è valsa la pena provarci.

Óscar Monzón, autore spagnolo interessante

Óscar Monzón nato a Màlaga in Spagna nel 1981 ha studiato fotografia alla scuola Arte 10 di Madrid e ha completato la sua formazione assistendo a seminari con Stephen Shore, Martin Parr e Joan Fontcuberta.

Il lavoro che lo rese celebre fu Karma che, nel 2013, vinse il First Book Award a Paris Photo. In questo progetto, sviluppatosi tra il 2009 e il 2013 a Madrid, Óscar Monzón immortala persone nelle proprie auto ferme al se-maforo. Lo scopo di questo lavoro era quello di catturare l’illusione della privacy che si crea all’interno della propria auto e, per enfatizzare ancora di più il senso di intrusione da parte dell’osservatore, fotografava sempre ser-vendosi di un flash e di un teleobiettivo.

“I always shoot when the cars are stopped at traffic lights,” disse al British Journal of Photography, “It’s very important for me to work at night because the privacy we have within the vehicle is reinforced by the darkness, and the invasion of light and the light from the flash is more obvious.”


Il risultato è un lavoro in cui le immagini sono spesso invasive: ci sono per-sone che litigano, altre che sniffano cocaina ed altre ancora che tengono in mano un vibratore. Óscar Monzón si serve della tattica aggressiva di street photography di Bruce Gilden o Gary Winogrand applicata però alle mac-chine in transito ed ai loro passeggeri inconsapevoli.

Óscar Monzón propone inoltre un concetto di macchina come mezzo di tra-sporto che, in verità, non è completamente distinto dalla persona che lo possiede ed abita . Il linguaggio utilizzato dal fotografo elimina ogni illusione di profondità in modo da rendere sulla stessa superficie la carrozzeria dell’auto e la pelle umana quasi ad anticipare la futura fusione definitiva delle due componenti. Óscar Monzón oltre a prendere ispirazione da testi e film di impronta futuristica sul tema uomo-macchina ha cercato di rendere in fotografia l’estetica della musica techno creata a Detroit dai figli degli operai dell’industria automobilistica. Questa influenza è chiara se si consi-dera l’illuminazione stroboscopica, la presenza dei colori primari e il fatto che i soggetti sono avvolti nell’oscurità. Il rimando alla musica techno è pa-lesato nell’opera audiovisiva, consultabile sul sito di Óscar Monzón, in cui le video, immagini e musica si intrecciano nel mostrare auto e città .

Óscar Monzón Karma

Nel 2017 Óscar Monzón ha pubblicato il suo secondo fotolibro chiamato ÉXTASIS. Anche questo lavoro è incentrato sull’analisi della tecnologia che questa volta è messa in relazione con il turismo di massa. Il lavoro di Mon-zón è costituito da una raccolta di paesaggi realizzati in una delle più popo-lari destinazioni turistiche del mondo: la Cascate di Iguazù in Brasile ed in Argentina. In tutti questi paesaggi sono però presenti delle linee diagonali che interferiscono con la visione dell’intero paesaggio. Viene poi svelata la vera natura di queste diagonali: sono i selfie-stick dei turisti. Attraverso tale meccanismo il fotografo è in grado di creare una sintesi grafica che mostra perfettamente il nostro progressivo allontanamento della realtà ed il conseguente nostro avanzare verso una fruizione solamente tecnologica di ciò che ci circonda. Il simulacro delle immagini ha la meglio sulla realtà .

Óscar Monzón ha esposto i suoi progetti in diverse occasioni tra cui il Lian-zhou Photo Festival in Cina; Rencontres d’Arles; Fondation Cartier a Parigi; e ha preso parte a Photo Festival in tutto il mondo.

RECENT EXHIBITIONS
• 2017
ÉXTASIS. Your Selfie Stick and You. Lianzhou Photo Festival. CHINA
Blank Paper, Stories of the Immediate Present. Rencontres d’Arles, FRANCE
AutoPhoto. Fondation Cartier. Paris, FRANCE
• 2016
ÉXTASIS -screening- La Nuit de l’Anée, Rencontres d’Arles, FRANCE
• 2015
Gd4PhotoArt Award. Biennal FOTO/INDUSTRIA. MAST Gallery. Bologna, ITALY
Under 35. IvoryPress, Madrid, SPAIN
Photography Now! Vol.2 – Spanish New Horizon. IMA Gallery, Tokyo, JAPAN
KARMA. GetxoPhoto Festival. Bilbao, SPAIN
• 2014
KARMA. Breda Photo Festival, HOLLAND
KARMA. PHotoEspaña Off. Fresh Gallery, Madrid, SPAIN
Fotolibros. Aquí y Ahora. Fotocolectania, Barcelona, SPAIN

SELECTED AWARDS
• 2015
GD4PhotoArt Award. Foto/Industria Biennal, MAST Foundation
Nominated at Prix Pictet
• 2013
First PhotoBook Award, Paris Photo-Aperture Foundation
Finalist at First Book Award. National Media Museum / MACK
• 2007
Art and Photography Creation grant from the Spanish Ministry of Culture.
Residency at Colegio de España in Paris

SELECTED PUBLICATIONS
ÉXTASIS. Dalpine 2017
AutoPhoto. Éditions Xavier Barral 2017
Under 35. IvoryPress 2015
Photography Now! Vol.2 – Spanish New Horizon. IMA 2015
KARMA. RVB Books / Dalpine 2013

SITOGRAFIA
http://oscarmonzon.net/#
https://www.dalpine.com/products/karma-oscar-monzon
https://www.theguardian.com/artanddesign/2013/nov/18/oscar-monzon-karma-book-photography-cars
https://fotografiaartistica.it/oscar-monzon-karma/

Di Ylenia Bonacina

Lin Zhipeng, No. 223. I giovani cinesi.

Lin Zhipeng, alias 223, è nato nella provincia del Guangdong, in Cina, nel 1979. Dopo essersi laureato in Finanza Inglese presso la Guangdong University of Foreign Studies ha intrapreso la carriera di fotografo e scrittore freelance con base a Pechino. A partire dal 2003 la sua fama online crebbe enormemente grazie all’apertura del suo blog North Latitude 23 in cui giornalmente pubblicava immagini accompagnati da testi che ricevettero milioni di visualizzazioni. Il suo nome, No. 223, è ripreso dal personaggio poliziesco del film Chungking Express del regista di Hong Kong Wong Kar-Wai. Da lui prese ispirazione non solo per il nome ma anche per l’atmosfera poetica e sognante ed il mistero e la solitudine dei protagonisti delle sue immagini.

Lin Zhipeng,
FOTO PRESE DA http://www.linzhipeng223.com/


Tutto il lavoro di Lin Zhipeng è concentrato sul tema della gioventù inserito all’interno di in un contesto culturale conservatore come quello cinese. Il suo punto di vista propone fotografie spontanee in cui i giovani ragazzi cinesi sono in continuo bilico tra la gioia e una profonda malinconia. L’esuberanza e la sessualità giocosa ripresa dal fotografo forse sono solo la manifestazione di una necessità da parte delle giovani generazioni di essere visti, amati e considerati da una società indifferente ed in continua evoluzione.

Lin Zhipeng,
FOTO PRESE DA http://www.linzhipeng223.com/

Questo diario fotografico cerca di raccontare per immagini sia una storia collettiva della società odierna sia una parte del vissuto personale dell’artista. Ritraendo la sua sfera familiare e la cerchia di amici Lin Zhipeng racconta per mezzo di immagini sfacciate ed eccessiva il contesto storico e sociale della Cina contemporanea. Il coinvolgimento personale del fotografo è percepibile dal fruitore grazie alle inquadrature scelte: spesso ardite e ravvicinate che mostrano come lo sguardo dell’autore non si limiti alla scena ma sia completamente connesso con il soggetto davanti al suo mirino.

La sua stessa vita, i suoi ricordi, le sue emozioni e le sue ideologie vengono immortalate in ogni singolo scatto. La sua ripresa diretta del reale prende la forma di un lavoro documentario in qui frammenti di quotidianità, gestualità e momenti del presente si uniscono in una narrazione visuale che da voce alla nuova generazione che sfida l’autarchia cinese ed il suo sistema di censura e controllo. In un’intervista con Dominique Musorrafiti No. 233 afferma con chiarezza e semplicità ciò che vuole dire con le sue immagini: “What do you want to tell with your photos? Life. Any moment and mood of life, my experience, and my friends”.
Il suo ultimo libro fotografico pubblicato è Flowers and Fruits del 2019. I soggetti principali di queste fotografie sono appunto fiori e frutti che con la loro bellezza momentanea diventano in questo contesto metafora dell’esistenza affascinante ed accattivante dei giovani ragazzi immortalati. Immagini colorate e vibranti creano continue connessioni tra corpi e frutti, sessualità e fiori, giovinezza e fioritura.

Lin Zhipeng,
FOTO PRESE DA http://www.linzhipeng223.com/

I suoi lavori sono stati pubblicati internazionalmente sia come progetti collettivi che come esposizioni personali in galleria quali Walther Collection Ulm, De Sarthe Gallery Beijing, Stieglitz19 Gallery Antwerp, M97 Gallery Shanghai, Delaware Contemporary Museum e molte altre. Inoltre ha pubblicato diversi libri fotografici a Taiwan, in Francia, in Canada e in Giappone.

Lin Zhipeng,
FOTO PRESE DA http://www.linzhipeng223.com/

SITOGRAFIA
https://vimeo.com/345024558
http://www.linzhipeng223.com/info/biography/
https://www.objectsmag.it/lin-zhipeng-il-reportage-sociale-oltre-la-censura/
https://china-underground.com/2018/10/15/interview-no-223-art-photographer/
https://www.shashasha.co/en/book/flowers-and-fruits

Di Ylenia Bonacina