Le paure legate alla fotografia di strada.

Incontro, durante i miei corsi, molte persone che, sebbene vogliano imparare a scattare per strada, sono bloccate da una serie di timori che, in qualche caso, possono essere anche leciti, in altri sono completamente inutili.
Prima su tutte, la paura di essere malmenati o insultati. Può capitare di incontrare chi non gradisce essere fotografato.
Avete due opportunità:
❙ procedere velocemente facendo finta di nulla, possibilmente con un sorriso ebete sul viso, che sdrammatizzi, comunque…
❙ avvicinare la persona con estrema gentilezza spiegando il motivo della fotografia. Se l’incomprensione prosegue, cancellate la foto, l’incolumità vostra e della macchina fotografica viene prima di tutto!
Se avete paura che qualcuno poco propenso a essere fotografato possa danneggiare l’attrezzatura, cercate di stare calmi e pensate prima a voi che alla macchina fotografica.
Il secondo motivo che crea tensione è la paura di rimanere senza batterie o che l’attrezzatura non funzioni correttamente per qualche motivo.
❙ Per quanto riguarda le batterie, ricordatevi di averne almeno una di scorta, anch’essa carica (grande consiglio! Eh, ma se vi scordate di caricare o di portare con voi la batteria di scorta, cosa posso dirvi di diverso, se non: «Ma brutto/a beep, ma si può essere così beep da dimenticare di sistemare le cose per poter uscire a scattare?»).
❙ Per esperienza personale, posso dire che la macchina fotografica mi ha tradita in un’unica occasione ed è stato per il troppo caldo (ero in India, c’erano circa 47/48 gradi). Sono andata in un locale pubblico, raffreddato dall’aria condizionata e la macchina è ripartita in pochi minuti. Per il resto, non ho mai avuto complicazioni di questo tipo legate all’attrezzatura e raramente ho sentito di altri che ne abbiano avute.
La paura di danneggiare la propria attrezzatura, in particolare le lenti frontali, anche per involontaria caduta, si supera tenendo la macchina ben salda e vicina al corpo il più possibile.

Vi mostro come tengo la macchina io, spero possa essere un consiglio utile anche per voi, anche se, sicuramente, non è l’unico modo e non è l’unico modo giusto: è semplicemente il metodo che ho trovato più veloce nella realizzazione dello scatto e più sicuro per me e la fotocamera.


Come vedete, avvolgo la tracolla della macchina fotografica intorno al polso (calcolando prima la lunghezza giusta per me). Quando arrivate all’ultimo giro di polso, dovrebbe avanzare un tratto di tracolla che andrete a bloccare, portandola dietro la macchina fotografica. Se la lunghezza è giusta, questa parte tratterrà la macchina al polso e la macchina sembrerà anche più leggera.
Io tengo la macchina sempre dietro la chiappa destra, in modo da essere meno visibile possibile. Non tengo mai, per abitudine e per scelta, la fotocamera sul petto.

Tutte queste paure si possono superare con un po’ di attenzione e malizia. Se siete rilassati e a vostro agio per strada, nel tempo, le tensioni si dissolveranno.

Tutto quello che vi ho scritto è contenuto nel libro “Streeet photography, attenzione può creare dipendenza” Edito da Emuse.

The Colourful Mr Eggleston. Per imparare a guardare i colori.

Buongiorno! In questo documentario che ho trovato interessantissimo, Alan Yentob esplora il lavoro di William Eggleston, uno dei fotografi più influenti e originali, al lavoro. Questo fotografo normalmente timido e sfuggente si racconta attraverso questo filmato.

William Eggleston è nato a Memphis, nel Tennessee, ed è cresciuto a Sumner, nel Mississippi. Suo padre era un ingegnere e sua madre era la figlia di un eminente giudice locale. Da ragazzo Eggleston era introverso; gli piaceva suonare il piano, disegnare e lavorare con l’elettronica. Fin da piccolo, è attratto dai media visivi e si diverte a comprare cartoline e ritagliare foto da riviste.

All’età di 15 anni, Eggleston fu inviato alla Webb School, un istituto navale per giovani. Eggleston in seguito ha ricordato affettuosamente la scuola, dicendo a un giornalista: “Aveva una sorta di routine spartana per

“costruire il carattere” di noi ragazzi. Era il tipo di luogo in cui eri considerato effeminato se ti piacevanno la musica e la pittura “. Eggleston era solito evitare le tradizionali attività maschili del sud come caccia e lo sport, preferendo attività artistiche.

Eggleston ha frequentato la Vanderbilt University per un anno, il Delta State College per un semestre e l’Università del Mississippi (Ole Miss) per circa cinque anni, nessuna di queste esperienze ha portato alla sua laurea. Tuttavia, è stato durante questi anni universitari che il suo interesse per la fotografia ha messo radici. Eggleston ha studiato arte viene introdotto all’espressionismo astratto dal pittore, Tom Young.

Il sito del fotografo: http://www.egglestontrust.com/

Fotografia di William Eggleston

Tutti gli eventi e i corsi in partenza a Maggio da Musa fotografia

Buongiorno! Ecco i prossimi corsi in partenza e gli eventi di Maggio, spero di vedervi! Buona consultazione! Ciao Sara 
Corsi in partenza a breve
 ISTANTANEE DI STRADA con Raoul Iacometti
Reflex, mirrorless, polaroid, smartphone, nessuna restrizione per cogliere l’attimo, purché la consapevolezza prima e dopo lo scatto sia rispettata. Preveggenza, caso, fortuna o attesa, il resto lo fanno istinto e passione, un mix imprescindibile per ottenere buoni risultati.
Il workshop si svolgerà in ambiente cittadino (Monza) sfruttando al meglio le diverse zone della città, ciò per garantire, sempre in assoluta sicurezza, la realizzazione di immagini fotografiche inerenti al tema. Dopo un breve briefing di presentazione, durante il quale saranno illustrate le tematiche base, i fondamentali tecnici per questo tipo di argomento e un’introduzione riguardante le
regole comportamentali e le leggi basilari riferite alla privacy, si inizierà a scattare.
Da metà pomeriggio circa, alla fine della sessione pratica, si procederà con l’editing, durante il quale si analizzeranno insieme alcune delle fotografie prodotte dai partecipanti.INFORMAZIONIData corso: 23 Aprile 2022
Orario: 9,00-18,30 circa
Ore lezione 8,30 circa
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STREET PHOTOGRAPHY CON UMBERTO VERDOLIVA
La Street Photography ha come obiettivo quello di fotografare situazioni che stanno avvenendo in maniera del tutto spontanea, candid, senza alcuna posa o luogo prestabilito. I soggetti, alle prese con quotidianità, diventeranno protagonisti dei tuoi scatti. L’occhio del fotografo, in una frazione di secondo, oltre a descrivere la realtà, può stravolgere il significato relativo alla situazione fotografata, grazie alla comunicazione degli elementi nelle immagini. Questo percorso si propone di stimolare la tua capacità di guardarti intorno, di farti capire come catturare immagini, sia di persone che di luoghi, con una caratteristica che le descriverebbe: l’eccezionalità. Durante il workshop verrai guidato per imparare a scattare in strada, al fine di raccontare e imparare a riconoscere l’eccezione, nella vita quotidiana.Data corso: 7 e 8 Maggio 2022
Orario: 10.00-18,00 circa
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CREATOR PER INSTAGRAM con Marco Alfredo Bressan
Abbiamo organizzato questo corso per imparare a realizzare contenuti fotografici perfetti per Instagram. Durante il corso vi verrà insegnato l’uso di applicazioni che vi permettano di fare postproduzione e pubblicare i contenuti sul vostro account IG.
Organizzare un progetto instagram è molto diverso dal postare semplicemente una foto, la qualità dei post IG cambia la percezione di chi guarda il vostro profilo e il percorso che si crea deve avere lo stesso senso del creare un portfolio o si rischia di avere solo “un carrello della spesa” pieno di foto inutili.
Esercitazioni teoriche e pratiche.INFORMAZIONI Data corso: 14 Maggio 2022
Orario: 09.30-18.30 circa
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FARSI STRADA COME AUTORI NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA con Alessia Locatelli
Come arrivare alle gallerie, premi e festival. Con Alessia Locatelli, direttrice della biennale di fotografia femminile di Mantova, curatrice indipendente. Provare a farsi conoscere come fotografo oggi non è semplice. Riuscire a capire come muoversi in questa realtà con le sue regole, i suoi referenti e le sue dinamiche diventa più facile se qualcuno con esperienza ci prende per mano e ci guida. Alessia Locatelli, curatrice e critica fotografica indipendente, direttrice artistica della Biennale di fotografia femminile di Mantova, attraverso esempi pratici ed immagini vi aiuterà in modo semplice e concreto a capire come iniziare a presentarsi e presentare il proprio lavoro ai foto festival – con tutte le informazioni inerenti e un Case Study su Arles – cosa sono e come partecipare alle Open call, ai premi e conoscere i festival Off. Illustrerà inoltre le modalità di contatto e presentazione del lavoro alle differenti tipologie di galleria per capire senza perdere tempo come dare al proprio progetto la direzione corretta. E’ un corso utile perché oltre lo scatto, è necessario anche sapersi presentare e muovere bene per farsi conoscere. Mu.Sa cerca sempre di potervi aiutare nella realizzazione della vostra passione o di una futura professione e in questo senso l’incontro con un curatore è fondamentale.
INFORMAZIONIData corso: 14 Maggio 2022
Orario: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
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LINGUAGGIO FOTOGRAFICO ONLINE con Sara Munari
Per poter capire il valore di una fotografia, sia essa prodotta da noi o di autori già affermati, è necessario comprenderne il valore e le qualità. Come per la scrittura, nelle immagini fotografiche si asseconda una grammatica, che spesso non si conosce, che possiamo seguire o stravolgere. Abbiamo l’opportunità di produrre un gran numero di immagini, sembra che ogni istante della nostra vita debba essere fotografato.Proprio perché il potere delle immagini è sempre più rafforzato e presente, dobbiamo essere in grado di conoscerne i principi, le caratteristiche e gli elementi principali, per usarle e leggerle con più consapevolezza. Il corso si pone come obiettivo quello di mettervi nelle condizioni di sapere quali siano gli elementi utili per una corretta analisi di un’immagine.
Ricordate un blocco per gli appunti e la macchina fotografica carica.
INFORMAZIONI
Data corso: 24 – 26 – 30 Maggio e 1 Giugno 2022Orari: 19.15 – 20.45
Vai al sito 
 EVENTI 
 LETTURE PORTFOLIO un’occasione durante la quale si ha l’opportunità di presentare il proprio portfolio a critici, galleristi, operatori nei musei, photoeditor e fotografi.
Data letture portfolio : 30 Aprile 2022
Dove: Musa fotografia Monza
Per ulteriori informazioni o chiarimenti scrivi a info@musafotografia.itVai al sito per maggiori informazioni  
 Vai al sito e scopri gli eventi in programma 
Leggi le recensioni dei corsi

Usare il mosso nella Street photography


Una foto di strada può avere un aspetto nitido, dove tutto è a fuoco e “congelato”, ma può anche essere tremolante, mossa, per trasmettere dinamismo e instabilità.
Chiaramente, il mosso può sia essere una scelta voluta, usando tempi di esposizione lunghi, oppure un obbligo nel caso in cui ci si trovi in una situazione di scarsità di luce.
Una parolina tanto abusata oggi è: mosso creativo. Tengo a sottolineare che non esiste il “mosso creativo” in sé… è l’insieme tra tecnica, composizione, messaggio, progetto, che fa della foto una foto creativa. Purtroppo per noi, non basta muovere la macchina o lanciarla nel vuoto mentre si scatta. Anche il mosso fa parte del linguaggio e va usato con consapevolezza.
Esistono, sostanzialmente, quattro tipi di mosso nella street photography.
Il primo tipo è quando utilizziamo un tempo lungo e muoviamo noi la macchina fotografica. In questo caso la percezione è di mosso generale nell’immagine.
Nella prima immagine alla pagina successiva, tutto è mosso, la bambina e lo sfondo che la circonda.

Be the bee body be boom, est east. Sara Munari

Nel secondo tipo è il soggetto in movimento che crea la sensazione di mosso, ma lo sfondo rimane nitido e la percezione è che sia fermo

Be the bee body be boom, est east. Sara Munari


Il terzo tipo è il panning, una tecnica fotografica che si utilizza per trasmettere la percezione del movimento. È possibile ottenere un effetto panning su immagini verticali, in genere però viene sfruttato su elementi che si spostano orizzontalmente davanti al fotografo, seguendo tre semplici azioni:
❙ si inquadra il soggetto;
❙ si scatta con tempi lunghi;
❙ si muove la fotocamera mantenendo il fuoco sul soggetto mentre lo si segue con la macchina fotografica.
Lo scatto, in questo caso, deve essere realizzato in modalità M (manuale) o a priorità di tempi.
Dato che i soggetti sono in movimento, è necessario capire quale sia il tempo corretto da impostare. Non ci sono tempi di scatto giusti in assoluto.
Dipendono, infatti:
❙ dalla velocità del soggetto;
❙ dalla quantità di effetto panning che si vuole ottenere.

Be the bee body be boom, est east. Sara Munari

Il quarto modo si ha scattando con il flash e con tempi relativamente lunghi, nell’ordine di 1/30, 1/15 o 1/8. Il sensore, rimanendo esposto più a lungo del lampo del flash, registra anche la luce dell’ambiente. Il colpo di flash congelerà parte del movimento, la restante parte risulterà mossa a causa del lungo tempo dell’esposizione.

Fotografia di Salvatore Matarazzo da “Carnival”

Spero vi sia piaciuto il testo! ciao Sara

Tutto quello che vi ho scritto è contenuto nel libro “Streeet photography, attenzione può creare dipendenza” Edito da Emuse.

Workshop di fotografia di strada e storytelling a Palermo

Buongiorno ragazzi, riparto finalmente con i workshop in giro per l’Italia e per il mondo. Vi propongo questa prima esperienza nella città di Palermo, per pasqua! Ciao Sara

Per informazioni ulteriori scrivere a sara@saramunari.it

LA CITTA’

Palermo è una città dalla nobiltà profonda ereditata delle civiltà antichissime che l’hanno dominata nei secoli, rendendola unica: prima i greci, poi i romani, gli arabi e i normanni ne hanno plasmato l’identità disegnandone i diversi volti. I viaggi a Palermo permettono di svelare la bellezza di una città che sta rinascendo dalle sue stesse contraddizioni.

Gli eventi a Palermo la dipingono come una città vivace e dinamica che propone programmi culturali molto ricchi durante tutto l’anno nei suoi grandi teatri e nelle piazze. Mostre di alto livello si susseguono nei principali musei della città.

Ma non c’è dubbio che le festività a Palermo rappresentano i momenti più importanti della vita della città, cominciando dalle celebrazioni della Settimana Santa. Il centro storico di Palermo, come da tradizione in Sicilia, diventa teatro di processioni suggestive. Le antiche confraternite, con i loro costumi e la sincera devozione, trasformano questi momenti religiosi in veri e propri eventi di popolo che si concludono con i tradizionali fuochi d’artificio.

Riti della settimana Santa a Palermo

Spettacolari processioni del dramma doloroso di Cristo Morto. Nel 1775, i domestici e i cuochi in servizio presso le patrizie case palermitane, si costituirono in Congregazione, utilizzando come loro sede associativa la chiesa di San Giacomo, ubicata nella strada denominata Tavola Tonda nel mandamento della Loggia. In un secondo tempo la confraternita, per questioni logistiche, abbandonò la residenza della chiesa di San Giacomo e si trasferì in quella della Madonna del Lume, nella strada dei Casciara. Il tempio, edificato verso l’inizio del XIX secolo, è situato nell’omonima via in un tratto di strada che scende verso la Cala, strada in cui i Casciara hanno le loro officine e vendono articoli di legno. L’attuale sede fu scelta per il semplice motivo che a poca distanza da essa avevano le loro fastose residenze le famiglie blasonate. I momenti più importanti della confraternita sono rappresentati dalla preparazione e dalla partecipazione alla solenne processione del Venerdì Santo, durante la quale si portano per le vie del quartiere della Loggia gli artistici simulacri dell’Addolorata e l’urna con il Cristo Morto. Durante la Settimana Santa il centro storico di Palermo si anima con le spettacolari processioni del dramma doloroso di Cristo Morto, almeno quattro le più importanti: quella dei Cocchieri, della Confraternita di Maria SS. Addolorata, della Soledad e dei Cassari, tante altre sono organizzate nei vari quartieri della città. Molto emozionante e tradizionale è quella della chiesa di Santa Caterina, organizzata a Partanna – Mondello (Palermo), dove la mattina del sabato si svolge la Sacra Rappresentazione della passione di Gesù Cristo. Alla veglia pasquale, alla mezzanotte nella chiesa di San Domenico a Palermo avviene La calata di la tila in cui il pesante telo che ha coperto l’altare maggiore viene giù tra canti di gioia per la Resurrezione. La morte del peccato e la resurrezione alla vita, segnano un trapasso che è anche passaggio dai rigori invernali alla primavera portatrice di vita, non a caso l’uovo diventa simbolo della natura che schiude, il giorno di Pasqua ai bambini si regalano uova pasquali, del tutto o quasi scomparsa la regalia del pupu cull’ovu, persiste atavicamente la cassata, dolce tipico di Pasqua.

Il Giovedì Santo, giorno dedicato all’Adorazione della S.S. Eucaristia per tutto il giorno e parte della sera tutte le chiese rimangono aperte per permettere ai fedeli la visita ai Sepolcri caratterizzate da ciotole in cui sementi sono state fatte germogliare al buio per quaranta giorni, che danno vita a pallidi germogli ornati con mani sapienti da nastri e fiocchi, e che quindi sono disposte con eleganza barocca solitamente in uno degli altari laterali della chiesa. Particolarmente interessante è la decorazione della Chiesa di San Domenico, in piazza San Domenico a Palermo, che rimane aperta fino a mezzanotte circa. Molto belli, tra gli altri, anche gli altari preparati nelle chiese di Santa Caterina, piazza Bellini e San Matteo in corso Vittorio Emanuele. Il Venerdì Santo numerosissime processioni con il simulacro del Cristo Morto seguito dall’Addolorata, spesso raffigurata con sette spade trafitte nel petto, seguiti da bande musicali figuranti e fedeli fanno riecheggiare di un lutto cosmico tutta la città. Il passante che si fermerà ai Quattro Canti, in piazza Vigliena, dalle 17 in poi, vedrà e ascolterà passare in sequenza le quattro processioni più interessanti e ricche di figuranti e tradizioni: la processione della confraternita dei cocchieri che parte dalla chiesa della Madonna dell’Itria, la processione della confraternita dei panettieri, a nome di Maria S.S. Addolorata, gli artigiani palermitani, devoti della Madonna del Lume e infine la vergine SS. Addolorata della Soledad. Sempre nella Chiesa di San Domenico si svolge il caratteristico rito della Calata r’a tila: nel corso della funzione notturna (ore 22.00) tra il sabato e la domenica, l’immagine del Cristo Risorto sopra l’altare principale, coperta fin dal venerdì Santo, viene svelata scenograficamente.

Sabato Santo

In questo giorno, tutte le chiese di Palermo restano chiuse per riaprire a sera per le confessioni e la preparazione della “Messa di Resurrezione” che avrà luogo, a seconda delle parrocchie intorno alle 11,00 Confraternita Maria SS. Addolorata de la Soledad Chiesa di San Nicolo’ da Tolentino (Via Maqueda, 159) Confraternita Santa Maria dell’Itria ai Cocchieri Chiesa della Madonna dell’Itria ai Cocchieri (Piazzetta Chiesa Cocchieri, 1) Confraternita Ecce Homo Chiesa Ecce Homo (Piazza S. Alfonso dei Liguori) Confraternita Maria SS. Addolorata ai Cassari Chiesa di Santa Maria La Nova (Piazza S. Giacomo La Marina, 13) Confraternita dell’ Addolorata Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Via Lorenzo Landolino, 117) Confraternita del SS. Crocifisso al Borgo Vecchio Chiesa di S. Maria di Monserrato (Via delle Croci, 53) Confraternita di Maria SS. Addolorata alla Zisa Santo Stefano Protomartire (Piazza Zisa, 42) Confraternita SS Crocifisso Chiesa Santi Cosma e Damiano (Via Torretta, 2 Sferracavallo) Confraternita delle Anime Sante Parrocchia Maria Santissima di Lourdes (Piazza Ingastone) Confraternita di Gesù e Maria dei Panettieri (Maria SS Addolorata in S. Isidoro Agricola) Chiesa di Sant’Isidoro Agricola all’Albergheria (Via Generale Luigi Cadorna, 8) Confraternita Maria SS. Addolorata Invalidi e Mutilati di Guerra Chiesa di San Matteo (Via Vittorio Emanuele, 247) Confraternita di Maria SS. Addolorata e del Venerdì Santo alla Guilla Chiesa di San Giovanni alla Guilla (Via Beati Paoli) Confraternita Cristo Morto e AddolorataChiesa del SS. Salvatore (Corso dei Mille, 751)

PROGRAMMA

Il ritrovo presso l’albergo o la struttura che ci ospiterà durante il workshop, deve avvenire nella giornata di Mercoledi 13 Aprile. Tutti i dettagli verranno forniti all’atto dell’iscrizione. Orario di lavoro: Lavoro in esterni dalle 8,30/9,00 in avanti (gli orari possono cambiare a seconda delle necessità e delle possibilità dei partecipanti) – Riunione giornaliera alla mattina e alla sera. Riunione e discussione per selezione scatti e editing. Ore di riunione 2/3 al giorno. Ore di pratica 4/6 al giorno.

Ultima riunione Lunedì 18 in mattinata, per terminare i progetti e procedere al check out.

FINALITA’

Ogni partecipante costruirà una storia finita con le sue immagini e, a workshop terminato, avrà un racconto sulla città di Palermo, sia esso di tipo narrativo, documentario, legato alla street photography o concettuale. Non ci sono limiti nella presentazione del progetto, che potrà appartenere al genere fotografico che il partecipante ritiene più vicino a sè. Non è assolutamente detto che il soggetto del workshop debba essere la Settimana Santa, se trovate storie, argomenti o particolarità che vi interessano, possiamo approfondire il tema voi scelto.

PRESENTAZIONE PROGETTI

Il partecipante, antecedentemente alla partenza, presentarà il progetto che vorrà seguire durante una riunione antecedente al viaggio. I lavori dei partecipanti verranno condivisi da ognuno durante questa riunione, per avere idee e discutere modalità narrative e linguaggi più funzionali. La riunione sarà in data 31 marzo alle ore 20.00 online (i dettagli verranno forniti dalla docente all’atto dell’iscrizione)

ATTREZZATURA

Macchina fotografica pulita e sempre carica, portatile, chiavetta usb. Se c’è brutto tempo, vestiario impermeabile. Cavalletto se necessario, in base al genere fotografico.

A CHI E’ ADATTO IL CORSO

A tutte le persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, dal punto di vista pratico, con spirito di adattamento al gruppo e ai luoghi. Con voglia di raccontare storie e capacità di lavorare con la fotografia per 6/8 ore al giorno, tra lezioni teoriche e pratiche.

REGOLAMENTAZIONE COVID

Potranno partecipare al viaggio solo i possessori di green pass regolare per tutta la durata dello stesso. Potrebbero essere necessari tamponi per entrare o uscire dai paesi in cui è organizzato il viaggio (se all’estero).

ASSICURAZIONE VIAGGIO E PROBLEMI MEDICI

Prima della partenza è consigliabile, da parte del partecipante, provvedere alla stipulazione di un’assicurazione sanitaria personale a copertura di eventuali spese mediche estere. Nessun workshop prevede l’assistenza in loco, per sopraggiunti problemi medici. E’ quindi responsabilità del partecipante assicurarsi che le proprie condizioni fisiche siano adeguate per poter intraprendere il viaggio. Nel caso un partecipante dovesse interrompere il workshop per sopravvenuti problemi di salute, nessun rimborso totale o parziale per qualsivoglia porzione non utilizzata del workshop, gli sarà dovuto. Iscrivendosi al workshop, il partecipante auto-certifica di non avere alcuna condizione mentale, o fisica, o altra disabilità che possa creare un rischio per se stesso, o per gli altri partecipanti; e dichiara di essere pienamente consapevole dei rischi associati al viaggiare in alcune località, o ai rischi connessi a certi tipi di attività fisica e/o a determinate condizioni meteorologiche.

RESPONSABILITA’

Musa fotografia e Sara Munari non sono da considerare responsabili, in caso di danni alla persona o all’attrezzatura fotografica, perdite o spese di qualsiasi natura, per tutta la durata del viaggio.

DOCUMENTI

Ogni partecipante è tenuto a controllare di essere in possesso della documentazione adeguata per poter partecipare al workshop. E’ obbligatorio portare sempre con sé un documento d’identità individuale in corso di validità, e averne con sé anche una copia in formato cartaceo. Per l’Estero è obbligatorio avere carta d’identità senza timbro di proroga (ovvero valida per l’espatrio) o Passaporto in corso di validità (in base alla destinazione).

RIMBORSI

Nessun rimborso spetta a coloro che si presentano alla partenza con documenti non validi e quindi costretti al rientro a proprie spese. Nel caso un partecipante dovesse interrompere il workshop o rinunciare, nessun rimborso totale o parziale per qualsivoglia porzione non utilizzata del workshop, gli sarà dovuto.

Il pagamento della quota d’iscrizione relativa al partecipante rappresenta la tacita accettazione di quest’ultimo di tutti i termini e condizioni qui delineati.

INFORMAZIONI

Data workshop: dal 13 al 18 Aprile 2022
Orario di lavoro: 07.30-13,00 scatti- 15,00 – 18,30 scatti – Riunione giornaliera alla mattina e alla sera. Riunione e discussione per selezione scatti e editing.

Costo del workshop:  690 euro iva inclusa

La quota comprende il workshop, riunione preventiva, struttura di accoglienza in camera doppia e prima colazione (quando e se possibile)

La quota non comprende: il volo aereo, i pranzi e le cene, gli spostamenti sul luogo e spostamenti da e per aereoporto.

Notti: 5
Docente: Sara Munari Scopri chi è Sara
Luogo: Palermo, la Settimana Santa e molto altro…

Riunione: 31 Marzo 2022 alle ore 20.00 online

Luogo e ora di ritrovo in loco: Appuntamento in albergo

Supplemento camera singola 150 euro

Le camere le camere sono generalmente doppie

Le strutture vengono scelte solo se con valutazioni ottime per pulizia e comodità

Numero minimo di partecipanti: 5 Numero max: 8

Per ulteriori info scrivere a info@musafotografia.it

Il costo di 690 euro verrà versato in due rate la prima, di 350 tramite bonifico Bancario, la parte restante verrà versata in contanti al docente il primo giorno di workshop, per coprire le spese di alloggio e varie. Indicare nella causale, il workshop/corso a cui si vuole partecipare e il nome del partecipante (vedi la scheda di partecipazione al link qui sotto). Non verrà restituita alcuna somma in caso di mancata partecipazione al workshop.

ISCRIVITI al workshop

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Il punto di ripresa giusto, nella fotografia di strada

Buongiorno, parlo oggi del punto di ripresa nella fotografia di strada
Siamo abituati a cambiare spesso punto di ripresa con le nostre macchine fotografiche; ricordatevi che la scelta del punto di ripresa condizionerà considerevolmente l’estetica dell’immagine e la percezione del fruitore; quindi, è una decisione da prendere sempre con consapevolezza.
Qual è il punto di ripresa migliore? Boh, dipende!
Comunque sia, i sistemi più usati per cambiarlo sono:

  1. Lanciarsi da un treno in corsa.
  2. Rotolarsi per terra e usare lo scatto multiplo.
  3. Buttarsi dalle finestre scattando selfie.
  4. Legare la macchina fotografica a un piccione viaggiatore.
    No, niente, questi sono quelli che uso io, ma è meglio lasciare perdere!
    Le possibilità sono sostanzialmente tre:
    ❙ in asse rispetto al soggetto;
    ❙ dall’alto rispetto al soggetto;
    ❙ dal basso rispetto al soggetto
    RIPRESA IN ASSE
    La prospettiva di ripresa in asse, con il piano pellicola/sensore parallelo al soggetto, permette di ottenere immagini senza distorsione prospettica. Come accennato prima, questa scelta prospettica dà la garanzia di poter ottenere un rapporto naturale tra le dimensioni del viso, tronco e gambe quando si fotografa una persona a figura intera, o altro soggetto, dal palazzo al cane.
    In linea di massima, fotografando una persona “in asse” si mantiene una qualità maggiore in termini di proporzioni. Le proporzioni variano anche con l’utilizzo di obiettivi grandangolari, oppure avvicinandosi “troppo” al volto del soggetto, provocando una distorsione anche se si fotografa in asse rispetto al soggetto. Anche per la fotografia di architettura valgono le stesse regole: se si vogliono evitare linee cadenti o storte, è necessario mantenere l’obiettivo in asse rispetto alla struttura geometrica fotografata.
Shanghai, punto di ripresa frontale, fotografia di Sara Munari

RIPRESA DALL’ALTO
Nella street photography, una ripresa dall’alto verso il basso, a meno che non ci si trovi su un piano rialzato e con angoli di campo ampi, tende a schiacciare i soggetti ripresi.
Una ripresa dall’alto con leggera inclinazione della macchina fotografica esalta la prospettiva, e comporta che tutte le linee vengono a convergere verso un punto di fuga. L’impressione che se ne ottiene è di una grande profondità.
Se l’angolo di campo è ristretto e l’inclinazione della macchina fotografica accentuata, tendiamo a schiacciare la prospettiva e la foto perde tridimensionalità. Se vogliamo giocare sugli elementi grafici, esaltando linee, geometrie e forme, questo punto di ripresa può essere decisivo per raggiungere eccellenti risultati.

Shanghai, punto di ripresadall’alto, fotografia di Sara Munari

RIPRESA DAL BASSO
Questo punto di ripresa tende a esaltare le forme degli elementi fotografati, siano essi persone o cose. In questo caso, tanto più è grandangolare l’ottica utilizzata, quanto più i soggetti tenderanno a “sopraffare” l’osservatore, dato che la percezione è quella di stare sotto alle cose.

Shanghai, punto di ripresa dal basso, fotografia di Sara Munari

DA VICINO, DA LONTANO
Soprattutto all’inizio, quando si è ancora un po’ inesperti, si tende a non avvicinarsi abbastanza alle persone.
Questo non è un errore in sé, nel senso che molti fotografi scelgo no un punto di ripresa distante per produrre le proprie immagini.
Il problema sorge quando l’immagine scattata da quella distanza non arriva a soddisfare le aspettative di chi l’ha prodotta perché i soggetti si devono guardare con una lente di ingrandimento!
Si ha paura di avvicinarsi e si è preoccupati di far incazzare le persone, di farle sentire a disagio e di tutte le relative conseguenze.
La vicinanza fisica, in effetti, può corrispondere a vicinanza emotiva, ma vedrete che nessuno vi mangerà.
Hai paura di essere malmenato? Potrebbe capitare; nella mia esperienza di tanti anni in questo settore, posso dire che mi è capi tato in una sola occasione di sentire un fotografo che sia arrivato alle mani con qualcuno.
Se pensate di utilizzare un teleobiettivo per avvicinarvi al soggetto, sappiate che comprimerete l’immagine e non sembrerete coinvolti nella scena.
Nella fotografia di strada molti dei grandi fotografi hanno utilizzato ottiche da 35mm, qualcuno il 50mm, qualcuno il 28mm, an che se con questa ottica si comincia a essere parecchio vicini, se si vuole riempire il fotogramma.

Tutto quello che vi ho scritto è contenuto nel libro “Streeet photography, attenzione può creare dipendenza” Edito da Emuse.

👉 Fotografare i bambini per strada, si può?

Vietnam – Sara Munari

Sebbene ci siano molte difficoltà nello scegliere come soggetti i
bambini, sono comunque uno dei “bersagli” preferiti nella fotografia
di strada. Vi sono complicazioni soprattutto legate alla cultura
del mondo occidentale, in molte altre parti del mondo riprendere
i bambini è considerato assolutamente normale.
I tempi sono cambiati e i giorni in cui fotografi di strada come
Helen Levitt, William Klein e Vivian Maier giravano per le strade
di New York e Chicago fotografando bambini di tutti i tipi, in tutte
le situazioni, sono finiti.

Belgrado – Sara Munari

Quando un fotografo viene visto con la fotocamera, non è irragionevole
che ci si chieda dove finirà la fotografia e, probabilmente, mi farei la stessa domanda se avessi figli.
Sebbene i bambini siano sbattuti in faccia a tutti, ogni giorno su tutti i social network, scattare la foto di un bambino, in un luogo
pubblico, sembra essere un sacrilegio.
Sta di fatto che i piccoli umani sono un soggetto troppo appetitoso
per non scattare. Io, per esempio, quando vedo dei bimbi, entro in uno stato di agitazione fotografica da ripresa: non posso, non posso,
ma voglio, sì voglio, bello, trak, presa la foto. È fatta.
Quando mi accade, sono più tranquilla in Oriente o in Sud America,
dove la questione sembra essere più “morbida”, e ho qualche difficoltà
in più qui in Europa e negli Stati Uniti.

Sofia – Sara Munari

Non voglio soffermarmi a lungo su questo argomento: semplicemente,
usate la logica, cercate di informarvi sulle regole del Paese
dove state fotografando e cercate di adattarvi alle usanze locali.

Suggerimenti sul fotografare bambini per strada
Ecco i consigli riportati nel libro di David Gibson, Street photography.
Manuale del fotografo di strada, tr. It. Il Castello, Cornaredo 2016:

❙❙ Siate consapevoli della presenza di genitori o insegnanti, se
sono in prossimità dei bambini che intendete fotografare.
❙❙ Scattate velocemente, come fareste normalmente, non esagerate,
fate pochi scatti e spostatevi.
❙❙ Se vi scoprono, sorridete. Un sorriso comunica che quello che
state fotografando deve far sorridere e rassicura tutti.
❙❙ Un grande vantaggio potrebbe essere portare con voi i vostri
figli.
❙❙ Non dovete fotografare i bambini in quanto bambini ma più
semplicemente perché sono persone e sono parte della vita in
strada.
❙❙ Cercate di vedere il bambino in un adulto, anche questo è street
photography.
❙❙ Siate sensibili, ma non siate ansiosi di fotografare bambini.

Come comportarsi in Italia
Dal punto di vista normativo, consiglio di attenervi a quanto stabilito
dal Garante della privacy, nel Bollettino 50/maggio 2004.
Diffusione di fotografie
Le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano
sul presupposto che la pubblicità dei loro fatti di vita possa arrecare
danno alla loro personalità. Questo rischio può non sussistere
quando il servizio giornalistico dà positivo risalto a qualità del minore
e/o al contesto familiare in cui si sta formando. Pertanto può
ritenersi lecita, ad esempio, salvo casi assai particolari, la diffusione
di immagini che ritraggono un minore in momenti di svago e di gioco.

Resta comunque fermo l’obbligo per il giornalista di acquisire
l’immagine stessa correttamente, senza inganno e in un quadro
di trasparenza, nonché di valutare, volta per volta, eventuali richieste
di opposizione da parte del minore o dei suoi familiari.
Anche in tale ambito è comunque affidata al giornalista una prima
valutazione in ordine al rischio che tale spettacolarizzazione
possa incidere negativamente sul minore e sulla sua famiglia.
Si dovrà in ogni caso evitare che la diffusione di tale tipo di dati
assuma carattere sistematico: è infatti evidente la differenza che
esiste fra la raccolta occasionale dell’immagine delle persone che
in un dato momento si trovano in un luogo pubblico e invece la
ripresa sistematica di tale situazione.
Analoghe considerazioni in ordine alla liceità della diffusione
possono essere formulate con riferimento alle immagini di neonati.
Esse infatti si caratterizzano per avere una più ridotta valenza
identificativa.

QUI LE INFO SPECIFICHE

Questa è una parte del mio libro sulla Street photography, l’ultimo uscito della casa editrice Emuse.

Se vi interessa l’acquisto qui per informazioni
Street photography | Attenzione! Può creare dipendenza

Tirana – Sara Munari