
Sebastiana Papa – bambina etiope
Sebastiana Papa, nata a Teramo nel 1932, ha svolto i suoi studi presso l’Istituto Magistrale della sua città per poi trasferirsi a Roma, dal 1950 suo luogo di adozione. Nei primi anni Sessanta scopre la sua passione per la fotografia che la spinge ad affrontare lunghi viaggi, prima alla volta di Israele e poi dell’India che diventerà una delle sue mete preferite. Sarebbe troppo lungo elencare i paesi che ha visitato nel corso della sua vita: di essi ne rimangono straordinarie immagini nate da un’osservazione attenta e scrupolosa delle varie realtà, unita ad una rara capacità di partecipare in modo empatico alla vita delle persone e delle situazioni fotografate, come ben sintetizza una frase da lei pronunciata: “Sono tutta negli occhi, nello sguardo, in una comunione costante e continua con ciò che vedo.”



Sebastiana Papa – scatti da differenti reportage
Sebastiana Papa si dedica con particolare interesse ad esplorare vari aspetti dell’universo femminile, immortalando le molteplici sfaccettature della povertà, delle diversità religiose e del mondo dell’infanzia. Le istantanee dei suoi volti, realizzati in uno splendido bianconero, sembrano realizzate in studio e con pose lunghe, tanto sono scolpiti nella loro immobilità: nessuna cifra drammatica o retorica, ma un’umanità per lo più al femminile che affronta con estrema dignità gli affanni e le traversie della vita quotidiana. Il suo sguardo è ricco di comprensione anche quando rivolge il suo obiettivo verso il mondo della prostituzione, soprattutto in India, quando racconta scene di funerali, oppure indugia con umana partecipazione sul mondo degli homeless o si sofferma a riprendere i movimenti isterici delle ‘tarantolate’ pugliesi.


La fotografa abruzzese, pur professandosi atea, è particolarmente affascinata dal silenzio e dalla spiritualità che alberga dentro stanze, chiostri o cellette di conventi e monasteri sparsi in varie parti del mondo, dedicandosi dal 1964 al 1995circa a scoprire ed evidenziare attraverso il suo obiettivo le peculiarità dell’afflato religioso femminile. Nel libro “Foto in monastero, immagini del silenzio di Sebastiana Papa,” pubblicato postumo nel 2014, possiamo ammirare le splendide fotografie di monache di varie confessioni e nazionalità – dalle cristiane alle etiopi ortodosse, alle copte egiziane, alle buddiste tibetane e alle cinesi taoiste – che vivono in clausura o in comunità aperte, immortalate mentre si occupano della vendemmia, del restauro dei paramenti, della cucina, nelle tante declinazioni di una vita quotidiana improntata al silenzio e, soprattutto, alla solitudine, a costituire una galleria di immagini in cui l’intimità delle religiose è penetrata con garbo, sensibilità e accuratezza. Le monache sono immortalate nei loro abiti moderni o tradizionali e appaiono animate da una fede profonda vissuta con gioia che Sebastiana mette a fuoco, rispettando la loro scelta di vita il loro silenzio, la loro umanità e spiritualità.

Sebastiana Papa – Casa dei pastori – Orgosolo
Al di là della sfera religiosa, altre figure femminili attirano l’attenzione di Sebastiana: “Sono donne, differenti per età, condizione, civiltà, aspetto, ritratte in un preciso contesto di cultura e di vita, talvolta anche in un momento preciso della loro giornata. Sono sole o in compagnia di altre, spesso con le creature, talvolta con uomini…..”( Luisa Muraro, postfazione al libro di Sebastiana papa “ Il femminile di Dio”, 1995). Attraverso le immagini in un rigoroso bianco e nero, un lungo corteo al femminile si snoda, ad accogliere la contadina pugliese, la prostituta di Bombay, eleganti signore turche sedute in una moschea, donne velate di nero che ad Orgosolo assistono al funerale di un suicida, una bambina nei pressi di Persepolis in Iran, a testimoniare in Sebastiana Papa la sua sete di conoscenza dell’animo umano, declinato al femminile.
La fotografa è deceduta a Roma nel 2002 e il suo archivio fotografico è stato acquisito nel 2006 dall’Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione.
Di recente si è conclusa un’importante mostra antologica organizzata dall’Università degli Studi di Teramo e dal Comune di Teramo, in collaborazione con il Catalogo sopracitato, dal titolo “Sono tutta negli occhi. Sebastiana Papa fotografa (1932-2002)”, composta da 130 immagini e arricchita da alcuni suoi rari ritratti scattati da Calogero Cascio.
In totale ha pubblicato ventidue libri con diversi editori (Mondadori, Franco Maria Ricci, Garzanti, Fahrenheit, Vallardi) e ha presentato moltissime mostre in Italia e all’estero. Le sue fotografie sono state acquisite da importanti istituzioni italiane e straniere. Ha esposto alla Biennale di Venezia, a New Delhi, Madras, Gerusalemme, Alessandria d’Egitto, Istanbul, Rio de Janeiro, Mosca, Tel Aviv, Tunisi, Roma e altre città italiane. Ha collaborato con numerosi giornali italiani e con molte testate internazionali.
Articolo di Giovanna Sparapani
BIBLIOGRAFIA:
Sebastiana Papa, Il femminile di Dio, riflessioni fotografiche sulla donna 1964 – 1995, Fahrenheit 451, Roma 1995
Sebastiana Papa, Scarpe fuori misura, 1996
Sebastiana Papa, Verso la foce, riflessioni fotografiche sui vecchi, 1998
Sebastiana Papa, Incontri a Gerusalemme, gli uomini e il divino, 2000
Sebastiana Papa Le Repubbliche delle donne. Monachesimo femminile nel mondo 1967-1999, 2013
SITOGRAFIA:
Mostra Sebastiana Papa – Mostra Sebastiana Papa (sebastianapapamostra.it)
Sebastiana Papa, 150 fotografie dal mondo in mostra a Teramo (rainews.it)
Sebastiana Papa – Le Repubbliche delle Donne | Artribune
Le immagini sono e rimangono della fotografa Sebastiana Papa, o di chi ne gestisce l’archivio. Le immagini hanno qui solo scopo divulgativo e didattico.























































































































































