Come fotografare il cibo, trucchi e consigli.

Ciao, non è proprio il mio settore ma provo a darvi qualche consiglio per fotografare al meglio il cibo. Ciao, baci Sara

Rendere bellissimo il cibo che fotografate.

La fotografia di cibi fa parte dello still life o fotografia di natura morta. Proprio come per qualsiasi altro genere di fotografia, ci sono alcune regole che devi seguire.

Nel fotografare il cibo, dovrete portare molta attenzione a diversi aspetti:

  • Impiattamento: come si posiziona il cibo sul piatto.
COLORI
La cosa bella della fotografia del cibo è che ti dà la possibilità di giocare con i colori. I colori hanno un grande impatto sulla composizione e possono influenzare la sensazione generale dell'immagine.
I toni caldi della terra creano una composizione armoniosa, che evoca sentimenti di comfort e tranquillità. L'uso di colori contrastanti nella composizione tende ad avere l'effetto opposto. Se invece si crea un'immagine vibrante, dinamica ed eccitante si stimolano le emozioni dello spettatore.
POSIZIONE
Il modo in cui organizzi il tuo cibo avrà un grande impatto sull'immagine finale. La composizione è la chiave per una buona fotografia di cibo e la posizione di ogni elemento nella scena dovrebbe essere attentamente pensata.
Non c'è niente di peggio di una foto di una cena disordinata su un piatto.
Dopo aver creato la disposizione delle cose sul piatto, assicurati di non aver versato cibo o salsa sul bordo del piatto o sullo sfondo.
  • Illuminazione: utilizzo delle luci corrette. La luce è la chiave per creare bellissime foto di natura morta. Il colore è estremamente importante nella fotografia alimentare in quanto il colore del cibo, i piatti e gli elementi di sfondo devono apparire veritieri.
COLORI
I colori proiettati dalla luce artificiale potrebbero rovinare la bellezza naturale del soggetto, la luce diurna fornisce un tono molto più neutro. Il miglior tipo di luce per la fotografia food potrebbe essere quindi la luce naturale soffusa, diffusa e naturale, o un utilizzo estremamente attento di quella artificiale.
OMBRE
A volte le ombre migliorano una foto, aggiungendo profondità e interesse, ma altre volte possono rovinarla dominando troppo all'interno dell'inquadratura. L'intensità delle ombre dipende dal tipo di luce con cui stai scattando. Una forte luce solare proietterà ombre scure, mentre un giorno nuvoloso crea una luce più diffusa, rendendo le ombre molto più morbide.
Se stai scattando in interni e il sole splende luminoso attraverso la finestra, utilizza una tenda bianca semitrasparente per diffondere la luce. In alternativa puoi provare a spostare il cibo più lontano dalla finestra, o usare una finestra diversa su un altro lato della casa.
  • Inquadratura: saper bene cosa riprendere e come.
FONDO 
Quando si scatta una foto a cibo, lo sfondo è molto importante. Se lo sfondo è troppo confuso o colorato, l'attenzione dello spettatore verrà spostata dal centro di interesse che deve rimanere il cibo. L'utilizzo di uno sfondo abbastanza neutro consente di porre la massima enfasi sul cibo nella scena. Uno sfondo neutro non significa che debba essere completamente chiaro o completamente omogeneo, piuttosto dovrebbe accompagnare il soggetto senza passare in primo piano.
Esistono tre tipi principali di sfondi che funzionano molto bene per la fotografia di food: sfondi chiari, sfondi scuri e sfondi in legno. (marrone). Il cibo scuro di solito ha un bell'aspetto su uno sfondo scuro e il cibo di colore chiaro sembra buono su uno sfondo chiaro. Gli sfondi in legno, come tavoli e taglieri, tendono ad andare bene con qualsiasi tipo di cibo.
Ci sono molti oggetti che puoi usare come sfondo. Un tavolo di legno è un ottimo sfondo, in particolare se è vicino a una finestra in modo da poter utilizzare la luce naturale. Anche gli strofinacci e le tovaglie funzionano bene. Il tessuto bianco tende a funzionare meglio, ma i colori brillanti possono adattarsi bene con alcuni alimenti.

DECORA LA SCENA
Il cibo e lo sfondo sono entrambi elementi vitali, ma per rendere le tue foto più interessanti dovresti anche considerare di decorare la scena con altri oggetti più piccoli.
Un'ottima opzione è quella di includere alcuni degli ingredienti secchi che hai usato durante la cottura del cibo. Oltre ad aggiungere interesse alla composizione, questo può aiutare a creare una sorta di "ricetta visiva".
Le spezie di solito vanno bene come decorazione. Alcune altre ottime decorazioni alimentari che è possibile utilizzare sono bacche, pezzi di frutta, noci, pezzi di cioccolato ed erbe fresche.
Posate e utensili da cucina funzionano bene perché hanno forme e linee forti che è possibile utilizzare per costruire la composizione.
Considera sempre in che modo i colori delle tue decorazioni interagiranno con i colori del cibo e dello sfondo.

ANGOLO DI RIPRESA
Scattare dall'alto è spesso la scelta migliore, soprattutto quando il cibo è disposto su un piatto o una ciotola. Le riprese dall'alto hanno diversi vantaggi. Ti permette di includere tutti i dettagli del cibo e dello sfondo, e sottolinea le forme audaci dei piatti, posate e altri oggetti all'interno della scena ed è anche molto più facile creare una composizione forte ed equilibrata.

Scattare da un lato invece, è una buona scelta quando vuoi mostrare i dettagli di una fetta di pane, torta, muffin, ecc. Assicurati di scattare su uno sfondo neutro.
  • Ritocco: saper ritoccare le immagini al meglio. Puoi facilmente regolare i colori dopo aver scattato la foto utilizzando un’app o un programma di fotoritocco.

Qui sotto trovate i trucchi più semplici per far comparire al meglio il cibo nelle fotografie, buona visione, Ciao Sara

Martin Parr, tutti i libri disponibili.

Life’s a Beach

Ecco un’altra selezione di libri di un autore assolutamente da conoscere! Ciao Giovanni

Martin Parr last resort

When Martin Parr’s ‘The Last Resort’ was first published and exhibited in 1986 it divided both critics and audiences alike. Some saw it as the finest achievement to date of colour photography in Britain whilst others viewed it as an aberration . With the benefit of hindsight there is little doubt that it transformed documentary photography in Britain and placed Parr amongst the world s leading photographers. The book is now recognised as a classic and is highly sought by collectors worldwide. Steering a perilous course between objectivity and voyeurism, Parr viewed the decaying holiday resort of New Brighton and its holidaymakers in a way that was new, unique and deeply disturbing. And he did so in colour, something which at the time was seen as revolutionary for documentary work. For some his camera seemed cold and cruel as it followed the working classes desperately pursuing their holiday dreams surrounded by dereliction and decay and wading through the apparently endless detritus of a pollution-ridden consumer society. Others felt it showed an affectionate, humorous and humanistic response from Parr. However it was viewed, it was undoubtedly a sharp, bitter satire of the Britain of the Thatcher years.

Last Resort   Editore: Dewi Lewis Pub


 

Martin Parr bad weather

Bad Weather   Editore: Book on Books


 

Martin Parr real food

A fun collection of Martin Parr’s food pictures, which documents the simple notion that ‘we are what we eat’. Real Food celebrates all things food through the eyes of the renowned British photographer Martin Parr – a kaleidoscope of foods the world over, from hot dogs to sticky buns and langoustine to lemon meringue pie. Featuring photographs taken throughout Martin Parr’s prolific career to-date, Real Food will comprise the very best of Parr’s iconic imagery – a collection of close-up food shots, in typical garish colour, taken by Parr throughout his travels across the world. Introduced with an essay by Fergus Henderson, British chef and founder of the restaurant St John’s in London, which considers Parr’s photographs in the context of global cuisine, and Parr’s fascination with the social aspect of food that is at the heart of these photographs.

Real Food  Editore: Phaidon


 

Martin Parr small world

Small World  Editore: Dewi Lewis Pub


 

Martin Parr life'a a beach

Following on the heels of “Martin Parrs” limited-edition, album-style presentation of “Lifes a Beach”, released last season, Aperture is delighted to introduce a new beach-bag-sized edition. Parr has been photographing beaches for many decades, documenting all aspects of them, including close-ups of sunbathers, rambunctious swimmers caught mid-plunge, and the eternal sandy picnic underway. His international career, in fact, could well be traced to the launch of “The Last Resort”, a 1986 book depicting the seaside resort of New Brighton, near Liverpool. What may be less known is that this obsession has led Parr to photograph beaches around the world. This compilation, his first on the topic, presents photos of beach goers on far-flung shores, including Argentina, Brazil, China, Spain, Italy, Latvia, Japan, the United States, Mexico, Thailand, and of course, the U.K. The compilation brings to the forefront Parrs engagement with a cherished subject matter that rare public space in which general absurdities and local quirks seamlessly fuse together. This book shows Parr at his best, startling us with moments of captured absurdity and immersing us in rituals and traditions associated with beach life the world over.

Life’s a Beach  Editore: Aperture


 

Martin Parr last think England

England has been a key subject of Magnum photographer Martin Parr’s work since he started taking pictures. Think of England is a comic, opinionated, affectionately satirical, colour-saturated photo-essay about the identity of England. As Scotland and Wales consolidate their status as nations and Great Britain begins to unravel, this book of new work contributes to the debate about what it means to be English. Quintessentially English himself, Parr’s great achievement as a photographer is his ability to transform the obvious into the surprising, reinventing cliches of Englishness as provocative revelations. His tour of obvious England takes in Ascot and the charity shop, seaside resorts, herbaceous borders, the bring-and-buy stall, cucumber sandwiches and cups of tea, baked beans and bad footwear. Parr’s work has already added to the visual vocabulary of England; this book, his first specifically on the subject of England, stretches it further. Simultaneously affectionate and brutally direct, all the photographs are shot with a ring flash camera (more usually used for medical photographs), which has been his medium of choice for the last four years.

Think England  Editore: Phaidon


 

Martin Parr

Martin Parr is an affordable, pocket-sized monograph spanning the influential photographer’s entire career, from his early black and white photographs to works from his major projects, including The Last Resort and Think of England. It features an introductory essay by Sandra S. Phillips, Senior Curator of Photography at SFMOMA.

Martin Parr  Editore: Phaidon


 

Martin Parr ( Epsom, 23 Maggio 1952) è un fotoreport britannico.

Da sempre i suoi progetti fotografici criticano la società moderna, il consumismo, il cibo e il turismo. Nonostante gli inizi come fotografo in bianco e nero, inizia nel 1984 a lavorare a colori,  che diventerà presto il suo punto di forza. Infatti, l’uso di foto dai colori molto saturi che enfatizzano il lato buffo e umoristico nei suoi lavori, sono ormai un marchio di fabbrica. Nel 1994 diventa fotografo dell’agenzia Magnum Photos. Nella sua carriera vi è anche una parentesi musicale: nel 2003 la direzione del videoclip della band Londinese dei Pet Shop Boys.

Fonte: Wikipedia.

Qui abbiamo parlato di Lui

 

 

Cibo vero?

Confesso che fatico molto a leggere libri che parlano di fotografia (intesa in senso teorico). Preferisco di gran lunga sfogliare e soffermarmi su libri di fotografie. I libri fotografici sono ormai rimasti l’unica categoria di libri che continuo ad acquistare in formato cartaceo.

Oggi, ho letto sul Washington Post un articolo su un libro di Martin Parr e ho pensato di parlarvene.

Anna Continua a leggere