Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.
Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio
Serena Radicioli vincitrice del Premio Musa 2023 settore personale

© Serena Radicioli
Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?
All’età di 15 anni mia zia mi regalò la mia prima macchina fotografica, inizia da quel giorno a relazionarmi con il mezzo fotografico. La tenevo sempre con me e scattavo fotografie ovunque.
Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?
Finito il liceo decisi di iniziare ad avvicinarmi in maniera più specifica alla fotografia. Capì subito che non mi bastava solo avere una macchina fotografica e scattare fotografie, volevo approfondire le mie conoscenze in campo tecnico e capire il come e a quale scopo io scattassi delle immagini. Iniziai così a ragionare sulle mie foto e a creare delle piccole storie, volevo iniziare a comunicare attraverso di esse.

© Serena Radicioli
Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?
Attraverso ricerche e studi, in primis individuo l’obiettivo del mio progetto e la scelta del tema. In seguito affronto la fase di realizzazione delle immagini affinando mano a mano il linguaggio più adatto alla mia ricerca. Nella fase successiva inizio la raccolta del materiale e l’organizzazione delle immagini seguendo una sequenza narrativa che rispecchi il concept del mio lavoro, e inizio a lavorare sulla forma di output più adatta ad esso, già in parte individuata all’inizio. Cerco sempre di lavorare nel modo più meticoloso e rigoroso possibile, per creare una storia struttura e solida.
Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?
La mia ricerca fotografica parte spesso da temi autobiografici. Mi concentro molto sul tema della memoria, attraverso la riscoperta di un archivio e l’elaborazione di nuove immagini, che hanno in qualche modo un contatto con il passato.
Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?
Attraverso questo lavoro, le mie immagini permettono di ricordare momenti del passato, fissarli, e creare da essi altrettante immagini nuove, cariche di emotività, e ingannevoli allo stesso momento.
Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?
Fino ad ora, nella mia ancora breve esperienza fotografica, ho sempre utilizzato un approccio intimo e irrazionale durante la fase di ripresa, scatto molto “di pancia” una volta che ho individuato e studiato il soggetto o il luogo che voglio fotografare.

© Serena Radicioli
Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?
Mi documento sempre molto prima e anche durante i miei lavori, ogni giorno guardo siti e lavori di altri autori, non sempre limitandomi alla fotografia, per cercare di farmi ispirare e capire il loro processo creativo per poi sviluppare in maniera personale mio. Nello specifico per questo lavoro sono stata ispirata da artisti come Paola Jiménez Quispe , Christian Patterson e Alba Zari, con approcci diversi tra loro si avvicinano molto alla tematica da me trattata e all’obiettivo che mi piacerebbe raggiungere.
Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?
Il mondo della fotografia è talmente vario e denso ai giorni d’oggi e credo sia molto difficile farsi spazio tra migliaia di autori ed essere riconosciuti per aver detto qualcosa in maniera diversa da altri.
Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?
Ho capito che la fotografia fosse veramente importante per me quando ho iniziato a riscoprire anche me stessa attraverso di essa, circa un paio d’anni fa. Con questo lavoro ho capito l’importanza che la fotografia ha nel mio percorso di crescita personale, come essere umano.
Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?
Ho conosciuto il premio tramite la vincitrice dell’anno scorso nel mio stesso settore. Andando a vedere il suo lavoro su Instagram, ho scoperto che aveva partecipato al concorso Musa, e decisi di iscrivermi anche io.
Per seguire Serena @serenaradicioli










































