Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Lidia Caputo

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio

Nome: Lidia

Cognome: Caputo

Vincitrice del Premio Musa 2022 Ritratto

Lidia Caputo dal lavoro “Oltre l’apparenza”

  1. Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?

Non ricordo com’è successo; la fotografia c’è sempre stata. Già da ragazzina nelle fotografie di rito mi trovavo sempre dietro lo strumento. Quando è arrivato il momento di scegliere una scuola per il futuro non ho avuto dubbi e mi sono indirizzata verso un istituto che si occupava di immagine.

  1. Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?

Sono sempre stata un’appassionata di storie, sia da fruitrice che da narratrice. Sono un’insegnante e forse lo sono diventata anche per questo. Parlo molto nel mio lavoro a scuola, ma quando mi esprimo con la fotografia è diverso; mi affascina la sua forma silenziosa di narrare. Non ha bisogno di parlare; si rivela.

Con il tempo ho constatato di avere uno stile e un’attenzione particolare a certi momenti. Ci sono istanti di realtà che attirano la mia attenzione e che mi piace provare a ricondurre in situazioni che ho già visto e affrontato. Situazioni che continuo ad approfondire anche in tematiche differenti.

  1. Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?

Rifletto molto sui lavori che ho intenzione di affrontare: mi informo e leggo tantissimo fino a quando tutti gli stimoli accumulati mi accompagnano verso le prime immagini.

  1. Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?

Mi piacciono le immagini che parlano delle persone, anche se le persone non compaiono. Nelle foto che più amo, gli oggetti o i paesaggi riescono a raccontare l’essenza delle persone che li hanno vissuti, amati o semplicemente attraversati. A volte dall’immagine si stacca netto solo quel particolare della personalità che ha lasciato la traccia più persistente, non necessariamente gradevole, ma interessante perché unica.

La fotografia di ritratto per me è una novità di pochi anni fa con il progetto realizzato con le detenute in carcere.  Mi ci sono avvicinata con un approccio simile alle altre mie immagini. Questa volta la presenza fisica dei soggetti è prevalente, ma il desiderio è di riuscirne a catturarne l’essenza in quel periodo della loro vita; ciò mi ha portato ancora una volta a tentare di rappresentare non quello che si vede, ma quello che di quella persona si può percepire al di là del volto e delle espressioni più convenzionali. Quello che un solo istante non ci può offrire e che può essere espresso catturando più tempo. Non mi sono mai illusa di poter conoscere le persone alla prima impressione.

Lidia Caputo dal lavoro “Wall”

  1. Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?

Gli istanti di realtà di cui parlavo prima sono quelli che mi illudo possano raccontare del mondo che mi trovo davanti; dell’essenza della natura e dell’uomo così come mi si rivelano, nella loro bellezza ma anche nella loro inadeguatezza o nelle loro contraddizioni.

  1. Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?

Agisco d’istinto. È proprio durante la ripresa che cerco ciò che la realtà mi può offrire: ho bisogno di essere all’interno della situazione.

  1. Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?

Ci sono artisti che mi hanno segnato come Atget e Ghirri nella fotografia e De Chirico e Hopper nella pittura. Sono autori che a mio parere hanno una cosa in comune: il tempo sospeso. Come delle epifanie, nelle loro opere la realtà si cristallizza per poco tempo per potersi mostrare nella sua essenza prima di diventare passato.

Anche per i ritratti del Premio Musa il tempo è molto importante; mi sono ispirata a Nadar che per ragioni tecniche utilizzava un tempo di posa molto lungo. Il risultato era un soggetto che non poteva essere colto in maniera istantanea, ma solo nello scorrere del tempo. Credo, nei miei ritratti, di aver colto l’espressione nello scorrere del tempo evitando l’attimo fugace.

  1. Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?

Mi ritengo una fotografa che rimane ai margini del mondo della fotografia. Osservare il mondo, scattare foto, guardare quelle degli altri e riflettere sulle immagini è buona parte della mia vita. Nonostante ciò, rimango sulla soglia.

Lidia Caputo “Islanda”

  1. Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?

Non c’è un fatto in particolare; come dicevo prima, la fotografia c’è sempre stata ed è sempre stata importante. Quando è arrivato il Premio Musa ho avuto una conferma.

  1. Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?

Ho conosciuto il premio sui social.

Lidia Caputo ritratto

Biografia
Sono nata nel 1971 a Milano. Dopo aver frequentato l’Itsos nell’indirizzo di
Comunicazione visiva, comincio a lavorare come assistente per diversi fotografi e a
frequentare i corsi serali dell’istituto Bauer: Fotografo e Fotografo colore. Mi iscrivo, in
seguito, a Lettere Moderne laureandomi in Storia dell’arte.
In passato ho portato avanti dei progetti sulla comunicazione pubblicitaria nella scuola
primaria. Da 16 anni insegno Fotografia e Produzioni audiovisive nelle secondarie
superiori. Collaboro con l’associazione Aihelpiu che si occupa di portare progetti
riabilitativi nelle carceri: io mi occupo di progetti fotografici. Uno di questi mi ha
permesso di vincere il Premio Nazionale Musa 2023

Contatti

@lidiablu 

@oltrelapparenza_lidiablu  

www.lidiablu.com (on line fra pochi giorni)

Premio Musa per fotografe, le interviste alle vincitrici: Benedetta Sanrocco

Musa fotografia vi presenta le vincitrici del Premio e vi fa conoscere i loro progetti, speriamo sia cosa gradita.

Qui il link al Premio Musa, ancora non indetto per il 2024, ma alla pagina potete leggere le condizioni e le collaborazioni che per la nuova edizione portano interessanti novità! Vai al premio

Nome: Benedetta
Cognome: Sanrocco
Vincitrice del Premio Musa anno settore: 2022, Ricerca

Fotografia di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes

Come ti sei avvicinata alla fotografia e perché?
Non so dire se io abbia scelto la Fotografia o se sia stata lei a scegliere me. Quello che posso dire con
assoluta certezza è che il mondo dell’Arte, in tutte le sue forme, ha connotato la mia vita; sono sempre
stata un’avida lettrice e per molti anni ho studiato Danza, mia madre poi mi ha abituata a frequentare
mostre e ad andare a Teatro sin da piccola, e tutti questi mondi possibili hanno inesorabilmente avuto
un’influenza su di me. Se proprio devo trovare un momento in cui tutto si è fatto più chiaro però, e la
Fotografia è entrata a far parte della mia esistenza, è stato durante i miei studi Universitari, in particolare frequentando il corso di Storia del Cinema ho avuto modo di approcciarmi per la prima volta alla Semiotica dell’Immagine e ne sono rimasta affascinata, tanto da non volerla lasciare più, tanto da sentire l’impellente necessità di affiancare alla teoria anche la pratica.
Quando e come è nata la tua passione per la narrazione fotografica? A prescindere dal settore fotografico di appartenenza, come hai capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema, fosse la strada giusta?
Sin dalle prime esperienze con la fotografia, ho avvertito la necessità di raccontare storie, anche se
inizialmente non sapevo come tradurre questa pulsione in progetti concreti. La mia passione per la
narrazione fotografica quindi è nata durante gli studi della materia. Non c’è stato un momento preciso, ma è stato un percorso graduale. Ho capito che lavorare su progetti articolati sullo stesso tema era la strada giusta per esprimere in modo coerente il mio punto di vista artistico.

Fotografie di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes
Come progetti e organizzi i tuoi lavori fotografici?
Ogni nuova idea per un progetto si sviluppa in modo unico, quindi non posso offrire una formula standard per quel che riguarda l’organizzazione. Tuttavia, esistono momenti necessari e ricorrenti nel processo. La fase iniziale coinvolge uno studio approfondito e una ricerca accurata, creando le fondamenta su cui si basa il lavoro. Durante questo periodo, cerco anche autori e autrici che affrontino gli stessi temi o adottino un approccio simile al mio. Successivamente, passo alla fase di scrittura e, se necessario, elaboro bozze o disegni per anticipare il risultato. Solo allora inizio a creare. Come anticipavo prima, questo approccio è flessibile e non segue un percorso prestabilito; il processo artistico ha a che fare con l’erranza e, quindi, con l’errore, di cui condivide l’etimo, risultando così intriso di tentativi falliti.
Quali tematiche ti interessano in particolare, hai già trattato altri temi, se si, come?
La mia ricerca artistica si è sempre concentrata sull’analisi dell’identità, intesa come concetto complesso e polimorfo. Ho esplorato il rapporto tra identità e costruzione culturale, identità e memoria, identità e territorio, analizzate sempre da un punto di vista metaforico e simbolico.
Col passare del tempo e con una maggiore consapevolezza personale e artistica rispetto ai primi passi
intrapresi nel mondo della fotografia, ora riesco a percepire più chiaramente la stratificazione dei significati che caratterizza la mia pratica. Sebbene continui a riflettere sull’identità, adesso so anche che nei miei lavori è sempre presente una componente politica. Ad esempio, nel progetto sulla memoria, affronto questioni cruciali come l’immigrazione e le morti sul lavoro. Nell’esplorare il territorio, mi focalizzo sui luoghi periferici, mentre nel contesto sociale analizzo il cambiamento nella partecipazione politica.
Non tutti questi progetti hanno un esito fotografico, ma la mia ricerca sul visivo diventa un tentativo di
indagare la connessione intrinseca tra l’identità individuale e le dinamiche sociali e politiche che plasmano la nostra realtà.

Fotografie di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes
Cosa cerchi di esprimere con le tue immagini?
Le mie immagini non cercano di esprimere qualcosa a prescindere, perché ciò che intendono comunicare si delinea nel contesto, il quale cambia di volta in volta a seconda dell’approccio e dell’argomento. Come evidenziato nella risposta alla domanda precedente, spesso i miei lavori toccano temi politici. Di conseguenza, l’obiettivo principale delle mie immagini è stimolare una riflessione, offrendo uno spunto agli spettatori per indagare e interrogarsi, anziché cercare risposte definitive.
Sei solita riflettere molto nella fase di ideazione del lavoro o agisci d’istinto durante la fase di ripresa?
Nella fase di ideazione del mio lavoro, solitamente prediligo una riflessione approfondita e una fase di
ricerca iniziale. Tuttavia, non è una regola fissa, e soprattutto questo non significa non scattare. Mi lascio ispirare da ciò che vedo, e spesso e volentieri proprio quelle fotografie scattate “di pancia” hanno
contribuito a creare il repertorio visivo di cui avevo bisogno per realizzare un progetto.
Dove trovi l’ispirazione per le tue immagini? Ci sono autori che ritieni interessanti o che ti hanno ispirato per il progetto vincitore del Premio Nazionale Musa per fotografe?
Le mie immagini traggono ispirazione da diverse fonti, allargando il campo oltre il mondo della fotografia.
Versi poetici, melodie e opere cinematografiche giocano un ruolo rilevante nel plasmare il mio approccio creativo. Per il progetto riconosciuto al concorso Musa, mi sono particolarmente ispirata ad artisti contemporanei come Erik Kessels e Joan Fontcuberta, noti per il loro impegno nel lavoro sull’archivio. Allo stesso tempo, nutro una forte affinità per la fotografia di Alec Soth, Vanessa Winship e Rinko Kawauchi. Credo che, in qualche modo, questi artisti segnino il mio modo di vedere e interpretare la Fotografia.
Quali sono le maggiori difficoltà che riscontri nel mondo della fotografia?
Nel panorama fotografico italiano, le maggiori difficoltà che riscontro sono principalmente due. La prima ha a che fare con l’aspetto autocelebrativo ed elitario, che persiste nel settore. Come artista emergente, è frustrante osservare una preferenza costante per alcuni nomi già consolidati, soprattutto nei concorsi e negli spazi dedicati proprio agli artisti emergenti. Questa dinamica rallenta il necessario rinnovamento e limita le opportunità per chi sta cercando di farsi strada in questo campo.
La seconda difficoltà riguarda il contenuto trattato nella fotografia contemporanea. Troppo spesso, anziché adottare uno sguardo critico sulla realtà, osservo una tendenza da parte di fotografi e fotografe a conformarsi alla retorica scandita dai mass-media. Questo approccio normato, a volte piegato alla pornografia del dolore, rende difficile una vera innovazione e appiattisce la diversità delle prospettive.

Fotografia di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes
Ci vuoi raccontare un fatto in particolare per cui hai deciso che la fotografia fosse importante per te?
Non saprei indicare un momento preciso in cui ho deciso che la fotografia fosse importante per me; in
qualche modo, è sempre stata parte integrante della mia vita. E proprio perché questa attitudine l’ho avuta sin da piccola, ricordo che il mio passatempo preferito da bambina era riordinare gli album di famiglia. Immaginavo storie dietro a ogni foto, immergendomi nei ricordi fissati su carta e coltivando,
inconsapevolmente, l’amore per la narrazione visiva.

Fotografie di Benedetta Sanrocco dal lavoro Chocolate & dirty clothes esposte a Verona per Grenze Arsenali fotografici
Come hai conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe?
Ho conosciuto il Premio Nazionale Musa per fotografe quando mi sono imbattuta nella loro call online. La competizione offriva una giuria di spicco e concrete opportunità nel mondo della fotografia, mi ha colpito subito e mi sono convinta a partecipare. Dopo aver vinto, posso confermare che le aspettative sono state pienamente soddisfatte. Il premio mi ha aperto delle splendide opportunità, confermando il suo ruolo essenziale nel sostenere le fotografe.

Biografia
Benedetta Sanrocco (1991) è una artista visiva italiana. Ha studiato Lettere Moderne all’Università
D’Annunzio di Chieti e ha conseguito un Master in Progetto Fotografico, diretto dal docente Michele Palazzi presso la scuola di fotografia Meshroom di Pescara. Durante la sua formazione ha seguito corsi con artisti del panorama internazionale quali Erik Kessels e Israel Ariño, nel 2022 ha terminato il Corso annuale sull’immagine contemporanea presso la scuola di specializzazione Linea di Lecce, dove tra i vari workshop ha seguito quelli diretti da Mario Cresci, Federico Clavarino e Niccolò Fano. Nel 2019 riceve la menzione d’Onore al concorso Camera Work PR2; nel 2020 è una dei finalisti del Premio Riccardo Prina; nel 2021 l’artista è stata selezionata per il take over Altrove di Progetto Vicinanze e il collettivo Stasis ha inaugurato la sua nuova sede a Torino con una mostra su uno dei suoi lavori e ne ha prodotto la fanzine. Nel 2022 ha vinto il premio Nazionale Musa per fotografe nella sezione ‘‘Ricerca’’ ed è stata selezionata per il programma di ricerca Esaurire/Altrimenti del collettivo curatoriale CampoBase che si è concluso con una restituzione al pubblico nella Fondazione d’arte ‘’smART’’ di Roma. Nel 2023 espone uno dei suoi lavori al Festival Internazionale di Fotografia Grenze-Arsenali Fotografici di Verona ed è tra gli artisti selezionati per la Residenza RAMO a cura di Giuliana Benassi e Giuseppe Pietroniro.

Contatto Instagram @benedettamente

Nuove importanti call indette dalla Fiaf

Il Festival della Fotografia Italiana nasce nel 2024 per iniziativa della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). L’evento, che si caratterizza per la ricchezza culturale proposta, si svolge in modo diffuso nel suggestivo comprensorio toscano del Casentino, abbracciando le località di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio-Stia dal 14 giugno al 6 ottobre 2024.

L’identità culturale e artistica del Festival mira ad essere un punto di riferimento, non solo nazionale, per gli autori e la cultura visuale italiana. Ogni edizione sarà improntata ad un tema: quello di quest’anno è Dalla Terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografi a Italiana, una suggestione romantica che si ispira, con spiccata evidenza, al romanzo di fantascienza di Jules Verne.

Nell’ambito del Festival della Fotografi a Italiana la FIAF promuove tre call: Nuovi Sguardi call per giovani fotografi, che ha per oggetto lo stesso tema dell’edizione del festival, Dalla terra alla luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana; Percorsi dal progetto al libro fotografico e Premio Bibbiena – Editoria Fotografica, entrambe senza alcuna limitazione di genere fotografico trattato.

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PERCORSI – dal progetto al libro fotografico.
La call è tesa a valorizzare la migliore opera fotografica a tema libero, garantendone visibilità e prestigio mediante la pubblicazione in un volume della collana monografica FIAF.


Termine presentazione opere: 24 aprile 2024
Riunione Giuria: entro il 12 maggio 2024
Invio risultati ai concorrenti: 15 maggio 2024
Premiazione / Presentazione libro 15/16 giugno 2024
Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024
Regolamento:
PERCORSI – dal progetto al libro fotografico + scheda iscrizione  
(senza vincoli di genere fotografico)

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NUOVI SGUARDI call per giovani fotografi.
La call è finalizzata a valorizzare il talento dei giovani autori ed incoraggia il dialogo tra diverse prospettive e diversi linguaggi, creando un ponte tra generazioni di fotografi. Il tema di quest’anno è Dalla terra alla luna. Esplorazioni sulla fotografia italiana.
La manifestazione dà continuità, con cadenza annuale, alle Biennali dei Giovani Fotografi Italiani, organizzate dalla FIAF sino all’8^ edizione del 2023, esposte presso il Centro Italiano della Fotografi a d’Autore – CIFA – di Bibbiena, importante riferimento della cultura fotografica nazionale.


Termine presentazione opere: 30 aprile 2024
Riunione Giuria: entro il 12 maggio 2024
Invio risultati ai concorrenti: 15 maggio 2024
Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024

Regolamento :

 NUOVI SGUARDI – call per giovani fotografi + scheda iscrizione
(tema: Dalla terra alla Luna. Esplorazioni sulla Fotografia Italiana)

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PREMIO BIBBIENA Editoria Fotografica.
L’obiettivo del Premio è contribuire alla promozione e alla divulgazione del libro fotografico, nonché alla diffusione della cultura fotografica, sostenendo e promuovendo gli autori italiani. La FIAF desidera creare un collegamento tra fotografi, editori e pubblico, al fine di stimolare la produzione di opere editoriali nel campo della fotografia italiana. Il Premio, per il quale non è prevista alcuna limitazione per il genere fotografico trattato, garantirà ai libri vincitori una adeguata promozione nazionale con speciali iniziative di presentazione durante fiere letterarie, eventi librari e manifestazioni e festival fotografici nell’anno successivo alla conclusione del Festival della Fotografia Italiana.


Termine presentazione opere: 15 aprile 2024
Mostra: dal 14 giugno al 06 ottobre 2024
Proclamazione vincitori: 07 settembre 2024

Regolamento:
PREMIO BIBBIENA – Editoria Fotografica + scheda iscrizione
(senza vincoli di genere fotografico)

OPEN CALL – VII edizione del Festival Grenze


La VII edizione del Festival Grenze apre la Call per selezionare sei progetti da esporre da settembre
a ottobre 2024 al Bastione delle Maddalene
Concept:
Der Verzicht. Impotenza. Fare un passo indietro. Fare un passo laterale davanti a ciò che non si capisce, che non si sa affrontare perché troppo grande, troppo difficile, troppo. Apologia della rinuncia. Elogio della fragilità. Conta ciò che è perdente. Contro l’arrivismo, il superomismo. Contro la lotta, l’istinto e la
competizione. Cede la materia, si fa altro. In-potenza, perché l’Atto sia altro dalla risposta.
Criteri di partecipazione:
I lavori non dovranno essere necessariamente inediti. Potranno essere esposti in qualsiasi formato e
materiale, anche video.

Vai al sito per informazioni


Le proposte presentate, da fotografi e collettivi, dovranno includere:

  • da un minimo di 10 a un massimo di 20 immagini relative al progetto. Le immagini devono essere in formato JPEG (lato lungo 1200 pixel) e non superare complessivamente 10 MB
  • titolo del progetto e testo introduttivo (massimo 4000 caratteri in lingua italiana + traduzione in lingua
    inglese)
  • breve biografia (Ita + Eng)
    Tutte le proposte dovranno essere inoltrate a grenze.arsenali.fotografici@gmail.com in una cartella nominata
    “nomecognome” insieme alla ricevuta PayPal (grenze.arsenali.fotografici@gmail.com) dell’avvenuto pagamento di euro 35.
  • Time line:
    1 aprile 2024: termine presentazione progetti
    30 maggio 2024: proclamazione dei progetti selezionati
    La giuria e la direzione artistica costruiranno il layout condividendolo successivamente con l’artista.
  • Giuria:
    Luce Lébart
    Storica della fotografia e curatrice
    Arianna Rinaldo
    Curatrice indipendente, consulente fotografica e photo editor freelance
    Giusi Pasqualini
    Curatrice ed archivista
    Francesca Marra
    Curatrice, fotografa e docente di fotografia
    Simone Azzoni
    Docente di arte contemporanea e curatore
  • Premi e vantaggi:
  • stampa e allestimento delle mostra nella Sezione Principale – al Bastione delle Maddalene
  • vitto e alloggio gratuito durante le giornate inaugurali
  • visibilità del lavoro sui canali di comunicazione del Festival
  • pubblicazione in una gallery online permanente sul sito del festiva

Vai al sito per informazioni

Open call AA Analogue – Artificial. Ultimi giorni per partecipare!

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A A

analogue – artificial

La fotografia analogica dialoga con l’Intelligenza artificiale.

Due modi di intendere l’immagine e la creatività, agli antipodi. Artigianalità versus virtualità.

Il Meccanico spazio di ricerca sui linguaggi contemporanei a Verona ospiterà due progetti: uno realizzato min camera oscura e l’altro con l’Intelligenza Artificiale.

Il tema del concept è Rottura, ed i progetti partecipanti dovranno essere in relazione con questo topic.

Si potrà partecipare per l’analogico o per l’IA.

Per rottura intendiamo la rottura dal sistema, ma anche una rottura nella storia, personale o collettiva. Un punto di non ritorno. Una frattura nell’esperienza quotidiana, una cicatrice che di quella rottura è riparazione e ripartenza.

I due progetti, costruiti sul medesimo concept ma con linguaggi diversi, dialogheranno negli spazi del Meccanico.

CRITERI DI PARTECIPAZIONE

Il progetto può essere prodotto da un singolo da un collettivo. Il lavoro non deve essere necessariamente inedito. Anche un video può andare bene.
Il lavoro deve includere:

  • un numero di immagini da 10 ad un massimo di 20
  • le immagini devono essere in formato JPEG (lato lungo 1200 pixel) e peso massimo della cartella 10MB
  • la presentazione, titolo compreso, non più lunga di 4000 battute
  • una bio breve

Il progetto andrà spedito a grenze.arsenali.fotografici@gmail.com in una cartella nominata con nome e cognome e deve includere la ricevuta di pagamento PayPal di 20 euro (grenze.arsenali.fotografici@gmail.com)

SCADENZE

30 gennaio 2024: data ultima di spedizione progetti;

25 febbraio 2024: annuncio dei selezionati.

I progetti saranno esposti dal 1 al 25 maggio 2024 presso Il Meccanico – Verona.

La giuria e la direzione artistica disegneranno il layout condividendolo con l’artista

GIURIA

Sara Munari

Fotografa e docente

Francesca Marra

Curatrice e fotografa

Simone Azzoni

Professore di arte contemporanea e curatore

IL PROGETTO VINCITORE

  • Il progetto sarà esposto prodotto da Grenze ed esposto da Il Meccanico a maggio
  • Il progetto sarà presente e comunicato sui canali del festival Grenze-Arsenali Fotografici
  • Il fotografo/a sarà intervistato/a per Artribune e Juliet Art Magazine
  • Il lavoro sarà pubblicato sul sito del Festival Grenze-Arsenali Fotografici

ENG Version

A A

analogue – artificial

Analog photography dialogues with Artifical Intelligence. Two ways of understanding the image, at the antipodes. Craftsmanship versus virtual artificiality. The Meccanico, a multidisciplinary space in Verona, will host two projects: one made in the darkroom and one with artificial intelligence.
The theme of the concept is Break and your submission should be related to this theme. The submission can be for analog photography or for Artifical Intelligence.

Artists may approach the theme of Break from different perspectives, offering a rich and diverse terrain for exploration and creative expression. Break as a rupture in the system, a break in the History, a fracture in everyday life to re-start with a scar.

Break can be interpreted in many different ways, depending on the artist’s individual perspective and artistic practice: Analog or IA.

The exibition will show two project based on the same concept, two project made by different artist but in The Meccanico in mutual dialogue.

PARTICIPATION CRITERIA

The project can be produced by a single photographer or a collective. The work doesn’t have to be necessarily unpublished, and it may be presented in whichever size and material. Video projects will be accepted as well.

By the time it is sent, the work must include:

  • At least 10 up to a maximum of 20 pictures. These ones must be in a JPEG file format (the long edge needs to measure 1200 pixel) and count a capacity of 10MB overall;
  • The title together with the intro must count 4000 characters at the latest;
  • A short biography.

Each request needs to be sent via email to grenze.arsenali.fotografici@gmail.com in a folder named “namesurname” and it must include the proof of payment PayPal (grenze.arsenali.fotografici@gmail.com) equal to €20.

TIMELINE

January the 30th, 2024: latest date to send the project;

February 25th, 2024: the selected projects will be announced.

The projects will be exhibited from 1 to 25 May.

The jury and the artistic direction will design the layout which will be later shared with the artist.

JURY

Sara Munari

Photography professor and photographer

Francesca Marra

Curator and Photographer

Simone Azzoni

Contemporary Art Professor and Curator

BENEFITS

  • The project will be printed by Grenze and exhibited in Il Meccanico in May
  • The project will be shared on the Festival Grenze-Arsenali Fotografici social media channels
  • The photographer is interviewed for Juliet Art Magazine and Artribune
  • The work will be published permanently on the Grenze-Arsenali Fotografici’s website.

Premiazione del Premio Musa e festa di fine anno – Openday

Il 20 Dicembre 2023 vi aspettiamo da Musa fotografia
FESTA DI FINE ANNO E MOSTRA PREMIO MUSA
ore 20.30 – Via Mentana 6 Monza 

Vieni a trovarci per un aperitivo insieme!

Potrai conoscere la vincitrice del settore Ricerca e concettuale del Premio e conoscere tutte le nuove attività di Musa fotografia, Ti aspettiamo!

Premiazione 4° edizione 2022 La vincitrice dello scorso anno, Benedetta San Rocco con Alessia Locatelli e Sara Munari

Il Premio Nazionale Musa per fotografe è giunto, dopo una crescita davvero considerevole in termine di iscizioni, alla sua quinta edizione nel 2023. Vi ringraziamo per la partecipazione! ­

Vai al Premio

­­­Vai alla pagina dei corsi­

Presentazione delle vincitrici del Premio Nazionale Musa per fotografe.

Buongiorno a tutti/e abbiamo organizzato una presentazione delle vincitrici del Premio Nazionale Musa per fotografe 2023. La serata sarà online! Speriamo di vedervi numerosi/e!

6 Dicembre 2023 ore 20,30

Per conoscere le vincitrici e i progetti vincenti iscriviti e segui la serata!

Invia una email a info@musafotografia.it

Prima classificata settore ricerca e progetto personale:  

Serena Radicioli con il progetto: Non sei più tornato  

Un progetto molto personale, un viaggio profondo e intimo, un’esplorazione delle sfumature della vita e delle emozioni che legano l’autrice alla vita del padre che una sera non rientra a casa… Con un linguaggio estremamente contemporaneo, Serena ci racconta uno spaccato emozionalmente sconvolgente della sua vita.  

Prima classificata settore reportage 

Maria Teresa Brambilla con il progetto: From the alps. Women 

Il progetto ha conquistato la giuria per la sua linearità nel linguaggio classico del reportage, la sua importanza culturale e la sua potenziale ispirazione. Un progetto positivo, ben strutturato e approfondito nel tempo di realizzazione.  

Prima classificata settore ritratto e fotografia di scena 

Francesca Dusini con il progetto: Švejk  

Eccellente scelta di piccoli momenti scattati durante gli spazi tra uno spettacolo e l’altro, le prove, il backstage, con un tocco di ironia e un linguaggio non usuale per il genere della fotografia di spettacolo.  

Per sottolineare l’alta qualità dei progetti e il talento delle autrici la Giuria ha deciso di assegnare una  

Menzione d’onore 

Chiara Innocenti con il progetto: Meraviglie presenta  

Una meraviglia dopo l’altra le immagini di Chiara Innocenti che ci racconta il cambiamento del circo e delle abitudini di chi lo vive e lo crea anche con nuove tecnologie digitali senza perdere la poesia del tempo passato  

Grazie ai partner, agli sponsor, allo stampatore, alla giuria, alla curatrice Alessia Locatelli e a Grazia Dell’Oro della casa editrice Emuse, ai festival che ospitano le mostre, a chi ci aiuta a diffondere il Premio in tutte le modalità possibili e alle partecipanti tutte. 

Vi aspettiamo il 6 Dicembre!

Ciao a tutti Musa fotografia