Consigli per un panning perfetto

Ecco qualche consiglio per la tecnica del panning, buona giornata

Sara Munari

Opta per soggetti che si muovono a una velocità costante, come un’auto che sfreccia su una strada o un ciclista.

Imposta la tua fotocamera sulla modalità manuale o priorità di otturatore.

Sperimenta con tempi di scatto compresi tra 1/60 e 1/8 di secondo. Più veloce è il soggetto, più corto dovrà essere il tempo di scatto. Un diaframma aperto (numero basso) ti permetterà di ottenere uno sfocato più pronunciato sullo sfondo. Utilizza la messa a fuoco continua per seguire il soggetto in movimento.

Posizionati in modo da avere lo sfondo sfocato nella direzione del movimento del soggetto.

Ruota la fotocamera in modo fluido e costante, seguendo il movimento del soggetto con l’obiettivo. Aumenta le tue possibilità di successo scattando in modalità raffica (solo all’inizio, non consiglio l’utilizzo smodato di questa impostazione).

Il panning richiede pratica. Non scoraggiarti se i primi risultati non sono perfetti.

Errori comuni da evitare:

Napoli, a capodanno. Sara Munari

I movimenti della fotocamera devono essere fluidi e costanti. Se il tempo di scatto fosse troppo corto, lo sfondo potrebbe non essere abbastanza mosso. Se il tempo di scatto fosse troppo lungo, il soggetto potrebbe risultare mosso. Assicurati che la messa a fuoco sia impostata correttamente e segua il soggetto.

Esempi di soggetti adatti al panning:

Veicoli: Auto, moto, treni.

Atleti: Ciclisti, corridori, sciatori.

Animali: Uccelli in volo, animali in movimento.

Perché fare panning?

Il panning ti permette di catturare il senso di movimento e trasmettere l’energia e la dinamicità della scena. Le immagini avranno quindi un impatto molto creativo. Inoltre potrai migliorare le tue abilità fotografiche dato che questa tecnica richiede precisione e coordinazione, esercitandoti potrai affinare le tue capacità tecniche e fotografiche.

Il panning è una tecnica affascinante che può aggiungere un tocco di dinamismo alle tue fotografie. Con un po’ di pratica, sarai in grado di creare immagini uniche e accattivanti.

Mostre di fotografia consigliate per settembre

Bellissime mostre ed interessanti festival di fotografia ci aspettano a settembre, non perdeteveli!

Anna

MAN RAY – Forme di luce

Larmes 1932 © Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE – 2024, image: Telimage, Paris

Man Ray è senza dubbio uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo. Fu uno dei primi a utilizzare la fotografia come un vero e proprio medium creativo, realizzando opere emblematiche che sono entrate a far parte della storia dell’arte del Novecento. 

La retrospettiva in programma da settembre 2025 a Palazzo Reale permetterà al pubblico di ripercorrere le tappe biografiche e della carriera di Man Ray. Grazie a un importante nucleo di materiali originali (stampe vintage, negativi, collage, documenti) è possibile documentare la storia di Man Ray dalla nascita (1890, Philadelphia), agli ambienti newyorkesi dove scopre le avanguardie europee e stringe amicizia con Marcel Duchamp, fino all’approdo parigino del 1921. 

A Parigi viene accolto dai poeti André Breton, Louis Aragon, Paul Éluard e incontra poi la cantante e modella Kiki de Montparnasse, sua amata e musa, creando fotografie immortali come Noire et blanche o Le Violon d’Ingres. In seguito, si dedicherà al mondo della moda e alla realizzazione delle famose “rayografie” e “solarizzazioni”. Rientrato negli Stati Uniti nel 1940, torna a Parigi nel 1951, dove rimane fino alla morte nel 1976. 

Attraverso un percorso tematico (gli autoritratti, le muse, i nudi, le rayografie e solarizzazioni, la moda), questa mostra propone la riscoperta di un artista unico nel suo genere e un geniale pioniere. 

24 settembre 2025 – 11 gennaio 2026 – Palazzo Reale – Milano

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BRUNO BARBEY. Gli Italiani

Bruno Barbey, Palermo, 1963
© Bruno Barbey / Magnum Photos | Bruno Barbey, Palermo, 1963

La fotografia è sempre più al centro del calendario espositivo di Palazzo Falletti di Barolo di Torino, che dal 12 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 presenta la mostra BRUNO BARBEY. Gli Italiani. Prodotta da Ares in collaborazione con Magnum Photos e l’Archivio Bruno Barbey, l’esposizione nasce da una selezione fatta dallo stesso Bruno Barbey (Marocco 1941 – Parigi 2020) e si compone di un centinaio di fotografie in bianco e nero realizzate tra il 1962 e il 1966.
 
In particolare, il nucleo di scatti ricalca il reportage dedicato all’Italia e agli italiani che l’autore negli anni sessanta aveva presentato all’editore francese Robert Delpire, il quale avrebbe voluto pubblicarlo come terzo volume dell’Encyclopédie essentielle, collana di libri che accostavano testo e immagini e che già comprendeva Les Américains di Robert Frank (1958) e Les Allemands di René Burri (1962).
 
Nonostante le circostanze dell’epoca ne impedirono la realizzazione, il portfolio dedicato alla Penisola – immortalata da piazza del Duomo a Milano ai vicoli di Napoli, dalla scalinata di Piazza di Spagna a Roma al centro di Palermo – convinse Magnum Photos, nel 1964, a invitarlo a collaborare con l’agenzia. Eppure, Barbey dovette aspettare il 2002 per vedere realizzato il proprio progetto (Editions de La Martinière). Solo nel 2022 la casa editrice Contrasto pubblicò il lavoro, postumo, nel volume Gli Italiani, definendo il modello che oggi viene assunto come spartito per riprodurre la selezione in mostra.
 
A integrare il percorso espositivo è presente un video di 10 minuti girato da Caroline Thiénot-Barbey, moglie dell’artista, che ripercorre genesi e sviluppo del reportage, insieme a una serie di citazioni di figure di spicco dello spettacolo e della cultura, che aiutano a contestualizzare gli scatti nell’ambito sociale e artistico degli anni sessanta.
 
Un’epoca in cui, studente di fotografia in Svizzera, Barbey esplorò con il suo maggiolino l’Italia in tutta la sua estensione, per lui ricca di fascino esotico nonostante la vicinanza, piena di luce ed energia, registrando con la sua macchina fotografica una realtà in pieno cambiamento, ancora fiaccata dalla guerra ma già rinvigorita da nuove speranze, evidenziando analogie e differenze tra una regione e l’altra, con il Nord lanciato verso il sogno metropolitano e il Sud che faticava nella ricostruzione.
 
Barbey ha fotografato così tutti gli strati della società: l’Italia delle cerimonie religiose e delle feste di paese, del boom economico e delle tradizioni antiche, degli operai e dei contadini, dei proletari e dei borghesi, dei nuovi ricchi e soprattutto degli umili, che con la loro fierezza si facevano interpreti della più profonda identità italiana. A tratti, gli scatti di Barbey sembrano raccogliere i personaggi di una moderna Commedia dell’arte, popolata da mendicanti, preti, suore, carabinieri, contadini, famiglie, figure archetipiche che negli stessi anni davano sostanza e popolarità ai film di Pasolini, Visconti e Fellini.
 
Barbey non è stato solo un fotografo. È stato anche un radiologo – scrive Giosuè Calaciura nel testo che introduce il volume Gli Italiani, edito da Contrasto (2022) – In queste foto, con uno sguardo profondissimo, è riuscito a cogliere le permanenze di un’antropologia complicata, ancestrale. Quello che non cambia o che muta solo nei tempi lentissimi delle Ere. È il rapporto intimo con la propria antichità”.
 
Nella visione in bianco e nero dell’autore ritroviamo e riscopriamo così il nostro recente passato, quello dei nostri genitori e dei nostri nonni, la memoria di un’epoca che la guerra aveva privato delle sue certezze e che guardava al futuro con l’urgenza di ricreare prima di tutto una vita e una rete sociale, i legami e le storie che più d’ogni altra cosa tengono unito un popolo.
 
La mostra, prodotta da Ares in collaborazione con Magnum Photos e l’Archivio Bruno Barbey, è realizzata con il patrocinio di Torino Metropoli e con il supporto di freecards e Contrasto; Media partner Sky Arte.

Dal 12 Settembre 2025 al 11 Gennaio 2026 – Palazzo Falletti di Barolo – Torino

PhEST 2025 – THIS IS US – A Capsule to Space

©Martin Parr, Magnum Photos

È con gran voce che si acclama la X edizione del PhEST di Monopoli! Sede ormai storica, che ospiterà oltre 30 mostre di uno dei festival internazionali di fotografia e arte più rinomati d’Italia in uno scenario suggestivo, e che fino al 16 novembre si trasformerà in un palcoscenico di cultura e creatività. Mostra madrina di quest’anno la celebre Pleased to Meet You di Martin Parr. Inoltre, in anteprima assoluta sarà presente la mostra fotografica Jitter Period del visionario regista Yorgos Lanthimos (The LobsterThe FavouritePoor Things).

Ritroviamo alla direzione artistica Giovanni Troilo, con la curatela fotografica di Arianna Rinaldo, a quella dell’arte contemporanea di Roberto Lacarbonara e la direzione organizzativa di Cinzia Negherbon.

Un decimo anniversario che guarda avanti senza dimenticare da dove viene. Il PhEST 2025 prende il titolo di THIS IS US – A Capsule to Space, coniugando celebrazione del passato e visioni future in uno spazio ancor più esteso.

Come anticipato, ad aprire le danze e caratterizzare i dieci anni di festival la serie Pleased to Meet You di Martin Parr. Autore di cui abbiamo parlato a più riprese, tra i più pop e iconici dei nostri anni, che dà voce nei suoi scatti vibranti alle idiosincrasie della società moderna. Donne e uomini imbruttiti dal consumismo, immortalati tra i loro vizi e sprechi non certo senza una lacerante ironia.

In mostra anche nomi meno noti, ma che segnano l’importanza nazionale e non che la fotografia riveste. Si ammirano così gli scatti di Sam Youkilis di Under the SunAlexey Titarenko con City of Shadows e Pietro Terzini con Just One More Glass, Amore Mio.

Seguono le serie Rhi-Entry di Rhiannon AdamBangers di Arianna Arcara, ospite della Residenza 2025, e See Naples and Die 2014-2022 di Sam Gregg.

In collaborazione con Photoworks & IIC London, PhEST porta a Monopoli anche la serie The Silent Sun, Brighton di Piero Percoco, ospite a giugno 2025 della Residenza speciale a Brighton. Inoltre, il festival espone gli scatti di Dylan Hausthor in What The Rain Might Bring, un progetto interdisciplinare che esplora le complessità della narrazione, della fede, del folklore e dell’intrinseca stranezza del mondo naturale. L’italiano Lorenzo Poli presenterà invece la serie in corso The Geoglyphs of our Time, dove protagonista è la terra e le mutazioni antropocentriche che ne hanno trasfigurato il volto.

Un’edizione che spazia in lungo e in largo nel vasto panorama fotografico, accostando il surrealismo di Philip Toledano alla vena provocatoria di Gregg Segal, autore di 7 Days of Garbage. Infine, nelle antiche stalle annesse alla Casa Santa, l’artista José Angelino presenta il progetto site-specific Waiting for the Sun. Resistenze 2025, a cura di Melania Rossi. Una serie di installazioni scultoree e video che raccontano l’esperienza quotidiana sul pianeta terra.

Dal 9 Agosto AL 16 Novembre 2025 – Monopoli – Sedi Varie

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Città Aperta 2025 – Alex Majoli, Paolo Pellegrin, Diana Bagnoli

La città è un corpo che si muove, respira e si trasforma. Roma, Urbs per eccellenza, ne è un esempio perfetto: osservarla vuol dire verificare quali possano essere, in una città da sempre ritratta, fotografata, rappresentata ed evocata, i confini reali e immaginari del suo spazio in continuo cambiamento. L’anno del Giubileo rappresenta quindi una sfida straordinaria: la possibilità di registrare come Roma riesca a trasformarsi rinnovando la sua tradizione, il suo spirito di accoglienza, la sua necessità di innovazione e di apertura.

Le immagini di Alex Majoli sono dedicate in modo specifico alla “scena drammaturgica” del Giubileo; i volti dei fedeli sono catturati dallo sguardo di Paolo Pellegrin che realizza anche un personale “viaggio dentro Roma”, mentre Diana Bagnoli propone le sue visioni a colori di un misticismo diffuso, mobile, itinerante, in sintonia con lo spirito del Giubileo.

L’attenzione alla realtà vista con sguardo intenso e nuovo, la possibilità di trasfigurare le azioni e i gesti in scene dal forte valore simbolico, l’empatia che contraddistingue il loro lavoro concorrono a offrire un’interpretazione visiva contemporanea, originale e profondamente evocativa del Giubileo a Roma.

dal 26 giugno al 28 settembre 2025 – Sala Zanardelli del Vittoriano – Roma

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Texas Trigger – Luca Santese e Marco P. Valli

The Texas Trigger exhibition, mirroring the recently published eponymous book, retraces the timeline of Santese and Valli’s journey across Texas at the height of the U.S. presidential election campaign, which culminated in Donald Trump’s victory. Over the course of just over a month, they drove approximately 5,000 miles, documenting a wide range of environments that are shaping American society today: immigration policy, the proliferation of firearms, political and cultural tensions, and the ongoing clash between conservative ideals and progressive movements. 
The photographic sequence, almost unchanged from the volume, is arranged in 33 modular frames that reflect the same dimensions and meanings of the triggers in the work. With 71 c-print photographs, the Texas Trigger exhibition also seeks to emphasize the material presence of the images and the narrative tension running through them. The authors will be present at the opening to introduce the project and guide you through the exhibition.

From 4 to 28 September 2025 – Palazzo Grillo, Genova

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SARA MUNARI: LAPILLI

3 – 7 Settembre 2025 – SONOGNO – VERZASCA FOTO FESTIVAL

LAPILLI: Fin dall’antichità, i vulcani sono stati considerati simboli della furia degli dei, porta dell’inferno o donatori di beni. Sono temuti e ammirati in egual misura. Ogni volta che esplode un vulcano, vengono riesumate vecchie leggende e teorie che si muovono tra terrore e fantascienza.
E perché questa violenta eruzione? E perché adesso? E perché tanta distruzione e tanti morti? Cosa c’è veramente nelle profondità della terra?
I libri scientifici teorizzano cosa riempie la palla rotante in cui viviamo: la crosta terrestre, le placche tettoniche, il magma…e se fosse qualcos’altro di insidioso e molto più perverso? Finora nessuno si è tuffato nelle profondità del pianeta per attestare cosa c’è là, a parte gli avventurieri di Viaggio al centro della Terra, il romanzo di Jules Verne. Pura finzione, ma terrificante.
Per i greci e i romani, i vulcani e le loro eruzioni erano associati a manifestazioni divine. Il Cristianesimo li ha considerati come l’opera di Satana o come segno divino. Quando avviene un’eruzione, soprattutto nei paesi latini, viene posta una Madonna per bloccare l’evento e sembra che in qualche caso sia avvenuto
Le menti degli uomini di fronte a un’eruzione vulcanica, sono affascinate dall’indiscutibile bellezza e magia di quei fuochi che sembrano uscire dall’inferno stesso.

Il mio lavoro esplora il connubio tra l’imponente potenza dei vulcani e l’umanità, tentando di raccontare il modo in cui queste maestose formazioni naturali hanno influenzato le credenze, le leggende e le pratiche religiose e come invece, nel rapporto reale, la vicinanza con questi monti condizioni e cambi “il vivere” effettivo. Gli spettatori saranno invitati a esplorare come le eruzioni vulcaniche siano state interpretate come segni divini o punizioni, e come abbiano influenzato la vita e la cultura delle popolazioni circostanti nel corso dei secoli.
Senza le premesse scientifiche, cosa è sembrato agli abitanti di tanti secoli precedenti? Paura, sicuramente stupore, si aggiungono all’infinito dell’inspiegabile, come tante cose dell’universo. Le leggende sono un tipo di narrazione che manca di un autore specifico e di una versione originale conosciuta, si trasmettono di generazione in generazione, soprattutto oralmente, e raccontano di eventi soprannaturali, fantastici o religiosi, localizzati in un luogo e in un tempo ben preciso della storia. Storia che aiuta a renderli più credibili. Le leggende sopravvivono al passare del tempo cambiando il loro contenuto e adattandosi alle nuove generazioni, che lo modificano e lo adattano al loro modo di vivere o, al contrario, lo dimenticano.
Nella realtà, il vulcano è una struttura geologica molto complessa, generata all’interno della crosta terrestre dalla risalita, in seguito ad attività eruttiva, di massa rocciosa fusa, il magma, formatasi al di sotto o all’interno della crosta terrestre.
La fuoriuscita di materiale è detta eruzione e i materiali eruttati sono lava, cenere, lapilli, gas, scorie varie e vapore acqueo. La forma e l’altezza di un vulcano dipendono da vari fattori tra cui l’età del vulcano, il tipo di attività eruttiva, la tipologia di magma emesso e le caratteristiche della struttura vulcanica sottostante al rilievo vulcanico.
Sulla superficie terrestre il 91% dei vulcani è sottomarino (in gran parte situati lungo le dorsali medio oceaniche), mentre circa 1500 sono quelli oggi attivi sulle terre emerse.
In questo lavoro sono stati visitati i vulcani europei per indagare visivamente quel filo che corre tra realtà, leggenda e religione.

Lavoro completo 40 opere tra foto e tele

Durante il festival, offriamo una serie di mostre all’aperto e all’interno, presentazioni e incontri tra artisti e comunità locale, visite guidate, letture portfolio, proiezioni di progetti e musica dal vivo.
La nostra curatela si concentra su diversi temi accomunati da un profondo interesse per l’umanità, con i suoi sentimenti, le sue posizioni e il suo rapporto con l’ambiente circostante. Le nostre esposizioni esplorano realtà e narrazioni regionali e internazionali, con un’attenzione particolare alla diversità, all’inclusività e alla conservazione.

https://www.verzascafoto.com/it/inizio

SI FEST 2025: GEOGRAFIE VISIVE

SI FEST 2025: GEOGRAFIE VISIVE

Torna a Savignano sul Rubicone, per tre weekend consecutivi, uno degli appuntamenti più longevi e significativi nel panorama della fotografia italiana: SI FEST, giunto quest’anno alla sua 34ª edizione.
Il Festival, in programma dal 12 al 28 settembre 2025, è un progetto dell’associazione Savignano Immagini, promosso dal Comune di Savignano sul Rubicone, con la direzione artistica affidata a un comitato scientifico composto da Manila Camarini, Francesca Fabiani, Jana Liskova e Mario Beltrambini.

GEOGRAFIE VISIVE – Il tema 2025
In un’epoca segnata da fratture ambientali, tensioni geopolitiche, migrazioni forzate e identità in trasformazione, Geografie Visive nasce come invito a ripensare il modo in cui abitiamo il mondo non solo nello spazio fisico, ma anche nei luoghi della memoria, della percezione, dell’immaginazione.

Il tema scelto per il 2025 si propone di mappare i territori visibili e invisibili dell’esperienza contemporanea, attraverso linguaggi fotografici che esplorano il paesaggio naturale, urbano e interiore. La fotografia diventa così uno strumento per decifrare ciò che muta, per riconoscere ciò che persiste, per dare forma a ciò che ancora non ha un nome.

Attraverso Geografie Visive, SI FEST continua il suo lavoro di indagine culturale sul presente, raccogliendo e intrecciando sguardi provenienti da luoghi, storie e sensibilità diverse, in un momento storico che richiede ascolto, complessità e immaginazione.

“Viviamo un tempo in cui i confini si spostano, si sfaldano, si ridefiniscono. I confini tra uomo e ambiente, tra vero e artificiale, tra intimo e collettivo. Abbiamo scelto Geografie Visive perché sentiamo l’urgenza di costruire nuove mappe – non per orientarsi, ma per comprendere. Ogni fotografia di questa edizione è una traccia: un frammento di paesaggio, una memoria incisa, una soglia che ci aiuta a leggere il presente e a immaginare il futuro.” — Comitato artistico del SI FEST

Alcuni nomi già confermati ci parlano della direzione intrapresa: Hashem Shakeri, autore iraniano tra i più lucidi interpreti delle fratture contemporanee, porta un lavoro potente sull’Afghanistan dopo il ritorno dei Talebani. Le sue immagini raccontano un mondo precipitato nel buio: donne private del diritto all’istruzione, minoranze perseguitate, esistenze invisibili. Ma nella scelta poetica della composizione e nell’empatia dello sguardo, Shakeri ci restituisce la dignità della resistenza. Ogni immagine è una soglia sospesa tra silenzio e grido, testimonianza e speranza. Una narrazione tanto dura quanto necessaria, che rifiuta il sensazionalismo e cerca invece la complessità. A cura di Manila Camarini. 

A raccogliere la sfida dell’attualità è anche Skagit Valley di Michael Christopher Brown, autore già noto per il suo lavoro realizzato con lo smartphone durante la rivoluzione libica. Il progetto riflette sul futuro dell’agricoltura e della vita rurale nella Skagit Valley, stato di Washington, attraverso immagini generate interamente da intelligenza artificiale. In un paesaggio post-apocalittico, distorto e visionario, l’AI diventa strumento per indagare ciò che resta – o potrebbe restare – della relazione tra uomo e natura. Un lavoro che spinge la fotografia documentaria oltre i suoi confini tradizionali, interrogando il ruolo dell’immagine nell’evocare scenari possibili e nel rappresentare un reale ancora inesistente. A cura di Manila Camarini.

Dalla finzione visionaria al rigore assoluto della testimonianza: Where the World is Melting del fotografo islandese Ragnar Axelsson – da oltre quarant’anni testimone delle comunità artiche – ci conduce nei ghiacci dell’Artico, tra Groenlandia, Siberia e Islanda. Le sue immagini in bianco e nero non sono semplici reportage, ma elegie visive su un mondo che si sta sciogliendo: quello delle comunità artiche, dei loro animali, delle loro tradizioni, dei loro paesaggi. In ogni fotografia si percepisce l’urgenza di uno sguardo che resiste al tempo, e che chiede di essere ascoltato prima che sia troppo tardi.

Se in Axelsson la resistenza è geoclimatica, in Spandita Malik diventa invece gesto politico e corporeo. L’artista indiana, basata a New York, intreccia fotografia e artigianato in una pratica corale e femminista che restituisce voce a donne sopravvissute alla violenza domestica. In Jāḷī—Meshes of Resistance, Malik stampa i loro ritratti su khadi, tessuto legato alla resistenza gandhiana, e le invita a ricamarli. Ogni opera è unica, costruita a quattro mani, in un dialogo profondo tra soggetto e fotografa. È così che l’immagine si trasforma in spazio di autodeterminazione: la donna non è più oggetto del racconto, ma autrice della propria rappresentazione. Una delle mostre più intime e radicali dell’intero Festival.

Dalla resistenza politica e corporea di Malik si passa allo sguardo che custodisce e preserva il fragile nell’opera di Evgenia Arbugaeva. L’artista russa racconta la Siberia artica con uno stile sospeso tra il reportage e la fiaba. I suoi scatti – colorati, onirici, pervasi di silenzio – trasportano lo spettatore in un altrove incantato, dove la realtà sembra sciogliersi nella luce. In un tempo accelerato e caotico, Arbugaeva ci invita a rallentare, ad ascoltare i ritmi lenti della natura, a riconoscere la bellezza fragile dell’invisibile. È forse questa una delle geografie più sottili e preziose: quella che sfugge, quella che resta negli occhi quando la luce si spegne. A cura di Manila Camarini. 

Un invito al silenzio e all’ascolto che ritroviamo anche in Doppia Uso Singola, il progetto di Lorenzo Urciullo – in arte Colapesce – a cura di Patricia Armocida, che porta per la prima volta in un festival di fotografia il suo universo visivo. Cantautore tra i più originali e apprezzati della scena musicale italiana, autore di graphic novel, spettacoli teatrali e colonne sonore, Colapesce firma con Doppia Uso Singola un lavoro fotografico intimo e stratificato, nato da oltre dieci anni di scatti raccolti durante viaggi, tournée, ritorni a casa. Camere d’albergo vuote, oggetti dimenticati, interni familiari: in queste immagini si riflettono la solitudine, il transito, la costruzione dell’identità in un tempo incerto e nomade. Nessuna figura è presente, eppure ogni spazio è carico di tracce umane, di tensione affettiva, di storie invisibili. Tra malinconia e pudore, queste immagini raccontano la solitudine come condizione esistenziale, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la vita in transito di chi è sempre altrove. 

Accanto ai progetti già citati, il percorso espositivo comprende una selezione di mostre che approfondiscono temi chiave del presente. La tedesca Barbara Diener esplora il desiderio di appartenenza e la spiritualità nelle comunità rurali tra Europa e Stati Uniti. L’iraniano Khashayar Javanmardi documenta l’agonia ecologica del Mar Caspio, lago senza sbocco minacciato dall’inazione politica. L’italiana Roselena Ramistella, attraverso un viaggio a dorso di mulo nei sentieri montani della Sicilia, restituisce un ritratto autentico della vita rurale contemporanea. Il franco-palestinese Taysir Batniji indaga il senso di perdita e l’esilio attraverso le chiavi di casa di chi ha dovuto abbandonare Gaza. La mostra collettiva “Oltre la soglia”, in occasione degli 80 anni della cooperativa Cocif, intreccia archivi e immagini contemporanee in un progetto inedito firmato da Mario Cresci.

Completano il programma i lavori premiati di Federico Estol (Uruguay), Aleks Ucaj (Albania/Italia) e Fabio Domenicali (Italia), il racconto corale dell’alluvione in Romagna, i laboratori con le scuole, e due importanti omaggi a Marco Pesaresi: uno dedicato al legame con la città di Bellaria Igea Marina, mentre l’altro – che si svolgerà a Rimini – è ispirato al libro Rimini di Pier Vittorio Tondelli ed è concepito come un dialogo tra il suo testo e le fotografie di Marco.

Dal 12 Settembre 2025 al 28 Settembre 2025 – Savignano sul Rubicone (FC)

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Ragusa Foto Festival 2025

Cristina Vatielli, dalla serie Terra Mater
© Cristina Vatielli | Cristina Vatielli, dalla serie Terra Mater

Un intero quartiere che si trasforma in una galleria d’arte contemporanea nel cuore del barocco ibleo, nel Val di Noto. Ragusa Ibla, tra i borghi più suggestivi d’Italia, assume il ruolo di una destinazione culturale dove la bellezza della Sicilia dialoga con la fotografia contemporanea internazionale. È questo lo scenario del Ragusa Foto Festival, prima rassegna siciliana di respiro internazionale dedicata ai diversi linguaggi della fotografia contemporanea e alla valorizzazione dei giovani artisti. In questi anni il Festival, ideato e diretto da Stefania Paxhia, giornalista e ricercatrice sociale, ha saputo unire la ricerca artistica all’attenzione per il territorio, trasformando Ibla, quartiere più antico della città, in una vera e propria piattaforma espositiva diffusa tra i magnifici palazzi iconici – Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, Auditorium San Vincenzo Ferreri – e i luoghi della vita quotidiana, come il Giardino Ibleo, cuore verde e quartier generale del Festival.

Patrocinata dalla Commissione Italiana UNESCO
, la tredicesima edizione, “Oltre l’apparenza”, sotto la direzione artistica di Massimo Siragusa, fotografo e docente di fotografia, in programma dal 28 agosto al 28 settembre, apre con quattro giornate inaugurali – dal 28 al 31 agosto – e un programma ricco di appuntamenti. Talk, letture portfolio, premi, workshop, seminari, proiezioni, visite guidate e presentazioni di libri, animeranno il lungo weekend insieme ad autori, critici, fotografi, curatori e professionisti del settore, provenienti da tutta Europa, per incontrare tanti giovani e appassionati di fotografia.
Grazie alla capacità della fotografia di rendere visibile ciò che spesso diamo per scontato, Jessica BackhausStefano De LuigiCharles FrégerMaria LaxMaud RallièreAlessia RolloJohannes Seyerlein e Cristina Vatielli sono gli artisti in mostra che ci offriranno la loro visione sul tema di quest’anno. Insieme al progetto dedicato al territorio di Francesca Todde, giovane artista di respiro internazionale, in Residenza a Ragusa grazie al sostegno di Fondazione “Cesare e Doris Zipelli” della Banca Agricola Popolare di Sicilia.

Tra i progetti esposti, il corto “Compagni di Viaggio”, diretto da Sara De Martino e prodotto da Fondazione Con il Sud; grazie alla collaborazione con lo IED di Roma (Istituto Europeo di Design), un lavoro interdisciplinare sul tema di quest’anno, realizzato dagli studenti del II° anno, per offrire una concreta opportunità di crescita professionale e creativa. In mostra la vincitrice del premio Miglior Portfolio 2024, Flora Mariniello, e il progetto in menzione di Antonello Ferrara.

Inoltre, quest’anno saranno in mostra i progetti selezionati con due call internazionali che hanno raggiunto un risultato sorprendente, che attesta l’attenzione e la partecipazione diffusa in tutto il mondo ed evidenzia la voglia di esporre al Ragusa Foto Festival. Andrew RovenkoDanae PanagiotidiMelisa OechsleO’Shaughnessy Francis e Cataldo – De Marzo sono i fotografi selezionati tra 250 candidature per la call dedicata alla fotografia analogica, realizzata insieme al collettivo Analog Milano. Risultato importante anche per la call dedicata al Circuito OFF del Festival, curata da Alfredo Corrao e da Emanuela Alfanocon la collaborazione del Circolo Fotografico ASA 25 di Vittoria (Rg), con 148 candidature e un totale di 625 immagini inviateda tutto il mondo, segno tangibile di un dialogo costante tra visioni locali e sguardi globali. Circa 40 gli autori selezionati che saranno esposti sia on line, in un’apposita sezione del sito del Festival, sia presso le diverse realtà che hanno aderito al progetto del Circuito Off.

Tra gli appuntamenti imperdibili delle giornate inaugurali, la presentazione della riedizione del libro “Viaggio in Italia”diLuigi Ghirri, in collaborazione con il MUFOCO, Museo della Fotografia Contemporanea, presentata dal curatore Matteo Balduzzi e da Carmelo Arezzo, presidente della Fondazione Cesare e Doris Zipelli di Baps, seguita dalla proiezione del film “Viaggio in Italia vent’anni dopo”.

Occasione preziosa per aspiranti fotografi e appassionati per confrontarsi con esperti, sono le Letture Portfolio che culminano con l’assegnazione del Premio Miglior Portfolio, un premio in denaro e l’esposizione del progetto vincitore nella prossima edizione del festival. I lettori di quest’anno rappresentano un panorama ricco e autorevole della scena fotografica contemporanea: Benedetta Donato, curatrice e direttrice del Premio Romano Cagnoni Award; Denis Curti, curatore delle Stanze della Fotografia di Venezia; Jessica Backhaus artista e fotografa internazionale; Tiziana Faraoni,photo editor de L’Espresso; Irene Alison, curatrice del “Rifugio Digitale” di Firenze e fotografa; Claudio Corrivetti, fondatore di Postcart Edizioni; Alessia Paladini, curatrice e fondatrice della Alessia Paladini Gallery; Paola Sammartano, inviata del magazine internazionale  “L’Oeil de la Photographie”.

Dal 28 Agosto 2025 al 28 Settembre 2025 – Ragusa – Sedi varie

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Grenze Arsenali Fotografici. VII Edizione

Tianyu Wang, Hidng and Seeking
© Tianyu Wang | Tianyu Wang, Hiding and Seeking

Inaugura venerdì19settembre a Verona l’ottava edizione del Festival Grenze-Arsenali Fotografici, il festival Internazionale di Fotografia che coinvolge il quartiere di Veronetta e il Bastione delle Maddalene.
Il concept di quest’anno è “Anfällig”, cagionevolevulnerabilefragile, da un momento all’altro può cadere o ricadere.  Non siamo del tutto guariti ma ritorniamo nel mondo con una nuova delicatezza.
Il concept di Grenze 2025 – pensato dalla direzione artistica di Francesca Marra e Simone Azzoni – propone di esplorare la debolezza insita nelle cose, nelle persone e nelle situazioni quotidiane. Interpretare come la fragilità si manifesti, sfumando il confine tra la vita e la sua instabilità.
“Cagionevole”, dal latino causionabilis, “che può essere causato”. Siamo indeboliti dalle incertezze, influenzati, e influenzabili dal dubbio. Precari, con l’equilibrio sempre in bilico. Difficile affrontare le sfide con stabilità e forza, fermezza. Nell’apparente sicurezza, siamo minacciati e non possiamo resistere.
“Cagionevole” diventa così l’esposizione nuda alla bellezza nella debolezza, senza nascondere la sofferenza o l’incertezza che essa comporta. La fotografia diventa uno strumento per trasformare la fragilità in parte essenziale e inevitabile della nostra umanità.
Il Festival è organizzato in collaborazione con Assessorato ai Rapporti UNESCO e l’Assessorato alla Cultura – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri del Comune di Verona.
Ad affiancare la direzione artistica ci sarà la curatela di Erik Kessels, artista, designer e curatore olandese. Colleziona fotografie che trova nei mercati delle pulci, nelle fiere, nei negozi dell’usato, ricontestualizzandole e pubblicandole con KesselsKramer Publishing. “Un maestro nel trovare vecchi album di famiglia, mostrandoceli sotto un nuovo volto, nella loro mondana bellezza e stranezza. È interessato dalle storie contenute nelle fotografie, piuttosto che dalle fotografie in sé”.
MAIN PROJECT Progetto d’eccezione all’ottava edizione del festival sarà Vida Detenida di Pedro Almodóvar. La mostra in esclusiva assoluta per l’Italia, raccoglie Still Life di oggetti quotidiani tolti dallo splendore del Pop cinematografico del regista spagnolo e abbandonati ad un riposo, ad una quiete domestica che ne rivela la malinconica e solitaria natura.
Le opere sono gentilmente prestate da Opera Gallery di Madrid. Abbinato alla mostra, curata da Simone Azzoni, il catalogo di LazyDogPress.
La mostra sarà allestita nello spazio de Il Meccanico di Via San Vitale 2b.
MAIN SECTION ➔    Bastione delle Maddalene – Vicolo Madonnina 12
Quattro i progetti esposti al Bastione selezionati dalla call:
◆     Nuno Alexandre Serrão con IcebergsUnderstanding the world by travelling inward:
un progetto intimista, sulla solitudine, sui mondi chiusi al di là dei silenzi, a cura di Simone Azzoni.

◆     FrédériqueDimarco con EIDOLONS: è una riflessione sul risvegliare gli occhi alla vulnerabilità del mondo in cui viviamo e a catturare, anche solo per un istante, la connessione con gli elementi e con il vivente. In relazione ai disturbi visivi, la fotografa sviluppa una tensione tra apparizione e scomparsa. A cura di Francesca Marra.
◆     Tianyu Wang con Hiding and Seeking che utilizza la performance art come processo creativo e le immagini come mezzo per far riflettere sulla violenza. A cura di Erik Kessel.
◆     Florine Thiebaud con COMING BACK, in cui l’artista dà voce ad un tremendo tumulto interiore. A cura di Erik Kessel.
➔    Prosegue invece la collaborazione e la rete con altre realtà Internazionali che si occupano di fotografia con i progetti
◆     Katarina Marković con InPassing – in collaborazione con Belgrade Photo Month e Sarajevo Photography Festival.
◆     Emanuela Cherchi con Tumbarino, selezionato dal Premio MUSA.
➔    – Il Meccanico, Via San Vitale 2B
◆     Alfio Tommasini con Via Lactea. L’autore ha visitato per lo più piccoli agricoltori e allevatori di bovini nelle Alpi e nelle Prealpi, nonché i grandi laboratori di latte e di inseminazione in Svizzera. Via Lactea presenta paesaggi che si estendono attraverso cinque inverni, oltre a dettagliati e al tempo stesso intimi e pittorici, ritratti di contadini e animali da fattoria. Tommasini intraprende uno studio visivo del rapporto tra uomo, animali e topografia nel contesto di un’agricoltura e di un’industria casearia in rapida evoluzione e sempre più meccanizzata.
SEZIONE OFF La sezione a cura di Lisangela Perigozzo arriva quest’anno a Veronetta.
Negozi, bar e locali ospiteranno durante tutto il festival i progetti di
●      Francesco Anderloni con Suspensia

●      Toby Binder con Common future for a Divided Youth

●      Federica Carducci con Yet still, rebirth. In the ordinary ache of waking

●      Francisco Macfarlane con Codificaciones

●      Marco Sempreboni con Impermanenze

●      Romina Zanon con Disperso e presente

Il progetto URBAN celebra la prima sinergia d’intenti tra Grenze e Tocatì:
➔    fotografia manifesta / poster photography.
In collaborazione con AssociazioneGiochiAntichi: nel quartiere di Veronetta saranno affissi i manifesti con uno dei celebri scatti di Dario Mitidieri, “Children playing in Gorazde, Bosnia 1995”: due bambini che nonostante la guerra, scendono da una discesa su un carrettino di legno.

Dal 19 Settembre 2025 al 20 Ottobre 2025 – Bastione delle Maddalene – Verona

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PASSAGGI. Mario Giacomelli e Simone Massi

n occasione del centenario della nascita del Maestro della fotografia del Novecento Mario Giacomelli, il Premio nazionale Gentile da Fabriano e l’Associazione Gentile Premio presentano a Zona Conce a Fabriano, dal 21 giugno al 19 ottobre 2025, la mostra “Passaggi. Mario Giacomelli e Simone Massi” curata da Gianluigi Colin e Galliano Crinella: un inedito confronto tra il celebre fotografo e Simone Massi illustratore, autore, regista e maestro dell’animazione, entrambi marchigiani. Due linguaggi, lontani cronologicamente ma estremamente connessi nella rappresentazione della realtà, che svelano affinità elettive.

La mostra, resa possibile dal contributo di Diatech Pharmacogenetics, realizzata in collaborazione con l’Archivio Mario Giacomelli, Carifac’Arte e Zona Conce e con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche e il Comune di Fabriano Città Creativa UNESCO, sarà l’unica esposizione nella regione Marche che durante l’estate e parte dell’autunno celebrerà Mario Giacomelli, artista cui le Marche hanno dato i natali e che nella sua opera ha raccontato costantemente il territorio marchigiano e le sue radici.

L’esposizione fabrianese vuole essere un tentativo di dare una rappresentazione dell’opera di Giacomelli che va oltre il paesaggio e per questo è stata messa a confronto con le illustrazioni di Simone Massi.

Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 – Senigallia, 2000), al quale nel 1997 fu conferito dal Sen. Prof. Carlo Bo il Premio nazionale Gentile da Fabriano alla sua prima edizione, è un fotografo conosciuto e celebrato a livello internazionale. Simone Massi (Pergola, 1970), è un artista che lavora per il cinema, considerato oggi uno dei principali autori di cortometraggi di animazione italiani nel mondo, vincitore di un “David di Donatello”, quattro “Nastri d’Argento” e un Premio “Ennio Flaiano”, oltre che autore della sigla di tre edizioni della “Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”.

In mostra 35 immagini dalle serie più iconiche di Mario Giacomelli come “Storie di terra”, i seminaristi di “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, “La buona terra”, ma anche “Scanno” e “Lourdes”. Ad affiancarle, altrettanti disegni a matita e pastelli di Simone Massi, che ritrae raschiando, quasi incidendo, la stessa terra, gli stessi volti e le stesse passioni.

Dal 21 giugno al 19 ottobre 2025 – Zona Conce – Fabriano (AN)

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Il Sole Nero. La fotografia africana dal periodo delle indipendenze ai giorni nostri

Il Sole Nero. La fotografia africana dal periodo delle indipendenze ai giorni nostri, Maschio Angioino, Napoli

In occasione del suo anniversario millenario, Napoli si presenta al mondo come una città che guarda al futuro attraverso il dialogo culturale. Il progetto Il Sole Nero si propone come una piattaforma culturale articolata tra Napoli e il continente africano, valorizzando il ruolo della città partenopea come crocevia di culture mediterranee e ponte naturale verso il Sud globale.

Dall’11 agosto al 24 settembre, le Antisale dei Baroni del Maschio Angioino ospitano l’esposizione principale, dedicata alla fotografia africana dal periodo delle indipendenze ai giorni nostri, con oltre 250 opere di 44 artisti e studi fotografici da tutto il continente.

Prodotta da Andrea Aragosa per BlackArt, la mostra è curata da Simon Njami, in collaborazione con Carla Travierso e Alessandro Romanini, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Comitato Neapolis 2500, in collaborazione con il Comune di Napoli e le Università Federico II e L’Orientale. Il Museo delle Civiltà di Roma ha concesso il patrocinio.

Accanto alla sede napoletana, il progetto prevede una seconda fase internazionale, attuata attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura, dedicata alla dimensione immateriale, rituale e sonora della relazione tra Napoli e l’Africa. E’ in questo quadro che si inserisce la performance musicale in Africa di Enzo Avitabile, concepita come gesto di restituzione e attraversamento simbolico: una musica frutto di una ricerca delle proprie radici ma fortemente connessa con il continente africano e che restituisce e ricollega ciò che la modernità coloniale ha spezzato. Nell’occasione sarà proiettato un video con i contenuti della mostra Il Sole Nero, presso un Istituto italiano in Africa.
Una conferenza istituzionale, aperta al pubblico, con la partecipazione di Simon Njami ed Enzo Avitabile è prevista il giorno 17 settembre presso gli spazi espositivi del Maschio Angioino a Napoli.
Il Sole Nero si configura così come un progetto bilaterale che collega territori, linguaggi e sensibilità, promuovendo una narrazione culturale condivisa tra l’Italia e l’Africa. Un’iniziativa che riflette lo spirito di Neapolis 2500 e le direttrici del Piano Mattei, contribuendo a rafforzare la presenza culturale italiana nei Paesi partner e offrendo a Napoli un ruolo da protagonista nel disegnare nuove geografie della cooperazione culturale.

Illuminanti le parole di Simon Njami: « È impossibile parlare dell’Africa. È impossibile parlarne nei termini convenzionali del mondo dell’arte o dell’Accademia. Perché l’Africa, fin dagli albori dei tempi, è fantasia. Un contenitore fantastico in cui ognuno deposita le proprie angosce, paure o desideri. Come possiamo dunque narrare questo spazio contraddittorio? Come possiamo parlarne nella sua storia e geografia senza rivedere il nostro passato e mettere in discussione ciò che credevamo di aver capito? È fondamentale “disimparare l’Africa”. Ricostruirla con nuovi strumenti. E questi strumenti dipendono dalla contemporaneità. Solo il contemporaneo può tentare di rendere la molteplicità delle dimensioni di un territorio oscuro attraverso la sua trasparenza. Trasparente perché oscuro. ».

Il contributo teorico di Carla Travierso guida la lettura curatoriale della mostra: «Nel contesto post-coloniale, la fotografia africana si afferma come strumento critico e poetico, capace di raccontare un tempo “altro”, che attraversa la frattura storica senza rimuoverla. Non cerca di emulare estetiche europee né di rispondere a immaginari esotici: diventa invece spazio di confronto con l’invisibile e con ciò che la storia ha reso indicibile. Diventa luogo di riconciliazione: non semplice rappresentazione, ma pratica capace di mettere in discussione narrazioni consolidate, genealogie identitarie, categorie estetiche, geografie di appartenenza».

Come osserva la dottoressa Marilù Faraone Mennella, membro del Comitato Neapolis 2500: «Napoli, città plurale e crocevia di saperi e culture, ha oggi l’opportunità di rileggere criticamente la propria storia, mettendo a fuoco la persistenza di immaginari e disuguaglianze. Il Sole Nero, in questa cornice, diventa parte integrante della riflessione che la città propone su sé stessa in occasione del suo anniversario millenario. Una riflessione non celebrativa, ma consapevole, capace di fare della memoria uno strumento attivo e del passato un terreno di confronto».

Il Prefetto di Napoli e presidente del Comitato Neapolis 2500, Michele Di Bari, aggiunge: «In un momento in cui il Mediterraneo è attraversato da tensioni, migrazioni e sfide complesse, Napoli riafferma il suo ruolo di città-ponte: un luogo di dialogo e confronto con l’Africa contemporanea e la sua diaspora. Crediamo che solo attraverso una profonda conoscenza del passato e una cultura inclusiva, radicata nel rispetto e nel dialogo, si possa costruire una società più equa e aperta, capace di affrontare con coraggio le sfide del presente e del futuro».

Il Sole Nero partecipa alla ridefinizione del ruolo culturale di Napoli nello scenario internazionale, offrendo uno spazio di confronto, consapevolezza e rigenerazione culturale.

La mostra raccoglie in 91 cornici più di 250 opere di 44 artisti e studi fotografici. Tra questi: Omar Said Bakor, N.V. Parek, Malik Sidibé, Mama Casset, Salla Casset, Seydou Keita, Ambroise Ngaimoko, Jean Depara, Sanlé Sory, Studio Venavi, Tidiani Shitou, J.D. Okhai Ojeikere, Mory Bamba, Oumar Ly, Sanou Bakari, Bassirou Sanni, Cornelius Azaglo, Francis Ahehehinnou, Michel Kameni, Mombasa Studio, Adama Kouyaté, Ricardo Rangel, Adeghola Photo, Clement Fumey, Danisco Studio, Ali Maiga, Photo Sedab, Studio Mehomey, Studio Kwanyainchi, K.W. Ambroise, Studio Begbawa, W.K. Jerome, Islam Photo, M.A. Aliou, Maison Osseni, Photo Belami.

Dal 11 Agosto 2025 al 24 Settembre 2025 – Castel Nuovo – Maschio Angioino – Napoli

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Tutti i premi fotografici in scadenza a settembre 2025

Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Settembre! Partecipate!

Ciao

Annalisa

ND AWARDS

L’acclamatissimo ND AWARDS è un crogiolo di alcune delle anime più straordinarie e talentuose al mondo nel campo della fotografia, dove il vincitore ottiene immediatamente riconoscimento, prestigio e visibilità. Questo è un invito aperto. Unisciti a noi e partecipa al concorso!

Gli ultimi due anni sono stati una prova evidente del successo di ND AWARDS nel suo percorso verso la consacrazione come uno dei concorsi professionali più ambiti dai fotografi. Il nostro marchio di fabbrica è un approccio moderno alla fotografia unito al rispetto per la tradizione. Nello spirito di reciprocità, a ND AWARDS, i nostri partecipanti sono il centro del concorso, poiché questo ente premiatore non può esistere senza i suoi partecipanti. Questi ultimi sono importanti per noi quanto noi lo siamo per loro. Allo stesso modo, illuminiamo il percorso di sviluppo continuando a scoprire, ispirare e promuovere i migliori artisti.

Deadline: 21 September 2025

Website: https://ndawards.net

INTERNATIONAL PORTRAIT PHOTOGRAPHY AWARDS 2025

Presso l’IMAGO Institute, siamo lieti di annunciare la seconda edizione degli International Portrait Photography Awards!

Questo concorso mira a premiare i migliori fotografi di tutto il mondo che lavorano nel genere del ritratto, da diverse prospettive: concettuale, antropologica, autoritrattistica, documentaristica, street, sperimentale e altro ancora.

Deadline: 1 September 2025

Website: https://www.institutoimago.com/contest/international-portrait-photography-awards-2025/22

RPS DOCUMENTARY. PHOTOGRAPHY AWARDS 2025

Il Documentary Photography Awards (DPA) è organizzato dal Documentary Group della Royal Photographic Society. Si tiene ogni due anni. Le edizioni precedenti (come DPOTY) si svolgono dal 2012 e offrono l’opportunità di presentare lavori documentaristici e narrazioni visive.

Le categorie del premio sono: Open, Studenti e Soci RPS.

I progetti selezionati saranno esposti in una mostra itinerante nel Regno Unito. Saranno inoltre offerti borse di studio e supporto ai progetti selezionati.

Tutti i progetti selezionati avranno inoltre la possibilità di essere pubblicati su Decisive Moment e The RPS Journal e i fotografi selezionati saranno invitati a presentare alla nostra serie Engagement Talk.

Deadline: 1 September 2025

Website: https://rps.org/groups/documentary/dpa/

NATURE AND HUMANS

“Nature and Humans” è un concorso fotografico internazionale che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura. Organizzato dalla Fondazione DESEA, offre premi per oltre 14.000 euro, di cui 9.500 euro in denaro.

Il concorso si distingue per le sue categorie incentrate sulla conservazione, che includono i premi più prestigiosi, accanto a temi come Mammiferi, Uccelli, Oceani e Altri Animali. Si avvale di una giuria composta da esperti di fama internazionale, collaboratori specializzati e il supporto di importanti sponsor del settore.

Deadline: 1 September 2025

Website: https://natureandhumans.com/

INTERNATIONAL WEDDING PHOTOGRAPHER OF THE YEAR AWARDS 2025 (IWPOTY)

Giunto alla nona edizione, questo prestigioso concorso offre ai professionisti del settore della fotografia di matrimonio una piattaforma per mostrare i loro lavori migliori e ottenere riconoscimenti a livello internazionale.

Il concorso si svolge esclusivamente online, consentendo a fotografi provenienti da tutto il mondo di partecipare. I vincitori e i lavori migliori vengono pubblicati sul sito web di IWPOTY e promossi attraverso vari canali mediatici, offrendo a finalisti e vincitori un’ampia visibilità.

Promozione dei fotografi

Offrendo una piattaforma per il riconoscimento e la visibilità, il concorso aiuta anche i fotografi che desiderano costruire la propria reputazione, attrarre nuovi clienti e ispirare altri nel settore.

Deadline: 15 September 2025

Website: https://iwpoty.com/

ANGRY WHALE PHOTO AWARDS

Presentazione della prima edizione degli Angry Whale Photo Zine Awards, una celebrazione delle fanzine fotografiche indipendenti.

Requisiti:

Le fanzine devono includere la fotografia come elemento principale e devono essere state pubblicate a partire dal 1° gennaio 2024

Le candidature possono essere realizzate a mano o stampate professionalmente

Sono ammesse candidature internazionali

Non è ammessa l’IA generativa

Deadline: 15 September 2025

Website: https://www.sodacitizen.com/the-angry-whale-photo-zine-awards

SPIE INTERNATIONAL DAY OF LIGHT PHOTO CONTEST 2025

Il concorso 2025 è aperto! Aiutateci a mostrare l’impatto trasformativo e straordinario della luce sulle nostre vite, sulle nostre comunità e sul pianeta inviando le vostre immagini più accattivanti. Quest’anno verrà offerto un premio speciale “Scelta dalla giuria per il meglio della scienza”.

I lavori presentati possono riguardare, ad esempio, le varie proprietà della luce e come interagisce con l’atmosfera, la natura e i materiali, tecnologie della luce come laser, LED, immagini create con tecnologie della luce, come telescopi e microscopi, persone che interagiscono con la luce e/o con la tecnologia della luce, ecc…

Deadline: 16 September 2025

Website: https://spie.org/community-support/international-day-of-light/idl-photo-contest

MONTE-CARLO PHOTO CONTEST 2025

Il Monte-Carlo Photo Contest è un concorso fotografico internazionale annuale, aperto a fotografi di tutte le nazionalità, amatoriali o professionisti.

Il concorso è patrocinato dalla FIAP (Federation Internationale de l’Art Photographique) e dall’AAPMC (Académie de l’Art Photographique de Monte-Carlo).

Quattro temi:

Glamour e Bellezza

Il Mondo in Primo Piano

Paesaggio

Tema libero

Deadline: 19 September 2025

Website: https://www.montecarlophotocontest.org

CALL FOR ENTRIES: SOHO OPEN

L’edizione inaugurale del Soho Open accoglie creativi in ​​ogni fase della loro carriera, offrendo uno spazio inclusivo e dinamico agli artisti contemporanei per esporre le proprie opere.

Senza un tema prefissato, il Soho Open invita creativi in ​​ogni fase della loro carriera a presentare le proprie opere.

Gli artisti possono presentare fino a 3 opere, con un massimo di 2 immagini di supporto. (Queste possono essere utilizzate per illustrare i dettagli.) Sono ammesse tutte le tecniche, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: pittura, disegno, scultura, tecniche miste, fotografia, immagini in movimento, stampa e tessuti.

Deadline: 23 September 2025

Website: https://artopps.co.uk/opportunities/thesohoopen25

SNOW & ICE INTERNATIONAL PHOTO FESTIVAL – IMAGE & NEIGE

Image & Neige è l’unico festival fotografico europeo interamente dedicato alla neve e al ghiaccio.

Fondato nel 2009 e tenutosi ogni anno in Alta Savoia, in Francia, il festival si svolge da 16 anni. Presenta fino a 200 fotografie selezionate a edizione, esposte in gallerie al coperto e in grandi installazioni all’aperto. Più di 600 fotografi francesi hanno presentato i loro lavori nelle ultime tre edizioni.

Il 2026 segna la prima edizione internazionale, aperta a fotografi di tutto il mondo.

Tutte le stampe selezionate sono prodotte e montate dal festival secondo gli standard delle gallerie: 40×60 cm, alluminio Dibond, cornici galleggianti in legno. Una votazione pubblica premia uno dei quattro espositori internazionali.

STORIE, VISIONI E MERAVIGLIE NATE DALL’INVERNO

Deadline: 30 September 2025

Website: https://site.picter.com/image-et-neige-2026

INTA INTERNATIONAL TRAVEL PHOTO AWARDS 2025

L’International Travel Photography Award riunisce fotografi di talento da tutto il mondo per presentare i loro migliori lavori in quattro diverse categorie. Il concorso durerà fino al 30 settembre 2025, dandovi la possibilità di presentare i vostri lavori a un pubblico internazionale e di competere con altri fotografi. Non solo avrete la possibilità di vincere un fantastico premio principale, ma potrete anche entrare in contatto con altri professionisti del settore fotografico e magari anche vedere i vostri lavori esposti in una mostra rinomata.

Deadline: 30 September 2025

Website: https://www.lik-club.org/inta-travel-photo-awards

ARCHITECTURE PHOTOGRAPHY MASTERPRIZE 2025

Il premio Architecture Photography MasterPrize (APMP) è un prestigioso riconoscimento nell’ambito del programma Architecture MasterPrize, dedicato a premiare le migliori fotografie architettoniche di tutto il mondo. Questo premio celebra l’arte di catturare l’ambiente costruito, valorizzando le immagini che rivelano gli elementi spaziali, la luce, le ombre e le texture che definiscono i capolavori architettonici. Che il vostro lavoro si concentri sulla cattura dell’impatto visivo degli spazi architettonici, in interni o in esterni, l’APMP sottolinea il ruolo fondamentale della fotografia nel trasmettere la visione di un architetto e il significato culturale del design.

Deadline: 30 September 2025

Website: https://architectureprize.com/photography-award/

MARIBOR PHOTOBOOK AWARD 2025

Il Maribor Photobook Award torna nel 2025 per celebrare l’eccellenza e l’innovazione nell’editoria fotografica contemporanea. Invitiamo editori, fotografi, artisti e designer di tutto il mondo a presentare i loro libri, pubblicati o autopubblicati, creati negli ultimi due anni.

Questo premio non è destinato a progetti inediti: sono ammessi solo libri fotografici completati e pubblicati. Le fanzine sono benvenute e incoraggiate.

L’edizione di quest’anno accoglie candidature su qualsiasi tema: il premio rimane aperto a voci, concetti e approcci fotografici diversi.

Tuttavia, poniamo particolare attenzione anche al sottotema “Protesta”.

Siamo particolarmente interessati a libri che affrontino le molteplici forme di resistenza sociale e attivismo che plasmano il nostro mondo odierno. Dagli atti silenziosi di sfida alle rivolte collettive, dalle lotte per i diritti umani ai movimenti per l’uguaglianza e la giustizia, la fotografia ha svolto un ruolo cruciale nel documentare, interpretare e amplificare questi momenti.

Deadline: 30 September 2025

Website: https://theangrybat.com/https-theangrybat-com-portfolio/photobook_award-2025/

TRI M GRAPHICS 32ND CALENDAR PHOTO CONTEST

Se avete mai sfogliato un calendario Tri M Graphics, sapete che è più di semplici belle foto: è un’istantanea (letteralmente) della magia quotidiana catturata da fotografi di tutto il paese.

Da 32 anni, il Concorso Fotografico Tri M Calendar trasforma momenti ordinari in qualcosa di straordinario. Quello che è iniziato nel 1995 come un modo divertente per mostrare una nuova stampante a colori è diventato una tradizione amata, con oltre 800 candidature inviate negli ultimi anni da residenti di tutti i 50 stati.

Deadline: 30 September 2025

Website: https://www.trimgraphics.com/feature/free-calendar-photo-contest/

PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE

Se vuoi partecipare alla presentazione del Premio Musa online

8 Ottobre 2025 ore 20,30, richiedi il link per la serata! info@musafotografia.it

Scadenza 24 Ottobre 2025

Il Premio Nazionale Musa per fotografe, dopo una notevole crescita in termini di popolarità e successo, raggiunge la sua settima edizione nel 2025.

Grazie a tutte per la partecipazione!

Dedicato alla realizzazione di portfolio fotografici, il Premio Musa è aperto a tutte le fotografe, senza distinzione tra amatrici e professioniste. I lavori presentati saranno valutati da una giuria di esperti del panorama fotografico italiano, il cui giudizio sarà insindacabile. Il premio si concentra sulla fotografia femminile italiana e accoglie partecipanti di ogni ambito e genere fotografico, senza restrizioni sul progetto da presentare.

Il tema è libero ma deve essere considerata la categoria di appartenenza del progetto:

1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi, Architettura

2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca..

3) Ritratto, Moda, Fotografia di spettacolo.

Non tenere i tuoi progetti nel cassetto!

Il Premio Musa per fotografe è dedicato a chi vuole raccontare storie, idee e visioni attraverso le immagini.
La giuria, composta da professionisti della fotografia italiana, valuterà i progetti con attenzione e passione.
Aperto a tutte le fotografe, senza distinzioni tra amatrici e professioniste.

Per informazioni dettagliate: https://www.musafotografia.it/premio.html

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori!

Musa fotografia

Mostre di fotografia consigliate per agosto

Ciao, date un’occhiata alle mostre in programma ad agosto. Sia che siate in spiaggia che rimaniate in città, ce ne sono di interessantissime!

Buone vacanze!

Anna

Les Rencontres d’Arles – Disobedient Images

“Our identities (…) aren’t rooted in a single territory. They extend, crossbreed, shift and constantly recreate themselves”.
In the spirit of the thought of Édouard Glissant, who extols the intertwining of cultures and the richness of encounters, this new edition of the festival proposes the exploration of the image in polyphonic form. Here, photography is not limited to an exoticizing gaze: it inscribes the elsewhere in a dynamic of exchange and ‘cultural translation’, extending the reflection of the anthropologist Alban Bensa. Photography is thus envisioned as an instrument of resistance, testimony, and social transformation in the face of contemporary crises.

Commitment pervades the entire program of this 56th edition. From Australia to Brazil, through North America and the Caribbean, while the world is shaken by rising nationalism, nihilism and environmental crises, the photographic perspectives presented offer a crucial counterpoint to the prevailing discourse, celebrating the diversity of cultures, genders and origins.

Through a dialogue between contemporary and emerging art, vernacular photography and modernism, the exhibitions presented as part of the Brazil-France 2025 Season celebrate the artistic vigor of the Latin American country. Ancestral Futures proffers a reflection on memory and identity: through a reinterpretation of visual archives, the artists question the colonial legacy and the struggles of the Afro-Brazilian, indigenous and LGBTQIA+ communities. Through a critical lens, they redefine representations, opening new perspectives on history and the future, while the debates on the restitution of patrimony and the rewriting of founding narratives intensify. In Retratistas do Morro, the daily life of the Serra community in Belo Horizonte, Brazil’s largest and oldest favela, is revealed through a collection of 250,000 negatives by photographers João Mendes and Afonso Pimenta. This dynamic is further explored in the exhibition dedicated to Claudia Andujar, whose activism is rooted in the struggles of the 1960s and 70s, before she devoted her work to the indigenous Yanomami people. Fort its part, the Foto Cine Clube Bandeirante (FCCB), founded in São Paulo in 1939 illustrates a pivotal period in Brazilian modernist photography, influenced by Neo-Concrete Art, Cinema Novo and Bossa Nova.

Another continent discloses a fascinating panorama of its photographic creation, from works by indigenous artists to its contemporary art scene. On Country: Photography from Australia explores the deep and spiritual relationship that Aboriginal people have with their land, which extends far beyond the merely geographical. In transcending colonial history and modernity, this bond is expressed through works in which photography becomes a tool of transmission and resilience in the face of climatic and political disturbances that threaten this cultural legacy.

The question of territories and their transformations extends to other geographical areas. U.S. Route 1 revisits Berenice Abbott’s unfinished project:  Anna Fox and Karen Knorr explore the mythical road between Maine and Florida, exposing the economic fractures, migration crises and identity tensions exacerbated by recent political turmoil.

With Raphaëlle Peria, winner of the BMW Art Makers program, the crossing of an expanse of territory is evoked through childhood memories, leading us to the banks of the Canal du Midi.

The exhibition dedicated to the foundational work of Louis Stettner links the American and European continents, exploring his role as a bridge between American Street Photography and French Humanist vision. Through 150 images and previously unpublished documents, his social and political commitment and the diversity of his artistic experiments are revealed from a fresh perspective. His images convey a deep sensitivity to social realities, an approach similarly found in the work of Letizia Battaglia. The Italian artist has captured the violence of the Sicilian Mafia with unrivalled intensity, while magnifying the beauty and vitality of Palermo. Her work resonates in the face of growing threats to investigative journalism and press freedom, a delicate issue also tackled by Carine Krecké, winner of the Luxembourg Photography Award, who questions how we comprehend information and remember conflicts.

Among the outstanding participants of this edition, Nan Goldin, winner of the 2025 Kering Women in Motion Award and emblematic figure of the festival, returns with a new proposal that reflects her unique, uncompromising visual style, focusing specifically on the bonds of family and friendship. What connects individuals hinges on complex relationships. Diana Markosian, Keisha Scarville, Camille Lévêque and Erica Lennard explore these diverse ties, forged by social, cultural and political dynamics. The works of Carmen Winant, Carol Newhouse and Lila Neutre redraw the contours of the notion of kinship. By integrating identitary and emotional legacies, they challenge the boundaries between biological and elected family.

Agnès Geoffray’s work on the reformatories for underage girls in France questions our relationship to history in a memorial register marked by acts of rebellion and emancipatory aspirations. Through photographic and textual re-compositions, she gives voice and presence to those who were labeled ‘uneducable’. In querying the social norms of her time, she brings to light ignored layers of the past.

In the wake of these forgotten narratives, the richness of anonymous images is made manifest through the Marion and Philippe Jacquier Collection. Comprising nearly 10,000 anonymous and amateur prints, it offers a vast corpus of visual stories that combine the intimate, the documentary, and the peculiar. This exploration of vernacular photography reveals fragments of past lives and snapshots of the everyday.

The exhibition Yves Saint Laurent and Photography, formed in collaboration with the Musée Yves Saint Laurent Paris and based on its collections, embodies the intertwining of photography and other disciplines. It offers an immersion into the world of the couturier, exploring his relationship with the photographers of his time, and his inner inspirations. Between rigor and graphic daring, his fashion finds a new dimension in photography, oscillating between thought and feeling.

Finally, the Festival upholds its commitment to showcasing emerging talent. The Louis Roederer Foundation 2025 Discovery Award exhibition, curated by César González-Aguirre, continues its exploration of contemporary issues in photography and returns to the Espace Monoprix venue.

Together with Aurélie de Lanlay and the entire Festival team, we look forward to welcoming you in Arles from 7 July to discover a vigorous and committed edition. More than ever, the image asserts itself as a space for awareness and reinvention.

From July 7 to October 5 – Arles

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WILLIAM KLEIN – encore. still. ancóra

William Klein, Simone + Nina, Piazza di Spagna, Rome (Vogue), 1960 - courtesy © the artist | Ikona Gallery, Venezia
William Klein, Simone + Nina, Piazza di Spagna, Rome (Vogue), 1960 – courtesy © the artist | Ikona Gallery, Venezia

Il 28 luglio 2025, Ikona Gallery inaugura la mostra WILLIAM KLEIN – encore. still. ancóra, una personale dedicata al fotografo a quarantasei anni esatti dall’apertura della galleria, avvenuta il 28 luglio 1979.

William Klein, già presentato da Ikona Photo Gallery a Venezia nel 1981, ritorna ora con una selezione di sedici stampe originali in bianco e nero, provenienti dallo Studio Klein di Parigi. Le immagini scelte, dedicate ai temi delle città (New York, Mosca, Tokyo, Roma) e della Moda, raccontano una fotografia che ancóra – e sempre – afferma e condensa in sé l’avanguardia, la complessità e il contraddittorio.

Il sottotitolo di questa esposizione – encore. still. ancóra – esprime la continuità e il cambiamento.Tornare alla fotografia, che Ikona Gallery ha sempre messo in luce in questi quarantasei anni di presenza, significa affermare attraverso l’immagine, il significato di un avverbio che tanto parla di Klein quanto di Ikona. Significa inoltre proseguire nell’azione del presentare per chiedersi ancóra quale senso abbia fare, esporre e guardare la fotografia oggi. È significativo riconoscere nell’opera di William Klein un ideogramma dell’inedito che offre la chiave potente per dischiudere nuove letture della realtà.

Con questo sguardo, Ikona Gallery sceglie di esserci – encore, still, ancóra – nell’odierno nuovo capitolo di presenze a Venezia.

Dal 28 luglio 2025 al 30 novembre 2025 – Ikona Gallery – Venezia

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Luigi Ghirri. Blu Infinito. In viaggio con Gianni Celati e Giacomo Leopardi

Ph. Luigi Ghirri
Ph. Luigi Ghirri

Luigi Ghirri approda al MARV: un evento di rilevanza nazionale nel cuore delle Marche
Una mostra inedita, un intreccio magistrale tra fotografia, cinema, poesia e paesaggio. Dal 12 luglio al 21 settembre 2025, il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara presenta Luigi Ghirri. Blu Infinito. In viaggio con Gianni Celati e Giacomo Leopardi: un progetto espositivo di straordinaria rilevanza, che propone per la prima volta al pubblico 84 fotografie inedite del maestro emiliano, donate a una collezione privata dallo stesso autore e oggi rese per la prima volta visibili con il consenso della Fondazione Luigi Ghirri.

La mostra, curata da Luca Baroni, direttore della Rete Museale Marche Nord, nasce da una ricerca pluriennale condotta nei primi anni ’90 da Luigi Ghirri e Gianni Celati sul paesaggio padano e sulle sue tensioni poetiche e percettive. Al centro di questa indagine – concretizzata nel documentario Strada provinciale delle anime (1991), diretto da Celati e prodotto dalla casa di produzione Pierrot e la Rosa – vi è un viaggio sospeso tra reale e immaginario, a bordo di una corriera blu carica di amici, parenti, scrittori e musicisti. La pianura attraversata dallo sguardo di Ghirri non è solo uno spazio geografico, ma un territorio dell’anima, costellato di presenze umane, oggetti, dettagli altrimenti invisibili.

Queste fotografie, stampate sotto la supervisione diretta dell’artista, costituiscono un corpus autonomo, rarefatto e potentemente lirico. Le cornici blu scelte da Ghirri per riquadrarle – tema ricorrente che ritorna anche nel titolo della mostra – sono dispositivi visivi e simbolici: evocano il fuori campo, il fantastico, l’altrove inafferrabile dell’immagine e della parola. Come scrive Ghirri stesso, “blu oltremare è dove confluiscono tutti gli azzurri, è l’estremo punto del mondo, è l’altrove che continuamente si sposta”.

Oltre alle fotografie, e grazie al prestito straordinario della Fondo Gianni Celati della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, la mostra propone anche materiali filmici originali, appunti, carte e memorie del lavoro condiviso da Ghirri e Celati in quegli anni. Si ricostruisce così, in una narrazione profonda e delicata, un laboratorio creativo irripetibile che ha segnato la cultura visiva italiana del secondo Novecento.

La mostra  è realizzata con il patrocinio della Regione Marche, della Direzione Regionale Musei Marche, della Fondazione Marche Cultura, della Rocca Demaniale di Gradara e dell’associazione Gradara Contemporanea. Essa rientra tra le attività promosse dal Comune di Gradara e dalla Rete Museale Marche Nord, con la collaborazione del Comune di Apecchio e dell’Associazione Terræ. Il progetto è reso possibile grazie al sostegno del Comune di Gradara, di Gradara Innova s.r.l. e di sponsor privati. Gli allestimenti sono curati da NEXT s.r.l. di Fossombrone.

Ghirri, Leopardi, le Marche: un dialogo mai raccontato
L’intuizione curatoriale che anima Blu Infinito è potente e inedita: accostare lo sguardo di Luigi Ghirri alla visione leopardiana del mondo. Un confronto solo in apparenza paradossale, che invece rivela profonde affinità. Come la celebre “siepe” dell’Infinito diventa soglia tra realtà e immaginazione, così le cornici, le finestre, le ringhiere e i telescopi nelle fotografie di Ghirri si fanno dispositivi visivi per oltrepassare il visibile, per toccare l’altrove. In questo orizzonte simbolico, il blu – che per Ghirri è “l’estremo punto del mondo, l’altrove che continuamente si sposta” – diventa il filo conduttore di una poetica dell’infinito, del desiderio e della meraviglia.

Dal 12 July 2025 al 21 September 2025 – MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin

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Razza Umana

Arriva a Milano Marittima Razza Umana, il progetto corale ideato dal grande maestro della fotografia e realizzato grazie agli scatti di Toscani, dei suoi allievi e dei collaboratori. Una serie di fotografie in maxi formato, installate su totem, saranno posizionate su un tratto del lungomare per tutta l’estate, diventando parte di un dialogo visivo con il mare e celebrando la bellezza della diversità. Razza Umana by Oliviero Toscani Studio è uno studio socio-politico, culturale e antropologico che cattura la morfologia delle persone per osservarne peculiarità e caratteristiche, catturando differenze e similitudini. Oliviero Toscani, insieme al suo team, ha girato il mondo ritraendo esseri umani nelle piazze e nelle strade, allestendo di volta in volta uno studio fotografico itinerante e raccogliendo, a oggi, un archivio di circa 100mila immagini. Un corpus che esprime il senso della fotografia di Toscani: “mi commuovo di fronte all’unicità di ogni individuo e per questo fotografo gli esseri umani nelle molteplici espressioni”. 

Da luglio a settembre – Milano Marittima

Franco Carlisi e Francesco Cito. ROMANZO ITALIANO

Francesco Cito, Romanzo italiano - Matrimoni Napoletani
© Francesco Cito | Francesco Cito, Romanzo italiano – Matrimoni Napoletani

Dal 23 luglio al 27 agosto 2025 la Galleria d’Arte Moderna di Catania (GAM) si trasforma in uno spazio di incanto visivo e sonoro per accogliere la mostra-concerto “Romanzo italiano”, un’esperienza artistica che supera il concetto di semplice mostra fotografica e abbraccia la potenza evocativa del suono.

Promossa da GT Art Photo Agency in collaborazione con SMI GroupOperae Milò e il Comune di Catania, “Romanzo Italiano” intreccia le visioni di due maestri della fotografia italiana, Franco Carlisi e Francesco Cito, con l’intensità musicale del pianista e compositore Davide Ferro, che nella serata inaugurale di mercoledì 23 luglio si esibirà in un concerto live che darà voce e respiro alle emozioni evocate dalle opere esposte.

In mostra oltre 120 fotografie in bianco e nero raccontano, in un continuo scambio visivo e narrativo sospeso tra intimità e coralità, il rito nuziale attraverso linguaggi che si allontanano consapevolmente dalla tradizione. Lontani da stereotipi estetici, Carlisi e Cito restituiscono al matrimonio la sua complessità: un microcosmo di dinamiche emotive, aspettative, identità culturali e tensioni sociali. Le loro opere si alternano come voci diverse di un’unica sinfonia visiva componendo un autentico romanzo per immagini con uno sguardo poetico, talvolta ironico e altre volte disilluso, per una rilettura originale, contemporanea e suggestiva del matrimonio.

A rendere la mostra “Romanzo italiano” ancora più coinvolgente è la colonna sonora “Evocazioni”, nata contestualmente al progetto espositivo nel 2023 e composta appositamente dal pianista e compositore Davide Ferro, che ha saputo tradurre in musica la forza emotiva delle fotografie. Trenta brani originali per pianoforte solo danno voce alle immagini e amplificano le suggestioni visive. Un dialogo armonico e coinvolgente tra fotografia e musica, un incontro stimolante tra la visione artistica di due maestri della fotografia e la sensibilità di un compositore capace di trasformare l’emozione visiva in esperienza sonora.
I brani musicali composti di sottofondo che accompagnano la mostra possono essere sempre ascoltati dal pubblico anche dal proprio smartphone, grazie ai QR code facilmente accessibili lungo il percorso.

Dopo essere stati esposti per la prima volta insieme a Palazzo Brancaccio a Roma e al Centro per le Nuove Culture (Mo.Ca) di Brescia, i progetti fotografici di Franco Carlisi e Francesco Cito arrivano alla Galleria d’Arte Moderna di Catania (GAM), per offrire al pubblico un’esperienza visiva immersiva e di particolare impatto emotivo.
Nonostante le loro distinte cifre stilistiche, i due autori affrontano con sorprendente coerenza e sintonia un tema universale e culturalmente radicato come il matrimonio. Ne nasce un racconto visivo insolito e disarmante, capace di esprimere una profonda sensibilità e, al tempo stesso, una commovente leggerezza.

Le fotografie di Franco Carlisi provengono dal progetto “Il Valzer di un giorno”, opera pluripremiata (Premio Bastianelli 2011 e Premio Pisa 2013) che esplora il tema del matrimonio in una Sicilia intima e lontana dai cliché. Le sue immagini, visivamente potenti e quasi barocche per intensità e ricchezza di dettagli, fissano frammenti di vita autentici: un abbraccio improvviso, uno sguardo rubato, una lacrima, la commozione di un genitore.

Andrea Camilleri, nell’introduzione al libro Il Valzer di un giorno, sottolinea come Franco Carlisi sia capace di trasformare la fotografia matrimoniale da un’evanescenza romantica a una rappresentazione vivida e carnale: “L’occhio di Franco Carlisi coglie continuamente dei ‘fuori campo’ e ce li restituisce, direi proprio da narratore, con straordinaria vivezza e intensità. Le foto matrimoniali di solito anelano all’evanescenza, alla leggerezza, alla purezza, alla solennità. Invece, attraverso lo sguardo di Carlisi, tutto diventa carnale, vissuto forte, reale, senza mezze tinte.”

La selezione fotografica di Francesco Cito proviene dal progetto “Matrimoni Napoletani” (o “Neapolitan Wedding”), vincitore del prestigioso World Press Photo nel 1995 (terzo premio nella categoria “Day in the Life”). Anche in questo caso, l’autore si distacca dalla tradizione della fotografia matrimoniale convenzionale, dando vita a un linguaggio visivo unico e fortemente personale.

Con uno sguardo critico e riflessivo, Cito esplora le dinamiche sociali del matrimonio, raccontandole con un approccio che sfida le rappresentazioni più tradizionali, come scritto da Michele Smargiassi nell’introduzione al libro Neapolitan Weddings: “Sposarsi qui non è solo folclore ed esibizione. Non è solo un giorno speciale…è la sospensione dell’ordinario, il trasferimento momentaneo ma radicale di un’intera comunità parentale, amicale, sociale in un’altra dimensione, senza più alcun rapporto con l’esistenza ordinaria di tutti.”

Come per le precedenti edizioni, la mostra a Catania è resa possibile grazie alla preziosa collaborazione di SMI Group, che rinnova il suo impegno a favore dell’arte e della cultura: Per le aziende del gruppo SMI, coltivare una passione significa innanzitutto imparare a rispettare sé stessi, gli altri e l’arte in tutte le sue forme. Iniziative come il progetto espositivo Romanzo italiano – che dopo le tappe di Roma e Brescia approda ora a Catania in una sede altrettanto prestigiosa – offrono un’occasione unica di incontro tra la passione e l’incanto che scaturisce dalle opere di due straordinari artisti.”  (Cesare Pizzuto, CEO).

L’edizione catanese della mostra vede due nuove partnership che hanno un ruolo importante nell’organizzazione: il Comune di Catania, che ha anche scelto di patrocinare l’iniziativa, e l’ente culturale Operae Milò di Catania, operativo sul territorio da 15 anni con finalità di promozione culturale e artistica e di diffusione del Design, dell’Artigianato e delle Arti Decorative.

Dal 23 Luglio 2025 al 27 Agosto 2025 – GAM – Galleria d’Arte Moderna – Catania

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Jacopo Benassi libero!

Jacopo Benassi libero!, Palazzo Ducale, Genova
Jacopo Benassi libero!, Palazzo Ducale, Genova

Con la più grande mostra mai realizzata sul suo lavoro, Palazzo Ducale esplora il mondo di Jacopo Benassi – designato dalla rivista Artribune “artista dell’anno” – in cui si riconoscono tutti i suoi soggetti più noti, dai ritratti ai luoghi della musica underground, dai più banali oggetti del quotidiano fino ai frammenti della natura.

La mostra si concentra sulla produzione recente dell’artista, mettendo a fuoco i passaggi fondamentali che lo hanno condotto allo sviluppo di un linguaggio personale, complesso e riconoscibile in cui si fondono fotografia, scultura e performance. Attraverso una serie di grandi installazioni che intrecciano tra loro alcune delle opere più note di Benassi con altre produzioni inedite, l’esposizione costituisce una profonda interrogazione sul ruolo della fotografia oggi e sulla sua capacità di resistere e confrontarsi con il contemporaneo.

Immagini tagliate, sovrapposte, capovolte e nascoste all’interno di un display di allestimento pensato appositamente per gli spazi di Palazzo Ducale, stimolano gli spettatori a ricercare un proprio punto di vista, frustrandone al contempo le aspettative. Nell’era della iper-visibilità, Benassi usa paradossalmente la fotografia come strumento ambiguo e opaco, che non si limita a dare visibilità al mondo, ma lo frantuma in una serie di visioni oscure e imprevedibili, sul confine tra apparizione e scomparsa.
La mostra sarà accompagnata da una serie di performance live che si svolgeranno in un’area dell’esposizione appositamente allestita.

Il progetto è anticipato da una residenza d’artista all’interno di Palazzo Ducale, che scaturisce da un bando indetto dal Ministero della Cultura. L’Associazione Blu Breeding and Learning Unit – vincitrice della selezione – realizzerà durante la residenza un’opera fotografica che sarà inserita in mostra e che sarà poi donata al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce. Durante la residenza, inoltre, Jacopo Benassi terrà incontri, workshop con studenti e una performance pubblica.

Dal 12 luglio 2025 al 14 settembre 2025 – Palazzo Ducale – Genova

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Olivo Barbieri. tOUR

Olivo Barbieri site specific, Roma 04
© Olivo Barbieri | Olivo Barbieri site specific, Roma 04

Dal 26 giugno al 26 settembre 2025 la Sala Pïana della Biblioteca Malatestiana di Cesena ospita la mostra tOUR, nata dal dialogo tra alcune opere dall’archivio di Olivo Barbieri e una selezione di volumi antichi provenienti dai fondi della stessa biblioteca.

La mostra, promossa dai comuni di Cesena e di Castelfranco Veneto (TV), dall’Università di Bologna e da OMNE Osservatorio Mobile Nord Est, è a cura di Stefania Rössl, Elena Mucelli e Paolo Zanfini e si inserisce nell’ambito del progetto OMNE LAND. Altre tempeste, sostenuto da Strategia Fotografia 2024 e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

tOUR si sviluppa come un viaggio visivo e neurale che percorre epoche e linguaggi differenti confrontando, forse per la prima volta, l’archivio di un fotografo contemporaneo con un’antichissima biblioteca. Le vedute delle città e delle architetture conservati all’interno dei libri della Malatestiana, intessono relazioni analogiche o dissonanti con le opere contemporanee di Barbieri che, osservando il paesaggio prevalentemente dall’alto, ne mette in luce stratificazioni e trasformazioni.
La mostra nasce dall’incontro tra due mondi: da un lato il paesaggio contemporaneo, fotografato da Barbieri con sguardo analitico, dall’altro le vedute storiche che, assieme alle architetture monumentali contenute nei testi a stampa, portano alla luce un prezioso patrimonio documentale custodito presso la Malatestiana svelandolo proprio in occasione della mostra. A coniugare questi due mondi è l’idea di dettaglio – di paesaggio inteso come frammento – che guida il percorso espositivo offrendo al visitatore un’inconsueta chiave di lettura sull’Italia e sul mondo.

Le opere di Barbieri selezionate descrivono paesaggi urbani e architetture in cui l’inquadratura e l’uso della messa a fuoco selettiva rivelano significati inattesi e latenti. Le rappresentazioni contenute nei volumi antichi allo stesso modo restituiscono attenzione a ciò che spesso sfugge allo sguardo abituale e a sguardi precostituiti.

tOUR
 propone così un percorso che invita a riflettere sul significato dell’immagine, sui fondamenti culturali dell’immaginario e sul valore di uno sguardo critico in grado di svelare un potenziale inesplorato. Il dialogo tra fotografia e archivio, tra contemporaneo e antico, si traduce dunque in un inedito controcampo in cui le immagini di Barbieri e l’iconografia di mappe, vedute e incisioni storiche arricchiscono, confrontandosi, la riflessione sulla rappresentazione e sull’identità del paesaggio.

Per consolidare l’idea di viaggio tra le immagini, oltre alle 39 opere di Barbieri, di cui alcune inedite, la mostra ospita la proiezione LA CITTÀ PERFETTA, un film di 7942 immagini fisse riprese dall’alto, intercalate da partiture cromatiche -RGB- e 22 sequenze filmate da terra, che racconta un’area di 400 km di costa adriatica, da Vasto a Ravenna, attraversando Abruzzi, Marche e Emilia-Romagna, senza cedere a un approccio documentario o descrittivo.

In occasione della mostra sarà pubblicato il volume tOUR, edito da Skinnerboox. Il volume raccoglie immagini, ricerche bibliografiche e saggi critici proponendo un dialogo visivo e concettuale tra antico e contemporaneo.

La mostra tOUR è inserita nel più ampio progetto OMNE LAND. Altre Tempeste, che nell’arco dell’anno prevede diverse iniziative che coinvolgono sedi di eccellenza nella formazione, ricerca e promozione della cultura fotografica.  Il prossimo appuntamento sarà con la mostra “Altre Tempeste” ospitata al Museo Giorgione di Castelfranco Veneto (TV) dal 26 di settembre al 2 novembre 2025.

La mostra presenta in anteprima ed integralmente il nuovo corpus fotografico realizzato da Olivo Barbieri frutto di un’indagine sul paesaggio contemporaneo veneto ispirata alla figura e all’opera di Giorgione.

Avviata nel settembre 2023, la ricerca di Barbieri si concentra sulle trasformazioni urbanistiche, architettoniche e culturali del territorio veneto, intrecciando riferimenti storici e visioni contemporanee. Al centro del progetto, il dialogo tra pittura e fotografia, tra l’eredità simbolica del paesaggio raffigurato da Giorgione e la contemporaneità.

Dal 26 giugno 2025 al 26 settembre 2025 – Biblioteca Malatestiana – Cesena

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Walking Through – Daniele Cinciripini e Serena Marchionni

C’è un modo di camminare che non serve ad arrivare. Così è Walking Through, un archivio aperto, in movimento, che si lascerà attraversare.
Spazio Murat ospita dal 17 luglio al 31 agosto Walking Through, un progetto espositivo del duo Daniele Cinciripini e Serena Marchionni (fondatori di ikonemi), curato da Federica Mambrini. Frutto di un’accurata selezione estrapolata dall’archivio fotografico costituito a partire dal 2018 e in corso, la mostra raccoglie gli esiti di un lungo lavoro di ricerca sul campo, attraverso l’Italia e il tempo. 
Le fotografie in mostra sono il risultato della pratica artistica di ikonemi che nasce dal camminare, dall’andare a piedi come atto estetico e politico, come un modo di essere indifesi, tra le cose. Il paesaggio attraversato è quello ordinario, quotidiano. Lo sguardo attraversa e si lascia attraversare.

Walking Through è un invito a perdersi. A muoversi nella nebbia, nelle crepe, nei margini, nei vuoti. Camminare, in questo progetto, diventa un atto di fiducia.” _ Federica Mambrini, curatrice della mostra

Walking Through Da Palermo a Mazara del Vallo, da Castelfranco Veneto a Padova, passando per l’Adriatico tra San Benedetto del Tronto e Pescara: unisce contesti eterogenei in un archivio pulviscolare e irregolare. 
Le fotografie sono ordinate in sezioni che non seguono gerarchie o cronologie ma affetti. Per ikonemi la fotografia di paesaggio è intesa come pratica percettiva e narrazione aperta. La mostra propone un’installazione che rompe con la linearità e, come nel camminare, accoglie lo sguardo erratico di chi osserva.

Come scrive la curatrice Federica Mambrini nel testo critico:
“Walking Through è un invito […] a rimanere dove nulla è ancora definito. A stare dove le cose non sono ancora chiare, dove la ripetizione non è mai uguale a se stessa e si trasforma in sorpresa. Dove la fotografia non ferma, ma apre, scompone, interroga.”

Walking Through è anche un dispositivo editoriale: un ambiente da abitare fatto di testi, immagini, riflessioni. Naturale prosecuzione della mostra e strumento critico per chi voglia approfondire le pratiche del cammino e della fotografia a esso legata.

dal 17 luglio al 31 agosto – Spazio Murat – Bari

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Lovett/Codagnone. I Only Want You To Love Me

 Lovett/Codagnone, After Roxy, 1998/2015. Courtesy Estate of Lovett/Codagnone
© Lovett/Codagnone | Lovett/Codagnone, After Roxy, 1998/2015. Courtesy Estate of Lovett/Codagnone

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea presenta I Only Want You To Love Me, la prima antologica dedicata a Lovett/Codagnone, duo di artisti formatosi nel 1995 e composto da John Lovett (Allentown, Pennsylvania, 1962) e Alessandro Codagnone (Milano, 1967 – New Jersey, 2019).

La mostra, promossa dal Comune di Milano e realizzata in collaborazione con Participant Inc  di New York, è curata da Diego Sileo.

Al PAC saranno esposti alcuni primi lavori fotografici e video, insieme a installazioni scultoree più recenti e cartelloni pubblicitari, oltre a un’opera neon inedita, prodotta appositamente per la mostra.

Nella produzione dei due artisti amore e potere sono protagonisti di un gioco delle parti teso a smascherare i rapporti di forza nelle relazioni interpersonali e nelle strutture sociali. Attraverso fotografia, performance, video, suono e installazione, il loro lavoro fa proprie alcune tattiche di resistenza underground e riflette sui processi di normalizzazione che soffocano le sub-culture, le pratiche di dissenso e l’affermarsi dell’identità individuale. Da qui il costante riferimento a figure radicali per la storia della letteratura, del cinema, del teatro e della musica punk.
Nel 2008, il duo Lovett/Codagnone ha fondato la band CANDIDATE insieme al musicista Michele Pauli.

Dedicata alla memoria di Alessandro Codagnone, la mostra sarà un’occasione unica per comprendere la rilevanza del duo artistico nel panorama internazionale e la sua influenza sulle generazioni successive.

Dal 4 luglio 2025 al 14 settembre 2025 – PAC Padiglione d’Arte Contemporanea – Milano

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Premi fotografici in scadenza a Luglio

Buongiorno, ecco tutti i premi fotografici in scadenza a Luglio! Partecipate!

Ciao

Annalisa

ART EXHIBITION IN CHINA – INNER LANDSCAPES

Independent & Image Art Space (Chongqing, Cina) è lieto di annunciare l’open call per la mostra collettiva “Inner Landscapes”.

Non tutti i paesaggi sono visibili. Alcuni si dispiegano a occhi chiusi, plasmati non dalla geografia ma dalla memoria, dall’emozione e dal pensiero. Questi territori interiori – sottili, sfuggenti, profondamente personali – formano un mondo vasto e in continua evoluzione che riflette il modo in cui vediamo, sentiamo e ricordiamo.

Inner Landscapes invita gli artisti a tracciare le topografie del loro mondo interiore: geografie emozionali, contorni psicologici, spazi onirici e stati astratti dell’essere. Come può il dolore diventare una campitura di colore? Come può la gioia essere mappata come movimento o la tensione tracciata come ritmo visivo?

Accogliamo opere d’arte che esplorano questa dimensione interiore, sia attraverso la rappresentazione figurativa, l’astrazione, il collage, forme concettuali o processi sperimentali. Questi paesaggi possono emergere da sogni, traumi, ricordi o quiete meditativa. Possono essere espansivi o limitati, morbidi o frammentati, luminosi o oscuri.

Deadline: 1 August 2025

Website: https://independentimage.org/open-call/

LENSCULTURE STREET PHOTOGRAPHY AWARDS 2025

LensCulture ti invita a partecipare agli Street Photography Awards e a condividere il tuo modo di vedere il mondo. Dai gesti fugaci alle scene monumentali, le tue immagini possono risuonare ben oltre l’istante in cui sono state catturate.

I fotografi selezionati riceveranno riconoscimenti internazionali, opportunità di carriera, premi in denaro, una mostra collettiva a New York e un posto tra le voci che plasmano la street photography oggi. Ogni visione conta: invia il tuo lavoro ed entra a far parte di una comunità globale che celebra l’arte di vedere.

Deadline: 6 August 2025

Website: https://www.lensculture.com/photo-competitions/street-photography-awards/2025

(S)LIGHT OF HAND, 2025

Una fotografia è una (s)Light of Hand, una sorta di trucco magico, evocato. La luce viene evocata e la chimica viene elaborata, rendendo visibile sia l’intangibile che il corporeo. È cuore e mente, immaginazione e artigianato, che si fondono in un’esperienza di alchimia che cambia la vita.

Noi del nostro Collettivo e Galleria nutriamo un profondo rispetto e affetto per i processi storici. Con questo bando, desideriamo celebrare questo amore per i processi artigianali basati sulla fotografia e vi invitiamo a condividere la vostra magia nella nostra affascinante mostra, valutata da una giuria, (s)Light of Hand.

Deadline: 8 August 2025

Website: https://www.thephotographerseyecollective.com/juried-exhibition

OD PHOTO PRIZE 2025

Open Doors Gallery è lieta di invitare a presentare le proprie candidature per la quinta edizione dell’OD Photo Prize.

Per oltre un decennio, Open Doors Gallery ha promosso la scoperta e il mentoring di artisti agli esordi che operano in tutto lo spettro della fotografia contemporanea. Dall’alchimia scultorea di Kensuke Koike all’iconica narrazione cinematografica di Maria Lax, fino a pionieri di nuovi linguaggi visivi come Wysocka / Pogo e Sander Coers, ODG ha messo in mostra talenti emergenti attraverso un dinamico programma di mostre, pop-up e fiere d’arte internazionali. Siamo orgogliosi di aver contribuito a valorizzare questi artisti, acquisendo al contempo una profonda conoscenza di ciò che serve per costruire una carriera sostenibile in questo settore.

L’OD Photo Prize è un’estensione naturale di questa missione: una piattaforma progettata per ampliare la nostra ricerca di talenti eccezionali e per promuovere relazioni durature con artisti della fotografia di tutto il mondo.

Deadline: 11 August 2025

Website: https://site.picter.com/od-photo-prize-2025

2025 EUROPEAN PHOTOGRAPHY AWARDS

Gli European Photography Awards accolgono fotografi provenienti da tutto il mondo, pronti ad affinare le proprie capacità fotografiche e le proprie straordinarie interpretazioni della diversità, ritraendo al contempo le maestose culture tramandate di generazione in generazione.

Riconoscendo contenuti raffinati e artistici, i premi celebrano una vasta gamma di generi nel medium fotografico, ampliando la portata dei vostri talenti in tutto il mondo. Indipendentemente dal vostro status nel settore, le vostre visualizzazioni del mondo e di tutto ciò che racchiude sono ciò che i premi celebrano. Scoprite infinite possibilità mentre intraprendete un viaggio stravagante attraverso il vasto continente, costituito da innumerevoli paesi diversi, che si uniscono per formare un’unica, grandiosa massa continentale.

Deadline: 15 August 2025

Website: https://europeanphotoawards.com/

“URBAN POETRY” A CURATED INTERNATIONAL PHOTOGRAPHY EXHIBITION

Allora Gallery invita fotografi da tutto il mondo a inviare opere per la nostra prossima mostra collettiva online, “Urban Poetry”.

Le città respirano con un ritmo tutto loro: la fretta mattutina che pulsa nei corridoi della metropolitana, la quieta poesia delle ombre proiettate dagli imponenti edifici, gli inaspettati giardini che sbocciano tra le lastre di cemento. Questa mostra celebra le qualità liriche nascoste nei paesaggi urbani, dove ogni angolo di strada racchiude un verso, ogni riflesso racconta una storia e la bellezza emerge dai luoghi più inaspettati.

Cerchiamo fotografie che rivelino l’anima poetica degli ambienti urbani. Come si trova la melodia nella cacofonia del traffico? Quali versi si scoprono nell’interazione tra luce e architettura? Può una singola scena di strada catturare l’essenza della connessione umana, della solitudine o della trasformazione? Accogliamo con favore la street photography che cattura fugaci momenti urbani, studi architettonici che esplorano il grandioso design della città, la vibrante energia dei graffiti e della street art, l’inaspettata bellezza della natura urbana che sfonda il cemento, la poesia ritmica dei trasporti pubblici e la luminosa magia delle luci della città che dipingono la notte.

Deadline: 25 August 2025

Website: https://alloragallery.com/open-calls

PHILO-PHOTO CONTEST

Il tema di quest’anno, “Dall’Oscurità alla Luce”, invita i fotografi ad approfondire il potere trasformativo della luce e la sua capacità di rimodellare il nostro modo di percepire il mondo. La luce rivela ciò che un tempo era nascosto, svelando verità oscurate dall’oscurità e colmando il divario tra percezione e realtà.

Oltre all’aspetto fisico, questo tema riflette anche un viaggio interiore: un passaggio dall’ignoranza alla consapevolezza di sé, dalla confusione alla chiarezza. Esplorate la profonda interazione tra ombra e illuminazione attraverso il vostro obiettivo e catturate momenti che suscitano riflessione, ispirazione e meraviglia.

Deadline: 15 August 2025

Website: https://philophoto.org/

SALISBURY LANDSCAPE OPEN

Il Salisbury Museum invita a partecipare al concorso “Paesageration Open at Salisbury”, la nuova opportunità annuale per artisti che lavorano contemporaneamente nel prestigioso genere della pittura di paesaggio.

Il bando invita gli artisti a presentare opere nel genere del paesaggio, attraverso una vasta gamma di tecniche, tra cui pittura, scultura, disegno, fotografia, immagini in movimento, tessuti, stampe e tecniche miste.

Deadline: 13 August 2025

Website: https://artopps.co.uk/opportunities/landscapeopen

BOTANICALS – FLORA IN THE WORLD

La Decagon Gallery invita i fotografi a inviare immagini per Botanicals—Flora of The World, una mostra online che celebra la ricca e variegata bellezza del mondo vegetale. Dai paesaggi selvaggi ai giardini coltivati, dagli studi macro alle interpretazioni astratte, accogliamo con favore qualsiasi approccio fotografico che esplori la poesia visiva del mondo botanico.

Deadline: 31 August 2025

Website: https://www.decagongallery.com/botanicals-flora-of-the-world

TOKYO INTERNATIONAL FOTO AWARDS

I Tokyo International Foto Awards premiano, premiano e promuovono la fotografia d’eccellenza da ogni angolo del mondo. TIFA mette in contatto i fotografi con la comunità creativa di Tokyo, in Giappone, offrendo loro un’eccellente piattaforma per presentare il proprio lavoro a un nuovo mercato. Incoraggiamo tutti i fotografi a partecipare al concorso fotografico TIFA. Condividi il tuo talento unico con il mondo e vinci premi, riconoscimenti e riconoscimenti.

Deadline: 1 August 2025

Website: https://www.tokyofotoawards.jp/

FOTOGRAFICA NEXT – BERGAMO

Il tema 2025 è: Coraggiosi si diventa. 

Il coraggio non è qualcosa con cui si nasce. E’ un percorso. Fatto di scelte, inciampi, dubbi ma anche di sogni che spingono avanti.
Coraggiosi si diventa è un invito a raccontare cosa significa essere forti. Anche quando non si vede o quando fa paura.

La partecipazione è riservata a giovani fotografi e artisti fra i 20 e i 30 anni.

Deadline: 27 August 2025

Website: https://fotograficafestival.it/fotografica-open-call-next/

FUJIFILM GFX CHALLENGE GRANT PROGRAM 2025

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Questa è la tua opportunità di pensare in grande! Facci sapere cosa hai sempre desiderato creare e aiutaci a vedere la tua creatività. Ricorda solo che la tua proposta deve comunicare chiaramente cosa saresti in grado di realizzare se ricevessi una delle nostre sovvenzioni globali o regionali. Il programma è globale e, per trattare ciascuna delle tue proposte allo stesso modo, abbiamo impostato l’inglese come lingua comune del programma. La tua proposta deve essere presentata in inglese. Tuttavia, se l’inglese non è la tua lingua madre, puoi accompagnarla con la lingua che preferisci. La competenza linguistica non è parte dei criteri di valutazione.

Deadline: 31 August 2025

Website: https://fotograficafestival.it/fotografica-open-call-next/

N.B.: Vi ricordiamo, come sempre, di prestare attenzione prima di candidarvi ai premi.
I concorsi da noi pubblicati sono frutto di ricerche su internet e anche se i dati inseriti sono stati selezionati, restano di carattere indicativo e pertanto sta a voi verificare con attenzione i contenuti e i regolamenti prima di partecipare ai premi.
Ci scusiamo per eventuali errori!

Musa fotografia

Consigli pratici per imparare a usare il tempo di scatto

Ecco qualche suggerimento per i tempi di scatto, buona lettura, ciao

Sara Munari

La modalità manuale ti offre il massimo controllo su tutti i parametri della tua fotocamera: tempo di scatto, diaframma e ISO. È come guidare una macchina con il cambio manuale, all’inizio può sembrare complicato, ma ti dà una libertà e una precisione che non avresti in modalità automatica. Vedremo più avanti come applicarla.

Inizia con soggetti statici, come un paesaggio o un oggetto fermo. In questo modo potrai concentrarti sull’impostazione del tempo di scatto senza preoccuparti del movimento.

Prova a variare il tempo di scatto e osserva come cambia l’aspetto dell’immagine. Prova tempi molto lunghi per soggetti luminosi e tempi molto corti per congelare il movimento.

Crea una serie scegliendo un soggetto e scatta una serie di foto variando solo il tempo di scatto. Confronta i risultati e osserva come cambia l’aspetto dell’immagine.

Prova anche a fotografare lo stesso soggetto in diverse condizioni di luce: al mattino, a mezzogiorno, al tramonto. Ognuna di queste condizioni ti permetterà di utilizzare tempi di scatto diversi.

Treppiede: il tuo alleato per tempi lunghi

Un treppiede è essenziale per evitare il mosso quando utilizzi tempi di scatto lunghi. Anche il più piccolo movimento della fotocamera può rovinare l’immagine. Scegli un treppiede stabile e robusto, adatto al peso della tua fotocamera e dell’obiettivo. Assicurati che la testa del treppiede sia perfettamente livellata (ogni cavalletto ha la bolla per controllare se sei posizionato correttamente) per evitare che l’orizzonte sia storto, a meno che tu non lo voglia “pendente”.

Altri consigli:

Se pensi ti possa servire, utilizza un telecomando o il timer per evitare vibrazioni durante lo scatto.

Prova la modalità Bulb che è una funzione presente in molte fotocamere e permette di effettuare esposizioni di durata estremamente lunga. A differenza delle normali modalità di scatto, in cui il tempo di esposizione è preimpostato, la modalità Bulb offre al fotografo un controllo completo sulla durata dello scatto. In modalità Bulb, l’otturatore della fotocamera rimane aperto finché il pulsante di scatto viene tenuto premuto. Questo significa che puoi decidere esattamente per quanto tempo vuoi esporre la pellicola o il sensore alla luce, permettendoti di catturare immagini con effetti molto particolari.

I filtri ND (acronimo di “Neutral Density”) sono degli accessori fotografici che assorbono una parte della luce che entra nell’obiettivo della tua fotocamera. In pratica, funzionano come degli “occhiali da sole” per la tua fotocamera, riducendo l’intensità luminosa e consentendoti di utilizzare tempi di esposizione più lunghi. Sono ideali per creare effetti come l’acqua che sembra seta, le nuvole che sembrano dipinte nel cielo o le scie luminose delle stelle. Ti permettono di utilizzare diaframmi ampi (bassi numeri f) anche in condizioni di forte luminosità, ottenendo un maggiore effetto di sfondo sfocato. In combinazione con un’apertura ampia, i filtri ND possono ridurre la profondità di campo, isolando meglio il soggetto dallo sfondo e in situazioni con forti contrasti di luce, un filtro ND può aiutare a bilanciare le esposizioni, evitando zone sovraesposte o sottoesposte.

Osserva le foto di altri fotografi e cerca di capire quali tecniche hanno utilizzato. Prova a fotografare le luci delle auto in una strada di notte con un tempo di scatto lungo. Cattura il movimento dell’acqua di un fiume o di una cascata con tempi di scatto diversi. Prova a fotografare un’azione sportiva con tempi di scatto molto brevi per congelare il movimento.

Il tempo di scatto è uno strumento potente che ti permette di dare vita alle tue immagini. Imparando a padroneggiarlo, potrai creare fotografie uniche e originali, che raccontano storie e suscitano emozioni. La fotografia richiede tempo e pratica per essere conosciuta a fondo. Non scoraggiarti se all’inizio non ottieni i risultati sperati. Continua a sperimentare e a divertirti!

Storia di una fotografia: Pyongyang IV – Andreas Gursky

Buongiorno, inizio questa serie di articoli che avevo abbandonato tempo fa, sulla storia di alcune singole fotografie di grandi autori che mi hanno particolarmente colpita negli ultimi anni, spero coinvolgano voi quanto me, ciao

Sara

“La mia fotografia cerca di rappresentare il mondo in una forma che rifletta la complessità della realtà contemporanea.” Andreas Gursky

FOTOGRAFIA di Andreas Gursky -Pyongyang IV – Anno 2007

Questo è l’occhio di Andreas Gursky, il fotografo tedesco che ha catturato l’essenza dei giochi di Arirang a Pyongyang. Non si tratta di una semplice documentazione, bensì di una trasfigurazione della realtà in un’opera d’arte che sfida la nostra percezione.

Nel 2007, il fotografo tedesco Andreas Gursky ha realizzato “Pyongyang IV”, una delle immagini più emblematiche della sua serie dedicata alla Corea del Nord. La fotografia ritrae una scena dei Mass Games dell’Arirang Festival, un evento annuale che celebra il leader defunto Kim Il Sung. In questa manifestazione, oltre 50.000 ginnasti eseguono coreografie sincronizzate davanti a 30.000 bambini che, con cartoncini colorati, creano giganteschi mosaici umani come sfondo. Gursky ha catturato l’essenza di questo spettacolo di massa, evidenziando la natura militaristica e totalitaria del regime nordcoreano.

Gursky non si limita a mostrarci un evento, ma ci costringe a interrogarci sulla natura stessa della massa, sulla sua capacità di trasformarsi in un organismo unico, pulsante, quasi astratto. Le ballerine, migliaia di punti colorati, si fondono in un disegno ipnotico, dove il singolo scompare nell’insieme.

La prospettiva aerea, marchio di fabbrica di Gursky, ci priva di un punto di riferimento, ci disorienta. Siamo sospesi, come osservatori di un mondo alieno, dove la disciplina e la sincronia raggiungono livelli estremi. La fotografia diventa così una riflessione sulla potenza del collettivo, sulla sua capacità di creare bellezza e terrore allo stesso tempo.

E poi c’è il contesto, la Corea del Nord, un regime che fa della propaganda un’arma. I giochi di Arirang sono uno spettacolo grandioso, un’esibizione di forza e unità. Gursky, però, non si lascia ingannare dall’apparenza. La sua fotografia non è una celebrazione del regime, ma una meditazione sulla condizione umana, sulla nostra vulnerabilità di fronte al potere.

“Pyongyang IV” è un’opera che ci interroga, che ci sfida a guardare oltre la superficie, a cercare il significato nascosto dietro l’immagine. È un’esperienza visiva che ci lascia senza fiato, che ci fa sentire piccoli e insignificanti di fronte alla vastità del mondo.

Biografia

Andreas Gursky è nato nel 1955 a Lipsia, Germania, e attualmente vive e lavora a Düsseldorf. È noto per le sue fotografie di grande formato che rappresentano scene di vita quotidiana, spesso manipolate digitalmente per enfatizzare pattern e dettagli. Le sue opere sono esposte in musei di tutto il mondo e hanno stabilito record nelle aste d’arte contemporanea.

In qualità di fondatrice di Musa Fotografia, una scuola dedicata all’arte della fotografia, desidero chiarire l’utilizzo di immagini di grandi autori sul mio blog.

Le fotografie di maestri come Andreas Gursky, che appaiono nei miei articoli, sono utilizzate esclusivamente a scopo didattico e divulgativo. Il mio intento è quello di analizzare e condividere la bellezza e la tecnica di queste opere con i miei studenti e con tutti gli appassionati di fotografia.

Tengo a sottolineare che:

Nessuna delle immagini viene utilizzata a scopo di lucro. Il blog non genera entrate dirette attraverso la vendita di immagini o pubblicità.
Gli articoli sono scritti con intenti didattici. L’obiettivo è quello di fornire spunti di riflessione e di approfondimento sulla storia della fotografia e sulle diverse tecniche utilizzate dai grandi maestri.
Il mio impegno è verso la diffusione della cultura fotografica. Credo che l’analisi di opere significative sia fondamentale per la crescita e l’apprendimento di ogni fotografo.
Sono consapevole dell’importanza del rispetto del diritto d’autore e mi impegno a citare sempre la fonte delle immagini utilizzate. Se dovessi ricevere segnalazioni di violazioni del copyright, provvederò immediatamente a rimuovere il materiale contestato.

Spero che questa dichiarazione possa chiarire il mio approccio e la mia passione per la fotografia.