Le vincitrici del Premio Musa per fotografe 2021


Il Premio Musa per donne fotografe è alla sua terza edizione ed è dedicato alla produzione di portfolio e lavori progettuali eseguiti da fotografe italiane, professioniste e non. Il premio nasce con l’intento di appoggiare e agevolare la fotografia femminile sul territorio italiano. Siamo davvero contenti del risultato ottenuto!

Il premio è diviso in tre sezioni e viene premiata una partecipante per ogni categoria.

1) Reportage, Street photography, Natura, Viaggio, Eventi.

2) Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life.

3) Ritratto in studio, moda, ritratto ambientato, fotografia di spettacolo.

Come Musa fotografia, colgo l’occasione di ringraziare tutte le partecipanti, i partner e gli sponsor. La fiducia nel premio è cresciuta e lo dimostrano il numero di partecipanti iscritte e la qualità delle collaborazioni.

Tutti i progetti vincitori saranno proiettati alla Biennale della fotografia femminile di Mantova.

Questo è quanto decretato dalla giuria che, composta da Grazia Dell’Oro, Chiara Ruberti, Sara Munari e Antonella Monzoni, ha selezionato questi progetti.

Le tre vincitrici di quest’anno sono:

Prima Classificata settore Progetto personale, Fotografia concettuale, Ricerca, Still life 

Noemi Comi con il suo progetto HOMO SAURUS

Noemi Comi HOMO SAURUS

Noemi Comi con il suo progetto HOMO SAURUS

“Molto tempo fa la terra, allora territorio disabitato e ricco di materie prime, fu invasa dagli Anunnaki una popolazione di rettili provenienti dal pianeta Nibiru. Gli Anunnaki per sfruttare al massimo le materie prime che la terra aveva da offrire, decisero di creare una nuova forzalavoro: gli esseri umani. Questi furono generati in laboratorio attraverso modifiche del DNA.

Ben presto gli Anunnaki iniziarono a perdere il loro potere accoppiandosi con gli umani, dando origine ai cosiddetti rettili umanoidi. Questa nuova generazione di rettili è ancora oggi al vertice del potere.”

Homo Saurus è un progetto ironico/critico che, basandosi sulle bizzarre teorie cospiratIve sui rettiliani, mette in scena un mondo alterato, distopico e infernale. La storia viene ricostruita attraverso documentazioni fittizie che testimoniano l’ascesa dei rettili-umanoidi sul nostro pianeta.

Le teorie cospirative sui rettiliani negli ultimi tempi stanno ricevendo un notevole riscontro, probabilmente a causa della crisi economica e dell’ascesa del populismo.

I cospiratori presentano una visione distorta della storia dell’umanità e del cosmo. Il loro intento è probabilmente quello di giustificare la loro mancanza di potere o incapacità di ottenere un lavoro. Ciò che abbiamo ereditato dalla mitologia, dalle antiche leggende, con l’aggiunta del crescente desiderio di riscatto, ha portato ancora una volta alla creazione di miti volti a fornire spiegazioni surreali all’ascesa di molti personaggi di potere.

Il progetto si serve di elementi mitologici per creare delle atmosfere ambigue, che si trovano talvolta al limite tra realtà e finzione. Una sorta di sguardo enciclopedico che, partendo da una visione del mondo scientifico, riscrive il presente e il futuro mettendo a nudo un atteggiamento tipico della società edonistica: la costruzione di miti e finzioni.

Sito web: www.noemicomi.com

Instagram: @noemicomi

Noemi vince:

1) MOSTRA

La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato nella galleria di Mu.Sa durante la serata di premiazione. La durata e le aperture della mostra dipenderanno dalla programmazione di Musa fotografia.

Cornici: Musa dispone di cornici per il formato 30×45 o molto simili e solo per questa misura. Per formati diversi l’autrice dovrà pensare da sola alla cornice e alla spedizione (sia per mostra che ritiro mostra)

2) STAMPA DELLA MOSTRA

La mostra sarà stampata presso Fotofabbrica, laboratorio di Piacenza, specializzato nella stampa fine art di fotografie, il laboratorio offre un ottimo servizio che va dalla postproduzione fino alla consegna della mostra in galleria. Sponsor del Premio. La stampa professionale del progetto, sarà a carico di Musa e verrà successivamente donata alla fotografa selezionata (tranne una delle foto, scelta dall’organizzazione, che rimarrà in archivio). Il procedimento di stampa sarà fine art in formato 30x45cm circa.

La vincitrice avrà diritto ad un pernottamento nella residenza d’artista presso Musa, a Monza.

il periodo coinciderà con l’inaugurazione della mostra nella stessa sede, l’incontro con un curatore e un editore.

3) INCONTRO CON CURATORE per la produzione di progetti nuovi o in itinere. Alessia Locatelli curatrice, direttrice della Biennale di Fotografia femminile di Mantova e curatrice free lance, si metterà a disposizione per due incontri online di un’ora e trenta minuti.

La vincitrice si confronterà ai fini di migliorare un progetto esistente o ideare un progetto fotografico nuovo.

Chi è un curatore: un curatore d’arte è un professionista che ha responsabilità in merito ai contenuti e alla effettiva validità di un lavoro, agli allestimenti, all’organizzazione, alla promozione e alla gestione finanziaria, di un progetto prodotto da un fotografo, è una sorta di agente che si dedica ad un determinato percorso critico alla scoperta di nuovi talenti da inserire all’interno del mercato dell’arte.

4) INCONTRO CON EDITORE

Al vincitore verrà data l’opportunità di avere un incontro online con la direttrice della casa editrice EMUSE per comprendere i possibili sbocchi editoriali del proprio progetto.

Le date dell’incontro verranno stabilite mediante accordi che l’autrice prenderà con curatrice e casa editrici. Gli incontri saranno effettuati online.

Data Inaugurazione mostra:

18 Novembre dalle ore 18.30. La data non può essere cambiata per rispettare la programmazione di Musa.

5) ZAINO MANFROTTO ChicagoQui il link al modello

6) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonioQui il link al modello.

Prima Classificata settore Ritratto, Moda, Ritratto ambientato, fotografia di spettacolo

Chiara Cunzolo con il progetto FREE DOWN SINDROME

Chiara Cunzolo FREE DOWN SINDROME

Le malformazioni del tipo della sindrome di Down, dovute a un ben preciso e individuabile errore genetico, sono state facilmente diagnosticate con il ricorso all’ingegneria genetica. Così è stato stimato che il 65% dei bambini in Norvegia, ai quali prima della nascita era stata diagnosticata la sindrome, sono stati abortiti. Le cifre sono ancor più gravi in altri Paesi. Per esempio gli abortiti in Gran Bretagna sono stati il 90%, il 95% in Spagna e quasi il 100% in Islanda. In Danimarca le nascite con la Sindrome sono diminuite in media del 13% all’anno dal 2004-2010. Il quotidiano danese ‘Berlinske’ il 5 gennaio 2012 pubblicò la notizia che il governo danese avrebbe reso gratuiti i test di diagnosi prenatale e che i nati Down, continuando a diminuire del 13% l’anno così come negli anni precedenti il 2012, arriveranno a scomparire del tutto entro il 2030″, rendendo così la nazione scandinava “il primo Paese al mondo ‘Down Sindrome free’. Libero dalla sindrome di Down.

Sito: www.chiaracunzolo.com

Instagram: chiara.cunzolo

1) MOSTRA presso un grande Festival italiano

La vincitrice potrà esporre il progetto selezionato ( per il quale si occuperà di stampa, cornici e spedizioni) al Festival della fotografia di Colorno, Colornophotolife, nella splendida Reggia di Colorno (nelle date stabilite per l’edizione successiva rispetto alla data del Premio Musa) previo accordo con il direttore del Festival, con il quale verrà messa in contatto.

2) ZAINO MANFROTTO ChicagoQui il link al modello

3) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonioQui il link al modello.

Prima Classificata settore Reportage, street photography, eventi, viaggi

Fiorella Baldisserri con Morris “il Cinemaio”

Fiorella Baldisserri Morris “il Cinemaio”

Il cinema è da sempre il sogno di Morris Donini. Tutti lo conoscono e lo amano come Morris il “cinemaio”, un artigiano della pellicola.

Nell’anno di chiusura forzata a causa della pandemia lui ha deciso di continuare a proiettare film a sala vuota. Nel buio del suo cinema, Morris si accomoda in una poltrona o in fondo alla sala, seduto in terra, così come faceva in tempi normali, come assaporando luci ed atmosfere che solo le immagini sanno dare. Lascia le porte aperte per permettere agli abitanti del piccolo paese di sentire le voci le musiche delle storie proiettate mentre i bagliori di luce escono come riflessi, per non dimenticare che il cinema esiste, che lo spettacolo va avanti. La resilienza è anche e soprattutto questa. Un unico spettatore Morris, e a volte il suo cane, in un momento di forte difficoltà, con le sale chiuse, ma gli affitti da pagare, con forza e determinazione sperando che le luci non si spengano per sempre.

Fin da bambino Morris disegnava sui quaderni di scuola le sale cinematografiche con i suoi flani per i manifesti e le sue rassegne cinematografiche. Casualmente conobbe il proprietario di un cinema in un  piccolo paese in provincia di Bologna e da allora, ogni giorno, gli chiedeva di poter entrare a far parte di  quel mondo per vivere l’atmosfera della sala, coi suoi tessuti di velluto rosso, le poltrone e il magico schermo. In cambio si offrì per piccoli lavori. Passarono gli anni e alla morte del proprietario gli venne chiesto di gestire quel cinema. Morris aveva 29 anni e senza pensarci un attimo accettò.

Oggi, dopo circa 20 anni, gestisce 3 sale cinematografiche nella provincia di Bologna, dedicando particolare attenzione sia alla qualità dei film trasmessi ma soprattutto all’accoglienza, accompagnando le proiezioni con aperitivi e serate a tema.

Il cinema come casa, luogo d’incontro e scambi d’opinione.

L’attività cinematografica ha subito una drastica riduzione di più del 75% in termini di presenze ed incassi, causando una perdita stimabile in più di 25 milioni di spettatori nel 2020: un crollo mai visto né ipotizzato dalla nascita di questo settore che oggi è un’industria.

Indirizzo sito internet 

www.fiorellabaldisserri.com 

Instagram.   Fiorella_baldisserri 

1) Macchina fotografica Fuji xe4 Vedi modello

2) ZAINO MANFROTTO ChicagoQui il link al modello

3) TREPPIEDE MANFROTTO Bt carbonioQui il link al modello.

La giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione d’onore per il progetto “Storie di volti ripercorsi” a Danila Dalmonte.

“Storie di volti ripercorsi” Danila Dalmonte.

Danila riceverà un cofanetto Cultura Musa con:

4 numeri di Gente di fotografia

3 libri fotografici della casa editrice Emuse:

Il portfolio fotografico di Sara Munari

Storytelling a chi? Di Sara Munari

Il photo editing. Scegliere le immagini nel racconto fotografico di Leonello Bertolucci

Inoltre riceverà un biglietto di entrata alla prossima edizione del Photolux festival, che si terrà nel 2022 a Lucca.

Ringraziamo tutte le partecipanti al Premio Musa e ci vediamo per l’edizione dell’anno prossimo.

VINCITRICI EDIZIONI PRECENDENTI

Settore Reportage 2020

Oliva Rotondo “Le balene volano allegre”

Olivia

Settore Ricerca/ritratto/ concettuale 2020

Veronica Benedetti con “Il condominio”

Veronica

Settore Reportage 2019

Mariagrazia Beruff coni Chinese Whispers 

Mariagrazia

Settore Ricerca/ritratto/ concettuale 2019

Claudia Amatruda con Naiade

Claudia

 

PARTNER E SPONSOR

Senza l’aiuto di questi sponsor e amici, la realizzazione del premio non sarebbe possibile, GRAZIE!

Emuse
Manfrotto
Emuse
Musa
Fotofabbrica
Colorno photo
Biennale fotografia femminile

Ci vediamo alla prossima edizione! GRAZIE A TUTTE!

Sara Munari

Lucia Mugnolo ‘Lo spazio condiviso’, segnalata Premio Musa donne fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

Lo spazio condiviso

Lo spazio condiviso. Diario di una quarantena con i miei figli adolescenti e due gatti, in 45 mq di un B&B, nell’attesa che finissero i lavori di ristrutturazione della nostra nuova casa.
Non avrei mai creduto fosse possibile rimanere chiusi in un monolocale di 45 mq per così tanto tempo, senza che un raggio di sole e di speranza potesse attraversare la nostra mente…
Io e i miei due figli, Ludovica, 19 anni e Carlo Andrea, 17 e due gatti, Amèlie e Dalì. Il distacco dalla casa di sempre e l’acquisto della nuova. I lavori di ristrutturazione e l’attesa che finissero… sfociata nella realtà surreale di una pandemia inaspettata.
All’improvviso il lockdown cambia le nostre vite, le abitudini, le consuetudini. Gli abbracci e i baci negati, il tempo condiviso sono un lontano ricordo. È la paura che domina tutti e toglie ore, tempo, giorni alla condivisione, alle risate, alle lacrime, all’amicizia che sarebbe accaduta, agli incontri, alla scuola.
Il tempo è immobile e dilatato e il mondo virtuale sostituisce e sostiene i legami, privati del calore e della vicinanza.
Nonostante questo, i ragazzi sono riusciti a riempire il tempo sostituendolo con dirette online, chat di gruppo, mantenendo sempre viva la condivisione.
Sono stati bravi e hanno saputo rinunciare a un pezzo di vita che gli sarà negato per sempre ma che loro hanno fatto proprio a modo loro, uscendo da questa esperienza più forti di prima. Hanno conosciuto la paura, la rinuncia, l’adattamento a una nuova realtà impensabile fino a pochi attimi
prima. E hanno rafforzato gli affetti, la comunicazione. Noi eravamo insieme e questo è quello che conta. Insieme abbiamo atteso e superato il peggio.
Noi siamo molto fortunati.
Noi siamo uniti.
Ho voluto documentare questo tempo sospeso come uno scrigno che racchiude il nostro amore, quello che ha rafforzato gli affetti e ci ha fatto sentire forti in un momento in cui tutto vacillava… soprattutto le certezze.

Biografia

Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, si impegna nell’insegnamento per vari anni per poi fondare e gestire “Casa Mugnolo Home Gallery”.
Dal 2010 si dedica alla fotografia a tempo pieno.
Dal 2016 segue molti workshop fotografici in diverse città italiane con importanti fotografi come: Toni Thorimbert, Francesco Zizola, Alan Marcheselli, Angelo Ferrillo, Stefano Cerio, Kadir Van Lohuizen, Pep Bonet, Yuri Kozyrev, Marco Zanta, Pietro Masturzo, Mario Laporta, Laia Abril, Aaron Shuman, Nicolas Pascarel, Marco Tortato, Fiorenza Pinna, Nausicaa Giulia Bianchi, che la portano ad accrescere le sue esperienze nei linguaggi fotografici e ad esporre le sue fotografie in collettive di Gallerie d’Italia, dedicate ai temi di Salvatore Fergola curata da Mario Laporta e in quella della Fondazione Real Monte Manso di Scala sulle Moderne Vestigia – Pompei 2.0.
Consegue il diploma di fotografo commerciale, il Master di Fotografia con Lina Pallotta alle Officine Fotografiche di Roma.
Segue anche i corsi di camera oscura tenuti da Luca Anzani e ha ospitato presso la sua Home Gallery, workshop di Storytelling tenuti da Federica Cerami.
Ha esposto il suo progetto fotografico sul lockdown “Lo spazio condiviso” ai Magazzini Fotografici di Napoli in Spazio Fotocopia, curato da Ivonne De Rosa e alla rassegna “Un altro sguardo sulla fotografia” al Museum a Napoli, curata da Mario Laporta.

Camilla Miliani ‘Difettosa’, segnalata Premio Musa donne fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

D I F E T T O S A

Questo progetto indaga una malattia incomprensibile e lo fa in modo metaforico, in un’atmosfera surreale ed enigmatica.

Il mio giovane corpo nascondeva un segreto al suo interno, una rosa già appassita.

I medici mi hanno studiata per anni, senza capire il motivo dei miei dolori.

Le mie gambe pesano come se ai piedi avessi attaccati dei macigni. Le mani faticano a muoversi e vengono colpite da scosse di fulmini. A volte ho l’impressione di spezzarmi, come un albero che lotta contro il vento.

Tre pasticche al giorno tutti i giorni e lo stomaco non vuole più assumere altro cibo. La rabbia sale insieme al pianto, ed i capelli cadono come le gocce sul viso.

Tutti nella vita veniamo scossi da situazioni difficili, spesso complicate, a volte irrisolvibili.

Il punto sta nel come affrontiamo tali situazioni.

Il cervello, nostro centro di controllo, influenza ogni parte di noi: cellule, organi e funzioni.

Un atteggiamento positivo può davvero plasmare le sorti di una malattia e cambiare tutta la mia vita?

Camilla Miliani è una giovane fotografa italiana. Nasce in una delle piccole isole dell’arcipelago toscano, l’Isola d’Elba, ma fin da piccola sente il bisogno di esplorare il mondo al di là del mare.

La fotografia è il suo lascia passare per l’evasione.

Nel 2017 si iscrive alla Libera Accedemia di Belle Arti di Firenze.

Nel 2020 vince il premio “Canon giovani fotografi” come seconda classificata, con il progetto “Luna splendida”, che verrà esposto al festival di Cortona on the move e al Terra di tutti film festival di Bologna.

Per vedere altre foto di Camilla: @camilla_miliani

Francesca Pompei “The women of Rebibbia” segnalata Premio Musa donne fotografe

The women of Rebibbia. Walls of stories
Nell’immaginario collettivo la vita carceraria è alimentata da film ed immagini che trattano quasi sempre la questione da un punto di vista maschile.
Nell’era del movimento #MeToo e di una generale rivalsa della questione femminile ho deciso d’indagare cosa sia la detenzione per una donna: il problema della maternità, la relazione con la famiglia e il partner, la dura condizione di convivenza con le compagne di cella spesso di culture e
paesi diversi.
A Roma, la mia città, la sezione femminile del carcere di Rebibbia è la più grande d’Europa. La sua gigantesca architettura, mutuata sul modello del Panopticon di Jeremy Bentham, è divisa in due corpi principali, il Camerotti e il Cellulare, le cui mura scandiscono inesorabili i tempi quotidiani della prigionia.
Ho lasciato quindi che questi spazi parlassero per le loro abitanti: le celle, il nido, l’infermeria, gli spazi comuni per le attività sociali ed educative, l’azienda agricola, la sala colloqui, tutti ambienti dove le prigioniere consumano la loro vita per anni.
Dato che in carcere non esiste privacy e ogni momento è sotto controllo, ho mutuato le singole prospettive personali in uno sguardo collettivo che avvicina dolore e sollievo in un un’unica dimensione, in bilico nella sottile separazione tra violenza e redenzione, solidarietà e dramma.
Scoprendo un mondo molto diverso dalle mie aspettative e quasi mai raccontato, questo progetto ha cambiato la consapevolezza sul mio essere e vivere il mio status di donna libera. Magari, grazie al potere della fotografia, può farlo anche in qualcun altro.
Francesca Pompei

The first floor of the Camerotti building, a part of the women’s section of Rome’s Rebibbia prison, Italy. The first floor hosts many prisoners awaiting trial. Francesca Pompei “The women of Rebibbia”
The wall of a cell in the Camerotti building of the women’s section of Rome’s Rebibbia prison, Italy. The Camerotti hosts the appellants or the prisoners sentenced to a lighter penalty. Francesca Pompei “The women of Rebibbia”
A corner in a cell of the kindergarten section of the women’s section of Rome’s Rebibbia prison, Italy. The women can follow their babies growing until they are 3 years old. Francesca Pompei “The women of Rebibbia”

Per vedere questo e altri lavori di Francesca www.francescapompei.it

Biografia

Francesca Pompei è una fotografa laureata con lode in Filosofia e specializzata in immagini di arte ed architettura, membro del direttivo di Tau-Visual, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti dal 2014 al 2020.
Tra la sua attività espositiva: Art Basel Miami Beach 2013, Affordable Art Fair New York 2014, Select Fair-Frieze Art Fair New York 2014, FOTOGRAFIA-Festival Internazionale di Roma 2014, Art Fair Tokyo 2015, Oltre le Mura di Roma 2016, Museo MACRO-Testaccio di Roma, Premio
Arte Laguna 2016- Nappe dell’Arsenale Venezia, Oltre i libri-Biblioteca Angelica Roma, Celeste Prize 2016 Oxo Tower Wharf Londra, Affordable Art Fair New York City 2016, Art Basel Miami Beach 2016, Art Fair Tokyo 2017, Art Busan 2017, PhotoPlus Expo New York 2017, Artissima 2017- Museo MIIT Torino, Architectural Digest Design Show New York 2018, Making Strange, Praxis Gallery & Photographic Arts Center di Minneapolis, Affordable Art Fair Hong Kong 2018, 5th Biennial of Fine Art & Documentary Photography-Barcellona, Photokina 2018, Paratissima
Art Fair 2018, Artrooms Fair London 2019, Art Fair Paris 2019, Visuali italiane-Tokyo, Trieste Photo Days 2020, Aesthetica 2020-York Art Gallery, PHOTO IS:RAEL’s 8th International Photography Festival.
Il suo lavoro è nella collezione permanente della Fondazione Dario Mellone di Milano ed è online su LensCulture, blink, Dodho, Fondo Malerba per la Fotografia, L’Oeil de la photographie, Saatchi Art, Aesthetica Magazine, All About Photo, OpenEye, Artribune, Artsper, Il Giornale dell’Architettura, Artsy e Artnet.
Il suo nome è inserito nella rivista Art in America’s 2017 Guide to Museums, Galleries and Artists, tra i TOP 100 artists 2018 dalla Circle Foundation for the Arts-France e nel 10% di Top entries del World Press Photo 2019.
E’ membro di PhotoVogue ed è rappresentata dall’Art+Commerce Agency-PV Collection di New York.

francescapompei@hotmail.com

francescapompei1@gmail.com

Irene Artuso , tu sei come una terra. Segnalata Premio Musa donne fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

TU SEI COME UNA TERRA

Questo progetto consiste in una serie di immagini raccolte nei miei viaggi, in luoghi più o meno lontani, dall’altopiano boliviano alla Sicilia. Nelle foto i paesaggi si alternano a ritratti di donne che fanno parte della mia vita, in una geografia sentimentale. E’ una poesia visiva che parla di terre silenziose e dell’io che le coglie. La pelle chiara, l’acqua e i frutti carnosi seguono le trame di questo mio percorso emotivo nella natura. Le donne protagoniste dei miei ritratti osservano, attraggono e imitano il paesaggio, come ninfe, facendo fluire in loro la stessa natura maestosa che contemplano. 

Qui i lavori di Irene: www.ireneartuso.com 

Irene Artuso
Irene Artuso
Irene Artuso

BIO

Irene Artuso è nata a Roma nel 1992. Laureata in Fisica e in Bioinformatica, svolge attualmente un dottorato di ricerca in Scienze Biomediche. La forte passione per le scienze naturali è stata sempre accompagnata da un profondo interesse per la fotografia analogica, entrambi fondamentali strumenti di indagine e scoperta del reale. La dimensione del viaggio rappresenta il momento perfetto di esplorazione attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. 

Sara Minerali “In Asia”, segnalata Premio Musa donne fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

In Asia

In Asia è il risultato di un lungo viaggio verso est, una peregrinazione via terra e senza aerei attraverso confini fisici e culturali. Sei mesi di viaggio e 20.000 km percorsi dalla Mongolia al Myanmar, passando per la Cina ed il Sud-Est Asiatico.
Un vagabondare, per quanto possibile consapevole, fra società e popoli profondamente diversi tra loro ma il più delle volte interconnessi. Destini che si incontrano e si allontanano in un passato non tanto distante, segnato da sanguinose dittature, domini coloniali e guerre disumane. L’orgoglio delle persone ma anche la loro rassegnazione. Il peso della memoria ma anche lo sguardo verso il futuro. La sfida delle nuove generazioni per uscire dalle gabbie e dalle diseguaglianze del passato e del presente. Un racconto per immagini fatto di luci e di ombre, di contraddizioni e di identità.
In qualche modo, un piccolo omaggio all’opera di Tiziano Terzani e alla sua Asia che ormai non esiste più.

Sara Minerali “In Asia”
Sara Minerali “In Asia”
Sara Minerali “In Asia”

Sito web di Sara Minerali

Bio
Sara Minerali, classe 1989, nasce a Bologna dove intraprende un percorso accademico in Antropologia Culturale, laureandosi con una tesi sulla rappresentazione dell’alterità nella fotografia di Diane Arbus.
Contestualmente, si forma anche in ambito fotografico attraverso workshops, letture portfolio e progetti personali; tra il 2015 e il 2016 frequenta a Firenze la Scuola Internazionale di Fotografia e Narrazione Visiva Apab, concludendo il percorso con uno stage presso lo studio Foto Image di Fulvio Bugani.
Nel 2016 un suo progetto di street photography viene pubblicato sul magazine Il Fotografo e nel 2020 pubblica un altro lavoro nella sezione Black Camera di Rolling Stone Italia.
Ama viaggiare e crede che non ci sia al mondo niente di meglio di viverlo ed immergercisi con stupore e rispetto, ancor meglio se con una macchina fotografica.

Marlene Bialas ‘Disappear’, segnalata Premio Musa donne fotografe

Buongiorno, ecco alcuni lavori dalle fotografe segnalate durante la giuria del Premio Musa per donne fotografe, perché particolarmente interessanti.

“Disappear”

‘ È tutto così vuoto, slegato. Il vuoto, l’angoscia[…] Così vuoto, tutto così vuoto…
Che devo fare? Non pensare più a nulla. Semplicemente esserci […]
L’angoscia mi fa male perché solo una parte di me ha l’angoscia e l’altra non ci crede. Come devo vivere?
Forse non è per niente questo il problema. Come devo pensare? So così poco.
E forse è perché sono sempre così curiosa. Talvolta penso in modo così sbagliato perché penso…
Come se parlassi contemporaneamente a qualcun altro. All’interno degli occhi chiusi… chiudere un’altra volta gli occhi’ (Il cielo sopra Berlino) 

Il tempo si ferma, la lentezza e l’immobilità portano inevitabilmente alla memoria, costringono a ricordare, a pensare, ad affrontare dolori trascurati per anni.
La sofferenza per la perdita prematura di un fratello, il bisogno di comprenderlo e di ricordarlo. L’attaccamento alla mamma, il desiderio di tornare all’infanzia, a una dimensione di spensieratezza, di calore e di protezione. La difficoltà ad essere felici, per paura che si possa spezzare ancora qualcosa. E dunque la costrizione a una piattezza emotiva, a una freddezza, un distacco, per evitare di soffrire. La paura di restare da soli, la paura di se stessi. Il non riconoscersi più in quello che si è, il sentirsi sospesi, vuoti, privi di forze. Il rifugio nel sonno e nel sogno per fermare la mente. Il desiderio di una normalità, di una vita semplice, di vivere la vita di qualcun altro, l’attrazione per le case degli altri, illuminate, calde. 

E infine il lasciarsi andare, l’abbandonarsi a quell’Oceano di ricordi, di emozioni, di dolore, di bellezza, che si mescolano e scorrono, infiniti. 

Marlene Bialas ‘Disappear’

Nata a Milano nel 1998, metà tedesca e metà italiana, sono la seconda di 4 fratelli. Sono una fotografa ma amo molto anche il cinema i libri e l’arte. Mi sono diplomata al liceo classico e dopo un anno di viaggi e lavoro mi sono iscritta all’accademia di fotografia Mohole a Milano.                                            

 La mia sensibilità si esprime al meglio nella realizzazione di fotografie intime, artistiche e concettuali. Adoro osservare ,qualsiasi cosa, le persone ,i movimenti, le espressioni del viso ,una luce particolare, un colore, una situazione, una scena buffa ,un dettaglio che mi ricorda qualcosa. La maggior parte delle mie fotografie sono semplicemente la mia visone del mondo. Adoro i film francesi e il francese, i personaggi un po’ strambi, il buio, la sera e le luci all’interno delle case; penso di avere una visione molto poetica del mondo e adoro sognare. 

Da piccola sognavo di lavorare nel circo o nel mondo dello spettacolo, ho fatto per molti anni danza e pattinaggio artistico. Mi affascina tutto il lavoro che sta dietro alla realizzazione di un film, dalle scenografie, ai costumi, alla recitazione; aspiro infatti a diventare una fotografa di scena. 

Per vedere questo e altri lavori di Marlene: www.marlenebialas.it