La luce sul volto. Gli schemi di illuminazione nel ritratto.

Nel mondo della fotografia di ritratto, la luce è molto più di un semplice strumento tecnico: è un linguaggio espressivo, un mezzo capace di dare forma alle emozioni e rivelare l’identità più profonda del soggetto. Nel suo libro, Maurizio Valdarnini invita lettori e fotografi a riscoprire questa dimensione attraverso un percorso teorico e pratico che intreccia arte, tecnica e simbologia. L’autore analizza il ritratto come relazione tra fotografo, soggetto e illuminazione, studiando sia gli schemi classici sia quelli più sperimentali, sempre letti in chiave emotiva e simbolica. Attraverso esempi pratici, schede tecniche e riferimenti iconografici, la luce e l’ombra diventano strumenti narrativi capaci di rivelare l’identità del soggetto. Il libro si propone quindi come una guida completa e formativa per comprendere il potere comunicativo della luce nella fotografia di ritratto. Buona lettura! Sara Munari

«Conoscere le caratteristiche proprie delle luci che illuminano il volto ci consente di realizzare ritratti di grande espressività grazie alla potente carica simbolica degli schemi di illuminazione»— Maurizio Valdarnini

Book cover for 'La luce sul volto' by Maurizio Valdarnini, featuring geometric shapes in yellow, red, and black with the subtitle 'Gli schemi d'illuminazione nel ritratto'.

Nel processo di raffigurazione del volto l’equilibrio tra distribuzione formale e potenzialità espressiva delle ombre determina la logica che ha guidato gli artisti che ci hanno preceduto e che oggi troviamo codificata negli schemi d’illuminazione. Un ristretto numero di punti luce collocati nello spazio intorno al soggetto da ritrarre ognuno dei quali determina un particolare disegno di ombre sul viso del soggetto, ciascuno col suo specifico significato. La carica espressiva delle ombre, nel loro modellare il volto umano, acquista un valore ancestrale ed indipendente dalle singole fisionomie a cui si applicano, consentendo l’individuazione di proprietà comunicative e simboliche autonome del segno luminoso e della sua origine. Schede tecniche e riferimenti iconografici completano le informazioni utili a realizzare un’illuminazione corretta sul piano formale e significativa su quello espressivo.

Copertina del libro 'La luce sul volto' di Maurizio Valdarnini, con un design moderno su sfondo giallo.

Contenuto:

INTRODUZIONE

1. RIFLESSIONI – Il ritratto come relazione – La logica degli schemi – Disposizioni

2. SCHEMI DI ILLUMINAZIONE – Luce dall’alto – Luce farfalla – Luce frontale – Luce laterale – Luce Rembrandt – Luce loop – Luce contraria – Luce dal basso

3. INTEGRAZIONI ILLUMINOTECNICHE – Schemi visti di taglio – Luci secondarie o di complemento

CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Biografia dell’autore

Fotografo ritrattista, ha collaborato con alcune delle più importanti riviste ed agenzie di pubblicità e con importanti artisti del panorama internazionale come Fabio Mauri, Errò e Luigi Ontani. Diplomato allo IED, è autore dei libri di ritratti fotografici Visus e SOLO. Portrait d’Artistes.

Laureato in Sociologia è docente all’Accademia di Belle Arti di Roma e per 39 anni all’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma dove è stato per 18 anni direttore. Ha tenuto corsi presso Officine Fotografiche ed è stato membro del comitato scientifico in diverse edizioni di Fotoleggendo e membro di numerose giurie di concorsi fotografici.

Al suo lavoro professionale affianca da sempre un’intensa attività di sperimentazione fotografica e un impegno didattico e formativo sulle future generazioni di fotografi e performer.

Ha esposto in importanti gallerie e al Festival Internazionale di Fotografia di Roma. Alcuni dei suoi lavori di ricerca sono conservati presso musei nazionali e collezioni private. Giornalista pubblicista è stato Esperto fino al 2020 alla Platform du Conseil International du Cinéma, de la Television et de la Comunication Audiovisuelle del Ministero della Cultura Francese.

Per l’acquisto

Amazon – https://amzn.eu/d/eb3qAMW

Postcard edizioni – https://www.postcart.com/libro/9788831363044

Il sito dell’autore: https://www.mauriziovaldarnini.com/

L’anacronismo come resistenza creativa nella fotografia

Sul cammino di Santiago De Compostela, Sara Munari

Ciao a tutti! Come sapete tengo questo blog dal 2015, voglio cambiare un pochino! Non scrivo solo io, ma ogni articolo scritto da me in senso “critico” sarà un piccolo tentativo di fare il contrario di ciò che il tempo ci chiede: inseguire il presente, rincorrere la moda, adeguarsi. Io preferisco l’anacronismo. Non perché sia romantico o “figo”, ma perché è l’unico modo per inventare davvero qualcosa di mio e, forse, anche di vostro. Qui si parla di immagini che non hanno fretta, di estetiche che non viaggiano sui trend topic e di scelte visive che spesso fanno storcere il naso. E se riusciremo a ridere un po’ delle nostre stesse fissazioni, ancora meglio. Perché l’ironia, ve lo assicuro, è l’unico filtro che rende sopportabile il mondo della fotografia contemporanea. Benvenuti quindi in questa serie: un viaggio fuori tempo, con qualche deviazione imprevista, un paio di scivoloni controllati e la speranza che, alla fine, qualcuno possa davvero guardare il mondo in modo un po’ diverso. Sara Munari

Viviamo in un’epoca in cui la velocità della produzione visiva sembra dettare anche i criteri di valore. Ciò che è contemporaneo, ciò che aderisce alla tendenza del momento, viene spesso percepito come innovativo. Eppure, se guardiamo con attenzione, la conformità al presente raramente genera vera invenzione: produce invece varianti, adattamenti, aggiornamenti di un’estetica già assimilata.

Per questo ogni artista fotografo, se vuole davvero scalfire la superficie dell’ovvio, deve essere anacronistico.

Essere anacronistici non significa rifugiarsi nel passato o cercare riflessi rassicuranti in tecniche obsolete. Al contrario, è la capacità di pensare fuori dal tempo, di non lasciarsi imbrigliare dalle griglie narrative ed estetiche del “qui e ora”. L’anacronismo è un atto critico: rifiutare l’ovvietà del presente per costruire un linguaggio che non sia immediatamente traducibile in “trend”.

La fotografia, per sua natura, porta già in sé una tensione temporale: ogni immagine è testimonianza di un istante che non esiste più. Ma se il fotografo si limita a replicare lo stile dominante del suo tempo, non fa altro che rafforzare il presente, senza metterlo in discussione. L’artista anacronistico invece forza questa condizione: inventa spazi visivi che sembrano provenire da un’altra epoca, o da nessuna epoca riconoscibile.

Pensiamo agli autori che hanno rotto gli schemi: non erano mai del tutto in sintonia con il loro presente. Chi innova non si adatta, chi innova stona, appare fuori luogo, inattuale. Ma proprio questa frizione con l’oggi apre la possibilità di vedere oltre, di creare immagini che non si lasciano consumare nel ciclo effimero della contemporaneità.

Per un fotografo essere anacronistico significa osare: scegliere linguaggi, ritmi, estetiche che non trovano immediato riscontro nell’orizzonte culturale circostante. È un rischio, perché espone a incomprensioni e solitudini. Ma è anche l’unico modo per generare immagini che abbiano un peso, che non si dissolvano con l’ennesima tendenza.

La vera innovazione non nasce dall’aderire al tempo presente, ma dal tradirlo. Ogni fotografo che aspira a inventare, piuttosto che a ripetere, dovrebbe parlare con un linguaggio che non appartiene al suo tempo, e proprio per questo lo illumina con uno sguardo inedito.

Sara

È arrivato il mio nuovo libro: La grammatica delle immagini

Sono felice di annunciare l’uscita del mio nuovo libro, La grammatica delle immagini, pubblicato da Apogeo Editore ( Feltrinelli ).

Questo libro nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato – e continuo a imparare – sul linguaggio fotografico e sull’utilizzo consapevole delle immagini. Viviamo immersi in un flusso costante di immagini: le produciamo, le condividiamo, le interpretiamo ogni giorno. Ma ci fermiamo mai davvero a chiederci come funziona un’immagine? Quando un’immagine funziona? E perché?

La grammatica delle immagini è un invito a osservare con più attenzione. Non è un manuale tecnico né una guida per “fare belle foto”, ma un percorso per imparare a leggere e costruire significato attraverso le immagini. È pensato per chiunque voglia capire meglio il linguaggio visivo: fotografi, comunicatori, studenti, curiosi, o semplicemente chi vuole vedere con più consapevolezza.

Spero possa essere una lettura utile, stimolante e, perché no, anche sorprendente.

Grazie a chi lo leggerà, e a chi vorrà discuterne con me.
Ci vediamo tra le pagine.

📘 La grammatica delle immagini
📍 Disponibile da Apogeo Editore / Feltrinelli